Bibliomanie

L’esito estremo del leopardismo di Alessandro Poerio
di , numero 25, aprile/giugno 2011, Saggi e Studi,

Come citare questo articolo:
Luigi Preziosi, L’esito estremo del leopardismo di Alessandro Poerio, «Bibliomanie. Letterature, storiografie, semiotiche», 25, no. 2, aprile/giugno 2011

Rispetto alla sua prima canzone con lo stesso titolo, composta nel 1834, la seconda A Giacomo Leopardi (1848) di Alessandro Poerio si presenta incentrata su una rispondenza ancora più stretta tra analisi critica – o precritica – dell’opera leopardiana, e destinazione, fruizione, nonché rinvii testuali utilizzati quasi a contrappunto dei passi ideologicamente più significanti. Facili vi appaiono i riscontri testuali: “eterna idea”(v.3), “beate larve”(v.7), “Invocata morte” (v.12), “d’amor cura segreta” (v.16), “e lamentavi che la tua (giovinezza) perisse / come vecchiezza” (vv.32-33) – evidente qui la citazione diretta da Il sogno, vv.51-52: “giovane son, ma si consuma e perde / la giovanezza mia come vecchiezza”-, “care pupille”, “mortal velo”(v.42), “te certo ella porrà”(v.74), “se fatta ignara e stolta, / servitù non l’aspetti un’altra volta”

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