{"id":5974,"date":"2021-06-15T14:46:07","date_gmt":"2021-06-15T12:46:07","guid":{"rendered":"https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=5974"},"modified":"2021-06-17T12:08:46","modified_gmt":"2021-06-17T10:08:46","slug":"trasmettere-la-memoria-lammunition-hill-memorial-site-di-gerusalemme","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=5974","title":{"rendered":"Trasmettere la memoria. L\u2019Ammunition Hill Memorial Site di Gerusalemme"},"content":{"rendered":"\n<b>1. La battaglia e la nascita del Memoriale<\/b><br><br>\nFra i tantissimi luoghi di memoria di Gerusalemme ve ne uno molto particolare e importante per lo Stato d\u2019Israele. Questo luogo \u00e8 l\u2019Ammunition Hill Memorial Site, un classico esempio di luogo di memoria materiale a met\u00e0 tra il grezzo, perch\u00e9 in parte lasciato come appariva durante la battaglia, e il costruito, perch\u00e9 modificato in alcuni suoi punti. Il memoriale sorge su una collina chiamata in ebraico Giv\u2019at HaTahmoshet ma conosciuta ai pi\u00f9 con il nome di Ammunition Hill o, in italiano, Collina delle Munizioni. Questo nome era dovuto alla presenza fin dai tempi del mandato inglese di un deposito di munizioni collegato alla vicina accademia per ufficiali. Durante la Prima Guerra Arabo-Israeliana del 1948, la Legione Araba giordana aveva conquistato quasi tutta la parte nord dei colli che circondano Gerusalemme compresa la Collina delle Munizioni. Nel giugno 1967, durante la Guerra dei Sei Giorni<span id='easy-footnote-1-5974' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=5974#easy-footnote-bottom-1-5974' title='Per approfondire la Guerra dei Sei Giorni sul fronte israelo-giordano si veda Michael B. Oren, &lt;em&gt;Six days of war. June 1967 and the making of the modern middle east&lt;\/em&gt;, Oxford University press, New York City, 2002; Benny Morris, &lt;em&gt;Vittime&lt;\/em&gt;, Mondadori, Milano, 2001; Samir A. Mutawi, &lt;em&gt;Jordan in the 1967 war&lt;\/em&gt;, Cambridge University Press, Cambridge, 1987; Vick Vance e Pierre Lauer, &lt;em&gt;Re Hussein: la mia guerra con Israele&lt;\/em&gt;, Mondadori, Milano, 1968.'><sup>1<\/sup><\/a><\/span>, questa collina si trovava in territorio giordano ed era stata pesantemente fortificata dalla Legione Araba giordana che vi aveva posizionato circa centocinquanta soldati di professione. Con lo scoppio delle ostilit\u00e0 tra Israele e Giordania, l\u2019esercito israeliano tent\u00f2 di conquistare la collina per poter prima trarre in salvo la guarnizione di 120 soldati<span id='easy-footnote-2-5974' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=5974#easy-footnote-bottom-2-5974' title='&lt;a href=&quot;http:\/\/www.g-h.org.il\/en\/about\/ammunition-hill-battle&quot; title=&quot;Ammunition Hill Memorial Site&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener noreferrer&quot;&gt;Ammunition Hill Memorial Site&lt;\/a&gt;, ultima consultazione 19 gennaio 2021.'><sup>2<\/sup><\/a><\/span> presente nella vicina enclave israeliana del Monte Scopus e poi circondare la citt\u00e0 vecchia di Gerusalemme. La battaglia che si svolse su questa collina fu una delle pi\u00f9 dure e sanguinose di tutta la guerra. L\u2019esercito israeliano una volta giunto a contatto con le fortificazioni trov\u00f2 davanti ai suoi occhi una accanitissima e tenace resistenza da parte degli avversari giordani, ben trincerati e pronti a difendersi. Tale tenacia venne meno solo dopo ore di tanti piccoli combattimenti sparsi sulla collina, quando ormai entrambi gli schieramenti erano a corto di munizioni e di forze. Per tutta la durata degli scontri, a causa dell\u2019oscurit\u00e0 e della confusione, i soldati di ambo le parti non riuscirono sempre a capire a cosa stessero sparando. Frequenti furono i corpo a corpo avvolti nel buio delle anguste trincee. Le forze giordane, nonostante la superiorit\u00e0 del loro addestramento, furono infine costrette a ritirarsi a causa dell\u2019inferiorit\u00e0 del loro armamento e per evitare di essere circondate visto il cattivo andamento delle operazioni sugli altri fronti distanti solo qualche centinaio di metri. Inoltre gli israeliani, grazie alla loro superiorit\u00e0 aerea, erano riusciti a tagliare le linee di rifornimento e di comunicazione con i centri di comando giordani costringendo le truppe avversarie in uno sconfortante stato d\u2019isolamento. Al termine dello scontro rimasero sul campo trentasei soldati israeliani e settantuno soldati giordani. Essi combatterono con coraggio e tenacia dimostrando il loro valore e per questo entrambi ricevettero numerose decorazioni militari e riconoscimenti. La battaglia, proprio per la sua intensit\u00e0 e per il valore dimostrato di soldati, \u00e8 rimasta nella memoria di entrambi i popoli, ma in particolare per gli israeliani che, con grande emozione, la ricordano come uno dei momenti pi\u00f9 alti della loro storia nazionale, all\u2019insegna del coraggio e del sacrificio per la presa di Gerusalemme: \u00abSentivo che Re Davide e i combattenti del \u201967, insieme, stavano riportando Gerusalemme al popolo ebraico dopo un periodo di 3000 anni\u00bb<span id='easy-footnote-3-5974' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=5974#easy-footnote-bottom-3-5974' title='Paul Alster, &lt;em&gt;Back to Ammunition Hill, &lt;\/em&gt;in \u201cThe Jerusalem Report\u201d,&lt;em&gt; &lt;\/em&gt;12 Giugno 2017\/ 18 Sivan 5777, pp. 22-27.'><sup>3<\/sup><\/a><\/span> ebbe a dichiarare a proposito un veterano della Guerra dei Sei Giorni nel ricordo dei cinquanta anni intercorsi dalla battaglia. I soldati che hanno combattuto sulla Collina delle Munizioni sono diventati nel corso degli anni, nella memoria del paese, il simbolo di tutte le qualit\u00e0 che un buon israeliano dovrebbe possedere. Questo processo ha portato all\u2019evoluzione della memoria della battaglia, prima ristretta ai parenti delle vittime e molto differenziata, poi standardizzata e abbracciata dalla nazione e dallo stato. Il primo passo verso il processo di nazionalizzazione della memoria dei caduti sulla Collina delle Munizioni fu compiuto pochissimi giorni dopo il termine delle ostilit\u00e0. Il destino della Collina delle Munizioni e delle colline vicine era quello di essere trasformate in enormi nuovi quartieri per la citt\u00e0 appena conquistata. Appena Yossi Yaffe, il comandante della brigata paracadutisti che l\u00ec aveva combattuto, venne a sapere che il sito, il quale presentava i segni ancora freschi della battaglia, stava per essere sbancato e urbanizzato, intervenne subito mobilitando tutte le famiglie dei soldati caduti affinch\u00e9 il luogo fosse salvato dai bulldozer. Il Primo Ministro Levi Eshkol, colpito dalla determinazione delle famiglie dei caduti, decise d\u2019interrompere i lavori sulla cima del colle ma non sugli altri versanti e sulle altre colline dove essi continuarono dando origine a un nuovo quartiere che oggi porta il nome del Primo Ministro. Quindi grazie a questo pronto intervento il sito fu salvato e preservato. Subito dopo venne creato un comitato presieduto dal Maggior Generale Uzi Narkiss, responsabile delle operazioni contro i giordani, e composto da tutti coloro che avevano preso parte ai e dai parenti dei caduti. Questo comitato lavor\u00f2 molto intensamente per quasi sette anni al fine di identificare il sito specifico degli scontri, circoscriverlo, proteggerlo dai lavori di sbancamento nei dintorni e dotarlo di una struttura capace di accogliere un museo sulla battaglia e un memoriale. Il primo passo verso la conservazione e musealizzazione del sito venne compiuto poco dopo la creazione del comitato con l\u2019apposizione di una lapide recante i nomi dei caduti. Nel Giorno del Ricordo, <em>Yom HaZikaron<\/em><span id='easy-footnote-4-5974' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=5974#easy-footnote-bottom-4-5974' title='\u00c8 una ricorrenza nazionale celebrata ogni anno nel quarto giorno del mese ebraico di Iyar ed \u00e8 dedicata a tutti i membri delle forze armate e delle forze di sicurezza caduti in azione e a tutte le vittime, civili e non, del terrorismo.'><sup>4<\/sup><\/a><\/span>, del 1972, grazie all\u2019iniziativa delle famiglie dei caduti, al comitato presieduto da Narkiss e al governo, venne ufficialmente riconosciuta la straordinaria rilevanza del sito per la memoria nazionale e, in conseguenza di ci\u00f2, \u00ab[\u2026] 182 alberi di olivo furono piantati sul sito della battaglia in memoria dei soldati caduti\u00bb<span id='easy-footnote-5-5974' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=5974#easy-footnote-bottom-5-5974' title='Yitzhak Feniger, &lt;em&gt;Ammunition Hill: a guide to the visitor of Givat HaTachmoshet memorial site and museum, &lt;\/em&gt;Hamakor Press, Gerusalemme, 2000, p. 5.'><sup>5<\/sup><\/a><\/span>. Il numero di questi alberi aveva lo scopo di porre in risalto in tutta la sua grandezza ed estensione il peso della perdita che una nazione cos\u00ec piccola, sia territorialmente che demograficamente, aveva subito durante gli scontri per la Citt\u00e0 Santa. Negli anni a venire il comitato continu\u00f2 a lavorare intensamente per la conservazione del sito e venne fissato ci\u00f2 che il memoriale doveva rammentare: <br><br>\n<span class=\"quote\">\n\u00ab1) Il grande evento nella vita della nazione e la liberazione di Gerusalemme da parte delle brigate dell\u2019esercito israeliano che hanno combattuto nelle battaglie per Gerusalemme. 2) La memoria dei 182 eroici soldati che caddero per la liberazione di Gerusalemme durante la Guerra dei Sei Giorni. 3) L\u2019eredit\u00e0 culturale, artistica e letteraria di coloro che ci hanno lasciato i loro patrimoni e non hanno avuto il tempo di finirli\u00bb<span id='easy-footnote-6-5974' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=5974#easy-footnote-bottom-6-5974' title='&lt;a href=&quot;http:\/\/www.g-h.org.il\/en\/about\/ammunition-hill-battle&quot; title=&quot;Ammunition Hill Memorial Site&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener noreferrer&quot;&gt;Ammunition Hill Memorial Site&lt;\/a&gt;, ultima consultazione 19 gennaio 2021. '><sup>6<\/sup><\/a><\/span>. \n<br><\/span><br>\nNell\u2019ottava Giornata di Gerusalemme, <em>Yom Yerushalaim<\/em>, l\u2019otto maggio del 1975, si giunse a un punto di svolta con l\u2019inaugurazione ufficiale del Memorial Site. Nel 1990 la Knesset, il parlamento israeliano, riconobbe il grande valore del sito e decise di riconoscerlo ufficialmente come un Memoriale Nazionale. Da quel momento ogni celebrazione del Giorno di Gerusalemme presso il museo\/memoriale della Collina delle Munizioni vide la costante partecipazione di alte cariche dello stato e delle forze armate. <br><br>\n\n<b>2. La struttura del Memoriale<\/b> <br><br>\nIl Memorial Site ha ricevuto nel corso del tempo numerosi rimaneggiamenti. Inizialmente molto semplice e scarno, oggi l\u2019Ammunition Hill Memorial Site si presenta come un museo moderno. Gli ambienti dedicati alla mostra museale sono situati al centro del complesso, all\u2019interno della fortificazione centrale destinata al comando giordano che funge da base per un edifico composto da archi di cemento<span id='easy-footnote-7-5974' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=5974#easy-footnote-bottom-7-5974' title='La struttura in cemento \u00e8 stata ideata dagli architetti Gershon Zippor e Benjamin Idelson. I rinnovati interni degli ambienti del sito sono stati curati dall\u2019azienda privata MABATIM LTD di Tel Aviv. '><sup>7<\/sup><\/a><\/span>. L\u2019intera struttura centrale \u00e8 circondata dalle tortuose trincee costruite dai giordani le quali si intrecciano creando un fitto labirinto. Le trincee sono circondate da rottami, evidenti resti della battaglia, e le varie casematte presentano i segni del violentissimo scontro come muri crivellati di colpi e pareti squarciate dalle esplosioni. Entrando nella sezione centrale del museo si ripercorre l\u2019intera vicenda della Guerra dei Sei Giorni con un particolare focus sulla battaglia per la presa di Gerusalemme. Fin da subito, oltre all\u2019oscurit\u00e0 e al perenne frastuono di sottofondo delle mitragliatrici e delle bombe, non si pu\u00f2 far a meno di notare la notevole interattivit\u00e0 del museo. Le guide, disponibili in varie lingue, si attivano al passaggio dinnanzi gli schermi, dove sono proiettati filmati originali dell\u2019epoca, e anche dinnanzi agli espositori interattivi. Quest\u2019ultimi espongono attraverso lo schermo di cui sono dotati la storia di un protagonista della battaglia direttamente ricollegata all\u2019oggetto presente nella teca sottostante. La storia \u00e8 presentata mediante l\u2019utilizzo di un\u2019animazione molto moderna nello stile. Proseguendo si possono notare numerose mappe che con la loro luce risaltano nella penombra del museo. Esse risultano molto utili per la geolocalizzazione degli eventi. Altro aspetto di rilievo \u00e8 la presenza lungo il percorso di armi inerti utilizzate all\u2019epoca degli scontri. Verso la fine del percorso si pu\u00f2 notare anche una piccola sezione dedicata agli avversari giordani e in particolare a re Hussein di Giordania. Giunti ormai alla fine del museo, subito prima dell\u2019uscita, compare un\u2019enorme parete dorata, evidente riferimento alla canzone Gerusalemme d\u2019Oro<span id='easy-footnote-8-5974' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=5974#easy-footnote-bottom-8-5974' title='Su Gerusalemme d\u2019Oro, Yeroushalayim shel zahav in ebraico, si veda https:\/\/youtu.be\/mjmMllp8hJg, ultima consultazione 31 gennaio 2021. '><sup>8<\/sup><\/a><\/span> di Naomi Shemer, sotto un arco di cemento della struttura ove trovano posto le incisioni dei nomi dei soldati che hanno perso la loro vita durante la battaglia per Gerusalemme. Prima di uscire dall\u2019intero complesso si presentano altri tre luoghi. Il primo \u00e8 un piccolo anfiteatro adibito alle celebrazioni come quelle per il Giorno di Gerusalemme. Il secondo \u00e8 una piccola sala cinema dove si pu\u00f2 assistere a un breve filmato correlato da una mappa tridimensionale di Gerusalemme che, grazie a un particolare sistema d\u2019illuminazione, riesce a seguire la narrazione del breve audiovisivo. Il terzo \u00e8 la cosiddetta Sala della Memoria. Citando il titolo di un articolo dedicato a questa sala, lo scopo della sua creazione \u00e8 quello di \u00abIncidere la memoria del loro (dei soldati) sacrificio\u00bb<span id='easy-footnote-9-5974' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=5974#easy-footnote-bottom-9-5974' title='David Brummer, &lt;a href=&quot;https:\/\/www.jnf.org\/menu-3\/news-media\/jnf-wire\/jnf-wire-stories\/inscribing-the-memory-of-their-sacrifice&quot; title=&quot;Inscribing the memory of their sacrifice&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener noreferrer&quot;&gt;&lt;em&gt;Inscribing the memory of their sacrifice&lt;\/em&gt;&lt;\/a&gt;, ultima consultazione 31 gennaio 2021.'><sup>9<\/sup><\/a><\/span> affinch\u00e9 tutti passando da l\u00ec possano ricordarlo. Essa infatti presenta una griglia circolare dove sono affisse tutte le immagini dei caduti per la presa di Gerusalemme. Tra le grate e lo spazio circolare al centro ove troneggia uno schermo di grandi dimensioni sono state poste delle teche le quali custodiscono i ricordi, gli oggetti personali e le medaglie che le famiglie di alcuni soldati caduti hanno donato al sito. Infine, posto vicino a una delle due porte d\u2019accesso, vi \u00e8 un piccolo computer. Digitando un numero corrispondente a un soldato viene avviata la proiezione di un breve video sullo schermo centrale. Questi video, uno per ogni soldato caduto, raccolgono in pochi minuti le parole dei parenti o dei commilitoni che hanno trascorso con lui i suoi ultimi momenti, i quali raccontano la vita del caduto, le sue qualit\u00e0 personali, i suoi interessi, i sui sacrifici e la sua morte. <br><br>\n\n<b>3. I fruitori e gli scopi del Memoriale<\/b><br><br>\nIl sito occupa una posizione molto particolare nel panorama nazionale israeliano. Nonostante sia circondato e quasi coperto da quartieri assomiglianti a delle \u201cselve\u201d di condomini, \u00e8 ben conosciuto da tutta la popolazione, sia dai pi\u00f9 piccoli che dai pi\u00f9 grandi, sia dagli israeliani pi\u00f9 credenti che dagli israeliani meno religiosi. Molti di essi decidono di spendere giornate intere all\u2019interno del complesso per visitarlo in ogni suo dettaglio. In particolare durante la visita del sito non si possono fare a meno di notare le numerose famiglie, fra cui anche alcune ortodosse, i turisti americani filo-sionisti e le grandi masse di studenti che svolgono il loro <em>tour<\/em> scolastico d\u2019educazione, galvanizzati ed eccitati dalla bellezza del luogo. Si possono notare anche molti soldati intenti a effettuare visite guidate organizzate o semplicemente per rendere omaggio ai loro colleghi caduti durante la battaglia per Gerusalemme. Secondo il quotidiano Jerusalem Post sono circa ottantamila<span id='easy-footnote-10-5974' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=5974#easy-footnote-bottom-10-5974' title='Melanie Lidmani, &lt;em&gt;Ammunition Hill closed, Six Day War vets protest&lt;\/em&gt;&lt;a href=&quot;https:\/\/www.jpost.com\/national-news\/ammunition-hill-closed-six-day-war-vets-protest&quot; title=&quot;Ammunition Hill closed, Six Day War vets protest&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener noreferrer&quot;&gt;&lt;\/a&gt;, ultima consultazione 31 gennaio 2021.'><sup>10<\/sup><\/a><\/span> i soldati che annualmente si recano a visitare L\u2019Ammunition Hill Memorial Site. Esso quindi svolge un ruolo importantissimo nell\u2019educazione dei ragazzi delle scuole, futuri soldati di leva, e di coloro che stanno per svolgere o gi\u00e0 svolgono i loro anni di servizio nelle forze armate. <br>\nIl sito rappresenta il ben noto culto nazionale sionista per la fissazione della memoria dei caduti. Spesso, negli ambienti pi\u00f9 intrisi di <em>ethos<\/em> nazionale, ci si riferisce al sito della Collina delle Munizioni come \u00ab[\u2026] \u201cil mitologico sito della battaglia per Gerusalemme\u201d\u00bb<span id='easy-footnote-11-5974' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=5974#easy-footnote-bottom-11-5974' title='Chaim Noy, &lt;em&gt;Thank you for Dying for Our Country. Commemorative text and performances in Jerusalem&lt;\/em&gt;, Oxford University Press, New York City, 2015, p. 25.'><sup>11<\/sup><\/a><\/span> rappresentante \u00ab\u201cla scena della battaglia probabilmente pi\u00f9 collegata di tutte le altre alla guerra per la liberazione di Gerusalemme e la sua unificazione\u201d\u00bb<span id='easy-footnote-12-5974' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=5974#easy-footnote-bottom-12-5974' title='Ivi, p. 25. '><sup>12<\/sup><\/a><\/span>. Il sito, in sostanza, \u00e8 considerato un <em>must see <\/em>per chiunque voglia visitare Gerusalemme. La grande importanza del luogo \u00e8 riconosciuta anche dal fatto che, in virt\u00f9 del grande ruolo che esso svolge nel preservare la memoria dei valori e delle gesta di chi ci ha combattuto, \u00e8 stato scelto come luogo dove svolgere altre cerimonie come quelle per la conclusione della scuola per ufficiali o per la \u201cmarcia dei paracadutisti\u201d dove gli aspiranti ricevono il berretto delle brigate paracadutiste. In alcune occasioni il sito \u00e8 anche stato il punto di partenza per il <em>Jerusalem Trail <\/em>che partendo dal museo e continuando per tutta la parte est della citt\u00e0 mira a celebrare \u00abL\u2019Eterna Riunificazione di Gerusalemme\u00bb<span id='easy-footnote-13-5974' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=5974#easy-footnote-bottom-13-5974' title='Ibidem. '><sup>13<\/sup><\/a><\/span> e intende rimarcare \u00ab[\u2026] l\u2019urgente necessit\u00e0 nazionale di educare gli israeliani alla loro storia, al loro patrimonio\u00bb<span id='easy-footnote-14-5974' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=5974#easy-footnote-bottom-14-5974' title='Ivi, p. 26.'><sup>14<\/sup><\/a><\/span> mediante le passeggiate nella citt\u00e0 finalmente unita. Il sito della battaglia sulla collina \u00e8 anche al centro di una famosissima canzone dove il cantante, come se fosse un soldato in prima persona, narra in maniera originale e diversa dal solito i momenti cruciali della battaglia per la collina. La canzone, il cui nome <em>Giv\u2019at HaTahmoshet<\/em> \u00e8 lo stesso della collina in questione, \u00e8 stata composta nel 1968 da Yoram Tehar-Lev e funge da potente segnale del sito, elevandolo a luogo autentico di eventi eroici e storici, di azione e di combattimento. Quindi l\u2019ideologia di base su cui si fonda il museo non si concentra solo sulla \u201csemplice\u201d commemorazione ma anche sull\u2019educazione, sulla valorizzazione del patrimonio culturale, sulla memoria e sull\u2019autenticit\u00e0 della narrazione proposta. Questo sito pu\u00f2 essere collegato ad altri due luoghi di fondamentale importanza per l\u2019identit\u00e0 nazionale israeliana: Il Muro del Pianto e Il memoriale per le vittime dell\u2019olocausto, lo Yad Vashem<span id='easy-footnote-15-5974' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=5974#easy-footnote-bottom-15-5974' title='Lo Yad Vashem \u00e8 l&amp;#8217;Ente Nazionale per la Memoria della Shoah&amp;nbsp;di&amp;nbsp;Israele edificato alle pendici del Monte Herzl a Gerusalemme. Istituito per documentare e tramandare la storia del&amp;nbsp;popolo ebraico&amp;nbsp;durante la&amp;nbsp;Shoah, l\u2019ente preserva la memoria delle vittime dell\u2019olocausto e ricorda i non ebrei di diverse nazionalit\u00e0 che rischiarono le loro vite per aiutare gli ebrei durante la Shoah.'><sup>15<\/sup><\/a><\/span>. Questi tre luoghi, \u00abLa Santa Trinit\u00e0\u00bb<span id='easy-footnote-16-5974' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=5974#easy-footnote-bottom-16-5974' title='C. Noy, &lt;em&gt;Thank you for Dying for Our Country. Commemorative text and performances in Jerusalem&lt;\/em&gt;&lt;em&gt;, &lt;\/em&gt;cit.,&lt;em&gt; &lt;\/em&gt;p. 27.'><sup>16<\/sup><\/a><\/span> come vengono chiamati, secondo la narrativa ufficiale rappresentano tre passi decisivi della storia nazionale d\u2019Israele: il Muro del Pianto simboleggia la distruzione da parte delle truppe romane del luogo pi\u00f9 sacro agli ebrei e l\u2019inizio della secolare diaspora per il mondo; lo Yad  Vashem  il punto pi\u00f9 basso toccato dal popolo ebraico dopo secoli di dispersione cio\u00e8 la persecuzione e il tentativo di eliminazione da parte dei nazisti; l\u2019Ammunition Hill invece rappresenta il compimento del percorso di rinascita degli ebrei grazie al quale essi, ormai rinati e di nuovo uniti nella loro terra ancestrale, lasciano alle spalle tutte le sofferenze e i soprusi subiti nei secoli decidendo di essere per la prima volta dopo secoli artefici del proprio destino, pronti a combattere per la loro citt\u00e0 santa, pronti a mostrare al mondo la loro nuova forza, la loro rinnovata determinazione e il loro eroismo. Questa \u201ctrinit\u00e0\u201d \u00e8 importante perch\u00e9 ci mostra come, in una citt\u00e0 dove il rapporto con i caduti \u00e8 molto vivo, \u00ab[\u2026] l\u2019incontro tra i vivi e i morti \u00e8 socialmente organizzato e culturalmente regolato all\u2019interno della cornice della tradizione nazionale. Il Muro del Pianto, lo Yad Vashem e l\u2019Ammuniton Hill sono punti nodali in questa stratificata e interconnessa topografia culturale\u00bb<span id='easy-footnote-17-5974' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=5974#easy-footnote-bottom-17-5974' title='Ivi, p. 27.'><sup>17<\/sup><\/a><\/span>. <br><br>\n\n<b>4. La trasmissione dei contenuti attraverso la prossimit\u00e0 fisica e le nuove tecnologie<\/b><br><br>\nIl memoriale dell\u2019Ammunition Hill, grazie alla sua ubicazione presso il luogo stesso in cui sono avvenuti i fatti, pu\u00f2 vantare nei confronti dello spettatore un grado di autenticit\u00e0 indubbiamente elevato. Come riferito da uno dei suoi direttori il sito dell\u2019Ammunition Hill \u00e8 un luogo dove il visitatore \u00ab[\u2026] pu\u00f2 sentire il patrimonio con i suoi stessi piedi: muoversi nelle trincee, toccare i bunker, sentire le storie [\u2026]. Sentire che questo ragazzo \u00e8 caduto qui e quello \u00e8 successo l\u00ec\u00bb<span id='easy-footnote-18-5974' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=5974#easy-footnote-bottom-18-5974' title='Ivi, p. 28.'><sup>18<\/sup><\/a><\/span>. Queste parole sottolineano uno degli aspetti pi\u00f9 importanti della autenticit\u00e0 di un luogo il quale influenza in maniera decisiva la percezione di esso presso i visitatori: la prossimit\u00e0 fisica. La prossimit\u00e0 fisica, grande regina del museo, porta il visitatore a immedesimarsi nei soldati, a immaginare le loro azioni, i loro pensieri e sentimenti. \u00c8 proprio questo uno dei momenti in cui il museo fa breccia nella mente e nel cuore del visitatore raggiungendo il suo scopo cio\u00e8 di perpetrare attraverso la sua esperienza la memoria di questi eventi. Una particolarit\u00e0 del museo gi\u00e0 accennata in precedenza \u00e8 la massiccia presenza di oggetti appartenuti ai soldati caduti e dei loro scritti, tutto questo rientra nella ricerca dell\u2019autenticit\u00e0 al fine di testimoniare agli occhi del visitatore la veridicit\u00e0 della narrazione proposta. La stessa cosa vale per i bunker e le trincee. I visitatori appaiono elettrizzati dalla possibilit\u00e0 di visitare e toccare l\u2019autenticit\u00e0 trasmessa da questi oggetti i quali attraverso la loro immediatezza infondono un\u2019efficace e affettiva narrazione basata sul ricordo e sull\u2019identificazione nei soldati e nei valori di cui la loro memoria \u00e8 stata caricata. Non a caso le mostre nei musei appaiono fondamentalmente teatrali, poich\u00e9 rappresentano il modo in cui essi perpetuano le conoscenze e le commemorazioni che creano. Tutte le societ\u00e0, fin dai tempi pi\u00f9 antichi, fissano determinati valori e determinate azioni il cui adempimento \u00e8 pi\u00f9 prezioso della vita stessa. Tuttavia vi sono delle variazioni: se all\u2019interno di una societ\u00e0 il sistema di credenze e valori tende a mutare molto lentamente nel corso degli anni, per i mezzi di comunicazione non \u00e8 cos\u00ec. Guardando l\u2019Ammunition Hill Memorial Site non possiamo fare a meno di notare le sue mutazioni le quali testimoniano una presa di coscienza della forza e dell\u2019impatto che le nuove tecnologie possono avere nella preservazione e diffusione di memorie e valori. Dotati della tecnologia RFID, tutti gli schermi interattivi del museo si basano sulla \u00ab<em>proximity based interaction\u00bb<\/em><span id='easy-footnote-19-5974' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=5974#easy-footnote-bottom-19-5974' title='Luca Meolone, &lt;em&gt;Nuove tecnologie per la fruizione museale. Il museo storico dell\u2019et\u00e0 veneta di Bergamo, &lt;\/em&gt;S.N.T., 2015, p. 52. '><sup>19<\/sup><\/a><\/span>, definizione che indica \u00ab[\u2026] l\u2019interazione basata sulla prossimit\u00e0 fisica di un individuo rispetto ad un oggetto\u00bb<span id='easy-footnote-20-5974' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=5974#easy-footnote-bottom-20-5974' title='Ludovico Solima, &lt;a href=&quot;http:\/\/www.tafterjournal.it\/2008\/12\/22\/nuove-tecnologie-per-nuovi-musei-dai-social-network-alle-soluzioni-rfid\/&quot; title=&quot;Nuove tecnologie per nuovi musei. Dai social network alle soluzioni RFID&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener noreferrer&quot;&gt;&lt;em&gt;Nuove tecnologie per nuovi musei. Dai social network alle soluzioni RFID&lt;\/em&gt;&lt;\/a&gt;, visitato il 27 dicembre 2020. '><sup>20<\/sup><\/a><\/span>. Il visitatore infatti attraverso un dispositivo <em>reader<\/em>, l\u2019audioguida, riesce a interagire con un dispositivo <em>interrogator<\/em>, gli schermi interattivi, a seconda della sua posizione all\u2019interno del museo, ricevendo da esso dei flussi informativi sia in forma video che audio. La presenza di tali sistemi interattivi riportanti le storie dei protagonisti aumenta la vicinanza dello spettatore e la percezione di autenticit\u00e0 del luogo. Probabilmente essi e i filmati d\u2019epoca commentati, efficacemente affiancati da carte geografiche, raggiungono tali obiettivi in maniera molto efficace. Questa coppia infatti ricopre un ruolo centrale perch\u00e9 capace con la sua amalgama di movimento e luci di sollecitare maggiormente l\u2019attenzione dello spettatore che, anche grazie alla qualit\u00e0 degli effetti sonori, viene attratto dallo schermo porgendo quindi pi\u00f9 attenzione rispetto a quella che dedicherebbe al materiale statico come la documentazione scritta. Quest\u2019ultima per esempio necessiterebbe di un pi\u00f9 lungo e accurato lavoro d\u2019interpretazione da parte del visitatore. Nei filmati proposti questo lavoro \u00e8 completamente <em>bypassato<\/em> perch\u00e9 svolto dagli audiovisivi stessi i quali, grazie alla rifinita combinazione dei materiali inseriti al loro interno, riescono a comunicare con efficacia il sistema di memorie e valori invitando il visitatore a una partecipazione \u201critualistica\u201d durante la visita del sito.  Questi elementi finalizzati alla trasmissione di un certo sistema di valori, approfonditi da Mosse nei suoi studi sull\u2019estetica della politica<span id='easy-footnote-21-5974' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=5974#easy-footnote-bottom-21-5974' title='George Mosse, &lt;em&gt;La nazionalizzazione delle masse. Simbolismo politico e movimenti di massa in Germania (1815-1933)&lt;\/em&gt;, Il Mulino, Bologna, 2009, pp. 49-80. '><sup>21<\/sup><\/a><\/span>, furono gi\u00e0 adottati decenni prima dalle giovani nazioni europee ansiose di avvicinare le masse a dei valori da tramandare servendosi della narrazione di un evento fondante come piattaforma di partenza. Come ci riuscivano? Con strumenti diversi rispetto a quelli adottati nell\u2019Ammunition Hill, i cui principi e scopi di base per\u00f2 apparivano sostanzialmente i medesimi: alla base vi figuravano il movimento, i giochi di luce, i suoni, le prospettive, l\u2019originalit\u00e0 del mezzo mediante il quale si intendeva trasmettere quel determinato nucleo di informazioni. Tutto questo doveva coinvolgere e mettere in dialogo il pubblico con il sistema promosso. Guardando ai mezzi utilizzati nell\u2019Ammunition Hill osserviamo che tale modo di agire rimane, nei sui principi cardine, invariato nella anch\u2019essa giovane nazione israeliana la quale ne amplifica l\u2019efficacia mediante lo sfruttamento dei moderni mezzi di comunicazione presenti nel sito, capaci di velocizzare la comprensione e l\u2019assimilazione di tutti principi contenuti nella narrazione offerta. <br><br>\n\n<b>5. La trasmissione dei contenuti attraverso le testimonianze scritte<\/b><br><br>\nSe molti tendono a visitare in maniera passiva e poco consapevole i musei dedicati alle battaglie, nel caso dell\u2019Ammunition Hill \u00e8 diverso. Qui si viene immersi nell\u2019atmosfera dell\u2019epoca. Grazie all\u2019efficacia dei mezzi di comunicazione usati dal museo si viene condotti attraverso un viaggio temporale che coinvolge non solo la mente ma anche il fisico. Tra questi mezzi, oltre a quelli interattivi di cui abbiamo gi\u00e0 discusso, svettano le testimonianze scritte. In passato il museo conteneva quasi esclusivamente testimonianze cartacee al fine di rispettare il desiderio delle famiglie dei caduti cio\u00e8 \u00ab[\u2026] preservare e commemorare le testimonianze culturali, artistiche e letterarie dei soldati\u00bb<span id='easy-footnote-22-5974' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=5974#easy-footnote-bottom-22-5974' title='Ivi, p. 29.'><sup>22<\/sup><\/a><\/span>. Oggi sono state per la maggior parte sostituite dalle loro versioni digitalizzate e animate ma nonostante ci\u00f2 le testimonianze scritte dei soldati occupano ancora un ruolo di grandissima importanza nel museo. Attraverso l\u2019espositore, dotato di animazioni che permettono di materializzare ci\u00f2 che si sente nelle audio guide, lo spettatore crea un\u2019immagine del racconto. In seguito, coniugando le animazioni dell\u2019espositore alle testimonianze scritte e agli oggetti reali, prende coscienza della veridicit\u00e0 di ci\u00f2 che sta osservando. Arrivato a questo punto il visitatore diviene \u201cvulnerabile\u201d a tutto quel sistema di valori e principi di cui la narrativa del museo \u00e8 portatrice. Tra i documenti scritti a mano due in particolare caratterizzano il museo. I primi sono i disegni del soldato Dan Livni. La loro presenza d\u00e0 forza alla narrazione del museo: un cittadino, soldato e artista che, impressionato da quel che vide, e che nessun israeliano dovrebbe mai vedere, per la prima volta inizia a disegnare per documentare e fissare per iscritto quelle immagini che altrimenti sarebbero andate perse. Lui e i suoi colleghi sono dei semplici cittadini il quali per\u00f2 hanno scelto la via del coraggio perch\u00e9 compiono quel che nessun israeliano vorrebbe compire, vedono quello che nessuno israeliano vorrebbe vedere. Non perch\u00e9 lo desiderino bens\u00ec perch\u00e9 sono obbligati dall\u2019odio e dal desiderio di distruzione che i popoli avversari provano nei confronti d\u2019Israele. E malgrado tutto questo odio e tutta questa violenza trovano spazio per la cultura, l\u2019arte, i propri cari. Trovano spazio per le loro passioni, per la loro umanit\u00e0, per le loro passioni artistiche, simbolo di un popolo che brama esclusivamente la pace. Viene cos\u00ec composta l\u2019immagine di un esercito fatto da semplici cittadini non affini alla guerra ma anzi talentuosi artisti e meritevoli intellettuali che con i loro occhi di persone acculturate, pacifiche e imparziali descrivono la guerra. Uomini impegnati in una guerra non voluta ma di grande importanza per la sopravvivenza del paese e soprattutto per la liberazione di Gerusalemme, da tanto tempo sognata, ora pronta a ritornare nelle mani del suo popolo. In sostanza, uomini normali con tutte le loro passioni, virt\u00f9 e vizi che compiono azioni straordinarie. La questione \u00e8 che tale immagine cos\u00ec coesa e pulita della guerra e di chi l\u2019ha combattuta non \u00e8 naturale, ma creata <em>ad hoc<\/em> da chi se ne serve per presentare degli avvenimenti attraverso certi punti di vista. Altra testimonianza scritta di grande importanza \u00e8 il cartello scritto e affisso sul campo di battaglia dai soldati israeliani in onore degli avversari giordani. Essa dimostra il rispetto per il coraggio dell\u2019avversario, per il comune destino di morte che ha condiviso, un elogio per il grande impegno che essi hanno profuso nei combattimenti. Il testo \u00e8 il seguente: \u00abARMY OF ISRAEL \/ Ts H L <em>\/<\/em> BURIED HERE ARE \/ 17 BRAVE JORDANIAN \/ SOLDIERS. JUNE 7 1967\u00bb<span id='easy-footnote-23-5974' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=5974#easy-footnote-bottom-23-5974' title='Traduzione: Esercito d\u2019Israele \/ Tshal \/ Sono qui seppelliti \/ 17 coraggiosi soldati \/ giordani. 7 giugno 1967. Immagine contenente il testo per gentile concessione di Yaki Hetz.'><sup>23<\/sup><\/a><\/span>. Nel testo originale presente sul cartello la scritta <em>BRAVE<\/em>, coraggiosi, \u00e8 cancellata. Questo indica \u00ab[\u2026] come differenti punti di vista contestano l&#8217;interpretazione di eventi di conflitto [\u2026]. Il testo iniziale suggerisce un\u2019ideologia di fratellanza in armi, dove i soldati dei fronti opposti, mentre si ammazzano fra di loro, mostrano anche rispetto verso l\u2019altro. La cancellatura suggerisce un\u2019altra ideologia; gli altri (gli arabi) non sono uguali e non meritano nessuna forma di rispetto collegiale\u00bb<span id='easy-footnote-24-5974' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=5974#easy-footnote-bottom-24-5974' title='C. Noy, &lt;em&gt;Thank you for Dying for Our Country. Commemorative text and performances in Jerusalem&lt;\/em&gt;, cit., p. 38.'><sup>24<\/sup><\/a><\/span>. Questi \u00ab[\u2026] monumenti discorsivi [\u2026]\u00bb<span id='easy-footnote-25-5974' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=5974#easy-footnote-bottom-25-5974' title='Ivi, p. 39.'><sup>25<\/sup><\/a><\/span> sono importanti perch\u00e9 vi \u00e8 un forte collegamento fra testo scritto, memoria e attaccamento alla nazione. Essi sono, insieme a tutti gli strumenti moderni del museo, degli straordinari veicoli di trasmissione e inoltre possiedono il vantaggio della materialit\u00e0, sono fisicamente presenti dinnanzi lo spettatore il quale potrebbe anche entrare in contatto fisico con essi. Quest\u2019ultimo aspetto ci dimostra come \u00ab[\u2026] nessun testo \u00e8 un testo, n\u00e9 ha significati, influenza, posizione politica o leggibilit\u00e0 in assenza di una forma materiale\u00bb<span id='easy-footnote-26-5974' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=5974#easy-footnote-bottom-26-5974' title='Ibidem.'><sup>26<\/sup><\/a><\/span>. L\u2019altro vantaggio \u00e8 che essi sono documenti autentici dell\u2019epoca e quindi, grazie al loro aspetto datato e alla loro materialit\u00e0, portano le prove della loro autenticit\u00e0 autenticandosi da soli. In sostanza sono in grado di comunicare il senso di autenticit\u00e0 allo spettatore perch\u00e9 apparentemente non appaiono filtrate. Non vi \u00e8 nulla che le separi dagli utenti del museo e spesso non vi \u00e8 un supporto che tenti di interporsi fra le testimonianze e il visitatore al fine di interpretarle pi\u00f9 facilmente. \u00c8 lo spettatore che, apparentemente, le interpreta in autonomia. Ci\u00f2 non vale per gli espositori interattivi. Essi si, presentano delle testimonianze dell\u2019epoca scritte e non, ma le filtrano attraverso l\u2019animazione. Danno pi\u00f9 <em>pathos<\/em> alla scena. <em>Pathos <\/em>che ritorna sempre nella narrazione del museo. Quindi, si potrebbe dire che uno tra i caratteri pi\u00f9 importanti dell\u2019Ammunition Hill \u00e8 \u00ab[\u2026] la mobilitazione dell\u2019autenticit\u00e0 -materializzata nella forma di documenti originali- al servizio del rafforzamento dell\u2019impegno nazionale e della rielaborazione della memoria nazionale\u00bb<span id='easy-footnote-27-5974' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=5974#easy-footnote-bottom-27-5974' title='Ivi, pp. 38-39.'><sup>27<\/sup><\/a><\/span>. Difatti questi testi scritti e oggetti, queste fotografie e storie personali umanizzano e moralizzano i soldati che hanno dovuto uccidere. Moralizzano un evento sanguinoso caratterizzato da sofferenze atroci e violenza collettiva. I materiali e i ricordi esposti oltre a esplicitare l\u2019umanit\u00e0 dei protagonisti della battaglia mostrano anche come essi fossero degli uomini acculturati ed educati, uomini di penna e non solo di spada, i quali scrivono testi ricolmi di passione. Da millenni infatti il saper scrivere e il sapersi esprimere sono simboli di cultura, progresso, umanit\u00e0. Il fatto che siano delle persone acculturate capaci di provare emozioni, sensazioni e sentimenti contribuisce a mitigare agli occhi degli spettatori la violenza della guerra, a darne un\u2019immagine pi\u00f9 umana, pi\u00f9 pulita, pi\u00f9 romantica, pi\u00f9 presentabile agli spettatori. Inoltre questi testi creano una sorta d\u2019intimit\u00e0 con il protagonista, con ci\u00f2 che ha dovuto vedere e, di conseguenza, con i valori di cui la sua figura \u00e8 stata caricata.<br><br>\n\n<b>6. L\u2019oralizzazione dei contenuti e i suoi propositi<\/b><br><br>\nLe testimonianze dell\u2019epoca raccolte nel museo raccontano una storia realmente vissuta ed entrano in dialogo diretto con il visitatore, apparentemente senza celare nulla. Inoltre per\u00f2, grazie alle loro propriet\u00e0, possono essere oralizzate. L\u2019oralizzazione, traduzione letterale del termine anglosassone <em>oralization<\/em>, derivante dal verbo <em>to oralize<\/em>, indica quel processo di trasformazione di qualcosa di scritto in qualcosa di orale attraverso la sua pronunciazione a voce alta. Mediante questo processo il visitatore dell\u2019Ammunition Hill Memorial Site pu\u00f2 leggere, assorbire i sistemi di memorie, valori e ideali di cui le testimonianze sono state caricate e perpetuarli presso le proprie conoscenze e non solo.<br>\nGrazie all\u2019ammodernamento del sito avvenuto negli ultimi anni l\u2019oralizzazione gioca un ruolo ancor pi\u00f9 grande e pu\u00f2 avvenire fin dentro il museo attraverso gli espositori interattivi ma in particolare attraverso il cortometraggio proiettato nella saletta cinema e i video nella Sala della Memoria. Il cortometraggio \u00e8 l\u2019esempio concreto di come questo meccanismo funzioni. Il narratore, un veterano della Guerra dei Sei Giorni, insieme ai suoi nipoti ripercorre le tappe della battaglia per Gerusalemme e contemporaneamente porta sempre con s\u00e9 dei testi contenenti alcune testimonianze dell\u2019epoca le quali vengono lette, interpretate e quindi trasmesse ai nipoti. Essi rappresentano le nuove generazioni pronte per essere educate ai valori che il \u201cNuovo Ebreo\u201d<span id='easy-footnote-28-5974' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=5974#easy-footnote-bottom-28-5974' title='Nell\u2019ottica del Sionismo l\u2019idea di \u201cNuovo Ebreo\u201d indica un personaggio forte, determinato, in grado di difendersi da solo e radicalmente diverso dall\u2019ebreo in esilio del passato.'><sup>28<\/sup><\/a><\/span> israeliano dovrebbe possedere e mai abbandonare, al fine di distaccarsi da un passato fatto di ingiustizie, persecuzioni e arrendevolezza. <br>\nAltro luogo di oralizzazione \u00e8 la Sala della Memoria dove i parenti e gli amici dei soldati caduti parlano dei protagonisti attraverso dei brevi audiovisivi. Qui essi leggono e interpretano materiali prodotti dai caduti trasmettendo una immagine umana la quale identifica il visitatore nei soldati, nelle loro azioni e nei loro valori. Alcuni dei testi presenti nel museo possono essere letti ad alta voce o cantati e tali <em>performance<\/em> possono essere svolte da una singola persona o da pi\u00f9 persone, come spesso accade durante le viste delle scuole o delle forze armate.  Non a caso il memoriale della Collina delle Munizioni \u00e8 assiduamente frequentato sia dai ragazzi del servizio civile, i quali hanno scelto l\u2019Ammunition Hill per i loro <em>meeting <\/em>annuali, che dalle scolaresche e dai gruppi di soldati i quali si recano al sito in quanto facente parte dei percorsi di educazione previsti durante il servizio militare. Nonostante gli sforzi per attirare i giovani militari e per spingerli a una visita il pi\u00f9 possibile partecipativa il veterano e membro del consiglio di direzione Yaki Hetz sostiene che \u00ab[\u2026] non sia abbastanza\u00bb<span id='easy-footnote-29-5974' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=5974#easy-footnote-bottom-29-5974' title='Intervista con Yaki Hetz, 30 aprile 2019, Gerusalemme.'><sup>29<\/sup><\/a><\/span> e che il numero dei giovani visitatori, soprattutto dei militari, dovrebbe essere maggiore visto l\u2019enorme carico educativo che la battaglia e il sito detengono per l\u2019orizzonte nazionale israeliano. Di questo ne sono prova le stesse parole di Yaki Hetz: \u00ab[\u2026] Questa \u00e8 stata una battaglia molto difficile e abbiamo educato i soldati a riflettere sui suoi i valori. La missione della mia generazione \u00e8 trasferire i suoi valori alla generazione successiva [\u2026]\u00bb<span id='easy-footnote-30-5974' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=5974#easy-footnote-bottom-30-5974' title='Ibidem.'><sup>30<\/sup><\/a><\/span>, infatti \u00abquesta [\u2026] battaglia [\u2026] comprende tutti i valori del IDF: lo spirito di gruppo, il perseguimento dell\u2019obiettivo, l\u2019amicizia e la fratellanza. Qui ci sono tutte le principali battaglie israeliane e perci\u00f2 l\u2019IDF porta sempre le nuove reclute a vedere il sito\u00bb<span id='easy-footnote-31-5974' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=5974#easy-footnote-bottom-31-5974' title='Ibidem.'><sup>31<\/sup><\/a><\/span>. Spesso questi soldati sono accompagnati da ragazze e ragazzi dei Corpi di Educazione dell\u2019esercito. I componenti di questi corpi svolgono il ruolo di guide dell\u2019esercito per i militari in numerosi musei sparsi per Israele, se ne vedono tanti anche nel Museo Nazionale d\u2019Israele, e attraverso le loro spiegazioni fornisco ai soldati la narrativa ufficiale riguardo la storia del popolo ebraico e dello Stato d\u2019Israele. Nell\u2019Ammunition Hill aiutano nella comprensione dei vari passaggi del museo e si occupano di leggere e spiegare tutte le testimonianze scritte all\u2019interno e spesso di incitare i loro commilitoni all\u2019oralizzazione dei testi attraverso la lettura ad alta voce e alla recitazione. Il ruolo di questi corpi di educazione \u00e8 molto importante. Essi incitano i soldati a intraprendere azioni, come appunto l\u2019oralizzazione, che probabilmente non eseguirebbero spontaneamente e permettono a questi giovani ragazzi di assimilare pi\u00f9 velocemente il sistema di valori e memorie che quel luogo detiene. Emblematica \u00e8 la recitazione dei nomi di tutti i 182 soldati \u00ab[\u2026] morti per la santit\u00e0 di Gerusalemme\u00bb<span id='easy-footnote-32-5974' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=5974#easy-footnote-bottom-32-5974' title='Y. Feniger, &lt;em&gt;Ammunition Hill: a guide to the visitor of Givat HaTachmoshet memorial site and museum&lt;\/em&gt;, cit.,&lt;em&gt; &lt;\/em&gt;p. 28.'><sup>32<\/sup><\/a><\/span> nella battaglia sulla collina incitata dalle guide dell\u2019esercito ma anche il canto della canzone Gerusalemme d\u2019Oro. Questa canzone ha una grande valenza per la memoria della guerra. Composta nel 1967 dalla \u00abcantautrice nazionale\u00bb<span id='easy-footnote-33-5974' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=5974#easy-footnote-bottom-33-5974' title='C. Noy, &lt;em&gt;Thank you for Dying for Our Country. Commemorative text and performances in Jerusalem&lt;\/em&gt;&lt;em&gt;, &lt;\/em&gt;cit., p. 41.'><sup>33<\/sup><\/a><\/span> Naomi Shemer e spesso considerata alla pari dell\u2019inno nazionale israeliano, Gerusalemme d\u2019Oro racconta di una citt\u00e0 circondata da mura dorate ma allo stesso tempo vuota, rimasta ferma e intatta per millenni. Essa attende solamente che il suo popolo, il quale non l\u2019ha mai dimenticata, venga a riprendersela per ridarle vita. Questo \u201crito\u201d, la recitazione della canzone, deve riportare alla memoria la gioia per l\u2019unificazione della citt\u00e0, deve evidenziare la necessit\u00e0 di un ebreo forte in grado di difendere il suo popolo e la sua patria. Questa necessit\u00e0 viene spiegata attingendo a eventi passati indicati come emblemi della decadenza e usati per tracciare un unico filo logico che colleghi tutta la storia ebraica allo scontro per Gerusalemme: il popolo ebraico, toccato il fondo con l\u2019olocausto, \u00e8 ora rinato ed \u00e8 pervaso da una rinnovata forza, la battaglia per la Collina delle Munizioni ne \u00e8 il simbolo. La battaglia per Gerusalemme, gli scontri contro la Giordania e la Guerra dei Sei Giorni in generale sono il punto pi\u00f9 alto toccato dal popolo ebraico dopo l\u2019olocausto. La guerra di giugno \u00e8 un simbolo, \u00e8 la memoria di un popolo che ha intrapreso un processo di rinascita e che ha raggiunto la sua piena maturit\u00e0 con la Battaglia di Giv\u2019at HaTachmoshet lasciandosi alle spalle la debolezza e la divisone dei tempi della diaspora. <br><br>\n\n<b>7. Conclusioni<\/b><br><br>\nGiunti a questo punto possiamo affermare che l\u2019Ammunition Hill Memorial Site riesce, con una certa dose di successo, a veicolare la narrazione di cui \u00e8 promotore sfruttando efficacemente la combinazione di vari strumenti tecnologici con le testimonianze dell\u2019epoca e con il luogo in cui sorge. Come per\u00f2 in molti altri memoriali di questo genere sparsi per il mondo, la possibilit\u00e0 d\u2019inserire fattori che possano incoraggiare una riflessione pi\u00f9 ampia e quindi compromettere la compattezza della narrazione esposta \u00e8, anche nel caso dell\u2019Ammunition Hill, ampiamente scartata. Non a caso i punti di vista pi\u00f9 stridenti non solo godono di una considerazione minore ma vengo anche smussati e modellati in base alle esigenze. Il fucile giordano sul quale i militari israeliani apposero un cartello di commemorazione in onore dei caduti avversari dimostra la fratellanza e il rispetto che gli uomini dei due schieramenti provarono, e provano tutt\u2019oggi. Nonostante ci\u00f2 la carenza d\u2019informazioni che affligge la sua trasposizione all\u2019interno del museo tradisce in ultima analisi l\u2019assoluta prevalenza del punto di vista israeliano e la totale assenza di sforzi nell\u2019indagare le motivazioni che spinsero i soldati della Legione Araba a battersi con cos\u00ec tanto coraggio. L\u2019espositore interattivo dedicato a re Hussein di Giordania presenta una situazione non dissimile. Esso propone una minuscola parte del testo <em>Hussein of Jordan: My \u201cWar\u201d With Israel<\/em> nella quale il re descrive in preda alla confusione la drammatica situazione delle sue truppe e l\u2019inarrestabile forza degli avversari israeliani:<br><br>\n<span class=\"quote\">\n\u00abNon scorder\u00f2 mai la spaventosa visione della sconfitta. Le strade intasate di autocarri, jeep e veicoli di ogni tipo contorti, sventrati, ammaccati, ancora fumanti, con quel caratteristico puzzo di metallo e vernice bruciati dopo l\u2019esplosione di una bomba; un fetore che solo la polvere da sparo pu\u00f2 creare. In mezzo a quel macello ecco apparire uomini. In gruppi di trenta o in due, feriti, sfiniti, che cercavano di aprirsi una via verso la salvezza sfuggendo al tremendo colpo di grazia che stava scagliando su di loro un\u2019orda di Mirage israeliani che ruggivano nel cielo azzurro terso bruciato dal sole.<br>\nIdentificai le unit\u00e0 a cui appartenevano gli uomini colpiti. Chiesi: &#8220;Da dove vieni? Che cosa \u00e8 successo l\u00ec?\u201d<br>\nOgni volta ho sentito la stessa richiesta: <br>\n\u201cPer favore, Sire, ci dia qualche aereo e noi torneremo a combattere!&#8221;<br>\nAerei!<br>\nQuando ieri sono scoppiate le ostilit\u00e0, era ci\u00f2 di cui avevamo pi\u00f9 bisogno. Oggi nessuno dei nostri aerei \u00e8 in condizione di combattere. Quando ci siamo avvicinati alla linea del fronte e ho visto il mio esercito malconcio, sono stato colto da uno straziante senso di sconfitta\u00bb<span id='easy-footnote-34-5974' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=5974#easy-footnote-bottom-34-5974' title='Vick Vance e Pierre Lauer, &lt;em&gt;Hussein of Jordan: My \u201cWar\u201d With Israel&lt;\/em&gt;, Morrow, New York, 1969, pp. 89,90.'><sup>34<\/sup><\/a><\/span>.\n<br><\/span><br>\n\nIl libro originale \u00e8 qui finemente selezionato allo scopo di esporre unicamente quelle parole che pi\u00f9 si adattano all\u2019omogeneit\u00e0 della narrazione proposta dal museo, tralasciando quindi la quasi totalit\u00e0 del testo e di conseguenza eliminando tutte quelle sezioni scomode dove il monarca giordano esprime il suo punto di vista e le sue ragioni. La situazione peggiora se si va in cerca del punto di vista palestinese. Attraversando il museo si pu\u00f2 constatare la sua totale assenza. Non vi \u00e8 nessun espositore dedicato ai palestinesi di Gerusalemme che per diverse ragioni furono costretti a fuggire e ad accalcarsi sui ponti sul fiume Giordano per accedere in Transgiordania. Non vi \u00e8 spazio per il punto di vista di quei palestinesi che decisero di non scappare, n\u00e9 tantomeno per coloro i quali sia a Gerusalemme che nei villaggi limitrofi persero i loro averi a causa degli sgomberi effettuati durante la guerra o nei giorni immediatamente successivi agli scontri. <br>\nIn conclusione si pu\u00f2 evincere come la memoria della guerra esposta sia uniforme e non contempli voci dissonanti. Il passato \u00e8 selezionato, in alcuni casi omesso, relegando nell\u2019oblio i punti di vista dissonanti. Tutti gli elementi del museo\/memoriale, anche quelli dedicati agli avversari, si adattano alla narrazione ufficiale affinch\u00e9 trasmettano quei valori che combaciano alla perfezione con quelli propri del sionismo.\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"1. La battaglia e la nascita del Memoriale Fra i tantissimi luoghi di memoria di Gerusalemme ve ne uno molto particolare e importante per lo Stato d\u2019Israele. 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