Bibliomanie

Elena Grammann

Elena Grammann è nata a Reggio Emilia. Dopo il conseguimento della maturità classica si è trasferita a Münster in Westfalen dove ha studiato germanistica e romanistica laureandosi con lode con una tesi su Hermann Broch. Dopo il suo rientro in Italia ha insegnato tedesco e francese in licei linguistici di Lugo (RA) e Reggio Emilia. Si interessa di comparatistica e narrativa novecentesca e contemporanea, italiana e non. È autrice del blog di ispirazione proustiana Dalla mia tazza di tè.

C’è panopticon e panoptikum. Enzensberger vs. Foucault
di , numero 59, giugno 2025, Note e Riflessioni

C’è panopticon e panoptikum. Enzensberger vs. Foucault

Ricordo che era la fine degli anni settanta quando nel dipartimento di germanistica di una mediocre università tedesca, fra gli studenti più avanzati e curiosi – dottorandi che come seconda disciplina avevano storia o filosofia – cominciò a circolare il nome di Foucault. Poco più tardi avrebbero scoperto Derrida. Lezioni e seminari indugiavano sullo statuto metafisico della lingua e sulla preminenza della letteratura – la scienza del generale – su qualsiasi altra scienza particolare. Dopo l’era dell’Essere e l’era della Coscienza ci trovavamo ora, si diceva, nell’era della Lingua (Zeitalter der Sprache). Il soggetto su cui si esercitava il dominio della lingua rimaneva tuttavia il Soggetto di hegeliana memoria. La psicologia era severamente... continua a leggere

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D’un phare l’autre. Vagabondaggi letterari per mare e per terra
di , numero 58, dicembre 2024, Note e Riflessioni

<em>D’un phare l’autre</em>. Vagabondaggi letterari per mare e per terra

Se il tema sono i fari in letteratura, il primo titolo che ci viene in mente – oltre, si capisce, a To the lighthouse – è Les Phares, sesto componimento di Spleen et Idéal: undici quartine dedicate a giganti della pittura europea. Leonardo, Rembrandt, Delacroix e gli altri sono, per Baudelaire, i Fari: coloro che hanno via via illuminato porzioni della condizione umana e, passandosi il testimone attraverso i secoli, ne hanno delineato le forme ribelli, tormentate o estatiche: “oppio divino per i cuori mortali”. Baudelaire si attiene dunque, per i fari, al loro effetto sull’esterno – potremmo dire, con espressione sobriamente tecnica, sull’utenza: effetto di illuminazione, disvelamento dalle tenebre, r... continua a leggere

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Futuro parcellizzato. Distopie della disgregazione in due narratori europei contemporanei
di , numero 54, dicembre 2022, Note e Riflessioni

Futuro parcellizzato. Distopie della disgregazione in due narratori europei contemporanei

Come si vivrà in un futuro più o meno prossimo? Le belle lettere sembrerebbero relativamente ottimiste: certo, gli sconvolgimenti geopolitici e climatici saranno massicci, tuttavia si vivrà – magari un po’ peggio di adesso ma neanche troppo. Nulla che ricordi il McCarthiano La strada per intenderci. L’angoscia, eventualmente, è più sottile. Mi riferisco all’ultimo romanzo dell’austriaco Christoph Ransmayr: Il maestro della cascata, Feltrinelli 2022, e al romanzo Telluria (2013), del russo Vladimir Sorokin. Di Telluria non esiste traduzione italiana mentre è disponibile in tedesco, francese e inglese. Io ho letto la traduzione tedesca. Ci si potrebbe chiedere innanzitutto che cosa accomuni due scrittori nati en... continua a leggere

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