Bibliomanie

Emanuela Liverani

Emanuela Liverani è laureata in Storia e critica del cinema alla facoltà di Lettere Università La Sapienza di Roma con una tesi su Ken Loach. Ha collaborato con reVision, una rivista web di critica cinematografica, ha scritto Sequenze in forma di concerto sul film La sottile linea rossa di T. Malick pubblicato nel libro collettaneo Da Cabiria a Moulin Rouge! curato da Dante Albanesi per Cineforum (San Benedetto del Tronto). Contestualmente alla scrittura critica lavora nell’organizzazione di proiezioni pubbliche di cortometraggi e successivamente è membro organizzativo e del Comitato di selezione del Festival Internazionale del Cortometraggio di Siena. Inizia a lavorare sui set cinematografici nel reparto Regia come Edizione e dal 2014 abbandona questo ruolo per dedicarsi alla Regia e alla Sceneggiatura. Ha realizzato Sopra Elevata, un cortometraggio che ha vinto numerosi premi e ora visibile su WeShort, una nuova piattaforma interamente dedicata ai film brevi.

È stato un passaggio
di , numero 52, dicembre 2021, Note e Riflessioni

È stato un passaggio

Quando a Eric Bishop appare Éric Cantona non è precisamente un evento mistico ma non è da escludere che per Eric lo sia, è un supporter del Manchester United e per i supporter dello United Cantona significa molto, è The King. Eric ha il poster del suo idolo sul muro, come fanno i ragazzi in tutto il mondo, ma Eric non è un ragazzo, ha figli, una ex moglie, è vedovo e fa il postino. Solo che Eric non ha il poster di Cantona perché è rimasto ragazzo, per Eric il suo eroe calcistico significa molto di più, per questo mentre parla dei suoi problemi con l’immagine del Re, e chissà quante volte lo fa, egli si materializza e gli parla. L’apparizione di Cantona consente a Eric di sciogliere i... continua a leggere

tag: , , , ,

torna su

L’omosessuale irriverente
di , numero 51, giugno 2021, Note e Riflessioni

L’omosessuale irriverente

«Io sono stanco di essere così intoccabilmente eccezione, ex lege: va bene, la mia libertà l’ho trovata so qual è e dov’è; lo so, si può dire, dall’età di quindici anni, ma anche prima… Nello sviluppo del mio individuo, della diversità, sono stato precocissimo; e non mi è successo, come a Gide, di gridare d’un tratto “Sono diverso dagli altri” con angosce inaspettate; io l’ho sempre saputo». Così si esprime il giovane Pier Paolo Pasolini nei primi anni del Secondo dopoguerra. Nonostante una dichiarazione così assoluta tante volte prima e dopo di essa Pasolini scopre quanto il suo cammino esistenziale sia complesso. In ogni caso al momento in cui scrive egli sa di essere ... continua a leggere

tag: , ,

torna su