L’articolo esamina il dialogo tra il romanzo È stato il figlio di Roberto Alajmo e la sua trasposizione cinematografica diretta da Daniele Ciprì, interrogando il modo in cui entrambe le opere si confrontano con il tema dell’impegno e della rappresentazione della realtà siciliana contemporanea. Attraverso differenze di voce narrante, struttura e linguaggio, romanzo e film delineano due prospettive divergenti sul rapporto tra violenza, giustizia, memoria e marginalità sociale. L’analisi mostra come il grottesco, la deformazione realista e la frattura dei modelli familiari concorrano a disvelare le contraddizioni di un contesto dominato da esclusione, precarietà e poteri informali. continua a leggere
tag: adattamento cinematografico, contemporary Sicily, Daniele Ciprì, film adaptation, giustizia, grotesque, grottesco, justice, marginalità, marginality, narrative, narrazione, Roberto Alajmo, Sicilia contemporanea, violence, violenza
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Da alcuni anni il rapporto fra narrazione, malattia e cura suscita sempre più l’attenzione della critica. Lo conferma il successo delle medical humanities e della medicina narrativa, disciplina nata all’inizio degli anni 2000 grazie in particolare ai lavori dell’internista americana e studiosa di letteratura Rita Charon. Se vari filoni e approcci convergono nell’attribuire alla letteratura una funzione terapeutica e di cura, la produzione critica si è perlopiù concentrata sull’analisi del racconto del cancro o dell’AIDS; scarsa attenzione è rivolta a una malattia come l’endometriosi, malattia infiammatoria cronica che colpisce in Italia il 10-15% delle donne in età riproduttiva. Al racconto dell’endometriosi è dedicato il recente memoir di Tea Ranno, Avevo un fuoco dentro (Mondadori 2024), che ci proponiamo di analizzare nel presente saggio, attraverso gli strumenti critici delle medical humanities e degli studi femministi e di genere. Vedremo, in particolare, come la scrittura possa diventare uno strumento di cura e di riparazione. continua a leggere
tag: endometriosi, medicina di genere, racconti della malattia, scrittura riparatrice
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Sala d’aspetto spersonalizzata. In attesa del quinto tentativo di FIV, Loredana non è sola. Decine di donne-numeri sono in attesa di un follicolo buono e “si nascondono”, chine su una rivista o sul loro cellulare, e “nascondono” la loro infertilità. Loredana è una donna a cui è stata diagnosticata una menopausa precoce, ma è anche una fotografa che, dopo il quinto tentativo, anch’esso fallito, si concede una pausa e poi decide di riprendere il percorso della PMA, senza più nascondere e vergognarsi della sua condizione. Comincia così a fotografare e a raccogliere i pensieri delle donne che incontra nelle sale d’aspetto, nelle corsie di ospedale o che incrocia sui social. Il fotolibro Una delle tante – One of many (2020) è una raccolta di 99+1 (dell’autrice, Loredana Vanini) ritratti e piccoli aneddoti a cavallo tra scrittura autopatografica e medicina narrativa; un manifesto per normalizzare e democratizzare il tema dell’infertilità, «una piccolissima rivoluzione contro il pregiudizio, uno stimolo ad alzare la testa». continua a leggere
tag: Autopatografia, FIV, Non fiction, PMA
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Che cosa sappiamo delle molte donne straniere che, spinte dalla necessità di sostenere economicamente le proprie famiglie, arrivano in Italia per lavorare nelle campagne, contribuendo così a nutrire non solo la popolazione ma anche l’economia del nostro Paese?
L’Italia, definita negli anni ‘90 Paese materno, riconosce oggi realmente il valore del lavoro, della fatica e del sacrificio di queste donne? In che modo la nostra società può sostenere queste lavoratrici breadwinner, che per dare un futuro ai propri figli si trovano costrette a lasciarli e a rinunciare alla loro crescita?
Dietro le distanze geografiche e affettive, «gli altri» si rivelano essere parte di noi. A partire dal libro indagine di Stefania Prandi, Le madri lontane, pubblicato nel 2024, proponiamo una riflessione sulla «Sindrome Italia»: un fenomeno psicologico che colpisce molte di queste donne, segnate dal dolore della separazione dai figli e dai sensi di colpa, sovraccaricate dalla pressione economica e dal senso di responsabilità. Una sindrome che porta con sé una profonda sofferenza, spesso invisibile, ma che rappresenta una questione sociale su cui è ur continua a leggere
tag: bracciantato femminile, caregiver familiare, madri transnazionali, Migrazione femminile, sfruttamento, Sindrome Italia
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Il presente articolo svilupperà la tematica dell’impegno analizzando la sua presenza nella produzione dell’autore italiano Jonathan Bazzi. In ambito letterario, si segnalano due romanzi dello scrittore, Febbre (2019) e Corpi Minori (2022). Bazzi è anche attivo in ambito giornalistico, scrivendo in particolare per il “Il Corriere della Sera”, “La Repubblica” e “Domani”, e sulla piattaforma social Instagram. In questi tre differenti ambiti si evidenzia la presenza di un impegno sociale (in particolare rivolto ai diritti della popolazione LGBTQ+ e delle persone marginalizzate) e una narrazione svolta da un io narrante che compie una mediazione tra la scrittura e il mondo testimoniato. Mentre in campo letterario questo rapporto è svolto con un intento artistico, negli altri casi troviamo invece un proposito più immediato e di testimonianza. Scopo di questo intervento sarà analizzare questo preciso caso studio seguendo i diversi momenti della produzione di Bazzi. continua a leggere
tag: attivismo, impegno, Jonathan Bazzi, margine, rappresentazione, social network
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Oggi, osserva Daniele Giglioli, «ad interessare gli scrittori è più quello che sta fuori che dentro alle loro opere». La formula coglie un tratto decisivo delle trasformazioni nel rapporto tra arte e realtà degli ultimi anni: il ritorno di un’attenzione alla società e a forme d’intervento culturale che possiamo definire, in senso lato, impegno. Non […] continua a leggere
tag: antifascismo, fumetti, impegno, memoria, Zerocalcare
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Questo intervento si propone di delineare una linea genealogica che, all’ombra del nume tutelare di Walter Benjamin, lega Alessandro Leogrande, scrittore pugliese morto prematuramente nel 2017, alle origini della nonfiction in quanto genere. In particolare, ci si soffermerà sui concetti di storia e memoria, su quello di testimonianza e su quello di vittima, nonché sul valore etico-sociale della scrittura. Delineare questa direttrice della nostra letteratura serve a evidenziare come Leogrande si inserisca nel solco della migliore tradizione della nostra cultura letteraria, nonché a sottolineare la pluralità delle sue risorse concettuali. continua a leggere
tag: Etica della scrittura, Nonfiction; Testimonianza e memoria
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Fiore di roccia (2020) è il romanzo che segna una svolta nella produzione letteraria dell’autrice friulana Ilaria Tuti (1976). Con esso, la scrittrice lascia momentaneamente il genere giallo, per dedicarsi, dopo un attento studio delle fonti, a un ritratto storico che è insieme intimo e popolare, dedicato alle portatrici carniche della Grande Guerra, che non è esagerato ascrivere al filone dell’‘epica femminile’ di autrici come Elsa Morante, Fausta Cialente, Paola Masino, Goliarda Sapienza e, più recentemente, Antonia Arslan. L’impegno della giovane autrice è con la Storia: utilizzare il potente medium del romanzo per restituire al grande pubblico la memoria del sacrificio di quelle donne coraggiose che hanno combattuto al fianco degli Alpini, omaggiate nel 1997 dal Presidente della Repubblica Scalfaro con la Croce di Cavaliere, ma entrate davvero nelle case degli italiani con le centinaia di migliaia di copie vendute di questo recente best-seller femminista. continua a leggere
tag: Grande Guerra, Ilaria Tuti, portatrici carniche
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Massimo Zamboni, cantautore e scrittore, fondatore del gruppo CCCP Fedeli alla linea, nelle sue recenti opere letterarie rivisita tematiche personali come la memoria, la famiglia e il legame con il territorio (l’Emilia rossa). Questo percorso gli consente di reinterpretare, in chiave laterale o minore, la figura dell’intellettuale engagé. Nel romanzo L’eco di uno sparo (Einaudi, 2015), Zamboni esplora la complessa eredità familiare, narrando la morte del nonno Ulisse, ex squadrista fascista ucciso dai partigiani, con un approccio che privilegia la microstoria e la «questione privata» come modalità di impegno civile. Questo intervento intende analizzare come, nell’opera letteraria di Zamboni (con qualche excursus nel suo percorso musicale), l’impegno emerga in forme frammentate e personali, contrapposte alla visione universalista tradizionale. In La trionferà (Einaudi, 2021), ad esempio, Zamboni celebra con nostalgia l’epica del comunismo, con la consapevolezza della sua disfatta. In questo contesto, è rilevante confrontare il suo percorso con l’evoluzione letteraria del sodale Giovanni Lindo Ferretti: entrambi eleggono Pi continua a leggere
tag: ‘questione privata’, CCCP, comunismo, Massimo Zamboni
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L’articolo analizza Gli uomini pesce (2024) di Wu Ming1 come esempio di letteratura contemporanea impegnata, capace di intrecciare storia, mito e attualità. Attraverso la figura di Ilario Nevi e la prospettiva della nipote Antonia, il romanzo affronta questioni cruciali come la resistenza antifascista, la crisi climatica, la pandemia, l’impatto dell’industrializzazione e le trasformazioni del territorio del Delta del Po. La scrittura wuminghiana si configura come pratica politica e conoscitiva, in grado di conciliare documentazione, narrazione e fantasia mitopoietica. L’opera si inserisce così in un percorso più ampio di impegno letterario, dove la letteratura diventa strumento di mediazione, memoria e resistenza culturale. continua a leggere
tag: Crisi climatica, Letteratura contemporanea, Letteratura d’impegno, Mito e memoria, Mitopoiesi, Resistenza antifascista, Wu Ming1
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L’articolo si propone di riflettere sulla decostruzione del cliché del modello familiare tradizionale operata da Melania Mazzucco nel romanzo Un giorno perfetto (2005). Si tratta di una narrazione ricca di spunti di riflessione, che esprime l’esigenza di ripensare il «dato scontato» della famiglia (Chiara Saraceno) come luogo sicuro basato sull’amore, per prendere coscienza delle criticità che concretamente presenta. Si coglie anche una critica all’indifferenza della società verso i suoi membri più vulnerabili, donne e bambini, e la denuncia di un vuoto legislativo che sarà colmato solo qualche anno più tardi rispetto alla pubblicazione del libro. Quello di Mazzucco è un impegno “persuasivo”, che mira ad informare il lettore mediante la rappresentazione realistica delle situazioni, al fine di suscitare una “giusta rabbia” (Stefania Lucamante) che smuova le coscienze e tramuti il sentire in azione. continua a leggere
tag: consapevolezza civile, famiglia, Mazzucco, patriarcato, violenza di genere
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L’articolo analizza il rapporto tra memoria di famiglia e impegno nella narrativa italiana contemporanea, proponendo una lettura che supera la tradizionale visione del romanzo di famiglia come genere conservatore. Attraverso i casi di Maria Grazia Calandrone e Giuseppe Culicchia, si mostra come la memoria di famiglia, genere ibrido tra memoir, romanzo storico e genealogico, possa trasformare l’esperienza privata in discorso collettivo. Queste narrazioni, pur ancorate a vicende intime, si aprono alla dimensione pubblica affrontando questioni di genere, classe, violenza e memoria storica. La memoria di famiglia diventa così un dispositivo di partecipazione civile, capace di tradurre la soggettività in una forma di impegno frammentario ma significativo. Lungi dall’essere mero esercizio intimista, il racconto delle origini familiari si configura come strumento per interpretare il presente e riformulare le modalità della letteratura impegnata nell’estremo contemporaneo. continua a leggere
tag: impegno, Letteratura contemporanea, memoria di famiglia, narrazione autobiografica, pubblico e privato
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Il saggio analizza la rappresentazione dell’abuso sessuale sui minori nella narrativa italiana dagli anni Novanta a oggi, ricostruendo le linee di sviluppo di una “via italiana” al racconto di questo tema. Dopo aver collocato il fenomeno nel più ampio contesto culturale e giuridico del tardo Novecento, l’articolo individua le principali modalità narrative attraverso cui la letteratura ha affrontato la questione: la scelta del punto di vista della vittima, l’adozione del paradigma indiziario e la tendenza, nella narrativa breve, a concentrarsi sul momento traumatico. La ricerca mette inoltre in luce la quasi totale assenza di opere di life writing dedicate agli abusi infantili, in netto contrasto con quanto accade in altri paesi occidentali, e ne propone una spiegazione di ordine sociologico e discorsivo. L’analisi delle forme testuali consente infine di interrogare la relazione tra rappresentazione, trauma e impegno letterario, distinguendo tra modelli narrativi consolatori e strategie che, al contrario, restituiscono la complessità e l’irriducibilità dell’esperienza traumatica. continua a leggere
tag: abuso sessuale sui minori, Dacia Maraini, impegno letterario, life writing, narrativa italiana contemporanea, trauma
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Il saggio si propone di mettere in luce alcuni aspetti del rapporto ambiguo della scrittura di Vitaliano Trevisan con la dimensione della politica. Nell’opera dello scrittore vicentino, la dichiarata e ostentata estraneità rispetto a questo tema è contraddetta dalla sua presenza ossessiva. Questa antitesi di fondo permette di interpretare la negazione e il rifiuto del compromesso come strategie di un tentativo di fare emergere una forma più autentica e meno corrotta dei legami sociali che animano la vita pubblica. Un tentativo che si fonda su un’etica puramente letteraria, in cui viene riaffermato con forza il primato vitale della scrittura. continua a leggere
tag: fiction, Non fiction, politica, politics, rejction, rifiuto, Trevisan
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Il saggio analizza il ruolo del graphic novel come spazio di espressione e di impegno civile nelle narrazioni femminili della migrazione. Attraverso un approccio interdisciplinare che intreccia studi di genere, postcolonial studies e teoria della letteratura disegnata, il contributo indaga come gli iconotesti femminili migranti costruiscano nuove forme di soggettività e di resistenza politica. In queste opere, il corpo femminile diventa superficie discorsiva e luogo di agency, dove si inscrivono memorie diasporiche, tensioni identitarie e pratiche di autodeterminazione. Il graphic novel emerge così come un dispositivo estetico e politico capace di mettere in crisi i paradigmi egemonici della rappresentazione, trasformando la narrazione visiva in uno strumento di militanza e di riscrittura simbolica del femminile migrante. continua a leggere
tag: agency, feminism, femminismo, graphic novel, iconotesto, iconotext, migration, migrazione
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Il contributo studia l’articolazione tra identità e impegno nel campo letterario italiano del primo quarto del XXIo secolo. Roberto Saviano e Michela Murgia, assurti ad archetipi dell’intellettuale impegnato, hanno dato una grande rilevanza al corpo nella costruzione della loro figura pubblica. Il corpo nel loro caso rappresenta la parte irriproducibile dell’identità. Altri scrittori, come Maria Grazia Calandrone, si sono concentrati su vicende familiari e private che connotano in senso univoco l’identità per renderle esemplari e performative attraverso la narrazione. Anche gli autori poco presenzialisti e dediti principalmente a trame finzionali, come Wu Ming 1, narrano personaggi il cui impegno si intreccia allo svelamento di un’identità unica e singolare. L’identità si dimostra quindi una componente imprescindibile dell’impegno, la cui complessità richiede nuove prospettive critiche. continua a leggere
tag: commitment, contemporary Italian literature, identità, identity, impegno, letteratura italiana contemporanea, Maria Grazia Calandrone, Michela Murgia, Roberto Saviano, Wu Ming 1
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L’articolo analizza la nozione di “vuoto” nella scrittura in poesia e in prosa di Antonella Anedda, individuandola come chiave di lettura a una forma paradossale di impegno etico ed estetico. Attraverso una ricognizione che spazia nell’opera di Anedda dal 1999 al 2021, il saggio mostra come il “vuoto” – declinato come lutto, sottrazione dell’io, silenzio, mancanza, ma anche apertura, tregua e ascolto – sia inscritto nella poetica di Anedda tanto a livello tematico quanto formale.Il percorso critico si fonda su un’intersezione di prospettive: dalla critica femminista (Gilligan, Cavarero) a quella ecologica e post-umanista (Haraway, Barad), fino a un confronto con la riflessione blanchottiana sulla scrittura come «potere senza potere». Il saggio esplora inoltre i vuoti pronominali e nominali, mostrando come Anedda decostruisca l’autorialità lirica tradizionale per favorire un soggetto vulnerabile e relazionale, in un’ottica di cura e responsabilità etica. Infine, la “poetica del vuoto” viene letta in chiave ecologica, come rifiuto dell’impatto antropico, e come apertura radicale all’alterità non umana. Il vu continua a leggere
tag: ecologia, ecology, feminism, femminismo, I, Io, poesia, poetry, void, vuoto
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Ascanio Celestini è un protagonista unico del panorama artistico e culturale italiano. Caratterizzate da un’esistenza multimediale, le sue opere sono basate sulla raccolta di interviste orali e documenti autentici, tutti pertinenti alla vita di minoranze subalterne e storicamente escluse dal discorso pubblico. Attore, regista teatrale e cinematografico, romanziere e ospite di manifestazioni artistico-politiche e programmi televisivi, Celestini ha costruito un’identità pubblica che corrisponde a due tradizioni critiche postmarxiste: la prima è quella dell’intellettuale organico teorizzato da Antonio Gramsci, e la seconda è quella del personaggio concettuale articolata da Gilles Deleuze e Félix Guattari. L’analisi di Storie di uno scemo di guerra, ma anche di interventi a manifestazioni culturale e a trasmissioni televisive, rivela la portata politica della volontà di Ascanio Celestini di partecipare alla lotta comunicativa attualmente in corso per la partecipazione al discorso sulla storia italiana, sia essa passata o futura. continua a leggere
tag: Antonio Gramsci, conceptual persona, Gilles Deleuze, impegno politico, intellettuale organico, organic intellectual, personaggio concettuale, political engagement, Scemi di guerra
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Il "ritorno alla realtà" del romanzo contemporaneo presenta un ampio gruppo di opere che riguardano l’ambiente: cambiamenti climatici, green deal, disastri ambientali e transizione ecologica. Molti generi narrativi si confrontano oggi con questi temi: dalla fantascienza al fantasy, dall'horror al cyberpunk. Nella letteratura attuale, italiana e non, emerge una nuova “narrativa di viaggio”: un viaggio molto particolare, ovvero la fuga dopo una catastrofe, alla ricerca di un posto dove le condizioni ambientali siano ancora favorevoli alla vita umana. Sono tutti viaggi destinati al fallimento, rivolti indietro verso il mondo che non è più, o c'è qualche proposta della narrativa contemporanea che si apre a una prospettiva di speranza? Quanto è solida la base scientifica su cui sono state costruite queste storie? Che impatto riesce ad avere questo tipo di narrativa nei canali di comunicazione attuali? Questo articolo prova a dare qualche risposta analizzando opere letterarie, iniziative e basi teoriche, nell’ambito per sua natura interdisciplinare degli studi di ecocritica. continua a leggere
tag: Amitav Ghosh, Cli-Fi, ecocritica, Ecocriticism, econarrativa, letteratura di viaggio, Literary Awards and Initiatives for the Environment, premi e iniziative letterarie per l’ambiente, Travel Writing
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Il contributo analizza come l’“era della post-verità”, segnata dalla crisi delle istituzioni democratiche, dalla trasformazione degli ecosistemi mediali e dalla ridefinizione dei rapporti tra sapere e potere, richieda nuove forme di partecipazione culturale. A partire dalle teorie sul post-truth e dalle riflessioni sul ruolo della narrativa nel decostruire i meccanismi del “fact-building”, il saggio indaga l’agency culturale e politica del collettivo Wu Ming. Attraverso l’attivismo transmediale, l’uso strategico della crossmedialità, il copyleft e dispositivi narrativi meta e autofinzionali, i Wu Ming elaborano pratiche capaci di coinvolgere il pubblico, promuovere contro-narrazioni e stimolare un pensiero critico ed empatico. Il romanzo L’armata dei sonnambuli viene discusso come caso emblematico di “realismo dell’irrealtà”, in cui la commistione di storia, finzione, paratesti digitali e strategie allegoriche mette in scena un modello di partecipazione che restituisce al lettore un ruolo attivo all’interno del regime di post-verità. continua a leggere
tag: agency culturale, attivismo transmediale, contemporary narrative, cultural agency, narrativa contemporanea, partecipazione del lettore, post-truth, post-verità, reader participation, transmedia activism, Wu Ming
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Il paper indaga il lavoro della scrittrice e attivista italiana nera Espérance Hakuzwimana. Il suo impegno pubblico all’interno del coordinamento antirazzista torinese attraverso la Rete 21 marzo e la sua pagina Instagram “haku.zwimana” si coniugano con la sua attività di scrittrice. Sul suo profilo, Espérance si riferisce ai followers come “La banda”: un gruppo disomogeneo, ma unito che affronta discorsi complessi all’interno di uno spazio di collettività, «sicuro anche se solo virtuale.»
L’analisi verterà sull’evoluzione del suo percorso da una rabbia forte e legittima, a tratti faticosamente ricevibile da un pubblico vasto, all’assunzione del carico di guidare le persone in un percorso di acquisizione di consapevolezza e decostruzione dell’immaginario razzista che hanno interiorizzato. Questo cambiamento è visibile nella sua traiettoria di scrittrice, da un saggio militante di denuncia nel 2019 (E poi basta) a un romanzo nel 2022 (Tutta intera) e infine al suo ultimo saggio (Tra i bianchi di scuola) che intende portare dalle voci degli studenti «una guida corale per immaginare insieme una scuola plurale e apert continua a leggere
tag: Anti-racist activism, attivismo antirazzista, Black Italian writing, Civic engagement, Hypermodern intellectual, impegno civico, intellettuale ipermoderno, Intersectionality, intersezionalità, letteratura italiana afrodiscendente, social media
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In Postmodern impegno (2003), Adamo e Antonello rilevavano come sul finire del secolo scorso le narrazioni interessate ai problemi della giustizia e della memoria fuoriuscissero ormai dall’alveo della letteratura per sfociare nel «teatro di narrazione» e nei nuovi programmi televisivi. Giustizia e memoria restano temi centrali anche nella più recente narrativa non fiction, mentre lo sviluppo su nuovi media è proseguito portando all’affermazione dei podcast definiti true crime. Alla luce di questa continuità, l’intervento si propone di analizzare Sangue loro di Pablo Trincia (2024), ricostruzione di una storia di terrorismo dove la voce dei parenti delle vittime viene affiancata a quella del carnefice. Tale approccio amplia gli orizzonti della letteratura dell’impegno, sfruttando le possibilità fornite dal nuovo medium per rendere la narrazione un dispositivo di elaborazione collettiva del trauma avvicinabile alle pratiche della giustizia riparativa. continua a leggere
tag: Giustizia Riparativa, Letteratura e Media, Media and Literature, Non fiction, Podcast, Restorative Justice, Terrorism, terrorismo
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Negli ultimi anni diversi romanzi italiani provano a raccontare il mutamento del nostro tempo. E lo fanno, spesso, a partire da un terreno comune: personaggi coinvolti a vario titolo nel vasto settore delle Industrie Culturali e Creative, che trasformano la propria vita – lavorativa, relazionale, interiore – nell’immagine che il mondo digitale ha confezionato per loro. A partire dall’analisi di Le perfezioni di Vincenzo Latronico (Bompiani, 2022), Estate caldissima di Gabriella Dal Lago (66thand2nd, 2023) e Gli straordinari di Edoardo Vitale (Mondadori, 2024), questo saggio intende fare luce su una nuova frontiera del romanzo contemporaneo, con particolare riguardo alle scelte formali, alla costruzione di un soggetto collettivo e a nuclei tematici ricorrenti. continua a leggere
tag: aspirational class, cambiamento climatico, classe aspirazionale, climate change, consumo, consumption, contemporaneità, contemporary, creative industries, cultura digitale, dal lago, digital culture, elenco, enumeration, etica della performance, industria creativa, internet, labor, latronico, lavoro, letteratura, literature, performance ethics, società, society, vitale, web
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Il testo individua alcune espressioni d’impegno civile nella poesia italiana del nuovo secolo: Alda Merini; l’esperienza di Solo limoni a cura di Lello Voce; poesie legate a migranti e morti in mare; la paesologia di Franco Arminio; espressioni varie di impegno legate alla violenza di genere, al mondo del lavoro, alla condizione degli animali, a manifestazioni culturali e proteste tenutesi a Torino. L’obiettivo è quello di esaminare le figure dei poeti impegnati, le produzioni letterarie e i loro legami con la società italiana. Tale contributo, non esaustivo, vuole essere di carattere culturale. continua a leggere
tag: civil poetry, editoria di poesia, eventi poetici, poesia civile, poetic events, poetry publishing, proteste, protests, Torino, Turin
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1. Introduzione: la polisensorialità come chiave critica dello spazio urbano letterario L’obiettivo di questo intervento è indagare la rappresentazione sensoriale delle città di Trieste e Palermo nei romanzi La coscienza di Zeno di Italo Svevo e Il giorno della civetta di Leonardo Sciascia. Le due città, pur diverse per storia, clima e geografia culturale, condividono […] continua a leggere
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Il nome rovesciato di Mozart, “Trazom”, non è solo un gioco linguistico, ma un vero ribaltamento ermeneutico: esso implica che la lettura retrograda sia parte integrante dell’interpretazione. Mozart stesso scrisse enigmi musicali e canoni con strutture retrograde – così il canone Leck mich im Arsch K 231, che gioca sul senso e sul nonsenso. Alcuni […] continua a leggere
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1. Ritratto perlopiù politologico del “principe degli umanisti”, con talune notazioni metodologiche Per molti oggi, Erasmo da Rotterdam resta solo l’autore dell’Elogio della follia, fortunatissima operetta scritta quasi per gioco nel 1509, durante uno dei suoi innumerevoli viaggi per l’Europa, o poco più. Non a caso Stefan Zweig, uno dei suoi più acuti biografi, ammette […] continua a leggere
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Introduzione L’Illuminismo – si sa – fu il principale movimento intellettuale della seconda metà del XVIII secolo, ispirato alla metafora della luce, che avrebbe dovuto dissipare le «tenebre dell’ignoranza e dei pregiudizi» attraverso l’uso costruttivo della ragione per il progresso individuale e collettivo. Il suo sviluppo fu più o meno contemporaneo a quello della Massoneria: […] continua a leggere
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Certo significativi, e forse esplorati solo in parte, furono i rapporti fra la Massoneria e le poetiche preromantiche e romantiche; o, meglio, fra la Massoneria e quel vasto e diveniente fermento ideale che Walter Binni (1913-1997) poneva sotto l’etichetta, apparentemente ossimorica, ma multiforme e feconda, di Neoclassicismo romantico. Iniziatico e criptico, il celeberrimo “fratello” Lessing, […] continua a leggere
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Geroglifici eterni, che in cifre luminose ognor splendete. Ah! Ch’alla mente umana altro che belle oscurità non siete! Pure il mio spirto audace crede veder scritto là su in le stelle che Orlando, eroe sagace, alla gloria non fia sempre ribelle. Con questi versi (intonati, potentemente, dal basso, che impersona Zarathustra, su di un vibrato […] continua a leggere
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L’immagine di un XIX secolo oscuro e triste, austero e rigido per le donne, viene quasi spontanea. In verità, l’Ottocento ha ripensato la vita delle donne come lo svolgimento di una storia personale sottoposta a una normativa collettiva precisa, socialmente elaborata. Avremmo dunque torto a vedere questa epoca soltanto come il tempo di un lungo […] continua a leggere
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Morire annegati ai margini di un deserto. Bizzarro destino per creature rare come Isabelle Eberhardt, la cui fama ha inoltre viaggiato a ritroso: pochi anni dopo la morte, i suoi scritti cominciarono a essere pubblicati – per quanto manipolati e mutili – scatenando lunghe polemiche. Poi, molto tempo dopo, la celebrità, che fa di lei […] continua a leggere
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Se l’imperfezione è la vera cifra dell’uomo, essa non appartiene a Federico Cinti (1975-), filologo e poeta di fama, e al fluire dolce e lento della sua poetica, poiché, dallo scorrere elegante e perfetto dei versi, si avverte la mano di un autore tutto teso a una realizzazione di vita pratica, ove sia contenuto un […] continua a leggere
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Nel quinto centenario dalla fondazione di Palazzo Te a Mantova, con il restauro delle sale interne e di buona parte del parco esterno, in corso di completamento, il Palazzo rinascimentale appare in tutta la sua magnificenza. In autunno la Fondazione ha proposto l’esposizione (che resterà aperta fino al 1 febbraio 2026) All that changes you […] continua a leggere
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Colto, brillante, anche pungente: questo lo stile cui ci ha abituati Antonio Castronuovo nei libri degli ultimi anni. E che ora torna a lusingarci col Dizionario del grafomane, da poco pubblicato presso Sellerio come pendant del precedente e fortunato Dizionario del bibliomane: e dico “pendant” non solo per il tema, che affratella i due lavori […] continua a leggere
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Tra la soglia e il vestibolo Dal nulla ecco una voce, ecco il barlume di un’eco sull’estremo promontorio dei secoli. È un io in un dialogo eterno con un tu, dopo la fine del tempo e dello spazio. Così, tutto avviene così, per illuminazione improvvisa, senza sapere, senza vedere, senza capire. Il sipario si solleva […] continua a leggere
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Il solo frutto che gli uomini cavano dalla ignoranza è che possono essere superbi. La ignoranza dell’uno è la misura della scienza dell’altro. Sotto alle più belle azioni ci è la vanità, come sotto a’ più bei ricami ci è lo spago. Gli uomini grandi stanno ristretti e chiusi dinanzi alla volgar gente, e non […] continua a leggere
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