Bibliomanie

indice del numero 48
novembre 2019

La nuova redazione di Bibliomanie
di , 18 Novembre 2019, Editoriale

Con questo numero 48 la redazione di “Bibliomanie” si presenta profondamente rinnovata grazie agli ingressi di Beatrice Borghi, Carlo Costa, Elena Lamberti, Magda Indiveri, Annamaria Lorusso, Christophe Mileschi, Ugo Russo, Daniele Serapiglia, Pierre Sorlin, Angelo Ventrone. La storia di questa rivista (all’interno della quale restano i fondatori Mauro Conti, Magda Indiveri e Davide Monda) si caratterizza per l’apertura verso i contributi di discipline diverse, con un taglio che concilia la scientificità con la fruibilità dei contenuti. Saremo attenti alle differenti forme della testualità, aprendoci anche agli studi sulla medialità. Un altro fondatore di “Bibliomanie”, il poliedrico scrittore Roberto Roversi (noto per essere stato autore di Lucio Dalla, Mina, Gianni Morandi, Stadio, Paola Turci e altri ancora), si è battuto per una cultura che fosse a disposizione di tutti e non veicolata dalle esigenze dell’industria culturale. Benché autore conteso dalle più grandi case editrici, decise di pubblicare i suoi contenuti in proprio. Le sue relazioni erano con i lettori e gli altri autori, ma si è sempre rifiutato di presentare i suoi lavori in pubblico. Un animo libero e aperto (Roversi è autore anche di poesie, racconti, testi teatrali, sceneggiature di documentari) che ha dato linfa al progetto di “Bibliomanie” con Ezio Raimondi e alcuni suoi allievi con i quali aveva molto in comune sul piano della apertura alle discipline... continua a leggere

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Una rivoluzione storiografica? L’opinione pubblica in diretta su Internet
di , 18 Novembre 2019, Saggi e Studi

Una rivoluzione storiografica? L’opinione pubblica in diretta su Internet

Le origini della storiografia, studio degli eventi umani che hanno lasciato una traccia, risalgono al terzo millennio prima di Cristo. Lungo il corso di cinquemila anni la concezione di questa narrazione si è trasformata moltissime volte, secondo le preoccupazioni, le convinzioni, i metodi d’investigazione e i criteri d’interpretazione vigenti in ogni epoca. A dispetto d’innumerevoli modificazioni, certi caratteri del racconto storico sono rimasti immutabili dai tempi sumerici ai giorni nostri. L’elaborazione e la stesura dei testi storici sono sempre state legate all’uso dei linguaggi umani, sotto forma orale o scritta. Ne consegue che la maggioranza delle fonti storiche proviene da persone che sanno esprimersi, mentre gli analfabeti, i timidi, i popoli nei quali i ricordi non si trasmettono di generazione in generazione, non hanno lasciato tracce. Conosciamo abbastanza bene l’antica Atene perché gli Ateniesi (certi Ateniesi) erano abituati a scrivere mentre l’austera Sparta ci sfugge. Grazie a Aristotele abbiamo la lettera della “costituzione” di Atene... continua a leggere

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Vita spericolata di Francis Scott Fitzgerald. Verso una nuova biografia intellettuale
di , 18 Novembre 2019, Saggi e Studi

Vita spericolata di Francis Scott Fitzgerald. Verso una nuova biografia intellettuale

Ogni interpretazione, ogni analisi testuale si stabilisce sempre, pirandellianamente, come un atto di equilibrio sopra la follia dell’opera d’arte, sopra il guazzabuglio del testo e l’esercizio del lettore: interpretare, in fondo, è portare alla luce una voce nella polifonia discorde del narrato, il particolare di uno sguardo acciuffato nel caos di una folla in movimento. Sì, perché il tempo e il luogo in cui nasciamo non definiscono la nostra identità e nemmeno i tratti del nostro volto e, a voler guardare in profondità – sosteneva la saggezza antica di Eraclito e di altri – nessuno conosce i confini dell’anima di un uomo e, tanto meno, quelli di uno scrittore, di un artista de race. Quand’anche riuscissimo a tracciare, ad esempio, la fisionomia della Firenze medievale o del contesto culturale del Medioevo fiorentino, non riusciremmo comunque a spiegarci il genio di Dante Alighieri, né il perché di una cattedrale di parole come La Divina Commedia, e così, se volessimo definire il valore e il significato narrativo dell’opera di Francis Scott Fitzgerald, che della cosidde... continua a leggere

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Petrolio di Pasolini nella rilettura del magistrato Vincenzo Calia
di , 18 Novembre 2019, Saggi e Studi

Petrolio di Pasolini nella rilettura del magistrato Vincenzo Calia

La morte di Pasolini avvenne durante la notte del primo novembre del 1975. La stessa notte viene arrestato il giovane diciassettenne Pino Pelosi detto “la Rana”. Il ragazzo, interrogato il 5 novembre dal giudice Carlo Alfredo Moro, fratello del deputato Dc Aldo, rilascia quella che sarà la versione dei fatti ufficiale fino alla completa ritrattazione avvenuta solo nel 2005. Abbordato dallo scrittore, Pelosi viene portato prima a cena al ristorante “Il Pommidoro”, nel quartiere di san Lorenzo, a Roma, poi all’idroscalo di Ostia dove, rifiutando di compiere delle prestazioni sessuali cerca di fuggire. Aggredito da Pasolini, sceso anch’esso dall’auto, Pelosi intraprende una colluttazione alla fine della quale, riuscendo a raggiungere l’auto di Pasolini, ne investe il possessore prima andando in retromarcia e poi scappando definitivamente. Lo scrittore sarebbe dunque morto, non per i colpi ricevuti durante la colluttazione, bensì per lo scoppio del cuore causato dallo schiacciamento del torace nel momento in cui Pelosi gli passava sopra con la sua stess... continua a leggere

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Per una storia di Avanguardia Nazionale
di , 18 Novembre 2019, Saggi e Studi

Per una storia di Avanguardia Nazionale

Avanguardia nazionale [An] rappresentò, assieme a Ordine nuovo [On], la maggiore organizzazione dell'estrema destra fra gli anni Sessanta e i primi anni Settanta. Tuttavia, non ha ricevuto alcuna particolare attenzione storiografica e quello che c’è, sostanzialmente si reduce alla memorialistica o dalla pubblicistica di parte. Al contrario, le vicende di questa organizzazione, nell’insieme ristretta (non raggiunse mai i 10.000 aderenti, anche se va detto che erano in massima parte attivisti) sono un frammento rilevante per comprendere molti aspetti della strategia della tensione, a cominciare dal rapporto fra estrema destra e apparati di sicurezza. Uno spiraglio venne aperto già dai primi anni Ottanta con le interviste di Delle Chiaie a giornali latino americani e, poco dopo, dalla sua audizione davanti alla Commissione di Inchiesta parlamentare sul Terrorismo e le Stragi presieduta dall’onorevole Gerardo Bianco, nell’aprile 1987 (il cui verbale, però) venne segretato e tale restò sino al 1996. Quasi nello stesso tempo, vennero le memorie di Vincenzo Vinciguerra, una figura assolut... continua a leggere

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Terrore e territorio nel Novecento. Il movimento conflittuale nel XX secolo
di , 18 Novembre 2019, Saggi e Studi

Terrore e territorio nel Novecento. Il movimento conflittuale nel XX secolo

Il termine “terrorismo” si è imposto come uno dei significanti principali dell’inizio del XXI secolo, sulla scia degli eventi dell’11 settembre 2001. Al crollo delle Twin Towers è seguito il proliferare di studi sul fenomeno terroristico in tutti i campi socio-umanistici e oltre. La ricerca storica, non immune da fenomeni di strumentalizzazione, ha tuttavia contribuito ad approfondire l’analisi di questo vecchio ma rinnovato significante con opere importanti, come il lavoro dello storico italiano Francesco Benigno, Terrore e terrorismo. Saggio storico sulla violenza politica (2018). Oltre a una ricostruzione critica dei fenomeni terroristici a partire dalla Rivoluzione francese, Benigno offre un’analisi dell’evoluzione delle tendenze storiografiche che li riguardano. La crescita di studi ha riguardato altresì il campo della geografia, da cui sono scaturite letture fondamentali, utili a una lettura multidisciplinare e più chiara dei fenomeni del terrore. Questo saggio ha come primo punto di riferimento proprio il lavoro di un geografo e teorico politico, Stuart Elden, c... continua a leggere

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Solidarietà illegale. Il fronte intellettuale a sostegno di Danilo Dolci nel “processo all’articolo 4”
di , 18 Novembre 2019, Saggi e Studi

Solidarietà illegale. Il fronte intellettuale a sostegno di Danilo Dolci nel “processo all’articolo 4”

Questo non è un processo “comunissimo”: è un processo eccezionale, superlativamente straordinario, assurdo. Questo non è neanche un processo: è un apologo. Un processo in cui si vorrebbe condannare gente onesta per il delitto di avere osservato la legge, anzi per il delitto di aver preannunciato e proclamato di volere osservare la legge: arrestati e rinviati a giudizio sotto l'imputazione di volontaria osservanza della legge con l'aggravante della premeditazione! Per renderci conto con distaccata comprensione storica della eccezionalità e assurdità di questo processo, bisogna cercare di immaginare come questa vicenda apparirà, di qui a 50 o a 100 anni, agli occhi di uno studioso di storia giudiziaria al quale possa per avventura venire in mente di ricercare nella polvere degli archivi gli incartamenti di questo processo, per riportare in luce storicamente, liberandolo dalle formule giuridiche, il significato umano e sociale di questa vicenda . Prima che i giudici leggessero la sentenza, l’ultima arringa di Piero Calamandrei concluse il “... continua a leggere

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Testamento spirituale ed eredità letteraria di Francis Jammes
di , 18 Novembre 2019, Saggi e Studi

Testamento spirituale ed eredità letteraria di Francis Jammes

In una pagina dei Quaderni di Malte Laurids Brigge, Rilke evoca, ammaliato, la figura ‒ così lontana, peraltro, dal baudelairiano choc, dalle epifanie stranianti o salvifiche, luminose o perturbanti, della vorticosa vita metropolitana ‒ di un poeta che non vive a Parigi, ma «in una casa silenziosa sulle montagne»: un poeta che «risuona come una campana nell'aria pura», che vede «pensosamente riflessa», nelle vetrate della sua libreria, «una cara, solitaria lontananza», ed è capace (come poi Gozzano, anche in questo debitore a Jammes, come tanta poesia italiana, da Pascoli a Govoni a Corazzini) di conoscere ed evocare l'amore di fanciulle morte da un secolo, i cui nomi recano in sé «una minima eco del fato, una minima delusione e morte». Ebbene, quel poeta è proprio Jammes. E sarebbe bastata un'attenta lettura di quella pagina, di quell'inserto lirico e insieme critico, all'interno di una narrazione realistica e in pari tempo memoriale ed evocativa, per evitare tanti fraintendimenti, tante letture in parte riduttive, che in Jammes hanno visto solo un cantore rusticale, provinciale, isti... continua a leggere

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La nascita della redazione bolognese de “La Repubblica”. L’analisi del contesto e le testimonianze dei giornalisti
di , 18 Novembre 2019, Saggi e Studi

La nascita della redazione bolognese de “La Repubblica”. L’analisi del contesto e le testimonianze dei giornalisti

Repubblica Bologna nasce nel mese di ottobre del 1980 come terza edizione locale, dopo Roma e Milano, ma come prima edizione locale di una città media. È la prima esperienza in una città non capitale, dopo la capitale del Nord (Milano) e la capitale d’Italia (Roma): ha avuto immediatamente l’imprinting della Repubblica nazionale, nel senso che aveva gli stessi canoni di giornalismo del nazionale, adeguato ovviamente alla realtà locale". Aldo Balzanelli, storico caporedattore dell’edizione bolognese di “Repubblica” dal 1997 al 2010, racconta con queste parole l’esordio dell’edizione locale del giornale di Scalfari in Emilia Romagna. L’“imprinting” di cui parla il direttore è chiaramente dichiarato nella campagna pubblicitaria che ha preceduto fra la fine del 1975 e l’inizio dell’anno successivo l’uscita del quotidiano nazionale nelle edicole: «Il fatto di cronaca è lì, semplice, perentorio. La versione ufficiale, pronunciata con modi conclusivi da persone autorevoli, sembra non lasciare spazio a nessun dubbio. ... continua a leggere

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Orizzonti della Didattica della Storia. Un cammino tra Italia ed Europa
di , 18 Novembre 2019, Note e Riflessioni

Orizzonti della Didattica della Storia. Un cammino tra Italia ed Europa

Nell’ambito della XVI edizione della “Festa internazionale della storia” intitolata “Viva la Storia Viva”, il 6 e 7 novembre 2019 nella Sala dello Stabat Mater della Biblioteca dell’Archiginnasio di Bologna, si è svolto il Convegno internazionale “Orizzonti della Didattica della Storia”, promosso dal Centro Internazionale di Didattica della Storia e del Patrimonio – DiPaSt del Dipartimento di Scienze dell’Educazione “Giovanni Maria Bertin” dell’Ateneo bolognese. Finalità principale delle giornate di studio era la verifica comparata dello status questionis della didattica della storia in Italia, con un confronto con diverse realtà europee (Spagna, Portogallo, Germania, Francia, Gran Bretagna) e d'oltreoceano (Brasile e Argentina). Tale verifica è stata indetta per trarre un bilancio e delineare nuove prospettive dopo undici anni di attività del Centro di ricerca DiPaSt e oltre trenta anni di iniziative intraprese dapprima all’interno del Dipartimento di Discipline Storiche dell’Ateneo bolognese con la costituzione del “Laboratorio Didattico” (LAD) e poi del Laborator... continua a leggere

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Secretum: Leonardo da Vinci e l’anatomia dell’anima
di , 2 Dicembre 2019, Note e Riflessioni

Secretum: Leonardo da Vinci e l’anatomia dell’anima

Leonardo Da Vinci (1452-1519) nasce in pieno Umanesimo, un movimento di ricerca della sapienza perduta dell’età classica che presupponeva la rottura con i rigidi schemi del medioevo e un’apertura a una nuova visione del mondo: l’uomo non era più succube e svilito dalla vita e dal peso del peccato ma sentiva al contrario di poter prendere le redini e guidare il suo destino. L’umanesimo lo portò al centro dell’universo, rivalutando completamente la sua posizione e le sue potenzialità. Questa indagine appassionata che cominciò soprattutto grazie agli studi di Francesco Petrarca (1304 – 1374) portò con sé anche il recupero del messaggio ermetico, con la scoperta di testi relativi alla figura di Ermete Trismegisto, il Thoth egiziano, Dio – ibis della sapienza, della magia, della misura del tempo, della matematica e della geometria e inventore della scrittura. La traduzione in latino di Marsilio Ficino (1433-1499) del Corpus Hermeticum, presentata alla corte dei Medici di Firenze nel 1463, diffuse l’ermetismo e i suoi insegnamenti religiosi e occul... continua a leggere

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Il Rinascimento parla ebraico
di , 18 Novembre 2019, Letture e Recensioni

Il Rinascimento parla ebraico

Il Rinascimento parla ebraico è una mostra curata da Giulio Busi e Silvana Greco, profondi conoscitori della cultura ebraica, ed affronta uno dei periodi cruciali della storia italiana dall’ineguagliata creatività artistica, e dall’alto valore simbolico riconosciuto in tutta Europa. Il Rinascimento o i Rinascimenti sono stati decisivi per la formazione dell’identità italiana. La mostra svela quanto il dialogo culturale tra ebrei e cristiani ( in forte maggioranza) sia stato fecondo, in quel periodo, dialogo complesso non privo di ombre (intolleranza, contraddizioni, esclusione sociale e violenza ai danni del gruppo ebraico dalla maggioranza) ma possibile, con slanci, resistenze, contraddizioni e creatività. Emerge una lezione preziosa da raccogliere e offrire, al presente, ai cittadini di un’Europa sempre più multiculturale, intenta ad interrogarsi sulle proprie radici., nel dar voce alla società cristiana, con la fitta rete dei centri maggiori, delle corti, delle città e degli stati territoriali in competizione tra loro per il primato politico, ec... continua a leggere

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Le donne alla periferia del mito. Andrea Broglia racconta Elena di Sparta di Loreta Minutilli
di , 18 Novembre 2019, Letture e Recensioni

Le donne alla periferia del mito. Andrea Broglia racconta <em>Elena di Sparta</em> di Loreta Minutilli

«Io ero la donna più bella del mondo, l’unica mia consapevolezza era il mio corpo, non sapevo fare nulla, il mio cervello quello di una mosca. Solo accudire forme straordinarie, null’altro». Così si racconta Elena dopo la maturità al culmine di una vita intensa, in cui ha lottato per far crescere un io diverso da quello in cui si trova incastrata fin dalla nascita. Un corpo da ammirare, da offrire agli uomini e poco altro. Il suo sogno: essere famosa e splendente per qualcosa di realizzato e non per quello che era. In questo modo Loreta Minutilli ci porta dentro questa auto narrazione di una delle poche donne entrate nei racconti mitici greci. Chi ha mai chiesto a Elena, la bellissima regina di Sparta, perché è fuggita con Paride, lasciando prole e marito? A chi è mai interessata la sua versione dei fatti, la sua visione del mondo, le sue emozioni, i suoi sentimenti, le sue parole? In questo romanzo l’io narrante è proprio Elena di Sparta, pronta a dar risposte a queste domande. La sua nascita è semidivina, figlia di Leda, regina di Sparta, ingannata dalla bellezza di un cigno, le mentite spoglie ... continua a leggere

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SECRETUM. Il Codice L
di , 2 Dicembre 2019, Letture e Recensioni

SECRETUM. Il Codice L

Verso la fine del XV sec. la Romagna è devastata da lotte intestine tra le famiglie più in vista per il controllo del territorio: la Regione rimane all’estremo margine nord dei territori controllati dalla Chiesa che necessita ora di una nuova forza militare per impedire il vacillare della frontiera. Per ristabilire il controllo sull’area, il pontefice Rodrigo Borgia (Alessandro VI, uno dei papi più libertini e dissoluti), siglò un’alleanza con il re di Francia Luigi XII d'Orleans. Grazie a questa nuova potenza bellica Cesare Borgia poté partire nel novembre 1499 per la riconquista della Romagna che sarà portata a termine nel 1502. Con il favore del popolo e la forza delle armi francesi Cesare espugnò una città dopo l’altra: Pesaro, Cesena, Rimini, e Forlì, governata da Caterina Sforza. All’inizio dell’estate del 1502 Cesare avvertì la chiara necessità di rafforzare le difese dei suoi domini con opere di ingegneria civile e militare: decise di assumere il migliore esperto conosciuto, Leonardo Da Vinci che lo accompagnerà nei suoi spostamenti. Leonardo lavorerà in Romagna per tutta l’estate so... continua a leggere

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L’improbabile eroe di Antonietta Giacomelli
di , 18 Novembre 2019, Traduzioni, inediti e rari

L’improbabile eroe di Antonietta Giacomelli

Alla sparuta schiera di narratrici italiane che si sono occupate della guerra di Spagna 1936-1939 appartiene anche la pugnace e scomoda militante cattolica, terziaria francescana, Antonietta Giacomelli. Il romanzo in forma autobiografica che pubblica nel 1941 e che si discosta dalla tematica dei suoi precedenti lavori, “stava per uscire quando squillò la dichiarazione di guerra”: così avverte in apertura l’autrice datando la nota “Novembre 1940-XIX”. Però il protagonista – che mai s’era veramente rassegnato alla pubblicazione dei ricordi ch’ero riuscita a strappargli – ne profittò per mandarmi un perentorio veto, motivato con l’inopportunità del momento. Dal “momento”, 10 giugno 1940, sono trascorsi alcuni mesi e Antonietta ritiene che nulla in quest’ora che richiede ai nostri soldati nuovi eroismi, a tutti noi nuovi sacrifici, potrà far sembrare inopportune pagine ricordanti i cimenti che da un trentennio tengono l’Italia in armi. Questo reti... continua a leggere

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Apuleio, Le metamorfosi. Saggio introduttivo, nuova traduzione e note di Monica Longobardi, Presentazione di Gian Biagio Conte, Testo latino a fronte, Rusconilibri 2019
di , 2 Dicembre 2019, Traduzioni, inediti e rari

Apuleio, <em>Le metamorfosi</em>. Saggio introduttivo, nuova traduzione e note di Monica Longobardi, Presentazione di Gian Biagio Conte, Testo latino a fronte, Rusconilibri 2019

Ci sono buoni segnali per affermare che l’asinità sia una qualità della vita. Una dote rara e preziosa, la capacità di travalicare, di connettere, di trasformare con la leggerezza di un salto: forse lo stesso balzo di Guido Cavalcanti portato ad esempio nella prima lezione calviniana. Un “hop” che prima innalza e ti fa vedere a volo d’uccello, poi atterra e rivela le cose a muso basso, e insomma, come Machiavelli ci indica all’inizio del Principe «a conoscere bene la natura de’ populi, bisogna essere principe, et, a conoscere bene quella de’ principi, conviene essere populare». Infine, l’asinità pare comporsi di una sorta di potenza alchimistica che trasforma il ferro in oro, o meglio il legno in carne, come successe a quel certo Pinocchio che di asini se ne intendeva non meno di Machiavelli. Allora riaccostiamolo, il prototipo di tutti gli asini, quel Lucio mago che da asino scopre il mondo, anche se avrebbe voluto scoprirlo da gufo, e mette così ben a frutto i nuovi mezzi, le orecchie fini, da trasformare un abisso in apoteosi e da saperlo raccontare alle orecchie... continua a leggere

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