Bibliomanie

Ipotesi e tesi sui vizi capitali in letteratura
di , numero 22, luglio/settembre 2010, Note e Riflessioni,

Come citare questo articolo:
Margaret Collina, Ipotesi e tesi sui vizi capitali in letteratura, «Bibliomanie. Letterature, storiografie, semiotiche», 22, no. 7, luglio/settembre 2010

Sette vizi sono capitali, secondo Tommaso d’Aquino, perché essi ne originano altri. E dunque, di peccato capitale spesso si macchia la grande narrativa quando crea emblematici personaggi “viziosi”, dai quali discendono un numero infinito di emuli – o, come si direbbe oggi, di cloni letterari – e tutta un’ampia varietà di peccatori eccellenti. Molti studiosi di sociologia e di psicologia, molti teologi e antropologi ci hanno trasmesso la propria opinione sui peccati capitali e su come, in diverse epoche, ne è mutata l’accezione e la percezione di gravità sociale. Interessante è, a nostro avviso, tentare lo stesso esame percorrendo – pur celermente e arbitrariamente – una strada che attraversi i vizi immortalati dalla letteratura

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