Cos'è la maternità in tempo di guerra?, si chiede Majd.
«Non si tratta solo di tenere stretti i propri figli, ma di estendere quella protezione, quell'amore feroce, ad ogni piccola mano che il destino ha posto nella tua, anche se appartiene a un estraneo. Non vivevamo più in una città fatta di abitudini e di risate. Eravamo frammenti di esistenze sparse per le strade, uniti dalla paura, dalla speranza e da una volontà di sopravvivere che non si lasciava spezzare».
Majd Al-Assar è una giovane donna palestinese, madre di Sabah, un bimbo di otto anni, e di Ney, una bimba di cinque. La terribile reazione israeliana all'attentato di Hamas del 7 ottobre 2023 le travolge la vita.
Prima a Gaza Nord i matrimoni accen... continua a leggere
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Antica e nuova la domanda sul tempo, perché la dimensione temporale è sempre stata decisiva per la riflessione estetica e la creazione letteraria, ma nel Novecento essa si pone al centro di una contraddizione: fra “l'ossessione moderna del tempo, l'incapacità di vivere senza il punto fermo degli orologi”, ovvero la “cronocrazia”, e la qualità non mensurale di essa che spesso solo i poeti riescono a cogliere: l'attimo ineffabile, il tempo sacro, la rivelazione epifanica, il “tempo opportuno” (il “kairós” dei greci), il suo scorrere precipitoso. La stessa polisemia della parola “tempo” sembra nascere dal suo carattere primitivo, polimorfo, intuitivo e analogico. Scriveva Henry Bergson
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Christine de Pizan, ovvero Cristina di Pizzano, è un'intellettuale vissuta fra il Tre e il Quattrocento alla Corte di Francia: ella trae il suo titolo di piccola nobiltà da una frazione di Monterenzio, a una ventina di chilometri da Bologna, da cui proveniva la famiglia del padre Tommaso, un eminente dottore dello Studio bolognese che volle dare alla figlia, cosa insolita a quei tempi, un'istruzione completa e che le trasmise la passione per i libri e per lo studio. Scrive Maria Giuseppina Muzzarelli nel suo bel saggio, Un'italiana alla Corte di Francia: “L'educazione impartitale dal padre è il marchio della differenza. È l'origine e il centro di questa storia”
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