{"id":920,"date":"2019-10-02T10:55:25","date_gmt":"2019-10-02T08:55:25","guid":{"rendered":"http:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=920"},"modified":"2019-10-02T10:55:27","modified_gmt":"2019-10-02T08:55:27","slug":"vaticano-e-iii-reich-una-relazione-difficile","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=920","title":{"rendered":"Vaticano e III Reich: una relazione difficile"},"content":{"rendered":"\n<b>1. L\u2019afasia papale: il dolore silenzioso\u2026<\/b><br>\nUno dei grandi dilemmi storici del XX secolo riguarda senza dubbio le reticenze di Pio XII, Eugenio Pacelli (1876-1958), e della Santa Sede in generale, di fronte alle atrocit\u00e0 compiute dal III Reich. Come una vera e propria nevrosi, questi eventi emergono con regolarit\u00e0 inesorabile nelle menti di chi si occupa, per interesse personale o professionalmente, di storia contemporanea: una nevrosi \u00e8, essenzialmente, uno stato di conflitto emotivo e psicologico irrisolto, che risale a un vissuto doloroso e influenza sensibilmente i pensieri e i comportamenti di chi ne soffre. Non \u00e8 azzardato il paragone con le scienze della psiche, in quanto la storia \u00e8 un <em>iter<\/em> composto da crocevia in cui le nazioni intraprendono una strada od un\u2019altra condotta da menti-guida che, in quanto persone, manifestano comportamenti umani e sono, di conseguenza, affetti dalle medesime problematiche interiori.<br>\nL\u2019afasia di Pio XII, ovvero la sua impossibilit\u00e0 di esprimersi <em>pro<\/em> o <em>contro<\/em> Hitler, divenne per il papa stesso una vera e propria nevrosi, che non riuscir\u00e0 mai a risolvere nel corso della lunga sua esistenza. Ben note la seriet\u00e0 e la morigeratezza di Eugenio Pacelli, la sua indubbia statura culturale, la sua rara capacit\u00e0 di fondere sapientemente conoscenza e diplomazia in ambito canonico, ecclesiastico e internazionale; egli, tuttavia, soffr\u00ec sempre di questa patologia segreta, e fu quasi costretto ad agire secondo modalit\u00e0 che gli attirarono, nel tempo, sia critiche sia elogi. Ma egli stesso dovette soccombere all\u2019impossibilit\u00e0 di parlare delle ragioni profonde che influenzarono le azioni del Vaticano nei confronti del Reich germanico.<br>\nUn\u2019afasia che era, di fatto, un dolore silenzioso, la conseguenza di aver piena consapevolezza che il silenzio e una mancata condanna di Hitler si sarebbero tramutate in dolori immani per le popolazioni coinvolte, nonch\u00e9 in successive condanne nei confronti della cristianit\u00e0. Il sostegno che il Vaticano diede agli oltre ventimila SS fuggiti dalla Germania con il passaporto falsificato da funzionari della Santa Sede, i versamenti nelle casse dello IOR di buona parte dei proventi in oro dai campi di sterminio, le gravi responsabilit\u00e0 della Santa Sede nei confronti della Croazia di Ante Paveli\u0107, dove suore e frati si resero responsabili di eccidi di sconcertante efferatezza<span id='easy-footnote-1-920' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=920#easy-footnote-bottom-1-920' title='Cfr. P. Trombetti, &lt;em&gt;&lt;a href=&quot;https:\/\/www.pierluigitombetti.com\/segreti-vaticano-serbia\/&quot; title=&quot;La Santa Sede e il coinvolgimento di preti e suore nell\u2019olocausto di un milione di Serbi&quot; style=&quot;color:blue;&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener noreferrer&quot;&gt;La Santa Sede e il coinvolgimento di preti e suore nell\u2019olocausto di un milione di Serbi&lt;\/a&gt;&lt;\/em&gt;.'><sup>1<\/sup><\/a><\/span>, sono eventi che contribuiscono a rendere ancor pi\u00f9 fosca la storia di un uomo essenzialmente solo, con un peso immane sulle spalle, il cui sorriso era cos\u00ec raro e, pure per questo, cos\u00ec prezioso. Un uomo che riusc\u00ec a convivere, probabilmente, con la lucidissima coscienza delle proprie azioni, un papa il cui doloroso silenzio pes\u00f2 sul suo percorso esistenziale e istituzionale come un macigno.<br>\nIl giudizio storico riguardo all\u2019operato di Pio XII ha generato essenzialmente due fronti contrapposti: da una parte, gli studiosi di orientamento cattolico, che tendono a considerare i silenzi relativi di Pio XII nei confronti della <em>Shoah<\/em> come un mezzo necessario ed efficace per evitare ai cattolici in Europa ulteriori sofferenze; da parte opposta, alcune frange di studiosi ebrei e di altre matrici ideologiche si sono opposti per anni \u2013 e talora con veemenza \u2013 a questa versione dei fatti,  presentando dati inoppugnabili. Il pontefice, infatti, riceveva rapporti precisi dai suoi vescovi, che vivevano in tutt\u2019Europa, circa i maltrattamenti subiti dagli Ebrei e da altre minoranze; inoltre, \u00e8 accertato che dal 1942 il Vaticano era a conoscenza di un piano di sterminio sistematico del popolo ebraico.<br>\nLa leggenda sul cosiddetto <em>Papa di Hitler<\/em><span id='easy-footnote-2-920' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=920#easy-footnote-bottom-2-920' title='J. CORNWELL, &lt;em&gt;Hitler\u2019s Pope. The Secret History of Pius XII&lt;\/em&gt;, Penguin Books, NewYork, 1999 (tr. it., &lt;em&gt;Il papa di Hitler. La storia segreta di Pio XII&lt;\/em&gt;, Garzanti, Milano, 2000).'><sup>2<\/sup><\/a><\/span> e sui silenzi di Pio XII in merito all\u2019Olocausto degli Ebrei va senz\u2019altro ridimensionata, ma con alcune precisazioni: pi\u00f9 volte il pontefice tent\u00f2 una mediazione diplomatica e mostr\u00f2, nei suoi discorsi e nelle encicliche, preoccupazione nei confronti soprattutto dei cattolici europei, ma anche delle popolazioni sofferenti a causa del regime hitleriano.<br>\nAncora, ci furono pi\u00f9 voci cattoliche \u2013 in primis i vescovi, specialmente in Olanda, Francia, Belgio e Lussemburgo \u2013 che si alzarono onde protestare contro Hitler e le sue disumane leggi razziali. Ciononostante, in Germania \u00e8 accertata la quasi totale adesione dei vescovi e delle organizzazioni cattoliche al III Reich. Si tratta di una nazione in cui stava accadendo qualcosa di unico nella storia contemporanea: nei culti di massa e nelle case private, Cristo era sostituito da Hitler, le feste religiose tradizionali erano sostituite da quelle del partito unico e i rituali neopagani collettivi profetizzavano l\u2019avvento del Nuovo Ordine Mondiale ariano orchestrato dal F\u00fchrer.<br><br>\n<b>2. Opposizione e adesione <\/b><br>\nIn questo contesto peculiare, dove la politica si mescolava al misticismo nazista, la firma vaticana del Concordato da parte dell\u2019allora Segretario di Stato Eugenio Pacelli sottomise le organizzazioni cattoliche all\u2019autorit\u00e0 di Hitler. Questa serie di comportamenti all\u2019apparenza discordanti, in cui una ferma opposizione alle tematiche di base dell\u2019insegnamento nazionalsocialista si mescolava alla completa adesione al Partito, \u00e8 comune in tutto il periodo che va dai primi successi di Hitler al 1945; per esempio, gi\u00e0 nel 1941 il vescovo di Berlino Preysing aveva presentato una lettera pastorale redatta da altri quattro vescovi, in cui denunciava il programma di eutanasia \u2013 poi denominato Aktion T4 \u2013 con cui il III Reich desiderava sterilizzare e in seguito eliminare fisicamente i disabili, e protestava contro le violenze senza processo operate su cittadini tedeschi. Questa lettera, tuttavia, non fu approvata dalla parte hitleriana della chiesa tedesca, guidata dal vescovo Bertram, che rappresentava la maggior parte del cattolicesimo in Germania.<br>\nLa lettera di Preysing \u00e8 un chiaro esempio della situazione del cattolicesimo, ma anche delle altre confessioni tedesche in genere, sotto il III Reich: nonostante alcune sparute voci cristiane si fossero alzate in favore di chi soffriva, la quasi totalit\u00e0 dei cattolici tedeschi salut\u00f2 Hitler come il Messia del loro paese e sostenne apertamente il regime.<br>\nL\u2019unico gruppo a evitare ogni coinvolgimento politico e religioso in Germania furono i Testimoni di Jehovah (o <em>Bibelforscher<\/em>, come erano conosciuti in Germania) che, a causa della loro inflessibile opposizione al regime furono tradotti in massa, bench\u00e9 ariani, nei campi di concentramento di tutt\u2019Europa. Per loro sarebbe bastata una semplice firma su una dichiarazione di abiura per essere liberati, ma, quasi novelli stoici, essi rimasero incrollabili e coerenti \u2013 rarissime le eccezioni. In Germania e in Austria in generale non vi furono organizzazioni o gruppi che assunsero una simile posizione neutrale. Al contrario, vi fu un\u2019entusiastica partecipazione alla vita della nazione e il regime us\u00f2 sapientemente questa energia nazionale, sostituendo gradualmente la religione tradizionale con una nuova forma di culto, le cui radici si allargavano in un sostrato apocalittico-pagano, che poco o nulla aveva a che fare con il cristianesimo.<br>\nIl dilemma morale che Pio XII dovette affrontare non fu di facile soluzione, e in realt\u00e0 non fu mai risolto: egli si limit\u00f2 diplomaticamente a velate precisazioni e non condann\u00f2 mai <em>apertis verbis<\/em> l\u2019operato di Hitler n\u00e9 il nazismo, pur sapendo esattamente ci\u00f2 che accadeva nei campi di sterminio.<br>\nLa sua afasia riguardo a Hitler pu\u00f2 apparire, come accennato, un\u2019autentica nevrosi, un conflitto insoluto che, proprio per questo, torna regolarmente a bussare alle porte delle coscienze.<br><br>\n<b>3. Nuovi strumenti d\u2019indagine<\/b><br>\nVa detto che il Vaticano ha da tempo messo a disposizione di chiunque i documenti relativi ai rapporti tra la Santa Sede e le altre nazioni europee: sono rintracciabili alla pagina <em><a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/archive\/actes\/index_it.htm\" title=\"Atti e Documenti della Santa Sede Relativi alla Seconda Guerra Mondiale\" style=\"color:blue;\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Atti e Documenti della Santa Sede Relativi alla Seconda Guerra Mondiale<\/a><\/em>. Si tratta di un archivio di grande interesse per lo studioso, e che in parte conferma la conoscenza da parte della Santa Sede della persecuzione ebraica nei campi di concentramento. L\u2019importanza di tale archivio risiede nella meticolosa descrizione, attraverso lettere, relazioni e resoconti puntuali, delle visite di ambasciatori e capi di stato al Vaticano, nonch\u00e9 degli incontri della diplomazia cattolica con le pi\u00f9 alte autorit\u00e0 dei paesi europei, statunitensi e di altre nazioni.<br>\nTutto questo materiale offre un affresco genuino non solo dei vari stati d\u2019animo, in un periodo denso di cambiamenti come gli anni \u201930 e \u201940, ma altres\u00ec un\u2019immagine piuttosto precisa dei rapporti fra le diverse diplomazie durante il secondo conflitto mondiale, donde si evince, fra l\u2019altro, la profonda preoccupazione di Pio XII e del suo <em>milieu<\/em>, tutti intenti a mantenere un delicatissimo equilibrio sia con il III Reich sia con tutte le potenze impegnate nel conflitto mondiale.<br>\nIl materiale di pubblica consultazione a disposizione degli studiosi ci descrive un Pio XII fortemente in ansia, preoccupato non solo della possibile invasione del Vaticano da parte delle forze tedesche, ma anche della vita dei milioni di cattolici in Germania: da padre e guida spirituale del cattolicesimo, non poteva tacere di fronte all\u2019orrore che era ormai manifesto durante la guerra, ma lo fece nel suo stile quanto mai prudente e\u2026 sfuggente.<br>\nIn diverse occasioni parl\u00f2 in favore delle moltitudini di oppressi e di minoranze etniche che soffrivano terribilmente in Germania e in Austria, come pure in tutta Europa, e in alcuni casi si adoper\u00f2 per loro, aprendo i monasteri e le diocesi all\u2019accoglienza dei pi\u00f9 deboli. Tuttavia non vi fu una sola dichiarazione pubblica di condanna, n\u00e9 una scomunica di Hitler (che era cattolico battezzato), n\u00e9, tantomeno, una parola di denuncia riguardo ai campi di sterminio.<br><br>\n<b>4. Sulle due tesi principali<\/b><br>\nCome gi\u00e0 accennato dianzi, gli storiografi hanno avallato, fondamentalmente, due tesi. La prima, sostenuta da fautori di Pio XII \u2013 studiosi perlopi\u00f9 di fede cattolica, ma anche da qualche apprezzato intellettuale ebreo \u2013 spiega il silenzio di Pio XII come una necessit\u00e0 forzata, dovuta al fatto che i danni conseguenti allo schierarsi apertamente contro Hitler sarebbero stati terribili (e irreversibili) per le ritorsioni contro i cattolici di tutt\u2019Europa. Questa tesi vede il papa come baluardo degli Ebrei e delle popolazioni sofferenti.<br>\nL\u2019altra tesi, invece, valuta la mancanza di polso di Pio XII come una sorta di silenzioso assenso, specie fondandosi, come gi\u00e0 rilevato, sul fatto che il Vaticano era a conoscenza dell\u2019Olocausto e non fece <em>de facto<\/em> alcunch\u00e9 per impedirlo.<br>\nEntrambe queste posizioni scientifiche presentano, naturalmente, delle prove storiche e filologiche; si nota tuttavia, in alcuni casi, una mancanza di obbiettivit\u00e0 nel considerare tali fonti. Qui si entra in un\u2019area alquanto spinosa, in cui non \u00e8 facile, <em>in primis<\/em> per gli studiosi cattolici, mantenere una visione imparziale, osservando la propria guida spirituale con il giusto distacco \u2013 peraltro necessario a ogni storiografo degno di questo nome. Va precisato, d\u2019altro canto, che lo schieramento ideologico opposto spesso manifesta una carenza analoga, vedendo alle volte l\u2019operato del Vaticano in una luce palesemente tendenziosa.<br>\nL\u2019esperienza insegna, peraltro, che qualsivoglia influenza ideologica \u2013 specie in ambito contemporaneistico \u2013 \u00e8 molto pi\u00f9 potente e perniciosa di quanto si possa immaginare; e, tornando a quanto ci sta ora a cuore, essa potrebbe generare un problema senza soluzione, velando (colpevolmente) la verit\u00e0 storica o forzandola ad adattarsi a un alveo diverso da quello che le \u00e8 proprio.<br>\nIl comportamento di Pio XII, ben diverso da quello del suo predecessore, fu piuttosto trasversale, accomodante, disposto al compromesso e, talora, persino nebuloso e poco chiaro, ma si comprende, col senno di poi, la sua necessit\u00e0 di evitare danni maggiori condannando pubblicamente Hitler. Questa sua ponderata strategia, tipica del consumato diplomatico che Pacelli era sempre stato, ha avuto l\u2019effetto di generare incomprensioni, e una difficolt\u00e0 notevole nell\u2019interpretare le sue scelte.<br>\nLa maggior parte dei dubbi, a ogni livello, svaniscono per\u00f2 quando vengono presentati ulteriori fatti e prove, che illuminano meglio una situazione piuttosto confusa e contribuiscono a soffiar via la nebbia che circonda alcuni comportamenti della Santa Sede negli ultimi secoli.<br>\nUn\u2019ulteriore, cupa annotazione. I crimini compiuti dal governo ustascia in Croazia e lo sterminio di almeno 700.000 serbi nei campi di concentramento croati fu sostenuto direttamente da vescovi, frati e membri della chiesa, una vicenda la cui efferatezza rientra nella follia omicida pi\u00f9 sadica, che stup\u00ec le stesse SS, e di cui il Vaticano era a conoscenza, ha contribuito a gettare un\u2019ombra sinistra sull\u2019operato di Pio XII.<br><br>\n<b>5. Verso una risposta soddisfacente<\/b><br>\nLa risposta pi\u00f9 appagante al presunto silenzio di Pio XII, alla sua mancanza di polso di fronte alla barbarie nazista, pu\u00f2 emergere pi\u00f9 chiaramente solo attraverso uno studio dei rapporti tra il Vaticano e il III Reich, e in particolare dall\u2019esame dell\u2019operato della chiesa cattolica durante questi anni cos\u00ec difficili.<br>\nPi\u00f9 in generale, il papato ha mantenuto, per buona parte del \u2019900, una posizione il pi\u00f9 possibile neutrale, almeno pubblicamente, evitando coinvolgimenti e sostegni diretti alle attivit\u00e0 di una nazione o dell\u2019altra; a ogni modo, conseguenza di siffatto <em>modus operandi<\/em> fu che \u2013 certo anche a causa dei complessi e complicati meccanismi retorici che caratterizzarono tutte le forme espressive che dovettero adottare \u2013 diversi pontefici, di fatto, <em>non parlarono<\/em> a favore o contro la giustizia.<br>\nPer esempio, un pur stimabile predecessore di Pio XII, Benedetto XV, fu duramente criticato dagli alleati per il suo silenzio di fronte alle atrocit\u00e0 commesse dalla Germania in Belgio; questo offre un\u2019idea non trascurabile della condotta del Vaticano in entrambi i conflitti mondiali, mostrando la volont\u00e0 di mantenere una posizione pubblica neutrale. Quanto questa posizione sia stata realmente imparziale \u00e8 stato ugualmente oggetto di dibattiti e dispute, anche tra gli storici, in quanto, come gi\u00e0 sottolineato, la maggioranza dei vescovi cattolici erano in realt\u00e0 schierati a favore del III Reich (in Germania), del governo nazifascista ustascia in Croazia, del fascismo di Franco in Spagna, giungendo, come vedremo, a prendere le armi e a offrire completo sostegno al nazionalismo di estrema destra.<br>\nPi\u00f9 utile dell\u2019esprimere giudizi <em>a posteriori<\/em>, che in definitiva si delineeranno da soli, \u00e8 cercare di capire le cause del profondo coinvolgimento emotivo che la Germania sub\u00ec sotto Hitler e i motivi che portarono il Vaticano alla sua flebile presa di posizione nei confronti del III Reich, sino a firmare un concordato che metteva in ginocchio ogni posizione teologica in obbedienza alla tirannia antisemita del III Reich.<br>\nPi\u00f9 proficuo di qualsivoglia giudizio \u00e8 tentar di comprendere le ragioni che portarono il Vaticano a sostenere la fuga di migliaia di criminali nazisti in Medio Oriente o in Sud America, nascondendoli nei suoi conventi e monasteri per poi dar loro un\u2019identit\u00e0 nuova, grazie ai lasciapassare e ai passaporti vaticani e della Croce Rossa, contravvenendo cos\u00ec a tutte le leggi internazionali al riguardo.<br>\nE ancora pi\u00f9 importante del semplice giudizio \u00e8, con ogni probabilit\u00e0, verificare la posizione della chiesa cattolica, ma anche di altre confessioni, come la chiese protestanti, di fronte alla questione giudaica: l\u2019esame dei rapporti tra chiesa ed Ebrei dal I secolo ai primi anni \u201970 e \u201980 di quello passato, anche alla luce delle affermazioni di \u201cCivilt\u00e0 Cattolica\u201d, la rivista ufficiale dei Gesuiti, evidenzier\u00e0 punti senz\u2019altro scomodi, ma comunque preziosi.<br>\nIl conflitto nella ex Jugoslavia (1991-95) o il dramma del Ruanda e del Burundi (1994) hanno fatto tristemente capire a tutti che la pulizia etnica, il genocidio criminale, l\u2019eliminazione di un\u2019etnia e l\u2019orgoglio razziale, pur nella totale mancanza di scientificit\u00e0 e di realt\u00e0 di queste definizioni, non sono eventi eliminabili, bens\u00ec manifestazioni ricorrenti assai precise di uno stato di malessere che \u00e8 da sempre legato alla natura umana. All\u2019interno dell\u2019uomo sono presenti sia la tendenza alle pi\u00f9 elevate vette morali, artistiche, spirituali, sia le pi\u00f9 efferate pulsioni animalesche ed esiste \u2013 non certo solo ad avviso di chi scrive \u2013 una parte psichica della storia che ha provocato l\u2019Olocausto, le purghe staliniane, le fosse comuni croate e cos\u00ec via.<br><br>\n<b>6. La terra dell\u2019ombra<\/b><br>\nIl nazionalsocialismo ha permesso alla parte in ombra di manifestarsi e, anzi, ne ha lodato la follia guerriera, identificando una sua cosmologia, un\u2019et\u00e0 dell\u2019oro (ariana, beninteso\u2026), una caduta dalla perfezione originaria (la commistione con razze inferiori), nonch\u00e9 una via di ritorno all\u2019et\u00e0 dell\u2019oro, attingibile purificando eugeneticamente la Terra mediante una selezione di individui perfetti ed abbracciando una via iniziatica di matrice neopagana con una sua sede occulta nel castello di Wewelsburg, in Westfalia <span id='easy-footnote-3-920' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=920#easy-footnote-bottom-3-920' title='Per uno studio approfondito dell\u2019ideologia occulta nazista e una indagine sul campo del castello di Wewelsburg, vedi P. TOMBETTI, &lt;em&gt;Introduzione&lt;\/em&gt; ad A. HITLER, &lt;em&gt;La mia Battaglia&lt;\/em&gt;, Gherardo Casini, Milano, 2010 e P. TOMBETTI, &lt;em&gt;L\u2019enigma occulto di Hitler. Il Terzo Reich e il Nuovo Ordine Mondiale&lt;\/em&gt;, Arkadia Editore, Cagliari, 2013.'><sup>3<\/sup><\/a><\/span>.<br>\nTutti questi aspetti identificano normalmente una religione, non gi\u00e0 un partito politico, e giova a questo proposito ricordare che il segno distintivo del nazionalsocialismo \u00e8 la svastica o <em>crux<\/em> gammata, una croce, il simbolo religioso pi\u00f9 antico e diffuso della Terra: si tratta, a dirla giusta, della stessa crux venerata dalla cristianit\u00e0, anche se in una delle sue mille varianti. Inoltre Hitler veniva salutato con lo <em>Heil<\/em>: come ormai risaputo, <em>Heil Hitler<\/em> significa, in tedesco, \u201cLa salvezza viene da [o appartiene a] Hitler\u201d: era, in pratica, un atto di adorazione di una figura che, nella Germania degli anni \u201930, aveva gi\u00e0 perso la sua connotazione politica per identificarsi in <em>soter<\/em>, in salvatore.<br>\nHitler era il Messia inviato dalla Provvidenza per salvare la Germania e farla diventare una potenza mondiale. Himmler organizz\u00f2 le sue SS sul modello dei Gesuiti, vedendo s\u00e9 stesso come un riformatore spirituale del nuovo mondo avvenire ariano, circondandosi come Ges\u00f9 di dodici apostoli (i dodici SS Gruppenf\u00fchrer, o capi supremi delle SS) e creando, nel castello di Wewelsburg, la sede dell\u2019Ordine, che ebbe a definire il suo Vaticano SS.<br>\nBastano questi brevi cenni per identificare chiaramente la peculiarit\u00e0 del partito con cui Pio XII fu praticamente costretto a venire a patti: in verit\u00e0, esso non era un partito, ma una vera e propria religione, che utilizzava la politica per imporre il Nuovo Ordine Ariano \u2013 e una religione che, sondata e studiata approfonditamente, appare sempre pi\u00f9 vicina alla chiesa con cui stringe quello che il Vaticano consider\u00f2 sempre un \u201cpatto col Diavolo\u201d, il Concordato.<br>\nNel mio ultimo saggio storiografico \u2013 <em>I segreti del Vaticano. La Santa Sede e il nazismo<\/em> (Cagliari, Arkadia, \u201cHistorica\u201d, in corso di stampa) \u2013 queste tematiche sono state esaminate con l\u2019ausilio di tutte le fonti disponibili. Una minuziosa indagine sull\u2019antisemitismo della chiesa dal III secolo fino agli anni \u201950 di quello scorso, con indagini approfondite sulle pagine di \u201cCivilt\u00e0 Cattolica\u201d, ha offerto dati preziosissimi, che hanno fatto emergere aspetti insoliti e prima praticamente sconosciuti. Uno di essi riguarda la comunanza di metodologie applicate da chiesa e nazismo, come \u00e8 possibile osservare nel seguente specchietto riassuntivo.<br><br>\n<b>7. Storia allo specchio<\/b><br>\nSintetizzando i dati che sono emersi in questa prima parte, possiamo delineare una lista di elementi ideologici comuni tra chiesa e III Reich:<br><br>\n\n&#8211; Entrambi hanno una \u201ccitt\u00e0 santa\u201d come sede e, soprattutto, come sede di un culto (San Pietro e il \u201cVaticano SS\u201d, cio\u00e8 il castello di Wewelsburg, sede del culto delle SS);<br>\n&#8211; Entrambi hanno come simbolo la <em>crux<\/em>;<br>\n&#8211; Entrambi costituiscono due religioni prima che due nazioni;<br>\n&#8211; Entrambi spingono il popolo dei rispettivi paesi alla lotta armata al grido di \u201cDio \u00e8 con noi\u201d, un motto che i nazisti portavano inciso nelle fibbie delle uniformi da combattimento (<em>Gott Mit Uns<\/em>);<br>\n&#8211; Entrambi sono dittature teocratiche, in cui i sudditi obbediscono pedissequamente al rispettivo capo;<br>\n&#8211; Entrambi odiano la Massoneria, con cui per\u00f2 intrattengono rapporti di interesse;<br>\n&#8211; Entrambi utilizzano rituali che hanno relazione con il sangue del Cristo, i nazisti solo tra i membri iniziati, la chiesa con la Messa, e posseggono la medesima visione religiosa della storia dell\u2019umanit\u00e0: Paradiso \u2013 caduta dalla perfezione \u2013 ripristino dello stato perfetto attraverso un Armageddon e un successivo Regno (o Reich) millenario;<br>\n&#8211; Entrambi provavano ammirazione per Cristo, giudicandolo di natura divina, e tentano di realizzare sulla Terra il millenario Regno di Dio (o Reich, in tedesco) che, secondo <em>Rivelazione<\/em> (o <em>Apocalisse<\/em>) 20, 4-6, sarebbe dovuto durare mille anni;<br>\n&#8211; Entrambi sostengono regimi di estrema destra: la chiesa sostiene in Spagna Franco, in Italia Mussolini, in Germania Hitler, in Croazia gli Ustascia;<br>\n&#8211; Himmler crea le sue SS sulla base dei Gesuiti;<br>\n&#8211; Dopo la guerra, i criminali nazisti vengono fatti fuggire principalmente dal Vaticano, fatto che testimonia il profondo legame della chiesa con il partito nazista;<br>\n&#8211; Entrambi hanno messo all\u2019indice una serie di libri considerati proibiti;<br>\n&#8211; Entrambi costituiscono le maggiori forze antisemite della storia e sono colpevoli di enorme spargimento di sangue per eliminare gli Ebrei e altre etnie (residential schools, magdalene laundries etc.): i ghetti vengono ideati dalla chiesa e utilizzati sia da essa che da Hitler;<br>\n&#8211; Il papa \u00e8 considerato \u201cvicario di Dio in Terra\u201d, sostituto di Cristo. Hitler \u00e8 considerato il \u201cMessia della Germania\u201d. Pregevole, a questo proposito, appare lo specchietto riportato in Hilberg e K\u00fcng<span id='easy-footnote-4-920' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=920#easy-footnote-bottom-4-920' title='R. HILBERG, &lt;em&gt;La distruzione degli Ebrei d\u2019Europa&lt;\/em&gt;, Einaudi, Torino, 1995; lo stesso specchietto \u00e8 ripreso da H. K\u00dcNG, &lt;em&gt;Ebraismo&lt;\/em&gt;, BUR saggi, Milano, 2013, pp. 268-269.'><sup>4<\/sup><\/a><\/span>.<br>\nL\u2019opinione pubblica aveva una potenza enorme anche sotto un regime totalitario come il III Reich, Hitler non poteva prescindere dalla volont\u00e0 di met\u00e0 della popolazione tedesca che era cattolica, almeno nelle prime fasi del suo cancellierato. Ecco perch\u00e9 firm\u00f2 il <em>Reichskonkordat<\/em>.<br>\nI vescovi cattolici si opposero in discreta parte a Hitler, ma furono fermati da Pacelli, che era costretto ad agire in tal modo dal Concordato. Una volta istruiti dal Vaticano, i vescovi si adeguarono \u2013 alcuni a malincuore, a onor del vero \u2013 e sostennero il nazismo perfino nella sua ideologia di guerra di conquista, mettendo la Patria davanti a Dio al grido di \u201cGott Mit Unst\u201d, Dio \u00e8 con noi.<br>\n\u00c8 bene ricordare che il testo dell\u2019accordo fra Vaticano e III Reich conteneva la postilla secondaria che fu tenuta segretissima e che riguardava il caso di guerra, l\u2019indizio pi\u00f9 chiaro che il Vaticano era perfettamente a conoscenza del fatto che Hitler avrebbe scatenato una guerra mondiale, progetto comunque spiegato molto bene dal F\u00fchrer nel <em>Mein Kampf<\/em>, che i Gesuiti, per ordine del papa avevano studiato accuratamente.<br>\nDopo il 1940, a seguito di visioni discordanti e di vere proprie minacce da parte del Governo italiano, Pio XII mantenne una politica il pi\u00f9 possibile neutrale e cos\u00ec l\u2019\u201cOsservatore Romano\u201d, che limit\u00f2 moltissimo il suo cattolicesimo militante. Questo gli attir\u00f2 severe critiche sia dal <em>Reich<\/em> tedesco, sia da tutte le altre nazioni: da pi\u00f9 parti si esigeva una presa di posizione che il a non poteva assumere.<br>\nOgni tanto, sia Pio XII sia il nunzio apostolico vaticano a Berlino tentavano intermediazioni per evitare la morte di sacerdoti polacchi o di altri sventurati nei territori occupati, ma le cose si svolgevano sempre con estrema cautela e, soprattutto, senza mai condannare i veri colpevoli. Il Vaticano spiegava in note ufficiali che il papa era il padre di tutti i cristiani e, dunque, non prendeva le parti di uno o dell\u2019altro; suo ruolo era quello di guida spirituale e conforto per chi stava soffrendo.<br>\nEppure in tutta l\u2019Europa i vescovi cattolici (specialmente in Francia, Olanda, Belgio e Lussemburgo) si erano apertamente schierati contro il III Reich, denunciando le violenze e le deportazioni nei campi di concentramento, e sostenendo gli Ebrei nascondendoli nei loro monasteri. In Germania ci\u00f2 non accadde. E nemmeno in Italia, se non negli ultimi mesi di guerra; al contrario, in entrambi i paesi e negli altri in guerra, esisteva, allora come oggi, un cappellano militare che offriva i conforti religiosi e che aveva l\u2019obbligo, come si legge nel <em>Reichskonkordat<\/em>, di sostenere la Germania e i combattenti. I vescovi e i cardinali cattolici tedeschi incitavano i soldati alla battaglia contro i loro fratelli di un\u2019altra nazione: il tutto in un terrificante caos ideologico che pu\u00f2 comprendersi solo alla luce di una volont\u00e0 di mantenimento del potere acquisito da parte del Vaticano con i trattati con l\u2019Italia e con Hitler.<br>\nSe i vescovi tedeschi si fossero opposti a questa linea di condotta sarebbero stati immediatamente arrestati. E, seguendo tale insegnamento dai pulpiti, in Germania la stessa popolazione non aiut\u00f2, se non in rari casi, gli Ebrei.<br>\n\u00c8 interessante considerare che Pacelli, mentre da una parte firm\u00f2 il Concordato con Hitler, ben sapendo che sarebbe entrato in guerra, dall\u2019altra, nel 1940, scrisse ai reali di Olanda, Belgio e Lussemburgo, condannando discretamente l\u2019aggressione \u2013 non l\u2019aggressore! \u2013, pronunciando discorsi e scrivendo lettere (tutte pi\u00f9 o meno dello stesso tenore): in verit\u00e0, Pio XII temette, da una parte, d\u2019irritare Hitler e, dall\u2019altra, cerc\u00f2 di accontentare l\u2019opinione pubblica mondiale, che richiedeva recise parole di condanna. Tent\u00f2, frattanto, di non scontentare in alcun modo i milioni di cattolici di tutto il mondo.<br>\nIl suo stile, simile a quello di un cavaliere che cerchi di tenere i piedi nelle staffe di due cavalli diversi, \u00e8 evidente altres\u00ec nella lettera che stese per i cappellani militari delle nazioni impegnate nei combattimenti tre mesi dopo l\u2019inizio delle ostilit\u00e0, ossia nel dicembre 1939. Fondamentalmente, Pio XII spieg\u00f2 che la guerra \u00e8 manifestazione della volont\u00e0 di Dio, il quale \u201csempre volge il Male in Bene\u201d. E aggiunse che la guerra \u00e8 inviata dalla Provvidenza e che il capo dei cattolici chiedeva ai suoi cappellani, che sostenevano le parti avverse in guerra le une contro le altre, di \u201csostenere la patria ma, allo stesso tempo, di combattere anche per la chiesa\u201d.<br>\nSi pu\u00f2 forse affermare, a questo punto, che se Hitler (da cattolico battezzato) fosse stato scomunicato, e con lui i cattolici che lo sostenevano, e se il \u201ccapo\u201d di oltre un miliardo di cattolici avesse deciso di seguire precetti evangelici quali \u201cama il tuo nemico\u201d oppure \u201criponi la spada al tuo fianco, perch\u00e9 chi prende la spada perir\u00e0 di spada\u201d, comandando a tutti i cattolici di deporre le armi, non avrebbe avuto luogo la <em>Shoah<\/em>, e non ci sarebbero stati gli orrori della seconda guerra mondiale.<br>\nLe centinaia di Ebrei salvati, alla fine della guerra, da Pio XII nei suoi monasteri stridono di fronte agli oltre sei milioni di persone morte nell\u2019Olocausto, senza dire del milione di Serbi periti in Croazia e di moltissimi altri. In realt\u00e0, per poche centinaia di Ebrei nascosti in monasteri, decine di migliaia di loro carnefici furono nascosti in altri monasteri \u2013 per poi aver salva la vita in un nuovo paese grazie a un governo compiacente, nonch\u00e9 giovandosi del danaro e dell\u2019oro sottratto alle vittime e conservato (in buona parte) nelle casse dello IOR.<br>\nLa responsabilit\u00e0 che Pio XII, suo malgrado, si assunse fu immane ed \u00e8 sinceramente comprensibile che in qualche momento, come uomo, abbia mostrato debolezza. Prov\u00f2 certo profonda pena per le sofferenze inflitte alle popolazioni non ariane ed ebree sotto Hitler e tent\u00f2, in un certo qual modo, di salvare diverse migliaia di ebrei. Oltre alle opere caritatevoli compiute alla fine del conflitto, \u00e8 doveroso render giustizia agli atti di benignit\u00e0 del futuro Pio XII compiuti a favore delle minoranze perseguitate, n\u00e9 va dimenticato che, durante il primo conflitto mondiale, fu lui a portare generi di prima necessit\u00e0 alle popolazioni e ai detenuti nei campi di prigionia in varie missioni di soccorso fisico e spirituale.<br>\nIn definitiva, non si pu\u00f2 davvero affermare che Pacelli sia stato un razzista e un antisemita, o che non abbia fatto nulla per gli Ebrei: egli comp\u00ec vari passi diplomatici presso alcune delle personalit\u00e0 pi\u00f9 eminenti in anni difficili, e parecchie azioni tese a salvare migliaia di ebrei, in particolare a Roma.<br>\nCionondimeno, Pacelli utilizz\u00f2 sempre espressioni volutamente generiche, parlando di persone sventurate e non di Ebrei, evitando con cura di condannare le azioni di Hitler o di denunciare pubblicamente ci\u00f2 che stava accadendo, pur essendo informato, almeno dal 1942, dal nunzio di Svizzera Bernardini e da vari cappellani militari italiani in Russia dello sterminio degli Ebrei; nel contempo, \u201cCivilt\u00e0 Cattolica\u201d pubblicava articoli antisemiti con la sua alta supervisione.<br>\nPio XII, ancora, non condann\u00f2 mai l\u2019invasione della Polonia e il conseguente sterminio non solo di Ebrei, ma anche di cattolici, laici e religiosi, quando questi avevano chiesto dal capo della chiesa un aiuto tangibile, che non venne mai, se non con vaghe parole di compassione.<br>\nAnche per ragioni anagrafiche e familiari, Eugenio Pacelli, da \u201cpolitico\u201d insieme aristocratico, finissimo e scaltrito qual era, sopravvalutava la funzione dei rapporti diplomatici, a cui Hitler dava poca o nessuna importanza. Inoltre, per Pio XII il vero problema era l\u2019avanzata del comunismo, che considerava molto pi\u00f9 importante della questione ebraica.<br>\nNonostante  le prese di posizione solide e cristalline di vescovi tedeschi come Galen o Preysing, Pacellli non protest\u00f2 mai contro orrori come l\u2019eutanasia, l\u2019Olocausto e le mille altre violenze che erano sotto gli occhi di tutti negli anni precedenti il Concordato, o contro le Leggi razziali di Norimberga del 1935, oppure ancora contro la \u201cnotte dei cristalli\u201d (1938). N\u00e9 ci furono \u2013 a quanto ci consta \u2013 proteste contro le barbare invasioni colonialiste di Etiopia o Eritrea ad opera di Mussolini e cos\u00ec via. Infine, Pacelli giunse a scomunicare, in un\u2019unica soluzione, tutti i membri dei partiti comunisti del mondo nel 1949, ma non scomunic\u00f2 mai Hitler n\u00e9 alcun altro membro del III Reich&#8230;<br>\nNon \u00e8 possibile cambiare ci\u00f2 che \u00e8 successo e sarebbe disonesto dal punto di vista storico, morale e intellettuale tentar di edulcorare gli eventi con giustificazioni che non potrebbero reggere. L\u2019afasia dolorosa di Pio XII che, fino ad oggi,  ha influenzato il giudizio storico su di essa dev\u2019essere finalmente illustrata a dovere, il conflitto risolto e la nevrosi riconosciuta e compresa, sondandone le cause e trovando cos\u00ec la soluzione pi\u00f9 giusta.<br>\nCon l\u2019avanzare delle ricerche specialistiche, \u00e8 ora possibile fornire una risposta alle domande pi\u00f9 inquietanti e, anzitutto, alla principale: \u201cPerch\u00e9 l\u2019Olocausto?\u201d Una verit\u00e0 che, per quanto dolorosa, adempie appieno la sua missione storica, come cura e soluzione al dilemma del silenzio di Pio XII.<br>\nL\u2019ambiguit\u00e0 nei comportamenti del pontefice emerge dunque in tutta la sua fosca drammaticit\u00e0. E ci si trova cos\u00ec dinanzi a un capo spirituale che non poteva parlare, a una sorta di \u201cpatto col diavolo\u201d che non si doveva firmare ed a molte azioni di cui, ancora oggi, la chiesa non pu\u00f2 liberamente trattare, in quanto innumerevoli sono i processi intentati contro gli ordini cattolici dai sopravvissuti croati, ebrei e di altre nazioni che chiedono giustizia e compenso per gli orrori del nazismo.\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"1. L\u2019afasia papale: il dolore silenzioso\u2026 Uno dei grandi dilemmi storici del XX secolo riguarda senza dubbio le reticenze di Pio XII, Eugenio Pacelli (1876-1958), e della Santa Sede in generale, di fronte alle atrocit\u00e0 compiute dal III Reich. 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