Bibliomanie

Il privato è pubblico – La via italiana al racconto dell’abuso sessuale sui minori
di , numero 60, dicembre 2025, Saggi e Studi

<em>Il privato è pubblico</em> – La via italiana al racconto dell’abuso sessuale sui minori

Nell’Italia degli anni Novanta si assiste a un cambiamento nella considerazione sociale e nella valutazione giuridica degli abusi sessuali sui minori, in linea con quanto stava accadendo nel resto dei Paesi occidentali. Proprio sul finire del Novecento, con oscillazioni di uno o due decenni tra uno Stato e l’altro, si infrange definitivamente il tabù su questo fenomeno e si stabilizza un giudizio di assoluta condanna nei suoi confronti. Tra i fattori che conducono a questa svolta risulta determinate l’inserimento delle aggressioni sessuali nello spettro degli eventi traumatici, che portano a identificarli come atti di gravità assoluta, capaci di lasciare ferite durature e spesso insanabili nelle vittime, soprattutto se giovani o giovanissime. Tale percezione viene costruita attraverso l’intreccio di discorsi provenienti da ambiti diversi e si radica in breve tempo nel sentire comune. Una fonte particolarmente sensibile per registrare come andava strutturandosi il pensiero intorno alla pedofilia e agli abusi sui minori è rappresentata... continua a leggere

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Noi apparteniamo a Lingít Aaní. Ricerca del senso di appartenenza nelle memorie di Ernestine Hayes
di , numero 55, giugno 2023, Saggi e Studi

Noi apparteniamo a Lingít Aaní. Ricerca del senso di appartenenza nelle memorie di Ernestine Hayes

Quando nel marzo del 1867 il Segretario di Stato statunitense William Seward e il diplomatico russo Eduard de Stoeckl conclusero le trattative per la cessione dei territori dell’Alaska, dalla Russia agli Stati Uniti, sancirono con esse anche il destino di migliaia di persone: «The population of Russian America is about 60,000, of whom at least 50,000 are Esquimaux. The remaining portion of the inhabitants are Russians, Creoles, Kodiaks and Aleoots.» Gli interessi sui territori alaskani erano stati ed erano principalmente di natura economica: mentre i Russi «understood their American experience almost exclusively in economic terms; their chief objective was exploitation of the available resources, mostly furs, on the least costly terms possible», l’opinione americana si concentrava sul passaggio dei commerci già stabiliti nelle proprie mani — «The fisheries are very extensive, but the principal commercial wealth of the country is in its fur trade, which would, henceforth, be altogether controlled by American merchants.» In questo scenario avevano ben poco spazio le opinioni delle popola... continua a leggere

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