Esistono figure storiche che sembrano consumarsi nella propria epoca, altre che sopravvivono come icone immobili, altre ancora che acquistano una vitalità paradossale proprio perché non cessano di essere contese, tradotte, fraintese, riattivate. Francesco d’Assisi appartiene a quest’ultima categoria. A otto secoli dalla morte, egli continua a sottrarsi alla fissità del monumento e a presentarsi come una figura mobile, attraversata da tensioni che la storiografia, la teologia, la filologia, la storia dell’arte, la musicologia, il cinema, la pedagogia e perfino le culture urbane contemporanee non possono che interrogare da angolature diverse. Non vi è un solo Francesco, se con ciò si intende un’immagine compatta, pacificata e definitivamente posseduta; vi è piuttosto una costellazione di Franceschi, ciascuno generato da uno specifico regime di fonti, da un determinato sistema di immagini, da una pratica devozionale, da un’esigenza politica, da una forma artistica o da una domanda del presente. Proprio questa pluralità costituisce il nucleo più fecondo del dossier Francesco d’Assisi tra storia, mito e uto... continua a leggere
tag: corporeality, corporeità, cultural reception, ecologia, ecology, Francesco d’Assisi, Francis of Assisi, history, memoria, memory, mito, myth, ricezione culturale, storia, utopia
torna su
Ho finalmente l’occasione e il pretesto per raccontarvi una favola tra arte, mito, trame antiche e contemporanee nei dipinti di una biblioteca dalla lunga storia. , quando è stato presentato nella Sala delle Cariatidi di Palazzo Reale: un gioiello dell’arte del Seicento, che veniva riproposto nella sua sequenza originaria, con uno spettacolare allestimento scenografico esteso alle sale adiacenti. E dire che ci attendeva da molto tempo e non lo sapevamo.
La mostra era stata pensata in occasione delle celebrazioni per i 500 anni dalla morte di Leonardo da Vinci, invitava ad una visione della natura da una prospettiva artistica lungo un arco cronologico dal Quattrocento al Seicento. La presentazione del ciclo di Orfeo in una cornice prestigiosa era volta a per raccogliere fondi per il restauro delle ventitrè tele del ciclo. Risultato: le tele sono in restauro da quest’anno, e fra un anno potremmo ammirare tutti questo straordinario “atlante” seicentesco della fauna e della flora, alla Biblioteca Sormani.
Si ammira un paesaggio f... continua a leggere
tag: animali, arte, mito, mostra
torna su
Mentre si disputa il primo campionato europeo di football in un grave contesto pandemico e la geopolitica è tornata a riaffacciarsi attraverso le rivendicazioni di nazioni quali l’Ucraina e la Macedonia del nord, può risultare di qualche interesse tornare sui rapporti instaurati col calcio dal movimento più identitario del panorama politico italiano tra Prima e Seconda Repubblica. Vale a dire quella Lega Nord che, specie durante la lunga segreteria federale di Umberto Bossi, ha largamente investito in termini simbolici e materiali sullo sport come strumento di costruzione e affermazione delle identità locali. D’altronde fin dalle origini essa si diede una precisa e consolidata vocazione localistico/amministrativa. Un localismo capace di contemperare “ethnos e demos” e di radicarsi tramite la rivalutazione di tradizioni, costumi, lingua, territorialità. Localismo e territorialismo che nella loro essenza richiamano emblematicamente l’antico e moderno campanilismo, il dualismo città/campagna, capitale morale/capitale/politica, settentrione/me... continua a leggere
tag: calcio padano, identità, mito, mondiale dei popoli, radici
torna su