Bibliomanie

La ‘conoscenza’ di Svevo?
di , numero 17, aprile/giugno 2009, Saggi e Studi,

Come citare questo articolo:
Magda Indiveri, La ‘conoscenza’ di Svevo?, «Bibliomanie. Letterature, storiografie, semiotiche», 17, no. 1, aprile/giugno 2009

In una storia della letteratura intesa come metropoli letteraria, in quale quartiere si localizzerebbe il romanzo La coscienza di Zeno, che Italo Svevo scrisse tra il 1919 e il 1923? Sicuramente in quella fertile zona di confine, di periferia, che sono gli orli smangiati ed irregolari di una città che dilaga in paesaggio. La liminarità del percorso sveviano segna il romanzo fin dall’inizio: la particolarità della città di Trieste, porto aperto a tante culture, la vicinanza/influenza dell’impero asburgico, la mescolanza di culture, religioni e lingue, la presenza di grandi scrittori europei, l’accoglienza precoce della nuova scienza psicoanalitica, sono elementi che arricchiscono la scrittura di Svevo ma allo stesso tempo la isolano rispetto all’idea di letteratura che l’Italia macinava in quegli anni

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