Bibliomanie

indice del numero 49
giugno 2020

In questo numero
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Il mistero attiene alla religione, il segreto è una cosa umana. Nelle stragi non ci sono misteri, ma segreti. (Paolo Bolognesi, presidente dell’Associazione tra i Familiari delle Vittime della Strage alla Stazione di Bologna del 2 agosto 1980). 1980 - 2020 a quarant’anni dalle stragi di Ustica e del 2 agosto. Gli anniversari consegnano un memento solenne che ravviva la memoria e impone bilanci. Sono due eventi che il numero 49 di “Bibliomanie” punta ad approfondire offrendo nuovi contributi. Per quanto sulle stragi di Ustica e del 2 agosto restino dei buchi di conoscenza, è ormai delineato il loro contesto storico. Cora Ranci ha studiato la vicenda di Ustica per oltre dieci anni, consacrandosi come la voce più autorevole sul tema. Il suo saggio incrocia il ruolo della stampa, il quadro internazionale e la vicenda giudiziaria, aspetti che l’autrice ha approfondito nel libro Ustica. Una ricostruzione storica (Laterza, 2020). Sulla strage del 2 agosto le indagini continuano a mettere a fuoco ulteriori elementi: dalla condanna all’ergastolo, dopo 45 udienze, emessa dalla Corte di Assise nel gennaio 2020 a carico del terrorista nero Gilberto Cavallini, fino al riconoscimento effett... continua a leggere

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1980: L’Italia sospinta dal riflusso
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1980: L’Italia sospinta dal riflusso

Come va rubricato il 1980? Coda degli anni di piombo o avvio della sfolgorante parabola della Milano da bere? Uno sguardo alla cronologia farebbe propendere per la prima opzione. Vediamo, in rapida carrellata: la strage di Ustica, quella di Bologna, il terremoto in Irpinia, le uccisioni del presidente della Regione Sicilia Piersanti Mattarella, del vicepresidente del Csm Vittorio Bachelet, dei magistrati Guido Galli, Girolamo Minervini e Mario Amato, del giornalista Walter Tobagi, del generale dei carabinieri Enrico Galvaligi, il sequestro di Giovanni D’Urso, altro magistrato, il blitz dei carabinieri a Genova in via Fracchia, la rivolta nel supercarcere di Trani. E a Torino la marcia dei 40 mila della Fiat, a segnare simbolicamente il passaggio da un decennio all’altro. È l’anno delle Olimpiadi di Mosca, boicottate dall’Occidente, ma anche quello della vittoria presidenziale di Ronald Reagan. Un anno, sempre a proposito di simboli e di passaggi, che si chiude con l’assassinio di John Lennon, 8 dicembre, ma giusto poche settimane prima esce l’album di debutto di una sconosciuta rockband irlandese, chiamata U2. È... continua a leggere

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Rimini di Vittorio Tondelli. La città invisibile e la fenomenologia degli spazi
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<em>Rimini</em> di Vittorio Tondelli. La città invisibile e la fenomenologia degli spazi

Difficile spiegare a un lettore giovane, nel 2020, perché su Rimini di Pier Vittorio Tondelli, romanzo pubblicato da Bompiani per la prima volta nel 1985, valga la pena di spendere il proprio tempo. Leggerlo, perché costituisce un modello di narrativa onnicomprensiva, sistematica ed ‘estendibile’, così come richiedono le fiction del presente? No, perché Rimini chiude vicende che dovrebbero, almeno in base ai loro significati, rimanere aperte e differibili nei tempi, e ne lascia aperte altre il cui senso richiederebbe un compimento sintetico, un the end definito. Per l’originalità del linguaggio, allora? Neanche. Rimini parla con la voce del best seller: limpidezza espressiva, limpidezza emotiva, limpidezza sintattica, limpidezza lessicale. L’espressionismo di Altri libertini (1980) è soltanto un vago ricordo. Ultima possibilità: perché Rimini è il primo romanzo italiano che dà la parola alla società dello spettacolo (Baudrillard), della terziarizzazione del tempo libero, e all’industria del divertimento; in ultima analisi, dunque, il ... continua a leggere

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27 giugno 1980: la strage di Ustica, una lettura storica
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27 giugno 1980: la strage di Ustica, una lettura storica

Occuparsi della vicenda di Ustica in termini di comprensione storica implica considerare una pluralità di storie. Vi è innanzitutto la perdita del DC-9 Itavia, avvenuta il 27 giugno 1980. Una strage avvenuta nella più totale opacità e su cui è sempre mancata la benché minima spiegazione ufficiale. Come noto, diciannove anni di indagini e svariati processi, penali e civili, hanno concluso che la caduta dell’aereo è avvenuta nell’ambito di “un’azione militare di intercettamento”, ma hanno anche dovuto constatare che gli autori della strage rimangono “ignoti”. È ormai certo che nei cieli di Ustica, al momento del passaggio dell’aereo civile italiano, erano in atto manovre aeree militari, e che tali manovre hanno determinato la tragedia. Le numerose perizie condotte sui tracciati radar non hanno lasciato alcun dubbio sulla presenza di aerei militari nei pressi del luogo dell’incidente. Aerei di cui non è stato possibile conoscere la nazionalità – o le nazionalità. Di conseguenza non si è finora potuto risalire alla natura e agli scopi dell'a... continua a leggere

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2 agosto 1980: narrazione pubblica di una strage
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2 agosto 1980: narrazione pubblica di una strage

Estate 1980. Il primo sabato d’agosto. Chiusi i cancelli delle fabbriche, abbassate le saracinesche dei negozi, gli italiani si preparano a partire per le ferie estive: le città iniziano a svuotarsi e famiglie, giovani e turisti si riversano in autostrada e affollano le stazioni. È gremita anche quella di Bologna, nodo ferroviario nevralgico dell’Italia Settentrionale, crocevia imprescindibile per le destinazioni del versante Adriatico e, in generale, per il Mezzogiorno del Paese. L’inflazione è al 22%, la cassa integrazione ha toccato anche la Fiat, gli effetti della crisi economica internazionale si fanno sentire e una violenza incessante ha scandito gli ultimi mesi. A gennaio la mafia ha assassinato il Presidente della Regione Sicilia Piersanti Mattarella, mentre il mese successivo è caduto per mano brigatista il Vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura Vittorio Bachelet, seguito a maggio da Pino Amato (Consigliere Nazionale della Dc) e dal giornalista Walter Tobagi, vittima di un’altra formazione terroristica di estrem... continua a leggere

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I Nuclei Armati Rivoluzionari. Un percorso di storicizzazione
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I Nuclei Armati Rivoluzionari. Un percorso di storicizzazione

La vicenda dei Nuclei Armati Rivoluzionari è probabilmente quella maggiormente conosciuta, in particolare grazie a diverse pubblicazioni di taglio giornalistico, della storia del neofascismo italiano. Una parabola breve, di pochi anni, e tremendamente tragica che ha trovato il suo fulcro narrativo nella responsabilità della strage del 2 agosto 1980 alla stazione di Bologna, attribuita giudizialmente a quattro esponenti di primissimo piano del più importante gruppetto di lotta armata dell’estrema destra italiana. Luigi Ciavardini, Valerio Fioravanti e Francesca Mambro hanno sempre rifiutato l’accusa di aver compiuto quell’attentato, pur ammettendo la responsabilità di molteplici omicidi e rapine che hanno costellato; stesso discorso per Gilberto Cavallini che, recentemente condannato per concorso nella strage dalla Corte d’Assise di Bologna, ha continuato ad affermare l’estraneità del gruppo al terribile attentato del 2 agosto. Lo stesso iter giudiziario, complesso, travagliato, prolungatosi per più di trent’anni, addensato da un notevole coinvolgimento pubblico, nonché dalle interferenze nell... continua a leggere

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Attualità dell’inattuale. Benito Mussolini: variazioni semiotiche di un dittatore
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Attualità dell’inattuale.  Benito Mussolini: variazioni semiotiche di un dittatore

Nel 2018 viene distribuito in Italia “Sono tornato” un film che, sulla scia di quanto già visto in Germania tre anni prima con “Er ist wieder da” (Lui è tornato, 2015), immagina il ritorno di Benito Mussolini nel tempo presente. L’ex dittatore d’Italia si risveglia dal mondo dei morti con l’obiettivo – tra un selfie e l’altro con i suoi fan –di “ricreare l’impero”. Non considerando lo scarso successo di pubblico e i commenti dei critici che stroncano la pellicola all’unanimità per il revisionismo “soft” che propone, il solo merito da riconoscere a questa produzione è l’aver posto l’accento sulla inattualità dell’estetica e del linguaggio mussoliniano. Il dittatore, interpretato da Massimo Popolizio, parla in modo vetusto, è spesso vittima di equivoci grotteschi dovuti al diverso clima culturale in cui è inserito. Mussolini è inattuale per i tempi contemporanei. Lasciando da parte il cinema, virando la riflessione verso la politica e il linguaggio, sarebbe impensabile oggi, in democrazia, avere un esponente di partito, per quanto di destra t... continua a leggere

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La Lega Nord e la reinvenzione dei miti identitari (1984-2010)
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La Lega Nord e la reinvenzione dei miti identitari (1984-2010)

«Noi, popoli della Padania, solennemente proclamiamo: la Padania è una Repubblica federale indipendente e sovrana. Noi offriamo, gli uni agli altri, a scambievole pegno, le nostre vite, le nostre fortune e il nostro sacro onore». Con questa celebre dichiarazione, il 15 settembre 1996, il segretario della Lega Nord Umberto Bossi proclama la secessione della Padania di fronte a centinaia di migliaia di militanti convenuti a Venezia nei pressi del «grande fiume». Con la caduta del primo governo Berlusconi materializzatasi il 17 gennaio 1995, la Lega Nord ristruttura la propria identità dirottando tutte le forze propagandistiche e organizzative verso la definitiva costruzione del disegno indipendentista. Anche se priva di alcun valore legale nell’ordinamento giuridico italiano, la Padania si propone come un’entità politica indipendente, dotata di tutte le strutture e gli organi rappresentativi che costituiscono una nazione: nell’arco di due anni designa un parlamento, una bandiera, una capitale, un inno, una moneta, una Guardia Nazionale, dei comitati, dei... continua a leggere

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La ‘Ndrangheta calabrese e la sua evoluzione
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La ‘Ndrangheta calabrese e la sua evoluzione

La ‘ndrangheta è il fenomeno criminale che ha interessato e occupato, specialmente negli ultimi 15 anni, le cronache giudiziarie e le imponenti operazioni antimafia, portando alla luce aspetti nascosti dell’organizzazione criminale più potente al mondo. Lo sviluppo storico-scientifico del fenomeno viene visto come un intreccio di continuità e trasformazione. Lo storico inglese John Dickie, con «Mafia Republic, Cosa Nostra, Camorra e ‘Ndragheta dal 1946 ad oggi» ci illustra la prima storia comparata fra le tre mafie. Scrittori del calibro di Enzo Ciconte e Rocco Sciarrone si immedesimano nel dare una spiegazione plausibile nei processi di infiltrazione ‘ndraghetista e conoscenza nel percorso di mutamento in «mafia di ieri» e mafia di oggi»: il primo attraverso il testo «‘Ndrangheta», edito da Rubbettino nel 2011, mentre il secondo con «Mafie vecchie, Mafie nuove», edito da Donzelli nel 2009. Grazie agli studi affrontati da Fabio Truzzolillo, docente e storico lametino, attraverso la rivista di storia e scienze s... continua a leggere

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L’Unione Radiofonica Italiana tra il 1923 e il 1927: storia e contesto politico
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L’Unione Radiofonica Italiana tra il 1923 e il 1927: storia e contesto politico

In Italia la prima legge in materia di radiotelegrafia e radiotelefonia risale al 1910, anno in cui il Parlamento emana una legge apposita con la quale dettare norme riguardanti le prime comunicazioni senza filo, pensate per soli scopi di natura militare e sicurezza nazionale. La legge 30 giugno 1910, n. 395, infatti, stabilisce il principio dell’interesse e del controllo pubblico in materia radio. In Italia l’interesse per le comunicazioni radiofoniche rimane circoscritto, almeno inizialmente, agli ambienti militari, della marina in particolare, e a quelli della ricerca in campo tecnologico. Nei primi anni venti in Italia non si è ancora sviluppato, nonostante la legge del 1910, un sistema radiofonico articolato ed efficiente. L’unico apparecchio simile a quella che poi sarebbe diventata la radio è per il momento l’Araldo Telefonico dei fratelli Ranieri, un’emittente di programmi sonori trasmessi tramite cavi telefonici e istituita nel 1909. Il Governo italiano deve poi far fronte alle vicende belliche del periodo 1915-1918, che rallentano in maniera decisiva la crescita d... continua a leggere

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La strage di Ustica. Il tormentato cammino verso la giustizia e la necessità di tener vivo il ricordo
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La strage di Ustica. Il tormentato cammino verso la giustizia e la necessità di tener vivo il ricordo

Mio fratello Alberto è morto sul DC9 Itavia verso le nove di sera di quel 27 giugno 1980; stava raggiungendo la figlia e la moglie che erano a Palermo per qualche giorno di vacanza. Nelle orecchie mi suona ancora la frase di un funzionario dell’Aeroporto Marconi di Bologna che verso le cinque del mattino ci disse che non si sapeva nulla, che quell’aereo era “disperso”. Ho incontrato così una delle più tragiche vicende della storia del nostro Paese: la Strage di Ustica. Oggi possiamo dire che si è trattato di una verità subito nota che in ogni modo si è voluta nascondere. Il tracciato radar della rotta dell’aereo, unico documento sopravvissuto alla totale distruzione di ogni prova, era stato ben esaminato: indicava chiaramente un attacco al DC9 Itavia. Le conversazioni della notte tra le torri di controllo (ascoltate soltanto molti anni dopo) erano piene di preoccupazioni per la presenza di aerei militari attorno al volo civile e partirono allarmi. È dimostrata una riunione d’emergenza presso l’Ambasciata americana a Roma. Ancor oggi non sappiamo il nome di tutti i part... continua a leggere

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Strage di Bologna: quarant’anni per la verità. Intervista a Paolo Bolognesi, Presidente dell’Associazione 2 agosto ’80
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Strage di Bologna: quarant’anni per la verità. Intervista a Paolo Bolognesi, Presidente dell’Associazione  2 agosto ’80

Alle 10.25 del 2 agosto 1980, una bomba con tritolo e T4, esplode alla stazione di Bologna causando 85 morti e 200 feriti. È la più grave strage del Dopoguerra. Colpisce al cuore la città medaglia d’oro alla Resistenza ed un Paese sottoposto, dal 1969, ad un continuo attacco eversivo. Inizia da qui il lungo percorso dell'Associazione tra i familiari delle vittime per ottenere la giustizia dovuta, per arrivare a perseguire esecutori e mandanti. Nonostante i depistaggi, le omertà istituzionali, le pacche sulle spalle dei ministri di turno, per 40 anni ha continuato a mettere insieme, pazientemente, quei pezzi mancanti accuratamente sepolti. Non sono stati un mausoleo del dolore, ma un esempio di impegno e resistenza civile che ha dimostrato che i cittadini hanno il diritto di non rimanere nell’anticamera della verità. Grazie al loro impegno, oggi conosciamo meglio la nostra Storia, attraverso la digitalizzazione degli atti processuali, la battaglia per l’apertura degli archivi del potere, i collegamenti tra mandanti ed esecutori e la condivisione della memoria. Un impegno, lungo una vita, che ripercorri... continua a leggere

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La strage del 2 agosto 1980 alla stazione di Bologna nella narrazione dei testimoni
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La strage del 2 agosto 1980 alla stazione di Bologna nella narrazione dei testimoni

Il progetto Mneo ha avviato, nel giugno 2019, il recupero delle video testimonianze della strage del 2 agosto 1980 avvenuta nella stazione di Bologna, quando alle 10.25 lo scoppio di una bomba distrugge la sala d'aspetto di seconda classe, gremita di persone, e gli uffici dell’azienda di ristorazione Cigar che si trovano proprio sopra l’area, causando la morte di ottantacinque persone e il ferimento di duecento. Lo scopo del lavoro è quello di creare un archivio di testimonianze non solo dell’evento più tragico avvenuto durante gli anni tra il 1968 e il 1980 definiti come gli “anni di piombo”, la dura stagione delle stragi e degli attentati che hanno caratterizzato questo periodo del Ventesimo secolo, ma anche di quelli più significativi della recente storia d’Italia, scegliendo la registrazione video quale mezzo per recuperare e ricordare le preziose parole dei testimoni e dando, in questo modo, più forza alla cristallizzazione di quei racconti per realizzare idee e progetti che possano aiutare a tenere viva la memoria collettiva del Paese, per far conoscere al pubblico, soprattutto quello più giovane, le ... continua a leggere

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Intervista a Benedetta Tobagi su Walter Tobagi
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Intervista a Benedetta Tobagi su Walter Tobagi

R. Quando è adolescente, oltre a scrivere su “La Zanzara”, mio padre comincia a collaborare anche con “MilanInter”, settimanale sportivo dedicato alle due squadre milanesi. Quindi non manifesta solo un interesse precoce per l'attività giornalistica: mi sembra giusto ricordare che era anche un normale adolescente maschio italiano appassionato di calcio! Realizza, giovanissimo, una delle prime interviste a un altrettanto giovane Giovanni Trapattoni, entrambi agli albori della carriera, una circostanza che il “Trap” ha ricordato pubblicamente con grande affetto. Al liceo Parini manifesta subito un grande interesse per la storia e la politica, assumendo un atteggiamento talvolta severo verso i propri coetanei; con gli studenti-colleghi che come lui invece sono interessati sia alla storia che ai grandi temi di dibattito pubblico, in occasione dei vent'anni anni della Liberazione nel 1965 mette in piedi una inchiesta su cosa sanno i ragazzi... continua a leggere

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In tempo di isolamento
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In tempo di isolamento

‘Isolare’, leggo sul De Mauro, è ‘separare da tutto ciò che circonda’. Nel dizionario etimologico è ancora più duro, ‘staccare checchesìa attorno da qualunque corpo’. Eppure isolare viene da isola, e questa parola per me è sempre stata un sogno. Nato dopo la guerra non mi sfiorava l’idea di associarla al confino, come fu durante il fascismo. Pensavo piuttosto alla fuga in un posto meraviglioso, l’isola dei sogni, cantavo ‘l’Isola che non c’è’ di Bennato, ma soprattutto la parola mi accendeva l’idea di utopia, luogo estremo dove sperimentare il Nuovo. Un luogo da trovare, magari scrutando qualche mappa emersa dall’Archivio Generale delle Indie di Siviglia, in quel tempo in cui le mappe non erano solo una necessità ma anche una fonte di immaginazione. Molti scrittori hanno disegnato mappe originali per costruirci intorno il proprio racconto. La prima opera narrativa contenente la mappa di un luogo non esistente fu “Utopia”, che significa il "non luogo", scritto nel 1516 da Tommaso Moro. L’incisione su legno di Holbein, realizzata per l’edizione del 1518, ci mostra nell’angolo s... continua a leggere

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COVID-19: al bivio della civiltà
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COVID-19: al bivio della civiltà

Non è stata la prima volta. E con tutta probabilità nella storia dell’uomo non sarà nemmeno l’ultima. Per certi aspetti era anche prevedibile. Numerosi scienziati in tutto il mondo, figure particolarmente lungimiranti come Bill Gates, o esperti fra cui il docente di ecologia Almo Farina, avevano già lanciato l’allarme da diversi anni sul fatto che cambiamenti globali quali «l’aumento della popolazione umana, la crescita di città sempre più grandi, le condizioni igienico-sanitarie deficitarie delle grandi megalopoli e dall’altro l’aumentata vulnerabilità degli agro-ecosistemi e degli ecosistemi acquatici», sarebbero stati fattori da cui attendersi inevitabilmente l’insorgenza di pericolose «nuove malattie». Batteri, virus, epidemie ed infezioni pandemiche caratterizzano la vita del genere umano sulla terra fin dai suoi primi passi evolutivi e continueranno ad accompagnarci per tutta la nostra storia, fino all’ultimo, perché, se non ce ne fossimo ancora accorti, non vi è nulla delle nostre caratteristiche specifiche che esuli o che trascenda il sistema biologico di cui facciamo parte. Certo, negli u... continua a leggere

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Questione di stanze. Virginia Woolf e il suo saggio su donne e romanzo
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Questione di stanze. Virginia Woolf e il suo saggio su donne e romanzo

Il testo che conosciamo come A room of one’s own fu pubblicato per la prima volta il 24 ottobre 1929 dalla Hogarth Press di Londra, la casa editrice fondata e diretta da Virginia con il marito Leonard Woolf, e contemporaneamente da Harcourt Brace & Co. negli Stati Uniti. La ricezione e la vendita del libro furono entusiastiche: diecimila copie in quattro mesi. Il testo incorpora, con sostanziali revisioni, un saggio che uscì nel marzo 1929 sulla rivista americana Forum intitolato “Donne e Romanzo”. Il manoscritto di questo saggio, diviso in due parti e comprendente cinque capitoli, fu ritrovato successivamente a Cambridge dal Prof. Rosembaum e pubblicato nel 1992, mentre la versione dattilografata è conservata a Monk’s House. Non è stato ritrovato invece il manoscritto delle conferenze vere e proprie da cui il testo prende origine: due lectures, a distanza una dall’altra, presso i college femminili di Newnham e Girton, a Cambridge, nell’ ottobre 1928. «Grazie a Dio la mia lunga fatica per la conferenza alle donne è finita in questo momento. Torno or... continua a leggere

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Eros, filosofia e posterità. Proust secondo Georges Bataille
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Eros, filosofia e posterità. Proust secondo Georges Bataille

Spesso il legame tra filosofia e letteratura è giocato tra due abissi: la perdita e il ritrovamento. L'intera opera di Marcel Proust, soprattutto nel dedalo narrativo di Alla ricerca del tempo perduto, ha intrapreso una trama quasi trapezistica lungo la quale, in bilico ed in perenne rischio, il Marcel narrante ha dipanato la pluralità dei suoi mondi sempre al limite del precipitare per poi riprendere un equilibrio sovente precario. Tale nesso in costante movimento è stato individuato, tra i vari interpreti, in particolar modo dal filosofo francese Georges Bataille. Si può a rigore affermare che, in questa continua oscillazione, l'eros come vita e la vita come eros abbiano assunto il ruolo di agenti destabilizzanti nella vita-opera proustiana. Gelosia, tracce di corpi intravisti, volti restituiti alla loro ambiguità rappresentano altrettanti punti nevralgici per comprendere il portato della filosofia di Proust come sintesi che si disvela nel rapporto tra eros e posterità. Bataille ne ha condensato i tratti analizzando l'intreccio tra l'erotismo (agente di perdita e spa... continua a leggere

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Scrivere il viaggio: il nome e il domani. Le cose del mondo di Paolo Ruffilli
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Scrivere il viaggio: il nome e il domani. <em>Le cose del mondo</em> di Paolo Ruffilli

Una ricognizione previa. Per Paolo Ruffilli poesia non è rispecchiamento della realtà, semplice mimesi, magari schizomorfa immagine del mondo. È rifondazione e riorganizzazione del tempo in cui il vissuto si struttura e si dispiega. E ricostruzione dei processi semantici. In questi termini potrebbe apparire una riproposizione della poetica novissima, o forse di quella, oggettiva e oggettuale, della linea lombarda (il che, per altro, entrerebbe in conflitto con la settecentesca dolceamara cantabilità di Ruffilli). Siamo di fronte invece a un tertium datur, alla terza ipotesi esclusa dalla filosofia. Qualcosa può, insieme, essere e non essere, porsi al di là dello stesso principio di non contraddizione. Come nella ontologia quantistica o nella logique des ensembles flous, una logica sfumata, per cui tra vero e falso, reale e irreale, non c’è netta esclusione, bensí una gamma indefinita e potenzialmente illimitata di sfumature e gradazioni. Ricreare per verba, quindi. Una delle difficoltà a riguardo è lo scontro con le leggi della logica, ma non a vantaggio di una radicalità ... continua a leggere

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Che cosa penso dei libri
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Che cosa penso dei libri

Questo è l’ultimo contributo di Mauro Conti scritto il 22 febbraio 2020, tre giorni prima della sua improvvisa scomparsa. Lo aveva preparato con la consueta passione e la sua inconfondibile profondità per la biblioteca del Liceo Scientifico Copernico di Bologna dove insegnava. Cosa penso dei libri? Per anni ho condiretto una rivista online dal titolo evocativo: Bibliomanie, figuriamoci. Il nome francese lo avevamo rubato al racconto omonimo di Flaubert ma andava bene anche per l’italiano perché di manie riguardo ai libri non ce n’è una sola, ma tante. L’amore maniaco o meno per i libri ho cominciato a praticarlo tardi, all’Università. Il mio maestro, Ezio Raimondi, era solito citarne almeno una decina a lezione, ragion per cui, oltre alla trentina di testi che avevamo da affrontare per l’esame finale, la maggior parte dei pomeriggi li passavamo in biblioteca ad esplorare quegli scrigni di meraviglie che si trovavano sugli scaffali polverosi della biblioteca di Lettere. È un caso fortunato che i compagni di avventure di ... continua a leggere

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A. Agosti, G. De Luna, Juventus. storia di una passione italiana. Dalle origini ai giorni nostri, Utet, Milano 2019
di , Letture e Recensioni

A. Agosti, G. De Luna, <em>Juventus. storia di una passione italiana. Dalle origini ai giorni nostri</em>, Utet, Milano 2019

Giampaolo Ormezzano, una delle grandi firme del giornalismo italiano, nel 2008 narrava, riprendendo un testo di Oliviero Bhea, come la stampa sportiva si passata attraverso tre periodi differenti. Il primo contraddistinto dall’amore, il secondo dall’erotismo, il terzo dalla pornografia. Quest’ultimo riguarda gli ultimi anni in cui la stampa sportiva, come quella pornografica, si è rivolta soprattutto a un pubblico che vuole «vedere le cose che altri fanno bene, che noi vorremmo fare, che noi non possiamo fare: in uno stadio come in camera da letto». Il secondo, quello dell’erotismo, invece riguarda un periodo di passaggio tra pornografia e amore, che ha caratterizzato il primo periodo. Nei periodici e nei quotidiani di fine Ottocento e inizio del Novecento, i cronisti sportivi erano poco considerati, tanto da vivere ai margini delle redazioni. Solo l’amore e una grande passione li portavano a occuparsi di sport considerato «buono da mangiare e da bere, ma non valido per indurre tentazioni merceologiche». Se portiamo questo ragionamento dal giornalismo in ambito accademico, possiamo dire che gli storici che ... continua a leggere

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Un erudito sulle tracce dei Prima nomina
di , Letture e Recensioni

Un erudito sulle tracce dei <em>Prima nomina</em>

Sui nomi divini è un libro desueto e potenzialmente prezioso: un’edizione commentata (i criteri ermeneutici sono dettagliati nella Nota al testo), una antologia, si dice in quarta, essenziale, volta a diradare un silenzio postumo troppo a lungo protrattosi, quasi una conseguenza inestinguibile, come una pena indelebile da scontare in séguito alla condanna che la censura ecclesiastica pronunciò sulla persona e sull’opera dell’autore, Arduino Suzzi. Appartato, fuori del dominio alienante del tempo e dell’opinione mondana, misconosciuto erudito vissuto tra il diciassettesimo e il diciottesimo secolo, emblematico rappresentante, quindi, di quella early modernity, protomodernità ancora al crocevia – ancora per molti tratti sorprendentemente legata a forme medioevali e teologiche – verso cui oggi si avverte un qualche risveglio d’interesse. Il libro: Arduino Suzzi, Sui nomi divini. Passi scelti dalle Origini Hebraiche delle tre lingue e Dagli scritti esoterici. Preambolo di Andrea Vacchi Suzzi, Introduzione, cura e note di Matteo Veronesi, Edizioni... continua a leggere

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Tre interviste di António Ferro a Benito Mussolini (1923, 1926, 1934)
di , Traduzioni, inediti e rari

Tre interviste di António Ferro a Benito Mussolini (1923, 1926, 1934)

L'instaurazione dell'Estado Novo portoghese nel 1933 rappresentò solo l'apice di un lungo processo di crisi e decadimento delle istituzioni liberali. Il periodo della Prima Repubblica (1910-1926) fu fin da subito caratterizzato da forti tensioni sociali e instabilità politica: la mancata realizzazione dell'allargamento del suffragio, l'incapacità del governo nel porre un freno alla crisi economica e la politica fortemente laica portata avanti nei confronti della Chiesa cattolica crearono un forte senso di sfiducia verso della classe dirigente da parte della popolazione. L'entrata in guerra del paese a fianco dell'Intesa nel 1916 non fece altro che acutizzare la crisi politica ed economica nel paese. La delegittimazione politica e culturale del Partito Democratico al potere non riguardava solamente il partito, ma più in generale i principi stessi della democrazia liberale e del sistema liberista-capitalistico. L'opinione pubblica, veicolata dalla stampa, iniziò a simpatizzare sempre più per soluzioni di tipo autoritario che ponessero fine alla crisi del paese. Nel 1917 il golpe di Sidónio Pais rappresentò un primo tent... continua a leggere

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