Bibliomanie

indice del numero 39
maggio/agosto 2015

Mistero etrusco
di , 27 Settembre 2019, Saggi e Studi

Mistero etrusco

Il “mistero etrusco” (che, a ben vedere, tale non è, o è solo in parte, o è forse, oramai, un "mistero in piena luce", essendo l'alfabeto etrusco perfettamente decifrabile, ed essendosi via via venuto chiarendo, negli ultimi decenni, attraverso l'indagine etimologica e il ricorso al metodo comparativo e combinatorio — fondato sul ricorrere di determinati contesti ed ambiti logici, semantici e sintattici —, il significato di larga parte dei vocaboli) non ha cessato di esercitare, specie tra Ottocento e Novecento, la propria duratura suggestione su poeti e scrittori: dal "vaso etrusco" di un racconto di Mérimée, scrigno ed emblema dell'enigma, del perturbante, dell'ombra inquietante, al sarcofago etrusco di un'Elegia Duinese di Rilke, nella cui cavità abita e risuona la voce inafferrabile dell'essere; da Aldous Huxley, che, affascinato dalla splendida, ieratica impenetrabilità di quei suoni intorti e cupi, dalla loro sublime, arcaica ed aristocratica inutilità, definiva l'etrusco — con squisito ed intelligente snobismo — la sola lingua degna di essere studiata da un gentiluomo, fino all'americano Ri... continua a leggere

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Riscoprire la storia della scienza
di , 27 Settembre 2019, Saggi e Studi

La storia della scienza come campo di ricerca autonomo e come disciplina presente nei programmi universitari è molto recente: le prime cattedre vengono istituite sotto dipartimenti umanistici nel 1892 a Parigi, e solo negli anni ’20 in Inghilterra e negli Stati Uniti. In Italia, nonostante la fama e il valore dei patrimoni (perlopiù) storico-scientifici, bisognerà aspettare il 1979; ancor oggi, peraltro, l’inserimento sistematico di questo insegnamento nei percorsi scientifici è parziale, tanto che spesso rimane affidato a scelte e iniziative de facto individuali. La comunità scientifica italiana ha risentito pesantemente di questo ritardo: pure a causa del lungo processo unitario, non ha avuto a disposizione gli strumenti culturali, sociali e istituzionali per incidere sul fronte della divulgazione, cosa che è avvenuta in maniera sporadica e occasionale. Per secoli, nella cultura europea, la tradizione letteraria ha ricoperto un ruolo fondamentale in campo educativo, stimolando il senso critico e le facoltà di giudizio e analisi. La scienza, oggigiorno ben si sa, è stata un’impresa fatta di tentativi, di errori, ma pure d’innumerevoli successi, realizzati con impegno creativo analogo a quello che ha prodotto le arti figurative, la letteratura, la musica. Negli ultimi anni, le nuove generazioni hanno manifestato un interesse sempre più vivo verso le conoscenze e le competenze tecnico-scientifiche, che però ... continua a leggere

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Interrogation. Il primo libro di Pierre Drieu La Rochelle
di , 27 Settembre 2019, Saggi e Studi

<em>Interrogation</em>. Il primo libro di Pierre Drieu La Rochelle

Considera quod hodie proposuerim in conspectu tuo vitam et bonum, et e contrario mortem et malum. Testes invoco hodie contra vos caelum et terram quod proposuerim vobis vitam et mortem, benedictionem et maledictionem. C’è anche la destra sublime: è la destra divina, «dentro di noi, nel sonno». L’approdo è nelle opere terminali di Pasolini, quando la forza di conservazione diventa – poeticamente, non realisticamente – nominabile. A che cosa serve una destra divina? Politicamente, a nulla. Ma la soluzione d’autore, alla fine della Nuova gioventú, è che il problema non è n... continua a leggere

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Vaticano e III Reich: una relazione difficile
di , 2 Ottobre 2019, Saggi e Studi

Vaticano e III Reich: una relazione difficile

Uno dei grandi dilemmi storici del XX secolo riguarda senza dubbio le reticenze di Pio XII, Eugenio Pacelli (1876-1958), e della Santa Sede in generale, di fronte alle atrocità compiute dal III Reich. Come una vera e propria nevrosi, questi eventi emergono con regolarità inesorabile nelle menti di chi si occupa, per interesse personale o professionalmente, di storia contemporanea: una nevrosi è, essenzialmente, uno stato di conflitto emotivo e psicologico irrisolto, che risale a un vissuto doloroso e influenza sensibilmente i pensieri e i comportamenti di chi ne soffre. Non è azzardato il paragone con le scienze della psiche, in quanto la storia è un iter composto da crocevia in cui le nazioni intraprendono una strada od un’altra condotta da menti-guida che, in quanto persone, manifestano comportamenti umani e sono, di conseguenza, affetti dalle medesime problematiche interiori. L’afasia di Pio XII, ovvero la sua impossibilità di esprimersi pro o contro Hitler, divenne per il papa stesso una vera e propria nevrosi, che non riusci... continua a leggere

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Quadri del Settecento musicale italiano
di , 2 Ottobre 2019, Saggi e Studi

Quadri del Settecento musicale italiano

Leggo quel che nel 1765 scrive Lalande, nel suo Voyage d’un français en Italie, e sogno la macchina del tempo per poter tornare indietro ed entrare in un teatro di Napoli ad ascoltare Scarlatti o Cimarosa o Pergolesi: «La Musica è soprattutto il trionfo dei napoletani; sembra che in quel luogo le corde del timpano siano più tese, più armoniche, più sonore che nel resto d’Europa. Il popolo medesimo ha in sé il canto: il gesto, l’inflessione della voce, la prosodia delle sillabe, la stessa conversazione, tutto vi segna e vi respira l’armonia e la Musica; così, Napoli è la sorgente principale della musica italiana, dei grandi compositori e delle opere eccellenti». E il fatto che la Musica sia trattata da Lalande con la maiuscola non fa che moltiplicare questo desiderio. Fra i mondi musicali perduti, Napoli è quello su cui maggiormente soffro. Ma so anche che si doveva perdere: troppo effimero il suo carattere, troppo incomplete e fragili le sue partiture, troppo dominante l’improvvisazione. E per cogliere il senso di questa seduce... continua a leggere

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Per l’Esteta Armato di Maurizio Serra
di , 2 Ottobre 2019, Saggi e Studi

Per l’<em>Esteta Armato </em> di Maurizio Serra

Non capita sovente che sia un editore trentino, pur prestigioso e apprezzato dal Canada al Giappone, a pubblicare in Italia l’editio princeps di un testo superbo di storia della cultura europea, che – inter alia – il 10 settembre prossimo prenderà anche la strada delle librerie francesi, attraverso l’onorata ospitalità delle Éditions du Seuil, da sempre insigni quanto esigenti. Eppure ciò avviene per L’esteta armato, il poeta-condottiero nell’Europa degli anni Trenta, approdato finalmente in edizione ne varietur per La Finestra Editrice di Lavis (Une génération perdue. Les poètes guerriers dans l’Europe des années 1930, nella versione transalpina). D’altra parte, non accade frequentemente d’incrociare un autore come Maurizio Serra (1955-), biografo, storico della cultura e delle idee, nonché diplomatico di fama internazionale (è rappresentante permanente del nostro Paese alle Nazioni Unite, presso le Organizzazioni Internazionali di Ginevra). Già stimatissimo per studi affatto originali sopra Curzio Malaparte, la Francia di Vichy, Italo Svevo e ... continua a leggere

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Rilettura pensosa di due classici europei: Böll e Yourcenar
di , 2 Ottobre 2019, Note e Riflessioni

Quando uscì Opinioni di un clown (Ansichten eines Clowns), nel 1963, il mondo sembrava non essere pronto a recepirlo correttamente, e men che meno pareva esserlo la Repubblica Federale Tedesca, la quale fiduciosamente ancora si affidava al carisma del proprio cancelliere, Konrad Adenauer, e ai valori propagandati dal partito di cui egli era stato fondatore, l’Unione cristiano-democratica (CDU). Per le sue accuse dirette, il romanzo destò accese polemiche e dure reazioni soprattutto nell’ambiente cattolico di governo e, ben presto, da caso letterario divenne anche un caso politico. La sentenza di condanna di Böll non ammetteva attenuanti e colpiva al cuore una società che rischiava di sacrificare al demone del benessere la propria coscienza civile e, forse, il proprio senso dell’esistenza. La denuncia di fariseismo che egli riversò sul clericalismo politico del proprio paese presentì l’imminenza di una vera e propria rivoluzione sociale: l’avvento della socialdemocrazia di Willy Brandt (1964) – così come la nascita di numerosi movimenti di rottura (Femminismo, Ambientalismo, Anti-nazionalismo) – rappresentò un nuovo atteggiamento verso il recente passato, per il quale l’unica possibilità concessa al futuro della Germania era affrontare con onestà la pesante eredità del nazismo e non nasconderla dietro un facile moralismo di facciata. Arbitrario ridurre un libro come questo al suo precipitato contenutistico; se t... continua a leggere

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Sull’identità dell’intellettuale europeo d’oggi
di , 2 Ottobre 2019, Note e Riflessioni

Marina Cvetaeva ha scritto: “Tutti i poeti sono ebrei”. Proficuo chiedersi subito, forse, in che senso una figura determinante nella civiltà letteraria russa del secolo passato abbia rivendicato un’identità culturale così precisa – e, conoscendo la Cvetaeva, non si trattava di una mera presa di posizione intellettuale, assunta per affinità o solidarietà da vittima. Ella puntava più in alto. Analogamente, è oltremodo interessante domandarsi cosa si afferma quando si dice “siamo tutti ebrei”? – o “siamo Charlie Hebdo”. E che significhi – di là dallo slogan e dalla sua efficacissima portata emotiva – assumere un’identità e rivendicare, in virtù di essa, un prototipo esistenziale. Un’eccellente risposta al primo quesito – e forse anche al secondo – la offre, a nostro sentire, un testo mirabile di Judith Riemer e Gustav Dreifuss, pubblicato anni fa pure in un’egregia traduzione italiana (Giuntina, Firenze, 1994). Vi si parla di Abramo. Come nessuno ignora, Abramo è il progenitore dei tre grandi monoteismi: dalla stirpe di Sem, figlio di Noè, egli viene prescelto per portare la sua tribù fuori dal paganesimo, ed è colui che sente la voce divina intimargli: “Vattene via dalla tua terra natale”. Via verso una terra promessa dal Dio. Ci dice psicanaliticamente il volumetto testé menzionato: “La voce del comando, che la Bibbia identifica con la voce di Dio, è in realtà la voce ... continua a leggere

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