Bibliomanie

Il privato è pubblico – Graphic novel e impegno civile: gli iconotesti femminili della migrazione
di , numero 60, dicembre 2025, Saggi e Studi

<em>Il privato è pubblico</em> – Graphic novel e impegno civile: gli iconotesti femminili della migrazione

Negli ultimi decenni, il graphic novel si è affermato come forma narrativa di rilievo, capace di coniugare parola e immagine in un linguaggio ibrido che si presta a una molteplicità di letture e interpretazioni. In particolare, nell’ambito della letteratura della migrazione, questo medium ha assunto una funzione cruciale nel dare visibilità a soggettività altrimenti marginalizzate, soprattutto quelle femminili. Il presente saggio intende allora indagare come i graphic novel femminili della migrazione costituiscano non solo una forma di rappresentazione, ma anche uno strumento di impegno civile, poiché mettono in scena rapporti di potere, identità multiple e pratiche di resistenza quotidiana. Tuttavia, prima di procedere con un quadro teorico sul rapporto tra letteratura disegnata e impegno civile e analizzare alcuni iconotesti in questa prospettiva, è necessaria una precisazione epistemologica nell’ambito delle scritture femminili della migrazione. Nel contesto delle dinamiche globali contemporanee, le... continua a leggere

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Voce di donna: Persepolis di Marjane Satrapi tra Iran, identità e graphic novel
di , numero 58, dicembre 2024, Note e Riflessioni

Voce di donna: <em>Persepolis</em> di Marjane Satrapi tra Iran, identità e graphic novel

Tra l’attentato dell’11 settembre 2001 e la War on Terror portata avanti dal presidente americano George W. Bush, la fumettista iraniana Marjane Satrapi pubblica Persepolis, un’opera autobiografica che racconta la sua giovinezza in Iran durante la rivoluzione e la successiva guerra Iran-Iraq, seguita dall’esperienza dell’esilio in Europa. Nonostante il clima politico delicato, Satrapi si fa strada in Occidente con audacia: il modo in cui prende le distanze dal fondamentalismo islamico e denuncia il regime teocratico iraniano dell’ayatollah Khomeini, instaurato con la Rivoluzione del 1979, risuona profondamente tra il pubblico europeo e statunitense, tanto che Persepolis diventa, in alcuni casi, oggetto di studio nelle scuole. Il successo dell’opera in Occidente è legato anche alla posizione critica dell’autrice verso il governo iraniano, percepita come strategica, in un periodo di crescente islamofobia, per attaccare un Paese considerato culla del terrorismo integralista. Tuttavia, Persepolis non può essere ridotto ad una semplice propaganda antislamica; attraverso un... continua a leggere

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