Bibliomanie

indice del numero 2
luglio/settembre 2005

Il Libro dei Profeti: Isaia, Geremia, Ezechiele, Daniele. Introduzioni di Gianfranco Ravasi. Traduzione e note di Luigi Moraldi
di , Letture e Recensioni

Che significato può avere oggi rileggere i libri dei Profeti? Di significati, a questo riguardo, ce n’è un numero infinito come sono le vie che si addentrano tra gli abissi del cielo stellato; ma se uno vuole resistere al pur dolce naufragare o, per dirla con certa filosofia, alla deriva delle interpretazioni, allora l’eccellente proposta suggerita da Padre Ravasi potrebbe costituire un ottimo approccio, rinforzato, per giunta, nel solco della millenaria esegesi cristiana. Questa edizione presenta i libri dei quattro cosiddetti “profeti maggiori”, presenti all’interno della Bibbia, vale a dire: Isaia, Geremia, Ezechiele, Daniele; mentre i “minori” sono: Osea, Gioele, Amos, Abdia, Giona, Michea, Nahum, Abacuc, Sofonia, Aggeo, Zaccaria, Malachia. Innanzi tutto chi è il Profeta? Il Profeta è uno che è stato chiamato, è l’eletto di un’azione della grazia divina. Il Profeta è un uomo di Dio, è un visionario, è uno che vede la realtà delle cose e degli eventi e cerca di superarla, per coglierne il senso ultimo; egli è uno che intende trascendere la pura e semplice manifestazione delle cose e dei fatti ponendosi nella prospettiva illuminante offerta dallo stesso Dio, donata dalla sua grazia. Il Profeta è dunque il portavoce di Dio, “uno che annuncia le parole di Dio agli uomini” sosteneva Sant’Agostino, come Mosè, il Profeta per eccellenza. Quale portavoce il Profeta è necessariamente uomo del presente, coinvolto n... continua a leggere

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