{"id":9920,"date":"2022-06-14T16:16:50","date_gmt":"2022-06-14T14:16:50","guid":{"rendered":"https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=9920"},"modified":"2025-07-04T15:45:51","modified_gmt":"2025-07-04T13:45:51","slug":"ragionare-sobriamente-e-osservare-con-intemperanza-malattia-e-ricerca-medica-nelle-riflessioni-scientifiche-di-francesco-algarotti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=9920","title":{"rendered":"Ragionare \u00absobriamente\u00bb e osservare con \u00abintemperanza\u00bb. Malattia e ricerca medica nelle riflessioni scientifiche di Francesco Algarotti"},"content":{"rendered":"\n<b>1.<em> \u00abIo sono divotissimo di messer Cornaro \u2026 \u00bb<\/em><\/b>\n\nAprire i <em>Pensieri diversi<\/em> di Francesco Algarotti, usciti postumi nel 1765, significa accedere direttamente ai materiali e ai ragionamenti di uno scrittore pronto a registrare con lucidit\u00e0 sobria e acuta i fatti culminanti del Settecento italiano ed europeo. Vi rifluiscono recensioni e appunti, pronti per un eventuale impiego, pieni di vita e di colore, di figure e di notizie singolari, torniti in forma di aneddoti di varia lunghezza, privi di titoli o numeri progressivi, a differenza delle riflessioni del barone di Montesquieu o degli schemi lemmatici dell\u2019<em>Encyclop\u00e9die<\/em><span id='easy-footnote-1-9920' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=9920#easy-footnote-bottom-1-9920' title='Algarotti, nato a Venezia nel 1712, era mancato nel maggio del \u201964, mentre sorvegliava la prima edizione completa delle sue opere, uscita a Livorno, M. Coltellini, 1764-1765. Su queste tipologie letterarie, vd. Gino Ruozzi, &lt;em&gt;Introduzione&lt;\/em&gt; a F. Algarotti, &lt;em&gt;Pensieri diversi&lt;\/em&gt;, Milano, Angeli, 1987, che ne ha proposto la numerazione, pp. 11-31. Sulla ricezione di Charles-Louis de Secondat, barone di La Br\u00e8de e di Montesquieu, vd. Domenico Felice, &lt;em&gt;Montesquieu in Italia: il contributo di Salvatore Rotta (1926-2001)&lt;\/em&gt;, \u00abBibliomanie. Letterature, storiografie, semiotiche\u00bb, 31, no. 9, ottobre\/dicembre 2012. '><sup>1<\/sup><\/a><\/span>. I <em>Pensieri diversi<\/em>, temperati da una scioltezza nobile e naturale che piacque anche a Leopardi, sono capaci di indicare le ragioni pi\u00f9 generali di una societ\u00e0 in trasformazione, dove si confrontano le discussioni sui conflitti militari e le scoperte scientifiche del giorno, le strategie del nascente giornalismo nell\u2019orientare l\u2019opinione pubblica, le responsabilit\u00e0 dei legislatori nel perseguire la \u00abpubblica felicit\u00e0. <span id='easy-footnote-2-9920' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=9920#easy-footnote-bottom-2-9920' title='Vd. G. Ruozzi, \u2018&lt;em&gt;Quasi scherzando\u2019. Percorsi del Settecento letterario da Algarotti a Casanova&lt;\/em&gt;, Roma, Carocci, 2012, pp. 39-50 e Gian Mario Anselmi, &lt;em&gt;L\u2019immaginario e la ragione. Letteratura italiana e modernit\u00e0&lt;\/em&gt;, Roma, Carocci, 2017, pp. 81-92.'><sup>2<\/sup><\/a><\/span>\u00bb <br>\nQuando si tratta di Algarotti, letterato e viaggiatore, verrebbe proprio voglia di parlare di evidenza realistica. Il suo nuovo modo di accostarsi al reale ubbidisce alla logica di un <em>savant<\/em> trasferita in un\u2019arte di alta e civile divulgazione. Si prenda il tema della malattia, carico di una solenne memoria letteraria; invano si cercherebbe nelle sue pagine qualcosa di sinistro. Malati o morenti non sono mai calati in un\u2019atmosfera di freddezza funebre o di gravit\u00e0 grottesca:<br><br>\n<span class=\"quote\">\n\n\u00abOgnuno muore come ha vissuto. Il sig. di Lany matematico essendo in agonia, e non conoscendo pi\u00f9 persona, di\u00e9 solamente risposta al sig. di Maupertuis, che gridandogli nell\u2019orecchio gli domand\u00f2, qual fosse il quadrato di sessanta. Malherbe, in punto di morte si storceva agli errori di lingua, che nello esortarlo a ben morire commetteva il suo confessore. Il cavalier Bajardo, ricevuto un colpo mortale alla giornata di Rebec, si fa porre sotto a un albero con la faccia volta a\u2019Tedeschi, dicendo che, poich\u00e9 non avea mai de\u2019suoi d\u00ec volto le spalle a\u2019nemici, non voleva nemmen farlo l\u2019ultimo giorno della sua vita.<span id='easy-footnote-3-9920' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=9920#easy-footnote-bottom-3-9920' title='F. Algarotti, &lt;em&gt;Pensieri diversi&lt;\/em&gt;, in &lt;em&gt;Opere. Edizione novissima &lt;\/em&gt;[&lt;em&gt;Opere&lt;\/em&gt;], Venezia, C. Palese, 1791-1794, t. VII, p. 223. Nell\u2019ordine: il padre Bernard Lamy (1640-1715), scritto erroneamente Lany, fu autore, tra l\u2019altro, de &lt;em&gt;Les \u00e9l\u00e9mens de g\u00e9om\u00e9trie&lt;\/em&gt;, Grenoble et Paris, A. Pralard, 1685; Fran\u00e7ois de Malherbe (1555-1628) fu teorico del classicismo francese. Pierre Terrail, signore di Bayard, fu un famoso condottiero che mor\u00ec nel 1524, mentre con la sua retroguardia copriva la ritirata dell\u2019esercito francese incalzato da Carlo III di Borbone.'><sup>3<\/sup><\/a><\/span>\u00bb\n<\/span>\n<br><br>\nNemmeno la sua esistenza d\u2019infaticabile osservatore e di giudice indulgente di s\u00e9 stesso, con il suo corredo di malesseri e di malinconie ipocondriache, emerge dall\u2019epistolario toccata da una realt\u00e0 volgare e terribile. Cos\u00ec, per esempio, scriveva questo \u201cOrazio\u201d moderno: \n<br><br>\n<span class=\"quote\">\n\u00abChe debbo io dire, [&#8230;] che da quel tempo sino ad ora ho languito d\u2019infermit\u00e0 di stomaco: e chi dice infermit\u00e0 di stomaco, dice pur troppo mille diavolerie. Ho provato medicine, acque, e tutto \u00e8 stato niente. Da alcuni giorni in qua mi vo rimettendo per virt\u00f9 sovrana della polenta presa a digiuno, che \u00e8 divenuta il mio cioccolatte. Ma non basta la polenta, se tu non vivi sobriamente. E cos\u00ec fo. Dimodoch\u00e9 messer Luigi Cornaro dalla vita sobria \u00e8 il mio duce e il mio maestro. Io non passo mai dinanzi al suo palagio, che non benedica quel buon Nestore della medicina. <span id='easy-footnote-4-9920' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=9920#easy-footnote-bottom-4-9920' title='F. Algarotti, &lt;em&gt;Lettera all\u2019abate Bettinelli a Parma, Padova 10 settembre 1753&lt;\/em&gt;, in &lt;em&gt;Opere&lt;\/em&gt;, cit., t. XIV, pp. 88-89. Alvise Cornaro (1484-1566) fu famoso per il trattato &lt;em&gt;De la vita sobria&lt;\/em&gt;, Padua, G. Perchacino, 1588, su cui vd. Piero Camporesi, &lt;em&gt;La terra e la luna. Alimentazione, folclore, societ\u00e0&lt;\/em&gt;, Milano, Garzanti, 2011, pp. 242-243. '><sup>4<\/sup><\/a><\/span>\u00bb \n<\/span>\n\n<br><br>\nScegliere di militare tra i seguaci del gentiluomo veneziano, padre della dietetica moderna, significava indossare la divisa di un moralismo colto e sorridente ispirato, se non al rigore, all\u2019ordine. Non \u00e8 difficile rinvenire testimonianze di questa indisposizione comparsa negli anni della giovinezza e sempre affrontata con fiducia nei medici, una condizione che l\u2019amico Francesco Maria Zanotti scelse addirittura come modello letterario di raccoglimento elegiaco<span id='easy-footnote-5-9920' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=9920#easy-footnote-bottom-5-9920' title='Francesco Maria Zanotti, &lt;em&gt;De Francisco Algarotto cum is aegrotasset. Elegia&lt;\/em&gt;, in &lt;em&gt;Poesie volgari, e latine&lt;\/em&gt;, Firenze, B. Paperini, 1734, pp. 98-99. Sul Manfredi (1674-1739), vd. Andrea Campana, &lt;em&gt;Eustachio Manfredi e le dinamiche della poesia d\u2019occasione&lt;\/em&gt;, Bologna, P\u00e0tron, 2018.'><sup>5<\/sup><\/a><\/span>. All\u2019abate Flaminio Scarselli che lo invitava a Roma, Algarotti confidava in un\u2019altra occasione: \n<br><br>\n<span class=\"quote\">\n\u00abquesto nuovo insulto che ne ho provato, unito con una magrezza che potrebbe esser un principio di etisia mi ha fatto lasciar da banda il pensiero del mio viaggio, e mi ha fatto ricorrere all\u2019avena ai brodi di vipera, a quello che credo per consiglio dei medici essere pi\u00f9 il caso pel mio male<span id='easy-footnote-6-9920' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=9920#easy-footnote-bottom-6-9920' title='F. Algarotti, &lt;em&gt;Lettera all\u2019abate Scarselli, Mirabello 22 giugno 1754&lt;\/em&gt;, in &lt;em&gt;Opere&lt;\/em&gt;, cit., t. XIII, p. 235. Sulle propriet\u00e0 nutrienti dell\u2019avena, vd. P. Camporesi, &lt;em&gt;Il brodo indiano. Edonismo e esotismo nel Settecento&lt;\/em&gt;, Milano, Garzanti, 1998, pp. 61-65; sulla teriaca, considerata una panacea per tutti i mali, vd. Walter Bernardi-Luigi Guerrini (a cura di) &lt;em&gt;Francesco Redi, un protagonista della scienza moderna: documenti, esperimenti, immagini&lt;\/em&gt;, Firenze, Olschki, 1999, pp. 170-179. '><sup>6<\/sup><\/a><\/span>.\u00bb \n<\/span>\n<br><br><b>\n2. <em>Medicine per lo spirito<\/em><\/b>\n<br>\nLa fisiologia aristotelica ha lasciato il posto a quella pi\u00f9 dinamica della scienza post-galileiana e la malattia, nelle riflessioni di Algarotti si converte in occasione d\u2019intervenire nelle cose del mondo con un discorso ricco d\u2019intimit\u00e0 e un tono arioso: \u00abuna delle migliori medicine \u00e8 che lo spirito spassi in cose dilettevoli e belle\u00bb<span id='easy-footnote-7-9920' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=9920#easy-footnote-bottom-7-9920' title='F. Algarotti, &lt;em&gt;Lettera del conte Algarotti all\u2019abate Scarselli, Mirabello 22 giugno 1754&lt;\/em&gt;, cit., p. 235. '><sup>7<\/sup><\/a><\/span> sosteneva e, una volta a Berlino, esiliate \u00able gocce, e le polverine alla moda, delle quali anche qui ve n\u2019\u00e8 un morbo\u00bb, ammetteva che era facile dimenticare le regole della dietetica quando si era invitati alle \u00abcene del re\u00bb di Prussia, dove si poteva gustare la conversazione frizzante dei commensali condita dagli aromi del Tokay. Forse, soggiungeva maliziosamente, avrebbe ceduto anche messer Cornaro<span id='easy-footnote-8-9920' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=9920#easy-footnote-bottom-8-9920' title='F. Algarotti, &lt;em&gt;Al Signor Francesco Maria Zanotti a Bologna, Posdammo 10 settembre 1750&lt;\/em&gt;, in &lt;em&gt;Opere&lt;\/em&gt;, cit., t. IX, pp. 162 e 164. Si pensi ai \u00abpolvigli\u00bb del Magalotti, polverine odorose ricavate dalla triturazione delle erbe, &lt;em&gt;Lettere scientifiche&lt;\/em&gt;, in Maria Luisa Altieri Biagi, Bruno Basile, &lt;em&gt;Scienziati del Seicento&lt;\/em&gt;, Milano-Napoli, Ricciardi, 1980, p. 950; sul valore simbolico del vino, vd. la voce curata da M. Veglia, in Gian Mario Anselmi e Gino Ruozzi (a cura di) &lt;em&gt;Banchetti letterari. Cibi, pietanze e ricette nella letteratura italiana da Dante a Camilleri&lt;\/em&gt;, Roma, Carocci, 2011, pp. 353-361.'><sup>8<\/sup><\/a><\/span>. In quest\u2019anamnesi medica eterodossa inseriva \u00abla conversazione con le Muse\u00bb sugli autori prediletti, cui aggiungeva gli esercizi prescritti dall\u2019ippoterapia:\n<br><br>\n<span class=\"quote\">\n\u00abPosi adunque tutti i ricettarj sotto la sella di un cavallo, e da qualche tempo in qua cavalco un pajo d\u2019ore quasi ogni mattina. E gi\u00e0 godo d\u2019aver trovato vero quel detto di Plinio: <em>equitatio stomacho, et costis utilissima<\/em>; e quello aforisma del Sidenamio, che il cavallo \u00e8 la china degl\u2019ipocondriaci. Il pi\u00f9 delle volte a rendere pi\u00f9 dolce il rimedio ci vado in compagnia di<em> <\/em>qualche amico, e se non altri, ho la compagnia delle muse<span id='easy-footnote-9-9920' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=9920#easy-footnote-bottom-9-9920' title='F. Algarotti, &lt;em&gt;Al Signor Francesco Maria Zanotti a Bologna, Posdammo 10 settembre 1750&lt;\/em&gt;, cit., pp. 162-163. Cita Plin., &lt;em&gt;Nat. Hist&lt;\/em&gt;., XXVIII, 14, 54 e Thomas Sydenham (1624-1689), fisico inglese molto apprezzato anche a Bologna per i suoi studi sul trattamento del vaiolo. Sull\u2019utilit\u00e0 dell\u2019ippoterapia, cfr. le sue &lt;em&gt;Observationes Medicae circa morborum acutorum historiam et curationem&lt;\/em&gt;, Londini, G. Kettilby, 1676, pp. 300-304. '><sup>9<\/sup><\/a><\/span>.\u00bb\n<\/span>\n<br><br>\nIl suo biografo Domenico Michelessi lo descrive sempre occupato a leggere e studiare \u00able notti intiere, senza che paresse poi ch\u2019egli studiasse, merc\u00e9 il buon uso e la buona distribuzione, che seppe fare del tempo; poich\u00e9 senza mai tralasciare uffizio alcuno, passava dai libri alle usanze urbane, e alla lieta e gioviale conversazione\u00bb<span id='easy-footnote-10-9920' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=9920#easy-footnote-bottom-10-9920' title='Domenico Michelessi, &lt;em&gt;Memorie intorno alla vita, ed agli scritti del Conte Francesco Algarotti&lt;\/em&gt;, in &lt;em&gt;Opere&lt;\/em&gt;, cit., t. I, p. CXXVI.'><sup>10<\/sup><\/a><\/span>. L\u2019apprensione per le critiche, l\u2019etisia prima temuta poi conclamata, minavano per\u00f2 la sua salute: \u00absopravvennero i mali dello stomaco e de\u2019 nervi, e l\u2019ipocondria, malattia familiare de\u2019 temperamenti sensibili, e specialmente delle persone di viva fantasia e studiose.<span id='easy-footnote-11-9920' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=9920#easy-footnote-bottom-11-9920' title='D. Michelessi, &lt;em&gt;Memorie&lt;\/em&gt;, cit., pp. CXXVI-CXXVII. Per questo collegamento, vd. Denise Aric\u00f2, &lt;em&gt;William Hay, Francesco Algarotti e \u00abla bruttezza che innamora\u00bb&lt;\/em&gt;, in Stefano Scioli (a cura di) &lt;em&gt;Per le Medical Humanities. Sondaggi di Letteratura e Linguistica, (serie I)&lt;\/em&gt;, Bologna, I libri di Emil, 2021, pp. 125-170.'><sup>11<\/sup><\/a><\/span>\u00bb <br>\nIl colloquio tra amici si conferma come il rimedio pi\u00f9 efficace contro la \u00abmalinconia\u00bb, ora che la sua interpretazione moderna sanciva un nuovo statuto soggettivo nella \u2018gens de lettres\u2019 e un rapporto positivo con la societ\u00e0<span id='easy-footnote-12-9920' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=9920#easy-footnote-bottom-12-9920' title='E. Raimondi, &lt;em&gt;Maschere e volti dell\u2019 \u2018homme de lettres\u2019 illuminista&lt;\/em&gt;, in Davide Monda (a cura di) &lt;em&gt;Un teatro delle idee&lt;\/em&gt;. &lt;em&gt;Ragione e immaginazione dal Rinascimento al Romanticismo&lt;\/em&gt;, Milano, Rizzoli, 2011, pp. 311-318.'><sup>12<\/sup><\/a><\/span>. Il soggiorno a Pisa, in un clima pi\u00f9 adatto alle sue condizioni, diede ad Algarotti l\u2019opportunit\u00e0 di dedicarsi a una revisione delle sue opere lieta e alacre, che continu\u00f2 sino alla scomparsa. Il Michelessi lo mostra ritratto nella sua fattezza pi\u00f9 quotidiana, dove la vita sembra misurata dall\u2019ansia di un progetto stilistico, mentre, sdraiato, abbozza sul foglio le linee del proprio monumento funebre, aspettando la fine \u00absenza querele, e con filosofica costanza.<span id='easy-footnote-13-9920' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=9920#easy-footnote-bottom-13-9920' title='D. Michelessi, &lt;em&gt;Memorie&lt;\/em&gt;, cit., p. CXXVII. '><sup>13<\/sup><\/a><\/span>\u00bb \n<br><br><b>\n\n3. <em>\u00abNemo solus satis sapit\u00bb<\/em><\/b>\n\nA leggere questi pensieri ci\u00f2 che prende sempre pi\u00f9 evidenza \u00e8 il discorso sul significato della scienza nel mondo contemporaneo e sul senso dell\u2019efficacia delle pi\u00f9 recenti esperienze speculative, non solo occidentali. Nella biblioteca medica che si \u00e8 composta sin qui, sommando le tessere del racconto di Algarotti, sfilano, dopo i nomi di Caio Plinio Secondo e Alvise Cornaro, quelli del fisico Thomas Sydenham, tra i primi studiosi del vaiolo e della scarlattina, e di Lorenzo Magalotti, allievo di Marcello Malpighi. <br>\nLa cosa non stupisce. Giammaria Mazzuchelli ci ricorda che Algarotti aveva formato le sue competenze di anatomia e medicina sugli scritti di Iacopo Bartolomeo Beccari, \u00able cui lezioni sulla fisica sperimentale regolarmente udiva nell\u2019Instituto; e si compiacque di assistere a varie sezioni del corpo umano per vedere in effetto ci\u00f2 che prima aveva egli letto e studiato.<span id='easy-footnote-14-9920' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=9920#easy-footnote-bottom-14-9920' title='Giammaria Mazzuchelli, &lt;em&gt;Scrittori d\u2019Italia&lt;\/em&gt;, Brescia, G. Bossini, 1753, t. I, pt. I, pp. 479-480. Il medico bolognese Iacopo Bartolomeo Beccari (1682-1766) oltre che interessarsi di chimica, pu\u00f2 considerarsi l\u2019antesignano della micropaleontologia. '><sup>14<\/sup><\/a><\/span>\u00bb <br>\nNell\u2019Universit\u00e0 bolognese, ascoltando le lezioni di astronomia di Eustachio Manfredi, Algarotti era stato contagiato anche dalla personalit\u00e0 del suo maestro, uomo di lettere e scienziato, e sotto la sua guida aveva condotto esperimenti per verificare le teorie newtoniane sulla scomposizione della luce. Aveva poi realizzato dimostrazioni pratiche con i prismi ottici nelle sale dell\u2019Istituto delle Scienze e delle Arti aperte a un pubblico non esclusivo, \u00abcome si fanno giornalmente in Parigi; e le donne gentili vanno a vedere dal Nollet refrangere diversamente i raggi, come vanno alla <em>Zaira<\/em> del Voltaire\u00bb, notava con compiacimento nel <em>Newtonianismo per le dame<\/em> uscito nel 1737<span id='easy-footnote-15-9920' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=9920#easy-footnote-bottom-15-9920' title='Il titolo poi fu mutato in &lt;em&gt;Dialoghi sopra l\u2019ottica neutoniana&lt;\/em&gt;, in &lt;em&gt;Opere varie&lt;\/em&gt;, Venezia, G. Pasquali, 1757, t. I, VI, p. 197. La forma grafica &lt;em&gt;Neutonianismo&lt;\/em&gt; \u00e8 ispirata a esigenze di purismo letterario.'><sup>15<\/sup><\/a><\/span>. Se pu\u00f2 parere superfluo ricordare la fortunata produzione teatrale di Voltaire, \u00e8 forse utile presentare Jean-Antoine Nollet, membro dell\u2019Acad\u00e9mie des Sciences di Parigi e della Royal Society di Londra, nonch\u00e9 ambizioso scienziato alla corte di Luigi XV, dov\u2019era solito allestire spettacoli di ottica e di elettricit\u00e0 al cospetto di dame e cavalieri. Un avvertito cerimoniere, insomma, che Algarotti definiva con un sorriso l\u2019\u00abarconte in questa provincia della filosofia. <span id='easy-footnote-16-9920' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=9920#easy-footnote-bottom-16-9920' title='F. Algarotti, &lt;em&gt;Lettera al Sig. Abate Taruffi a Bologna, Padova 23 giugno 1755&lt;\/em&gt;, in &lt;em&gt;Opere&lt;\/em&gt;, cit., t. IX, p. 292. Sulle ambizioni di Jean-Antoine, abb\u00e9 Nollet, vd. Jessica Riskin, &lt;em&gt;Science in the Age of Sensibility. The Sentimental Empiricists of the French Enlightenment&lt;\/em&gt;, Chicago and London, Univ. of Chicago Press, 2002, pp. 74-103.'><sup>16<\/sup><\/a><\/span>\u00bb <br>\nLo studioso veneziano concordava con gli ideali baconiani finalizzati dai sodali dell\u2019Istituto fondato da Luigi Ferdinando Marsili a realizzare un programma di <em>social welfare<\/em> che promuoveva l\u2019alleanza tra gli scienziati e coloro che svolgono mestieri pratici, soldati, architetti, artigiani, secondo gli obiettivi del consorzio londinese<span id='easy-footnote-17-9920' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=9920#easy-footnote-bottom-17-9920' title='Paola Bertucci, &lt;em&gt;Viaggio&lt;\/em&gt; &lt;em&gt;nel paese delle meraviglie. Scienza e curiosit\u00e0 nell\u2019Italia del Settecento&lt;\/em&gt;, Torino, Bollati Boringhieri, 2007, pp. 29-30, 37-38, 164-170, 193-199.'><sup>17<\/sup><\/a><\/span>. <br>\nTra i <em>Pensieri diversi<\/em> se ne incontra uno, dove gli araldi della nuova epistemologia appaiono abituati a praticare un lavoro d\u2019<em>\u00e9quipe<\/em>, certi, con Plauto, che \u00abnessuno pu\u00f2 dire di saperne abbastanza, se pretende di lavorare da solo.<span id='easy-footnote-18-9920' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=9920#easy-footnote-bottom-18-9920' title='Plauto, &lt;em&gt;Miles gloriosus&lt;\/em&gt;, III, 883-884.'><sup>18<\/sup><\/a><\/span>\u00bb Si ascolti:<br><br>\n<span class=\"quote\">\n\n\u00abCon la scorta dei Galilei dei Malpighi dei Torricelli dei Borelli de\u2019 Santorj de\u2019 Guglielmini de\u2019 Cassini ed altri fecero tra noi le scienze tali progressi, che forse il seicento sar\u00e0 per alcuni posto s\u00ec di sopra degli aurei tempi di Leone. Malissimo sonante sar\u00e0 senza dubbio una tal proposizione agli orecchj de\u2019 pi\u00f9 tra i letterati. Fanno essi pi\u00f9 caso di un sonetto nello stile del Petrarca, [\u2026] che non fan caso della scoperta del peso dell\u2019aria e del teorema dell\u2019accelerazione dei gravi, che nel passato secolo fecero in gran parte mutar faccia alla filosofia.<span id='easy-footnote-19-9920' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=9920#easy-footnote-bottom-19-9920' title='F. Algarotti, &lt;em&gt;Pensieri diversi&lt;\/em&gt;, cit., p. 149.'><sup>19<\/sup><\/a><\/span>\u00bb \n<\/span>\n<br><br>\nIn questo frammento Algarotti accomuna i nomi di scienziati che nella cultura barocca, ossessionata, per lui, dal gusto del vano e dell\u2019ozioso, sulle orme di Galileo Galilei avevano avuto il merito di promuovere una ricerca dalla forte impronta sperimentale. Da Marcello Malpighi e il suo allievo Domenico Guglielmini, sino all\u2019istriano Santorio Santorio, padre della fisiologia moderna, all\u2019astronomo napoletano Giovanni Alfonso Borelli e al matematico Evangelista Torricelli, essi rappresentano i diversi indirizzi della stessa riforma del pensiero che associava strettamente indagine scientifica e diffusione delle nuove scoperte, progresso tecnologico e perseguimento della \u00abpubblica felicit\u00e0\u00bb<span id='easy-footnote-20-9920' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=9920#easy-footnote-bottom-20-9920' title='Per un ricco inquadramento di queste personalit\u00e0, vd. Andrea Battistini, &lt;em&gt;Da Aldrovandi a Capellini: quattro secoli di cultura a Bologna&lt;\/em&gt;, in Gian Battista Vai, William Cavazza (a cura di) &lt;em&gt;Four Centuries of the Word Geology: Ulisse Aldrovandi 1603 in Bologna&lt;\/em&gt;, Bologna, Minerva ed., 2003, pp. 13-63. '><sup>20<\/sup><\/a><\/span>. \n<br><br>\n\n<b>4. <em>Il microscopio del Talete moderno<\/em><\/b><br>\n\nNelle pagine scientifiche di Algarotti non sono rari nemmeno i riferimenti al mondo accademico bolognese, presidio del sapere scolastico, dove \u00abmerc\u00e9 di un gergo filosofico, tenevano altre volte riputazione i filosofi dinanzi alla moltitudine; ma gi\u00e0 non potevano cos\u00ec agevolmente darla ad intendere ai sani ingegni.<span id='easy-footnote-21-9920' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=9920#easy-footnote-bottom-21-9920' title='F. Algarotti, &lt;em&gt;Pensieri diversi&lt;\/em&gt;, cit., p. 218.'><sup>21<\/sup><\/a><\/span>\u00bb Cosicch\u00e9 non si resta neppure sorpresi quando s\u2019incontra quest\u2019asserto: \n<br><br>\n<span class=\"quote\">\n\u00abLa prima cosa in ogni scienza \u00e8 fare una giusta ragione delle proprie forze, e non presumer troppo di s\u00e9 medesimo. Quanti non vi sono, che col dire di gran paroloni, andar tronfj, e sputar tondo, vorrebbono far credere di aver trovato il fondo dello scibile! Non dubitano mai di non sapere, vi spiegano ogni cosa, decidono di tutto: sono ciechi, che si danno aria di passeggiare per un giardino colla medesima franchezza di quelli che ci veggono; ma alla prima vasca che si fa loro tra\u2019piedi, vi cadon dentro, e fanno levar le risa de\u2019savj.<span id='easy-footnote-22-9920' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=9920#easy-footnote-bottom-22-9920' title='F. Algarotti, ibidem, pp. 236-237.'><sup>22<\/sup><\/a><\/span>\u00bb\n<\/span>\n<br><br>\nAlgarotti allude all\u2019aneddoto filosofico tramandato da Platone, secondo il quale l\u2019astronomo Talete, intento a scrutare le stelle senza far caso a dove metteva i piedi, cadde in un pozzo, suscitando l\u2019ilarit\u00e0 di una servetta tracia<span id='easy-footnote-23-9920' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=9920#easy-footnote-bottom-23-9920' title='Platone, &lt;em&gt;Teeteto&lt;\/em&gt;, 174a-174c.'><sup>23<\/sup><\/a><\/span>. Il bersaglio di questo attacco sono quanti si oppongono ai fini di una scienza utile, operante su lunghi cicli. Il tratto che li caratterizza negativamente \u00e8 la mancanza di curiosit\u00e0 e quello che Antonio Conti definiva il \u00abfasto pedantesco\u00bb. La loro \u00abboria\u00bb intellettuale per Algarotti \u00e8 pericolosa soprattutto quando si tratta della medicina, \u00abarte congetturale e micidiale\u00bb come la guerra<span id='easy-footnote-24-9920' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=9920#easy-footnote-bottom-24-9920' title='F. Algarotti, &lt;em&gt;Opere militari&lt;\/em&gt;, in &lt;em&gt;Opere&lt;\/em&gt;, cit., t. V, p. 164. Vd. Antonio Conti, &lt;em&gt;Trattato delle fantasie particolari&lt;\/em&gt;, in &lt;em&gt;Prose e poesie&lt;\/em&gt;, t. II e postumo, G. Pasquali, Venezia, 1756, p. 285 e A. Battistini, &lt;em&gt;Il mito di Prometeo in et\u00e0 moderna: dal peccato di \u2018hybris\u2019 alla virt\u00f9 della \u2018curiositas\u2019&lt;\/em&gt;, in Rosario Diana (a cura di) &lt;em&gt;Le \u2018borie\u2019 vichiane come paradigma euristico. \u2018Hybris\u2019 dei popoli e dei saperi fra moderno e contemporaneo&lt;\/em&gt;, Napoli, ISPF Lab, 2015, pp. 191-208.'><sup>24<\/sup><\/a><\/span>. <br>\nSe Emanuele Tesauro a fine Seicento nel frontespizio allegorico del <em>Cannocchiale aristotelico<\/em> aveva dotato lo Stagirita di un telescopio per potenziarne la vista mentale, Algarotti, che condivide la coincidenza tra visione e sapere, promuove il microscopio a simbolo metonimico del nuovo abito scientifico. Invita dunque il suo \u201cTalete moderno\u201d a procurarsene uno per distinguere \u00abquella infinit\u00e0 di animaletti, ne\u2019 quali, come si osserva col microscopio, brulica quel pattume, che si appasta a\u2019denti e alle gengive\u00bb e conquistare il mondo invisibile, penetrandone \u00abla scorza\u00bb esteriore<span id='easy-footnote-25-9920' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=9920#easy-footnote-bottom-25-9920' title='F. Algarotti, &lt;em&gt;Pensieri diversi&lt;\/em&gt;, cit., p. 47. Vd. Simona Corso, &lt;em&gt;Automi, termometri, fucili. L\u2019immaginario della macchina nel romanzo inglese e francese del Settecento&lt;\/em&gt;, Roma, Edizioni di Storia e Letteratura, 2004.'><sup>25<\/sup><\/a><\/span>. Nei nuovi orizzonti dischiusi da uno strumento che non per nulla era gi\u00e0 in uso fra i Lincei, l\u2019analisi degli \u00abanimacula spermatica\u00bb scoperti da Antoni van Leeuwenhoek gli fa pensare alle <em>Osservazioni intorno agli animali viventi che si trovano negli animali viventi<\/em>, che per Francesco Redi rappresentarono un punto di arrivo nella smentita delle verit\u00e0 della medicina umorale, incapace di riconoscere le aggressioni di agenti biologici esterni a un organismo<span id='easy-footnote-26-9920' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=9920#easy-footnote-bottom-26-9920' title='Francesco Redi (1626-1697), autore di studi di parassitologia, \u00e8 ricordato in &lt;em&gt;Pensieri diversi&lt;\/em&gt;, cit., pp. 56-57 e per i \u2018vermi spermatici\u2019, ibidem, pp. 31-32. L\u2019ottico olandese Antoni van Leeuwenhoek (1632-1723) nel 1683 aveva osservato col microscopio la placca dei suoi denti, descrivendo per la prima volta le colonie di batteri. Un altro personaggio familiare ad Algarotti \u00e8 Robert Hooke (1635-1703), che scrisse la &lt;em&gt;Micrographia&lt;\/em&gt;, London, Jo. Martyn et Ja. Allestry, 1665. Sull\u2019uso del microscopio, vd. G. Penso, &lt;em&gt;La conquista del mondo invisibile: parassiti e microbi nella storia della civilt\u00e0&lt;\/em&gt;, Milano, Feltrinelli, 1973, pp. 175-189. '><sup>26<\/sup><\/a><\/span>. Baster\u00e0 allegare questo proclama: \u00abil fine della medicina <em>\u00e8 <\/em>il guarire le infermit\u00e0 del corpo umano, e non il farvi su di belle dicerie. Un grandissimo abuso \u00e8 ancora il voler oltrepassare i confini della scienza che un tratta, e il voler farle vestire i modi e il genio, dir\u00f2 cos\u00ec, di un\u2019altra\u00bb<span id='easy-footnote-27-9920' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=9920#easy-footnote-bottom-27-9920' title='F. Algarotti, ibidem, p. 69. '><sup>27<\/sup><\/a><\/span>. <br>\nLa lingua scientifica chiara e scandita, dove precisione e cordialit\u00e0 si uniscono per raggiungere un pubblico pi\u00f9 ampio, funge da antidoto alla dispersivit\u00e0 della competizione fra aree di esperienza medica, ecclesiastica, popolare. Il bersaglio polemico di Algarotti \u00e8 l\u2019erudizione enciclopedica e inclusiva, inquinata da chi usa consapevolmente l\u2019\u00abingegno\u00bb per confezionare \u00abbelle dicerie\u00bb che facciano colpo sul volgo, confondendo la fedelt\u00e0 al reale e al destino degli uomini<span id='easy-footnote-28-9920' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=9920#easy-footnote-bottom-28-9920' title='Sul t\u00f2pos letterario del ciarlatano, spesso legato al tema dello spettacolo, vd. David Gentilcore, &lt;em&gt;Il sapere ciarlatanesco. Ciarlatani \u2018fogli volanti\u2019 e medicina nell\u2019Italia moderna&lt;\/em&gt;, in Maria Pia Paoli (a cura di) &lt;em&gt;Saperi a confronto nell\u2019Europa dei secoli XIII-XIX&lt;\/em&gt;, Pisa, Edizioni della Normale, 2009, pp. 375-393.'><sup>28<\/sup><\/a><\/span>.\n<br><br>\n\n<b>5. <em>L\u2019arte antica \u00abdelle sperienze e dell\u2019osservare\u00bb<\/em><\/b><br>\n\nChi sfogli il carteggio e le pagine dello zibaldone comprende quanto variegato fosse il quadro epistemico bolognese e italiano. I \u00abbrodi di vipera\u00bb, i \u00abdecotti\u00bb, la \u00abpolenta\u00bb assunta a digiuno, seguendo le prescrizioni mediche, al posto dell\u2019aristocratico \u00abcioccolatte\u00bb, smentiscono facili simmetrie tra nuova scienza e modernit\u00e0 da una parte e tra aristotelismo e posizioni retrive dall\u2019altra, lasciando scorgere un universo brulicante di medici, chirurghi, speziali, ciarlatani, droghieri, religiosi e di saperi in stretta relazione tra loro<span id='easy-footnote-29-9920' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=9920#easy-footnote-bottom-29-9920' title='Pur essendo categorie professionalmente definite, la contiguit\u00e0 tra ciarlatani e speziali \u00e8 stata indagata da Sabrina Minuzzi, &lt;em&gt;Sul filo dei segreti. Farmacopea, libri e pratiche terapeutiche a Venezia in et\u00e0 moderna&lt;\/em&gt;, Milano, Unicopli, 2016, pp. 43-106.'><sup>29<\/sup><\/a><\/span>. Del resto, ricorda Piero Camporesi, il mito terapeutico delle carni viperine, cui erano saldamente devoti, oltre a Saverio Bettinelli, anche Francesco Redi, padre della parassitologia moderna, e Giovan Battista Morgagni, fondatore dell\u2019anatomia patologica, sarebbe sopravvissuto fino ai primi decenni dell\u2019Ottocento. La persistenza di queste radicate credenze \u00e8 un altro aspetto della lentezza del cambiamento dello scenario galenico nel quale la farmacologia si confondeva con la dietologia, con un passaggio continuo dal paiolo all\u2019alambicco<span id='easy-footnote-30-9920' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=9920#easy-footnote-bottom-30-9920' title='P. Camporesi, &lt;em&gt;Il brodo indiano&lt;\/em&gt;, cit., p. 62. Michelangelo Ferraro, &lt;em&gt;La polemica sulla \u2018polvere simpatica\u2019. Buonafede Vitali detto l\u2019Anonimo nella corrispondenza di Antonio Vallisneri&lt;\/em&gt;, in Dario Generali (a cura di) &lt;em&gt;Antonio Vallisneri. La figura, il contesto, le immagini storiografiche&lt;\/em&gt;, Firenze, Olschki, 2008, pp. 131-155.'><sup>30<\/sup><\/a><\/span>. <br>\nA Bologna dove, aggiunge Ezio Raimondi, \u00abera assai forte un ethos accademico nel quale tradizione e progresso tendevano di solito a unirsi, se non proprio ad armonizzare<span id='easy-footnote-31-9920' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=9920#easy-footnote-bottom-31-9920' title='E. Raimondi, &lt;em&gt;Settecento bolognese: antichi e moderni&lt;\/em&gt;, in &lt;em&gt;I lumi dell\u2019erudizione. Saggi sul Settecento italiano&lt;\/em&gt;, Milano, Vita e Pensiero, 1989, p. 148.'><sup>31<\/sup><\/a><\/span>\u00bb, Algarotti riprova fermamente, come aveva fatto il suo amico Pierre-Louis de Maupertuis, la fiducia aristocratica nella logica astratta dei sistemi<span id='easy-footnote-32-9920' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=9920#easy-footnote-bottom-32-9920' title='F. Algarotti, &lt;em&gt;Pensieri diversi&lt;\/em&gt;, cit., p. 89. Pierre-Louis Moreau de Maupertuis, &lt;em&gt;Lettera VIII, Sui sistemi&lt;\/em&gt;, in Federico Focher (a cura di) &lt;em&gt;Lettere filosofiche e scientifiche: Lettera sul progresso delle scienze&lt;\/em&gt;, Pavia, Pavia Univ. Press, 2014, pp. 15-16. '><sup>32<\/sup><\/a><\/span>. Lo scrittore veneziano si dichiara convinto di poter spiegare la molteplicit\u00e0 del reale interpretando i fenomeni secondo leggi di probabilit\u00e0 da non considerare mai come assolute. Lo scienziato, far\u00e0 dire al marchese nei <em>Dialoghi sopra l\u2019ottica neutoniana<\/em>, non deve appagarsi dei risultati cui perviene, n\u00e9 pu\u00f2 accrescere le proprie conoscenze \u00abin altro modo che ragionando sobriamente, e osservando, quasi direi, con intemperanza\u00bb; tentando cio\u00e8 il difficile compromesso tra le esigenze del principio di coerenza e una flessibilit\u00e0 d\u2019indagine talora spregiudicata<span id='easy-footnote-33-9920' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=9920#easy-footnote-bottom-33-9920' title='F. Algarotti, &lt;em&gt;Dialoghi sopra l\u2019ottica neutoniana&lt;\/em&gt;, cit., III, p. 68, su cui vd. D. Aric\u00f2, &lt;em&gt;Tra Pulcinella e Newton.&lt;\/em&gt; &lt;em&gt;Linguaggi del gioco e stili della scienza in Francesco Algarotti&lt;\/em&gt;, in \u00abGriseldaonline\u00bb, 17, 2018, pp. 1-15.'><sup>33<\/sup><\/a><\/span>. <br>\nDel resto, \u00abchi pu\u00f2 sapere, se parecchie cose, le quali si credono trovate di questi ultimi tempi, non fossero note anche agli antichi; e se molte novit\u00e0 non sieno altro che dimenticanza?.<span id='easy-footnote-34-9920' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=9920#easy-footnote-bottom-34-9920' title='F. Algarotti, &lt;em&gt;Pensieri diversi&lt;\/em&gt;, cit., pp. 219-220.'><sup>34<\/sup><\/a><\/span>\u00bb Nella <em>querelle<\/em> tra gli antichi e i \u00absagaci\u00bb moderni Algarotti non si schiera mai risolutamente per i secondi che, anzi, sono stati spesso preceduti dagli avi, maestri \u00abnell\u2019arte delle sperienze e dell\u2019osservare\u00bb. L\u2019elenco \u00e8 nutrito,\n<br><br>\n<span class=\"quote\">\n\u00abma per tutti dovr\u00e0 bastare l\u2019esempio d\u2019Ippocrate, il quale raccolse quanto la esperienza avea trovato nel fatto della medicina innanzi a lui, lo depur\u00f2 lo rettific\u00f2, vi aggiunse le proprie sue osservazioni, e merit\u00f2 che di lui si dicesse \u00abtam fallere quam falli nequit\u00bb. Gli aforismi in effetto e i prognostici di quell\u2019antico Greco sono tuttavia gli oracoli dell\u2019arte medica: e come i pi\u00f9 profondi filosofi di oggigiorno non sono altro che i commentatori e gl\u2019interpreti del Neutono, cos\u00ec adoperano verso il grande Ippocrate i Boerahve, i Sydenham e i pi\u00f9 valorosi medici del tempo presente.<span id='easy-footnote-35-9920' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=9920#easy-footnote-bottom-35-9920' title='F. Algarotti, &lt;em&gt;Pensieri diversi&lt;\/em&gt;, cit., pp. 222-223. Ippocrate di Coo (460 a.C.-377 a.C.) \u00e8 considerato il fondatore della medicina scientifica. Di Isaac Newton (1642-1726), matematico e filosofo naturale inglese, a Bologna Francesco Maria Zanotti e i suoi collaboratori studiarono con tempestivit\u00e0 il trattato &lt;em&gt;Opticks&lt;\/em&gt; del 1704, avviando i primi esperimenti sulla doppia rifrazione. Herman Boerhaave (1668-1738), medico e botanico olandese, fu tra i fondatori della chimica moderna. Vd. G. Penso, &lt;em&gt;La conquista del mondo invisibile&lt;\/em&gt;, cit., pp. 191-193. Sull\u2019oracolarit\u00e0 dei responsi medici, vd. Linda Bisello, &lt;em&gt;\u2018&lt;\/em&gt;&lt;em&gt;Medicina della memoria\u2019. Aforistica ed esemplarit\u00e0 nella scrittura barocca&lt;\/em&gt;, Firenze, Olschki, 1998.'><sup>35<\/sup><\/a><\/span>\u00bb \n<\/span>\n<br><br>\nNelle sue meditazioni acquista uno statuto scientifico anche l\u2019aneddoto letto nella <em>Britannia<\/em> di William Camden. L\u2019antiquario racconta di avere udito che ancora ai suoi tempi gli abitanti inglesi avevano l\u2019abitudine di raccogliere e usare le erbe vulnerarie seminate secoli prima dai Romani ai piedi del \u201cvallum\u201d eretto a difesa dell\u2019Inghilterra contro la Scozia: \u00abin quel luogo medesimo, dove i soldati andavano ad affrontare il male, volevano quei savj antichi che vi trovassero anche il rimedio\u00bb, chiosa Algarotti<span id='easy-footnote-36-9920' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=9920#easy-footnote-bottom-36-9920' title='F. Algarotti, &lt;em&gt;Pensieri diversi&lt;\/em&gt;, cit., p. 187. Cita l\u2019antiquario e topografo William Camden (1551-1623), autore della &lt;em&gt;Britannia sive florentissimorum regnorum, Angliae, Scotiae, Hiberniae, et Insularum Adiacentium ex intima antiquitate Chorographica descriptio&lt;\/em&gt;, Londini, R. Newbery, 1586, p. 536. Sulla tradizione letteraria delle forme brevi, vd. G. Ruozzi (a cura di) &lt;em&gt;Scrittori italiani di aforismi&lt;\/em&gt;, Milano, A. Mondadori, 2 voll., 1996. '><sup>36<\/sup><\/a><\/span>.\n<br><br><b>\n\n6. <em>\u00abIl Giasone britannico\u00bb e \u00abil male endemio de\u2019 navigatori\u00bb<\/em><\/b><br>\n\nE perch\u00e9 non si creda che il padre della moderna corografia sia l\u2019unica occasione d\u2019incontro, si pu\u00f2 accostare subito un altro referto, legato a George Anson, che nel 1740 aveva ricevuto dalla marina britannica il comando di sei navi per attaccare le colonie spagnole durante la guerra Sette Anni. I galeoni nemici non avevano per\u00f2 costituito l\u2019ostacolo pi\u00f9 temibile, perch\u00e9:\n<br><br>\n<span class=\"quote\">\n\u00abl\u2019ammiraglio Anson, dopo superato con grandissimi stenti il Capo Horn, approd\u00f2 all\u2019Isola di Gian-Fernandez nel mare del sud, per ristorare la ciurma della sua flottiglia, e sanarla da un fierissimo scorbuto, di cui per una cos\u00ec lunga navigazione era misero pasto. L\u2019uso de\u2019vegetabili \u00e8 il pi\u00f9 efficace rimedio, come ognun sa, contro a quel terribile morbo. Di questi ne fece nell\u2019isola una gran seminazione; non gi\u00e0 per li suoi marinari, che fatto aveano con quei vegetabili, che avean trovati; ma a pro di coloro che approdar vi potessero nel tempo avvenire, i quali vi troveranno la pi\u00f9 compita farmacia contro al mal endemio, dir\u00f2 cos\u00ec, de\u2019navigatori.<span id='easy-footnote-37-9920' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=9920#easy-footnote-bottom-37-9920' title='F. Algarotti, &lt;em&gt;Pensieri diversi&lt;\/em&gt;, cit., pp. 186-187. All\u2019entusiasmo per il regno naturale proveniente dal Nuovo Mondo non fece seguito un\u2019adeguata conoscenza e applicazione in ambito medico-farmacologico, cfr. Giuseppe Olmi, &lt;em&gt;L\u2019inventario del mondo. Catalogazione della natura e luoghi del sapere nella prima et\u00e0 moderna&lt;\/em&gt;, Bologna, Il Mulino, 1992, pp. 211-252.'><sup>37<\/sup><\/a><\/span>\u00bb\n<\/span>\n<br><br>\nDopo aver ripreso il viaggio, come il mitico Giasone, Anson abbord\u00f2 e conquist\u00f2 la <em>Nuestra Se\u00f1ora de Cabadonga<\/em> carica d\u2019argento, fece vela per l\u2019Inghilterra e nel giugno del 1744 doppi\u00f2 il Capo di Buona Speranza, in Sudafrica. Algarotti, nel \u2018discorso militare\u2019 dedicatogli, loda l\u2019avvedutezza con la quale il commodoro aveva mutato una sfortunata missione nell\u2019opportunit\u00e0 di rafforzare il primato navale britannico e di correggere le mappe delle rotte oceaniche<span id='easy-footnote-38-9920' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=9920#easy-footnote-bottom-38-9920' title='F. Algarotti, &lt;em&gt;Discorso XII. Sopra l\u2019ammiraglio Anson. Al Signor Francesco Maria Zanotti Segretario dell\u2019Accademia dello Instituto di Bologna&lt;\/em&gt;, in &lt;em&gt;Opere&lt;\/em&gt;, t. V, cit., p. 317. Sullo scorbuto, vd. Erica Charters, &lt;em&gt;Disease, War, and the Imperial State. The Welfare of the British Armed Forces during the Seven Years\u2019 War&lt;\/em&gt;, Chicago and London, The Univ. of Chicago Press, 2014, pp. 18-52. '><sup>38<\/sup><\/a><\/span>.<br>\nLa comparazione analitica dei sintomi raccolti dai malati di scorbuto durante il viaggio permise anche di studiare con un approccio sperimentale un\u2019epidemia gi\u00e0 nota a Ippocrate, ma che per la prima volta falcidiava l\u2019equipaggio delle navi, la cui alimentazione difettava di cibi freschi. I risultati del primo \u201ctrial\u201d clinico della storia, gi\u00e0 condotto nel 1747 dal militare scozzese James Lind, non avevano per\u00f2 avuto nella letteratura medica la diffusione garantita dalla celebrit\u00e0 del <em>Voyage Around the World in the Years 1740-1744<\/em> di Anson, uscito un anno dopo<span id='easy-footnote-39-9920' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=9920#easy-footnote-bottom-39-9920' title='James Lind, &lt;em&gt;A Treatise of the Scurvy&lt;\/em&gt;,&lt;em&gt; In three Parts: Containing an Inquiry into the Nature, Causes, and Cure, of that Disease,&lt;\/em&gt; London, Sands et al., 1753, recensito da Giovanni Lami, \u00abNovelle Letterarie\u00bb, Firenze, G. Albizzini, t. XX, 1759, pp. 725-732 e t. XXI, 1760, pp. 27-31; 220-223; 269-272; 281-286. '><sup>39<\/sup><\/a><\/span>. Algarotti, riportando l\u2019ipotesi corrente nel dibattito sulla trasmissione dell\u2019epidemia per via aerea, considerava, da parte sua, che \n<br><br>\n<span class=\"quote\">\n\u00abegli \u00e8 assai strano a pensare, come in mare, che \u00e8 il proprio regno dei venti, l\u2019uomo patisca principalmente per difetto di circolazione di aria; e come senza il ventilatore di Hales, e i tubi di Sutton, che la vanno tuttavia rinnovando nel corpo della nave, la ciurma cade in un lungo viaggio quasi tutta ammalata. Nello stesso modo avviene, che per difetto d\u2019industria e di buoni ordini il popolo muor di fame in tal paese fertilissimo; e in tale altro \u00e8 oppresso da povert\u00e0, non ostante che si trovi come immerso nell\u2019argento e nell\u2019oro delle Indie.<span id='easy-footnote-40-9920' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=9920#easy-footnote-bottom-40-9920' title='F. Algarotti, &lt;em&gt;Pensieri diversi&lt;\/em&gt;, cit., p. 88.'><sup>40<\/sup><\/a><\/span>\u00bb\n<\/span>\n<br><br>\nLa sua tensione intellettuale d\u2019intervenire attivamente nel mondo degli uomini e delle cose lo induceva a curvare in senso pratico e utilitaristico le sue letture aggiornatissime, avversando con vigore la malattia del \u00abdottorismo\u00bb, che dilagava nelle aule universitarie. Ne sono eloquenti conferme i richiami alle nuove macchine agricole ideate da Jethro Tull o, in questo frammento, ai ventilatori meccanici ideati da Samuel Sutton e da Stephen Hales, fondatore della fisiologia vegetale, utilizzati in Inghilterra, ma non in Italia, per ridurre le sostanze inquinanti dell\u2019aria negli ambienti chiusi delle sentine, delle carceri e degli ospedali<span id='easy-footnote-41-9920' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=9920#easy-footnote-bottom-41-9920' title='D. Aric\u00f2, &lt;em&gt;Esperimenti \u2018elettrici\u2019 e innovazioni agricole nei saggi scientifici di Francesco Algarotti (con un\u2019Appendice documentaria)&lt;\/em&gt;, in Nicola Bonazzi, A. Campana, S. Scioli (a cura di) &lt;em&gt;Natura, societ\u00e0 e politica nella letteratura bolognese del Settecento&lt;\/em&gt;, Bologna, Bononia Univ. Press, 2021, pp. 103-130. '><sup>41<\/sup><\/a><\/span>. \n<br><br><b>\n\n7. <em>\u00abGenio bolognese\u00bb e comunicazione scientifica<\/em><\/b><br>\n\nInterrogando il suo epistolario, si ha la riprova che Algarotti condivideva con altri \u201cnovatores\u201d il dispiacere per gli effetti nocivi di quel \u00abgenio bolognese di non concludere mai nulla\u00bb diffuso, per Eustachio Zanotti, nella comunit\u00e0 intellettuale<span id='easy-footnote-42-9920' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=9920#easy-footnote-bottom-42-9920' title='F. Algarotti, &lt;em&gt;Lettera del Signor Eustachio Zanotti di Bologna 25 gennajo 1738&lt;\/em&gt;, in &lt;em&gt;Opere,&lt;\/em&gt; cit., t. XII, p. 317; &lt;em&gt;Lettera del Signor Eustachio Zanotti Bologna 4 gennajo 1740&lt;\/em&gt;, ibidem, p. 348.'><sup>42<\/sup><\/a><\/span>. In una nazione dove la ricerca scientifica non godeva del credito riconosciutole in Francia o in Inghilterra, questo senso d\u2019insoddisfazione faceva sembrare \u00abtiepido\u00bb all\u2019astronomo petroniano il tono usato dai \u00abgiornalisti di Lipsia\u00bb per comunicare alla \u201cres publica\u201d europea i risultati delle ricerche sull\u2019ottica newtoniana da lui coordinate. Francesco Maria Zanotti, dal 1723 Segretario perpetuo dell\u2019Istituto delle Scienze, aggiungeva che \u00abai fosfori trovati dal nostro Beccari anche qui in Italia altro non manca per essere pregiatissimi, se non che l\u2019essere stati trovati in Londra, o in Parigi\u00bb<span id='easy-footnote-43-9920' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=9920#easy-footnote-bottom-43-9920' title='F. Algarotti, &lt;em&gt;Lettera di Francesco Maria Zanotti Bologna 16 decembre 1732&lt;\/em&gt;, ibidem, pp. 73-74; &lt;em&gt;Lettera di Francesco Maria Zanotti Bologna 25 giugno 1747&lt;\/em&gt;, ibidem, p. 255.'><sup>43<\/sup><\/a><\/span>. L\u2019abate Giammaria Ortes, da Venezia, gli faceva eco nel descrivere ad Algarotti una tradizione bolognese in cui sembrava venuta meno l\u2019energia per crescere e consolidarsi: \n<br><br>\n<span class=\"quote\">\n\u00abIl libro della Agnesi \u00e8 un perfetto corso di Algebra presa in tutta la sua estensione, chiaro e ben ordinato. Chi l\u2019ha scritto (e sar\u00e0 stata l\u2019Agnesi?) si fa conoscere possessore della materia, ma non amplificatore di essa, non essendovi n\u00e9 metodi nuovi, n\u00e9 alcuna nuova scoperta. In Bologna, appunto come voi dite, fanno de\u2019 <em>Lunarii<\/em>, e dopo il libro del Verati sulla Elettricit\u00e0 medica, ora affatto screditata, non uscirono che le Efemeridi di dieci anni, principiando da questo, calcolate dal dott. Eustachio Zanotti, alle quali \u00e8 preposta una ristampa della Introduzione alle Efemeridi, e vi sono le Tavole opportune del dottore Manfredi, con una Prefazione del detto Zanotti.<span id='easy-footnote-44-9920' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=9920#easy-footnote-bottom-44-9920' title='Giammaria Ortes, &lt;em&gt;Lettera allo stesso, a Berlino, di Venezia, 1 dell\u2019anno 1751&lt;\/em&gt;, in &lt;em&gt;Lettere a Francesco Algarotti&lt;\/em&gt;, Venezia, Nella tipografia di Alvisopoli, 1811, pp. 25-26. Le &lt;em&gt;Osservazioni fisico-mediche attorno all\u2019elettricit\u00e0&lt;\/em&gt;, Bologna, L. dalla Volpe, 1748, erano state pubblicate dalla Bassi col nome del marito. Ortes allude a Eustachio Manfredi, &lt;em&gt;Introductio in ephemerides cum opportunis tabulis ad usum Bononiensis Scientiarum Instituti,&lt;\/em&gt; Editio altera, Bononiae, C. Pisarri, 1750.'><sup>44<\/sup><\/a><\/span>\u00bb\n<\/span>\n<br><br>\nAlla \u201cdeminutio\u201d di scienziate come Maria Gaetana Agnesi e Laura Bassi, l\u2019abate, affetto da una forma acuta di misoginia, contrapponeva la consacrazione della filosofia sperimentale a Pisa, dove \u00abi medici non parlano d\u2019altro che di acidi e di alcali, perch\u00e9 appunto \u00e8 alla moda anche la chimica.<span id='easy-footnote-45-9920' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=9920#easy-footnote-bottom-45-9920' title='G. Ortes, &lt;em&gt;Lettera allo stesso, a Berlino, di Venezia, 23 luglio 1751&lt;\/em&gt;, ibidem, pp. 27-28. A queste donne geniali rende giustizia Massimo Mazzotti, &lt;em&gt;Maria Gaetana Agnesi e il suo mondo&lt;\/em&gt;. &lt;em&gt;Una vita tra scienza e carit\u00e0&lt;\/em&gt;, Roma, Carocci, 2020. '><sup>45<\/sup><\/a><\/span>\u00bb <br>\nPer comprendere il senso di questo bilancio conviene arretrare al 1737, anno in cui era stata istituita la prima cattedra di chimica italiana. Nel suo progetto di costruire un istituto modellato sulla Royal Society e l\u2019Acad\u00e9mie Royale des Sciences colbertiana, il Marsili aveva infatti notato che lo studio della \u00abnatura dei fluidi\u00bb, di pertinenza della chimica, a Bologna era stato trascurato e che tale mancanza aveva allontanato la qualit\u00e0 della ricerca medica locale dai risultati raggiunti da Marcello Malpighi, tanto apprezzati nelle nazioni straniere. Il Beccari, cui era stata affidata, oltre a promuovere un ricco programma di attivit\u00e0 sperimentali, si era quindi orientato verso l\u2019analisi delle propriet\u00e0 chimico-fisiche dei fosfori e dei corpi elettrici<span id='easy-footnote-46-9920' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=9920#easy-footnote-bottom-46-9920' title='Del Beccari era, infatti, la prima dissertazione sulla farina,&lt;em&gt; &lt;\/em&gt;in cui aveva distinto la parte azotata (glutine) pi\u00f9 facilmente soggetta alla putrefazione, e quella idrocarburata (amido) soggetta a fermentazione acida, &lt;em&gt;De frumento&lt;\/em&gt;, in &lt;em&gt;De Bononiensi&lt;\/em&gt; &lt;em&gt;Scientiarum et Artium Instituto atque Academia commentarii&lt;\/em&gt;, Bononiae, Ex typ. L. a Vulpe, t. II, pars I, 1745, pp. 122-127.'><sup>46<\/sup><\/a><\/span>. <br>\nIn questa cultura composita e sincretistica l\u2019elettricit\u00e0 era diventata un tema di moda. In molte citt\u00e0 italiane ci si era cominciati a interessare del suo impiego in campo medico e molta curiosit\u00e0 aveva destato nel 1746 l\u2019uscita a Venezia di un\u2019operetta anonima intitolata <em>Dell\u2019elettricismo<\/em>, ispirata al genere divulgativo promosso dal <em>Neutonianismo per le dame<\/em> di Algarotti. La novella galante introduttiva lasciava il posto al primo trattato in italiano di elettrologia, che includeva l\u2019analisi di fenomeni elettrici applicati alla medicina e la descrizione di esperienze che si potevano eseguire con l\u2019ausilio di pochi strumenti<span id='easy-footnote-47-9920' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=9920#easy-footnote-bottom-47-9920' title='Per un\u2019utile presentazione del testo &lt;em&gt;Dell\u2019elettricismo: o sia delle forze elettriche de\u2019 corpi svelate dalla fisica sperimentale&lt;\/em&gt;, vd. M. L. Altieri Biagi, B. Basile, &lt;em&gt;Scienziati del Settecento&lt;\/em&gt;, Milano-Napoli, R. Ricciardi, 1983, pp. 835-911, che lo attribuiscono a Eusebio Sguario; P. Bertucci, &lt;em&gt;Viaggio nel paese delle meraviglie&lt;\/em&gt;, cit., pp. 124-126, crede invece a un lavoro a quattro mani del medico Christian Xavier Wabst e dello Sguario.'><sup>47<\/sup><\/a><\/span>.<br>\nOltre che nei giornali e nei fogli volanti stampati, se ne ragionava nelle accademie, nei salotti e persino nelle piazze, dove medici arrivati in Italia al seguito dell\u2019esercito della guerra di Successione spagnola, traendo partito dall\u2019ingenuit\u00e0 psicologica di un certo pubblico, per realizzare guadagno offrivano lo spettacolo di diversi esperimenti. Sicch\u00e9 Algarotti stesso era costretto a concludere: \u00abcotesta elettricit\u00e0 \u00e8 pur entrata da qualche tempo anche ne\u2019discorsi delle brigate gentili, e pare che elettrizzi tutti gl\u2019ingegni.<span id='easy-footnote-48-9920' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=9920#easy-footnote-bottom-48-9920' title='F. Algarotti, &lt;em&gt;Lettera al Signor Abate Taruffi a Bologna, Padova 23 Giugno 1755&lt;\/em&gt;, cit., p. 287. '><sup>48<\/sup><\/a><\/span>\u00bb \n<br><br><b>\n\n8. <em>\u00abTutti i nostri elettrizzatori di Europa debbono scappellarsi a cotesto Americano\u00bb<\/em><\/b><br>\n\nL\u2019autore del trattato era comprensibilmente contento di nascondersi nell\u2019ombra perch\u00e9, come altri scienziati della prima ora, esitava ad affidare il proprio prestigio o la fama futura a ricerche dall\u2019avvenire incerto. Anche Benjamin Franklin, l\u2019\u00abAmericano\u00bb di cui parla Algarotti all\u2019abate Giuseppe Antonio Taruffi, con il suo \u2018bricolage\u2019 casalingo di punte metalliche, fili di rame e campanellini, si era sentito dare del \u00abciurmatore\u00bb dai sodali della Royal Society. E anche quando l\u2019elettrologia era entrata nel <em>corpus<\/em> della scienza sperimentale, Lazzaro Spallanzani, dal quale ci si sarebbe aspettati un giudizio conclusivo sui fenomeni discussi, aveva definito \u00abgiocolini\u00bb gli apparecchi elettrici di Alessandro Volta<span id='easy-footnote-49-9920' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=9920#easy-footnote-bottom-49-9920' title='M.L. Altieri Biagi, B. Basile, &lt;em&gt;Scienziati del Settecento&lt;\/em&gt;, cit., pp. 835-836.'><sup>49<\/sup><\/a><\/span>. <br>\nLa vicenda, meno nota ma non meno esemplare, di Gianfrancesco Pivati, sovrintendente alle stampe e revisore per la repubblica di Venezia, pu\u00f2 indicarcene le ragioni pi\u00f9 profonde. Il padovano aveva compreso che lo studio dell\u2019elettricit\u00e0 avrebbe potuto aiutare terapie che promettevano di curare, fra gli altri disturbi, la costipazione, la sciatica, i reumatismi e i disturbi nervosi, e avendo iniziato una sistematica attivit\u00e0 sperimentale con il Morgagni, si era occupato personalmente di allestire la \u201cvoce\u201d <em>elettricit\u00e0<\/em> nel <em>Nuovo dizionario scientifico e curioso sacro-profano<\/em><span id='easy-footnote-50-9920' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=9920#easy-footnote-bottom-50-9920' title='Venezia, Milocco, III, 1747.'><sup>50<\/sup><\/a><\/span>. Maturata una discreta conoscenza del repertorio delle varie dimostrazioni eseguite negli anni precedenti in Europa, aveva stretto rapporti con istituzioni scientifiche e accademiche fuori dalla Serenissima e si era subito rivolto allo Zanotti, pregandolo di tenerlo informato sulle iniziative dell\u2019Istituto bolognese, di cui era diventato socio<span id='easy-footnote-51-9920' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=9920#easy-footnote-bottom-51-9920' title='Sulla sua figura di moderato progressista, vd. Silvano Garofalo, &lt;em&gt;L\u2019enciclopedismo italiano: Gianfrancesco Pivati&lt;\/em&gt;, Ravenna, Longo, 1980.'><sup>51<\/sup><\/a><\/span>. <br>\nIl Pivati usava \u201ctubi medicati\u201d o \u201cintonacature\u201d, cilindri di vetro in cui aveva introdotto dei farmaci, che poi sigillava. Grazie allo strofinio, i tubi elettrizzati rilasciavano, insieme al fluido elettrico, i medicamenti che, penetrati nel corpo del paziente attraverso i pori della pelle e la respirazione, raggiungevano la parte malata, dove esercitavano la loro azione curativa. Su questa strada, Giambattista Bianchi, docente di anatomia all\u2019Universit\u00e0 di Torino, aveva inventato la terapia della \u201cpurga elettrica\u201d, che consisteva nell\u2019elettrizzare i pazienti mentre tenevano in mano dei lassativi. <br>\nIl dibattito sugli esperimenti innovativi realizzati con tubi elettrici appassion\u00f2 subito anche la comunit\u00e0 scientifica bolognese<span id='easy-footnote-52-9920' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=9920#easy-footnote-bottom-52-9920' title='F. Algarotti, &lt;em&gt;Lettera all\u2019Abate Bettinelli a Parma, Padova 2 febbraio 1757&lt;\/em&gt;, in &lt;em&gt;Opere&lt;\/em&gt;, cit., t. XIV, pp. 163-167; sulle rivalit\u00e0 accademiche, vd. D. Aric\u00f2, &lt;em&gt;Esperimenti \u2018elettrici\u2019 e innovazioni agricole&lt;\/em&gt;, cit., pp. 112-118.'><sup>52<\/sup><\/a><\/span>. Algarotti si era schierato con Leopoldo Marc\u2019Antonio Caldani, seguace delle dottrine del medico svizzero Albrecht von Haller, e al fianco di Laura Bassi e Giuseppe Veratti, lettore di anatomia dal 1746, che prolungavano le ricerche prodotte all\u2019universit\u00e0 sul \u201cfluido elettrico\u201d impiegato come stimolante dell\u2019attivit\u00e0 corporea nella loro casa privata, dove avevano collocato una macchina per eseguire terapie sui pazienti.<br>\nPer lo Zanotti quelle di Pivati erano \u00abmeravigliose esperienze\u00bb, e gi\u00e0 si congratulava con il Morgagni del \u00abgrande accrescimento <che> avrebbe dato alla scienza de\u2019 medici la curiosit\u00e0 di un fisico.<span id='easy-footnote-53-9920' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=9920#easy-footnote-bottom-53-9920' title='&lt;em&gt; Lettera di F.M. Zanotti a G.B. Morgagni&lt;\/em&gt;,&lt;em&gt; Bologna, 12 dicembre 1747&lt;\/em&gt;, in &lt;em&gt;Carteggio tra Giambattista Morgagni e Francesco M. Zanotti&lt;\/em&gt;, Bologna, Zanichelli, 1875, p. 343.'><sup>53<\/sup><\/a><\/span>\u00bb Il parziale insuccesso di alcuni esperimenti inizi\u00f2 tuttavia ad alimentare sugli spalti opposti il discredito presso la pubblica opinione, ammaliata dagli effetti miracolosi della scienza, e le smentite non tardarono. Avevano avuto grande risonanza le riserve espresse da Scipione Maffei che, dopo avere assistito a Venezia alle dimostrazioni del Pivati, parlava senza perifrasi di \u00abfalsit\u00e0\u00bb. Il marchese, anche lui membro dell\u2019Istituto delle Scienze felsineo, aggiungeva che con la sua \u00abmacchina ridicola\u00bb e \u00abimperfetta\u00bb lo sperimentatore non aveva potuto mostrargli nemmeno \u00abgli effetti pi\u00f9 comuni e triviali\u00bb. E siglava la sua disapprovazione con una chiusa senza appello: \u00abO che cattivo mondo, e qual ciarlatanismo ha occupate le stampe!.<span id='easy-footnote-54-9920' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=9920#easy-footnote-bottom-54-9920' title='&lt;em&gt;Lettera di F.M. Zanotti a G.B. Morgagni, Bologna, 19 dicembre 1747&lt;\/em&gt;, ibidem, pp. 352-353. Per coordinate pi\u00f9 ampie, vd. D. Aric\u00f2, &lt;em&gt;Giovanni Antonio Roffeni: un astrologo bolognese amico di Galileo&lt;\/em&gt;, in \u00abIl Carrobbio\u00bb, 24, 1998, pp. 67-96; A. Battistini-Paolo Prodi, &lt;em&gt;\u2018Ciance e fole\u2019 dell\u2019astrologia e dei pronostici&lt;\/em&gt;, in \u00abSchede Umanistiche\u00bb, 1, 2004, pp. 109-122.'><sup>54<\/sup><\/a><\/span>\u00bb L\u2019abate Ortes usava toni non meno definitivi. La relazione stesa dal Pivati gli pareva ispirata da un \u00abdesiderio smoderato di destar il mirabile e di dar nome all\u2019Italia<span id='easy-footnote-55-9920' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=9920#easy-footnote-bottom-55-9920' title='F. Algarotti, &lt;em&gt;Lettera dell\u2019abate Giammaria Ortes Venezia 6 novembre 1747&lt;\/em&gt;, in &lt;em&gt;Opere&lt;\/em&gt;, cit., t. XIV, p. 303. '><sup>55<\/sup><\/a><\/span>\u00bb, ma avendolo conosciuto personalmente, ammetteva di averlo trovato \n<br><br>\n<span class=\"quote\">\n\u00abpersona discreta, non ardito, non petulante, e sufficientemente istrutto degli autori che hanno scritto di quest\u2019esperienze; ma mi pare troppo innamorato di stabilire questo suo sistema della <em>medicina elettrica<\/em>, e desiderosissimo di trovar gli effetti conformi alle sue idee; il che vedete quanto sia pregiudiciale ad un filosofo, e quanto con ci\u00f2 sia facile a travedere, e ad esagerare nelle deduzioni.<span id='easy-footnote-56-9920' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=9920#easy-footnote-bottom-56-9920' title='F. Algarotti, ibidem, pp. 303-304. '><sup>56<\/sup><\/a><\/span>\u00bb\n<\/span>\n<br><br><b>\n9. <em>\u00abIl mondo si stanca di parlar lungamente della medesima cosa\u00bb<\/em><\/b><br>\n\n\u00c8 proprio lo Zanotti a condurci nelle sale dell\u2019Istituto bolognese dove, in una giornata di fine dicembre del 1747, si svolse la sessione dedicata alle \u201cterapie elettriche\u201d. I risultati furono subito sconfessati dal lettore di medicina teorica e di anatomia. Cos\u00ec scriveva al Morgagni:\n<br><br>\n<span class=\"quote\">\n\u00abQueste cose del signor Bonzi dette nell\u2019Accademia, e gi\u00e0 molto prima sparse per la citt\u00e0, hanno levato tal rumore, che i pi\u00f9, o sia per lo peso di tali osservazioni, o sia per una naturale inclinazione a disprezzare i nuovi inventi, o sia per l\u2019uno, e per l\u2019altro, non temono spacciar per ridicole le esperienze del signor Pivati, e da non aversi in conto niuno. Quelli, che son pi\u00f9 lenti nel giudicare, e che anche per questo sono, secondo me, i pi\u00f9 savii, giudicano altrimenti; n\u00e9 per tutte le prove fin qui fatte depongono la speranza, che credono aver giustamente fin da principio conceputa nella elettricit\u00e0 medica. Di questo sentimento \u00e8 il nostro signor Beccari. <span id='easy-footnote-57-9920' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=9920#easy-footnote-bottom-57-9920' title='&lt;em&gt;Lettera di F.M. Zanotti a G.B. Morgagni&lt;\/em&gt;,&lt;em&gt; Bologna, 12 dicembre 1747&lt;\/em&gt;, in &lt;em&gt;Carteggio&lt;\/em&gt;, cit., p. 351. '><sup>57<\/sup><\/a><\/span>\u00bb \n<\/span>\n<br><br>\nIn questa vicenda, dove i progressi della ricerca scientifica furono legati all\u2019 \u201cimmagine\u201d del suo pioniere e a mezzi singolari d\u2019informazione, sappiamo che gioc\u00f2 un ruolo non secondario l\u2019abate Nollet, anche lui tra i sodali dell\u2019Istituto felsineo, che da Parigi aveva criticato gli esperimenti italiani, raccogliendo i pareri contrastanti pervenutigli da numerose capitali europee verso le guarigioni di Pivati. Attento a evitare il sospetto di nutrire pregiudizi contro la nazione italiana, ma convinto di poter sfruttare per il prestigio francese le divisioni accademiche e l\u2019incertezza manifestata dal papa Benedetto XIV di fronte a una materia cos\u00ec controversa, con abilissimo intuito diplomatico venne in Italia per assistere a prove sulle nuove terapie. <br>\nDopo una sosta a Venezia, per salutare Algarotti, si diresse a Bologna, dove partecip\u00f2 a una serie di esperimenti realizzati dai coniugi Veratti, di cui afferm\u00f2 di non ritenersi soddisfatto. Ai colleghi italiani sugger\u00ec maggiore cautela riguardo alle procedure di lavoro, ma us\u00f2 toni sprezzanti nelle relazioni ufficiali inviate ai corrispondenti europei. Gli abitanti del \u201cbel paese\u201d vi erano dipinti come creduloni, incapaci di valutare con discernimento il cumulo di abili menzogne stampate, vittime com\u2019erano dell\u2019\u00abamore per il meraviglioso\u00bb. Questa crociata gli guadagn\u00f2 la fama di alfiere della verit\u00e0 contro la scarsa competenza del Pivati e dei suoi sostenitori. E mentre Morgagni si affrettava a precisare di \u00abnon aver ragione di non cedere cos\u00ec tosto all\u2019autorit\u00e0 degli uomini anche famosi\u00bb<span id='easy-footnote-58-9920' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=9920#easy-footnote-bottom-58-9920' title='&lt;em&gt;Lettera di F.M. Zanotti a G.B. Morgagni&lt;\/em&gt;,&lt;em&gt; Bologna, 19 dicembre 1747,&lt;\/em&gt; ibidem, p. 354. '><sup>58<\/sup><\/a><\/span>, l\u2019Ortes finiva il suo ragionamento con Algarotti considerando che il padovano, in fin dei conti, era \u00ableggista di professione\u00bb, non un medico, \u00abpoco filosofo\u00bb e \u00abassistito da persone meno intendenti di lui.<span id='easy-footnote-59-9920' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=9920#easy-footnote-bottom-59-9920' title='F. Algarotti, &lt;em&gt;Lettera dell\u2019abate Giammaria Ortes Venezia 6 novembre 1747&lt;\/em&gt;, cit., p. 303. '><sup>59<\/sup><\/a><\/span>\u00bb<br>\nZanotti, deciso a evitare controversie pericolose per la reputazione dell\u2019Istituto, non esit\u00f2 a trasmettere al Nollet una lettera tranquillizzante sul mutato atteggiamento di Bologna nei riguardi dei \u201ctubi medicati\u201d: \u00abqui non si parla quasi pi\u00f9 di elettricit\u00e0, o sia medica, o sia di qualsivoglia genere. Il mondo si stanca di parlar lungamente della medesima cosa.<span id='easy-footnote-60-9920' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=9920#easy-footnote-bottom-60-9920' title='P. Bertucci, &lt;em&gt;Viaggio nel paese delle meraviglie&lt;\/em&gt;, cit., p. 171, nota 54.'><sup>60<\/sup><\/a><\/span>\u00bb Pi\u00f9 franco suona il bilancio del fisico Giovanni Vivenzio che, avendo partecipato a quei dibattiti dalla specola di Napoli, osservava che gli italiani erano facili a entusiasmarsi per le nuove scoperte, ma \u00abaltrettanto facili parimenti a tralasciarne, per mancanza principalmente di mecenati, le ulteriori investigazioni\u00bb. Il medico nolano indicava alla monarchia borbonica il modello asburgico di governo come esempio, insistendo sull\u2019importanza degli investimenti per l\u2019istruzione pubblica e lo sviluppo economico<span id='easy-footnote-61-9920' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=9920#easy-footnote-bottom-61-9920' title='Giovanni Vivenzio, &lt;em&gt;Istoria dell\u2019elettricit\u00e0 medica&lt;\/em&gt; (1746), in Tiberio Cavallo, &lt;em&gt;Teoria e pratica dell\u2019elettricit\u00e0 medica&lt;\/em&gt;, Napoli, Nella stamperia regale Guidi, 1784, p. 12. Il profilo del Vivenzio \u00e8 curato da Anna Maria Rao, in &lt;em&gt;Dizionario Biografico degli Italiani&lt;\/em&gt;, Roma, Istituto dell\u2019Enciclopedia Italiana, 2020, vol. 100, pp. 60-64.'><sup>61<\/sup><\/a><\/span>. \n<br><br><b>\n\n10. <em>I rischi delle novit\u00e0 e i \u00abdiscepoli dell\u2019Eco\u00bb<\/em><\/b>\n\nAlgarotti formulava una diagnosi simile molti anni prima e nella sua inchiesta critica sulle cause di questo insuccesso, dalle diverse testimonianze raccolte e dalla propria esperienza di osservatore curioso ricavava una smentita dei proclami dell\u2019\u00abarconte\u00bb francese e dei \u00abdiscepoli dell\u2019Eco\u00bb, cio\u00e8 di quanti sono soliti ripetere \u00able stesse obiezioni alle quali si \u00e8 gi\u00e0 data una risposta definitiva.<span id='easy-footnote-62-9920' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=9920#easy-footnote-bottom-62-9920' title='F. Algarotti, &lt;em&gt;Dialoghi sopra l\u2019ottica neutoniana&lt;\/em&gt;, cit., t. I, VI, p. 197. Sul programma di rinnovamento culturale e civile propugnato da Algarotti, vd. gli estratti firmati da Giovanni Battista Giovio, Giuseppe Compagnoni e da Giovanni Battista Ristori nelle \u00abMemorie Enciclopediche\u00bb, in Andrea Cristiani (a cura di) &lt;a href=&quot;http:\/\/badigit.comune.bologna.it\/books\/biblioteca_periodica\/pdf\/A4.pdf&quot; title=&quot;La biblioteca periodica. Repertorio dei giornali letterari del Sei-Settecento in Emilia e in Romagna (1781-1799)&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;&lt;em&gt;La biblioteca periodica. Repertorio dei giornali letterari del Sei-Settecento in Emilia e in Romagna (1781-1799)&lt;\/em&gt;&lt;\/a&gt;, Bologna, Biblioteca Comunale dell\u2019Archiginnasio, 2018, vol. 4, pp. 16-17, 46-47, 237-238, 298-299, 367-368, 562.'><sup>62<\/sup><\/a><\/span>\u00bb. E considerava:\n<br><br>\n<span class=\"quote\">\n\u00abCerto si \u00e8 almeno che nulla tentando, nulla si ottiene; e per un sinistro accidente avvenuto in un soggetto o due, non era poi forse da totalmente rinunziare a quello, che poteva esser di salute a migliaja di persone. Questi s\u00ec sono i casi, che i Principi possono essere di gran giovamento alle scienze. <span id='easy-footnote-63-9920' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=9920#easy-footnote-bottom-63-9920' title='F. Algarotti, &lt;em&gt;Lettera al Signor Abate Taruffi a Bologna, Padova 23 Giugno 1755&lt;\/em&gt;, cit., p. 297. '><sup>63<\/sup><\/a><\/span>\u00bb\n\n<\/span><br><br>\nLa stessa convinzione riaffiora in un\u2019altra pagina dalla sapiente struttura stilistica e di cogente attualit\u00e0: \n<br><br>\n<span class=\"quote\">\n\u00abDall\u2019oriente ci \u00e8 venuto il vajuolo; e dall\u2019oriente ce ne \u00e8 anche venuto il rimedio. Questo rimedio \u00e8 la propagazione artifiziale della malattia, l\u2019innesto del vajuolo medesimo. Tutte le sperienze e tutti i computi mettono il rimedio nella classe de\u2019 migliori specifici. Lo mette in opera la Danimarca, la Francia, e sopra tutto la Inghilterra. La Italia vi \u00e8 ritrosa, e non lo abbraccer\u00e0 forse mai. Perch\u00e9 in tutto un popolo prenda piede una operazione che porta seco un qualche risico, ci vuole o l\u2019autorit\u00e0 del principe, o un certo valore nel popolo stesso. L\u2019Italia \u00e8 parte senza, e parte divisa; e la educazione, che tra noi si d\u00e0 comunemente a\u2019 fanciulli, tende a rendergli uomini vili e da poco.<span id='easy-footnote-64-9920' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=9920#easy-footnote-bottom-64-9920' title='F. Algarotti, &lt;em&gt;Pensieri diversi&lt;\/em&gt;, cit., pp. 10-11. Sugli ospedali inglesi, ibidem, p. 379. '><sup>64<\/sup><\/a><\/span>\u00bb\n<\/span>\n<br><br>\nL\u2019analisi riafferma la presenza necessaria nella societ\u00e0 dell\u2019uomo di cultura. A Bologna la prima testimonianza sulla pratica dell\u2019immunizzazione per inoculazione era stata affidata a una paginetta del <em>De Variolo<\/em> da Cesare Marescotti, lettore di logica, anatomia e medicina pratica allo Studio. Era il 1723 e il docente, che non aveva esperienza diretta, ricordava le origini dalla Turchia e gli esperimenti eseguiti a Londra dal medico Richard Mead su sette condannati a morte, con la tecnica cinese dell\u2019innesto attraverso le narici. Il procedimento sort\u00ec il duplice effetto di convincere re Giorgio II a sottoporre le figlie a questa pratica e di sollevare un dibattito confuso sui timori che il vaiolo inoculato potesse risultare mortale o di modesta efficacia. A tanto clamore seguirono lunghi anni di silenzio e si dovette aspettare il resoconto scritto da Vincenzo Menghini nel 1756. In quel frangente, dopo parziali insuccessi, le esperienze avevano cominciato a dare esiti promettenti. Nonostante lo Studio avesse attivato una lettura \u201cDe variolarum inoculazione\u201d, le polemiche alimentate da docenti di posizione diversa sortirono l\u2019effetto di rallentare la diffusione delle sperimentazioni, ma non della pestilenza<span id='easy-footnote-65-9920' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=9920#easy-footnote-bottom-65-9920' title='Leonello Manzi, &lt;em&gt;Vaiolo, vaiolizzazione, vaccinazione a Bologna dai primi del Settecento ai primi dell\u2019Ottocento (con documenti inediti)&lt;\/em&gt;, Bologna, Compositori, 1968, pp. 15-26; S. Arieti, &lt;em&gt;La pratica della vaiolizzazione e della vaccinazione a Bologna fra Settecento e Ottocento&lt;\/em&gt;, in \u00abIdomeneo\u00bb, 17, 2014, pp. 55-59. '><sup>65<\/sup><\/a><\/span>. \n<br><br>\n\n11. <em>Il \u00ablungo noviziato delle verit\u00e0\u00bb<\/em><br>\n\nLa <em>querelle<\/em> sull\u2019innesto del vaiolo percorse tutta l\u2019Europa dalla Francia alla Russia, anche perch\u00e9 sotto il profilo scientifico si presentava come un episodio di storia dell\u2019igiene preventiva di una malattia capace d\u2019incidere sulla curva demografica d\u2019intere generazioni. Essa metteva in campo questioni delicatissime: bisognava per prima cosa conciliare il tema dell\u2019immunizzazione con la proposta di un virus esterno, acquisito per contagio, contro tutte le ipotesi della venerata medicina scolastica. In seguito, verificare tempi e modi dell\u2019innesto, vincendo il timore di una propagazione incontrollabile del contagio, che non avrebbe dovuto escludere i bambini. Infine, ci si sarebbe dovuti scontrare con ostacoli di tipo morale e religioso, procurando un piccolo male in vista di un benessere futuro, o ledere normative mediche universali, sostituendo con la quarantena una terapia ospedaliera in grado di restituire al malato una pi\u00f9 veloce guarigione. <br>\nLa mobilitazione ideologica fu immediata e sfrutt\u00f2 anche le risorse retoriche offerte da versi, orazioni, prediche<span id='easy-footnote-66-9920' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=9920#easy-footnote-bottom-66-9920' title='Giuseppe Parini, &lt;em&gt;L\u2019innesto del vaiuolo&lt;\/em&gt; (1765), in Nadia Ebani (a cura di) &lt;em&gt;Le Odi&lt;\/em&gt;, Milano-Parma, Fondazione Pietro Bembo-Guanda, 2010, pp. 3-22; Pietro Verri, &lt;em&gt;Sull\u2019innesto del vaiuolo&lt;\/em&gt;, in Gianni Francioni e Sergio Romagnoli (a cura di) &lt;em&gt;\u00ab&lt;\/em&gt;&lt;em&gt;Il Caff\u00e8&lt;\/em&gt;&lt;em&gt;\u00bb.&lt;\/em&gt;&lt;em&gt; 1764-1766&lt;\/em&gt;, Torino, Bollati Boringhieri, t. II, 1993, pp. 756-803, su cui vd. William Spaggiari, &lt;em&gt;\u00ab&lt;\/em&gt;&lt;em&gt;Let Newton be!\u00bb: scienza e poesia nel Settecento&lt;\/em&gt;, in &lt;em&gt;Geografie letterarie da Dante a Tabucchi&lt;\/em&gt;, Milano, Led, 2015, pp. 29-52.'><sup>66<\/sup><\/a><\/span>. James Jurin, segretario della Royal Society, nel 1724 aveva calcolato un tasso di mortalit\u00e0 per vaiolo pari alla proporzione del 72 per mille, capace di estendersi, sulla base di altri computi mitteleuropei citati dall\u2019<em>Encyclop\u00e9die<\/em>, a percentuali assai pi\u00f9 temibili. Algarotti, discutendo questi dati, osservava: \n<br><br>\n<span class=\"quote\">\n\u00abPer il comune degli uomini le verit\u00e0 le meglio dimostrate hanno bisogno di fare un lungo noviziato, prima che sieno da loro ricevute e poste del consorzio delle cose che meritano venerazione e fede. Non ci sono che le anime grandi, a cui la verit\u00e0 si appiglia subito che lor si presenta. Appena ebbe il Jurin pubblicati i suoi giornali e i suoi calcoli sopra l\u2019innesto del vajuolo, operazione che dalla volgare schiera de\u2019 medici \u00e8 tuttavia tanto combattuta, che il Boerahave la commend\u00f2 ne\u2019 suoi aforismi, e le diede cittadinanza nella medicina europea.<span id='easy-footnote-67-9920' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=9920#easy-footnote-bottom-67-9920' title='F. Algarotti, &lt;em&gt;Pensieri diversi&lt;\/em&gt;, cit., p. 124. Il Boerhaave \u00e8 ricordato per gli &lt;em&gt;Aphorismi de cognoscendis et curandis morbis&lt;\/em&gt;, Lugduni Batavorum, J. vander Linden, 1709. '><sup>67<\/sup><\/a><\/span>\u00bb \n<\/span>\n<br><br>\nLo scrittore veneziano,\u201cneutoniano\u201d in fisica, \u201cempirista\u201d in fisiologia, riesce a fissare nel giro di qualche frase la storia di una pestilenza che si \u00e8 soliti considerare sconfitta solo ai primi dell\u2019Ottocento dall\u2019inglese Edward Jenner. Convinto che la letteratura debba mettersi al servizio della scienza, non si sarebbe potuto certo aspettare di trovare nella versione francese del <em>Neutonianismo per le dame<\/em> una glossa polemica del traduttore, che considerava \u00abbeaucoup d\u2019agr\u00e9ment mais sans preuve\u00bb l\u2019invito rivolto dal marchese all\u2019allieva di sottoporsi alla vaiolizzazione, come fanno le signore inglesi, per preservare il loro fascino<span id='easy-footnote-68-9920' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=9920#easy-footnote-bottom-68-9920' title='Louis-Adrien Du Perron de Castera, &lt;em&gt;Le Newtonianisme pour les dames; ou Entretiens sur la lumi\u00e8re, sur les couleurs, et sur l\u2019attraction&lt;\/em&gt;, Paris, Montalant, 1738, t. II, p. 19. Algarotti aveva celebrato il poema sulla sifilide di Girolamo Fracastoro, in Anna Maria Salvad\u00e8 (a cura di) F. Algarotti, &lt;em&gt;Poesie&lt;\/em&gt;, Torino, Aragno, 2009, VIII, 18, 58; XXXVI, 3; XLI 4, LXXXV, 54.'><sup>68<\/sup><\/a><\/span>.<br>\nAlgarotti pensava alle <em>Lettres anglaises<\/em>,<em> <\/em>apparse nel 1734, dove Voltaire aveva attribuito l\u2019origine della pratica ai Circassi, povere trib\u00f9 del Caucaso, le cui fanciulle molto belle erano la principale fonte di guadagno per i loro padri, che le vendevano per fornire gli harem del sultano e \u00abdi quanti erano abbastanza ricchi da acquistare e mantenere questa preziosa mercanzia\u00bb. Dunque, concludeva, alle donne \u00abper conservare la vita e la bellezza dei loro bambini non restava che attaccar loro il vaiuolo per tempo.<span id='easy-footnote-69-9920' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=9920#easy-footnote-bottom-69-9920' title='Voltaire (Fran\u00e7ois-Marie Arouet), &lt;em&gt;Lettere inglesi&lt;\/em&gt;, trad. it., Torino, Bollati Boringhieri, 1958, XII, pp. 57-58. Sull\u2019esigenza di allestire strutture sanitarie per i malati, vd. Luigi Sacco, &lt;em&gt;Memoria sul vaccino, unico mezzo per estirpare radicalmente il vajuolo umano, diretta ai governi che amano la prosperit\u00e0 delle loro nazioni&lt;\/em&gt;, Milano, Destefanis, 1803.'><sup>69<\/sup><\/a><\/span>\u00bb <br>\nPrima ad acclamare la variolizzazione, la Francia era stata una tra le ultime nazioni ad adottarla. In Inghilterra, grazie alle statistiche elaborate da Jurin, gi\u00e0 nel 1746 sorgeva un ospedale finanziato da privati cittadini per bambini poveri colpiti dal vaiolo. Lady Wortley Montagu, moglie dell\u2019ambasciatore inglese a Costantinopoli e corrispondente di Algarotti, dopo essere stata sfigurata dal vaiolo, era diventata una paladina della nuova profilassi nella Toscana \u201cilluminata\u201d dalla dinastia lorenese, dove il dibattito medico-sanitario era stato avviato con maggiore risoluzione e aveva propiziato le prime prassi inoculatrici per favorire le attivit\u00e0 commerciali della comunit\u00e0 britannica residente a Livorno<span id='easy-footnote-70-9920' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=9920#easy-footnote-bottom-70-9920' title='F. Algarotti, &lt;em&gt;Lettera Al Signor Gaspero Patriarchi a Venezia, Pisa 23 novembre 1762&lt;\/em&gt;, in &lt;em&gt;Opere&lt;\/em&gt;, cit., t. VIII, pp. 330-331.'><sup>70<\/sup><\/a><\/span>. <br>\nIn Italia, senza \u00abl\u2019autorit\u00e0 del principe, o un certo valore nel popolo\u00bb, sentenzia Algarotti, la sollecitudine ad aggiornarsi era per\u00f2 incapace di affermare il primato delle ragioni sociali sulle secche delle \u201cquaestiones\u201d religiose<span id='easy-footnote-71-9920' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=9920#easy-footnote-bottom-71-9920' title='Bianca Fadda, &lt;em&gt;L\u2019innesto del vaiolo: un dibattito scientifico e culturale nell\u2019Italia del Settecento&lt;\/em&gt;, Milano, Angeli, 1983; Lucia Berti, &lt;em&gt;Early Reception of Smallpox Inoculation in Italy: Insights from the Correspondence of the Fellows of the Royal Society&lt;\/em&gt;, in \u00abDiciottesimo Secolo\u00bb, 6, 2021, pp. 5-18.'><sup>71<\/sup><\/a><\/span>. Si pensi alle <em>R\u00e9flexions sur les pr\u00e9jug\u00e9s qui s\u2019opposent au progr\u00e8s de l\u2019inoculation<\/em> di Angelo Gatti o alle <em>Lettere odeporiche<\/em> di Francesco Griselini, che si era spinto nel Banato di Temeswar per osservare le tecniche d\u2019innesto praticate dai Turchi. Antonio Vallisneri dimostrava una vocazione sperimentale pi\u00f9 cauta di quella propugnata da Carlo Francesco Cogrossi che, accogliendo le pratiche inoculatorie assai probanti dei medici Emanuel Timoni e Giacomo Pilarino, con la <em>Nuova idea del male contagioso de\u2019 buoi<\/em>, aveva raggiunto il mondo dell\u2019Accademia e dell\u2019Universit\u00e0 dal 1714<span id='easy-footnote-72-9920' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=9920#easy-footnote-bottom-72-9920' title='Cfr. G. Penso, &lt;em&gt;La conquista del mondo invisibile&lt;\/em&gt;, cit., pp. 247-249 e Eugenio Imbriani, &lt;em&gt;L\u2019infezione magica. Saperi popolari e vaiolizzazione&lt;\/em&gt;, in \u00abL\u2019Idomeneo\u00bb, 17, 2014, pp. 221-228. '><sup>72<\/sup><\/a><\/span>. Molti colleghi, prodighi d\u2019incoraggiamenti con il Cogrossi, avevano per\u00f2 condiviso l\u2019invito espresso in privato dall\u2019autorevole maestro di Padova a guardarsi bene dal varare esperienze d\u2019immunizzazione che avrebbero potuto causare la morte del paziente: \u00ablasciamo fare l\u2019operazione a\u2019greci, a\u2019turchi, agl\u2019inglesi e a chi si sente volont\u00e0 di azzardare la vita.<span id='easy-footnote-73-9920' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=9920#easy-footnote-bottom-73-9920' title='A. Vallisneri, &lt;em&gt;Lettera a Giovanni Bianchi, Padova, 14 febbraio 1726,&lt;\/em&gt; in D. Generali (a cura di) &lt;em&gt;Epistolario 1714-29&lt;\/em&gt;, Firenze, Olschki, 2005.'><sup>73<\/sup><\/a><\/span>\u00bb <br>\nAncora una volta, insomma, era mancata quella \u00abvoglia viva di fare\u00bb che Algarotti aveva spesso auspicato<span id='easy-footnote-74-9920' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=9920#easy-footnote-bottom-74-9920' title='F. Algarotti, &lt;em&gt;Lettera Al Signor Cavaliere Antonio Vallisnieri a Padova, Bologna 5 febbrajo 1760&lt;\/em&gt;, in &lt;em&gt;Opere&lt;\/em&gt;, cit., t. X, p. 62. '><sup>74<\/sup><\/a><\/span>.<\/che>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Il contributo sceglie la prospettiva critica di Francesco Algarotti, scrittore e scienziato veneziano che studi\u00f2 all&#8217;Universit\u00e0 di Bologna, per riflettere sui comportamenti e le reazioni degli intellettuali, dei politici e dell\u2019opinione pubblica europea di fronte alle minacciose pandemie scoppiate nel XVIII secolo. Con i suoi reportages giornalistici e le acute riflessioni, Algarotti, viaggiatore cosmopolita aperto alle istanze sperimentali della scienza galileiana, mette in luce il dialogo, spesso diffidente verso le scoperte medico-scientifiche, com\u2019\u00e8 accaduto anche di recente, fra gli ambienti legati ai saperi tradizionali e gli studiosi impegnati con spirito cooperativo nella ricerca, non esente da errori, di un moderno social werfare. 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