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同志文化: la cultura omosessuale cinese
di , numero 51, giugno 2021, Saggi e Studi, DOI

同志文化: la cultura omosessuale cinese
Come citare questo articolo:
Rebecca Vivi, 同志文化: la cultura omosessuale cinese, «Bibliomanie. Letterature, storiografie, semiotiche», 51, no. 7, giugno 2021, doi:10.48276/issn.2280-8833.5952

1 同志文化 Tongzhi Wenhua . Definizione del termine

Il termine Tongzhi 同志, comunemente utilizzato in Cina per designare un omosessuale, è relativamente recente. Tuttavia, due caratteri che lo compongono – 同tong (stesso, comune) e 志zhi (ideale o aspirazione) – erano già presenti nel cinese classico. Risale al 1911 l’utilizzo di questo binomio con un’accezione del termine completamente diversa. Il 1911 fu l’anno in cui diversi ribelli antigovernativi cinesi lanciarono una protesta politica con connotazione anticoloniale ed antioccidentale verso la dinastia Qing, a cui fra le altre cose contestavano l’aver consegnato il progetto per lo sviluppo della rete ferroviaria alle potenze occidentali, che in quel periodo storico occupavano la Cina, uscita sconfitta dalla seconda guerra sino-giapponese1. Per la prima volta nella storia cinese moderna, questi due caratteri vennero associati per alludere a una forma di cameratismo e condivisione di ideali politici ed ideologici.
L’origine di questo binomio è riconducibile al motto di di Sun Yat-Sen (1866-1925): «革命尚未成功,同志仍需努力geming shangwei chenggong, tongzhi renxu nuli (la Rivoluzione non è ancora completata, compagni continuate a combattere)»2, pronunciate da Sun nel 1925 quando, malgrado le differenti ambizioni, il Partito Nazionalista (KMT) e il Partito Comunista (CCP) fecero fronte comune per combattere in seguito i signori della guerra (1926-1928))3. Con questo slogan Sun fece quindi un appello a rinunciare agli interessi particolari e a combattere per un ideale politico comune: la fondazione di una repubblica cinese indipendente e unita.
Tongzhi inoltre venne utilizzato come traduzione cinese del termine sovietico per indicare i rivoluzionari comunisti che condividevano il cameratismo ed anelavano a loro volta ad una società ugualitaria senza divisioni sociali. Dal 1949, con la nascita della Repubblica Popolare Cinese, si è poi assistito ad una evoluzione nell’utilizzo del termine. Non si riferiva più ai militanti rivoluzionari all’interno del Partito Comunista, bensì un appellativo a cui tutti i cittadini cinesi ricorrevano per riconoscere la comune appartenenza ad un unico partito.
L’accezione queer del termine nasce invece nel 1989, mutuato per la prima volta dagli organizzatori del “Gay and Lesbian Film Festival” di Hong Kong, per indicare una identità omosessuale cinese distinta dall’identità omosessuale globale e transnazionale4. La comunità omosessuale cominciò a privilegiare il termine tongzhi – un termine culturalmente specifico- quando volevano enfatizzare la loro “cinesità”: come i loro avevano combattuto per i loro ideali politici e nazionali anche i queer tongzhi volevano combattere per i loro diritti.
L’identità tongzhi cinese viene, attraverso questo termine, collegata a un’identità nazionale e per questo si distingue da quella “gay” transnazionale. I cinesi, infatti, non solo sono sempre stati consapevoli della loro specificità culturale e della loro identità nazionale ma hanno sempre mostrato la volontà da una parte di rifiutare qualsiasi sottomissione ai progetti coloniali delle potenze occidentali dall’altra di riconoscersi come eredi di una cultura millenaria – quella confuciana – che persiste ancora in molti ambiti.

2 Tradizione dell’omosessualità in Cina

«La tradizione delle relazioni omosessuali cinesi è antica quanto la cultura cinese»5. Durante il periodo imperiale, i rapporti omosessuali erano considerati naturali, comuni e socialmente accettati. La prima testimonianza di relazione omosessuale risale agli imperatori della dinastia Zhou (1122-256 a.C.).
Inoltre, la medicina tradizionale cinese non operava distinzioni sessuali riguardo al corpo umano ritenendo ogni individuo costituito sia da elementi maschili che femminili (come rappresentato nel simbolo dello yin e yang); quindi indefinite erano anche le rappresentazioni di sesso o di genere. È importante sottolineare come nel cinese classico non ci siano termini per denotare una persona impegnata in relazioni omosessuali, né identificazioni di una particolare identità sessuale o orientamento sessuale.
«La lingua cinese distingueva il comportamento omosessuale dall’identità omosessuale, utilizzando metafore poetiche basate su antiche romanzi e novelle che rappresentavano o addirittura celebravano l’omoerotismo come, per esempio 分桃fen tao (La pesca mangiata) e 断袖之癖duanxiuzhipi (La manica tagliata)»6. Il termine 分桃fentao appare nell’omonima novella in cui Mizi Xia, amante del Duca Ling di Wei (534-493 a.C.), passeggiando con il duca in un frutteto, addentò una pesca e la trovò deliziosa, quindi smise di mangiarla e donò la metà rimanente al suo amato sovrano; mentre il termine 断袖之癖 duanxiuzhipi deriva invece dall’omonima storia premoderna che descrive il legame tra l’Imperatore Ai di Han (dal 206 a.C. al 200 a.C.) e il suo amato Dong Xian, che arriva al punto di tagliare la manica della propria veste per permettere all’amato che si era addormentato sopra di lui di continuare a dormire.
Durante la dinastia Ming (1368-1644) e s Qing (1644-1911) molti romanzi descrissero l’omosessualità come «una forma estrema di idealismo romantico»7. Ne sono esempi i celeberrimi “Il Sogno della Camera Rossa” di Cao Xueqin (1792) o “Jinping Mei” (1610, autore anonimo) che descrivono personaggi maschili bisessuali coinvolti tanto in rapporti eterosessuali quanto in rapporti omosessuali. Un altro aspetto di grande rilievo che va evidenziato è l’importanza dell’amicizia maschile nella cultura tradizionale. Si tratta non solo di legami basati sul cameratismo bellico, ma anche di legami affettuosi e amorevoli.
Nella Cina tradizionale, il Confucianesimo non si opponeva all’amore omosessuale quando questo non entrava in conflitto con il matrimonio eterosessuale. Coloro che avevano già adempiuto all’obbligo di concepire il figlio maschio, potevano dedicarsi all’omoerotismo.

3 Mascolinità cinese

Nella Cina premoderna non si esaltava la prestanza fisica,8 in quanto i mandarini, che rappresentavano il più alto grado sociale in Cina, venivano considerati e rispettati per i loro contributi intellettuali,9. C’è inoltre da notare che l’abbigliamento del letterato classico era inadatto al lavoro manuale10. Il “Movimento della Nuova Cultura” (新文化运动xin wenhua yundong) – un movimento che nacque nel primo decennio del XX e che si poneva come obiettivo una modernizzazione radicale della cultura cinese – condannò il confucianesimo ritenendolo la causa della disfatta del paese. Questo movimento accettò invece la cultura occidentale. Anche il concetto di mascolinità venne radicalmente rivisto. L’uomo “nuovo” cinese doveva essere virile e doveva mostrare una mascolinità sessualmente potente e aggressiva11.

4 La sessualità

Non esiste una vera e propria traduzione del termine “sessualità”, anche se ora il termine annovera anche questa accezione. Nella Cina tradizionale, non esisteva un carattere specifico corrispondente. Si ricorreva a 色 se per riferirsi al piacere erotico e carnale e a 情 qing per designare la sfera affettiva ed emotiva. Oggigiorno in Cina, il carattere 性 spesso si trova in binomi che alludono alla sfera sessuale : «性现象 xing xianxiang (fenomeno sessuale), 性状况 xing zhuangkuang (stato sessuale), 性经验 xing jingyan (esperienza sessuale) 性素质 xing suzhi (qualità sessuale)»12.

5 Omosessualità nel Ventesimo Secolo

Nei primi anni del Novecento, la crisi nazionale e la determinazione a modernizzare la Cina portarono gli intellettuali a tradurre alcuni concetti occidentali, incluse le teorie dell’omosessualità: infatti proprio durante l’epoca repubblicana (1912-1949) venne introdotto il termine 同性恋tongxinglian, accezione negativa e immorale dei rapporti tra persone dello stesso sesso. Ciò che per millenni venne considerato come l’apoteosi del senso estetico e culturale venne trasformato in una pratica spregevole intesa come la causa della debolezza della nazione13. Inoltre, si pensava che il controllo sessuale sarebbe stata una delle chiavi per lo sviluppo di uno stato moderno. Secondo questa ideologia nazionalista il desiderio sessuale, come tutto il resto, era finalizzato al benessere e all’interesse della nazione. Pertanto, doveva essere disciplinato. Non sorprende dunque che attività legate alla prostituzione, pornografia, rapporti omosessuali, masturbazione, e sesso prematrimoniale venissero attaccate e denunciate. La relazione omosessuale venne condannata come forma di sfruttamento e giudicata dagli intellettuali come «il simbolo della tradizione decadente cinese»14. Le pratiche omosessuali e la sessualità assunsero differenti significati politici e culturali in questo periodo: era concepito come espressione della debolezza della nazione15.
Anche durante l’epoca maoista (1949-1976) il rapporto sessuale venne concepito a fini riproduttivi. La famiglia venne enfatizzata come il perno su cui poggiava la società e il matrimonio venne promosso come l’adempimento ai doveri sociali di procreare bambini per lo stato comunista: atti sessuali non finalizzati a questo scopo (ad esempio rapporti omosessuali, prostituzione o masturbazione) erano dunque severamente vietati e moralmente condannati. L’omosessualità venne di conseguenza ritenuta una deviazione mentale e allo stesso tempo un atto vandalico (流氓罪liumangzui)16. Il partito comunista dichiarò l’omosessualità un simbolo esplicito della decadenza e del “liberismo borghese” ( termine, questo, molto in voga all’epoca per stigmatizzare un’individualità soggettiva completamente incompatibile con il comunismo e la “nuova Cina”). L’omosessualità – vista come residuo della Cina feudale e come manifestazione borghese occidentale- divenne reato passibile di pena. Numerosi furono i casi di violenza sugli omosessuali da parte delle forze dell’ordine e di suicidio per evitare la detenzione in carcere.
Durante l’epoca post-maoista (1978 si passò dal “sesso per procreazione” (epoca maoista) al “sesso per piacere”. Negli anni ’80 venne infatti riconosciuta l’importanza del piacere sessuale. Non si trattava solo di riconsiderare la soggettività dei cittadini cinese, quanto piuttosto una strategia per favorire l’armonia familiare e la stabilità sociale17. Purtroppo, lo stigma nei confronti dei tongzhi continuò come prima. In quegli anni erano considerati la causa della diffusione dell’Aids e quindi elementi sovversivi. Negli anni Ottanta, i tongzhi continuavano a essere passibili di condanne penali, venivano discriminati dalle loro 单位 danwei(unità di lavoro) e spesso finivano per perdere il lavoro e infine venivano allontanati dalla famiglia di origine che non tollerava la loro incapacità di dare ai genitori una discendenza famigliare
Le sanzioni disciplinari del Partito erano, e sono tuttora, una forma alquanto efficace e peculiare di controllo biopolitico: «venivano utilizzate per controllare le attività di coloro che potevano essere ritenuti offensivi per l’ordine sociale, ma la cui responsabilità penale non era considerata sufficiente per istituire un processo o per configurare l’esistenza di un reato penale»18. La paura di essere soggetto a sanzioni è stato un fattore fortemente limitante nella vita degli omosessuali e non è sorprendente il loro desiderio di segretezza e anonimato spesso fino all’età della pensione.

6 Omosessualità nell’epoca contemporanea

Il 1997, anno in cui la Legge Criminale eliminò l’omosessualità dai crimini vandalici è da considerarsi in questo senso, una svolta epocale. Nel 2001 l’omosessualità è stata inoltre rimossa dall’elenco delle malattie mentali dai testi psichiatrici cinesi. In realtà, in questo senso ci sono ancora molte ambiguità. Per esempio, nella terza versione del“Chinese Classification of Mental Disorders”(CCMD-3中国精神疾病分类方案与诊断标准 zhongguo jingshenjibing fenlei fang’an yu zhenduang biaozhun) c’è un riferimento esplicito all «ego-syntonic homosexuality. In altri termini, coloro che non si sentono a proprio agio con la propria sessualità e desiderano cambiare sesso vengono ritenuti affetti da disturbi psichiatrici»19. Un altro manuale, Consulting Psychology, pubblicato nel 2013 da Guangdong Higher Education Press, descrive l’omosessualità come un “disordine” e consiglia quattro metodi per affrontarla:
• cambiare il proprio stile di vita e la propria cerchia di amici per creare un taglio netto col passato;
• creare una relazione platonica con una persona del sesso opposto;
• utilizzare materiale audiovisivo per trasferire il desiderio sessuale nel sesso opposto;
• terapia della repulsione attraverso l’induzione di nausea con vomito forzato e scariche elettriche all’emergere di pensieri omoerotici.
La pratica dell’elettroshock, come terapia di conversione per gli omosessuali è stata ampiamente documentata in Cina, grazie alle traduzioni di testi occidentali a riguardo. Ai pazienti viene richiesto di scrivere un diario, come i diari rossi dell’epoca maoista, nei quali le persone scrivono i loro pensieri su come trasformarsi nei soggetti rivoluzionari richiesti dal partito. I contenuti scritti nei diari hanno un’impronta confuciana e maoista nel senso che incoraggiano la conformità collettiva e scoraggiano l’individualità. Il processo di auto-esaminazione richiesto nella stesura dei diari come parte integrante della terapia di conversione esemplifica «un tipo di formazione del soggetto richiesta da una continuità tra le ideologie del Maoismo e post maoismo riguardanti l’”io”, la trasformazione da gay a etero riproduce la strategia per costruire soggetti legittimi impiegata nel regime maoista e postmaoista»20.
Anche la rappresentazione dell’omosessualità nei media è ancora fortemente vietata: l'”Amministrazione statale di radio, film e televisione” (国家广播电影电视总局 guojia guangbo dianying dianshi zongju) ha dato inizio a una campagna volta a eliminare tutte le espressioni artistiche con contenuti sessuali espliciti nelle trasmissioni radiotelevisive e nelle proiezioni cinematografiche.

7 La prostituzione omosessuale. I Money Boys

Con questo termine, si intendono i lavoratori sessuali omosessuali. Altri termini popolari sono: 鸭子yazi (anatra), 孩子haizi o小孩xiaohai (bambini) 卖的maide (in vendita)21. Essi possono essere suddivisi in quattro categorie:
House-boy: colui che svolge lavori di casa e favori sessuali, mantenuto da uno sugar daddy;
• Colui che si prostituisce direttamente in strada per guadagnarsi da vivere (spesso senzatetto o tossicodipendente);
• Lavoratore part-time, colui che è entrato nella prostituzione omosessuale per caso e quindi la sfrutta come un lavoro freelance per arrotondare, o un passatempo;
• Lavoratore nei bordelli: colui che ha dedicato la propria carriera alla prostituzione e opera nei bordelli per conto di un boss.
Spesso Pechino è la meta preferita dei Money Boys poiché la prestazione sessuale è meglio retribuita e qui è più facile entrare nel mondo della prostituzione grazie al passaparola tra amici e conoscenti. La relazione Money Boy-cliente è da intendere in termini economici: si riduce la relazione ad uno scambio commerciale anche se il doppio fine dei Money Boys è quello di ricevere un po’ di affetto seppur per poco tempo.
I Money Boys devono sopportare tre identità differenti: quella di lavoratore sessuale, quella di omosessuale e infine quella di migrante rurale. Quest’ultima, definita in inglese rural-to-urban migrant identity (identità di migrante da rurale a urbano), è considerata la più problematica in quanto «è ancora permeata da stigmatizzazione e discriminazione a causa del sistema degli 户口hukou (registro nazionale delle unità famigliari ai fini del censo e della tassazione)»22, un sistema introdotto nel 1958 per controllare gli spostamenti della popolazione durante il processo di industrializzazione socialista. L’obiettivo fondamentale del sistema era quello di legare i ceti rurali al territorio per assicurare la produzione agricola a beneficio della produzione industriale in vista del “Grande Balzo in Avanti” (1958-1961), permettendo di ottenere privilegi di natura economica o sociale a coloro che risiedevano in modo permanente nel territorio, penalizzando al contrario coloro che migravano in altre aree (cui venivano negate copertura sanitaria, impiego o abitazione). In siffatte condizioni i migranti rurali nell’ambito urbano sono costretti a rivolgersi al mondo della prostituzione: «una strategia di sopravvivenza spinta dalla povertà, dalla mancanza di potere, una forma di schiavismo dovuto alla privazione economica, sociale e culturale»23. Nonostante i vari sacrifici e le privazioni a cui si devono sottoporre i Money Boys, l’ambiente cittadino rappresenta ai loro occhi la libertà, il guadagno e il coming out. Il motivo per cui i lavoratori sessuali si approcciano al mondo della prostituzione è principalmente il denaro, ma è allo stesso tempo la volontà di voler intensificare la loro identità gay, il piacere sessuale e la loro autostima. È evidente come i migranti rurali scelgono la prostituzione come «percorso per realizzare i loro sogni di successo, benessere, consumismo e uno stile di vita cosmopolita»24. Inoltre, anche la differenza di classe sociale plasma le loro esperienze, struttura le loro vite e influenza le loro possibilità di realizzare i propri sogni: per esempio un Money Boy che lavora nel parco è esposto al pubblico, al pericolo e alle minacce e deve fronteggiare i clienti che non pagano il servizio sessuale; mentre un Money Boy che lavora nel bordello è nascosto, protetto e sempre remunerato per i suoi servizi e più propenso a raggiungere i propri obiettivi.

8 Tongzhi Places

Per tongzhi places si intendono i luoghi di ritrovo gay, essi comprendono parchi, bordelli, hotel e bagni pubblici.
Il parco è associato alla prostituzione notturna e qui le attività omosessuali si suddividono in cinque categorie: voyeurismo, incontri con amici, conoscere nuovi amici tongzhi, ricerca di partner sessuali, attività sessuale. In generale però i Money Boys preferiscono barattare i loro servizi sessuali con una notte in hotel, non perché vogliano dormire in un posto confortevole ma perché in questo modo si sentano più sicuri e lontano dai pericoli in quanto i parchi sono spesso ispezionati dalla polizia.
Nei bordelli vi operano due categorie particolari di Money Boys, definiti high tier money boys (Money Boys di alto livello) e medium tier money boys (Money Boys di medio livello), rispettivamente Money Boys che operano nelle case chiuse di alta classe (il più delle volte online) ove sia i lavoratori sessuali che i clienti sono protetti dal boss (i loro introiti si aggirano attorno a 7000-10000 yuan a notte); Money Boys che lavorano nei bordelli di medio livello e nelle chat online (che riescono a racimolare dai 500 ai 2000 yuan a notte)25.
Gli hotel invece vengono frequentati da tongzhi benestanti che hanno la possibilità di permettersi economicamente alberghi di lusso ove viene mantenuta una certa discrezione a tutela del cliente.
I bagni pubblici (ovvero le saune) fungono da luogo di incontri intimi, infatti qui gli omosessuali cercano dei partner sessuali. Nell’ambito dei Money Boys un aspetto da non sottovalutare è la mobilità del lavoro, per il quale essi si spostano da un luogo all’altro (saune, bordelli, parchi, hotel) e allo stesso tempo dentro e fuori la prostituzione26.
Al giorno d’oggi, la presenza di molti tongzhi places è collegata alla svolta neoliberista della Cina. Si evince uno sforzo consapevole di trovare una sorta di «orgoglio nazionale cinese che possa includere un fiero senso dell’identità tongzhi in questo nuovo ordine globale»27. Nelle megalopoli come Pechino, Shanghai e Guangzhou sono presenti molti locali o nightclub gay, spesso frequentati da omosessuali e lesbiche benestanti e cosmopoliti che si sentono più affini alla visione omosessuale occidentale. Inoltre, queste città simboleggiano la modernità, la raffinatezza e la libertà: luoghi ideali ove «dimenticare il proprio passato, sperimentare un mondo nuovo completamente diverso dal loro paese d’origine»28.

9 Discriminazione all’interno della comunità omosessuale

All’interno della comunità omosessuale cinese vige una forte discriminazione tra Tongzhi, Gay, Tongxinglian e Money Boys: non si tratta solo di una differenza linguistica ma anche sociale e culturale. L’elemento fondamentale su cui si basano le discriminazioni è il cosiddetto 素质suzhi (qualità). Suzhi, è nella nuova Cina neoliberista una importante pratica discorsiva avviata e promossa dal Partito Comunista Cinese per controllare e gestire le nuove classi, nonché il rapporto tra le classi: «coloro che posseggono un 高素质 gao suzhi (qualità superiore) ottengono più profitti, potere e riconoscimenti sociali rispetto a coloro che hanno un 低素质 di suzhi (qualità inferiore)»29. Secondo l’intera comunità gay cinese, i Money Boys sono di “basso suzhi” in quanto sono considerati privi di morale e disposti a fare qualunque cosa per ottenere del denaro. Provenendo da aree rurali, sono automaticamente associati additati come espressione di arretratezza, povertà e inadeguatezza sociale. Raramente i Money Boys riescono a nascondere le proprie origini nonché il proprio retaggio30. I commenti denigratori nei confronti dei Money Boys hanno a che vedere con la loro presunta sporcizia, col colore scuro della pelle, col loro comportamento e abbigliamento. Di conseguenza i Money Boys sono costretti a mentire o persino a vergognarsi del loro lavoro.
Nella comunità LGBTQ+, alcuni omosessuali si definiscono “gay” per accentuare la loro identità transnazionale e cosmopolita: si tratta di omosessuali che vivono nelle grandi metropoli. Per questo motivo utilizzano l’espressione «“我是Gay” wo shi gay (io sono gay), omettendo la traduzione del termine “Gay”»31. Oltre a essere socialmente impegnati nella la lotta per i diritti gay, il loro status sociale ed economico conferisce alla comunità omosessuale una visibilità sia sul piano economico che simbolico.
La maggior parte, invece, preferisce definirsi Tongzhi poiché questo termine cinese coinvolge sia il 情 qing (la sfera emotiva e affettiva) che il 性 xing (sfera propriamente sessuale).32 Essi vogliono essere riconosciuti come parte integrante della cultura e della nazione cinese, rifiutando così ogni forma di identità e soggettività transnazionale. Questo è anche il motivo per cui non si riconoscono come tongxinglian, un termine, questo, che allude all’omosessualità come patologia e devianza. I tongzhi non si identificano come gay and lesbian” perché questi termini «non hanno equivalenti nella tradizione omosessuale cinese »33. È possibile fare un’ulteriore distinzione all’interno di questa categoria:
Tongzhi : tongzhi con un reddito tra i 400 000 yuan e 1 000 000 yuan e occupano posizioni manageriali. Essi si concentrano sull’aspetto emotivo e mentale e prediligono le relazioni romantiche rispetto al piacere sessuale. Di notte frequentano hotel di lusso poiché sono più discreti e meno controllati dalla polizia, mentre nella vita quotidiana si pongono come uomini eterosessuali per evitare la discriminazione.
Tongzhi di bassa estrazione sociale: coloro che frequentano i bagni pubblici, i parchi, i bar e le chat online, spesso vittime delle retate della polizia.
Tongxinglian, termine utilizzato per indicare l’omosessualità come patologia, viene utilizzato per definire gli omosessuali poveri e illetterati che frequentano i luoghi economici quali saune e parchi. Sono definiti anche 外地人waidiren (forestieri) perché sono considerati dei reietti nella comunità gay.
Nella comunità tongzhi, anche i travestiti o coloro che hanno una predisposizione palesemente femminile (comportamento, abbigliamento, eloquio), sono discriminati e stigmatizzati come “too C” (C sta per sissy, lett. femminuccia)34.

10 Lo 0 e l’1

Prima di entrare nella comunità Tongzhi, gli omosessuali non sono consapevoli della divisione di genere tra 0 e 1. 0 e 1, diventati dei veri e propri codici normativi, si riferiscono alle posizioni assunte dai partners durante l’atto sessuale: 0 è la posizione passiva, che implica il ruolo femminile , 1 la posizione attiva che implica il ruolo maschile.35
I principi dello Yin e dello Yang sono utili per comprendere il significato dei ruoli: lo 0, o Yin, esprime la negatività, l’oscurità, il freddo, l’umidità, la femminilità e la passività; l’1, o Yang, esprime la positività, la luce, il caldo, l’aridità e la mascolinità.36 Molti omosessuali scelgono volontariamente di essere degli 0 perché percepiscono loro stessi come uomini passivi, ubbidienti e indipendenti non perché incapaci di penetrare: essere 0 significa accettare il dolore e attuare una dimostrazione d’amore nei confronti della persona amata.37 Gli 0 tendono ad assumere comportamenti ed atteggiamenti femminili per conquistare l’affetto e il sostegno finanziario degli 1. In base al ruolo adottato nella comunità, i tongzhi incarnano il loro ruolo e status sociale attraverso l’abbigliamento, il comportamento e il loro eloquio.
Alcuni tongzhi scelgono il proprio ruolo mentre ad altri viene assegnato il ruolo da chi è già identificato come 1 o come 0, in base alla posizione che hanno assunto nella loro prima esperienza sessuale.38 Dal momento in cui il ruolo è determinato, i tongzhi si disciplinano di conseguenza all’interno della loro comunità: questa disciplina è imposta e mantenuta attraverso la derisione e gli ammonimenti.

11 Pietà filiale e biopolitica familiare

La pietà filiale – 孝xiao –è una delle virtù cardinali alla base della buona condotta confuciana. In termini generali significa essere devoti e rispettosi nei confronti dei propri genitori e prendersi cura di loro fino alla morte (occuparsi delle esequie e dei sacrifici durante le ricorrenze), comportarsi educatamente ed essere cortesi nella vita sociale per mantenere una buona reputazione della famiglia e infine assicurare eredi maschi per la discendenza. Un altro concetto correlato a quello di pietà filiale è quello di 面子mianzi, ovvero la reputazione o in altri termini la “faccia”: un insieme di comportamenti e costumi associati alla moralità, l’onore, l’autorità di un individuo e la sua immagine sociale. La perdita del “mianzi” individuale, ha conseguenze e ripercussioni su tutta la famiglia. Questo è un fenomeno che accade spesso nelle famiglie ove sono presenti figli omosessuali.
La biopolitica familiare – una serie di pratiche familiari e ideologie che regola gli individui cinesi anche a livello economico e produttivo – comporta anche un codice che disciplina la salute, la riproduzione e la sessualità dei singoli individui39. L’eteronormatività familiare può essere vista come «il dispiegamento della biopolitica familiare per produrre il senso di valore morale del soggetto e richiedere che i bambini, soprattutto i figli maschi, rispettino i genitori, si sposino e abbiano figli per continuare la discendenza familiare e non facciano nulla per danneggiare lo stato familiare e la reputazione»40. Esistono tre modi per confrontarsi con la biopolitica familiare etero:
• Sposarsi e generare il figlio maschio: in questo modo gli omosessuali dimostrano di essere bravi figli cittadini, compiacendo sia i loro genitori che le aspettative della società.
• Ottemperare agli obblighi filiali senza però sposarsi.
• Uno scontro con la famiglia d’origine.

12 形式婚姻 Xingshi Hunyin
Come in precedenza accennato, nella cultura cinese è fondamentale garantire la continuità familiare41. Poiché il matrimonio omosessuale è severamente proibito in Cina, i tongzhi sposano persone del sesso opposto (spesso lesbiche 拉拉 lala) con l’obiettivo di ottemperare ai doveri sociali. Questa strategia è detta 形式婚姻 xingshi hunyin (matrimonio formale) o 假婚 jiahun (matrimonio finto) e viene attuata dai tongzhi per mascherare la loro identità omosessuale ed essere integrati in una società come fidanzati, mariti e padri pur continuando clandestinamente la propria attività omosessuale.
Il matrimonio a contratto è una strategia per eludere alle pressioni della società e della famiglia: «esso si basa su una relazione non sessuale volta a mantenere l’indipendenza economica, fisica e personale sotto le spoglie di una normale relazione marito-moglie»42. Gli omosessuali, formando una famiglia e generando figli, eseguono una performance di mascolinità e, allo stesso tempo, adempiono ai loro doveri familiari e sociali. I matrimoni a contratto vengono organizzati online grazie alla moltitudine di forum e siti appositamente creati per favorire la ricerca di persone affini alle proprie inclinazioni. Inoltre, i gay impegnati in questo genere di matrimoni per convenienza sono discriminati dalla comunità gay per il loro opportunismo e per la loro ambigua identità. Una caratteristica della comunità gay cinese è la “chosen family” (altrimenti detta “friends as family”), una famiglia designata: che può essere una comunità di amici o una comunità di ex partners.

13 Yin-Yang

La medicina tradizionale cinese e il pensiero filosofico orientale hanno una forte influenza sull’attività sessuale: per esempio, secondo il pensiero taoista, l’utilizzo del preservativo è fortemente sconsigliato in quanto blocca lo scambio e l’assorbimento di Yin e Yang durante il sesso, ostacolando un processo salutare per l’uomo. In base alla filosofia taoista, lo Yin è negativo, scuro, passivo, freddo, bagnato e femminile, mentre lo Yang è positivo, luminoso, attivo, caldo, secco e mascolino; essi interagiscono tra loro per influenzare la salute dell’individuo. I fluidi sessuali e le secrezioni sono considerati la fonte primordiale della vitalità, e il loro scambio ha il potere di aumentare la vita dei partners.43 Il rapporto sessuale rafforza lo Yang e reintegra lo Yin assorbendo Yin e Yang da entrambi i partners, in tal modo si aumenta la potenza, si trascendono i limiti del corpo e si sconfigge l’entropia dell’età per raggiungere l’immortalità.
Anche nella Cina classica, veniva insegnato agli uomini come coltivare il corpo attraverso la manipolazione dello Yin e dello Yang. Agli uomini veniva consigliato di assorbire lo Yin e trasferire lo Yang attraverso rapporti sessuali con concubine e prostitute, e successivamente sfruttare il rifornimento energetico per fecondare le proprie mogli e raggiungere l’immortalità. Inoltre, agli uomini veniva raccomandato di aumentare il loro 气 qi (energia vitale) attraverso l’assorbimento del latte proveniente dal seno di una donna, la saliva e le secrezioni vaginali.44 Molte tecniche venivano consigliate per ottenere il maggior Yin possibile da una donna e poter rafforzare il proprio Yang: posizioni sessuali, pratiche sessuali diversificate sulla base delle stagioni e del calendario. Si credeva anche che gli uomini potessero assorbire la massima quantità di Yin con una lunghissima penetrazione e che lo scopo principale del rapporto sessuale fosse raggiungere l’equilibrio tra Yin e Yang, assorbendo questi ultimi senza l’ostacolo e l’impedimento di un preservativo.45
Sebbene molti uomini utilizzino la filosofia taoista come giustificazione al mancato uso del contraccettivo, altri invocano la medicina tradizionale cinese per spiegare il rifiuto del preservativo nelle saune. Essi credono che il vapore e il calore abbiano il potere di espandere le cellule, espellere le tossine e purificare il corpo.46

14 Utilizzo del profilattico

Un credo popolare molto diffuso in ambiente omosessuale porta a ritenere che «solo gli 0 sono propensi a contrarre malattie sessuali mentre gli 1 sono immuni, perciò non utilizzano il preservativo»47. Gli 0, per prevenire qualsiasi tipo di infezione, «ricorrono ad un metodo “casalingo” secondo il quale mettendosi seduti possono espellere le infezioni e i batteri».48 Questa disinformazione generale comporta un altissimo tasso di diffusione di malattie e infezioni. Altri tongzhi credono che sia solo il fato, non l’utilizzo del preservativo, a stabilire le condizioni di salute. Se assistito dal fato, non contrarrà nessuna malattia a prescindere dal suo operato; d’altra parte,.49
La mancanza di uso del contraccettivo è spesso interpretato come una manifestazione di fiducia nei confronti del partner. L’utilizzo del profilattico, «invece di simboleggiare la responsabilità e la salute, è concepito come un segno di irresponsabilità, promiscuità e malattia»50 in maniera talmente forte e pregnante da costituire un elemento di discriminazione e pregiudizio ed indurre alcuni uomini a rifiutarsi di indossarlo.

15 Aids

La prima traduzione cinese dell’Aids fu «爱死病aisibing (loving to death disease51, successivamente sostituito con 爱滋病 aizibing o艾兹病 aizibing, varianti del termine tecnico获得性免疫缺陷综合征huodexing mianyi quexian zonghezheng (sindrome da immunodeficienza acquisita). Il primo caso di HIV diagnosticato in Cina risale al giugno 1985 (cittadino statunitense in viaggio a Pechino)52. Negli anni successivi, i dati ufficiali mostrarono una lenta progressione del virus, limitata ad alcune decine di casi, per lo più stranieri o migranti cinesi di ritorno dall’estero (in totale 22 casi di Hiv complessivi sino al 1988)53. I primi casi propriamente “cinesi” vengono registrati alla fine degli anni Ottanta in categorie considerate ad alto rischio quali lavoratori sessuali, omosessuali, lavoratori migranti e tossicodipendenti54.
Negli anni novanta viene raggiunto il massimo tasso di diffusione dell’epidemia in conseguenza delle pratiche della vendita del sangue nelle aree rurali e di supporto logistico alla raccolta di plasma a pagamento, all’interno di un quadro normativo disposto dalle autorità locali nel tentativo di commercializzare il sistema sanitario. A causa delle scarse (quasi inesistenti) precauzioni sanitarie e dell’ignoranza, la quale portava a credere che il sangue dei contadini fosse pulito, l’Aids si diffuse velocemente con numeri esponenziali in modo particolare nello Henan, Hubei, Anhui e Hebei, regioni orientali della Cina55.
Questo fenomeno, per via del peso delle parti coinvolte (funzionari o aziende legati al commercio di sangue) fu a lungo tempo tenuto nascosto, con tragiche conseguenze, dimostrando come la mancanza di igiene e ignoranza siano stati elementi predominanti nella diffusione del virus Hiv.
Per quanto riguarda Taiwan, le prime tracce dell’Hiv risalgono al 1983 circa, ma la notizia del primo paziente positivo (ragazzo di origini malesi ma nato in Cina) fu diffusa il 27 febbraio 1986, solo tre giorni prima della sua morte56.
Di fronte allo stigma sociale, gli arresti della polizia ed un ambiente totalmente ostile all’omosessualità, molti tongzhi non desiderano vivere una lunga vita poiché significherebbe sopportare il duplice pese del dolore psicologico e della stigmatizzazione. Seguendo il loro motto «i Tongzhi vivono alla giornata non pensano al domani»57 e la maggior parte di loro pianifica il proprio suicidio (a volte tramite overdose) attorno ai quarant’anni.

Conclusione

Si è constatato come la cultura omosessuale cinese millenaria, nella quale i rapporti omosessuali venivano considerati naturali, sia stata “sporcata” dall’influenza occidentale, e di conseguenza dipinta come un pericolo per la nazione cinese. Prima dell’intrusione occidentale, le persone omosessuali in Cina non erano categorizzate dalla loro sexual essence, bensì dai loro ruoli sociali. L’amore omosessuale era parte integrante della società e attraversava tutte le classi sociali, dagli imperatori, ai mandarini, agli operai, oltre a essere ampiamente accettato era anche rispettato e ammirato come forma di capitale culturale che indicava lo status sociale, l’arte, la creatività e la classe economica della persona.
Quindi cosa significa essere omosessuali in Cina? Essere gay in Cina è molto difficile a causa dello stigma sociale e delle difficoltà a raggiungere supporto psicologico o aiuto di qualsiasi genere. Si tratta di persone obbligate a vivere in solitudine sopportando il peso della società e della famiglia e che perciò preferiscono vivere nell’ombra, anziché lottare per i propri diritti, poiché consapevoli delle conseguenze brutali che potrebbero ritorcersi contro di loro a livello sociale, economico e famigliare.
Gli omosessuali sono costretti a vivere in una nazione in cui l’omosessualità viene condannata dal Partito, e inoltre trovano difficile affermazione in una nazione ove il Confucianesimo, fautore della famiglia come istituzione che ha come obiettivo garantire la discendenza della stirpe familiare, abbia plasmato l’intero popolo cinese e allo stesso tempo la visione delle relazioni sessuali dello stesso sesso. Le difficoltà che i tongzhi devono affrontare vengono esasperate anche dalla conformazione socio-geografica della nazione: la maggioranza della popolazione vive ancora nelle campagne e non ha accesso a internet o possibilità di raggiungere il mondo urbano. Nel contesto rurale l’omosessualità rappresenta ancora un taboo, ed è perciò che si osserva un cospicuo flusso migratorio interno costituito da giovani tongzhi diretti nelle città per allontanarsi dalla famiglia e vivere liberamente la propria sessualità, anche a costo di prostituirsi per sopravvivere. In questo modo attraverso la prostituzione, i Money Boys sono in grado di partecipare al consumismo urbano e allo stile di vita cosmopolita e provare agli omosessuali urbani come possano diventare a loro volta dei ricchi consumatori e veri e propri cittadini. Si è inoltre sottolineato come il Confucianesimo e il governo cinese abbiano rappresentato un ostacolo per le coppie omosessuali, costrette ad organizzare形式婚姻 xingshi hunyin (matrimoni finti) per mostrare la loro adempienza ai doveri sociali e per evitare di perdere dignità e di conseguenza farla perdere ai loro genitori.
È evidente come nel contesto omosessuale cinese, un ruolo fondamentale è stato giocato dalla medicina tradizionale che, combinata al pensiero Taoista, ha contribuito a promuovere rapporti sessuali non protetti per favorire lo scambio energetico di Yin e Yang. Questa convinzione filosofica ha portato ad avere una visione offuscata della realtà, cioè il mancato utilizzo di contraccettivi, causando quindi una diffusione celere di malattie veneree.
Per concludere, l’insieme di circostanze politiche, sociali e culturali ha fatto sì che il governo accettasse solo una comunità tongzhi, la quale non può essere identificata come queer poiché è un termine che descrive la politica sessuale occidentale. L’identità tongzhi è a tutti gli effetti unica e completamente differente da ciò che intendiamo per gay e lesbiche.
Se i tongzhi ci hanno insegnato qualcosa, è il loro rifiuto di accettare lo status quo, la loro dedizione nei confronti di un futuro incerto, il loro ottimismo, la perseveranza e l’ingegno nel vivere la vita quotidiana nonostante i vincoli imposti dal governo, dalla società confuciana e dalla famiglia.

Note

  1. Hongwei Bao, Queer Comrades. Gay identity and tongzhi activism in postsocialist China., Copenhagen, NIAS Press, 2018, p. 69.
  2. Ivi, p. 70.
  3. Ibidem.
  4. Ivi, p.73.
  5. Tiantian Zheng, Tongzhi Living. Men attracted to men in Postsocialist China. Minneapolis, University of Minnesota Press, 2015, p. 33.
  6. Ivi, p.34.
  7. Ivi, p. 36.
  8. Ivi, p.74.
  9. Ibidem.
  10. Ibidem.
  11. Ibidem.
  12. Ibidem.
  13. T. Zheng, Tongzhi Living. Men attracted to men in Postsocialist China. Minneapolis, University of Minnesota Press, 2015, p. 39.
  14. Ivi, p. 40.
  15. Ivi, p. 41.
  16. Ivi, p. 42.
  17. Ibidem.
  18. Yinhe Li, Regulating male same-sex relationships in the People’s Republic of China, in Elaine Jeffreys (a cura di), Sex and sexuality in China, Abingdon, Routledge, 2006, p. 82.
  19. H. Bao, Queer Comrades. Gay identity and tongzhi activism in postsocialist China., Copenhagen, NIAS Press, 2018, p. 94.
  20. Ivi, p. 109.
  21. Ivi, p.176.
  22. Travis S.K. Kong, Chinese male homosexualities. Memba, tongzhi and golden Boy., Abingdon, Routledge, 2011, p. 180.
  23. Travis S.K.Kong, Outcast Bodies: Money, Sex and Desire of Money Boys in Mainland China, in Ching Yau (a cura di) , As normal as possible. Negotiating sexuality and gender in mainland China and Hong Kong, Hong Kong, Hong Kong university Press, 2010, p. 26.
  24. T. Zheng, Tongzhi Living. Men attracted to men in Postsocialist China. Minneapolis, University of Minnesota Press, 2015, p. 115.
  25. Ivi, p. 111.
  26. T. S.K.Kong, Outcast Bodies: Money, Sex and Desire of Money Boys in Mainland China, in Ching Yau (a cura di) , As normal as possible. Negotiating sexuality and gender in mainland China and Hong Kong, Hong Kong, Hong Kong university Press, 2010, p. 23.
  27. Loretta W. W. Ho, Gay and lesbian subculture in urban China, Abingdon, Routledge, 2010, p. 43.
  28. T.S.K. Kong, Chinese male homosexualities. Memba, tongzhi and golden Boy., Abingdon, Routledge, 2011, p. 180.
  29. Ivi, p. 89.
  30. Loretta W. W. Ho, Gay and lesbian subculture in urban China, Abingdon, Routledge, 2010, p. 96.
  31. H. Bao, Queer Comrades. Gay identity and tongzhi activism in postsocialist China., Copenhagen, NIAS Press, 2018, p. 52.
  32. Ivi, p. 55.
  33. Petrus Liu, “Why does queer theory need China?”, in “East Asia cultures critique, a. MMX, n.18, 2010, p. 296.
  34. T. Zheng, Tongzhi Living. Men attracted to men in Postsocialist China. Minneapolis, University of Minnesota Press, 2015, p. 111.
  35. Ivi, p. 75.
  36. Ivi, p. 78.
  37. Ivi, p. 79.
  38. Ivi, p. 75.
  39. T.S.K. Kong, Chinese male homosexualities. Memba, tongzhi and golden Boy., Abingdon, Routledge, 2011, p. 98.
  40. Ibidem.
  41. Yinhe Li, Regulating male same-sex relationships in the People’s Republic of China, in Elaine Jeffreys (a cura di), Sex and sexuality in China, Abingdon, Routledge, 2006, p. 82.
  42. E. E. Engebretsen, Queer Women in Urban China. An ethnography., New York, Routledge, 2014, p. 104.
  43. T. Zheng, Tongzhi Living. Men attracted to men in Postsocialist China., Minneapolis, University of Minnesota Press, 2015, p. 178.
  44. Ivi, p. 179.
  45. Ivi, p.180.
  46. Ibidem.
  47. Ivi,p. 170.
  48. Ivi, p. 172.
  49. Ivi, p. 170.
  50. Ivi, p. 173.
  51. Hans T. M. Huang, Queer politics and sexual modernity in Taiwan., Hong Kong, Hong Kong University Press, 2011, p.74.
  52. Daniele Brombal, Martina Bristot, Giorgio Cortassa, HIV/Aids in Cina, in «Saluteinternazionale.info», 5/2011, visto il 19 ottobre 2020.
  53. Ibidem.
  54. Ibidem.
  55. Ibidem.
  56. H. T. M. Huang, Queer politics and sexual modernity in Taiwan., Hong Kong, Hong Kong University Press, 2011, p. 78.
  57. T. Zheng, Tongzhi Living. Men attracted to men in Postsocialist China., Minneapolis, University of Minnesota Press, 2015, p. 169.

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