Bibliomanie

Il corpo dell’autore e il corpo del mondo – “Metterci la faccia”: identità e impegno nella letteratura italiana del XXI° secolo
di , numero 60, dicembre 2025, Saggi e Studi

<em>Il corpo dell’autore e il corpo del mondo</em> – “Metterci la faccia”: identità e impegno nella letteratura italiana del XXI° secolo

I lavori critici relativi all’impegno nella produzione culturale situata tra la fine del XX° secolo e l’inizio del XXI tendono a considerare come impegnate opere dalle caratteristiche profondamente diverse. La maggioranza dei critici osserva tuttavia un’ormai generalizzata volontà «di sottolineare il messaggio ultimo e perentorio dell’io-autore, che sostiene e certifica l’intera opera». Più precisamente, è dato condiviso che in Italia siano sempre più diffuse «scritture […] che partono da oggetti culturali, letterari o meno, ma insieme e inseparabilmente dall’esperienza soggettiva che di tali oggetti ha fatto l’autore». Una delle componenti fondamentali della complessa intersezione tra letteratura italiana contemporanea e impegno sembra quindi essere l’identità, intesa come figura pubblica dell’autore, ma anche come carattere inimitabile e distintivo di un’individualità. Già alla fine degli anni ’80, Jean Baudrillard osservava che la saturazione della realtà porta alla dissoluzione della stessa. In un contesto storico in cui la profezia di questo filosofo sembra pienamente realizzata ... continua a leggere

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Inciso nel corpo: il gusto del ricordo e dell’oblio nelle parole di Chorus of Mushrooms di Hiromi Goto
di , numero 52, dicembre 2021, Saggi e Studi

Inciso nel corpo: il gusto del ricordo e dell’oblio nelle parole di <em>Chorus of Mushrooms</em> di Hiromi Goto

Il dibattito sullo statuto della world literature negli ultimi decenni ha acquisito un ruolo sempre più centrale dentro e fuori l’accademia, e ha toccato anche il Giappone, portando all’attenzione della critica un tema finora poco esplorato, quello del rapporto fra la letteratura e la lingua madre, che interseca e collega generi e sottogeneri apparentemente molto diversi quali la letteratura bilingue, la letteratura della migrazione, la letteratura della diaspora. Fra gli scrittori più studiati spiccano Hideo Levy (1950), Minae Mizumura (1951) e Yōko Tawada (1960), accomunati dalla scelta di scrivere in una lingua che non è la loro lingua madre, incorporando liberamente espressioni e parole straniere nelle loro opere, e soprattutto di fare della riflessione sulla lingua il centro della propria ispirazione. Specularmente in anni molto recente si è assistito all’emergere di una nuova generazione di giovani scrittori e scrittrici in bilico fra due lingue e/o fra due mondi: Shirin Nezammafi (dall'Iran), Yan Yee (dalla Cina), Arthur Binard (dagli Stati Uniti) e Tian Yuan (dalla Cina) hanno scelto liberamente e ... continua a leggere

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Identità, sport e Lega Nord: la nazionale padana di calcio
di , numero 52, dicembre 2021, Saggi e Studi

Identità, sport e Lega Nord: la nazionale padana di calcio

Mentre si disputa il primo campionato europeo di football in un grave contesto pandemico e la geopolitica è tornata a riaffacciarsi attraverso le rivendicazioni di nazioni quali l’Ucraina e la Macedonia del nord, può risultare di qualche interesse tornare sui rapporti instaurati col calcio dal movimento più identitario del panorama politico italiano tra Prima e Seconda Repubblica. Vale a dire quella Lega Nord che, specie durante la lunga segreteria federale di Umberto Bossi, ha largamente investito in termini simbolici e materiali sullo sport come strumento di costruzione e affermazione delle identità locali. D’altronde fin dalle origini essa si diede una precisa e consolidata vocazione localistico/amministrativa. Un localismo capace di contemperare “ethnos e demos” e di radicarsi tramite la rivalutazione di tradizioni, costumi, lingua, territorialità. Localismo e territorialismo che nella loro essenza richiamano emblematicamente l’antico e moderno campanilismo, il dualismo città/campagna, capitale morale/capitale/politica, settentrione/me... continua a leggere

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Un’identità camaleontica e controversa: l’Athletic Club tra memoria e oblio
di , numero 52, dicembre 2021, Saggi e Studi

Un’identità camaleontica e controversa: l’Athletic Club tra memoria e oblio

L'Athletic Club è la squadra di Bilbao nota in tutto il mondo calcistico per la sua filosofia di tesserare soltanto giocatori nati o cresciuti calcisticamente nella geografia di lingua e cultura basca, ovvero nei territori dell'odierna Comunità Autonoma Basca (formata dalle province della Biscaglia, Guipúzcoa e Álava), della Comunità Forale della Navarra e della parte meridionale del dipartimento francese dei Pirenei Atlantici. Questa scelta ha destato da sempre sentimenti contrastanti: dall'ammirazione del quotidiano sportivo "L'Équipe", che descrisse l’Athletic negli anni Sessanta come «un caso unico nel calcio mondiale», e di Gianni Mura, per il quale il teambasco rappresenterebbe ancora oggi «un'ostinata eresia»; alle critic... continua a leggere

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Tra eroismo calcistico, identità e comunità. Maradona, Napoli e il tifo partenopeo
di , numero 52, dicembre 2021, Saggi e Studi

Tra eroismo calcistico, identità e comunità. Maradona, Napoli e il tifo partenopeo

Quando parliamo di eroismo calcistico facciamo riferimento a calciatori che, in virtù di una particolare eccellenza sportiva e di risultati non comuni, riescono a innescare nei loro tifosi rilevanti e permanenti gratificazioni emotive legate alla condivisione simbolica della gioia e della fierezza che vittorie e meriti sul campo possono suscitare. Simile forma di benessere psicologico si fonda su un meccanismo detto BIRGing – basking in reflected glory – il crogiolarsi della gloria riflessa, che porta a identificarsi nei successi dei campioni e delle squadre in cui ci si riconosce. Su questo legame emozionale di fondo possono innestarsi in maniera plastica molteplici forme di identificazione, territoriale, nazionale, etnica, di genere o connesse a significati più individuali. Alla base di questi processi risiede la natura rituale del calcio. Le partite sono, infatti, dei rituali sociali che alimentano l’appartenenza, la solidarietà e l’identità sociale di chi sente di partecipare a un destino comunitario, di chi condivide felicità e sofferenza attorno alla dedizione per i ... continua a leggere

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