{"id":795,"date":"2019-09-26T19:19:05","date_gmt":"2019-09-26T17:19:05","guid":{"rendered":"http:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=795"},"modified":"2019-09-27T10:00:56","modified_gmt":"2019-09-27T08:00:56","slug":"cantus-circaeus-il-tema-della-crisi-universale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=795","title":{"rendered":"<em>Cantus Circaeus<\/em>, il tema della crisi universale"},"content":{"rendered":"\nAlla seconda opera pubblicata a Parigi, nel 1582, Bruno diede il titolo di <em>Cantus Circaeus<\/em>. Anche questo testo, come il <em>De Umbris Idearum<\/em>, \u00e8 composto \u00abper una ordinata esposizione di quella prassi della memoria che egli stesso chiama prassi del giudicare\u00bb.<span id='easy-footnote-1-795' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=795#easy-footnote-bottom-1-795' title='BRUNO, &lt;em&gt;Il canto di Circe&lt;\/em&gt;,  p. 231.'><sup>1<\/sup><\/a><\/span> Si tratta, anche in questo caso, di un\u2019argomentazione di carattere mnemotecnico, al cui interno, il suggestivo incantesimo operato da Circe \u00e8 utilizzato come espediente per presentare i principali insegnamenti della nuova <em>ars memoriae<\/em>. Il primo dei due dialoghi di cui \u00e8 composta l\u2019opera \u00e8, indubbiamente, quello pi\u00f9 interessante ai fini della nostra ricerca. Introdotto da Jean Regnault, segretario di Enrico d\u2019Angoul\u00eame e fratello naturale del re di Francia Enrico III, il complesso dialogo tra Circe e la sua ancella Meri, ambientato nel castello della maga, si distingue nettamente dal secondo soprattutto per la problematica etica che svolge. Il <em>lamento<\/em> di Circe ha inizio con un\u2019invocazione al sole, affinch\u00e9 ponga rimedio al caos in cui versa la natura:<br><br><span class=\"sec-quotation\">\nSole, che solo illumini tutto. (\u2026) Per il tuo ministero la compagine di questo universo conserva vita e vigore, giacch\u00e9 secondo le ragioni che sono contenute nell\u2019anima del mondo tu fai discendere fino a noi e sotto di noi, traendole dalle idee, le forze imperscrutabili delle cose, da cui poi derivano le virt\u00f9 varie e le molteplici erbe, delle altre specie di piante e delle pietre, che mediante i raggi delle stelle acquistano la potenza necessaria a trarre in s\u00e9 lo spirito del mondo<span id='easy-footnote-2-795' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=795#easy-footnote-bottom-2-795' title='Idem, pp. 239-240.'><sup>2<\/sup><\/a><\/span>.<\/span><br><br>\nNel De Umbris Bruno afferma che la natura \u00abfigura corpi per gli animi e li fornisce di strumenti adeguati\u00bb<span id='easy-footnote-3-795' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=795#easy-footnote-bottom-3-795' title=' BRUNO, &lt;em&gt;Le ombre delle idee&lt;\/em&gt;, p. 107.'><sup>3<\/sup><\/a><\/span> alle proprie possibilit\u00e0; nel <em>Cantus<\/em>, le cause della crisi che travaglia il mondo vanno ricercate nella natura <em>matrigna<\/em> che, pertanto, genera dal suo seno corpi umani con animi brutali. Dalle parole di Circe emerge lo sdegno per il disordine che regna sul piano naturale<span id='easy-footnote-4-795' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=795#easy-footnote-bottom-4-795' title='J. B. NOLANI, &lt;em&gt;Opera latine conscripta, publicis sumptibus edita&lt;\/em&gt;, recensebat F. Fiorentino [F. Tocco, H. Vitelli, V. Imbriani, C.M. Tallarigo], 3 voll. in 8 parti, &lt;em&gt;Neapoli [- Florentiae]&lt;\/em&gt;, 1879-1891. &lt;em&gt;Cantus circaeus&lt;\/em&gt;, vol. II, p. 186: \u00ab&lt;em&gt;Quis quaeso rerum modus est? Ecce sub humano cortice ferinos animos. Convenit ne hominis corpus ut caecum atque fallax habitaculum bestialem animam incolore? Ubi sunt iura rerum? Ubi fas, nefasque naturae?&lt;\/em&gt; (\u2026) &lt;em&gt;Cur non miscentur ignibus maria, et limpida nigris terris astra, si in terris ipsis et earum gubernaculus nihil est quod faciem demonstret suam? Ipsa ne nos mater natura decipit ? Matrem dixerim an novercam&lt;\/em&gt;\u00bb?'><sup>4<\/sup><\/a><\/span>. L\u2019infrazione delle leggi di natura ha determinato un profondo divario tra essere e apparire, celando sotto sembianze umane animi ferini. Lo stato di corruzione etica e di decadenza morale  in cui versa l\u2019uomo non dipende, pertanto, dalle azioni o dai meriti e non \u00e8 in relazione ad una religione storica. L\u2019uomo, per Bruno, decade moralmente quando cessa di comunicare con la natura, quando smette di interagire con colei che lo genera dal suo seno, quando, cio\u00e8, non opera in conformit\u00e0 all\u2019uomo interiore, all\u2019anima-nocchiero, secondo le proprie possibilit\u00e0, ponendosi, di conseguenza, sotto l\u2019ombra delle tenebre. La natura, in quanto  sostrato di ogni cosa possibile, se dominata dal Caos, cessa di essere oggetto di conoscenza privando l\u2019uomo della possibilit\u00e0 di intravedere l\u2019ombra della luce. Circe, la celebre maga che nel poema omerico trasforma i compagni di Odisseo in maiali, con \u00abbarbara e rozza magia\u00bb<span id='easy-footnote-5-795' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=795#easy-footnote-bottom-5-795' title='CILIBERTO, &lt;em&gt;Giordano Bruno&lt;\/em&gt;, p. 19.'><sup>5<\/sup><\/a><\/span> tenta di ristabilire l\u2019ordine sul piano naturale ripristinando la corrispondenza tra <em>essere<\/em> e <em>apparire<\/em> e tramutando, in questo caso, gli uomini nelle bestie che realmente sono. L\u2019incantesimo non modifica, infatti, la natura degli uomini ma, penetrandone l\u2019intima essenza, restituisce a ciascuno il proprio aspetto reale. L\u2019invocazione al sole ed alle sette divinit\u00e0 planetarie, con i loro nomi, gli animali, le piante ed i luoghi ad esse sacre, conferisce alla maga ed alla sua ancella l\u2019accesso alle leggi, spesso sovvertite dagli uomini, che regolano la natura. Solo ora \u00e8 possibile attuare la <em>reformatio<\/em> e, dominando gli <em>spiriti ministeriali<\/em><span id='easy-footnote-6-795' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=795#easy-footnote-bottom-6-795' title='BRUNO, &lt;em&gt;Cantus circaeus&lt;\/em&gt;, in &lt;em&gt;Opera latine conscripta&lt;\/em&gt;, vol. II, p. 187: \u00ab&lt;em&gt;Si perpauci hominum animi sunt effincti, cur quaeso tot hominum sunt efformata corpora?Convertere igitur ad partes tuas o Sol, et tantum naturae et dignitatis tuae praeiudicium vindicato. Insignito Circem tuam tu caeterique praepotentes dii, ut eidem potentia  qua &lt;b&gt;ministerialibus spiritibus&lt;\/b&gt; proximisque corporum istorum formatoribus imperare valeat&lt;\/em&gt;\u00bb.'><sup>6<\/sup><\/a><\/span>(cio\u00e8 le potenze misteriose, presenti ed operanti in natura) che presiedono alla formazione dei corpi, riportare nella natura un principio di ordine. Bruno, in realt\u00e0, non individua chiaramente le cause del disordine naturale, si limita ad affermare che l\u2019asimmetria prodottasi tra essere ed apparire \u00e8 stata determinata dai <em>veicoli delle forme<\/em> che hanno falsato i sigilli impressi dalla natura<span id='easy-footnote-7-795' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=795#easy-footnote-bottom-7-795' title='BRUNO, &lt;em&gt;Il canto di Circe&lt;\/em&gt;, p. 252: \u00abTutti insieme venite ad assistermi, sette principi del mondo, e contraetevi nella vostra Circe, di modo che, una volta ottenuta la vostra potenza (\u2026), mi sia possibile stringere in un vincolo gli spiriti che amministrano e dispensano le figure dei corpi, perch\u00e9 questi, sia pure contro la loro volont\u00e0, facciano emergere nella piena luce e (via via che si ritrae la mentita sembianza di uomo) da occulti che erano rendano infine visibili i lineamenti nascosti di un altro genere di esseri viventi \u00bb.'><sup>7<\/sup><\/a><\/span>. La maga, attraverso le <em>litterae<\/em>, i <em>caracteres<\/em> e i <em>sigilli<\/em>, (ovvero attraverso alcune delle infinite vie di comunicazione che superano i limiti del linguaggio parlato e consentono di instaurare un rapporto fecondo tra l\u2019uomo, il mondo naturale e il piano del divino)<span id='easy-footnote-8-795' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=795#easy-footnote-bottom-8-795' title='BRUNO, &lt;em&gt;Il canto di Circe&lt;\/em&gt;, p. 253, nota al luogo n. 125.'><sup>8<\/sup><\/a><\/span>, riesce a vincere il caos , restaura la giustizia naturale e priva le bestie dell\u2019aspetto umano<span id='easy-footnote-9-795' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=795#easy-footnote-bottom-9-795' title='BRUNO, &lt;em&gt;Cantus Circaeus&lt;\/em&gt;, in &lt;em&gt;Opera latine conscripta&lt;\/em&gt;, vol. II, p. 193: \u00ab&lt;em&gt;Haec sunt quibus ipsas credimus nos posse mutare naturae leges: cur non per ipsas licebit easdem impie prophanatas instaurare&lt;\/em&gt;\u00bb?'><sup>9<\/sup><\/a><\/span>. Riesce, dunque, a ristabilire la verit\u00e0 che, al suo grado pi\u00f9 alto, \u00e8 conformazione alla natura, adesione alle sue intime e prodigiose forze che tutte le cose dominano e trasformano. L\u2019esito dell\u2019intervento magico non \u00e8, tuttavia, definitivo: Circe \u00e8 consapevole che in futuro la sua azione riformatrice non sar\u00e0 apprezzata<span id='easy-footnote-10-795' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=795#easy-footnote-bottom-10-795' title='Ibidem, p. 193: \u00ab&lt;em&gt;Futurum est ut inculper Moeri: beneficam Circem maleficam imprudentes homines appellabunt&lt;\/em&gt;\u00bb.'><sup>10<\/sup><\/a><\/span>, poich\u00e9 alla ricostituzione dell\u2019ordine, nella dimensione della <em>Vanitas<\/em>, cio\u00e8 sotto il dominio della vicissitudine, potr\u00e0 nuovamente succedere il caos travolgendo la natura e le leggi che la regolano. L\u2019incantesimo colpisce coloro che danneggiano il consorzio umano avendo a disposizione della propria indole malvagia e bestiale la lingua, in grado di ferire l\u2019intimo stesso degli animi, e la mano, capace di disporre di tutte le armi. Gli strumenti umani, se amministrati da animi bruti, danneggiano l\u2019ordine universale, divengono mezzi di distruzione, inganno e sopraffazione. Restituire alle bestie il loro reale aspetto significa soprattutto privarle del potere distruttivo e trasformatore tratto dal possesso delle mani. Il motivo della mano \u00e8 qui sviluppato, fondamentalmente, sulla sua dimensione di strumento generale di sopraffazione dell\u2019uomo su tutta la natura. E\u2019 la mano che distingue l\u2019uomo dalle fiere (rendendolo massimamente temibile e pi\u00f9 pericoloso di qualunque bestia feroce) e, proprio dal suo uso indiscriminato, ha origine la corruzione. Una volta operato l\u2019incantesimo e concluso l\u2019inganno al sole, appare alla vista di Circe e di Meri una folla rumorosa e caotica di bestie domestiche e selvatiche, terrestri, acquatiche e del cielo, in mezzo alla quale pochi e sparuti esseri umani, rimasti tali perch\u00e9 tali erano anche in essenza, scappano terrorizzati. Meri, alquanto stupita, chiede alla propria maestra di spiegarle il senso di questa portentosa trasformazione e di insegnarle il segreto per riconoscere tutte quelle bestie anche quando hanno l\u2019aspetto di uomini e  si nascondono sotto le sembianze di una natura che non gli appartiene. Nella seconda parte del dialogo ha inizio una lunga escursione in mezzo al territorio, aspro e selvaggio, che circonda la dimora della maga. La maestra e l\u2019allieva incontrano una ad una tutti i tipi di bestie presenti<span id='easy-footnote-11-795' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=795#easy-footnote-bottom-11-795' title='Le bestie enumerate sono trentasei: 18 terrestri, 7 che vivono nell&amp;#8217;acqua, 11 che solcano il cielo.'><sup>11<\/sup><\/a><\/span> e di fronte ad ognuna di esse Circe svela a Meri il segreto per riconoscere il rapporto tra indole ferina e comportamento umano. Il primo oggetto d\u2019analisi, il porco, riflette i canoni elaborati nell\u2019<em>ars memoriae<\/em> del <em>De Umbris<\/em> (la maga presenta una \u201cruota\u201d al cui interno le lettere dell\u2019alfabeto sono associate ai caratteri propri della natura di questo animale)<span id='easy-footnote-12-795' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=795#easy-footnote-bottom-12-795' title='BRUNO, &lt;em&gt;Il canto di Circe&lt;\/em&gt;, p. 256: \u00abIl porco \u00e8 infatti un animale A. avaro, B. barbaro, C. coperto di fango, D. duro, E. errante qua e l\u00e0, F. fetido, G. goloso, H. ha un debole senno, K. cocciuto, L. lascivo, M. molesto, N. non \u00e8 buono a nulla, O. ocioso, P. pertinace, Q. querulo, R. rude, S. stolto, T. turgido, V. vile, X. Lunatico, Y. auricolato, Z. volubile, \u03a8. non si dice buono se non quando \u00e8 morto\u00bb. Cfr. Appendice, doc. B.'><sup>12<\/sup><\/a><\/span> mentre, quelle successive, affrontano temi di carattere etico dando origine ad una vera e propria galleria di tipi umani. I primi sono i <em>codardi cani<\/em> che, obbedienti e servili verso coloro che conoscono, anche se <em>malvagi<\/em> e <em>scellerati<\/em>, condannano ed attaccano tutti coloro che non conoscono, nonostante questi abbiano intenti benefici e siano portatori del vero. I cani rappresentano, dunque, la \u00ab<em>razza di barbari che condanna e attacca tutto quanto non intende<\/em>\u00bb<span id='easy-footnote-13-795' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=795#easy-footnote-bottom-13-795' title='Ibidem, p. 258.'><sup>13<\/sup><\/a><\/span>, cio\u00e8 tutti gli individui tenacemente attaccati ad una riconosciuta tradizione di sapere, oppure a consolidati modi di pensare e che rifiutano tutto ci\u00f2 che costituisce novit\u00e0 e differenza, per quanto benefica essa possa essere<span id='easy-footnote-14-795' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=795#easy-footnote-bottom-14-795' title='Ibidem: \u00ab(\u2026) cos\u00ec adesso questi cani, vili e smascherati per tali dal loro stesso aspetto, latrano contro tutti gli sconosciuti, anche se vengono con intenti benefici, mentre si fanno pi\u00f9 miti con quelli che conoscono, per quanto siano malvagi e scellerati\u00bb.'><sup>14<\/sup><\/a><\/span>. Seguono i muli, i capri, le scimmie, i camaleonti, i polipi e gli avvoltoi, ovvero, imitatori, adulatori, parassiti dei potenti, superbi, simulatori e cacciatori d\u2019eredit\u00e0. Si potrebbe pensare che il Nolano abbia ben rappresentato, con toni seri e sarcastici, la folla di <em>clientes<\/em>, consiglieri, nobili ed intellettuali che, al tempo del suo soggiorno a Parigi, frequentava la corte del re di Francia<span id='easy-footnote-15-795' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=795#easy-footnote-bottom-15-795' title='L\u2019utilizzo mnemotecnico del \u00abcanto\u00bb della maga Circe non mina la ricchezza narrativa di questo dialogo, che fornisce una suggestiva descrizione dell\u2019ambiente su cui Bruno si era affacciato nel momento in cui, dopo l\u2019uscita del &lt;em&gt;De umbris idearum&lt;\/em&gt; e il conseguente invito a corte, era entrato a far parte del gruppo dei &lt;em&gt;lecteurs royaux&lt;\/em&gt;, quella schiera di influenti e potenti intellettuali che si riuniva intorno alla figura del re.'><sup>15<\/sup><\/a><\/span>. Ai <em>camaleopardali<\/em>, cio\u00e8 alle giraffe, corrispondono coloro che \u00abquando avevano aspetto umano solevano essere cultori degli dei secondo i riti, spregiatori della carne a parole, immondi per un genere diverso di vizi nel modo di vivere e bifolchi nel modo di scrivere\u00bb<span id='easy-footnote-16-795' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=795#easy-footnote-bottom-16-795' title='BRUNO, &lt;em&gt;Il Canto di Circe&lt;\/em&gt;, pp. 262-263.  In questo giudizio pesa, come si \u00e8 gi\u00e0 sottolineato, la personale esperienza di Bruno nel convento di S. Domenico Maggiore a Napoli.'><sup>16<\/sup><\/a><\/span>. Il riferimento non \u00e8 espressamente rivolto ai riformati, per un critica esplicita dei quali \u00e8 necessario attendere lo <em>Spaccio de la Bestia trionfante<\/em> e la cruciale esperienza inglese, quanto piuttosto ad un tipo di religiosit\u00e0 tutta esteriore, quella dei <em>cocchiaroni<\/em>, dei frati conventuali e degli uomini di chiesa in genere, una religiosit\u00e0 intrisa di fanatismo e superstizione, in cui si mescolano una rigida osservanza delle norme e dei canoni  ecclesiastici ed un pi\u00f9 o meno scoperto abbandono ai vizi e alle degenerazioni degli istinti umani. In ultimo i galli, attraverso i quali Bruno esemplifica la situazione di decadenza etico-politica del suo tempo con particolare riferimento alle sanguinose guerre civili francesi tra ugonotti e cattolici, dietro le quali si muovono forti interessi di potere. Circe osserva che il gallo, non a caso simbolo della monarchia di Francia, \u00absi celava sotto le spoglie di quanti furono soliti logorarsi in reciproci dissidi e che ridicolmente si vantavano di fronte agli altri dei misfatti commessi contro i loro simili\u00bb<span id='easy-footnote-17-795' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=795#easy-footnote-bottom-17-795' title=' Ibidem, p. 276.'><sup>17<\/sup><\/a><\/span>. Non va dimenticato, inoltre, il riferimento chiaramente autobiografico esternato, con toni particolarmente aspri, sia nel rapporto <em>noctilucae<\/em>, ovvero \u00abi dotti, i sapienti e gli uomini illustri: in mezzo agli incolti, agli asini e agli uomini oscuri\u00bb<span id='easy-footnote-18-795' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=795#easy-footnote-bottom-18-795' title='Ibidem, p. 275.'><sup>18<\/sup><\/a><\/span>; sia in quello tra usignoli e \u00abquella razza di individui ciarlieri che parlano molto per dare l\u2019impressione di sapere molto: ma li sosteneva soltanto l\u2019approvazione degli sciocchi, giacch\u00e9 al pari degli sciocchi erano oggetto di disprezzo agli occhi dei sapienti, cui non era sconosciuto quel proverbio che dice \u201cvaso vuoto assai risuona\u201d\u00bb<span id='easy-footnote-19-795' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=795#easy-footnote-bottom-19-795' title='Ibidem, pp. 271-272.'><sup>19<\/sup><\/a><\/span>. Lo scopo di questo primo dialogo dell\u2019opera appare chiaro nel momento in cui ci si accinge a leggere il secondo: incontriamo infatti i due fittizi allievi di Bruno, Borista ed Alberico, che hanno appena finito di leggere assieme il <em>canto<\/em> della maga Circe. Quello che segue \u00e8, dunque, un altro breve manuale di mnemotecnica non dissimile dall\u2019<em>Ars memoriae<\/em> del <em>De umbris idearum<\/em><span id='easy-footnote-20-795' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=795#easy-footnote-bottom-20-795' title='Senza dubbio questo testo \u00e8 pi\u00f9 \u00ableggero\u00bb rispetto al &lt;em&gt;De Umbris&lt;\/em&gt; per quanto riguarda le considerazioni teorico-filosofiche, ma \u00e8 pur sempre innovativo rispetto ai tradizionali trattati di memoria artificiale.'><sup>20<\/sup><\/a><\/span>. Il testo del <em>Cantus Circaeus<\/em>, ci svela, in poco pi\u00f9 di una pagina, il <em>sistema<\/em> per imprimere nella memoria il dialogo: \u00e8, in definitiva, un\u2019introduzione concreta e fattibile, anche per un neofita come Alberico e gli eventuali lettori, ad un metodo che fa della fantasia e della ragione che pensa per mezzo di immagini, un sorprendente laboratorio di elaborazione e valutazione del sapere, aperto ad essere integrato con le pi\u00f9 pregnanti considerazioni, sia sul piano teorico che su quello operativo, delle versioni pi\u00f9 complesse e difficili della nuova arte di Bruno. In conclusione si pu\u00f2 affermare che, sebbene nel <em>Cantus<\/em> Bruno introduca il fondamentale tema della crisi universale e sveli il suo concreto interesse per la problematica etica, l\u2019opera non ha ancora lo spessore del successivo <em>Spaccio de la Bestia trionfante<\/em>. Ci\u00f2 che gli sta a cuore, al di l\u00e0 della riforma etica, \u00e8 l\u2019insegnamento del nuovo strumento operativo da lui interpretato, ovvero, la nuova arte della memoria.\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Alla seconda opera pubblicata a Parigi, nel 1582, Bruno diede il titolo di Cantus Circaeus. Anche questo testo, come il De Umbris Idearum, \u00e8 composto \u00abper una ordinata esposizione di quella prassi della memoria che egli stesso chiama prassi del giudicare\u00bb. Si tratta, anche in questo caso, di un\u2019argomentazione di carattere mnemotecnico, al cui interno, [&hellip;]","protected":false},"author":40,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[3],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.bibliomanie.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/795"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.bibliomanie.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.bibliomanie.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.bibliomanie.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/40"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.bibliomanie.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=795"}],"version-history":[{"count":9,"href":"https:\/\/www.bibliomanie.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/795\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":808,"href":"https:\/\/www.bibliomanie.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/795\/revisions\/808"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.bibliomanie.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=795"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.bibliomanie.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=795"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.bibliomanie.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=795"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}