{"id":9907,"date":"2022-06-09T11:11:50","date_gmt":"2022-06-09T09:11:50","guid":{"rendered":"https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=9907"},"modified":"2022-06-09T11:11:52","modified_gmt":"2022-06-09T09:11:52","slug":"isolamento-quarantena-controllo-i-tre-grandi-baluardi-della-risposta-istituzionale-alle-epidemie-dalla-peste-al-covid-19","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=9907","title":{"rendered":"Isolamento, quarantena, controllo. I tre grandi baluardi della risposta istituzionale alle epidemie dalla peste al Covid-19"},"content":{"rendered":"\n<b>\n1. Quarantene e lazzaretti<\/b><br>\nPer secoli l&#8217;unico modo per tenere sotto controllo le ricorrenti incursioni di malattie epidemiche e limitarne la diffusione \u00e8 stato  quello di mettere in campo  un sistema complesso e articolato di  quarantene, cordoni sanitari, isolamento degli infetti in lazzaretti, fumigazione e disinfezione,  regolamentazione e controllo delle categorie sociali a rischio. Esso era il frutto di una lunga elaborazione cominciata nelle citt\u00e0 italiane  durante la terrificante epidemia di peste nera del 1347-48, portata da equipaggi contagiati dalle navi provenienti dalla Crimea e approdate in quel mare epidemico che era il Mediterraneo<span id='easy-footnote-1-9907' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=9907#easy-footnote-bottom-1-9907' title='Sulla \u201cPeste Nera\u201d, la pi\u00f9 grave catastrofe sanitaria della storia, \u00e8 disponibile una sterminata bibliografia per l&amp;#8217;Europa e l&amp;#8217;area mediterranea, che  la ricerca  sta arricchendo, per quanto riguarda gli effetti sociali, demografici ed economici, la religione popolare, l&amp;#8217;iconografia e gli aspetti medico-scientifici. Numerosi sono anche i racconti di citt\u00e0 e cronache contemporanee a cui si pu\u00f2 fare riferimento per studiare l&amp;#8217;impatto della tremenda malattia sui contemporanei, i loro atteggiamenti di fronte alla morte, e per la descrizione dei sintomi (per una biografia completa e comparativa cfr. Gabriele Zanella, &lt;em&gt;Italia, Francia e Germania: una storiografia a confronto,&lt;\/em&gt; in \u201cAtti del XXX Convegno Storico Internazionale\u201d, &lt;em&gt;La peste Nera: dati di una realt\u00e0 ed elementi di una interpretazione&lt;\/em&gt;, Spoleto, Centro Italiano dell\u2019Alto Medioevo, 1994, pp.49-136. Per l\u2019ambito mediterraneo , Daniel Cohen, &lt;em&gt;The Black Death, 1347-1351&lt;\/em&gt;, New York, Watts, 1974; Jean-No\u00ebl Biraben, &lt;em&gt;Les hommes et la peste en France et dans les pays europ\u00e8ens et m\u00e9diterran\u00e9ens&lt;\/em&gt;, Paris-La Haie 1975-76, vols. 1-2; William McNeill, &lt;em&gt;Plagues and Peoples&lt;\/em&gt;, New York,  Anchor Books ; Klaus Bergdolt, &lt;em&gt;La peste nera&lt;\/em&gt;, Milano: Edizioni Piemme, 1997; Ovidio Capitani, &lt;em&gt;Morire di peste: testimonianze antiche e interpretazioni moderne della peste nera del 1348,  &lt;\/em&gt;Bologna, Edizioni Patron, 1995; Philip Ziegler, Colin Platt, &lt;em&gt;The Black Death&lt;\/em&gt;, 2nd ed., London,  Penguin, 1998). Per alcune citt\u00e0 italiane,  Elisabeth Carpentier, &lt;em&gt;Une ville devant la peste: Orvieto et la peste noire de 1348&lt;\/em&gt;, Paris, Sevpen, 1962; Jhon Henderson, &lt;em&gt;La Peste Nera a Firenze: le risposte mediche e communali&lt;\/em&gt;, in Maria Luisa Betri, Alessandro Pastore&lt;em&gt; ( a cura di), L&amp;#8217;arte di guarire. Aspetti della professione medica tra Medioevo ed Et\u00e0 Contemporanea, &lt;\/em&gt; , Bologna, Clueb, 1993, pp. 11-29; Samuel K. Cohn, &lt;em&gt;The Black Death: End of a Paradigm&lt;\/em&gt; in \u00a0\u201cThe American Historical Review&lt;em&gt;\u201d, &lt;\/em&gt;2002,&lt;em&gt; &lt;\/em&gt;\u00a0n.107 , pp.  703\u2013738.'><sup>1<\/sup><\/a><\/span>. Dalla citt\u00e0 di Messina, il contagio aveva serpeggiato per l\u2019Italia decimando la popolazione di potenti citt\u00e0-stato  come Firenze, Pisa, Venezia, Genova che persero circa 1\/3 dei loro abitanti<span id='easy-footnote-2-9907' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=9907#easy-footnote-bottom-2-9907' title='Carlo Maria Cipolla, &lt;em&gt;Contro un nemico invisibile: epidemie e strutture sanitarie nell&amp;#8217;Italia del Rinascimento&lt;\/em&gt;, Bologna, Il Mulino, 1986; Daniel Ponzac, &lt;em&gt;Quarantines et lazarets: l\u2019Europe et la peste d\u2019Orient (XVII-XX si\u00e8cles) &lt;\/em&gt;, Aix En-Provence,  Edisud, 1986. Una interpretazione critica del governo \u201cpolitico\u201d delle epidemie \u00e8 in  Sheldon Watts, &lt;em&gt;Epidemics and History Disease. Power and Imperialism&lt;\/em&gt; , New Haven and London, Yale University Press, 1997, in particolare il cap. 1, \u201cHuman response to Plague in Western Europe and the Middle East, 1347 to 1844\u201d,&lt;em&gt; &lt;\/em&gt;pp.1-39.'><sup>2<\/sup><\/a><\/span>.<br>\nLa  peste aveva tutti i crismi per incutere terrore: la  brevissima  incubazione,  la  capacit\u00e0 di  diffusione rapidissima, l\u2019acuzie del quadro clinico (febbre, dolori, tosse, emottisi, tumefazioni linfoghiandolari), la prognosi inesorabile quando la forma era quella della peste polmonare e setticemica , trasmessa  dalle particelle di espettorato dei malati,  tramite contagio uomo \u2013uomo, una delle catene di propagazione del male che poteva anche trasmettersi in modo indiretto ( topo nero -pulce-uomo  o pulce-uomo)<span id='easy-footnote-3-9907' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=9907#easy-footnote-bottom-3-9907' title='Ovidio Capitani, &lt;em&gt;Morire di peste: testimonianze antiche e interpretazioni moderne della peste nera del 1348, &lt;\/em&gt;Bologna, Patron, 1995.'><sup>3<\/sup><\/a><\/span>.    <br>\nNon per niente il suo nome deriva dal  latino \u201cpestis\u201d (distruzione, rovina).  Un  male assoluto, dunque,  contro il quale la medicina era del tutto impotente.  L\u2019unica strategia conosciuta dall\u2019antichit\u00e0 per prevenire malattie contagiose  ad alta mortalit\u00e0 era l\u2019isolamento temporaneo di individui affetti da malattie contagiose, documentata gi\u00e0 nel Vecchio Testamento. Il  concetto (moderno) di quarantena preventiva &#8211; che  comportava   compulsory physical separation (including restric-una obbligatoria separazione fisica tion of movement) of groups of healthy individuals di individui sani who have been potentially exposed to a contagiouspotenzialmente esposti a un contagio \u2013 si afferma nel  plague and dates back to 1377, when the Rector of the seaport of Ragusa (then  heightened interest during episodes of epidemics.The term is strictly related to1377,  nella citt\u00e0  di Ragusa  (Dubrovnik) , nella Dalmazia meridionale. Le autorit\u00e0 locali decretarono  che  gli individui in arrivo in citt\u00e0, sospettati di essere  entrate in contatto con malattie trasmissibili,  dovevano  essere separate dal resto della comunit\u00e0 per non rischiare di diffondere la malattia<span id='easy-footnote-4-9907' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=9907#easy-footnote-bottom-4-9907' title='Mirko D. Grmek, &lt;em&gt;Le concept d\u2019infection dans l\u2019Antiquit\u00e9 et au Moyen \u00c2ge, les anciennes mesures sociales contre les maladies contagieuses et la fondation de la premi\u00e8re quarantine a Dubrovnik&lt;\/em&gt;,\u201d in \u00abRad Jugoslavenske Akademije\u00a0\u00bb&lt;em&gt;, &lt;\/em&gt;1980,&lt;em&gt; &lt;\/em&gt;384, pp. 9-55; Idem, &lt;em&gt;Les d\u00e9buts de la quarantine maritime&lt;\/em&gt;,\u201d in \u00ab\u00a0L\u2019Homme, la sant\u00e9 et la mer&lt;em&gt;\u00a0\u00bb,&lt;\/em&gt; Christian Buchet ( a cura di )  , Paris,Honor\u00e9 Champion, 1997, pp. 39-60.'><sup>4<\/sup><\/a><\/span>.  Il tempo era fissato in quaranta giorni, necessari , secondo Ippocrate (V sec. a .C) al  manifestarsi dei sintomi di  una malattia infettiva.\u00a0Se la peste non compariva entro  quel termine , il soggetto isolato poteva considerarsi non infetto<span id='easy-footnote-5-9907' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=9907#easy-footnote-bottom-5-9907' title='\u00c8 incerto se questa durata  fosse influenzata dalle teorie di Ippocrate  che sosteneva che le \u201c malattie acute\u201d si manifestavano dopo un limitato numero di giorni di incubazione.  O se, invece, fosse legata alla teoria dei numeri applicata alla scienza naturale dal grande matematico Pitagora.  Il 4 e il  7 rivestivano un particolare significato.  Nella Bibbia un numero infinito \u00e8 indicato come 70 volte 7. Tra l&amp;#8217;altro il 7 moltiplicato per 4 d\u00e0 28, cio\u00e8 il mese lunare della  mestruazione, e 7 per 40 d\u00e0 280, cio\u00e8 la durata in giorni della gravidanza. Cos\u00ec i 40 gg che servirebbero per evitare il contagio delle  malattie,  sarebbe  derivato dal concetto di sacralit\u00e0 del numero 40.'><sup>5<\/sup><\/a><\/span>. Da  strutture temporanee  per l\u2019isolamento \u2013 vere e proprie anticamere della morte-   si pass\u00f2  ai lazzaretti. Il primo fu aperto dalla Repubblica di Venezia, che  sistem\u00f2  in un\u2019isoletta della laguna  un ospedale per gli appestati poveri. La struttura aveva preso il nome dell\u2019antico convento che vi si trovava , S. Maria di Nazareth, le cui deformazioni lessicali avrebbero portato al nome di  lazzaretto<span id='easy-footnote-6-9907' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=9907#easy-footnote-bottom-6-9907' title='Nelli Vanzan Marchini, &lt;em&gt;Le leggi di Sanit\u00e0 della Repubblica di Venezia&lt;\/em&gt; , Venezia, Neri Pozza, 1995; Richard Palmer, &lt;em&gt;L\u2019azione della Repubblica di Venezia nel controllo della peste. Lo sviluppo della politica governativa&lt;\/em&gt;,\u00a0in  \u201cVenezia e la peste, 1348\/1797\u201d, 1979,  pp. 103-110.'><sup>6<\/sup><\/a><\/span>.  L\u2019esempio di Venezia fu subito seguito da altre citt\u00e0 che si attennero a un insieme di regole. Anzitutto un&#8217;adeguata distanza dal centro abitato per  impedire il contagio, senza per\u00f2 che fosse troppo lontano in modo da non rendere disagevole  il trasporto degli ammalati. Inoltre una particolare attenzione  fu  riservata  all&#8217;orientamento al fine di evitare l&#8217;esposizione ai venti occidentali che \u2013 secondo la medicina ippocratica-   erano   ritenuti nocivi  (per questo prendevano anche il nome di \u201cputridi\u201d). Laddove era possibile  si interponeva tra la citt\u00e0 e il lazzaretto una barriera naturale come il mare o il corso di un fiume.  I lazzaretti  per la quarantena portuale  erano costituiti da pi\u00f9 edifici separati  e destinati all\u2019isolamento degli appestati, dei sospetti, del  personale superiore (ispettori, commissari),   delle   merci.  Alle prime avvisaglie di un\u2019epidemia di peste tra il mar Nero e il mar Mediterraneo , le citt\u00e0  chiudevano i loro porti alle provenienze da luoghi infetti.  Le \u201cpatenti  di sanit\u00e0\u201d<span id='easy-footnote-7-9907' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=9907#easy-footnote-bottom-7-9907' title='A Genova  la presenza di  \u201c&lt;em&gt;bullettones sanitates\u201d \u00e8 documentata dal XIV secolo &lt;\/em&gt;. Cfr. Antonio Luigi Bruzza, &lt;em&gt;Origine dei lazzaretti e dei Magistrati di Sanit\u00e0&lt;\/em&gt;, Genova, Tipografia del Commercio, 1874 , p. 39.'><sup>7<\/sup><\/a><\/span>, certificavano  la provenienza delle imbarcazioni: \u201cinfetti\u201d, \u201csospetti\u201d, \u201csani\u201d a cui corrispondevano   patenti  \u201cbrutte\u201d, \u201cpostillate\u201d  o \u201cnette : un modo per controllare ed eventualmente  sottoporre a quarantena  i  \u201csospetti\u201d che potevano divenire veicolo del contagio. La prima a perfezionare il sistema di difesa fu Venezia   che per la  particolare  configurazione geografica e i poderosi flussi commerciali     era pericolosamente esposta al rischio  che la peste arrivasse dal mare, in particolare  dai  paesi di Levante, da paesi  che, privi di una legislazione sanitaria, come quella degli Stati italiani, non erano in grado di garantire  che i loro carichi fossero  sicuri<span id='easy-footnote-8-9907' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=9907#easy-footnote-bottom-8-9907' title='Nelli Vanzan Marchini, &lt;em&gt;Le leggi di Sanit\u00e0 della Repubblica di Venezia&lt;\/em&gt;, cit.'><sup>8<\/sup><\/a><\/span>. Pericoloso corridoio di passaggio di epidemie,   le acque della  laguna  costituivano una barriera sanitaria  naturale  consentivano un efficacissimo sistema  di contumacie e quarantene che, a met\u00e0 del XVII secolo, fu in grado di tenere lontana la peste nella sua ultima comparsa in Occidente, nel 1720 a Marsiglia e nel 1743 a Messina.   <br><br>\n\n\n       <b>2. Il governo politico e il controllo sociale<\/b><br>\n\nCol tempo,  isolamento e quarantene divennero i capisaldi della risposta istituzionale alle epidemie.   L\u2019irruzione della peste equivaleva a quella di un nemico armato che perseguisse una strategia di annientamento totale. La peste   disarticolava l\u2019organizzazione politico-amministrativa; travolgeva  le strutture economiche e le gerarchie sociali; minava le reti di solidariet\u00e0  familiare e parentale  e la fiducia nei pubblici poteri  e nella medicina;  faceva   crollare  l\u2019universo di certezze delle  comunit\u00e0 che conoscevano  l\u2019esperienza di pi\u00f9 totale rivolgimento che essa potesse sperimentare.  Un evento traumatico, dunque, capace di provocare reazioni  sconsiderate (come la fuga) e  che  esigeva  un  esercizio rapido e inflessibile del potere politico-amministrativo e la pronta mobilitazione della funzione poliziesco-repressiva dello Stato. Se la peste entrava in una citt\u00e0 o in uno Stato,  l\u2019istituzione civile  le autorit\u00e0 stendevano ai confini, lungo le vie di transito e nei punti di accesso alle citt\u00e0  un  cordone sanitario, costituito da guardie armate.  Nessuno poteva forzarlo,  pena la vita. Ogni commercio  con le zone sospette veniva interrotto. Una serie di misure veniva messa in capo per circoscrivere il contagio ed impedire movimenti di uomini e cose. Alle prime avvisaglie di casi di peste l\u2019istituzione civile metteva in campo le misure per   allontanare  gli eventuali veicoli del contagio dalle citt\u00e0 e chiuderne l\u2019accesso. E, ancora, per proibire gli assembramenti e le processioni religiose, in quanto occasione di contatti . Punizioni severissime erano riservate  a chi si sottraeva all\u2019isolamento coatto e  a chi  si introduceva nelle case abbandonate dagli appestati  per rubare indumenti  e suppellettili  per individuare locali (o lazzaretti) per l\u2019isolamento e la quarantena. Le case degli appestati  venivano murate e  si provvedeva a raccogliere uomini per  rimuovere e trasportare  i cadaveri;  procurare i carri .  Gli  spazi per le sepolture erano dislocati  fuori dalle mura, badando che fossero effettuate in modo da evitare i danni prodotti dalla decomposizione dei corpi. Tutti questi interventi richiedevano un saldo \u201cgoverno politico\u201d centralizzato , che metteva in campo  forme di controllo sociale, particolarmente necessario nella citt\u00e0 dove serpeggiavano pericolosamente  paura ,  aggressivit\u00e0 e violenza che prendevano di mira presunti \u201cuntori\u201d<span id='easy-footnote-9-9907' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=9907#easy-footnote-bottom-9-9907' title='Carlo Maria Cipolla, &lt;em&gt;Chi ruppe i rastelli di Monte Lupo?&lt;\/em&gt; , Bologna,  Il Mulino, 1977; Paolo Preto, &lt;em&gt;Peste e societ\u00e0 a Venezia&lt;\/em&gt;, Vicenza,  Neri Pozza, 1978, pp. 76-89.'><sup>9<\/sup><\/a><\/span>. Il tentativo era quello di produrre nella citt\u00e0 l\u2019ordine del lazzaretto:<span id='easy-footnote-10-9907' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=9907#easy-footnote-bottom-10-9907' title='In questa struttura delimitata, chiusa,  la peste veniva  messa sotto controllo ,  governata da regole e regolamenti.  La volont\u00e0 di controllo dall\u2019alto, dei pubblici poteri  si incontrava col consenso dal basso,  di chi andava in quarantena di propria volont\u00e0.  Michel  Foucault, &lt;em&gt;Nascita della clinica&lt;\/em&gt; ,  Torino,  Einaudi, 1977,  pp. 29-30.'><sup>10<\/sup><\/a><\/span>  la separazione tra malati e sospetti, il controllo rigido di chi entrava e usciva,  la \u201cdisinfezione\u201d di arredi , indumenti e utensili. <br>\n Pene severissime \u2013 fino a quella  di morte-  venivano inflitte a chi tentava di passare o trasportare cose  nelle parti proibite al transito. Ai mendicanti era proibito chiedere l\u2019elemosina per le strade. Ancora nel XV secolo in alcune citt\u00e0 venivano addirittura cacciati, insieme alle prostitute,   in quanto possibili veicoli del contagio. Nel 1493,  a Napoli,  il re Ferdinando I d\u2019Aragona, ordin\u00f2 che \u201ci pezzenti\u201d  si  allontanassero  dalla citt\u00e0  perch\u00e9  \u201ccausa potentissima di contagio\u201d, promettendo la pena della frusta e di quattro tratti di corda ai renitenti. Insieme a loro dovevano andarsene  gli ebrei, \u201cgli altri\u201d<em>  <\/em>della societ\u00e0 cristiana dell\u2019epoca, sospettati  in quell\u2019anno di diffondere la peste nella diaspora seguita alla  loro cacciata dalla Spagna l\u2019anno prima.<br>\nLa citt\u00e0   doveva essere  controllata  palmo a palmo e i movimenti dovevano avvenire attraverso passaggi obbligati e custoditi da armati. A  Palermo durante la peste del 1630 la citt\u00e0 fu  suddivisa in \u201cinsule\u201d, affidate a gruppi di medici, chirurghi, ostetriche, balie e religiosi.  Ma, ovunque, si afferm\u00f2 la prassi di decentrare i poteri a deputati di sanit\u00e0 , per rione o parrocchia.  in modo da seguire  da vicino i movimenti di persone e l\u2019insieme dei  diversi compiti  che riguardavano l\u2019individuazione delle case infette da sequestrare , l\u2019isolamento coatto degli appestati e dei sospetti, il loro trasporto nel lazzaretto o in altre strutture provvisorie. E, ancora, la disinfezione  ( detta \u201cpurgation\u201d  negli Stati della Corona spagnola)  delle case degli appestati e la loro tinteggiatura con calce; nonch\u00e9 la distruzione con fuoco  degli indumenti  e degli oggetti d\u2019uso comune.<br>\nIn molte citt\u00e0 la difesa dei sani comportava una limitazione dei  loro movimenti e l\u2019isolamento coatto nelle case. Un potente strumento di controllo  era la \u201cfede di sanit\u00e0\u201d &#8211; attestante la provenienza da localit\u00e0 esenti da contagio &#8211; concessa dai medici e dalle autorit\u00e0 cittadine. Nessuno poteva attraversare i cordoni sanitari (o i posti di blocco)  se ne era sprovvisto.    Durante la peste di Messina del 1743,   il vicer\u00e9 di Sicilia  ordin\u00f2 che  quel certificato fosse concesso solo a coloro \u201c che per 40 giorni avessero dato chiari e indubitati argomenti di loro salute\u201d<span id='easy-footnote-11-9907' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=9907#easy-footnote-bottom-11-9907' title='Francesco Testa, &lt;em&gt;Relazione istorica della peste che attaccossi a Messina nell\u2019anno millesettecento&lt;\/em&gt; quarantatre, Palermo,   1745, p.36; Giuseppe  Pinna, &lt;em&gt;Sulla pubblica sanit\u00e0 in Sardegna dalle sue origini e fino al 1850&lt;\/em&gt;, Sassari-Caglari , 1898.'><sup>11<\/sup><\/a><\/span>. Pene severissime erano previste per coloro che  falsificavano \u201cle fedi\u201d o \u201cpatenti \u201c e per gli osti che accoglievano viandanti che ne erano privi.  <br>\n A Venezia  i controlli erano particolarmente   severi:  gli stranieri  che arrivavano in  citt\u00e0 e i passeggeri delle navi dovevano possedere un lasciapassare che attestava la loro provenienza. \n L\u2019intero apparato di difesa,   faceva quasi completamente a meno dei medici, eccetto che nei lazzaretti. La totale impotenza della  medicina che vagava nel buio circa la  natura della tremenda malattia; l\u2019incapacit\u00e0 dei medici di  apprestare qualche  rimedio; il   loro terrore di fronte ai malati <span id='easy-footnote-12-9907' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=9907#easy-footnote-bottom-12-9907' title='\u00abnec medicus visitat infirmum, si tamen ei dantur quicquid infirmus in hac vita possideret\u00bb. Dirk Schoenaers, Dirk, Graeme\u00a0Dunphy, Cristian Bratu (a cura di), &lt;a href=&quot;http:\/\/dx.doi.org\/10.1163\/2213-2139_emc_SIM_203028&quot; title=&quot;Breve chronicon Flandriae&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;Breve chronicon Flandriae&lt;\/a&gt;, in Encyclopedia of the Medieval Chronicle, consultato il 10 maggio 2022.'><sup>12<\/sup><\/a><\/span>, la fuga di molti di essi  dalle citt\u00e0 appestate,   lasciavano il campo a un \u201cgoverno  politico\u201d dell\u2019 epidemia in cui   l\u2019aspetto  tecnico e igienico-poliziesco  predominava nettamente su quello assistenziale sanitario.<br><br>\n\n       <b>3. La risposta istituzionale alle minacce epidemiche nel XIX secolo: dalla febbre gialla al colera<\/b><br>\n\nIsolamento, contumacia, sanificazione<span id='easy-footnote-13-9907' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=9907#easy-footnote-bottom-13-9907' title='&lt;em&gt; G. Palloni, Osservazioni mediche sulla malattia febbrile dominante in Livorno&lt;\/em&gt;, Livorno 1804;\u00a0Id. &lt;em&gt;Parere medico sulla malattia febbrile che ha dominato la citt\u00e0 di Livorno l\u2019anno 1804&lt;\/em&gt;, Firenze, 1805.'><sup>13<\/sup><\/a><\/span> tornarono alla ribalta all\u2019inizio del XIX secolo in una citt\u00e0 di mare , Livorno, investita da  una malattia tropicale, arrivata in Italia con l\u2019equipaggio di una nave spagnola  proveniente da Cadice (1804-1805) . Alcuni decenni dopo , nel 1835,  l\u2019antico sistema di difesa \u2013 in auge con alcuni adattamenti  dal XIV secolo in tutti i Paesi civilizzati \u2013 fu mobilitato  nell\u2019intero  il territorio nazionale  come  risposta  alla prima epidemia di colera. <br>\nMalattia esotica, fino allora sconosciuta ,   il colera,  invest\u00ec  l\u2019Italia , in quel secolo,  in  sei successive ondate , con perdite catastrofiche , in particolare nel 1855-57<span id='easy-footnote-14-9907' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=9907#easy-footnote-bottom-14-9907' title='Per una breve storia del colera cfr. Robert Pollitzer, &lt;em&gt;Cholera&lt;\/em&gt; , Geneve,  World Health Organization, 1959. Tra gli studi sugli effetti sociali del colera  Louis Chevalier ( a cura di) , &lt;em&gt;Le Chol\u00e9ra: La premi\u00e8re \u00e9pid\u00e9mie du 19&lt;\/em&gt;&lt;em&gt; e&lt;\/em&gt;&lt;em&gt; si\u00e8cle&lt;\/em&gt;,  La Roche sur Yon,  Imprimerie Centrale de l&amp;#8217;ouest, 1958; Albert Colnat ( a cura di) ,L&amp;#8217;\u00e2ge du Chol\u00e9ra, in \u00ab\u00a0&lt;em&gt;Les Epid\u00e9mies et L&amp;#8217;Histoire\u00a0\u00bb, &lt;\/em&gt; Paris, Editions Hippocrates, 1937, pp.162-181\u00a0; Jaques Ruffi\u00e9, Jean-Charles Sournia, &lt;em&gt;Les \u00e9pid\u00e9mies dans l\u2019histoire de l\u2019homme&lt;\/em&gt; , Paris, Flammarion, 1984. Per quanto riguarda l\u2019Italia,  cfr. Eugenia Tognotti, &lt;em&gt;Il mostro asiatico&lt;\/em&gt;. &lt;em&gt;Storia del colera in Italia&lt;\/em&gt;, Roma-Bari, Laterza, 2000; Anna Lucia Forti Messina, &lt;em&gt;L\u2019Italia dell\u2019Ottocento di fronte al colera&lt;\/em&gt;, in &lt;em&gt;Storia d\u2019Italia, &lt;\/em&gt;&lt;em&gt;Annali 7, &lt;\/em&gt;Torino,  Einaudi, 1984; Paolo Sorcinelli, &lt;em&gt;Nuove malattie antiche paure. Uomini e colera nell\u2019Ottocento,  &lt;\/em&gt;Milano,  ed. Franco Angeli. Antonio Tagarelli, Anna Piro ( a cura di),  &lt;em&gt;La geografia delle epidemie di colera in Italia. Considerazioni storiche e medico-sociali, &lt;\/em&gt; San Giovanni in Fiore,  Publisfera, 2002, 3 voll.'><sup>14<\/sup><\/a><\/span>. Del tutto nuova  per il mondo Occidentale , l\u2019esotica malattia  chiamata anche \u201cpeste\u201d &#8211;   termine usato spesso come sinonimo di \u201ccholera morbus\u201d  negli Annali e nelle cronache del tempo &#8211;  atterr\u00ec i contemporanei e non solo per la sua spaventosa letalit\u00e0 che oscillava tra il 52 e il 55 per cento.<span id='easy-footnote-15-9907' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=9907#easy-footnote-bottom-15-9907' title='Patrice Bourdelais ed., &lt;em&gt;Peurs et Terreurs face \u00e0 la contagion. Chol\u00e9ra, tuberculose, syphilis, XIX&lt;\/em&gt;&lt;em&gt;e&lt;\/em&gt;&lt;em&gt;-XX&lt;\/em&gt;&lt;em&gt;e&lt;\/em&gt;&lt;em&gt; si\u00e8cle &lt;\/em&gt;, Paris, Fayard ,1988\u00a0; Patrice Bourdelais, J-Y. Raulot, &lt;em&gt;Une peur bleu&lt;\/em&gt; , Paris,Payot, 1987.'><sup>15<\/sup><\/a><\/span> Del resto, pur nella diversa dinamica biologica, il colera riproduceva esattamente il velocissimo decorso della peste che  aveva  svolto un ruolo paradigmatico come flagello pestilenziale archetipico che terrorizzava le popolazioni dei Paesi mediterranei<span id='easy-footnote-16-9907' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=9907#easy-footnote-bottom-16-9907' title='Asa Briggs, &lt;em&gt;Cholera and society in the nineteenth century&lt;\/em&gt;, in \u201cPast and Present\u201d, 1961, 19, pp.  76-96.'><sup>16<\/sup><\/a><\/span>. <br>\nIndicata  anche con il nome di  \u201cmostro asiatico\u201d,   aveva tutte  le caratteristiche per scatenare il panico:  l\u2019origine extraeuropea  che chiamava in causa i concetti di civilt\u00e0 e barbarie;  la repentinit\u00e0 dell\u2019attacco   con continui vomiti e diarrea che  nel giro di poche ore portava alla perdita di un quarto dei liquidi del corpo, senza che i medici, impotenti, potessero far nulla, mentre la malattia faceva strage nelle citt\u00e0  in crescita, aiutata dalle pessime condizioni igienico-sanitarie  e dalla carenza di infrastrutture per l\u2019approvvigionamento idrico e lo smaltimento dei rifiuti. <br>\n All\u2019annunciarsi del morbo  in Russia, nei primi anni Trenta, i governi degli Stati italiani  ricorsero alle  tradizionali  strategie preventive, con la differenza, rispetto al tempo della peste,  che  i medici ricoprivano ora ruoli importanti nelle Commissioni sanitarie e nelle magistrature di sanit\u00e0 e organizzavano l\u2019assistenza.   Grandi clinici, professori d\u2019universit\u00e0 e membri di prestigiose accademie, erano ascoltati consiglieri dei governi  in tutto ci\u00f2 che riguardava la \u201cpolitica della salute pubblica\u201d,  frutto delle idee  dell\u2019illuminismo. I magistrati di Sanit\u00e0 provvidero  &#8211; quindi,  nel Regno di Sardegna e in quello delle Due Sicilie &#8211;    a istituire cordoni sanitari marittimi e a varare i regolamenti sulle contumacie,   vale a dire i giorni di quarantena per le imbarcazioni provenienti da luoghi infetti (   per quelle cosiddette \u2018di rigore\u2019 sarebbero state individuate nei decenni successivi  apposite stazioni sanitarie)<span id='easy-footnote-17-9907' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=9907#easy-footnote-bottom-17-9907' title='Atti del Governo di Sua Maest\u00e0 il re di Sardegna , &lt;em&gt;Regie Patenti colle quali S.M. istituisce una Giunta Superiore di Sanit\u00e0 coll\u2019incarico di dare gli opportuni provvedimenti per preservare li Regi Stati dal Cholera che imperversa nelle parti orientali d\u2019Europa, &lt;\/em&gt;n. 2410, 28 luglio 1831 , Torino; Archivio di Stato di Napoli, Archivio Borbonico, &lt;em&gt;Sullo stabilimento del cordone di frontiera e della crociera&lt;\/em&gt;, b. 932, 9 agosto 1835; Atti del Governo di S.M. il re di Sardegna, &lt;em&gt;Manifesto dell\u2019eccellentissimo Magistrato Generale di Sanit\u00e0 portante alcuni provvedimenti a preservazione del cholera morbus&lt;\/em&gt;, add\u00ec 3 agosto 1835 .Torino,1835.'><sup>17<\/sup><\/a><\/span>.<br>\nIn qualche Stato, come nel Regno delle Due Sicilie, si rafforzarono controlli e divieti nei confronti delle merci provenienti da paesi infetti ,  ma anche da luoghi (come Livorno e Civitavecchia) particolarmente a rischio e che aggiravano le regole della contumacia coprendo con buste nuove le lettere provenienti dalla Francia dove erano presenti focolai.  Inoltre si richiamarono in vigore le leggi che punivano con la morte i violatori dei cordoni sanitari e delle contumacie. <br>\nGli indirizzi  sperimentati  sotto la spinta dell\u2019emergenza del colera erano, quindi,   sostanzialmente simili a quelli adottati in tempo di peste. Esse riguardavano la regolamentazione del flusso di merci e di uomini, la predisposizione di  &#8220;officine di disinfettazione&#8221; di mercanzie e uomini; il controllo di ospedali, lazzaretti, caserme, scuole, prigioni e un \u201cquadrillage \u201c dello spazio urbano infetto, sottoposto, per zone, alla giurisdizione di commissari o deputati di sanit\u00e0, nominati dal potere esecutivo<span id='easy-footnote-18-9907' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=9907#easy-footnote-bottom-18-9907' title='Eugenia Tognotti, &lt;em&gt;Il mostro asiatico &lt;\/em&gt;, cit ( in particolare il Cap. III \u201c Gli Stati italiani di fronte al colera: i sistemi di protezione\u201d, p.45 ss; Anna Lucia Forti Messina&lt;em&gt;, Societ\u00e0 ed epidemia. Il colera a Napoli nel 1836&lt;\/em&gt; , Milano, Franco Angeli Ed., 1979; Giancarlo Dardano, &lt;em&gt;Epidemie, contesto urbano e interventi di risanamento a Genova&lt;\/em&gt;, in \u201cStoria urbana&lt;em&gt;\u201d&lt;\/em&gt;, 1977, 3, pp.  46-52;  Anna Lucia Forti Messina&lt;em&gt;, Societ\u00e0 ed epidemia. Il colera a Napoli nel 1836&lt;\/em&gt; , Milano, Franco Angeli Editore, 1979.'><sup>18<\/sup><\/a><\/span>. A questo puntavano, da una parte, le disposizioni per porre un freno all&#8217;inquietante e pericoloso vagare per le citt\u00e0 delle schiere lacere e affamate di mendicanti ,  vagabondi , meretrici,  che ovunque si cerc\u00f2 di isolare e ricoverare in ospizi e depositi di mendicit\u00e0<span id='easy-footnote-19-9907' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=9907#easy-footnote-bottom-19-9907' title='Per le citt\u00e0 toscane, nell\u2019epidemia di colera del 1864-55  cfr. Pietro Betti,  &lt;em&gt;Sul colera asiatico che contrist\u00f2 la Toscana nelli anni 1835-36-37-49. Considerazioni mediche di Pietro Betti &lt;\/em&gt;, Firenze, Forni, 1856; Id. &lt;em&gt;Documenti annessi alle considerazioni mediche sul colera asiatico che contrist\u00f2 la Toscana negli anni 1835-36-37-49&lt;\/em&gt; , Firenze, 1857.'><sup>19<\/sup><\/a><\/span>. Dall\u2019altra il sequestro delle case dei colpiti, vigilate da guardie armate.  Lazzaretti, ospedali temporanei, locali di fortuna    erano destinati a persone da curare e isolare,   che avevano avuto contatti con persone infette o che provenivano da luoghi  sospetti. Particolarmente dure le  disposizioni per evitare gli assembramenti e  per neutralizzare  le temibili reazioni di terrore e di fuga.  Reazioni provocate anche dalla totale impotenza della Medicina di fronte alla ferocia del male contro il quale si usava  un armamentario di cure e trattamenti che comprendevano l\u2019oppio per arrestare i movimenti dell\u2019intestino , l\u2019ossido di zinco, i lassativi, la  gomma  arabica e un\u2019infinit\u00e0 di altri \u2018rimedi\u2019  empirici.  Nelle citt\u00e0 investite dal colera le strade erano chiuse da  palizzate, mentre baracche temporanee erano destinate \u201ca ricevere i generi e le persone per le debite purificazioni e contumacie\u201d. Non si trattava di limiti invalicabili: i contemporanei segnalano che  sulle barriere  ebbero spesso la meglio \u201cl\u2019oro, la colpevole ignoranza e l\u2019ingordigia\u201d.  Se con la peste  e il vaiolo  l\u2019apparato difensivo e offensivo dello Stato  aveva avuto il potere di controllare la catena del contagio, le modalit\u00e0 di trasmissione del  \u201cvibrio cholerae \u201c \u2013 l\u2019agente patogeno della malattia &#8211;   e il ruolo giocato da  portatori  sani o convalescenti   erano tali  da render inutili isolamento e contumacie. N\u00e9 gli interventi una tantum per sanificare  lo spazio urbano e regolare minuziosamente l&#8217;azione sociale avevano la possibilit\u00e0 di  prevenire la diffusione della malattia.  Non solo . All\u2019indomani delle rivoluzioni del \u201948,  le misure precauzionali  repressive agirono  da potentissimo detonatore di tensioni sociali e politiche, a conferma del  ruolo che esse sono in grado di svolgere durante un&#8217;emergenza epidemica<span id='easy-footnote-20-9907' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=9907#easy-footnote-bottom-20-9907' title='Richard J. Evans, &lt;em&gt;Epidemics and Revolutions: cholera in nineteenth-Century Europa&lt;\/em&gt; in \u201cPast and Present&lt;em&gt;\u201d, &lt;\/em&gt;n. 120, 1988,  pp. 120-123.'><sup>20<\/sup><\/a><\/span>. Nelle pandemie che si susseguirono  fino alla fine del secolo ,  cordoni sanitari e quarantene provocarono qua e l\u00e0 ribellioni  e proteste sia l\u00e0 dove le autorit\u00e0 pubbliche non le pianificavano  sia dove la loro  implementazione deprimeva la vita economica, ostacolava la mobilit\u00e0 e le comunicazioni,  interveniva su nuove libert\u00e0 e conquiste del progresso civile.Con i  grandi progressi batteriologici  di fine Ottocento e  la scoperta  degli agenti  patogeni  del colera , della febbre gialla e   della peste  si giunse finalmente a un accordo   degli Stati europei  sulle politiche isolazioniste-protezioniste  per il  controllo della  diffusione transfrontaliera delle malattie   che aveva comportato  il controllo delle merci in entrata ed uscita,  il blocco degli scambi  tra i porti per mesi  e  la sospensione della vita economica . <br><br>\n\n       <b>4. Le strategie di controllo nell\u2019era della societ\u00e0 di massa, dalla Spagnola al Covid-19<\/b><br>\n       \nLa pandemia d\u2019Influenza del 1918-19 ,comunemente nota  come \u201cSpagnola\u201d,  ha aperto un nuovo capitolo nella  pratica della salute pubblica<span id='easy-footnote-21-9907' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=9907#easy-footnote-bottom-21-9907' title='Jeffery  K. Taubenberger,  Morens, David M,  &lt;em&gt;1918 influenza: the mother of all pandemics&lt;\/em&gt;, in \u201cEmerging Infectious Diseases\u201d, 2007,  n.12, pp.15\u201322.'><sup>21<\/sup><\/a><\/span>. Si trattava  della prima pandemia globale verificatasi nell&#8217;era della &#8220;societ\u00e0 di massa&#8221;<span id='easy-footnote-22-9907' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=9907#easy-footnote-bottom-22-9907' title='Dopo decenni di eclissi sulla cosiddetta Spagnola , la  devastante pandemia d\u2019influenza che  attravers\u00f2 come un uragano l\u2019intero pianeta nel 1918-19, gli studi hanno conosciuto un\u2019escalation, in particolare negli ultimi anni. Tra le opere generali cfr.    Alfred W.  Crosby,, &lt;em&gt;America&amp;#8217;s Forgotten Pandemic : The Influenza of 1918&lt;\/em&gt;. 2nd ed. \u00a0New York,  Cambridge University Press, 2003; John M. Barry, &lt;em&gt;The Great\u00a0Influenza : The Epic Story of the Deadliest Plague in History&lt;\/em&gt;, New York,  Viking, 2004; W.I B. Beveridge, &lt;em&gt;Influenza: The Last Great Plague&lt;\/em&gt; , London, 1977 ; Richard Collier,  &lt;em&gt;La malattia che atterr\u00ec il mondo&lt;\/em&gt; ,  Mursia, Milano,  1980; Laura Sinney, &lt;em&gt;1918. L&amp;#8217;influenza spagnola. La pandemia che cambi\u00f2 il mondo, &lt;\/em&gt;Marsilio, Venezia, 2019&lt;em&gt;. &lt;\/em&gt;Per l\u2019Italia cfr. Eugenia Tognotti,   &lt;em&gt;La Spagnola in Italia. Storia dell\u2019Influenza che fece temere la fine del mondo&lt;\/em&gt;,  2 Ed. , Franco Angeli Editore,   Milano, 2015; Francesco Cutolo, &lt;em&gt;L&amp;#8217; influenza spagnola del 1918-1919. La dimensione globale, il quadro nazionale e un caso locale,IS.R.&lt;\/em&gt;Pt,  Pistoia 2020.'><sup>22<\/sup><\/a><\/span>. Nonostante la scoperta, nei decenni precedenti, di decine di   microrganismi che causavano  molte delle peggiori afflizioni dell&#8217;umanit\u00e0, i \u2018cacciatori di microbi\u2019 non furono in   grado, in piena pandemia,  di dare una risposta sull&#8217;eziologia dell&#8217;influenza,   mentre la malattia  si diffondeva  velocemente  per il mondo   causando un altissimo numero di morti : 40-50 o addirittura 100  milioni secondo le stime<span id='easy-footnote-23-9907' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=9907#easy-footnote-bottom-23-9907' title='Niall P. A. S. Johnson , Juergen Mueller. Updating the Accounts: Global Mortality of the 1918-1920 &amp;#8220;Spanish&amp;#8221; Influenza Pandemic in \u201c Bulletin of the History of Medicine\u201d, vol. 76, n.1, 2002.'><sup>23<\/sup><\/a><\/span>. Dopo decenni di enormi  progressi nel controllo delle malattie trasmissibili,  la  sconfitta subita dalla batteriologia trionfante nell\u2019individuare l\u2019agente eziologico , impart\u00ec   una severa lezione nel drammatico-autunno inverno del 1918-19<span id='easy-footnote-24-9907' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=9907#easy-footnote-bottom-24-9907' title='George A. Soper, The lessons of the Pandemic, in \u201cScience\u201d, 1919, n. 49 (1274), pp. 501-506; GM Price, \u00a0&lt;em&gt;Influenza-destroyer and teacher: A general confession by the public health authorities&lt;\/em&gt;, Survey\u00a0, 1918, n.41, pp.367\u2013369.'><sup>24<\/sup><\/a><\/span>: la vittoria definitiva della medicina sulle malattie infettive, che sembrava a portata di mano alla vigilia della guerra, era ancora ben lontana, mentre s\u2019infittivano gli  interrogativi preoccupanti sull&#8217;efficacia dei moderni metodi di salute pubblica<span id='easy-footnote-25-9907' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=9907#easy-footnote-bottom-25-9907' title='Howard Markel, Harvey B Lipman, J. Alexander Navarro, Alexandra Sloan, Joseph RMichalsen, Alexandra Minna Stern,  Martin S Cetron. &lt;em&gt;Non pharmaceutical Interventions Implemented by US Cities During the 1918-1919 Influenza Pandemic&lt;\/em&gt; in \u201cJAMA\u201d,  2007,  n. 6, pp. 644-54.'><sup>25<\/sup><\/a><\/span>. L&#8217;idea che citt\u00e0, affollamento ed epidemie andassero insieme non era affatto nuova all&#8217;inizio del XX secolo.  Per secoli, gli osservatori avevano notato che dove molte persone si ammassavano insieme, spesso seguivano malattie. Ma la pandemia d\u2019Influenza, arrivata in piena guerra, nel 1918, poneva   altri e diversi problemi<span id='easy-footnote-26-9907' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=9907#easy-footnote-bottom-26-9907' title='Daniel Oriesek, &lt;a href=&quot;https:\/\/www.academia.edu\/43189119\/Non_pharmaceutical_interventions_in_the_fight_against_pandemics_now_and_then&quot; title=&quot;Non-pharmaceutical interventions in the fight against pandemics now and then&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;Non-pharmaceutical interventions in the fight against pandemics now and then&lt;\/a&gt;, consultato il 10 maggio. '><sup>26<\/sup><\/a><\/span>. Pur nell\u2019oscurit\u00e0 che circondava l\u2019agente patogeno \u2013 un virus &#8211;  l&#8217;influenza fu subito riconosciuta come un&#8217;infezione respiratoria che viaggiava  per contatto diretto da persona a persona,  attraverso la tosse, gli starnuti e gli sputi: era una &#8220;malattia della folla\u201d e  fin dall&#8217;inizio fu  collegata a luoghi affollati. <br>\nIn assenza di cure e vaccini, gli interventi non farmaceutici    dovevano  puntare a interrompere la catena dell&#8217;infezione.  Ma le  misure che avevano  funzionato meglio per controllare una malattia altamente infettiva &#8211; e cio\u00e8 divieti di riunioni pubbliche, chiusura delle scuole, e rigorose quarantene e isolamento &#8211; applicato anche per la tubercolosi polmonare &#8211; erano quelli pi\u00f9 difficili da implementare in una moderna societ\u00e0 di massa. Per dimensione e complessit\u00e0, le citt\u00e0 erano ben diverse da quelle ottocentesche in cui i responsabili della salute pubblica avevano messo in campo l\u2019armamentario di difesa: case, edifici pubblici , fabbriche, scuole, teatri, luoghi di ritrovo,  sistemi di trasporto  creavano una vasta autostrada in cui i germi mortali potevano viaggiare rapidamente.  In un paese ancora  in guerra come l\u2019Italia, le misure adottate furono molto diversa da quelle messe in campo negli Stati Uniti, dove alcune citt\u00e0 stabilirono un ordine sanitario rigidissimo e chiusure ermetiche dei luoghi pubblici<span id='easy-footnote-27-9907' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=9907#easy-footnote-bottom-27-9907' title='Martin C.J Bootsma, Neil Ferguson, The effect of public health measures on the 1918 influenza pandemic in U.S. cities, in \u201cPNAS\u201d, 2007, n. 104, pp.7588-7593'><sup>27<\/sup><\/a><\/span>. All\u2019avvicinarsi della seconda, tremenda  ondata epidemica nella primavera -estate del 1918,  i prefetti \u2013 su ordine del ministro dell\u2019Interno &#8211; fecero ricorso   alle misure che tendevano  a regolare la congestione degli spazi pubblici, attraverso la chiusura di  scuole, teatri, e altri luoghi di ritrovo<span id='easy-footnote-28-9907' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=9907#easy-footnote-bottom-28-9907' title='Archivio Centrale dello Stato, Ministero dell\u2019Interno, Direzione Generale della Sanit\u00e0 Pubblica,   Circolare del 18 Ottobre 1918, &lt;em&gt;Epidemia d\u2019Influenza&lt;\/em&gt;,  b.180.'><sup>28<\/sup><\/a><\/span>. Sebbene poche delle singole misure fossero del tutto nuove per la pratica della salute pubblica,  la portata della loro attuazione non aveva precedenti. Le strategie   incentrate al tempo della peste e del colera su gruppi specifici &#8211;  indigenti,  questuanti, mercanti girovaghi, prostitute &#8211;  furono  ampliate per coprire l&#8217;intera popolazione urbana. La principale preoccupazione erano gli assembramenti, legati anche allo stato di guerra.  Processioni e funerali furono vietati, e cos\u00ec le manifestazioni sportive e le feste patronali. Aboliti  anche i funerali e le cerimonie religiose. Fu stabilito anche un \u2018coprifuoco\u2019: l\u2019orario di chiusura delle botteghe, ristoranti, negozi era anticipato rispetto ai tempi normali. Tra  le misure preventive praticate durante la pandemia, interventi  inefficaci quale la disinfezione con acido fenico degli spazi pubblici nelle grandi citt\u00e0 &#8211;  basata sull\u2019idea   del potere infettivo della polvere e dello sporco.<br>\nLa Spagnola favor\u00ec l\u2019entrata in campo di nuove  precauzioni igienico-sanitarie \u2013 suggerite dalle autorit\u00e0 sanitarie pubbliche &#8211;  per limitare l\u2019infezione da goccioline: le \u2018Istruzioni popolari\u2019 insistevano   sulla pi\u00f9 scrupolosa igiene individuale, risciacquo della bocca con colluttori   e  lavaggio delle mani   &#8211; una pratica ancora poco diffusa nel primo Novecento in Italia,  persino tra il personale sanitario. Le raccomandazioni ricalcavano il protocollo standard anti-tisi:  tenere le finestre aperte per diluire i germi nell&#8217;aria;\u00a0proteggere gli altri da tosse, starnuti e sputi,   usando un dispositivo di protezione \u2013 una larga maschera di garza \u2013 che compariva allora per la prima volta come misura di prevenzione. Utilizzato per la prima volta in ambito chirurgico ,  nel 1897, questo presidio sanitario ebbe una tiepidissima accoglienza in Italia e quasi solo in ambienti ospedalieri. Negli Stati Uniti, invece, furono imposte obbligatoriamente in alcune citt\u00e0<span id='easy-footnote-29-9907' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=9907#easy-footnote-bottom-29-9907' title='GM Price, \u00a0&lt;em&gt;Influenza-destroyer and teacher: A general confession by the public health authorities&lt;\/em&gt;, Survey\u00a0, 1918, n.41, pp.367\u2013369.'><sup>29<\/sup><\/a><\/span>. <br>\nUn secolo dopo, una malattia altamente infettiva, causata da un coronavirus (SARS-CoV-2),  segnalata  per la prima volta a Wuhan, in Cina, avrebbe fatto diventare le  mascherine in contesti comunitari   il pi\u00f9 diffuso  dispositivo di protezione individuale  per rispondere   ad una nuova pandemia \u2013 Covid-19 &#8211;  una  minaccia senza precedenti per la salute globale.  In   assenza di   farmaci  e vaccini,  le antiche misure di salute pubblica ,  indicati come  interventi non farmaceutici \u2013    sono state  implementate in tutto il mondo   per frenare la diffusione del virus, diventando il cardine della risposta all\u2019emergenza<span id='easy-footnote-30-9907' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=9907#easy-footnote-bottom-30-9907' title='Liu, Y., Morgenstern, C., Kelly, J.\u00a0&lt;em&gt;et al.&lt;\/em&gt;\u00a0The impact of non-pharmaceutical interventions on SARS-CoV-2 transmission across 130 countries and territories.\u00a0&lt;em&gt;BMC Medicine, &lt;\/em&gt;\u00a02021, n.\u00a040.'><sup>30<\/sup><\/a><\/span>: isolamento e quarantena,  divieti di eventi e raduni sociali, chiusure di scuole , teatri e ristoranti,  lavoro a distanza , viaggi nazionali e internazionali, coprifuoco.  Se   le misure di contenimento  si collocavano in una sostanziale linea di continuit\u00e0 tra quelle messe in campo nelle diverse  epidemie\/pandemie che hanno attraversato i secoli, dalla peste alla Spagnola , passando per il colera, la febbre gialla, il vaiolo<span id='easy-footnote-31-9907' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=9907#easy-footnote-bottom-31-9907' title='Eugenia Tognotti ,  &lt;em&gt;Lessons from the history of quarantine, from plague to influenza A&lt;\/em&gt;, in \u201cEmerging INfectious Diseases\u201d, 2013, n. 19, pp. 254-9.'><sup>31<\/sup><\/a><\/span>,  il Covid-19 ha segnato una cesura importante. Per la prima volta le misure di quarantena ( lockdown)  sono state attuate contemporaneamente in tutto il mondo e l&#8217;Italia \u00e8 stato il primo Paese  a implementarle  il 9 marzo 2020. Limitate , nel passato, a citt\u00e0, porti, aree territoriali circoscritte, l\u2019introduzione della quarantena  estesa all\u2019intero  territorio nazionale  \u00e8 stata un <em>unicum<\/em> nella storia . Nessuno poteva uscire di casa  se non per necessit\u00e0, per  lavoro o gravi ragioni  di salute. Questa misura ha trasformato ogni casa in un luogo di isolamento (autoisolamento) . Per uscire , per  motivi di  lavoro,  per  ragioni  di salute , i cittadini dovevano munirsi di autocertificazioni in cui dichiaravano,   sotto la propria responsabilit\u00e0, se fermati da forze di polizia,  di non essere in quarantena: una sorta di &#8216;fede della salute&#8217; come quelle distribuite in tempo di peste a coloro che venivano autorizzati dalle autorit\u00e0 sanitarie a circolare liberamente,  in quanto liberi \u2018da ogni sospetto di mal contagioso\u201d. <br>\nDurante la pandemia di  Covid-19 ,  i termini   quarantena  e isolamento ( o lockdown,   sono stati a al centro del dibattito pubblico. Usati talora  come sinonimi, gli interventi non farmaceutici \u2013 come vengono ormai  comunemente  indicati    &#8211; rimandano  ad antiche  risposte di salute pubblica,  di segno igienico-  poliziesco, piuttosto che medico-sanitario. Elaborate per far fronte alla peste nera a partire  dal  XIV secolo<span id='easy-footnote-32-9907' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=9907#easy-footnote-bottom-32-9907' title='Ibidem.'><sup>32<\/sup><\/a><\/span>,  sono state messe in campo  tra XX e XXI secolo &#8211;  in risposta a focolai di altre malattie infettive emergenti e riemergenti, come la malattia da virus Ebola (EVD), la  Sindrome respiratoria acuta grave (Sars) , l\u2019influenza, Covid-19. Se sono efficaci  nel salvare vite umane durante le epidemie &#8211;  specialmente in presenza di un  alto rischio di trasmissione da persona a persona  e in assenza di  terapie efficaci e vaccini &#8211;  entrambe quelle strategie- pur con un elevato livello di sofisticazione dovuto ai progressi tecnologici &#8211;   implicano una limitazione delle libert\u00e0 individuali, la restrizione dei  movimenti  e il confinamento in uno spazio particolare\/specifico.   La risposta istituzianale  alle grandi epidemie\/ pandemie ha sempre    sollevato, in ogni tempo,  una miriade di questioni politiche, etiche , legali, socio-economiche. Farne la  storia pu\u00f2 aiutare  a inserirle nel contesto e  coglierne  le lezioni   per  il presente e per il  futuro. \n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"A partire dalla peste nera nel 1347-48, le citt\u00e0 italiane costruirono un complesso e articolato sistema di difesa sanitaria. 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