Bibliomanie
numero 61, giugno 2026
Gábor Bradács
«Franciscus Italicus, vir incomparabilis fervoris»: san Francesco e santa Chiara d’Assisi nella tradizione delle cronache dei papi e degli imperatori
Il saggio analizza la rappresentazione di san Francesco d’Assisi e, in misura più selettiva, di santa Chiara d’Assisi nella tradizione delle cronache dei papi e degli imperatori. L’articolo interpreta queste cronache non come semplici repertori di notizie, ma come strumenti formali di ordinamento storico, costruiti sulla successione parallela di papi e imperatori e capaci di inserire la memoria francescana in una cornice storica universalmente riconoscibile. Attraverso il confronto tra il nucleo martiniano, la rielaborazione minoritica dei Flores temporum, i testimoni tardo-medievali e le versioni a stampa, il saggio mostra come Francesco passi da dato istituzionale — fondatore dell’Ordine dei Minori, legato all’approvazione papale e alla canonizzazione — a figura santorale condensata, segnata da povertà, miracolo, stimmate e riconoscimento pontificio. La tradizione relativa a Chiara segue invece una traiettoria più discontinua: compare spesso in forma abbreviata, ma riceve spazio più ampio in testimoni tardi come il Liber chronicarum di Hartmann Schedel. Il confronto con Tommaso da Celano, san Bonaventura da Bagnoregio, Salimbene da Adam, Giuliano da Spira e la tradizione agiografica consente di chiarire non solo ciò che le cronache omettono, ma anche il tipo specifico di memoria religiosa che esse costruiscono.
«Franciscus Italicus, vir incomparabilis fervoris»: san Francesco e santa Chiara d’Assisi nella tradizione delle cronache dei papi e degli imperatori
This article examines the representation of Francis of Assisi and, more selectively, Clare of Assisi in the tradition of the chronicles of the popes and emperors. It approaches these chronicles not as simple repositories of information, but as formal instruments of historical ordering, structured by the parallel succession of popes and emperors and able to place Franciscan memory within a universally recognizable historical framework. By comparing the Martinian core, the Minorite reworking of the Flores temporum, late medieval witnesses, and printed versions, the article shows how Francis moves from an institutional datum — founder of the Order of Friars Minor, linked to papal approval and canonization — to a condensed chronicle saint marked by poverty, miracle, stigmata, and pontifical recognition. Clare follows a less stable trajectory: she is often reduced to a brief notice, but receives fuller narrative space in later witnesses such as Hartmann Schedel’s Liber chronicarum. Comparison with Thomas of Celano, St. Bonaventure, Salimbene da Adam, Julian of Speyer, and the hagiographical tradition clarifies not only what the chronicles omit, but also the specific kind of religious memory they construct.
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