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Daniele Serapiglia

Daniele Serapiglia

Daniele Serapiglia è ricercatore integrato dell'Instituto de História Contemporânea dell'Universidade Nova de Lisboa. Nel 2009 ha conseguito il dottorato di ricerca, in cotutela con l’Universidade de Coimbra, presso il Dipartimento di Storia, Culture e Civiltà dell'Università di Bologna, dove è stato ricercatore post-dottorato fino al maggio 2016. È autore di diversi saggi sul salazarismo e nel 2011 ha pubblicato una monografia dal titolo La via portoghese al corporativismo. Nel 2014 ha curato e introdotto l'edizione italiana delle interviste di António Ferro a Salazar. Dal 2011 si occupa di storia sociale dello sport. Ha curato il volume Tempo libero, sport e fascismo, pubblicato nel 2016. Nel 2018 ha pubblicato la monografia Uno sport per tutti. Storia sociale della pallavolo italiana (1918-1990). È redattore capo con il Dr. Nicola Sbetti della rivista Storia dello Sport. Rivista di studi contemporanea, componente della redazione di Bibliomanie e membro dei comitati scientifici delle riviste European Studies in Sport History (ESSH) e Eracle. Journal of Sport and Social Sciences. È stato visiting scholar presso il Departamento de Motricidad, Rendimiento Humano y Gestión del Deporte dell'Universidad Europea de Madrid; presso l’International Centre for Sports History and Culture della De Montfort University of Leicester e presso il Remarque Institute della New York University.

A. Agosti, G. De Luna, Juventus. storia di una passione italiana. Dalle origini ai giorni nostri, Utet, Milano 2019
di , numero 49, giugno 2020, Letture e Recensioni

A. Agosti, G. De Luna, <em>Juventus. storia di una passione italiana. Dalle origini ai giorni nostri</em>, Utet, Milano 2019

Giampaolo Ormezzano, una delle grandi firme del giornalismo italiano, nel 2008 narrava, riprendendo un testo di Oliviero Bhea, come la stampa sportiva si passata attraverso tre periodi differenti. Il primo contraddistinto dall’amore, il secondo dall’erotismo, il terzo dalla pornografia. Quest’ultimo riguarda gli ultimi anni in cui la stampa sportiva, come quella pornografica, si è rivolta soprattutto a un pubblico che vuole «vedere le cose che altri fanno bene, che noi vorremmo fare, che noi non possiamo fare: in uno stadio come in camera da letto». Il secondo, quello dell’erotismo, invece riguarda un periodo di passaggio tra pornografia e amore, che ha caratterizzato il primo periodo. Nei periodici e nei quotidiani di fine Ottocento e inizio del Novecento, i cr... continua a leggere

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