Bibliomanie

Corpi e resistenze – Narrazioni impegnate: la Sicilia contemporanea da Roberto Alajmo a Daniele Ciprì
di , numero 60, dicembre 2025, Saggi e Studi

<em>Corpi e resistenze</em> – Narrazioni impegnate: la Sicilia contemporanea da Roberto Alajmo a Daniele Ciprì

Romanziere, giornalista, drammaturgo, Roberto Alajmo è uno di quegli autori che sfuggono a un impegno univoco, e che anzi testimoniano, nell’intreccio delle loro attività, una vocazione alla trasversalità sottesa a uno sguardo sul reale che lo colga e restituisca (il più possibile) nella sua complessità e vastità. Nei suoi romanzi, la scrittura si nutre di diversi linguaggi rielaborati dall’autore in una forma che, anche quando il racconto prende avvio dalla cronaca, riesce a trasfigurarla attraverso una calibrata mediazione tra dato reale e invenzione, restituendo pagine narrative tra le più riconoscibili e significative della contemporaneità. Al centro della sua opera rimane sempre la Sicilia, e soprattutto Palermo, sezionata e indagata nelle sue molteplici stratificazioni, tanto da valergli il riconoscimento di cantore privilegiato della realtà cittadina, suggellato nel 2009 dalla pubblicazione di Palermo è una cipolla per i tipi di Laterza. È in questa fedeltà allo spazio natale – che è insieme osservazione ravvicinata e messa in scena critica – che si riconosce la continuità del suo lavoro,... continua a leggere

tag: , , , , , , , , , , , , , , ,

torna su

Sulla violenza nel secondo dopoguerra. Alcune tracce interpretative
di , numero 39, maggio/agosto 2015, Saggi e Studi

Si tratta di un tema che ancora negli anni Zero del XXI° secolo è stato al centro di un intenso dibattito pubblico, totalmente piegato a esigenze di legittimazione (e delegittimazione) politica, anziché essere rivolto a un reale approfondimento. Il dopo liberazione italiano appartiene al più ampio contesto europeo di uscita dal conflitto mondiale. Ovunque sia giunta l’occupazione delle armate dell’Asse, le comunità si spaccano - non in parti uguali - tra chi collabora con gli invasori e chi vi si oppone. Il regolamento di conti con i collaborazionisti nazifascisti conosce una prima fase extragiudiziale ed una successiva fase, regolamentata da precise procedure a garanzia degli accusati. In ciascuna comunità nazionale ci sono storie di divisioni e tensioni che precedono l’inizio dell’occupazione. L’arrivo delle armate naziste accentua e rende quasi irredimibili le spaccature interne a ciascun Paese: la Francia e il Belgio, nella seconda metà degli anni Trenta, hanno subito il condizionamento dei movimenti fascisti che sono diventati un indispensabile puntello per gli occupanti. L’attività di collaborazionismo si è esplicata in parte come risorsa militare al fianco dell’occupante, ma soprattutto come disaggregante interno fornito di un occhio speciale nell’individuare oppositori ed ebrei che non possedevano i nazisti. Ne discende l’identificazione dei collaborazionisti come... continua a leggere

tag: ,

torna su