Bibliomanie

Ritorni e revenants. Qualche postilla minima a Misure del ritorno. Scrittori, critici e altri revenants, di Luciano Curreri
di , numero 37, settembre/dicembre 2014, Letture e Recensioni

Una generosa passione anima i saggi di Misure del ritorno. Scrittori, critici e altri revenants1, di Luciano Curreri. Si manifesta non tanto riguardo ad autori od opere particolarmente amate (legittima ovviamente, ma che di per sé non costituirebbe un apprezzabile segnale di originalità), quanto nei confronti dell'indagine in sé, della tensione a capire e a spiegare, a scrutare il mondo attraverso le lenti della letteratura, e soprattutto a leggere tramite esse la contemporaneità, che, per il solo fatto di esserci dentro, è, per chi tenta di interpretarla, di gran lunga il tempo meno facilmente decifrabile. La ricognizione di Curreri è scandita su otto capitoli, sviluppati attraverso un indice inverso dal settimo allo zero, in una esplorazione che ha certo un senso cronologico (prende le mosse da Salgari e termina, grosso modo, con Stajano), ma anche e soprattutto eminentemente soggettivo: man mano che si inoltra nella sua materia e ne percepisce le incandescenz... continua a leggere

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Il quinto di Scarlino
di , numero 34, settembre/dicembre2013, Letture e Recensioni

Maggio, 8. Primi simulacri di esercizi militari sulla piazza di Talamone… Concorso di maremmani intorno al Generale; si arruolano parecchi volontari, altri se ne annunciano da Piombino. (dal “Diario della spedizione dei Mille”, di Ippolito Nievo) 2 settembre 1849. Un fischio lungo, poi uno più breve. Matteo scrutò a destra e sinistra, fin dove l’occhio poteva penetrare il buio della notte sul lungo rettilineo che, flebilmente imbiancato dal chiarore lunare, tagliava netta la pineta in due. Poi, saltò fuori dai cespugli in cui si era seppellito. Stirò le membra aggranchiate per troppa immobilità, e attraversò la strada con la sua corsa dinoccolata da quindicenne. - O Matteo, son qui ! – Si indirizzò veloce verso il cespuglio da cui veniva la voce di Tommaso. Nel buio riuscì a malapena ad indovinarne la curva lenta della guancia allargata ancor più del solito da un sogghig... continua a leggere

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Giovanni Tesio, I più amati. Perché leggerli? Come leggerli?
di , numero 32, gennaio/aprile 2013, Letture e Recensioni

Una ben meditata sapienza ha concesso a Giovanni Tesio, docente universitario e critico di vaglia, la felicità di sintesi che pervade questo suo I più amati. Perché leggerli? Come leggerli? (Interlinea, 2012), libretto all'apparenza scarno, ma ricchissimo in realtà di suggestioni. Tesio prende le mosse dalla sua personale avventura di lettore, un'infanzia e un'adolescenza vissute in ambiente contadino, connotate dalla stupefazione per le scoperte che la lettura favorisce, stagioni della vita nelle quali già era dato intravedere i segni di una vocazione ("niente come la letteratura avrebbe potuto interessarmi così a fondo"), poi sviluppata nell'esercizio metodico degli studi. La cifra del libro è nascosta allora dentro le pieghe dello sghembo ed imperfetto ossimoro sprigionato dal contrasto tra semplicità e profondità. Solo un'esperienza di sistematico approfondimento consente, infatti, di cogliere il cuore dei più impegnativi problemi di teoria della letterat... continua a leggere

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Mino Milani, Dall’Impero alla Repubblica
di , numero 31, ottobre/dicembre 2012, Letture e Recensioni

Mino Milani è autore straordinariamente prolifico, e la sua produzione sconfinata svaria dalla narrativa per ragazzi (dal ciclo di Tommy River, pubblicato in primis sull’indimenticato Corriere dei piccoli, a I cavalieri della Tavola rotonda, a L’ultimo lupo), a quella per adulti (Fantasma d’amore, Romanzo militare - sul quale si veda Bibliomanie n. 26 Luglio/Settembre 2011 - L’uomo giusto, ecc.), fino alla saggistica storica, nella quale spiccano gli studi dedicati al periodo risorgimentale (La crociera del «Maddaloni». Vita e morte di Nino Bixio, Boezio. L'ultimo degli antichi, fino alla splendida Giuseppe Garibaldi. Biografia critica.). Dell’autore pavese Mursia propone adesso Dall’Impero alla Repubblica. 1470 anni di storia italiana, che nasce da un aggiornamento della Storia d’Italia a puntate, uscito tra il 1978 e 1980 su Storia illustrata. Con esso, Milani offre ai lettori una robusta sintesi delle vicende attraversate dal nostro paese, dall... continua a leggere

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Giulio Mozzi, La felicità terrena
di , numero 30, luglio/settembre 2012, Letture e Recensioni

Ci sono opere letterarie che, per il senso di inadeguatezza che suscitano in chi legge, non finiscono con la chiusura dell’ultima pagina. È un’inadeguatezza che non attiene tanto alla più o meno ampia disponibilità di chi legge di farsi pervadere da ciò che ha letto, quanto alla sensazione di difficoltà a cogliere tutto intero e tutto in una volta il significato dell’opera. Ben oltre la crosta dell’apparenza (la trama, ma non solo, ovviamente), le molteplici intenzioni di chi ha scritto si percepiscono per approfondimenti progressivi, e ad essi conseguono per chi legge altrettanti mutamenti di prospettiva, che inducono a riletture, rivisitazioni, ripensamenti a volte, e anche a nuove accensioni dell’immaginazione, in ragione di come si cresce, negli anni e con i libri. A questa categoria di libri appartiene di diritto una delle più considerevoli raccolte di racconti della nostra attuale narrativa, La felicità terrena, di Giulio Mozzi, che per merito di... continua a leggere

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Il Diario della spedizione dei Mille di Ippolito Nievo
di , numero 28, gennaio/marzo 2012, Letture e Recensioni

Difficile che la dozzina di pagine che formano il vero e proprio Diario della spedizione dei Mille di Ippolito Nievo si possano ascrivere a pieno titolo alla “letteratura garibaldina” nell’accezione crociana della locuzione. Troppo sintetica la forma, troppo stringata la narrazione per superare lo stadio del semplice appunto, dell’annotazione stilata “tra un combattimento e un bivacco” come il primo esegeta dell’autore, Dino Mantovani, scrive in Il poeta soldato dell’altra sua opera “garibaldina”, gli Amori garibaldini racconto in versi della campagna dell’anno precedente. Questi sì, a buon diritto, possono per contro rientrare nel canone individuato da Croce, sia pure nell’eccezionalità della forma poetica prescelta, invece della più solida prosa, ritenuta dagli autori del canone garibaldino più consentanea alle vicende guerresche narrate. E, tuttavia, si tratta di un documento di indubbio interesse, e non solo perché capace di aggiungere ... continua a leggere

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