Bibliomanie

Impegno e media: dalla piazza al mondo digitale – La narrazione come pratica di giustizia riparativa nel podcast Sangue loro di Pablo Trincia
di , numero 60, dicembre 2025, Saggi e Studi

<em>Impegno e media: dalla piazza al mondo digitale</em> – La narrazione come pratica di giustizia riparativa nel podcast Sangue loro di Pablo Trincia

Nel saggio Crimine, colpa e testimonianza. Sulla performatività documentaria (2021), Giulia Scomazzon analizza la capacità del documentario performativo di innescare riflessioni socialmente e politicamente rilevanti sul tema della giustizia, in una declinazione estremamente contemporanea del concetto di impegno. Secondo l’autrice, l’immaginario contemporaneo è assuefatto dal discorso sulla criminalità al punto che il dilagare di produzioni true crime nella cultura popolare sembra aver assunto dimensioni mai viste. Tale diffusione capillare assolve spesso una funzione consumistica, come rilevato anche da Ian Case Punnett in Toward a Theory of True Crime Narratives. A Textual Analysis (2018), il quale sottolinea come proprio questo aspetto abbia portato la critica a derubricare il fenomeno a mero intrattenimento. Tuttavia, Punnett stesso evidenzia come le produzioni true crime abbiano in realtà la potenzialità di mettere in discussione le modalità narrative dell’inchiesta g... continua a leggere

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Il privato è pubblico – La scrittura antipolitica di Vitaliano Trevisan
di , numero 60, dicembre 2025, Saggi e Studi

<em>Il privato è pubblico</em> – La scrittura antipolitica di Vitaliano Trevisan

In Un mondo meraviglioso, prima anta della Trilogia di Thomas, ci si imbatte in una riflessione sulla morte come momento di riscrittura di una vita, come passaggio dal presente aperto sulla molteplicità dei possibili al passato fissato in una narrazione: «Passando la nostra esistenza dal presente al passato, si diviene, al passato, ciò che non si era, al presente. Il segreto è tutto qui, pensavo, tutto racchiuso in una variazione del tempo verbale e nient’altro, e variando il tempo verbale varia inesorabilmente tutto il nostro essere.» Si tratta di una dinamica che si manifesta sempre con forza quando a morire è una personalità chiamata a fare parte della storia di un ambito socialmente rilevante. La scomparsa improvvisa di Vitaliano Trevisan all... continua a leggere

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Corpi e resistenze – Una delle tante – One of many “diversamente fertile” e non me ne vergogno più: l’impegno di Loredana Vanini per normalizzare il tabù dell’infertilità
di , numero 60, dicembre 2025, Saggi e Studi

<em>Corpi e resistenze</em> – Una delle tante – One of many  “diversamente fertile” e non me ne vergogno più: l’impegno di Loredana Vanini per normalizzare il tabù dell’infertilità

«Non ci siamo, il medico che ha aperto la porta chiamando il mio numero non mi piace.//“16816” siamo alla seconda chiamata, che faccio? […]». Come Valentina, tante altre decine di donne-numeri che “si nascondono” in una sala d’aspetto, chine su una rivista o sul loro cellulare, in attesa di un «follicolo buono», e “nascondono” la loro infertilità; non sopportano più di essere considerate solo come un numero, ma hanno bisogno di essere ricordate con il loro nome per essere a loro agio nel percorso che, forse, le porterà ad aver un bambino. È proprio nelle sale d’attesa che Loredana cerca di «attaccare bottone, e parlare di come ci si può sentire trasformati, mentre passano gli anni aspettando [quel] follicolo buono» o quell’embrione anche se è di tipo C, «C come cazzut[o] » che ha raggiunto l’obiettivo come nella storia di Stefania, nonostante non fosse né di «classe A», né «di tipo B […] come Bello», secondo la classificazione che si fa in pratica clinica. Diagnosticata con menopausa precoce, ... continua a leggere

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