Bibliomanie

indice del numero 10
luglio/settembre 2007

Cinema e paesaggio dell’Emilia Romagna
di , Note e Riflessioni

Il cinema può, a buon diritto, essere considerato un’arte guida dell’espressività italiana, proprio come lo sono state la musica operistica nel Romanticismo e l’architettura durante il Rinascimento; è raro, non di meno, che esso figuri come strumento didattico tanto nella scuola media quanto nella superiore. Le ragioni di questa latitanza sono forse da attribuire alla difficoltà di organizzare delle visioni didattiche in aule poco attrezzate, ma anche alla scarsa conoscenza storica, oltre che geografica, del nostro patrimonio filmico. Il percorso didattico che qui viene presentato intende indagare i rapporti tra arte cinematografica e paesaggio dell’Emilia Romagna, in particolare il litorale, l’entroterra ravennate ed il Delta del Po, così come essi sono stati svolti da tre registi come Luchino Visconti, Roberto Rossellini e Michelangelo Antonioni; i film scelti sono, nell’ordine, Ossessione, Paisà e Deserto Rosso. Quello proposto è un percorso all’interno di un laboratorio didattico integrato di storia e geografia e va, quindi, subito precisato che, anche in relazione agli obiettivi prefissati, il nostro lavoro, più che di un percorso estetico narrativo strutturalmente organizzato, avrà il suo fine precipuo nella definizione degli elementi fondamentali della griglia storico geografica di cui i film sono testimonianza . In sostanza, fatte le debite premesse, i film verranno utilizzati più per la loro forte valenza documentaria e me... continua a leggere

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Georges Didi-Huberman, Ninfa moderna. Saggio sul panneggio caduto
di , Letture e Recensioni

I libri belli sono come le belle donne: accendono l’immaginazione, l’accordano su mille sussurri, la ricolmano di inaspettate risonanze. Ninfa moderna di Georges Didi-Huberman è un bel libro stampato a Milano nel 2004 da Il Saggiatore nella collana La Cultura, storica raccolta di saggistica e intelligente catalogo del pensiero moderno. Sulla scorta dell’opera di Aby Warburg e della grande scuola di studi figurativi da lui rilanciata, ma non senza riferimenti a un volume su Leibnitz come La piega di Gilles Deleuze, il testo indaga la sopravvivenza di un elemento caratteristico dell’iconolgia classica che si spinge fino ai giorni nostri: il panneggio. Era il 1893 quando il giovane Warburg rimase affascinato e cominciò a studiare La nascita di Venere e La primavera di Botticelli. Il movimento dei capelli, le forme dei panneggi, la grazia dei personaggi femminili furono per lui occasione per dispiegare un profluvio di erudizione in cui riemergevano fonti letterarie e motivi visivi antichi come, ad esempio, il personaggio di Ninfa. Oltre ad essere una vera e propria costellazione dell’immaginario, dalle monete antiche fino al sigillo reale inglese del 1662, in un incrocio di genealogie e di corrispondenze, il motivo risaliva all’antro di Mnemosyne sviluppando una fantastica nebulosa di richiami e di sopravvivenze. Un testo come La rinascita del Paganesimo Antico di Aby Warburg, tradotto da Delio Cantimori, è impareggiabile testimonianza di ... continua a leggere

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