Impegno e media: dalla piazza al mondo digitale – Ripensare l’agency culturale nel regime di post-verità: le pratiche narrative e l’attivismo transmediale del collettivo Wu Ming
Nel 2018, la romanziera e all’epoca anche presidente di PEN America Jennifer Egan, in un articolo pubblicato sulla rivista “Time”, lanciava un grido d’allarme per lo stato di deterioramento dei sistemi democratici, dell’informazione e della libertà di parola nel primo quarto del XXI secolo. Gli elementi che a suo parere destavano maggiore preoccupazione erano il proliferare di populismi, movimenti estremisti e tribalismi sempre più velleitari; la mancanza di fiducia nelle istituzioni e nei gatekeepersdel sapere tradizionali; il monopolio della comunicazione globale esercitato da pochi giganti del tech. Di fronte a un simile scenario, Egan dà molto rilievo al ruolo sociale della letteratura ritenendola capace, in quanto spazio aperto e costruttivo di dialogo, di educare allo scetticismo, stimolare il pensiero empatico e la pluralità dei punti di vista e fungere da antidoto contro il dilagare della polarizzazione e della disinformazione. Il quadro storico evocato da Egan viene in quegli stessi anni definito dagli studiosi come «era della post-verità»; un’etichetta che... continua a leggere
tag: agency culturale, attivismo transmediale, contemporary narrative, cultural agency, narrativa contemporanea, partecipazione del lettore, post-truth, post-verità, reader participation, transmedia activism, Wu Ming
torna su





