Corpi e resistenze – Una delle tante – One of many “diversamente fertile” e non me ne vergogno più: l’impegno di Loredana Vanini per normalizzare il tabù dell’infertilità
«Non ci siamo, il medico che ha aperto la porta chiamando il mio numero non mi piace.//“16816” siamo alla seconda chiamata, che faccio? […]». Come Valentina, tante altre decine di donne-numeri che “si nascondono” in una sala d’aspetto, chine su una rivista o sul loro cellulare, in attesa di un «follicolo buono», e “nascondono” la loro infertilità; non sopportano più di essere considerate solo come un numero, ma hanno bisogno di essere ricordate con il loro nome per essere a loro agio nel percorso che, forse, le porterà ad aver un bambino. È proprio nelle sale d’attesa che Loredana cerca di «attaccare bottone, e parlare di come ci si può sentire trasformati, mentre passano gli anni aspettando [quel] follicolo buono» o quell’embrione anche se è di tipo C, «C come cazzut[o] » che ha raggiunto l’obiettivo come nella storia di Stefania, nonostante non fosse né di «classe A», né «di tipo B […] come Bello», secondo la classificazione che si fa in pratica clinica. Diagnosticata con menopausa precoce, ... continua a leggere
tag: Autopatografia, FIV, Non fiction, PMA
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