Bibliomanie

Corpi e resistenze – «Scrivendo, illuminare l’equivoco»: la pratica dell’impegno nella scrittura di Jonathan Bazzi.
di , numero 60, dicembre 2025, Saggi e Studi

<em> Corpi e resistenze</em> – «Scrivendo, illuminare l’equivoco»: la pratica dell’impegno nella scrittura di Jonathan Bazzi.

Jonathan Bazzi è un giovane scrittore milanese, classe 1985. Ha esordito in campo letterario nel 2019 con Febbre, romanzo che è stato ben presto caso editoriale sia per la sua candidatura al premio Strega che per l’argomento trattato: una storia autobiografica riguardante una diagnosi di HIV. Bazzi, fino a quel momento, aveva già praticato la scrittura attraverso articoli per diverse testate online, come “Gay.it” e “Thevision”. Questi interventi riguardavano solitamente tematiche di attualità, oppure nascevano dall’esperienza biografica: Bazzi è cresciuto a Rozzano, in periferia di Milano, e non ha mai nascosto le sue origini e la difficoltà di conciliare questo contesto con la sua omosessualità e il suo carattere. In seguito, pubblica un secondo romanzo, Corpi Minori (2022). Continua nel frattempo la sua attività di collaborazione con numerosi giornali, tra cui “Domani”, “La Repubblica”, “Il Corriere della Sera”. Bazzi è inoltre molto attivo sulla piattaforma di social network Instagram e ha scritto racconti presenti in alcune antologie, p... continua a leggere

tag: , , , , ,

torna su

La rappresentazione del fenomeno mafioso nei media italiani e francesi dopo le stragi di mafia del 1992
di , numero 55, giugno 2023, Saggi e Studi

La rappresentazione del fenomeno mafioso nei media italiani e francesi dopo le stragi di mafia del 1992

Nel corso dei secoli gli avvenimenti legati alle mafie sono stati raccontati in maniera differente: immagini alle volte eroicizzate o martirizzate di vittime innocenti si sono spesso affiancate a quelle stereotipate delle mafie e dei mafiosi, diffuse dai media tradizionali - e non - e poi penetrate all’interno dell’immaginario collettivo. Fortemente influenzato da film e romanzi che «hanno contribuito a conferire alla mafia un’aura di sinistro splendore» - paradigmatico è il caso del film “Il Padrino” di Francis Coppola -, come scrive lo storico Marcello Ravveduto, l’immaginario delle mafie «è stato a lungo un racconto di un ectoplasma»: un’ombra che prende «consistenza» grazie allo specchiarsi nei media che, in un continuo di «rifrazioni e rimbalzi tra specchi diversi, costruiscono l’immaginario collettivo.» In questo contesto, nel «circuito autoreferenziale dei media», riprendendo l’antropologo Benedict Anderson, Ravveduto sottolinea come, anche nel caso della narrazione delle mafie, si sia di fronte a una «comunità immaginata» in cui gli «spettatori non cono... continua a leggere

tag: , , ,

torna su