Bibliomanie

indice del numero 15
ottobre/dicembre 2008

Marta Franceschini, La valigia di Agafia
di , , Letture e Recensioni

Una valigia grande, quella di Agafia, che stiva tutta la sua vita e quando si apre rovescia sul lettore i suoi segreti. Come un libro. Quando la apro la prima volta è piena di voci liquide, di meritato incanto, di sospensione estiva. Come una radio lontana, le voci trasmesse dall’acqua sono prima dimesse, poi chiare, gorgoglianti, poi improvvisamente si addensano come una nuvola scura, si coagulano in una notizia tragica, una prima morte. Le morti, assurde, spietate, punteggiano la vita di Agafia, noi ancora non lo sappiamo, siamo colpiti da questo contrasto, da questa morte nella vita, da questa ombra che ci pare presagio. Alla riapertura la valigia è sorprendentemente piena di foglie, spinose foglie di tabacco, che rimandano a luoghi per noi assolutamente lontani e inimmaginabili. Saliva amara, mani annerite, foglie che pungono, polvere, aghi, sacchi. La fatica del vivere – uva trafugata nel grembiule della madre per nutrire i figli - che non sospettiamo nelle nostre realtà occidentali. Ci sporchiamo di quella polvere scura quasi grati che qualcuno ci informi, ci dica cosa succede di là, stupefatti quanto Agafia, che da parte sua non sa nulla della guerra in Afghanistan: sembra preistoria ed è l’85. Poi c’è la valigia regolamentare, quella del lungo viaggio in treno, cinquantasei ore, la Siberia addirittura! con i lavori degradanti, i lavandini ghiacciati, i coltelli, il bosco. Agafia st... continua a leggere

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Giuseppina Rossitto, A zonzo per pensieri
di , Letture e Recensioni

Che la parola nella sua complessità e polivalenza detenga la sovranità della coscienza umana lo avevano già capito, e forse anche imposto, i Greci; che la parola poetica sia capace non solo di interpretare, ma anche di ricreare la profondità del pensiero umano è acquisizione tardo ottocentesca e, ancor più, del secolo che si è appena chiuso. Nuove possibilità si aprono alla conoscenza umana all’aprirsi del novecento, nuovi paesaggi per la mente e nuovi enigmi sondano la nostra dimensione tanto che un semplice punto, un suono, una parola si apre sulla soglia, anzi dischiude, infinite dimensioni. Se si riflette sul lavoro di Giuseppina Rossitto, a Zonzo per pensieri, ci si trova entro questa prospettiva. Il lavoro dell’artista non è solo quello di riflettere servilmente la realtà del pensiero, i suoi sogni, le fantasie, ma quello sovrano di crearlo, inventarlo, aprirlo a nuove dimensioni. Chi sono, chi sei, chi siamo, chi siete? Difficile trovare risposte, facile cedere alla deriva delle interpretazioni, all’intelligenza del relativo, come anche alla potenza del gesto assoluto, apollineo, chiarificatore. Allora? Quando non ci sono risposte, quando non c’è la parola che ci salvi, c’è l’atto creativo dell’andare, l’arte del viandante, l’esplorare, l’andare a zonzo della mente con l’orecchio teso all’ascolto, come il Re di Italo Calvino, per riflettere sui nostri pregiudizi, palpare le nostre paure, inventare l’amor... continua a leggere

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