Bibliomanie

Montesquieu e i suoi nemici. Bagatelle ‘invernali’ sui nipotini di Voltaire
di , numero 32, gennaio/aprile 2013, Saggi e Studi

A dispetto di quanto “predica” Catherine Larrère, taluni recenti studiosi e interpreti di Montesquieu (tra i quali Larrère stessa, quando “razzola”) sembrano perseguire come unico scopo quello di imposer aux lecteurs le ‘loro’ conclusioni, ossia le ‘loro’ opinioni – sempre che si possano definire così gli ‘arzigogoli’ – su come dovrebbero andare, ma non vanno (ed è la loro fonte di perenne angustia), le cose di questo mondo. Le ultime, ‘fresche’ dimostrazioni di quanto appena affermato sono offerte da quattro nipotini di Voltaire ancora in circolazione, e segnatamente: Pierre Rétat, ‘direttore’ del tomo 7 della nuova edizione delle Œuvres complètes de Montesquieu, contenente la Défense de l’Esprit des lois; Marco Platania, nel suo saggio Montesquieu e la «necessità» della religione, pubblicato nel volume dal titolo (che è in realtà solo l’ultimo ‘programma italiota’ degli ‘atei da salotto’) I filosofi e la societ... continua a leggere

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Montesquieu in Italia: il contributo di Salvatore Rotta (1926-2001)
di , numero 31, ottobre/dicembre 2012, Saggi e Studi

Nel panorama degli studi italiani su Montesquieu della seconda metà del XX secolo, le ricerche di Salvatore Rotta (1926-2001) occupano un posto eminente Raro esempio di passione e di intelligenza critica per il «lavoro intellettuale come professione» e verso gli autori e la materia trattati, esse – a dispetto del logorio del tempo – hanno illuminato e illuminano aspetti e princìpi essenziali del pensiero dell’autore dell’Esprit des lois (1748), aspetti e princìpi con i quali l’età presente, più delle passate, non può non fare i conti, se vuole seriamente porre un qualche argine alla crescente barbarie dei suoi insani stili di vita... ... continua a leggere

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L’attualità inattuale di un protagonista della civiltà moderna e contemporanea. Mappa minima per orientarsi in Montesquieu
di , , numero 28, gennaio/marzo 2012, Letture e Recensioni

Oramai ben oltre un secolo fa, uno studioso poliedrico e insieme sottile come Albert Sorel, dopo aver descritto con acume e dottrina impeccabili Montesquieu e la sua temperie, concludeva che la Francia, nel corso della sua ricca e feconda storia, aveva avuto, con ogni probabilità, filosofi «più sublimi e audaci» di Montesquieu, nonché scrittori più “classici” e acclamati di lui, ma non aveva potuto annoverare «un osservatore più intelligente delle società umane, un più saggio consigliere nei grandi affari pubblici, un uomo che avesse unito un senso così delicato delle passioni individuali a una penetrazione così perspicace delle istituzioni di Stato, e che avesse messo, insomma, un talento così raro di scrittore al servizio di un buon senso così perfetto». Padre nobile delle odierne istituzioni democratiche, Charles-Louis de Secondat, barone di La Brède e di Montesquieu, è ovunque stimato ... continua a leggere

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Voltaire, Giuliano il filosofo imperatore romano
di , numero 27, ottobre/dicembre 2011, Traduzioni, inediti e rari

Talvolta si tarda molto a rendere giustizia. Due o tre autori, mercenari o fanatici, parlano del barbaro ed effeminato Costantino come di un dio, e trattano da scellerato il giusto, il savio, il grande Giuliano. Tutti gli altri, copiando i primi, ripetono l’adulazione e la calunnia. Queste diventano quasi un articolo di fede. Infine, giunge il tempo di una critica sana, e, dopo millequattrocento anni, alcuni uomini illuminati riesaminano il processo su cui l’ignoranza si era pronunciata. In Costantino, si riconosce un ambizioso fortunato, che si fa beffe di Dio e degli uomini. Costui ha l’insolenza di fingere che Dio gli abbia inviato nel cielo un’insegna per assicurargli la vittoria. Si bagna nel sangue di tutti i propri parenti e riposa nella mollezza; ma era cristiano, e fu canonizzato... ... continua a leggere

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L’Esprit des lois di Montesquieu Verso una fenomenologia invincibile del dispotismo universale
di , numero 26, luglio/settembre 2011, Saggi e Studi

Alcuni decenni addietro, in uno dei suoi studi più acuti e originali, Montesquieu. La politique et l’histoire, Louis Althusser ha rilanciato con forza l’ipotesi interpretativa, di origine settecentesca - divenuta successivamente un vero e proprio Leitmotiv della letteratura critica -, secondo cui il dispotismo teorizzato da Montesquieu nell’Esprit des lois avrebbe ben poco o addirittura nulla a che vedere con le concrete realtà storico-politiche (per lo più orientali) cui costantemente, in modo esplicito o implicito, allude o rinvia, ma sarebbe piuttosto un concetto polemico o ideologico, ovvero una «caricatura» dell’assolutismo moderno (nella fattispecie di quello di Luigi XIV), la cui funzione principale, se non esclusiva, sarebbe stata quella di mettere in guardia i monarchi europei settecenteschi, anzitutto francesi, sui rischi insiti nelle loro ‘inclinazioni’ e ‘tentazioni’ dispotiche ... continua a leggere

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Fortunat Strowski, Montesquieu
di , , numero 26, luglio/settembre 2011, Traduzioni, inediti e rari

Montesquieu aveva solo vent’anni alla morte di Luigi XIV. Sotto Luigi XV, se fu testimone quasi indifferente di guerre che, peraltro, hanno lasciato la Francia indifferente, assisté al risveglio della vita economica e amministrativa che si verificava allora nelle province. Era un’epoca favorevole alle meditazioni di un giurista filosofo. Allievo insieme di Fontenelle e di Fénelon, emulo di Voltaire e di Rousseau, predecessore di Buffon, egli domina il suo secolo con l’ampiezza del suo pensiero. Era ricco e stimato, e non aveva ambizioni di sorta: l’amore della verità era la sola sua passione ... continua a leggere

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Montesquieu medico?
di , numero 21, aprile/giungo 2010, Saggi e Studi

Il frutto più avvelenato del vetero-marxismo, o, il che è lo stesso, del marxismo volgare (la faccia vera, a dispetto delle apparenze, dell’ideologia capitalistica imperante), è che il pensiero, qualunque pensiero, deve essere utile, qui e ora, altrimenti non esiste. La celebre affermazione di Cartesio: penso, dunque sono, è falsa. L’affermazione vera è un’altra: sono utile, dunque sono. È l’utilità che fonda l’esistenza e le dà senso. Il che è come dire, tutto è profitto. Ovvero, con una formula à la Heidegger: l’essere è il profitto ... continua a leggere

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Montesquieu medico?
di , numero 20, gennaio/marzo 2010, Saggi e Studi

Il frutto più avvelenato del vetero-marxismo, o, il che è lo stesso, del marxismo volgare (la faccia vera, a dispetto delle apparenze, dell’ideologia capitalistica imperante), è che il pensiero, qualunque pensiero, deve essere utile, qui e ora, altrimenti non esiste. La celebre affermazione di Cartesio: penso, dunque sono, è falsa. L’affermazione vera è un’altra: sono utile, dunque sono. È l’utilità che fonda l’esistenza e le dà senso. Il che è come dire, tutto è profitto. Ovvero, con una formula à la Heidegger: l’essere è il profitto ... continua a leggere

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Politica e religione in Montesquieu
di , numero 16, gennaio/marzo 2009, Saggi e Studi

Come sempre accade, quando l’interesse per un grande ‘classico’ del pensiero filosofico-politico torna ad essere particolarmente significativo, cominciano ad apparire, accanto a pubblicazioni pregevoli, studi o raccolte di studi quanto mai discutibili: questo è il caso del recente volume Montesquieu, l’État et la religion, in cui sono riunite le relazioni presentate al colloquio organizzato a Sofia, nei giorni 7-8 ottobre 2005, dalla Società Montesquieu e dalla Nuova Università Bulgara, in occasione del 250° anniversario della morte dell’autore dell’Esprit des lois. Chi si aspettasse una ulteriore originale messa punto dello studio, assai articolato e complesso, di Montesquieu sulle religioni, resterà deluso ... continua a leggere

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Religione e politica in Montesquieu
di , numero 15, ottobre/dicembre 2008, Saggi e Studi

Come sempre accade, quando l’interesse per un grande ‘classico’ del pensiero filosofico-politico torna ad essere particolarmente significativo, cominciano ad apparire, accanto a pubblicazioni pregevoli, studi o raccolte di studi quanto mai discutibili: questo è il caso del recente volume Montesquieu, l’État et la religion, in cui sono riunite le relazioni presentate al colloquio organizzato a Sofia, nei giorni 7-8 ottobre 2005, dalla Società Montesquieu e dalla Nuova Università Bulgara ... continua a leggere

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Per una filosofia del limite. Sergio Cotta interprete di Montesquieu
di , , numero 14, luglio/settembre 2008, Saggi e Studi

Lo studio – che segue in tutta la produzione filosofica e letteraria di Montesquieu, tenendo largamente conto delle numerose e poco note opere postume, «il graduale processo di formazione di una scienza empirica della società»– ha costituito e costituisce tuttora la più equilibrata alternativa all’interpretazione ‘globale’ di Montesquieu proposta da Shackleton (ritenuto da più parti il maggior studioso del filosofo francese) ... continua a leggere

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