Bibliomanie

Davide Monda

Davide Monda

http://davidemonda.it

Davide Monda svolge da oltre vent'anni attività didattica e di ricerca nell’Ateneo petroniano (Dipartimento di Filosofia e Comunicazione, Dipartimento di Storia Culture Civiltà e, soprattutto, Dipartimento di Lingue, Letterature e Culture Straniere Moderne). È inoltre professore di italiano, filosofia e storia presso l'Istituto d'Istruzione Superiore "Crescenzi-Pacinotti-Sirani" e presso i Licei "A. Manzoni" di Bologna, bibliotecario del Collegio universitario dei Fiamminghi "Jean Jacobs" e della Fondazione "Elide Malavasi", editor di Rusconi (per i classici moderni) e del Gruppo editoriale Persiani, nonché consulente presso altre Case editrici storiche. Nel 2004, insieme con Roberto Roversi (1923-2012), ha ideato “Bibliomanie. Ricerca umanistica e orientamento bibliografico”. Conte di nobiltà angioina (1287), col Granduca Ottaviano de' Medici e con l'Ordine mediceo sta rifondando da un triennio l'"Accademia Platonica" di Firenze. Giurista, francesista, comparatista e storico delle idee, è autore di volumi e saggi (circa 500 pubblicazioni, perlopiù scientifiche) sulla letteratura e la storia culturale d’Europa dal Medioevo al Novecento. Ha curato filologicamente, infine, diversi classici antichi e moderni.

Figure e problemi dell’Utopia dal Rinascimento all’unità d’Italia
di , numero doppio 46/47, luglio 2018/giugno 2019, Note e Riflessioni

Figure e problemi dell’Utopia dal Rinascimento all’unità d’Italia

Nel vario e ampio sviluppo del genere utopico dal Rinascimento al Positivismo, pare legittimo distinguere opere di carattere prevalentemente letterario da altre ove prevale un engagement di natura politico-sociale. Nell’età antica e medievale, la civiltà occidentale era andata elaborando, come si sa, diversi miti che stanno alle radici dell’utopia moderna (l’Età dell’oro, l’Eden, l’Apocalisse giovannea etc.), ed anche Platone, Aristotele e altri filosofi greci e romani de race avevano introdotto rilevanti modelli utopici: salvo eccezioni, tutto questo ricco ed eterogeneo patrimonio è presente nell’immaginario e nella “biblioteca mentale” dei moderni, i quali – come qu... continua a leggere

tag: , ,

torna su

Per Fosca. Verso una fenomenologia del romanzo breve
di , , numero doppio 46/47, luglio 2018/giugno 2019, Saggi e Studi

Per <em>Fosca</em>. Verso una fenomenologia del romanzo breve

Fosca di Igino Ugo Tarchetti (1839-1869) rappresenta con ogni probabilità, nel vario ed eterogeneo panorama della Scapigliatura di un'Italia ancora da farsi, un romanzo d'importanza tutt'altro che secondaria: se, da una parte, appare accogliere parecchi motivi dominanti in questo movimento culturale affatto sui generis, dall'altra si rivela – a ben vedere – tendenzialmente sovversivo persino nell'anarchico "canone" scapigliato, nonché proiettato, talvolta quasi visionariamente, verso tematiche, fermenti e temperie assai... continua a leggere

tag: , ,

torna su

Per i Conti Suzzari, fra nobiltà  e memoria
di , , numero 45, gennaio/giugno 2018, Note e Riflessioni

Grazie al nitido, cristallino riflesso di uno spavaldo raggio di sole che, galante e inarrendevole corteggiatore, bacia la mano del Po, ove prende il nome di Zara, si rivela timidamente unpaesino che par quasi estraneo alla caducità connaturata all'humana condicio; beffandosi inconsapevole della falce del tempo, che corre e scorre come le acque del suo fiume, ègiunto ai giorni nostri col nome di Suzzara. È questa un’isola di antichi natali, tanto da dar nome a una delle più antiche famiglie patrizie di "Reggio dell'Emilia": i Suzzari. Fra le centinaia di case nobili annoverate nello scorrere dei secoli che hanno seguito il Duecento, lo stemma dei Suzzari può dirsi l’unico superstite di quasi novecento anni di storia, insieme con quello della famiglia dei marchesi Tacoli che, contrariamente ai Suzzari, ètuttora vivente. Trattasi diuno scudo troncato, innestato e merlato di cinque pezzi; d... continua a leggere

tag: , ,

torna su

Crisi economiche e ricadute psicologiche fra Novecento e terzo millennio. Intervista a Giorgio Bernini
di , numero 44, luglio/dicembre 2017, Note e Riflessioni

Abbiamo avuto il privilegiod’intervistare, su questo tema d’indubbia attualità, il professor Giorgio Bernini (1928-), giurista di fama mondiale (Diritto civile e commerciale, Diritto internazionale, Diritto comparato), insigne decano italiano dell’arbitrato, nonché ex Ministro della Repubblica italiana (Commercio conl’estero). Ecco, in estremasintesi, la sostanza del dialogo. Vad’altronde precisato che, dopo avergligentilmente chiesto di evitare (o perlomeno limitare), se possibile, quei termini tecnici che sono peraltronecessari alle discipline coinvolte, questogiovanile “maestro di color che sanno” ci ha ascoltatocon disponibilità, flessibilitàe cortesia davvero straordinarie. Quale è stato, secondo Lei, l’effetto psicologico principale del Wall Street Crash? Beh, in tutta semplicità e ispirandomi ad un celebre dipinto di Caspar David Friedrich, il naufragio d... continua a leggere

torna su

Ultime tesserucole poietiche
di , numero 44, luglio/dicembre 2017, Poetando

I Ad aspettar carezze… Ad aspettar carezze impegnai speranze e lo scandir dei giorni si fece lieve, all’adorato corso di variopinte ore a bocca aperta voltai la testa. Per chiaro specchio scambiai la lama di una cruda falce a rotear nell’aria e porsi il viso a bieca vita, di nuovi sogni ingorda sempre. II Aria e pietre e tempo Aria e pietre questi giorni immutabili, orde di ore grevi e aguzzine che disegnano scie in bianco e nero sulle mie spalle. III Nelle tue armi Eccomi ancora nelle tue armi: mentre àgiti la spada, mi vedi riflesso nello slancio freddo dell’acciaio. Esangui linee fuggono l’aria per rifugiarsi meste in una scia metallica che lenta squarta il cielo. C’è una battaglia in questa notte che strisci... continua a leggere

torna su

Forza, intelligenza e sfide nel nuovo romanzo di Adélaïde De Clermont-Tonnerre
di , numero 43, gennaio/giugno 2017, Note e Riflessioni

Forza, intelligenza e sfide nel nuovo romanzo di Adélaïde De Clermont-Tonnerre

Gli scrittori non devono essere professori di morale, ma devono esprimere la condizione umana. E non vi è nulla di così essenziale alla vita, per tutti gli uomini e in tutti i momenti, come il bene e il male. Quando la letteratura diventa, per partito preso, indifferente all’opposizione di bene e male, tradisce la propria funzione. Simone Weil, Morale e letteratura Quando diciamo “ti amo”, diciamo qualcosa di molto particolare, che immediatamente fa sorgere la domanda: ma cosa stiamo dicendo, che significa? Posso dirvi che nessuno sa rendere il senso di queste parole, nessuno… Jean-Luc Nancy, M’ama, non m’ama 1. Perché un nuovo romanzo nelle nostre “vite di corsa... continua a leggere

torna su

Alcune annotazioni sulla storia dell’Alma Mater Studiorum
di , numero 41, gennaio/giugno 2016, Note e Riflessioni

Alcune annotazioni sulla storia dell’<em>Alma Mater Studiorum</em>

L’istituzione che oggi viene ordinariamente definita università si configura, a Bologna, verso la fine dell’XI secolo, allorquando maestri di grammatica, retorica e logica iniziano ad applicarsi al diritto. Secondo la miglior scienza ed esperienza attuali, il 1088 può essere accolto solo come data convenzionale. In quel torno di tempo, comunque, a Bologna si organizza un insegnamento libero e indipendente, in primis, dalle scuole ecclesiastiche: di fatto, al tramonto dell’XI secolo insigni maestri di grammatica, retorica e logica vi studiano e professano il diritto. La prima figura di spicco su cui sono pervenute notizie sicure è Irnerio – padre nobile dei celeberrimi glossatori e, non per caso, soprannominato Lucerna iuris – la cui infat... continua a leggere

tag: , ,

torna su

«Il ridicolo animale eretto» di Maurizio E. Serra
di , numero 41, gennaio/giugno 2016, Letture e Recensioni

«Il ridicolo animale eretto» di Maurizio E. Serra

Un’anti-vita di Svevo la si può ben intendere senza troppi sforzi: la sua è un’opera compatta, corrosiva, contorta, abbastanza breve, se commisurata alle odissee letterarie dell’epoca, di cui però non sono stati ancora analizzati tutti i recessi, i sotterfugi, gli ostracismi. Ma la sua vita? Anzitutto, esiste per un biografo? Oppure occorre ricercare soltanto nei libri un personaggio così lontano dall’immagine dell’homme de lettres? E se, al contrario, la vita fosse stata solo uno scartafaccio dell’opera, quanto ne resta che sia capace di turbare, sedurre, inquietare? Che dobbiamo scoprire ancora in uno scrittore che del rifiuto di apparire – o semplicemente di farsi notare – ha fatto il perno della sua vocazione, la misura della sua identità?... continua a leggere

tag: ,

torna su

Ricordo di Tullio Ascarelli di André Tunc
di , numero 39, maggio/agosto 2015, Traduzioni, inediti e rari

Un’opera di Tullio Ascarelli [1903 - 1959] su Hobbes e Leibniz non potrebbe presentarsi al lettore senza una diligenza assoluta. La mente poderosa del maestro italiano aveva familiarità con i più insigni pensatori di tutti i tempi. E la cosa migliore, dinanzi a lui e dinanzi a loro, è farsi da parte. Vorrei così, in queste righe, limitarmi a offrire una duplice testimonianza: sull’opera e sull’uomo. Poco prima della morte, Tullio Ascarelli mi diceva le ragioni di questo libro. Era tragicamente consapevole della crisi della nostra civiltà. Forse Roma, più di ogni altra città al mondo, è adatta a far vivere quella mescolanza di grandezza e barbarie che si ritrova in qualsivoglia civiltà umana. Ma come questo ebreo, che si era visto minacciato, con la moglie e i figli, per la semplice appartenenza ad una razza, avrebbe potuto restare insensibile alle ombre del tempo presente, più minacciose delle cupe stradine schiacciate, di notte, fra i grandi pa... continua a leggere

torna su

Fra labirinti di templi complessi. Premesse storico-critiche allo studio di letterati tedeschi del Sette – Ottocento prossimi agli ideali della Massoneria
di , numero 37, settembre/dicembre 2014, Saggi e Studi

La Germania, insieme con l’Inghilterra, la Scozia e la Francia, è una delle culle della Massoneria moderna, di quella, dunque, definita “speculativa”. Anche se, antecedentemente al XVIII secolo, le cosiddette Logge “operative” sono state importanti e numerose, ed hanno saputo ben presto accogliere, come del resto le omologhe inglesi, dei “muratori accettati” (vale a dire uomini che non appartenevano al mestiere, come artisti e filosofi), le prime vere Logge moderne furono, in Germania come in tutt’Europa, di origine britannica. Probabilmente ad Amburgo, nel 1737, fu fondata la prima Loggia speculativa tedesca, che nel 1741 prese il nome di “Absalon”. Una sua delegazione iniziò, il 14 agosto 1738, il futuro re di Prussia, Federico II, ‘despota illuminato’ e gran sostenitore della Massoneria in Europa, nonché istitutore egli stesso di una prima Loggia a carattere privat... continua a leggere

torna su

Ritratto di Fortunat Strowski (1866-1952) di Maurice Levaillant
di , numero 34, settembre/dicembre2013, Traduzioni, inediti e rari

Fortunat Strowski. Ora ho il compito di ripercorrerne, dinanzi a voi, la carriera e di farne rivivere lo spirito: era uomo illustre e affascinante. È compito certo gradito: ripercorrendo venticinque o trent’anni, ho avuto l’illusione di ritrovare un po’ della mia giovinezza nella familiarità di maestri e amici – come lui, ahimè, o prima di lui, scomparsi. Compito tuttavia delicato: per quanto eminenti e solide fossero le qualità del vostro collega, erano il fascino e la grazia a distinguerlo. Una sorta di grazia intellettuale, un po’ simile alla grazia femminile, che La Fontaine dice «più bella ancora della bellezza»; una sorta di fascino, di cui subiva la magia rinunciando a definirlo. Strowski aveva qualcosa del poeta, discepolo com’era non solo di La Fontaine, ma di Montaigne; spesso, all’apparenza, «mutevole e vario» come l’autore degli Essais, volando spesso, giusto come l’autore delle Fables, «di fiore in fiore e da una cosa all... continua a leggere

torna su

Luigi Galvani, scienziato, miles Christi e homme de lettres europeo. La ricerca come stile di pensiero e di vita
di , numero 34, settembre/dicembre2013, Saggi e Studi

Fu quella [di Galvani] un’età felicissima per la dotta Bologna, e che toccò il sommo allorché il Galvani coronavala colla immortale scoperta, meravigliosa in se stessa, e come origine e principio di tanti portentosi trovati che apportarono vantaggi d’ogni guisa, e che per tutti i secoli venturi ne apporteranno. C. Malagola (a cura di), Luigi Galvani, 1879. L’opposizione del Volta alla teoria galvaniana diede occasione a una vivace e feconda polemica e a un allargamento di ricerche da cui venne la scoperta della pila e, soprattutto, quella conoscenza e quel dominio delle forze elettriche, che dovevano trasformare così profondamente non solo il campo teorico della Fisica, ma in molti lati anche la vita stessa dell’umanità. La scoperta dell’elettricità animale rimane il vanto di Galvani e della scuola bolognese. L. Simeoni, Storia dell’Università di B... continua a leggere

torna su

Considerazioni sul senso della cultura nel terzo millennio. Davide Monda intervista Roberto Roversi
di , numero 33, maggio/agosto 2013, Note e Riflessioni

Monda: è con Lei, attento, esigente osservatore del mondo contemporaneo, che vorremmo trovare le parole meno inadeguate per parlare di cultura. Cercare (adagio) una definizione, vedere i luoghi in cui oggi si realizza meglio, e i suoi protagonisti, e quali rapporti realmente mantiene con la realtà che ci circonda. Come ancora si può attraversarla. Tentiamo perciò di capire cos’è e i vari livelli in cui si esprime. Roversi: Direi semplicemente, ma con molta convinzione, che cultura è cercare ciò che non si sa in ogni direzione: nei libri, nella lettura dei giornali, nella ricerca dei rapporti con le persone, nei viaggi. è il bisogno dell’uomo, anche di quello apparentemente incolto, di riempire dei vuoti della conoscenza. Un bisogno non codificato nelle istituzioni, una sollecitazione comune a tutti. M.: Mi viene da pensare che in epoca di consumismo anche la cultura abbia soggiaciuto agli stessi meccanismi e, mentre il livel... continua a leggere

torna su

Autoritratto sobrio e, forse, inutile
di , numero 33, maggio/agosto 2013, Letture e Recensioni

1. A Davide piace ogni mare, perché è uomo libero (e ribelle). 2. A Davide piace camminare all’infinito, e camminando ha elaborato, fra il resto, tutto quello che ha scritto (forse male). 3. A Davide piace andare in bicicletta tutti i giorni di tutte le stagioni, perché senza le carezze e gli schiaffi della natura e delle cose non riesce a respirare. 4. A Davide piace parlar chiaro e far lezione, perché reputa di esser nato parlatore; è una sorta di macchina sensibile per l’insegnamento, per l’avvocatura e per altre attività analoghe. 5. A Davide piace regalare e offrire sempre, e se non dona, poi, resta un po’ male. 6. A Davide, oltre al mare, piacciono i fiumi, i laghi, i monti, le gemme, i fiori, i profumi (più che tutto), i suoni misurati, i legni e le tisane… perché vi riconosce simboli di purezza, di trasparenza e d’altra vita. 7. A Davide piace andare a letto tardi e alzarsi presto: vorreb... continua a leggere

torna su

Per il ritratto di Liano. Petroni Idee e stile di un maestro cosmopolita nella memoria di un allievo
di , numero 29, aprile/giugno 2012, Saggi e Studi

Mi è impossibile delineare in questa occasione un’immagine completa o, comunque, accettabile di Liano Petroni (1921-2006). Fortunatamente, tuttavia, studiosi di fama internazionale come Ezio Raimondi, François Germain, Pierre Brunel, Robert Jouanny, Giorgio De Piaggi ed altri hanno dedicato al Nostro saggi puntuali, affettuosi ed accessibili, i quali contribuiscono, specie se esaminati comparativamente, a restituirne un profilo appagante e fedele. Nelle righe che seguono, desidererei invece offrire alcuni elementi sull’uomo e l’opera che possano risultare utili a qualunque lettore di cultur... continua a leggere

torna su

Giovanni Greco, Las fabricas del colegio invisible. Abecedario masonico
di , numero 29, aprile/giugno 2012, Letture e Recensioni

Non solo in una Res publica delle scienze e delle lettere vieppiù soggetta a disfunzioni gravi quali lo specialismo, il disincanto e il sospetto, bensì nel macrocosmo laico e pluralista che abitiamo – o vorremmo abitare… – è ardua impresa descrivere e, a maggior ragione, patrocinare l’attualità della varia e vasta eredità consegnataci dalla Massoneria. Nondimeno, un cospicuo, policromo e affidabile manipolo di studiosi e pubblicisti ha posto l’accento sull’indubbia rilevanza di questa antica ed insigne Istituzione, che si segnala, inter alia, per l’originalità di pensiero e scrittura, la coerenza effettiva delle posizioni e la consonanza con i più seri e progressivi orientamenti culturali e civili d’Europa. L’ultimo volume di Giovanni Greco – storiografo di fama internazionale che non necessita certo di presentazioni, e che da molti anni rischiara e diffonde il retaggio latomistico d’Europa – fornisce un contributo rilevante in tal s... continua a leggere

torna su

Piccolo contributo al ritratto di un maestro. Per l’ultimo libro di Ezio Raimondi
di , numero 28, gennaio/marzo 2012, Saggi e Studi

Presuntuoso e, di fatto, impossibile delineare, in questa sede, un ritratto fedele e, comunque, accettabile di Ezio Raimondi. Fortunatamente, tuttavia, numerose opere di taglio enciclopedico (tradizionali e telematiche) ne offrono, ora, un profilo che può informare – in maniera ora più ora meno adeguata, va da sé – gli interessati; per di più, studiosi di fama quali Andrea Emiliani, Claudio Magris, Carlo Ossola, Andrea Battistini, Giorgio Zanetti, Alberto Bertoni ed altri hanno dedicato al critic... continua a leggere

torna su

L’attualità inattuale di un protagonista della civiltà moderna e contemporanea. Mappa minima per orientarsi in Montesquieu
di , , numero 28, gennaio/marzo 2012, Letture e Recensioni

Oramai ben oltre un secolo fa, uno studioso poliedrico e insieme sottile come Albert Sorel, dopo aver descritto con acume e dottrina impeccabili Montesquieu e la sua temperie, concludeva che la Francia, nel corso della sua ricca e feconda storia, aveva avuto, con ogni probabilità, filosofi «più sublimi e audaci» di Montesquieu, nonché scrittori più “classici” e acclamati di lui, ma non aveva potuto annoverare «un osservatore più intelligente delle società umane, un più saggio consigliere nei grandi affari pubblici, un uomo che avesse unito un senso così delicato delle passioni individuali a una penetrazione così perspicace delle istituzioni di Stato, e che avesse messo, insomma, un talento così raro di scrittore al servizio di un buon senso così perfetto». Padre nobile delle odierne istituzioni democratiche, Charles-Louis de Secondat, barone di La Brède e di Montesquieu, è ovunque stimato ... continua a leggere

torna su

Giovanni Greco, Las fabricas del colegio invisible. Abecedario masonico
di , numero 28, gennaio/marzo 2012, Letture e Recensioni

Non solo in una Res publica delle scienze e delle lettere vieppiù soggetta a disfunzioni gravi quali lo specialismo, il disincanto e il sospetto, bensì nel macrocosmo laico e pluralista che abitiamo – o vorremmo abitare… – è ardua impresa descrivere e, a maggior ragione, patrocinare l’attualità della varia e vasta eredità consegnataci dalla Massoneria. Nondimeno, un cospicuo, policromo e affidabile manipolo di studiosi e pubblicisti ha posto l’accento sull’indubbia rilevanza di questa antica ed insigne Istituzione, che si segnala, inter alia, per l’originalità di pensiero e scrittura, la coerenza effettiva delle posizioni e la consonanza con i più seri e progressivi orientamenti culturali e civili d’Europa. L’ultimo volume di Giovanni Greco – storiografo di fama internazionale che non necessita certo di presentazioni, e che da molti anni rischiara e diffonde il retaggio latomistico d’Europa – fornisce un contributo rilevante in tal s... continua a leggere

torna su