Bibliomanie

Impegno e media: dalla piazza al mondo digitale – Transmedia impegno. Letteratura e costruzione di comunità dopo la rivoluzione digitale
di , numero 60, dicembre 2025, Saggi e Studi

<em>Impegno e media: dalla piazza al mondo digitale</em> – Transmedia impegno. Letteratura e costruzione di comunità dopo la rivoluzione digitale

La metafora della frammentazione impiegata da Jennifer Burns per descrivere la condizione dell’impegno nella letteratura italiana alla fine del XX secolo si rivela quanto mai efficace anche in quello successivo. Dismesso il rapporto organico con i partiti politici, abbandonate le pretese egemoniche e totalizzanti e rifiutato ogni esplicito richiamo all’ideologia, autori e autrici attivi nel primo quarto di secolo hanno inteso la nozione di impegno in maniera assai elastica. L’interpretazione estensiva della missione civile di scrittori e scrittrici, che in ogni caso testimonia il persistere di un’ansia di intervento nella società, si può leggere come prodotto di un processo storico: questo inizierebbe negli anni ’50 del Novecento, con il rifiuto di un impegno monolitico dettato dalla progettualità poetico-politica del Pci, come ricorda Burns, e avrebbe la sua epitome nella svolta di Italo Calvino dopo l’invasione sovietica dell’Ungheria (1956); proseguirebbe con la contestazione e, nel campo letterario, con la neoavanguardia, i cui membri impegn... continua a leggere

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Impegno e media: dalla piazza al mondo digitale – Ripensare l’agency culturale nel regime di post-verità: le pratiche narrative e l’attivismo transmediale del collettivo Wu Ming
di , numero 60, dicembre 2025, Saggi e Studi

<em>Impegno e media: dalla piazza al mondo digitale</em> – Ripensare l’agency culturale nel regime di post-verità: le pratiche narrative e l’attivismo transmediale del collettivo Wu Ming

Nel 2018, la romanziera e all’epoca anche presidente di PEN America Jennifer Egan, in un articolo pubblicato sulla rivista “Time”, lanciava un grido d’allarme per lo stato di deterioramento dei sistemi democratici, dell’informazione e della libertà di parola nel primo quarto del XXI secolo. Gli elementi che a suo parere destavano maggiore preoccupazione erano il proliferare di populismi, movimenti estremisti e tribalismi sempre più velleitari; la mancanza di fiducia nelle istituzioni e nei gatekeepersdel sapere tradizionali; il monopolio della comunicazione globale esercitato da pochi giganti del tech. Di fronte a un simile scenario, Egan dà molto rilievo al ruolo sociale della letteratura ritenendola capace, in quanto spazio aperto e costruttivo di dialogo, di educare allo scetticismo, stimolare il pensiero empatico e la pluralità dei punti di vista e fungere da antidoto contro il dilagare della polarizzazione e della disinformazione. Il quadro storico evocato da Egan viene in quegli stessi anni definito dagli studiosi come «era della post-verità»; un’etichetta che... continua a leggere

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