Bibliomanie

Tiziano Scarpa Groppi d’amore nella scuraglia
di , numero 4, gennaio/marzo 2006, Letture e Recensioni,

Come citare questo articolo:
Maurizio Clementi, Tiziano Scarpa Groppi d’amore nella scuraglia, «Bibliomanie. Letterature, storiografie, semiotiche», 04, no. 24, gennaio/marzo 2006

Nel panorama moderno delle lettere italiane, desolante come una landa sahariana e arido da togliere ogni speranza, talvolta compare una piccola vena sorgiva autentica e arricchente, che rallegra. Il piccolo libro di Tiziano Scarpa Groppi d’amore nella scuraglia, edito da Einaudi nel giugno di quest’anno, mi sembra un libro di questa natura. Scritto in una lingua totalmente inventata ma comprensibilissima, costruita su un modello di dialetto meridionale franco, una specie di siciliano popolare da Cielo d’Alcamo di notevole rigore stilistico e linguistico, il testo è un poemetto narrativo, che racconta le disavventure di Scatorchio e il suo amore per la bella Sirocchia, insidiata dal rivale Cicerchio.

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