{"id":6055,"date":"2021-06-12T13:59:12","date_gmt":"2021-06-12T11:59:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=6055"},"modified":"2021-06-17T12:15:33","modified_gmt":"2021-06-17T10:15:33","slug":"i-primi-300-anni-delle-lettere-persiane-una-buona-occasione-per-ripensare-ab-imis-montesquieu","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=6055","title":{"rendered":"I primi 300 anni delle <em>Lettere persiane<\/em>. Una buona occasione per ripensare <em>ab imis<\/em> Montesquieu"},"content":{"rendered":"\n<br><span class=\"quote\">\nLa sua gloria fu l&#8217;<em>Esprit del lois<\/em>; le opere di Grozio e di Pufendorf erano mere compilazioni, mentre il capolavoro di Montesquieu sembr\u00f2 l&#8217;opera di un uomo di Stato, di un filosofo, di un <em>bel esprit<\/em>, di un cittadino. Quasi tutti coloro che erano i giudici naturali di un libro del genere, i letterati e i giuristi d&#8217;ogni paese, lo considerarono e lo considerano ancora quasi un codice della ragione e della libert\u00e0.<br>\n\nVoltaire, <em>Commentaire sur<\/em> L&#8217;Espit des lois, 1777 \n<br><br>\n\nLa lezione morale di Montesquieu \u00e8 uno spirito di generosa e cordiale simpatia verso tutti gli uomini; \u00e8 un profondo rispetto per la libert\u00e0 umana, una fiducia assoluta nell\u2019Essere Infinito e Universale, la fede in Dio. Ed \u00e8 pure uno spirito di commossa indulgenza per la piccolezza e la fragilit\u00e0 dell\u2019uomo, per la caducit\u00e0 inevitabile delle nazioni e dei governi; \u00e8 un odio feroce contro il dispotismo, la crudelt\u00e0, il fanatismo, il capriccio, contro tutto quel che fa soffrire gli uomini; \u00e8, in una parola, il culto della civilt\u00e0 e, nel contempo, l\u2019amore e la comprensione delle societ\u00e0 umane.<br>\n \nF. Strowski, <em>Montesquieu<\/em>, 1912\n<br><\/span><br> \n \n\n\n\tUna riflessione ponderata e responsabile sui tre capolavori di Montesquieu e sulla loro ricchissima e, presumibilmente, inesauribile eredit\u00e0 giuridica, morale e culturale <em>tout court<\/em> appare oltremodo opportuna, specialmente in questo frangente di amara, inquietante miseria complessiva. Non per caso, forse, molti dei maggiori storici delle idee e delle lettere dei due secoli passati hanno sostenuto che le sue opere decisive hanno condizionato \u2013 in maniera sempre positiva e in misura tuttora incalcolabile \u2013 nazioni, costituzioni, codificazioni, istituzioni e organizzazioni determinanti nella vita civile del nostro pianeta. <br>\n\tMa che si pu\u00f2 aggiungere di realmente utile, dopo tanti e tanti studi antichi, moderni e postmoderni di prim&#8217;ordine, sul &#8220;Legislatore dei Legislatori&#8221;? In estrema sintesi, nelle paginette che seguono vorrei sottolineare come le convinzioni pi\u00f9 originali di questo singolare illuminista possono ancora donare moltissimo a ciascun cittadino europeo del Terzo millennio, ma solo a condizione che egli sia disposto ad accoglierle con attenzione paziente e con spirito autenticamente critico.<br>\n\tNon solo in una &#8220;Repubblica delle Scienze e delle Lettere&#8221; vieppi\u00f9 soggetta a gravi patologie quali lo specialismo, il disincanto e il sospetto, bens\u00ec generalmente nel mondo laico e pluralista che abitiamo non sembra agevole, almeno di primo acchito, patrocinare l\u2019attualit\u00e0 del messaggio consegnatoci dal Barone di Montesquieu.<br>\nIn merito all\u2019uomo, parecchi interpreti di ieri e di oggi non hanno perso occasione per rimarcare quella sua serenit\u00e0 pressoch\u00e9 apollinea, quella sua solare e imperturbabile felicit\u00e0 di vita e di pensiero che gli avrebbe elargito una capacit\u00e0 singolare e quasi prodigiosa di armonizzare la totalit\u00e0 dei contrasti, delle amarezze, delle difficolt\u00e0 di vario ordine che l\u2019esistenza gli andava via via imponendo. <br>\nD\u2019altra parte, posizioni di questo tenore potrebbero trarre in inganno, non solo sulla personalit\u00e0 dell\u2019autore, ma anche e soprattutto circa il senso generale e profondo della sua opera, tanto originale quanto eterogenea. Di l\u00e0 dall&#8217;occasione \u2013 i trecento anni dalla &#8220;nascita&#8221;, ossia dall&#8217;<em>editio princeps<\/em> (1721) \u2013 e dalle celebrazioni nazionali e internazionali ad essa connesse, conviene forse cominciare o riprendere un dialogo ideale con Montesquieu proprio dalle <em>Lettere persiane<\/em>, da questo \u00abvero e proprio trattato filosofico-politico in forma di romanzo epistolare\u00bb di cui \u2013 pochi mesi or sono \u2013 ha offerto un&#8217;esemplare e, per pi\u00f9 versi, innovativa edizione<span id='easy-footnote-1-6055' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=6055#easy-footnote-bottom-1-6055' title='Cfr. Montesquieu, &lt;em&gt;Lettere persiane&lt;\/em&gt;, a cura di D. Felice, Milano, Feltrinelli, 2020.'><sup>1<\/sup><\/a><\/span> Domenico Felice, il maggiore studioso italiano vivente dell&#8217;illuminista di Bordeaux. <br><br><span class=\"quote\">\n\nIn realt\u00e0 \u2013 ha osservato Judith N. Shklar in un aureo libretto del quale anche Felice apprezza l&#8217;intelligenza esegetica ed ermeneutica \u2013 \u00e8 difficile accettare l\u2019immagine di un Montesquieu uomo semplice e felice. Scrisse un romanzo [le <em>Lettres persanes<\/em>] che, fra le altre cose, \u00e8 un capolavoro di <em>humour nero<\/em>, il cui eroe, Uzbek, despota orientale e personaggio profondamente malinconico e tormentato, per molti versi assomiglia all\u2019autore. Alcuni amici di Montesquieu e il figlio lo chiamavano Uzbek: la somiglianza non era dunque un segreto. Non molto tempo dopo il romanzo, inoltre, Montesquieu scrisse diverse novelle pi\u00f9 brevi, che, diversamente dalle <em>Lettere persiane<\/em>, non sono racconti filosofici, ma storie violente, cupe e passionali, piene di coincidenze e di sciagure. Tutta la produzione romanzesca di Montesquieu, in realt\u00e0, verte sull\u2019impossibilit\u00e0 della felicit\u00e0 umana, cosa che non fa pensare a un autore soddisfatto di se stesso o del mondo. A livello sociale, tutte le sue opere suggeriscono che le nostre abitudini e le nostre credenze acquisite ci danneggiano psicologicamente, e che i nostri bisogni e le istituzioni non sono mai in armonia. Anche questa non \u00e8 la testimonianza di uno spirito sereno<span id='easy-footnote-2-6055' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=6055#easy-footnote-bottom-2-6055' title='J.N. Shklar, &lt;em&gt;Montesquieu&lt;\/em&gt; (1987), Bologna, il Mulino, 1998, p. 30.'><sup>2<\/sup><\/a><\/span>.\n<br><\/span><br>\n\nDottissimo, accorto e \u2013 spesse volte \u2013 inflessibile anatomista dell\u2019<em>humana condicio<\/em>, Montesquieu \u00e8 tutto salvo che un ingenuo, privilegiato osservatore delle cose del mondo, che si culla e si compiace, indifferente o distratto, in una gioia olimpica, e che, di conseguenza, proietta sull\u2019universo intero questa sua percezione idealizzata. <br>\nAll\u2019opposto, questo giurista-filosofo, che per decenni aveva scandagliato <em>de visu<\/em> le meschinit\u00e0, le rovine, gli eccessi e gli orrori dell\u2019umanit\u00e0 di ogni tempo, possedeva una consapevolezza puntuale, lucidissima, quasi angosciata dell\u2019\u201caspra tragedia dello stato umano\u201d, e \u2013 <em>in primis et ante omnia<\/em> \u2013 dell\u2019oppressione dispotica, di quel <em>monstrum<\/em> insieme socio-politico ed etico-religioso che signoreggiava, ora pi\u00f9 ora meno indisturbato, presso la maggior parte dei popoli della terra. <br>\nSapeva bene, in una parola, che la natura umana era quasi dappertutto umiliata e offesa, e pertanto s\u2019impegn\u00f2 senza requie n\u00e9 troppe divagazioni \u2013 specie dopo il suo periplo dentro il cuore pulsante della cultura europea, di cui ci ha lasciato egregia testimonianza nel <em>journal de voyage<\/em> \u2013 a comporre l\u2019<em>Esprit des lois<\/em>, una fatica intellettuale di ambizioni e proporzioni maestose e, per molti aspetti, sorprendenti, che si proponeva <em>in primis<\/em> di additare quelle che gli apparivano le pi\u00f9 assurde e crudeli miserie morali e istituzionali del suo secolo e, <em>in secundis<\/em>, di illustrare, pur senza farsi troppe illusioni circa i risultati ottenibili in concreto, quelle possibili vie di scampo che, nei secoli successivi, hanno quindi fornito all\u2019Occidente talune delle sue basi assiologiche pi\u00f9 solide e durevoli. <br>\nSpecie dall\u2019uscita di un pamphlet sottile quanto dissacrante di Althusser (1959) ad oggi, un policromo manipolo di studiosi perlopi\u00f9 francesi e italiani, pur non discutendo l\u2019eccellenza di un <em>homme de lettres<\/em> che si segnala, fra l&#8217;altro, per l\u2019originalit\u00e0 assoluta di pensiero e di dettato, la coerenza delle opinioni e il rispetto verso le pi\u00f9 insigni, vivifiche e progressive tradizioni culturali e istituzionali d\u2019Europa, ha posto tuttavia l\u2019accento sul fatto ch\u2019egli fu, essenzialmente, un uomo dell\u2019antico regime, il quale non avrebbe mai e poi mai compreso n\u00e9, <em>a fortiori<\/em>, legittimato \u2013 per esempio \u2013 la rivoluzione francese, Napoleone e, pi\u00f9 in generale, le tante e tante ideologie che si andarono a mano a mano affermando dopo la rivoluzione americana. <br>\nAncora, in merito alle sue posizioni giuridiche, morali, politiche e religiose, gi\u00e0 all\u2019alba dell\u2019Ottocento fu considerato da taluni critici \u2013 ma a torto, come largamente dimostrato da voci autorevolissime \u2013 un pur dotto e rispettabile sostenitore di idee ormai obsolete e, alle volte, pressoch\u00e9 infondate, che erano state comunque superate dal genio e dalle investigazioni d&#8217;ingegni delle generazioni successive. <br>\nDa ultimo, il fatto che abbia ognora mantenuto, perlomeno a quanto mi consta, rapporti cauti, prudenti e discreti con i due maggiori movimenti socioculturali e politici a lui contemporanei \u2013 alludiamo, s\u2019intende, all\u2019Illuminismo e alla Massoneria \u2013 certo non gioc\u00f2 a suo favore: com\u2019\u00e8 noto, ader\u00ec a entrambi, e tuttavia ricus\u00f2 non solo di compiere, ma pure di avallare ogni tipo di gesto o attivit\u00e0 che gli apparisse in contrasto con quei precisi parametri di pensiero e azione che, frutto com\u2019erano di considerazioni lunghe, vissute e (non di rado) patite, sentiva oramai carne e sangue propri. <br>\nMa desidero sottolineare nuovamente che le convinzioni pi\u00f9 incisive, fortunate ed amate di questo illuminista affatto singolare possono <em>dire<\/em> e <em>dare<\/em> moltissimo \u2013 non solo a mio giudizio, va da s\u00e9 \u2013 a ciascun cittadino europeo dei nostri tempi inquieti e &#8220;liquidi&#8221;, a patto che sia disposto ad accoglierle con mente davvero libera, con spirito schiettamente critico. <br>\nD\u2019altro canto, come sottacere che tali posizioni, tutto sommato chiare e distinte, stanno alla base della nostra <em>paideia<\/em>, dei nostri diritti e dei nostri doveri? Oggi chi ignora, inoltre, che esse sono state ponderate da quasi tutti gli autori pi\u00f9 solidi e originali (giurisperiti, filosofi, storiografi, letterati, sociologi, antropologi, psicologi etc.) che, per le ragioni pi\u00f9 varie, ci troviamo a frequentare? E chi pu\u00f2 negare, infine, che molte di queste idee sanno sovente spingerci, quasi prodigiosamente, ad operare a beneficio degli altri, di <em>tutti<\/em> gli altri, senza per\u00f2 negligere un vigilato amore di noi stessi? <br>\nCome ben illustrato da penne egregie di ieri e di oggi, buona parte degli <em>opera omnia<\/em> scritti e riscritti non senza gravi, logoranti fatiche dal perspicace, incontentabile intellettuale di Bordeaux pu\u00f2 <em>migliorare<\/em> la nostra persona, stimolando o consolidando nel nostro intimo, nel nostro \u201cforo interno\u201d, virt\u00f9 che trascendono spazi e tempi: menziono qui solo il rispetto genuino dell\u2019<em>humana dignitas<\/em>, la tolleranza, la libert\u00e0 (<em>in primis<\/em> negativa), l\u2019uguaglianza (<em>in primis<\/em> formale), la fratellanza universale, nonch\u00e9, in ambito stricto sensu morale, la fedelt\u00e0, la lealt\u00e0, l\u2019autodisciplina, la modestia, la dedizione costante e responsabile al lavoro per il bene dell\u2019umanit\u00e0 e, <em>last but not least<\/em>, l\u2019autentica <em>com-passione<\/em>, sia verso quanti ci sono cari sia verso il prossimo. <br>\nMa, lasciando ora da parte l&#8217;instancabile e, talora, insuperato lavoro di tanti e tanti studiosi <em>de race<\/em>, desidero ribadire con energia che al cittadino europeo degli anni Duemila farebbe assai bene soffermarsi <em>direttamente<\/em> su parecchie delle conclusioni elaborate, diffuse e difese da Montesquieu: pongo mente, in primo luogo, a quel che ha asseverato in campo etico-civile, politologico e spirituale. Cos\u00ec, potrebbe farne proficuamente oggetto di quelli che Pierre Hadot (1922-2010) \u2013 incomparabile storico del pensiero antico e filosofo <em>tout court<\/em>, che oggi, a giusto titolo, \u00e8 celebre e celebrato in tutt\u2019Europa \u2013 ha definito \u201cesercizi spirituali\u201d. Si tratta di una <em>pratica filosofica<\/em> \u2013 o, in altri termini, di uno stile di pensiero e di vita \u2013 che ha elargito alla posterit\u00e0 la migliore filosofia pagana, e che soltanto in seguito il Cristianesimo ha recepito e assimilato. <br><br>\n<span class=\"quote\">\nIo credo che in un ambito filosofico \u2013 asseriva Hadot una dozzina d&#8217;anni or sono, in una delle sue ultime interviste, tentando di fornire l&#8217;essenza di una riflessione durata ben pi\u00f9 di mezzo secolo<span id='easy-footnote-3-6055' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=6055#easy-footnote-bottom-3-6055' title='Cfr. N. Ordine, &lt;em&gt;Il segreto di famiglia del filosofo Hadot&lt;\/em&gt;, in \u201cIl Corriere della sera\u201d, 28 febbraio 2008, p. 37.'><sup>3<\/sup><\/a><\/span> \u2013 l\u2019\u201cesercizio spirituale\u201d possa considerarsi come una <em>pratica volontaria, tutta personale, destinata a provocare una profonda<\/em> trasformazione <em>dell\u2019individuo, una profonda<\/em> metamorfosi <em>del s\u00e9<\/em>. Per alcuni filosofi antichi, questa pratica potrebbe essere messa in relazione con il prepararsi ad affrontare le difficolt\u00e0 della vita: la malattia, la povert\u00e0, la mancanza del necessario, la variazione improvvisa della fortuna impongono un esercizio interiore che ci aiuta nella quotidianit\u00e0 e, nello stesso tempo, ci insegna a ragionare e a interiorizzare il sapere.<br><\/span><br>\nTra gli <em>officia<\/em> precipui della filosofia, ad avviso di Hadot, non spicca quello di progettare e via via portare a compimento \u00abdiscorsi nuovi\u00bb o \u00abedifici concettuali fine a se stessi\u00bb: \u00abLa filosofia deve soprattutto insegnarci ad andare al di l\u00e0 di noi stessi, a superare il perimetro limitato del nostro io, e a farci prendere coscienza del nostro appartenere alla grande comunit\u00e0 degli esseri umani. Solo cos\u00ec pensiero e azione possono aiutarci a cercare il bene comune, rinunciando a inseguire i piccoli egoismi e le miserie legate al nostro \u201cparticulare\u201d\u00bb. <br>\nUna consapevolezza di questo tipo ci permetterebbe altres\u00ec di osservare da una prospettiva ben diversa il fluire delle cose vieppi\u00f9 enigmatico, frenetico e sconvolgente entro il quale, <em>volentes aut nolentes<\/em>, siamo tutti gettati: \u00abSi tratta di cercare \u2013 concludeva Hadot \u2013 una vita pi\u00f9 razionale e ragionevole, che ci consenta di aprirci agli altri e di sentirci parte integrante dell\u2019immensit\u00e0 del mondo. Un processo che non prevede un punto di arrivo. Siamo di fronte a una sfida infinita che, pur non producendo sempre risultati di alto livello, ci aiuta comunque a misurarci con i grandi misteri dell\u2019esistenza\u00bb.<br>\nD\u2019altra parte, di l\u00e0 dalle indagini specialistiche, numerosi altri intellettuali di prim\u2019ordine hanno espresso, negli ultimi lustri, una preoccupazione non lieve n\u00e9 passeggera per la situazione in cui versa l\u2019uomo postmoderno, che si trova di giorno in giorno pi\u00f9 confuso dinanzi alle sfide imposte dal divenire socioeconomico, e che sempre pi\u00f9 spesso stenta a compiere e, pi\u00f9 ancora, a portare avanti scelte etiche nel contempo razionali e responsabili. Faccio riferimento, anzitutto, a quanto hanno argomentato in proposito Morin, Bauman, G. Steiner, G. Reale, La Capria, Ceronetti, Todorov, M. C. Nussbaum, R. De Monticelli e M. Marzano. <br>\nPur in forme, maniere e toni alquanto dissimili, tutti hanno manifestato di credere ancora pienamente nel valore morale, formativo e <em>terapeutico<\/em> della tradizione culturale d\u2019Occidente effettivamente conforme a quegli alti, nobilissimi princ\u00ecpi che fondano e vivificano <em>anche<\/em> la Carta costituzionale italiana del 1948 \u2013 la quale tanto deve, com\u2019\u00e8 risaputo, a Montesquieu. <br>\nPertanto, ben consapevole di essere in ottima compagnia, io pure sono persuaso che, confrontandosi <em>adagio<\/em> e <em>meticolosamente<\/em> con tali classici, l\u2019uomo della \u201csociet\u00e0 liquida\u201d di un postmoderno avanzato potrebbe rendere di gran lunga migliore la qualit\u00e0 complessiva della sua esistenza, e lasciare a chi verr\u00e0, fra l\u2019altro, un mondo meno appiattito, ingiusto, aggressivo. Per riuscire in quest\u2019intento, nondimeno, dovrebbe smettere una volta per tutte di pensare che tale colloquio vissuto con le filosofie, le lettere e le arti sia inconciliabile coi ritmi delle sue giornate, o troppo oneroso, o addirittura inutile, nella misura in cui i \u201cmonumenti\u201d delle lettere e del pensiero poco o nulla avrebbero a che fare con i nostri dubbi, le nostre angosce, le nostre speranze.<br>\nSeguendo con rispetto sincero e, insieme, con encomiabile giudizio le orme esigenti e ineguagliate di mentori dell\u2019Occidente quali Platone, Aristotele, Cicerone, Seneca, Marco Aurelio, nonch\u00e9, fra i moderni, Grozio, Descartes, Pascal, Malebranche e Locke, Montesquieu ha sovente dato prova di saper guidare, sostenere e persino illuminare con precetti, coordinate e ipotesi di efficacia formidabile un novero di generazioni cospicuo quanto, naturalmente, eterogeneo. Condannando qualsiasi forma di eccesso, servilismo e barbarie, schierandosi strenuamente per gli intramontabili ideali dello studio <em>vero<\/em>, questa figura generosa, lungimirante e davvero cosmopolita ha dimostrato con la vita e con l\u2019opera quanto bene possano fare a noi stessi e all\u2019umanit\u00e0 intera valori come la moderazione, la libert\u00e0 di pensiero, la giustizia, la filantropia, la saggezza, la sapienza, la ricerca della Verit\u00e0.\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"La sua gloria fu l&#8217;Esprit del lois; le opere di Grozio e di Pufendorf erano mere compilazioni, mentre il capolavoro di Montesquieu sembr\u00f2 l&#8217;opera di un uomo di Stato, di un filosofo, di un bel esprit, di un cittadino. 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