{"id":607,"date":"2019-09-26T10:34:52","date_gmt":"2019-09-26T08:34:52","guid":{"rendered":"http:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=607"},"modified":"2019-09-26T11:17:15","modified_gmt":"2019-09-26T09:17:15","slug":"francesco-selmi-e-le-celebrazioni-dantesche-del-1865","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=607","title":{"rendered":"Francesco Selmi e le celebrazioni dantesche del 1865"},"content":{"rendered":"\nNel 1859 la direzione della \u00abRivista contemporanea\u00bb di Torino, rendendo onore al poeta tedesco Friedrich Schiller in occasione del centenario della nascita, celebrato il 10 novembre in Germania, si dice certa che \u00abfra cinque anni sar\u00e0 compiuta l\u2019unit\u00e0 della patria\u00bb e propone che \u00abla prima festa nazionale della nostra rigenerazione sia un\u2019ammenda onorevole, sia la festa secolare di Dante Alighieri\u00bb, \u00abun uomo che pugn\u00f2 con la spada e con la penna [\u2026] per l\u2019unit\u00e0 della gran patria italiana\u00bb<span id='easy-footnote-1-607' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=607#easy-footnote-bottom-1-607' title='G. Strafforello, &lt;em&gt;La festa secolare di Schiller&lt;\/em&gt;, \u00abRivista Contemporanea\u00bb, a. VII (1859), vol. XVIII, pp. 438-444: 444. L\u2019articolo \u00e8 preceduto dal seguente comunicato, a firma della direzione della rivista: \u00abLa festa del centenario di Schiller celebrata da tutte le colte nazioni il  10  novembre scorso, ha suggerito agl\u2019Inglesi d\u2019istituirne una simile pel loro grande &lt;em&gt;Gugliemo Schakespeare&lt;\/em&gt;, nato il 23 aprile 1564 e gi\u00e0 si stanno facendo splendidi apparecchi. L\u2019anniversario secolare della nascita di Dante ricorre un anno dopo quello di Shakespeare (ei nacque nel maggio 1265). Speriamo che gl\u2019Italiani vorranno imitare l\u2019esempio dei Tedeschi e degl\u2019Inglesi, festeggiando anch\u2019essi con una solennit\u00e0 nazionale il centenario di Dante [\u2026]. La &lt;em&gt;Rivista contemporanea&lt;\/em&gt; perci\u00f2 propone agl\u2019Italiani la celebrazione del centenario di Dante nel 1865\u00bb (\u00abRivista Contemporanea\u00bb, a. VII [1859], vol. XVIII, p. 437).'><sup>1<\/sup><\/a><\/span>. Il secolo si \u00e8 aperto con manifestazioni di entusiasmo da parte di autori come Ugo Foscolo, Cesare Balbo e Silvio Pellico, che hanno contribuito con il loro pensiero e le loro opere ad affermare l\u2019immagine di Dante quale padre della patria. Durante il Risorgimento, infatti, il poeta toscano viene sempre pi\u00f9 considerato l\u2019ideale unificatore, dal punto di vista sia linguistico sia politico, dell\u2019Italia divisa. Negli anni immediatamente successivi all\u2019Unit\u00e0, il mito di Dante risulta essere pi\u00f9 forte che mai tra le persone di cultura, e si inizia a pensare alle future celebrazioni del 1865, seicentesimo anniversario della nascita del Fiorentino <span id='easy-footnote-2-607' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=607#easy-footnote-bottom-2-607' title='Relativamente all\u2019ampia bibliografia sulla fortuna di Dante nel Risorgimento, ci limitiamo in questa sede a rimandare a G. Mazzoni, &lt;em&gt;Dante nell\u2019inizio e nel vigore del Risorgimento&lt;\/em&gt;, in Id., &lt;em&gt;Almae luces malae cruces. Studi danteschi&lt;\/em&gt;, Bologna, Zanichelli, 1941, pp. 59-88; A. Vallone, &lt;em&gt;La critica dantesca nell\u2019Ottocento&lt;\/em&gt;, Firenze, Olschki, 1958; Aa.Vv., &lt;em&gt;Dante nel secolo dell\u2019Unit\u00e0 d\u2019Italia. Atti del I Congresso Nazionale di Studi danteschi&lt;\/em&gt; (Caserta-Napoli, 21-25 maggio 1961), Firenze, Olschki, 1962; C. Dionisotti, &lt;em&gt;Varia fortuna di Dante&lt;\/em&gt; (1966), in Id., &lt;em&gt;Geografia e storia della letteratura italiana&lt;\/em&gt;, Torino, Einaudi, 1999, pp. 255-303; A. Ciccarelli, &lt;em&gt;Dante and the Culture of Risorgimento. Literary, Political or Ideological Icon?&lt;\/em&gt;, in A.R. Ascoli &amp;#8211; K. von Henneberg (edited by), &lt;em&gt;Making and Remaking Italy&lt;\/em&gt;, Oxford, Berg, 2001, pp. 77-102; F. Mazzoni, &lt;em&gt;Il culto di Dante nell\u2019Ottocento e la Societ\u00e0 Dantesca Italiana&lt;\/em&gt;, \u00abStudi Danteschi\u00bb, vol. LXXI (2006), pp. 335-359; E. Querci (a cura di), &lt;em&gt;Dante vittorioso. Il mito di Dante nell\u2019Ottocento&lt;\/em&gt;, Torino, Allemandi, 2011; Aa.Vv., Culto e mito di Dante. Dal Risorgimento all\u2019Unit\u00e0, Atti del Convegno (Firenze, 23-24 novembre 2011), \u00abLa rassegna della letteratura italiana\u00bb, a. CXVI (2012), fasc. 2; A. Cottignoli (a cura di), &lt;em&gt;Dante nel Risorgimento italiano&lt;\/em&gt;, Ravenna, Longo, 2012; D. Balestrucci, &lt;em&gt;Medioevo e Risorgimento. L\u2019invenzione dell\u2019identit\u00e0 italiana nell\u2019Ottocento&lt;\/em&gt;, Bologna, il Mulino, 2015, pp. 75-78.'><sup>2<\/sup><\/a><\/span>.<br>\nTra le figure che si prodigarono affinch\u00e9 l\u2019Italia avesse le auspicate celebrazioni, una posizione di rilievo \u00e8 ricoperta dal chimico e patriota Francesco Selmi<span id='easy-footnote-3-607' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=607#easy-footnote-bottom-3-607' title='Nato nel 1817 a Vignola, cittadina facente allora parte del Ducato di Modena, Francesco Selmi negli anni Quaranta dell\u2019Ottocento partecipa alle Riunioni degli Scienziati italiani e, nonostante la scarsit\u00e0 di mezzi e strumentazioni, svolge importanti ricerche che pongono le basi della chimica dei colloidi; inoltre, si dedica alla chimica biologica. Figura tra gli animatori dell\u2019insurrezione scoppiata nel marzo 1848 a Reggio Emilia, dove fonda il \u00abGiornale di Reggio\u00bb, quotidiano di tendenza liberale e patriottica. In seguito al fallimento dei moti, si rifugia a Torino, e fino al 1859 opera nel laboratorio di Ascanio Sobrero, con il quale ottiene risultati scientifici di notevole rilevanza, come la scoperta del tetracloruro di piombo. Nel 1854 svolge, su incarico del Governo sabaudo, ricerche sulle propriet\u00e0 fertilizzanti del guano in Sardegna, e due anni pi\u00f9 tardi inventa la pila a triplice contatto, che viene subito applicata con profitto alle trasmissioni telegrafiche, nell\u2019argentatura e doratura, nella galvanoplastica e nell\u2019estrazione del rame. In questo torno di tempo, \u00e8 impegnato anche nella traduzione di opere scientifiche straniere e nella stesura di volumi aventi lo scopo di divulgare le scoperte e le innovazioni in campo chimico che stanno maturando nei vari Paesi europei. A partire dal 1867, e cio\u00e8 durante gli ultimi tre lustri della sua vita, ricopre la cattedra di Chimica Farmaceutica e Tossicologica presso l\u2019Universit\u00e0 di Bologna, e si dedica a fondamentali ricerche di chimica tossicologica: risale a questo periodo la scoperta delle \u00abptomaine\u00bb, sostanze che si formano nel processo putrefattivo del cadavere e che a quell\u2019epoca sono ancora sovente confuse con gli alcaloidi venefici. In seguito a tale scoperta, vengono richieste a Selmi perizie in diversi processi per avvelenamento; \u00e8 inoltre nominato presidente della Commissione per lo Studio della Prova Generica del Venefizio, istituita dietro suo suggerimento nel 1880 dal Ministero di Grazia e Giustizia. Nel frattempo, compie anche indagini su ammine patologiche particolari (\u00abpatoammine\u00bb) prodotte nel corso delle malattie infettive e cura la monumentale &lt;em&gt;Enciclopedia di chimica scientifica e industriale&lt;\/em&gt;, opera in undici tomi pi\u00f9 tre di supplemento, stampata tra il 1868 e il 1881 dall\u2019Unione Tipografica Editrice Torinese (Utet), che si pone l\u2019ambizioso obiettivo di raccogliere tutte le nozioni della chimica e le sue applicazioni nei vari campi del sapere. Muore nella natia Vignola, in seguito a un incidente di laboratorio, nel 1881.'><sup>3<\/sup><\/a><\/span>. Convinto che Dante sia \u00abil primo e il pi\u00f9 efficace tra i fattori della presente resurrezione nazionale<span id='easy-footnote-4-607' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=607#easy-footnote-bottom-4-607' title='F. Selmi, &lt;em&gt;Di una edizione della Commedia da pubblicarsi nel sesto centenario della nascita di Dante&lt;\/em&gt;, \u00abRivista Contemporanea\u00bb, a. IX (1861), vol. XXV, pp. 62-82: 63. Questa concezione viene ribadita da Selmi anche tre anni pi\u00f9 tardi: a Dante, scrive infatti, \u00abappartenga l\u2019onore di avere contribuito colle opere sue a mantenere perpetuo nelle menti italiane, il sentimento santissimo della carit\u00e0 patria. Onde, successe sempre che il culto nazionale verso di lui si raffreddasse o si riaccendesse, conformemente coll\u2019indebolire od al risorgere dell\u2019amore in noi per il paese nativo\u00bb (Id., &lt;em&gt;Due componimenti inediti di Dante Alighieri&lt;\/em&gt;, \u00abRivista Contemporanea Nazionale Italiana\u00bb, a. XII [1864], vol. XXXVI, pp. 96-102: 96)., dacch\u00e9 la sua parola grid\u00f2 Italia sei secoli fa, e lungo questi settecent\u2019anni ripet\u00e9 il santo nome alla mente del numero infinito di coloro che lessero e meditarono quelle pagine eterne\u00bb'><sup>4<\/sup><\/a><\/span>, tra il 1860 e il 1865 Selmi ricerca nelle biblioteche di tutta Italia informazioni sui codici danteschi<span id='easy-footnote-5-607' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=607#easy-footnote-bottom-5-607' title='Importanti risultati di queste sue ricerche sono il rinvenimento e l\u2019edizione di un sonetto (&lt;em&gt;Io sono stato con amore insieme&lt;\/em&gt;) e di una canzone (&lt;em&gt;Era \u2019n quel giorno che l\u2019alta Reina&lt;\/em&gt;) attribuiti a Dante (entrambi pubblicati in F. Selmi, &lt;em&gt;Due componimenti inediti di Dante Alighieri&lt;\/em&gt;, cit.), oltre al ritrovamento di un commento trecentesco anonimo dell\u2019&lt;em&gt;Inferno&lt;\/em&gt;, che viene stampato con il titolo &lt;em&gt;Chiose anonime alla prima cantica della Divina Commedia di un contemporaneo del poeta pubblicate per la prima volta a celebrare il sesto anno secolare della nascita di Dante&lt;\/em&gt; (Torino, Stamperia Reale, 1865). Relativamente alle Chiose, si rimanda a F. Pellegrini, &lt;em&gt;Le chiose all\u2019Inferno edite da F. Selmi e il cod. Marciano Ital. cl. IX n. 179&lt;\/em&gt;, \u00abGiornale Storico della Letteratura Italiana\u00bb, vol. XIV (1889), pp. 421-431; F. Mazzoni, \u00abChiose Selmiane\u00bb, in &lt;em&gt;Enciclopedia Dantesca&lt;\/em&gt;, vol. I, Roma, Istituto dell\u2019Enciclopedia Italiana, 1970, pp. 973-974; A. Stefanin, &lt;em&gt;Indagini sulla tradizione manoscritta delle chiose anonime all\u2019Inferno pubblicate da Francesco Selmi&lt;\/em&gt;, \u00abStudi (e testi) italiani\u00bb, a. II (1999), fasc. 2 (&lt;em&gt;Dante e i \u201cLocus inferi\u201d. Creazione letteraria e tradizione interpretativa&lt;\/em&gt;), pp. 73-134.'><sup>5<\/sup><\/a><\/span>, progetta di comporre una <em>Vita<\/em> di Dante<span id='easy-footnote-6-607' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=607#easy-footnote-bottom-6-607' title='\u00abAvrei amato meglio, che, a mio tributo modesto di riverenza al Sommo, di cui Italia sta per festeggiare il sesto anno centennale dalla nativit\u00e0, fosse stata pronta quella &lt;em&gt;Vita&lt;\/em&gt; di esso, cui attendo da qualche tempo. Ma, per quanto mi vi affaticassi, non riuscii a condurla a tal punto n\u00e9 da compierla in tempo, n\u00e9 da averla a buon termine. Gravi ostacoli mi si opposero; e principalmente le difficolt\u00e0 di mettere in chiaro certi fatti, ancora oscuri e inestricati, relativi od alle azioni di lui od agli avvenimenti nei quali partecip\u00f2. Laonde preferii soprassedere; continuare frattanto nelle indagini; valermi delle cose che si stamperanno in questa occasione, per accrescere il peculio delle cognizioni che a lui si riferiscono\u00bb (F. Selmi, &lt;em&gt;Al lettore&lt;\/em&gt;, in Id., &lt;em&gt;Il Convito. Sua cronologia, disegno, intendimento, attinenza colle altre opere di Dante&lt;\/em&gt;, Torino, Paravia, 1865, pp. V-VIII: VI). Secondo Giovanni Canevazzi, inoltre, Selmi, oltre a tenere alcune conferenze di argomento dantesco, sceneggi\u00f2 un dramma, rimasto incompiuto, nel quale dovevano figurare come personaggi principali Dante e Beatrice (cfr. G. Canevazzi, &lt;em&gt;Per la fortuna di Dante a Modena&lt;\/em&gt;, \u00abAtti e memorie della R. Deputazione di Storia Patria per le Provincie Modenesi\u00bb, S. VII, vol. I [1921], pp. LIII-LIV).'><sup>6<\/sup><\/a><\/span> e stende notevoli testi dedicati all\u2019interpretazione delle sue opere, saggi che gli procurano una certa fama presso gli studiosi. Tra questi scritti ricordiamo, in particolare, la preziosa dissertazione <em>Il Convito. Sua cronologia, disegno, intendimento, attinenza colle altre opere di Dante<\/em>, oltre a diversi articoli pubblicati nella \u00abRivista Contemporanea\u00bb<span id='easy-footnote-7-607' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=607#easy-footnote-bottom-7-607' title='&lt;em&gt;Di alcuni tratti e dell\u2019intero episodio di Francesca da Rimini&lt;\/em&gt;, \u00abRivista Contemporanea\u00bb, a. X (1862), vol. XXXI, pp. 430-467; &lt;em&gt;L\u2019intento della Commedia di Dante e le principali allegorie considerate storicamente&lt;\/em&gt;, \u00abRivista Contemporanea Nazionale Italiana\u00bb, a. XII (1864), vol. XXXVI, pp. 268-283, 408-419, e vol. XXXVII, pp. 83-101, 245-265, 433-449; &lt;em&gt;Del concetto dantesco, libero papa in libero impero; del desiderato e del trionfo di Beatrice&lt;\/em&gt;, \u00abRivista Contemporanea Nazionale Italiana\u00bb, a. XII (1864), vol. XXXIX, pp. 260-283, 407-424.'><sup>7<\/sup><\/a><\/span>.<br>\nLo studio dell\u2019opera di Dante si configura, agli occhi di Selmi, come un potente fattore di sviluppo politico, morale e culturale per l\u2019Italia, che ha da poco conquistato la propria unit\u00e0 politica e territoriale:<br><br><span class=\"sec-quotation\">\nRichiamarci al primo dei classici dev\u2019essere [\u2026] cura e senno degli uomini autorevoli, amanti della patria; n\u00e9 getteranno la fatica vanamente, volgendosi oramai anni propizii all\u2019amore di casa nostra e al desiderio di rinverdire le antiche virt\u00f9. La dimestichezza di Dante ci medicher\u00e0 delle tristi malattie della preferenza al forestiero, e ci aiuter\u00e0 a ritemprarci da quell\u2019infiacchimento morale in cui giacemmo avviliti: n\u00e9 \u00e8 da dubitarne, essendo sempre avvenuto che, il culto e l\u2019osservanza di esso, tornati in fiore portarono od accompagnarono in Italia la restituzione ad onore delle buone lettere, ed il rifulgere dell\u2019idea nazionale<span id='easy-footnote-8-607' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=607#easy-footnote-bottom-8-607' title='F. Selmi, &lt;em&gt;Di una edizione della Commedia da pubblicarsi nel sesto centenario della nascita di Dante&lt;\/em&gt;, cit., p. 66.'><sup>8<\/sup><\/a><\/span>.<\/span><br><br>\nUno degli aspetti che stanno pi\u00f9 a cuore a Selmi \u00e8, infatti, la decadenza morale, politica e culturale in cui versa l\u2019Italia del suo tempo, decadenza che trova le sue radici nei lunghi secoli di dominazioni straniere che flagellarono la Penisola:<br><br><span class=\"sec-quotation\">\n[g]li ostacoli agli studi, la persecuzione infaticabile alle menti svegliate e pi\u00f9 ardite, gl\u2019impedimenti ai viaggi, alla cognizione dei progresso altrui, conservandoci in istato di funesta ignoranza, irruginendoci gl\u2019intelletti, assuefacendoci ad acre accidia ed a vano orgoglio, furono pessimi tra i mezzi usati dalle cattive signorie ad estinguere in noi la coscienza di noi medesimi; e non solo operarono malamente sulla generazione che passa, ma predisposero a brutta inclinazione anche quella che sorge. E qui parmi urgente che si accorra a riparare il danno, poich\u00e9 se ad una generazione fiacca ed insufficiente altra succedesse di non maggiori virt\u00f9, comincerei a dubitare di magnifici destini della patria<span id='easy-footnote-9-607' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=607#easy-footnote-bottom-9-607' title='F. Selmi, &lt;em&gt;Di alcune ragioni della presente mediocrit\u00e0 in Italia&lt;\/em&gt;, \u00abRivista contemporanea\u00bb, a. X (1862), vol. XXVIII, pp. 383-428: 425. Su queste tematiche, Selmi torna in diverse occasioni, inserendosi all\u2019interno di una tradizione di studi tipicamente settecentesca (cui appartengono, ad esempio, alcuni scritti di Agostino Paradisi &lt;em&gt;il Giovane&lt;\/em&gt;, nato anch\u2019egli a Vignola, ma Reggiano d\u2019adozione: a proposito della sua importante &lt;em&gt;Epistola&lt;\/em&gt; contro Alexandre Deleyre, cfr., da ultimo, in questo stesso numero di \u00abBibliomanie\u00bb, P. Venturelli, &lt;a href=&quot;?p=588&quot; title=&quot;\u00abLa Minerva o sia Nuovo giornale de\u2019 letterati d\u2019Italia\u00bb, rivista mensile impressa a Venezia dal 1762 al 1767&quot; style=&quot;color:blue;&quot;&gt;&lt;em&gt;\u00abLa Minerva o sia Nuovo giornale de\u2019 letterati d\u2019Italia\u00bb, rivista mensile impressa a Venezia dal 1762 al 1767&lt;\/em&gt;&lt;\/a&gt;, \u00a7 4) che interroga la storia alla ricerca dei motivi della presente decadenza dell\u2019Italia. Si vedano, in particolare, Id., &lt;em&gt;L\u2019ingegno italiano e convenienza del Governo di assecondarne il rifiorimento&lt;\/em&gt;, \u00abRivista Contemporanea\u00bb, a. IX (1861), vol. XXVI, pp. 272-284 e 383-401; Id., &lt;em&gt;La lingua nazionale nell\u2019Italia nuova&lt;\/em&gt;, \u00abRivista Contemporanea\u00bb, a. IX (1861), vol. XXVII, pp. 344-382.'><sup>9<\/sup><\/a><\/span>.<\/span><br><br>\nDi fronte a questa tragica situazione, urge la necessit\u00e0 di un intervento del Governo, che si faccia carico di uno sforzo riparatore tale da far tornare grande e stimata l\u2019Italia nel consesso civile e intellettuale europeo. Fondamentale \u00e8, ad avviso di Selmi, incentivare lo studio della lingua e della letteratura italiane. L\u2019opera di Dante, in questa ottica, risulta imprescindibile per lo sviluppo culturale della Penisola: \u00abil nuovo fervore per gli studi danteschi ottenga il desiderabilissimo intento, di rincalorire gli Italiani allo studio dei classici, e concorra a ridonare alla patria nostra quel lustro nelle lettere che and\u00f2 scemando, e che noi abbiamo obbligo di fare che nuovamente rinvigorisca\u00bb<span id='easy-footnote-10-607' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=607#easy-footnote-bottom-10-607' title='F. Selmi, &lt;em&gt;Al lettore&lt;\/em&gt;, in Id., Il Convito, cit., p. VIII.'><sup>10<\/sup><\/a><\/span>.<br>\nLa consapevolezza dell\u2019assoluta rilevanza della lingua italiana nel progetto della rinascita del paese spinge Selmi, nel periodo in cui ricopre il ruolo di segretario generale del Ministero della Pubblica Istruzione dell\u2019Emilia<span id='easy-footnote-11-607' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=607#easy-footnote-bottom-11-607' title='Incarico che ricopre dal 10 dicembre 1859 al 10 aprile 1860, data in cui viene designato capo della 3a Divisione del Ministero a Torino, e successivamente (20 aprile 1860) direttore capo di Divisione di 1a classe. Il 16 maggio 1861 \u00e8 nominato provveditore agli Studi di Brescia, ma non accetta la carica. A settembre il trasferimento viene revocato e l\u2019anno seguente Selmi assume la carica di provveditore agli studi di Torino, citt\u00e0 dove svolge fino al 1867 una proficua opera di ordinatore del sistema scolastico. Dal marzo al dicembre 1862 funge momentaneamente da capo di Gabinetto del Ministero. La carriera di Selmi all\u2019interno del Ministero si interrompe bruscamente, per motivi ancora da chiarire, nel 1867, quando gli viene affidata la Cattedra di Chimica Farmaceutica e Tossicologica a Bologna. Probabilmente a questa nomina, e al conseguente allontanamento degli incarichi ministeriali si riferisce la seguente missiva, di cui si ignora il destinatario: \u00ab[A] cinquant\u2019anni d\u2019et\u00e0, con venticinque di servizio, con qualche merito acquistato nelle scienze e nelle lettere, con tre premi da me guadagnati, uno all\u2019Accademia di Bologna, l\u2019altro a quella di Torino, e il terzo dell\u2019Istituto di Milano: coll\u2019opera data alle cose politiche e undici anni di esilio sperava di non essere posposto ad altri pi\u00f9 giovani di me che servirono meno o fecero meno. Ma dacch\u00e9 si volle altrimenti, cos\u00ec pur sia. Mi permetta almeno la S.V. Ill.ma, di non averle a tacere, che \u00e8 molto doloroso all\u2019uomo onorato che occup\u00f2 l\u2019intera sua vita negli studi, che non ha verun rimorso sulla coscienza di aver mancato ai propri doveri come pubblico ufficiale; che prefer\u00ec nel 1848 rimanere esule in perpetuo, piuttosto che cedere all\u2019invito fattogli mandare in iscritto dall\u2019ex duca di Modena di ritornare in patria ad assumervi la cattedra di Chimica organica, purch\u00e9 facesse sommessione alla restaurazione estense, \u00e8 doloroso, io replico, che sotto il Governo del Re d\u2019Italia, io sia stato sempre trascurato e posposto agli altri\u00bb (la lettera \u00e8 riportata in G. Canevazzi, &lt;em&gt;Francesco Selmi patriotta, letterato, scienziato. Con Appendice di Lettere inedite&lt;\/em&gt;, Modena, Tipografia Forghieri e Pellequi, 1903, p. 79). Sulla carriera amministrativa di Selmi, si rimanda, in particolare, a ivi, pp. 40-44; E. Mancuso, &lt;em&gt;L\u2019archivio privato di Francesco Selmi&lt;\/em&gt;, Tesi di laurea, relatore il prof. Umberto Marcelli, Facolt\u00e0 di Lettere, Universit\u00e0 degli Studi di Bologna, a.a. 1969-1970, pp. 156-167 (cap. VI: &lt;em&gt;Francesco Selmi funzionario ministeriale&lt;\/em&gt;).'><sup>11<\/sup><\/a><\/span>, a farsi promotore di istituzioni capaci di incentivare gli studi letterari, storici e linguistici, volti a consolidare la coscienza nazione. A questo intento va ascritta, in particolare, la fondazione, il 10 febbraio 1860, delle Deputazioni di Storia Patria per le Provincie Modenesi, Parmensi e Romagnole, e, il 16 marzo del medesimo anno, della Regia Commissione per i Testi di Lingua<span id='easy-footnote-12-607' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=607#easy-footnote-bottom-12-607' title=' Cfr. &lt;em&gt;Raccolta degli atti governativi pubblicati nelle provincie delle Romagne e dell\u2019Emilia dal 12 giugno 1859 al 18 marzo 1860&lt;\/em&gt;, Bologna, Lorenzo Becchioni Tipografo-Editore, 1860, pp. 620-633, 658-659. Si veda, inoltre, il &lt;em&gt;Rapporto al governatore&lt;\/em&gt; steso dall\u2019allora ministro della Pubblica Istruzione Antonio Montanari, con il quale chiede al dittatore Farini la fondazione delle Deputazioni (\u00abAtti e memorie delle RR. Deputazioni di Storia Patria per le Provincie Modenesi e Parmensi\u00bb, vol. I [1863], pp. IX-XI: X). Relativamente alla creazione delle Deputazioni e della Commissione, si rimanda a F. Di Pretoro, &lt;em&gt;Luigi Carlo Farini e la sua attivit\u00e0 legislativa nel campo degli studi storici, filologici e danteschi (1859-1860)&lt;\/em&gt;, \u00abIl Risorgimento e Luigi Carlo Farini\u00bb, a. II (1960), fasc. 3, pp. 167-176: 169-172; F. Fraulini, &lt;a href=&quot;?p=653&quot; title=&quot;Francesco Selmi e i Trattati morali di Albertano da Brescia. L\u2019importanza della lingua nazionale per l\u2019Italia unita&quot; style=&quot;color:blue&quot;&gt;&lt;em&gt;Francesco Selmi e i&lt;\/em&gt; Trattati morali &lt;em&gt;di Albertano da Brescia. L\u2019importanza della lingua nazionale per l\u2019Italia unita&lt;\/em&gt;&lt;\/a&gt;, \u00abBibliomanie\u00bb, n. 38 (2015).'><sup>12<\/sup><\/a><\/span>.<br>\nNello stesso periodo, nel febbraio 1860, il ministro della Pubblica Istruzione Antonio Montanari presenta a Farini la seguente proposta, redatta da Selmi:<br><br><span class=\"sec-quotation\">\nEccellenza, il culto di Dante \u00e8 culto del bello, del buono, del vero, di gloria, di religione, di lingua nazionale, \u00e8 atto doveroso di riverenza e di gratitudine al primo cittadino al primo poeta della penisola; \u00e8 segno di vita italiana risorta e che vuol mantenersi vigorosa e grande: \u00e8 mezzo di ritemprarsi dal forestierume da che \u00e8 infetta e ribevere alla pura e salutifera sorgente della nostra letteratura.<br>\nDir di Dante molto non sarebbe qui opportuno, poco, parrebbe irriverenza. Spendere parola a persuadere V.E. che il Governo ha debito di consacrare qualche istituzione ad illustrarne le opere immortali ed in ispecie la Commedia, tornerebbe ad offesa di chi va insigne come storico e statista italiano.<br>\nIl Governo [\u2026] proporrebbe che in ciascuna delle Universit\u00e0 dell\u2019Emilia si erigesse una cattedra dalla quale si esponesse DANTE, o commentando qualche parte delle cantiche o dichiarando le ragioni dell\u2019alto ingegno, degli intendimenti altissimi, onde il Poeta scrisse quei versi e quelle prose che lo resero Padre e conservatore della nostra letteratura.<\/span><br><br>\nIn relazione a questa proposta, Selmi prepara anche il testo del decreto:<br><br><span class=\"sec-quotation\">\nIL GOVERNATORE<br>\nConsiderando che il culto di Dante \u00e8 culto nazionale<br>\nConsiderando che quanto pi\u00f9 se ne volgarizzano gli altissimi intendimenti contenuti nelle opere immortali, ed in ispecie nella Commedia, tanto pi\u00f9 si riaccender\u00e0 nel popolo nostro l\u2019amore alla rettitudine e alla Patria<br>\nConsiderando che uno dei mezzi principali a tale scopo si \u00e8 l\u2019esposizione chiara ed illustrativa da pubbliche cattedre<br>\nSu proposta del Ministero della Pubblica Istruzione<br><br>\nDecreta<br>\nNella R. Universit\u00e0 di Bologna, di Modena e di Parma \u00e8 istituita una cattedra di commento a Dante<span id='easy-footnote-13-607' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=607#easy-footnote-bottom-13-607' title=' Il decreto, conservato nell\u2019Archivio di Stato di Modena, \u00e8 riportato integralmente in L. Sighinolfi, &lt;em&gt;Le cattedre dantesche nell\u2019Emilia e la prima edizione nazionale della Divina Commedia&lt;\/em&gt;, \u00abAtti e Memorie della R. Deputazione di Storia Patria per le Provincie di Romagna\u00bb, S. IV, vol. XIII (1923), pp. 264-285: 266-267, e in G. Canevazzi, &lt;em&gt;Per la fortuna di Dante a Modena&lt;\/em&gt;, cit., p. L.'><sup>13<\/sup><\/a><\/span>.<\/span><br><br>\nIl decreto, tuttavia, non viene firmato da Farini, e le tre cattedre, probabilmente a causa della sopraggiunta annessione amministrativa al Piemonte e della proclamazione del Regno d\u2019Italia, non vedranno la luce.<br>\nUn altro progetto, per\u00f2, sta a cuore a Selmi: l\u2019edizione nazionale della <em>Commedia<\/em> dantesca, che egli caldeggia in particolare nei due articoli, usciti nella \u00abRivista Contemporanea\u00bb (aprile e luglio 1861), intitolati rispettivamente <em>Di una edizione della Commedia da pubblicarsi nel sesto centenario della nascita di Dante<\/em> e <em>Di uno studio da fare per l\u2019edizione nazionale della Commedia di Dante Alighieri<\/em>. Questa idea \u00e8 tutt\u2019altro che nuova, essendo stata proposta diverse volte tra la fine del Settecento e la prima met\u00e0 dell\u2019Ottocento<span id='easy-footnote-14-607' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=607#easy-footnote-bottom-14-607' title='F. Mazzoni, \u00abEdizione Nazionale\u00bb, in &lt;em&gt;Enciclopedia Dantesca&lt;\/em&gt;, vol. II, Roma, Istituto dell\u2019Enciclopedia italiana, 1970, pp. 630-632; Id., &lt;em&gt;La Societ\u00e0 dantesca italiana e la formazione delle altre Societ\u00e0 dantesche&lt;\/em&gt;, in Aa.Vv., &lt;em&gt;Dante nel secolo dell\u2019Unit\u00e0 d\u2019Italia&lt;\/em&gt;, cit., pp. 45-55: 51-53.'><sup>14<\/sup><\/a><\/span>, ma trova nuova linfa in seno al Governo Provvisorio delle Provincie dell\u2019Emilia, grazie soprattutto all\u2019opera del dittatore Luigi Carlo Farini, il quale, nel gennaio 1860, commissiona al pittore parmense Francesco Scaramuzza una serie di disegni originali che rappresentino importanti episodi della <em>Commedia<\/em> e che vadano a ornare la nuova edizione. Come si evince da una lettera inviata da Scaramuzza a Selmi, \u00e8 a quest\u2019ultimo, in realt\u00e0, che si deve la decisione di affidare il gravoso compito all\u2019artista emiliano, il quale impiegher\u00e0 sedici anni a concludere l\u2019impresa<span id='easy-footnote-15-607' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=607#easy-footnote-bottom-15-607' title='\u00abQuando la tua bont\u00e0 volle procacciarmi l\u2019onore ed il vantaggio delle illustrazioni a penna della &lt;em&gt;Divina Commedia&lt;\/em&gt; [\u2026], mi si affacciarono le difficolt\u00e0 e la gravezza dell\u2019impresa; ma siccome lo schermirsi avrebbe potuto sembrare sconoscenza; anzi sarebbe stato affatto contrario ai sentimenti del mio grato animo, dissi che mi sarei provato; volli accingermi al lavoro, e mi vi son posto, come suol dirsi, con l\u2019arco dell\u2019osso. In tre mesi ho mandato a termine alcuni disegni, e questo, che \u00e8 una parte infinitesima, un nonnulla a paragone della restante fatica, mi ha dimostrato, \u00e8 forza ch\u2019io lo confessi, essermi impossibile proseguire senza affievolire la vista, logorare la vita e non pi\u00f9 dedicarla a quell\u2019arte pittorica a cui devo le poche consolazioni onde furono temperate le mie molte amarezza! Malgrado ci\u00f2, ho lottato con me medesimo; lo spontaneo tuo pensiero a favor mio, l\u2019amore, la stima che ti piace di concedermi e dei quali mi offristi splendida prova nel procacciarmi s\u00ec onorevole commissione, avrebbe voluto che a qualunque costo io non cercassi di abbandonarla [\u2026]\u00bb (la lettera \u00e8 riportata in G. Canevazzi, &lt;em&gt;Per la fortuna di Dante a Modena&lt;\/em&gt;, cit., pp. 216-217). Nel prosieguo della lettera, Scaramuzza lancia l\u2019idea di illustrare il poema dantesco mediante pitture, da esporre a Parma: \u00abFa dunque ch\u2019io possa metter da banda la penna, stromento mal atto alle mie mani, e ripigliare il pennello e la mia tavolozza, che stanno l\u00e0 a farmi un muto rimprovero, ed a cacciarmi fuor della palpebra una lacrimuccia, come antichi, abbandonati compagni; fa ch\u2019io possa tornar con essi a rabescare, ed impiastricciar qualche muraglia, sar\u00e0 il pi\u00f9 grande conforto con cui tu possa rallegrare\u00bb (ivi, p. 218). Selmi dovette convincerlo ad abbandonare tale proposito, poich\u00e9 Scaramuzza prosegu\u00ec a illustrare la &lt;em&gt;Commedia&lt;\/em&gt;. Il 2 gennaio 1860 un decreto di Farini aveva assegnato a Scaramuzza una retribuzione annua di 1500 lire fino al 1865 per portare a termine l\u2019impresa. Nel 1865, all\u2019interno dell\u2019esposizione dantesca di Firenze, vennero collocate settantatr\u00e9 illustrazioni dell\u2019&lt;em&gt;Inferno&lt;\/em&gt;. Alla fine, i disegni realizzati dall\u2019artista emiliano furono oltre 240, e vennero esposti nell\u2019aprile 1876 a Parma. Sulle illustrazioni della &lt;em&gt;Commedia&lt;\/em&gt; di Scaramuzza, si rimanda a G. Canevazzi, &lt;em&gt;Francesco Selmi patriotta, letterato, scienziato&lt;\/em&gt;, cit., pp. 56-57; Id., &lt;em&gt;Per la fortuna di Dante a Modena&lt;\/em&gt;, cit., p. 217, nota 1; &lt;em&gt;Esposizione dantesca in Firenze, maggio 1865: cataloghi&lt;\/em&gt;, Firenze, Le Monnier, 1865, p. 25; C. Pavesi, &lt;em&gt;Della illustrazione di Dante del prof. F. Scaramuzza di Parma&lt;\/em&gt;, \u00abGiornale del centenario\u00bb, vol. XLVI (1865), pp. 378-379.'><sup>15<\/sup><\/a><\/span>. In seguito all\u2019annessione delle Province emiliane al Regno sabaudo, il progetto passa nelle mani del ministro della Pubblica Istruzione, Terenzio Mamiani, il quale incarica Selmi, che in quel momento ricopre l\u2019incarico di direttore capo della IV Divisione del Ministero, il compito di prendere contatto con i pi\u00f9 accreditati dantisti dell\u2019epoca<span id='easy-footnote-16-607' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=607#easy-footnote-bottom-16-607' title='In una lettera a Teodorico Landoni, Selmi, nell\u2019agosto del 1860, scrive: \u00abDal &lt;em&gt;cessato&lt;\/em&gt; Governo dell\u2019Emilia fu posto l\u2019animo a promuovere una nuova edizione della D.C. [&lt;em&gt;Divina Commedia&lt;\/em&gt;] cospicua per pregi filologici e per bellezza di tipi e di ornamenti con cui celebrare il 6\u00b0 Centenario della nascita di Dante. Quando successe l\u2019annessione essendo tal cosa incominciata e parendo assai degna di compimento, l\u2019illustre Filologo e Poeta che regge qui il Ministero del pubblico insegnamento accolse subito il pensiero di condurla innanzi, e perci\u00f2 mi affid\u00f2 commissione di sentire il parere dei pi\u00f9 accreditati dantisti\u00bb (la lettera \u00e8 riportata in L. Sighinolfi, &lt;em&gt;Le cattedre dantesche nell\u2019Emilia e la prima edizione nazionale della&lt;\/em&gt; Divina Commedia, cit., p. 268).'><sup>16<\/sup><\/a><\/span>. Allo studioso Antonio Cappelli viene intanto affidato il compito di recarsi a Piacenza e a Milano per trascrivere le varianti dei codici danteschi, a spese del Ministero<span id='easy-footnote-17-607' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=607#easy-footnote-bottom-17-607' title='F. Di Pretoro, &lt;em&gt;Luigi Carlo Farini e la sua attivit\u00e0 legislativa nel campo degli studi storici, filologici e danteschi (1859-1860)&lt;\/em&gt;, cit., pp. 174-175; G. Canevazzi, &lt;em&gt;Per la fortuna di Dante a Modena&lt;\/em&gt;, cit., p. XLIII. Si vedano, in particolare, le lettere inviate da Cappelli a Selmi, riportate in G. Canevazzi, &lt;em&gt;Francesco Selmi patriotta, letterato, scienziato&lt;\/em&gt;, cit., pp. 140-152; Id., &lt;em&gt;Per la fortuna di Dante a Modena&lt;\/em&gt;, cit., pp. 182-184.'><sup>17<\/sup><\/a><\/span>. In un primo momento, Mamiani e Selmi pensano ad una edizione economica della <em>Commedia<\/em>, ma l\u2019idea iniziale viene ben presto modificata poich\u00e9 la casa editrice Pomba ha gi\u00e0 avviato il medesimo progetto, affidandone la realizzazione a Giuseppe Campi<span id='easy-footnote-18-607' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=607#easy-footnote-bottom-18-607' title=' Cfr. G. Canevazzi, &lt;em&gt;Per la fortuna di Dante a Modena&lt;\/em&gt;, cit., pp. XLII-XLV. Selmi il 14 agosto 1860 scrive a Campi: \u00abCol Ministro erasi accennato a scrivere a lei pregandola a manifestare di quall\u2019avviso sarebbe circa condurre una nuova edizione della D.C. [&lt;em&gt;Divina Commedia&lt;\/em&gt;], in modo da riuscire alla pi\u00f9 pregiata che mai fosse data alle stampe, e per\u00f2 degna d\u2019Italia. Ma conoscendo che Ella gi\u00e0 contrasse impegno con la casa Pomba per la pubblicazione di una tale opera, colle varianti importantissime raccolte sui codici di Parigi e di Londra, reputossi meglio astenersene. Nondimeno tenendosi che il silenzio non avesse a parere incuria o minore riverenza, io le scrivo e qualora ella creda poterlo fare, le sarei obbligatissimo se si compiacesse di darci a conoscere il parere suo in sul proposito. Ella consumatissimo negli studi danteschi, meglio di altri pu\u00f2 illuminare il Governo in cosa di s\u00ec grave importanza per l\u2019onore letterario del paese\u00bb (missiva riportata in G. Canevazzi, &lt;em&gt;Per la fortuna di Dante a Modena&lt;\/em&gt;, cit., p. XLV, nota 2). L\u2019edizione della &lt;em&gt;Commedia&lt;\/em&gt; a cura di Campi, tuttavia, verr\u00e0 pubblicata postuma, nel 1888 (&lt;em&gt;La Divina Commedia ridotta a miglior lezione con l\u2019aiuto di ottimi manoscritti italiani e forestieri e corredata di note edite e inedite, antiche e moderne dal prof. Giuseppe Campi&lt;\/em&gt;, Torino, Unione Tipografica Editrice Torinese).'><sup>18<\/sup><\/a><\/span>. Si decide pertanto di approntare un\u2019edizione di pregio. Selmi interpella illustri studiosi sul modo migliore di condurre l\u2019iniziativa, e si rivolge in particolare a Teodorico Landoni<span id='easy-footnote-19-607' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=607#easy-footnote-bottom-19-607' title='Come ricorda nelle sue memorie Francesco Zambrini, presidente della Commissione per i Testi di Lingua, Teodorico Landoni \u00e8 nominato prima aggiunto, poi segretario della Commissione in seguito a raccomandazioni spese in suo favore da Selmi. Contrariamente a quest\u2019ultimo, che invia in pi\u00f9 occasioni Landoni a Firenze con vari incarichi, Zambrini ha una pessima opinione del dantista romagnolo (cfr. F. Zambrini, &lt;em&gt;Memorie sulla mia vita&lt;\/em&gt;, edizione critica a cura di A. Antonelli e R. Pedrini, Bologna, Commissione per i Testi di Lingua, 1999, pp. 27-31). Sulla figura e le opere di Landoni, si veda A. Sorbelli, &lt;em&gt;I manoscritti Landoni&lt;\/em&gt;, \u00abL\u2019Archiginnasio\u00bb, vol. II (1906), pp. 85-97; F. Di Pretoro, &lt;em&gt;Luigi Carlo Farini e la sua attivit\u00e0 legislativa nel campo degli studi storici, filologici e danteschi (1859-1860)&lt;\/em&gt;, cit., p. 175, nota 14.'><sup>19<\/sup><\/a><\/span>, il quale il 19 settembre dello stesso anno invia una prima bozza del progetto<span id='easy-footnote-20-607' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=607#easy-footnote-bottom-20-607' title='Cfr. L. Sighinolfi, &lt;em&gt;Le cattedre dantesche nell\u2019Emilia e la prima edizione nazionale della&lt;\/em&gt; Divina Commedia, cit., pp. 269-272.'><sup>20<\/sup><\/a><\/span>. La scelta del testo e la direzione dei lavori sono affidate al modenese Marco Antonio Parenti, che all\u2019epoca \u00e8 uno dei pi\u00f9 stimati studiosi di Dante<span id='easy-footnote-21-607' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=607#easy-footnote-bottom-21-607' title='Campi il 2 settembre 1860 scrive a Parenti: \u00abIl Ministro vorrebbe pubblicare con rami e con magnificenza la &lt;em&gt;Divina Commedia&lt;\/em&gt; e desidererebbe che riuscisse spettabile anche dal lato letterario. I materiali raccolti con amore grandissimo dalla S.V. le fanno abilit\u00e0 di dar piena satisfazione al Ministro e di appagare l\u2019impazienza del pubblico. Io deggio ragionarLe di questa bisogna: e si prepari a farmi benevola ed affermativa risposta. Il sig. Cappelli crede la S.V. mezza impegnata con lui; s\u2019anco questo fosse, vi sar\u00e0 modo di dare a tutti soddisfazione. Il Ministro penser\u00e0 all\u2019edizione di lusso \u2013 la S.V. potr\u00e0 riservarsi il diritto di far eseguire dal Cappelli l\u2019edizione economica. Afferri l\u2019occasione ai capelli; si dia a tutt\u2019uomo all\u2019improba fatica dell\u2019ordinamento dei suoi materiali e paghi un debito di riverenza verso il sommo Allighieri e appaghi il voto dei letterati e compia con questo suo ultimo lavoro l\u2019onorata sua carriera letteraria. Se abbisogner\u00e0 d\u2019aiuti, si provveder\u00e0, e per quanto valer possa l\u2019opera mia, tutto mi proffero alli suoi comandamenti, sperando di spezzare i ceppi della mia servit\u00f9 con la casa Pomba che vorrebbe dettarmi una dura legge\u00bb (le lettera \u00e8 riportata in G. Canevazzi, &lt;em&gt;Per la fortuna di Dante a Modena&lt;\/em&gt;, cit., p. XLIV). Fin dal luglio dello stesso anno, in realt\u00e0, Capelli aveva contattato Parenti per avere consigli su come dovesse essere realizzata un\u2019edizione della &lt;em&gt;Divina Commedia&lt;\/em&gt;, che si voleva preparare a Torino (cfr. B. Veratti, &lt;em&gt;Della vita e degli studi del prof. cav. M.A. P. accademico della Crusca con appendice di poesie inedite o rare del medesimo&lt;\/em&gt;, Modena, Soliani, 1864, p. 59).'><sup>21<\/sup><\/a><\/span>.<br>\nLa situazione, tuttavia, si complica in quanto, pochi mesi dopo, una Commissione fiorentina che ha per presidente il principe Ferdinando Strozzi, presidente anche della locale Accademia di Belle Arti, e per segretari Paolo Emiliani Giudici, Carlo Lorenzini (Collodi) e Iacopo Cavallucci<span id='easy-footnote-22-607' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=607#easy-footnote-bottom-22-607' title='Altri membri della Commissione sono Guglielmo de\u2019 Pazzo, Brunone Bianchi, Atto Vannucci, Francesco dall\u2019Ongaro, Giuseppe Barellai e Gilberto Govi.'><sup>22<\/sup><\/a><\/span>, diffonde un manifesto per un\u2019edizione monumentale delle opere dantesche, la cui vendita, da promuoversi in tutti i Comuni d\u2019Italia, oltre a sovvenzionare una riforma urbanistica di Firenze, che prevede il prolungamento della loggia dell\u2019Orcagna adornata di simulacri di uomini illustri<span id='easy-footnote-23-607' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=607#easy-footnote-bottom-23-607' title='\u00abLa sottoscritta Commissione promotrice [\u2026] spera di proporre e impegnare il Municipio fiorentino affinch\u00e9 faccia della Piazza il &lt;em&gt;Panteon&lt;\/em&gt; italiano. Sotto ciascun arco sul davanti verrebbe inalzata una statua rappresentante uno degli incliti italiani, nel centro della Piazza torreggerebbe la imagine colossale del Poeta come patrono del luogo [\u2026]. La parete interna della Loggia sarebbe adorna di grandi quadri a fresco, rappresentanti i fatti pi\u00f9 cospicui della storia italiana, cio\u00e8 il progressivo svolgersi della idea nazionale, dalla &lt;em&gt;Lega Lombarda&lt;\/em&gt; fino all\u2019&lt;em&gt;Incoronazione di Vittorio Emanuele primo re d\u2019Italia&lt;\/em&gt;. Cos\u00ec la Loggia, che lascer\u00e0 l\u2019infausto nome di Lanzi per assumere quello di Dante, sar\u00e0 un vero museo delle glorie italiane, sar\u00e0 nel tempo medesimo un monumento che ai futuri attester\u00e0 le condizioni odierne dell\u2019arte, imperciocch\u00e9 la esecuzione delle opere verrebbe allegata ai pi\u00f9 celebri e provetti artisti di tutto il nuovo regno, senza trascurare i pi\u00f9 giovani ai quali sarebbero commessi i minori lavori\u00bb (il manifesto fiorentino \u00e8 riportato in L. Sighinolfi, &lt;em&gt;Le cattedre dantesche nell\u2019Emilia e la prima edizione nazionale della&lt;\/em&gt; Divina Commedia, cit., pp. 273-277; il brano qui citato si trova alle pp. 275-276).'><sup>23<\/sup><\/a><\/span>, dovrebbe poter garantire i finanziamenti necessari a celebrare ogni cinque anni le Feste di Dante, \u00abfeste puramente civili, che avranno lo scopo di promuovere, rimeritandole con premi, le scienze, le lettere, le arti, e in generale la civilt\u00e0 dell\u2019Italia\u00bb<span id='easy-footnote-24-607' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=607#easy-footnote-bottom-24-607' title='L. Sighinolfi, &lt;em&gt;Le cattedre dantesche nell\u2019Emilia e la prima edizione nazionale della&lt;\/em&gt; Divina Commedia, cit., p. 276.'><sup>24<\/sup><\/a><\/span>. Il 28 novembre Selmi, su incarico del Ministero, convoca Landoni a Torino. Mamiani ha deciso infatti di affidare allo studioso romagnolo il delicato compito di portarsi a Firenze per contattare i membri della locale Commissione, recando ad essi una lettera, datata 5 dicembre 1860, nella quale il Ministero, ritenendo la proposta toscana oltremodo ambiziosa ed economicamente gravosa, nega il proprio appoggio, suggerendo una rivisitazione del progetto e la stesura di un nuovo manifesto, nel quale sia centrale l\u2019idea di un monumento al Poeta e di un\u2019edizione nazionale delle sue opere. Il Ministro, inoltre, chiede che venga inclusa nella Commissione qualche studioso proveniente da altri territori italiani, in modo che il progetto si configuri non solo come fiorentino, ma anche e soprattutto come nazionale; che la scelta del testo dell\u2019Edizione sia affidata a Marco Antonio Parenti; che tra i membri della Commissione figurino anche tre illustri dantisti stranieri, in modo da dare all\u2019impresa un respiro internazionale<span id='easy-footnote-25-607' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=607#easy-footnote-bottom-25-607' title='La lettera di Mamiani \u00e8 riportata in L. Sighinolfi, &lt;em&gt;Le cattedre dantesche nell\u2019Emilia e la prima edizione nazionale della&lt;\/em&gt; Divina Commedia, cit., pp. 278-280.'><sup>25<\/sup><\/a><\/span>. I tentativi di Landoni di trovare un accordo tra la Commissione fiorentina e il Ministero, tuttavia, sono destinati al fallimento, e il 2 gennaio 1861 Mamiani gli ordina di lasciare Firenze. L\u2019edizione promossa dal Ministero non viene realizzata, probabilmente anche a causa della malattia e della morte di Marco Antonio Parenti<span id='easy-footnote-26-607' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=607#easy-footnote-bottom-26-607' title=' Nel 1864 Selmi ipotizza di portare avanti lui stesso, assieme a Bruno Fabricatore, l\u2019edizione delle opere dantesche, avvalendosi delle varianti individuate da Cappelli. A quest\u2019ultimo Selmi invia una lettera nella quale gli domanda se, a suo avviso, sia possibile servirsi anche dei materiali lasciati inediti da Parenti (G. Canevazzi, &lt;em&gt;Per la fortuna di Dante a Modena&lt;\/em&gt;, cit., pp. 190-191, nota 1).'><sup>26<\/sup><\/a><\/span>. Le celebrazioni del 1865 non possono cos\u00ec fregiarsi dell\u2019auspicata edizione delle opere, mentre vede la luce l\u2019imponente miscellanea di studi <em>Dante e il suo secolo<\/em><span id='easy-footnote-27-607' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=607#easy-footnote-bottom-27-607' title='Firenze, Cellini, 1865.'><sup>27<\/sup><\/a><\/span>, frutto della collaborazione di importanti studiosi, tra i quali spiccano i nomi di Cesare Cant\u00f9, Gino Capponi, Francesco dall\u2019Ongaro, Niccol\u00f2 Tommaseo, Terenzio Mamiani, Gianbattista Giuliani e Giosue Carducci.<br>\nAvvicinandosi l\u2019anniversario della nascita del Poeta, si moltiplicano le proposte per le celebrazioni. Il 10 febbraio 1864 esce a Firenze il primo numero del \u00abGiornale del centenario di Dante Allighieri\u00bb, che viene pubblicato ogni dieci giorni fino al maggio 1865, per concludersi con ulteriori due numeri, che appaiono \u2013 rispettivamente \u2013 nel settembre e nel dicembre dello stesso anno. Unitamente a questo giornale \u00e8 stampato il foglio \u00abLa festa di Dante: letture domenicali per il popolo fiorentino\u00bb, avente l\u2019intento di estendere il pi\u00f9 possibile la conoscenza di Dante. Nel maggio 1865 si svolgono, infine, i tre giorni di commemorazioni dantesche (14-16 maggio), in una Firenze appena diventata capitale del Regno d\u2019Italia. Il momento culminante dei festeggiamenti \u00e8 costituito dall\u2019inaugurazione, la mattina del 14 maggio, del monumento a Dante realizzato da Enrico Pazzi, posto in piazza Santa Croce, alla presenza di Vittorio Emanuele II<span id='easy-footnote-28-607' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=607#easy-footnote-bottom-28-607' title='Nel 1856 il Comune di Ravenna commissione allo scultore Enrico Pazzi un monumento a Dante, la cui esecuzione \u00e8 tuttavia bloccata per l\u2019opposizione del Papato. Pazzi, vedendosi rifiutare il progetto, presenta un modellino della statua a Firenze, dove, nel 1857, viene costituito un Comitato che promuove una sottoscrizione volta a sostenere la spesa per la realizzazione del monumento, che, nelle intenzioni del Comitato, dovr\u00e0 essere donato al Municipio di Firenze. Sul finire del 1861, mutate le condizioni politiche, si affaccia la necessit\u00e0 di aumentare il numero dei Soci promotori in Toscana e in tutte le province d\u2019Italia. A questo scopo, viene steso un manifesto contenente la descrizione del progetto, che \u00e8 pubblicato il 25 gennaio 1862. La Societ\u00e0 promotrice per il monumento a Dante si amplia e ne entrano a far parte politici, studiosi, letterati e artisti di tutta Italia: si possono annoverare, tra gli altri, illustri personaggi quali Gino Capponi, Bettino Ricasoli, Giovan Pietro Vieusseux, Aleardo Aleardi, Felice Le Monnier, Paolo Emiliani Giudici, Marco Minghetti, Massimo d\u2019Azeglio, Quintino Sella, Alessandro Manzoni, Giuseppe Verdi, Pasquale Villari, Giosue Carducci, Urbano Rattazzi e Federico Sclopis. Su questa vicenda, rimandiamo a L.E. Vichi Callegari, &lt;em&gt;Documenti per la storia del monumento nazionale a Dante&lt;\/em&gt;, \u00abStudi danteschi\u00bb, vol. XLVI (1969), pp. 271-288; B. Tobia, &lt;em&gt;Le feste dantesche del 1865&lt;\/em&gt;, in E. Querci, Dante vittorioso. &lt;em&gt;Il mito di Dante nell\u2019Ottocento&lt;\/em&gt;, cit., pp. 31-34: 33.'><sup>28<\/sup><\/a><\/span>. Selmi, che partecipa alle celebrazioni dantesche in qualit\u00e0 di rappresentante sia del Municipio di Modena sia della R. Deputazione di Storia Patria per le Provincie Modenesi<span id='easy-footnote-29-607' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=607#easy-footnote-bottom-29-607' title='Cfr. G. Canevazzi, &lt;em&gt;Francesco Selmi patriotta, letterato, scienziato&lt;\/em&gt;, cit., p. 71.'><sup>29<\/sup><\/a><\/span>, in una lettera cos\u00ec scrive alla moglie:<br><br><span class=\"sec-quotation\">\nOggi fu il primo giorno della festa, la quale fu bellissima e di grande commozione. Tutta l\u2019Italia era rappresentata da\u2019 suoi uomini di lettere e dai pi\u00f9 reputati cittadini dei diversi paesi, convenuti dall\u2019uno capo all\u2019altro. Quando, raccolti nella piazza di S. Spirito, ci incontravamo, e ci riconoscevamo di tante provincie poc\u2019anzi separate ed ora congiunte, spuntavano le lagrime agli occhi. Sfilammo in lunga processione con bandiere, gonfaloni, bande musicali. Vi erano anche dei frati cappuccini colla bandiera tricolore su cui scritto: <em>Roma capitale d\u2019Italia<\/em>. Furono molto applauditi, cos\u00ec fu applaudito molto il Municipio di Torino. Andammo a far capo tutti in piazza Santa Croce. Venne il Re, e lo si vide visibilmente commosso dallo spettacolo di tanti italiani. Si fece la funzione, si scoperse la statua di Dante, la quale riusc\u00ec pi\u00f9 bella di quanto si aspettava. Fui a vederla oggi a lungo e ne sono contento. In sommo godo e non dimenticher\u00f2 mai di aver partecipato alla presente solennit\u00e0. [\u2026] Vorrei che i miei figli s\u2019ispirassero all\u2019amore del grande Poeta ed apprendessero ad essere studiosi, pronti a qualsivoglia sacrifizio pel loro paese e per la giustizia<span id='easy-footnote-30-607' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=607#easy-footnote-bottom-30-607' title='La lettera \u00e8 riportata in G. Canevazzi, &lt;em&gt;Francesco Selmi patriotta, letterato, scienziato&lt;\/em&gt;, cit., p. 71. In occasione del centenario, il Ministero della Pubblica Istruzione fa coniare delle medaglie. Destinandone una a Selmi, il ministro Giuseppe Natoli gli scrive: \u00abAd un letterato tanto benemerito degli studi danteschi \u00e8 dovuto questo dono; e gli sar\u00e0 certamente carissimo, come ricordo di una solennit\u00e0 che non ha riscontri nella storia italiana\u00bb (la missiva \u00e8 pubblicata &lt;em&gt;ibidem)&lt;\/em&gt;.'><sup>30<\/sup><\/a><\/span>.<\/span><br><br>\nCome auspicato dalla \u00abRivista contemporanea\u00bb, il 1865 vede cos\u00ec svolgersi la prima vera e propria festa nazionale, e l\u2019anniversario dantesco si risolve in un inno all\u2019unit\u00e0 ritrovata: come viene riportato nella descrizione anonima contenuta nel \u00abGiornale del centenario\u00bb, \u00absembrava che tutta la gran patria scosso il giogo della servit\u00f9 straniera e nostrale accorresse a onorare l\u2019altissimo Poeta [\u2026]. [L]a gioia del 14 maggio l\u00e0 sulla piazza S. Croce ha agitato il cuore di tutta l\u2019Italia\u00bb<span id='easy-footnote-31-607' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=607#easy-footnote-bottom-31-607' title='&lt;em&gt;Descrizione delle feste dantesche&lt;\/em&gt;, \u00abGiornale del centenario di Dante Allighieri\u00bb, vol. XLVII (1865), pp. 381-384: 381, 383.'><sup>31<\/sup><\/a><\/span>.<br><br>\n<b>BIBLIOGRAFIA<br><br>\n<em>Testi di Francesco Selmi<\/em><\/b><br>\n<em>Di una edizione della Commedia da pubblicarsi nel sesto centenario della nascita di Dante<\/em>, \u00abRivista Contemporanea\u00bb, a. IX (1861), vol. XXV, pp. 62-82.<br>\n<em>Di uno studio da fare per l\u2019edizione nazionale della Commedia di Dante Alighieri<\/em>, \u00abRivista Contemporanea\u00bb, a. IX (1861), vol. XXVI, pp. 70-87.<br>\n<em>Di alcuni tratti e dell\u2019intero episodio di Francesca da Rimini<\/em>, \u00abRivista Contemporanea\u00bb, a. X (1862), vol. XXXI, pp. 430-467.<br>\n<em>L\u2019intento della Commedia di Dante e le principali allegorie considerate storicamente<\/em>, \u00abRivista Contemporanea Nazionale Italiana\u00bb, a. XII (1864), vol. XXXVI, pp. 268-283, 408-419, e vol. XXXVII, pp. 83-101, 245-265, 433-449.<br>\n<em>Due componimenti inediti di Dante Alighieri<\/em>, \u00abRivista Contemporanea Nazionale Italiana\u00bb, a. XII (1864), vol. XXXVI, pp. 98-102.<br>\n<em>Del concetto dantesco, libero papa in libero impero; del desiderato e del trionfo di Beatrice<\/em>, \u00abRivista Contemporanea Nazionale Italiana\u00bb, a. XII (1864), vol. XXXIX, pp. 260-283, 407-424.<br>\n<em>Il Convito. Sua cronologia, disegno, intendimento, attinenza colle altre opere di Dante<\/em>, Torino, Paravia, 1865.<br>\n<em>Chiose anonime alla prima cantica della Divina Commedia di un contemporaneo del poeta pubblicate per la prima volta a celebrare il sesto anno secolare della nascita di Dante<\/em>, Torino, Stamperia Reale, 1865.<br><br>\n<b><em>Testi su Francesco Selmi<\/em><\/b><br>\nAmorosa, Michele: <em>Ricordando Francesco Selmi nel centenario della morte<\/em>, \u00abBollettino della Societ\u00e0 Italiana di Farmacia Ospedaliera\u00bb, vol. XXVIII (1982), fasc. 1, pp. 17-19 (ora in \u00abGente di Panaro\u00bb, vol. 13 [2011], pp. 99-102).<br>\nBarbiroli, Bruno: <em>Francesco Selmi e la chimica biologica<\/em>, \u00abRassegna per la storia della Universit\u00e0 di Modena e della cultura superiore modenese\u00bb, vol. VIII (1981), pp. 85-95.<br>\nBartoli, Giovanni &#8211; De Fazio, Francesco &#8211; Amorosa, Michele: <em>Francesco Selmi. L\u2019uomo, lo scienziato, il politico<\/em>, Vignola, Comune di Vignola, 1981.<br>\nCanevazzi, Giovanni: <em>Francesco Selmi Patriotta, Letterato, Scienziato. Con Appendice di Lettere inedite<\/em>, Modena, Tipografia Forghieri e Pellequi, 1903.<br>\nId.: <em>Per la fortuna di Dante a Modena<\/em>, \u00abAtti e memorie della R. Deputazione di Storia Patria per le Provincie Modenesi\u00bb, S. VII, vol. I (1921).<br>\nCasini, Tommaso: <em>Selmi Francesco<\/em>, \u00abAtti e Memorie della R. Deputazione di Storia Patria per le Provincie Modenesi\u00bb, S. IV, vol. X (1900-1901), parte III (<em>Bio-bibliografie de\u2019 soci effettivi<\/em>, 1901), pp. 391-416.<br>\nCiardi, Marco: <em>Francesco Selmi e la chimica torinese nell\u2019et\u00e0 del Risorgimento<\/em>, in L. Cerruti &#8211; D. Turco (a cura di), <em>Atti del XI Convegno Nazionale di Storia e Fondamenti della Chimica<\/em> (Torino, 21-24 settembre 2005), Roma, Accademia Nazionale delle Scienze, 2005, pp. 79-88 (una versione lievemente accresciuta di tale contributo \u00e8 presente in questa monografia: Id., <em>Reazioni tricolori. Aspetti della chimica italiana nell\u2019et\u00e0 del Risorgimento<\/em>, Milano, Franco Angeli, 2010, pp. 116-125 [cap. 5: <em>Francesco Selmi e Ascanio Sobrero: chimica, tecnologia e politica<\/em>]).<br>\nDaccomo, Gerolamo: <em>L\u2019opera scientifica di Francesco Selmi<\/em>, \u00abAnnuario della Regia Universit\u00e0 di Modena\u00bb, 1908-1909 [ma: 1909], pp. XVII-CXXIII.<br>\nDe Fazio, Francesco: <em>Francesco Selmi e la medicina legale<\/em>, \u00abRassegna per la storia della Universit\u00e0 di Modena e della cultura superiore modenese\u00bb, vol. VIII (1981), pp. 97-108.<br>\nDi Pietro, Pericle: <em>Studi d\u2019interesse medico-biologico di Francesco Selmi, chimico e patriota<\/em>, \u00abRivista di storia della medicina\u00bb, a. V (1961), fasc. 2, pp. 159-166.<br>\nId.: <em>Biografia e bibliografia di Francesco Selmi<\/em>, \u00abRassegna per la storia della Universit\u00e0 di Modena e della cultura superiore modenese\u00bb, vol. VIII (1981), pp. 26-71.\nF. Fraulini, <a href=\"?p=653\" title=\"Francesco Selmi e i Trattati morali di Albertano da Brescia. L\u2019importanza della lingua nazionale per l\u2019Italia unita\" style=\"color:blue\"<em>Francesco Selmi e i<\/em> Trattati morali <em>di Albertano da Brescia. L\u2019importanza della lingua nazionale per l\u2019Italia unita<\/em><\/a>, \u00abBibliomanie\u00bb, n. 38 (2015).<br>\nGavioli, Francesco: <em>Selmi Francesco<\/em>, in Id., <em>Vignola. Un popolo una chiesa una storia<\/em>, 2 voll., Vignola, Libreria dei Contrari, 1994, vol. II, pp. 541-548.<br>\nGuareschi, Icilio: <em>Francesco Selmi e la sua opera scientifica<\/em>, \u00abMemorie delle R. Accademia delle Scienze di Torino\u00bb, S. II, vol. LXII (1911), pp. 125-272 (anche in volume a s\u00e9, recante lo stesso titolo: Torino, Bona, 1911).<br>\nIeluzzi, Gianmarco: <em>Francesco Selmi e i sistemi colloidali<\/em>, in L. Cerruti &#8211; D. Turco (a cura di), <em>Atti del XI Convegno Nazionale di Storia e Fondamenti della Chimica<\/em>, cit., pp. 89-98.<br>\nLodovisi, Achille &#8211; Venturelli, Piero: <em>Francesco Selmi: scienze e lettere al servizio dell\u2019idea nazionale<\/em>, \u00abIl Pensiero Mazziniano\u00bb, N.S., a. LXIV (2009), fasc. 3 [ma: 2010], pp. 17-28.<br>\nMancuso, Erasmo: <em>L\u2019archivio privato di Francesco Selmi<\/em>, Tesi di laurea, relatore il prof. Umberto Marcelli, Facolt\u00e0 di Lettere, Universit\u00e0 degli Studi di Bologna, a.a. 1969-1970.<br>\nSighinolfi, Lino: <em>Le cattedre dantesche nell\u2019Emilia e la prima edizione nazionale della Divina Commedia<\/em>, \u00abAtti e Memorie della R. Deputazione di Storia Patria per le Provincie di Romagna\u00bb, S. IV, vol. XIII (1923), pp. 264-285.<br>\nSobrero, Ascanio: <em>Commemorazione del professor Francesco Selmi<\/em>, \u00abMemorie della R. Accademia delle Scienze di Torino\u00bb, vol. XVII (1882), fasc. 2, pp. 131-136.<br>\nTaddei, Ferdinando: <em>Francesco Selmi patriota e scienziato<\/em>, in Aa.Vv., <em>Pagine di Risorgimento nelle terre estensi<\/em>, Atti delle Sedute di studio (Modena, 3-24 novembre 2011), Modena, Terre e Identit\u00e0, 2013, pp. 7-30.\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Nel 1859 la direzione della \u00abRivista contemporanea\u00bb di Torino, rendendo onore al poeta tedesco Friedrich Schiller in occasione del centenario della nascita, celebrato il 10 novembre in Germania, si dice certa che \u00abfra cinque anni sar\u00e0 compiuta l\u2019unit\u00e0 della patria\u00bb e propone che \u00abla prima festa nazionale della nostra rigenerazione sia un\u2019ammenda onorevole, sia la [&hellip;]","protected":false},"author":46,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[2],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.bibliomanie.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/607"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.bibliomanie.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.bibliomanie.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.bibliomanie.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/46"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.bibliomanie.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=607"}],"version-history":[{"count":34,"href":"https:\/\/www.bibliomanie.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/607\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":710,"href":"https:\/\/www.bibliomanie.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/607\/revisions\/710"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.bibliomanie.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=607"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.bibliomanie.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=607"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.bibliomanie.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=607"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}