Bibliomanie

Alessandro Ferioli

Alessandro Ferioli (Bologna, 1971), laureato in Lettere moderne (indirizzo Filologico), è professore di Lingua e letteratura italiana e di Storia presso l’I.I.S.S. “J. M. Keynes” di Castel Maggiore (BO). Ha promosso e curato l’edizione di memoriali e diari di prigionieri di guerra e internati militari. Ha collaborato con riviste di studi e con quotidiani, con oltre 400 fra articoli e saggi. È presidente del comitato scientifico della rivista “Noi dei lager”, periodico dell’Associazione Nazionale Ex Internati (Anei). È stato insignito delle onorificenze di Cavaliere (2008), Ufficiale (2012) e Commendatore (2018) dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana. Nel 2022 ha ricevuto il Premio Internazionale “Eugenio Corti”.

Ripensare un autore controcorrente: una nuova biografia di Guareschi scritta da Alessandro Gnocchi.
di , numero 61, giugno 2026, Letture e Recensioni

Ripensare un autore controcorrente: una nuova biografia di Guareschi scritta da Alessandro Gnocchi.

La figura e l’opera di Giovannino Guareschi sono state ormai ampiamente illuminate, sotto più aspetti, da un congruo numero di studi. Per limitarci alle biografie, la prima in ordine di apparizione fu quella di Beppe Gualazzini, cui seguirono quella di Gnocchi, il quale ebbe il merito di inserire saldamente Guareschi nella tradizione culturale cattolica, segnalando interessanti raffronti con l’opera di Gilbert Keith Chesterton, e infine quella di Guido Conti, il quale, avvalendosi anche del riordino e catalogazione dell’archivio dell’autore e di una personale conoscenza della cultura parmigiana del Novecento, ha dato speciale risalto alla formazione del Guareschi illustratore e giornalista in erba nel contesto della goliardia e delle riviste cittadine. Fra i criti... continua a leggere

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Invasori, a tutti gli effetti. Un saggio di Raffaello Pannacci sulla campagna di Russia
di , numero 56, dicembre 2023, Letture e Recensioni

Invasori, a tutti gli effetti. Un saggio di Raffaello Pannacci sulla campagna di Russia

La campagna di Russia ha sempre occupato un posto a sé nella memoria collettiva degli italiani, per le condizioni climatiche in cui si combatté, per l’elevato numero di Caduti e dispersi, per l’epilogo contrassegnato da una prigionia dolorosa, e pure per la fortuna editoriale di una folta produzione memorialistica, al punto da assurgere a “luogo della memoria” nazionale . Dire “reduce di Russia” equivale a evocare il grado massimo del sacrificio, rappresentato per sineddoche dalla marcia infinita nel corso della ritirata. Al contempo, mentre sono passati in sordina altri eventi della campagna di conquista, come la battaglia di Natale dell’inverno 1941-1942, alcuni toponimi della ritirata (uno per tutti: Nikolajewka) si sono inscritti nella storia dell’ero... continua a leggere

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