{"id":5306,"date":"2020-12-17T03:34:50","date_gmt":"2020-12-17T02:34:50","guid":{"rendered":"https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=5306"},"modified":"2025-08-01T10:56:46","modified_gmt":"2025-08-01T08:56:46","slug":"note-politiche-canzoni-e-cantanti-del-movimento-di-indipendenza-eritreo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=5306","title":{"rendered":"Note politiche: canzoni e cantanti del movimento di indipendenza eritreo"},"content":{"rendered":"\n<b>1.  Kagnew Station: un\u2019antenna sul mondo<\/b><br><br>\n\nLa musica rappresenta un muro portante dell\u2019edificio culturale eritreo. I motivi sono diversi, taluni strutturali, quali ad esempio l\u2019utilizzo della musica nelle cerimonie religiose della Chiesa ortodossa Tewahedo. Vi sono anche ragioni contingenti: tra queste si pu\u00f2 annoverare il ruolo strategico che la citt\u00e0 di Asmara, capitale dell\u2019Eritrea, ebbe per alcuni decenni nella storia radiotelegrafica africana e mondiale. Alla sconfitta delle truppe italiane in AOI (Africa Orientale italiana) nel 1941 fece seguito l\u2019occupazione del Corno d\u2019Africa da parte delle truppe inglesi e americane, che si impegnarono immediatamente nel potenziamento delle strutture radiotelegrafiche della ex <em>colonia primigenia<\/em> dell\u2019Italia, ovvero l\u2019Eritrea. Ad Asmara, la vecchia <em>Radio Marina<\/em> venne potenziata dalle truppe alleate, trasformandosi in una importantissima base per le intercettazioni radio<span id='easy-footnote-1-5306' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=5306#easy-footnote-bottom-1-5306' title='Michela Wrong, &lt;em&gt;I Didn\u2019t Do it for You&lt;\/em&gt;, Harper Collins, New York, 2005, pp. 216 ss.'><sup>1<\/sup><\/a><\/span>.<br>\nIn breve tempo, la stazione asmarina acquis\u00ec un ruolo strategico, che nel 1953 indusse gli Stati Uniti e l\u2019Etiopia a firmare un patto militare che garantiva ai primi l\u2019utilizzo della stazione radio, ribattezzata <em>Kagnew Station<\/em> (dal nome di un battaglione della guardia imperiale etiope che fu inviato a combattere in Corea nel 1951)<span id='easy-footnote-2-5306' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=5306#easy-footnote-bottom-2-5306' title='Awet Tewelde Weldemichael, &lt;em&gt;Third World colonialism and Strategies of Liberation. Eritrea and East Timor&lt;\/em&gt;, Cambridge University Press, New York, 2013, pp. 40-43.'><sup>2<\/sup><\/a><\/span>. Kagnew Station divenne un sito strategicamente indispensabile: grazie alla collocazione geografica di Asmara (in termini di altitudine e latitudine), da l\u00ec era possibile inviare segnali radio verso (quasi) ogni parte del mondo. Per lungo tempo \u2014 almeno fino allo sviluppo della rete moderna di satelliti-spia \u2014 <em>Kagnew Station<\/em> mantenne un ruolo preminente nel sistema di comunicazioni militari statunitense, seconda soltanto alla base di Arlington, in Virginia<span id='easy-footnote-3-5306' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=5306#easy-footnote-bottom-3-5306' title='Tale importanza della stazione era segnalata dal fatto che intorno ad essa arrivarono a gravitare fino a 30.000 militari statunitensi, cfr. Gian Paolo Calchi Novati, &lt;em&gt;Il Corno d\u2019Africa nella storia e nella politica. Etiopia, Somalia e Eritrea fra nazionalismi, sottosviluppo e guerra&lt;\/em&gt;, Societ\u00e0 editrice internazionale, Torino, 1994, p. 173.'><sup>3<\/sup><\/a><\/span>.<br>\nFu proprio grazie a <em>Kagnew Station<\/em> (e all\u2019AFRS-American Forces Radio Services) che gli asmarini poterono avere precocemente accesso alla stessa musica dei radioascoltatori statunitensi: dal <em>rock and roll<\/em>, al <em>soul<\/em>, al <em>swing<\/em>, fino al <em>rhythm and blues<\/em>. Le novit\u00e0 ritmiche importate dagli Stati Uniti furono rapidamente assimilate da alcune bande musicali asmarine, che abbandonarono gli strumenti tradizionali, per suonare le chitarre elettriche, i sassofoni, le batterie.<br><br>\n\n\n<b>2.  Mahber Tiyatr Asmera (MaTA)<\/b><br><br>\n\nUn tornante degno di nota della nuova fase musicale fu la costituzione nel 1961 del <em>Mahber Tiyatr Asmera<\/em> (Associazione del teatro di Asmara), noto anche come MaTA. La nascita dell\u2019associazione artistica si inseriva in un contesto che, seppur vivace, non era riuscito a coagulare il dinamismo musicale della citt\u00e0 di Asmara intorno a un circuito stabile e riconosciuto: il <em>Mahber Tiyatr Asmera<\/em> assolse a tale funzione. Il MaTA nasceva nel medesimo anno in cui la lotta di liberazione eritrea contro l\u2019espansionismo etiope prendeva forma<span id='easy-footnote-4-5306' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=5306#easy-footnote-bottom-4-5306' title='Con la fine del colonialismo italiano nel Corno d\u2019Africa (1941), l\u2019Eritrea fu sottoposta al controllo del Regno Unito, fino alla federazione con l\u2019Etiopia nel 1952. Nel 1962, lo &lt;em&gt;status&lt;\/em&gt; del paese mut\u00f2 nuovamente e l\u2019Eritrea divenne una semplice provincia dell\u2019Etiopia. Contro tali spinte espansionistiche, si svilupp\u00f2 in Eritrea un movimento indipendentista che coinvolse ampi strati della popolazione (senza includere tuttavia l\u2019intera societ\u00e0). Convenzionalmente, il 1961 \u00e8 riconosciuto come l\u2019anno di avvio della lotta indipendentista eritrea.'><sup>4<\/sup><\/a><\/span>. Una sovrapposizione cronologica che avrebbe influenzato il carattere dell\u2019associazione, impegnata, attraverso la musica, nel rivendicare la specificit\u00e0 delle identit\u00e0 culturali eritree. L\u2019esordio del MaTA non fu semplice, considerando che, oltre a una scarna sala prove e qualche vecchia percussione, il gruppo disponeva di poco. Mancavano soprattutto i fondi, giacch\u00e9 i due <em>birr<\/em><span id='easy-footnote-5-5306' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=5306#easy-footnote-bottom-5-5306' title='Il birr \u00e8 la valuta etiope.'><sup>5<\/sup><\/a><\/span> mensili della quota associativa non rappresentavano una risorsa sufficiente per rimpinguare le casse del MaTA<span id='easy-footnote-6-5306' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=5306#easy-footnote-bottom-6-5306' title='Christine Matzke, &lt;em&gt;Engendering Theatre in Eritrea: The Roles and Representations of Women in the Performing Arts&lt;\/em&gt;, Tesi di dottorato, University of Leeds, School of English, settembre 2003, pp. 151 ss; Ead, &lt;em&gt;The Asmara Theatre Association (1961\u20131974)&lt;\/em&gt;, in &lt;em&gt;African Theatre: Companies&lt;\/em&gt;, a cura di James Gibbs, Woodbridge, Suffolk, 2008, pp. 62-81.'><sup>6<\/sup><\/a><\/span>.<br>\nSe le condizioni di partenza apparivano difficoltose, in breve tempo il MaTA riusc\u00ec a costruirsi una sua credibilit\u00e0, guadagnando prestigio e fama. Il salto di qualit\u00e0 era segnalato anche dalle divise che i membri del gruppo iniziarono ad indossare durante le esibizioni: una giacca bianca con papillion per gli uomini e una gonna abbinata ad un blazer per le donne. Si form\u00f2 cos\u00ec un\u2019orchestra professionale e ampia, formata da molti elementi, il cui affiatamento era garantito dalle prove quotidiane e dalle molte esibizioni che avevano luogo presso il Cinema Asmara e il Cinema Odeon. Il gruppo del MaTA si esibiva anche davanti alle telecamere di <em>American Kagnew Television Station<\/em>, che a partire dal 1955 aveva iniziato a trasmettere film e trasmissioni d\u2019intrattenimento<span id='easy-footnote-7-5306' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=5306#easy-footnote-bottom-7-5306' title='Indira Mannar, &lt;em&gt;Global Television and Eritrean Society&lt;\/em&gt;, in \u00abIndian Journal of Media Studies\u00bb, n. 1-2, 2012.'><sup>7<\/sup><\/a><\/span>.<br>\nIl MaTA non intratteneva soltanto il pubblico asmarino, ma era impegnato in tour serrati, che attraversavano numerose citt\u00e0 eritree: Keren, Tessenei, Deqamhare, Massaua; e perfino localit\u00e0 etiopi<span id='easy-footnote-8-5306' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=5306#easy-footnote-bottom-8-5306' title='Grazie ai soldi raccolti nel tour etiope del 1966, il MaTA riusc\u00ec ad acquistare un ampio immobile sulla via principale di Asmara, &lt;em&gt;Goden\u00e0 Hail\u00e8 Sellassi\u00e8&lt;\/em&gt; (ora &lt;em&gt;Goden\u00e0 Harnet&lt;\/em&gt;), cfr, Christine Matzke, &lt;em&gt;Engendering Theatre&lt;\/em&gt;, cit., p. 132.'><sup>8<\/sup><\/a><\/span>.<br>\nAlla fase di ascesa e successo segu\u00ec un periodo di crisi, determinato dal progressivo deterioramento del contesto politico. Dopo la fine dell\u2019esperimento federativo (1962) e l\u2019annessione dell\u2019Eritrea all\u2019Etiopia (di cui la prima diveniva una provincia), s\u2019avvio una fase di repressione da parte delle forze imperiali. Contestualmente, si assistette ad una maggiore politicizzazione delle canzoni interpretate dagli artisti del MaTA: le tematiche amorose e il romanticismo lasciavano spazio ad argomenti meno frivoli, legati alle sofferenze della popolazione e all\u2019identit\u00e0 locale. L\u2019esempio pi\u00f9 limpido era Atewebrhan Seghid e la sua canzone \u00abAslamai\/Kstanai\u00bb (\u00abMusulmano\/cristiano\u00bb): <br><br><span class=\"quote\">\n\nAslamay, Kstanay, wedi Kolla Dega, ne mhri zelay ayte habo uaga. <br>\nAyte habo uaga, keyte khon idaga!<br><br>\nMusulmano, Cristiano, originario di Kolla o di Dega, non date retta a ci\u00f2 che<br>\ndicono i nemici. Non date retta, perch\u00e9 se lo fate diventerete merce!<span id='easy-footnote-9-5306' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=5306#easy-footnote-bottom-9-5306' title='Di questa canzone, come anche delle fonti audio-video di seguito citate, si segnala la versione liberamente reperibile e fruibile su Youtube: Ato Ateweberhan Segid, &lt;a href=&quot;https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=RIte-dlZPJw&quot; title=&quot;Wedi Kolla Dega By Ato Ateweberhan Segid&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener noreferrer&quot;&gt;&lt;em&gt;Wedi Kolla Dega&lt;\/em&gt;&lt;\/a&gt;, ultimo accesso 10 settembre 2020. Il richiamo a Kolla e Dega fa riferimento agli abitanti del bassopiano e a quelli dell\u2019altopiano.'><sup>9<\/sup><\/a><\/span>.<br><\/span><br>\n\nIl brano, interpretato come un inno all\u2019unit\u00e0 della popolazione eritrea e un richiamo alla specificit\u00e0 delle sue culture, divenne oggetto di aspre critiche, che assunsero infine la forma dell\u2019attacco fisico a Seghid. Assalito da alcuni contestatori fin\u00ec per perdere un occhio.<br>\nL\u2019inasprirsi della repressione ebbe effetti negativi sugli artisti del collettivo MaTA, che subirono arresti arbitrari, intimidazioni e in alcuni casi furono costretti ad abbandonare il paese, optando per l\u2019esilio. Risult\u00f2 cos\u00ec inevitabile lo scioglimento del MaTA nel 1974, mentre ad Addis Abeba tramontava l\u2019impero millenario del Negus, travolto dai militari del <em>Derg<\/em>.<br>\nTuttavia, nei quasi quindici anni di attivit\u00e0, il MaTA aveva adempiuto ad un compito molto importante, rappresentando il pi\u00f9 fertile vivaio musicale eritreo, che form\u00f2 alcuni celebri cantanti del paese, destinati a percorrere una brillante carriera: Tebereh Tesfahunei<span id='easy-footnote-10-5306' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=5306#easy-footnote-bottom-10-5306' title='Tebereh Tesfahunei fu una delle pi\u00f9 celebri cantanti eritree. Membro del MaTA fin dai primi anni di fondazione del collettivo, guadagn\u00f2 un\u2019enorme fama in seguito all\u2019uscita della canzone \u00ab\u2019Zi gezana abi hdmo\u00bb, nella quale trattava di una casa infestata da insetti, con un richiamo metaforico all\u2019occupazione etiope. Proprio per il sottotesto politico, l\u2019opera fu oggetto di censura.'><sup>10<\/sup><\/a><\/span>, Alamin Abdellatif<span id='easy-footnote-11-5306' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=5306#easy-footnote-bottom-11-5306' title='Alamin Abdellatif (noto anche come Memhr Alamin, ovvero Maestro Alamin) era nato ad Asmara, nella zona di Abba Shawl (alla quale dedic\u00f2 la canzone \u00abAbbay Abba Shawl\u00bb). Abdellatif \u00e8 considerato uno dei pi\u00f9 influenti artisti eritrei, dotato di una grande versatilit\u00e0 nella tecnica musicale. Dopo il periodo del MaTA, la sua produzione si indirizz\u00f2 verso canzoni in lingua araba e soprattutto tigr\u00e8, divenendo uno dei rappresentanti tipici della tradizione musicale tigr\u00e8, assieme a Fatna Osman, Said Abdalla e Ahmed Wedi Sheikh.'><sup>11<\/sup><\/a><\/span>, Osman Abdulrahim, Yemane Ghebremichael (meglio noto come Yemane Baria).<br><br>\n\n\n<b>3.  Zerai Deres Band<\/b><br><br>\n\nTra i talenti cresciuti all\u2019interno del MaTA di particolare interesse \u00e8 il caso dei musicisti Hail\u00e8 Ghebr\u00f9 e Abdalla Abubaker. Usciti dal <em>Mahber Tiyatr Asmera<\/em> alla fine degli anni \u201960, successivamente si unirono alla <em>Rockets Orchestra<\/em><span id='easy-footnote-12-5306' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=5306#easy-footnote-bottom-12-5306' title='Tra gli artisti che componevano la &lt;em&gt;Rockets Orchestra&lt;\/em&gt; si segnalano i fratelli Tesfamichael e Ghebrehiwet Keleta.'><sup>12<\/sup><\/a><\/span>, composta da una quarantina di elementi e guidati dalla voce di Osman Abdulrahim, indimenticabile interprete del brano <em>twist<\/em> \u00abQuzri silki hibki\u00bb (\u00abHai dato il numero di telefono\u00bb)<span id='easy-footnote-13-5306' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=5306#easy-footnote-bottom-13-5306' title='&lt;a href=&quot;https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=wN_O55cnTfE&quot; title=&quot;Quzri silki hibki&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener noreferrer&quot;&gt;&lt;em&gt;Quzri silki hibki&lt;\/em&gt;&lt;\/a&gt;.'><sup>13<\/sup><\/a><\/span>. L\u2019esperienza del tastierista\/batterista Abubaker e del cantante Ghebr\u00f9 nella <em>Rockets Orchestra<\/em> dur\u00f2 pochi mesi, trascorsi a suonare in vari locali di Asmara, tra cui il Piccadilly.<br>\nNel 1968, i due costituirono la <em>Zerai Deres Band<\/em>, i cui membri, oltre a Ghebr\u00f9 e Abubaker, erano: Arefaine Ghebr\u00f9 (gi\u00e0 membro della <em>Rockets Orchestra<\/em>), Brhane Ghebr\u00e8, Tekhle Abraha, Aurelio Giovanni. Il nome del gruppo era fortemente evocativo, poich\u00e9 Zerai Deres era considerato sia in Eritrea che in Etiopia un eroe. Nato nella regione del Sera\u00e8 (Eritrea) nel 1914, Deres aveva intrapreso gli studi religiosi presso i cappuccini nella citt\u00e0 di Segheneiti, imparando cos\u00ec l\u2019italiano. Tale competenza gli aveva permesso di trovare un impiego come interprete. Giunto a Roma nel 1938, si rese protagonista di un atto di ribellione anticoloniale, che gli cost\u00f2 l\u2019arresto e in seguito l\u2019internamento presso il manicomio di Barcellona Pozzo di Gotto (Messina), fino alla morte avvenuta nel 1945. <br>\nLa caratteristica della <em>Zerai Deres Band<\/em> era il sincretismo musicale, ma anche il pluralismo linguistico. Fortemente segnati dalla produzione musicale eritrea di quegli anni, quindi da nomi quali Jaber Mahmud, Tewolde Reda<span id='easy-footnote-14-5306' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=5306#easy-footnote-bottom-14-5306' title='Tewolde Reda fu uno dei pi\u00f9 importanti cantanti e soprattutto chitarristi eritrei, dotato di uno stile originale e molto personale; cfr. a titolo di esempio il brano &lt;a href=&quot;https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=gsS11_hm3Ro&quot; title=&quot;Milenu&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener noreferrer&quot;&gt;&lt;em&gt;Milenu\/Milena&lt;\/em&gt;&lt;\/a&gt;, ultimo accesso 15 novembre 2020.'><sup>14<\/sup><\/a><\/span>, Tewolde Abraha e soprattutto da un gigante quale Atewebrhan Seghid, i <em>Zerai Deres Band<\/em> erano altres\u00ec aperti alle influenze musicali provenienti dagli Stati Uniti. Il risultato era uno stile che univa <em>rock and roll<\/em>, <em>twist<\/em> e <em>jazz<\/em>, mescolando tigrino, amarico, inglese. Anche i luoghi delle esibizioni erano i pi\u00f9 vari, a partire dai locali di cui Asmara pullulava, fino ai concerti dedicati ai corpi diplomatici, avvezzi alla musica leggera (\u00abmusiqa lus lus\u00bb)<span id='easy-footnote-15-5306' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=5306#easy-footnote-bottom-15-5306' title='Un\u2019interessante ricostruzione della nascita e della vita della banda \u00e8 offerta dagli stessi membri del gruppo musicale, Abdalla Abubaker e Hail\u00e8 Ghebr\u00f9, in un\u2019intervista rilasciata nel 2016 nel corso della trasmissione &lt;em&gt;Merhab\u00e0&lt;\/em&gt;, condotta da Asmeron Habtemichael (a sua volta gi\u00e0 membro del MaTA). Cfr. &lt;em&gt;Interview with Abdelwaki and Haile About First Eritrean Zerai Deres Band&lt;\/em&gt; (&lt;a href=&quot;https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=mxsx2cjDR9k&quot; title=&quot;Interview with Abdelwaki and Haile About First Eritrean Zerai Deres Band&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener noreferrer&quot;&gt;part 1&lt;\/a&gt;, &lt;a href=&quot;https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=J696RQnyyCE&quot; title=&quot;Interview with Abdelwaki and Haile About First Eritrean Zerai Deres Band&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener noreferrer&quot;&gt;part 2&lt;\/a&gt;), intervista in tigrino, ultimo accesso 28 agosto 2020.'><sup>15<\/sup><\/a><\/span>. Il gruppo si esibiva anche per i militari americani di stanza ad Asmara, e registrava le proprie <em>performances<\/em> a <em>Kagnew Station<\/em>, che continuava a rappresentare un punto di riferimento nel panorama musicale eritreo. La duttilit\u00e0 performativa si abbinava alla molteplicit\u00e0 di influenze e contaminazioni culturali, tra le quali bisogna citare quelle veicolate da artisti italiani asmarini: a partire dal sassofonista Gaetano Raimi, fino alla band dei <em>Teenagers<\/em>, composta da italiani ed eritrei (tra cui il virtuoso chitarrista Brhane Antonioni). Dovendo individuare un brano che racchiuda le peculiarit\u00e0 stilistiche della <em>Zerai Deres Band<\/em>, probabilmente, la canzone in tigrino \u00abTerif\u00e8 nbeyney\u00bb (\u00abSono rimasto da solo\u00bb) \u00e8 la pi\u00f9 significativa<span id='easy-footnote-16-5306' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=5306#easy-footnote-bottom-16-5306' title='Haile Ghebru &amp;amp; Zerai Deres band, &lt;a href=&quot;https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=5edYcCoBrhk&quot; title=&quot;Terif\u00e8 nbeyney&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener noreferrer&quot;&gt;&lt;em&gt;Terif\u00e8 nbeyney&lt;\/em&gt;, ultimo accesso 28 ottobre 2020.'><sup>16<\/sup><\/a><\/span>.\nCos\u00ec come gi\u00e0 successo per il <em>Mahber Tiyatr Asmera<\/em>, anche l\u2019attivit\u00e0 della <em>Zerai Deres Band<\/em> nel corso degli anni \u201970 fu negativamente influenzata dal deteriorarsi del clima politico, a seguito dell\u2019inasprirsi della repressione che il governo di Addis Abeba esercitava nei confronti dell\u2019Eritrea. Quest\u2019ultima, se dal punto di vista geografico era una periferia dell\u2019Impero, culturalmente ne era uno dei cuori pulsanti<span id='easy-footnote-17-5306' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=5306#easy-footnote-bottom-17-5306' title='Elizabeth Oehrle, David Akombo, Elias Weldegabriel, &lt;em&gt;Community Music in Africa: Perspective from South Africa, Kenya, and Eritrea&lt;\/em&gt;, in &lt;em&gt;Community Music Today&lt;\/em&gt;, a cura di AAVV, Rowman &amp;amp; Littlefield Education, Lanham, 2013, pp. 67 ss.'><sup>17<\/sup><\/a><\/span>.<br>\nI contraccolpi sul gruppo musicale furono tremendi: l\u2019arresto di Hail\u00e8 Ghebr\u00f9 port\u00f2 allo scioglimento della banda nel 1975.<br><br>\n\n\n<b>4.  Cantanti in divisa<\/b><br><br>\n\nIl cambio di regime ad Addis Abeba nel 1974 segn\u00f2 l\u2019avvio della fase pi\u00f9 cruenta e violenta della lotta di resistenza eritrea. Anche l\u2019ambiente musicale fu travolto dall\u2019ondata di repressione, che tra gli obiettivi annoverava la compressione delle specificit\u00e0 identitarie e culturali eritree.<br>\nVa segnalato come questa nuova fase politica coincise con il tramonto delle band composte da italiani residenti in Eritrea, che avevano scelto di rimanere nel paese anche dopo la fine dell\u2019occupazione coloniale. Tra i gruppi musicali pi\u00f9 noti vi erano i The Imperials, formati da Antonio Di Nardo (voce\/sassofono), Gaetano Ranieri (sax contralto), Valerio Brancaro (basso), Gianni Silla (chitarra ritmica), Gianni Amato (batteria), Rai Ramoni (organo), Alfredo Menghetti (chitarra elettrica). La band, che cantava in italiano e inglese, era solita esibirsi in diversi club della capitale e delle principali citt\u00e0 eritree. La pi\u00f9 celebre esibizione del gruppo si svolse in occasione dell\u2019elezione a <em>Miss Eritrea<\/em> di Zeudi Araya (1969).<br>\nA met\u00e0 degli anni \u201970, le bande composte da italiani o comunque multietniche erano pochissime; pesava il dato dell\u2019emigrazione verso la Penisola di molti italiani, che provoc\u00f2 l\u2019assottigliamento di questa storica comunit\u00e0, presente in Eritrea ormai da diversi decenni<span id='easy-footnote-18-5306' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=5306#easy-footnote-bottom-18-5306' title='Sul tema dell\u2019esodo degli italiani dall\u2019Eritrea dopo il 1974 cfr. A. Del Boca, &lt;em&gt;Gli italiani in Africa orientale. Nostalgia delle colonie&lt;\/em&gt;, vol. IV, Laterza, Roma-Bari, 1984, pp. 547 ss. Col cambio di regime nel 1974, si chiudeva ogni canale di comunicazione tra la cultura musicale italiana e quella eritrea. Un esempio di tale contaminazione era rappresentato dalla figura di Umberto Barbuy, il quale, figlio di una coppia italo-eritrea, era divenuto il punto di riferimento artistico per molti musicisti, tra cui Hail\u00e8 Ghebr\u00f9 e Tewolde Reda.'><sup>18<\/sup><\/a><\/span>.<br>\nLe conseguenze del cambio di regime del 1974 si manifestarono in maniera devastante per i cantanti eritrei. L\u2019inasprimento del clima politico spinse alcuni ad intraprendere la strada dell\u2019esilio verso l\u2019Arabia Saudita, il Sudan, l\u2019Europa o l\u2019America settentrionale. Taluni si stabilirono in Etiopia, per sfuggire al contesto oppressivo asmarino e continuare a praticare la loro arte (ad esempio Berekhet Menghsteab<span id='easy-footnote-19-5306' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=5306#easy-footnote-bottom-19-5306' title='Un\u2019interessante e vivace autobiografia di Berekhet Menghsteab \u00e8 offerta dallo stesso, intervistato da Asmerom Habtemichael: il lungo dialogo, intermezzato da alcune esibizioni, ripercorre la vita di Menghsteab, dall\u2019infanzia in Eritrea, al periodo etiope, dove alla carriera musicale affiancava il lavoro da barbiere; infine il ritorno nel paese natale. Cfr. Bereket Mengisteab. New Eritrean Interview &amp;amp; Music Video 2020 (&lt;\/a&gt;&lt;a href=&quot;https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=jpfFuV-T9XI&quot; title=&quot;Bereket Mengisteab | Part 1 | New Eritrean Interview &amp;amp; Music Video 2020&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener noreferrer&quot;&gt;part 1&lt;\/a&gt;, &lt;a href=&quot;https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=YNdjGJQVoDo&quot; title=&quot;Bereket Mengisteab | Part 2 | New Eritrean Interview &amp;amp; Music Video 2020&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener noreferrer&quot;&gt;part 2&lt;\/a&gt;, &lt;a href=&quot;https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=88y1pRBsG78&quot; title=&quot;Bereket Mengisteab | Part 3 | New Eritrean Interview &amp;amp; Music Video 2020&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener noreferrer&quot;&gt;part 3&lt;\/a&gt;, &lt;a href=&quot;https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=akGbgXc5Y3o&quot; title=&quot;Bereket Mengisteab | Part 4 | New Eritrean Interview &amp;amp; Music Video 2020&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener noreferrer&quot;&gt;part 4&lt;\/a&gt;, &lt;a href=&quot;https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=nDgSFVAVZMw&quot; title=&quot;Bereket Mengisteab | part 5 | New Eritrean Interview &amp;amp; Music Video 2020&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener noreferrer&quot;&gt;Part 5&lt;\/a&gt;, &lt;a href=&quot;https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=f0P9-Q2msts&quot; title=&quot;Bereket Mengisteab | Part 6 | New Eritrean Interview &amp;amp; Music Video 2020&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener noreferrer&quot;&gt;part 6&lt;\/a&gt;, &lt;a href=&quot;https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=1JC0fz4cfBY&quot; title=&quot;Bereket Mengisteab | Part 7 | New Eritrean Interview &amp;amp; Music Video 2020&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener noreferrer&quot;&gt;part 7&lt;\/a&gt;, &lt;a href=&quot;https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=aoDxVFy4K-Y&quot; title=&quot;Bereket Mengisteab | Part 8 | New Eritrean Interview &amp;amp; Music Video 2020&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener noreferrer&quot;&gt;part 8&lt;\/a&gt;, &lt;a href=&quot;https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=rIQfCvFdqN4&quot; title=&quot;Bereket Mengisteab | Part 9 | New Eritrean Interview &amp;amp; Music Video 2020&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener noreferrer&quot;&gt;part 9&lt;\/a&gt;).'><sup>19<\/sup><\/a><\/span>, \u201cil re della guayla\u201d<span id='easy-footnote-20-5306' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=5306#easy-footnote-bottom-20-5306' title='La guayla \u00e8 una tipologia di musica adatta al ballo di gruppo, suonata in particolare durante cerimonie e feste.'><sup>20<\/sup><\/a><\/span>). Infine, numerosi furono quelli che si unirono alla lotta armata, continuando a imbracciare gli strumenti musicali indossando una divisa.<br>\nIl biennio 1974-1975 rappresent\u00f2 un tornante decisivo nella storia musicale del paese. Asmara perse il ruolo centrale che aveva conservato fino ad allora, mentre i luoghi della produzione artistica si spostarono verso le zone in cui operavano le forze indipendentiste, e verso l\u2019estero, dove si stavano formando le comunit\u00e0 diasporiche. Dunque, il cambiamento riguard\u00f2 <em>in primis<\/em> il pubblico al quale era indirizzata la musica dei gruppi: non pi\u00f9 i locali e i teatri delle principali citt\u00e0 eritree ed etiopi, ma il contesto pi\u00f9 rurale dei territori controllati dai gruppi armati del FLE (Fronte di liberazione dell\u2019Eritrea) e del FPLE (Fronte popolare di liberazione dell\u2019Eritrea). Poi, come gi\u00e0 accennato, vi erano le comunit\u00e0 diasporiche, presenti in Sudan (retroterra strategico della resistenza), in Egitto, in Europa (Italia, Svizzera, Svezia, Germania, Regno Unito), America del nord (Canada e Stati Uniti), infine una corposa fetta composta da emigrati residenti in Arabia Saudita.<br>\nIl contesto di precariet\u00e0, causato dal conflitto che interessava il paese, influenz\u00f2 in maniera decisa anche la modalit\u00e0 di produzione artistica. La carenza di apparecchiatura, ad esempio gli amplificatori e in generale i dispositivi ad alimentazione elettrica, favor\u00ec l\u2019utilizzo di strumenti appartenenti alla tradizione musicale eritrea: <em>krar<\/em>, uno strumento cordofono simile alla lira, composto da 5 corde, suonate con le dita e con un plettro su una scala pentatonica; <em>wata<\/em>, uno strumento di forma romboide, dotato di una corda che viene suonata con un archetto; <em>kobor\u00f2<\/em>, un tamburo dotato di due membrane, entrambe percuotibili, che grazie ad una corda posta agli estremi dello strumento pu\u00f2 essere suonato in piedi (<em>kobor\u00f2<\/em> di grandi dimensioni sono solitamente impiegati nel corso delle celebrazioni religiose della chiesa copta); <em>embelt\u00e0<\/em>, uno strumento aerofono lungo circa un metro, dotato di sole due uscite per l\u2019aria; <em>shambuqo<\/em> uno strumento in bamb\u00f9 o legno aerofono, simile ad un flauto, dotato di 5 buchi per le dita. <br>\nLa \u201cmusica del fronte\u201d differiva anche per i temi che permeavano le canzoni: sebbene gi\u00e0 nel corso degli anni \u201960 la politica avesse fatto irruzione nei testi musicali, pur celata per sfuggire alla censura, ora diveniva la tematica principale. Le note musicali erano intrise di politica. La musica era un potente strumento di mobilitazione popolare; per tale motivo, il controllo della produzione artistica divenne un\u2019urgenza per i movimenti indipendentisti eritrei. Sia il FLE che il FPLE crearono al loro interno dei centri di coordinamento delle attivit\u00e0 musicali. Il FLE poteva contare sul vantaggio di essersi costituito per primo, avendo cos\u00ec attratto alcuni celebri nomi, tra cui Bereket Menghsteab, che grazie al suo prestigio fu nominato direttore artistico della <em>troupe<\/em> musicale del FLE. Accanto a Menghsteab, gravitavano intorno al FLE musicisti quali, Tewolde Redda, Tsehaitu Beraki, Fatna Mohammed, gli ex membri della <em>Venus band<\/em> Osman Abdulrahim e Yemane Baria, infine alcuni ex componenti dell\u2019orchestra della Polizia asmarina. Negli anni \u201980, l\u2019attivismo del FLE in campo musicale si ridusse sensibilmente a causa dell\u2019offensiva etiope e del conflitto intestino che lo vedeva contrapposto al FPLE, la cui egemonia si sarebbe consolidata nel corso del decennio. Proprio in quegli anni la strategia di politica culturale del FPLE si profilava in maniera pi\u00f9 chiara, attraverso la creazione di una <em>troupe<\/em> culturale (<em>Bahli wudb<\/em>), i cui obiettivi erano quelli di plasmare la nuova identit\u00e0 del paese, secondo l\u2019idea dell\u2019esaltazione delle diversit\u00e0 nell\u2019unit\u00e0<span id='easy-footnote-21-5306' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=5306#easy-footnote-bottom-21-5306' title='Sul tema cfr. Christine Matzke, &lt;em&gt;Surviving with Theatre: A History of the ELF and EPLF Cultural Troupes in the Eritrean War of Independence&lt;\/em&gt;, in &lt;em&gt;Performing (for) Survival. Theatre, Crisis, Extremity&lt;\/em&gt;, a cura di Patrick Duggan e Lisa Peschel, Palgrave MacMillian, Basingstoke, 2016, pp. 117 ss; Paul Warwick, &lt;em&gt;Theatre and the Eritrean Struggle for Freedom: the Cultural Troupes of the People\u2019s Liberation Front&lt;\/em&gt;, in \u00abNew Theatre Quarterly\u00bb, vol. XIII, n. 51, agosto 1997, pp. 221 ss.'><sup>21<\/sup><\/a><\/span>. Ci\u00f2 significava dare spazio alle tradizioni musicali delle diverse etnie del paese: tigrini, tigr\u00e8, saho, kunama, afar, rashaida, hidareb, bilen, nara. Il tema della diversit\u00e0 del paese era al centro di una delle pi\u00f9 note, e affascinanti, canzoni del patrimonio musicale eritreo: \u00abZuroma hagerka\u00bb<span id='easy-footnote-22-5306' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=5306#easy-footnote-bottom-22-5306' title='&lt;a href=&quot;https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=GNnxzXml2mk&quot; title=&quot;The legendary Oqbagabr Sergenti Gebrensae | Zuramo Hagerka&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener noreferrer&quot;&gt;Zuramo Hagerka&lt;\/a&gt;, ultimo accesso 30 ottobre 2020.'><sup>22<\/sup><\/a><\/span>, del combattente Ogbagabr Ghebretens\u00e8, tipico esponente di questa leva di \u201ccantanti in divisa\u201d, morto nel 1983<span id='easy-footnote-23-5306' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=5306#easy-footnote-bottom-23-5306' title='Su Ogbagabr cfr. &lt;a href=&quot;https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=uWxNNhiunJE&amp;amp;t=539s&quot; title=&quot;Eritrean Merhaba Interview with Musician - Aklilu Tefono&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener noreferrer&quot;&gt;l\u2019intervista di Asmeron Habtemichael ad Akhlil\u00f9 Tefono&lt;\/a&gt;, un altro \u201ccantante in divisa\u201d, intervista in tigrino, ultima visita 14 ottobre 2020.'><sup>23<\/sup><\/a><\/span>.<br>\nLa creazione della <em>troupe<\/em> culturale non aveva come unico scopo quello di allineare la produzione artistica agli orientamenti politici del FPLE, ma di favorire altres\u00ec la diffusione del materiale registrato attraverso la distribuzione di audiocassette, alle quali si aggiunsero nel corso degli anni \u201980 le videocassette. I filmati riproducevano spettacoli teatrali, cos\u00ec come video musicali, ed erano curati dalla sezione cinema del FPLE. La distribuzione di tale materiale adempiva allo scopo di rafforzare un senso di appartenenza e coesione sia all\u2019interno del paese, sia tra le comunit\u00e0 diasporiche, che seppur distanti, condividevano una medesima cultura musicale. La dimensione collettiva (e in questo caso comunitaria) della musica era favorita dal fatto che buona parte della produzione musicale era (ed \u00e8) pensata per essere ballata in gruppo: il tipico esempio \u00e8 la <em>guayla<\/em>.<br>\nLa musica rappresent\u00f2 anche il veicolo pi\u00f9 efficace (perch\u00e9 di immediata fruizione)  per avvicinare i bambini e i ragazzi della diaspora, i quali, nati o cresciuti all\u2019estero, riuscivano cos\u00ec a mantenere un legame profondo con il paese di origine. Il tema dell\u2019infanzia era cos\u00ec presente alla dirigenza del FPLE che venne creata un\u2019apposita sezione, quella dei <em>keyh \u2018mbeba<\/em> (i fiori rossi), composta da bambini e ragazzini, spesso \u2014 ma non in via esclusiva \u2014 figli dei combattenti eritrei sul campo, in particolare gli orfani.<br>\nNel corso degli anni \u201980, nel panorama artistico eritreo fece la sua apparizione una categoria particolarissima: i prigionieri militari etiopi. Il fallimento della campagna Red Star, intrapresa dal colonnello Menghistu Hail\u00e8 Mariam, provoc\u00f2 la cattura di decine di migliaia di soldati etiopi, il cui <em>status<\/em> risultava incerto, stante la natura del FPLE, un\u2019entit\u00e0 non-statale, la cui sovranit\u00e0 sul territorio eritreo non era riconosciuta dal <em>Derg<\/em>, n\u00e9 dalle altre organizzazioni internazionali, in particolare dalla Croce Rossa internazionale (ci\u00f2 impediva di poter ricevere da quest\u2019ultima istituzione aiuti per provvedere al sostentamento dei prigionieri). Il dramma della prigionia dei militari etiopi rappresent\u00f2 in ogni caso un\u2019occasione di produzione artistica, giacch\u00e9 nei loro campi i soldati erano invitati a dar vita a spettacoli teatrali e musicali. Se lo scopo originario era di intrattenere gli stessi prigionieri, ben presto a ci\u00f2 si un\u00ec l\u2019intento propagandistico, di cui era destinataria la popolazione etiope, alla quale si mostrava il buon trattamento che era garantito ai militari. Le videocassette contenenti le registrazioni degli spettacoli erano un prodotto molto apprezzato anche dalla popolazione eritrea, soprattutto della diaspora, che aveva la possibilit\u00e0 in questo modo di conoscere usi e costumi musicali delle diverse etnie che componevano l\u2019Etiopia<span id='easy-footnote-24-5306' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=5306#easy-footnote-bottom-24-5306' title='Cfr. ad es. &lt;a href=&quot;https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=Y8UKxjAFCtw&amp;amp;t=1315s&quot; title=&quot;Eritrea, Ethiopian Prisoners Of War in mid 1980s&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener noreferrer&quot;&gt;Eritrea, Ethiopian Prisoners Of War in mid 1980s&lt;\/a&gt;, ultimo accesso 28 ottobre 2020.'><sup>24<\/sup><\/a><\/span>. A partire dal 1981, l\u2019organizzazione delle attivit\u00e0 artistiche fu affidata alla <em>Troupe culturale dei prigionieri di guerra etiopi<\/em>, ribattezzata in seguito <em>Troupe culturale delle nazioni e nazionalit\u00e0 oppresse etiopi<\/em><span id='easy-footnote-25-5306' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=5306#easy-footnote-bottom-25-5306' title='Christine Matzke, &lt;em&gt;Engendering Theatre&lt;\/em&gt;, cit., pp. 256-257.'><sup>25<\/sup><\/a><\/span>.<br><br>\n\n\n<b>5.  Bologna, Eritrea<\/b>\n\nNel corso degli anni \u201980 il ruolo delle diaspore eritree sparse nel mondo emerse in maniera decisa. In particolare, la coesione e la capacit\u00e0 organizzativa della comunit\u00e0 residente in Italia fecero guadagnare a quest\u2019ultima una posizione di primo piano nel contesto del movimento indipendentista eritreo. Se Milano e Roma erano le citt\u00e0 che radunavano il maggior numero di esuli eritrei, la capitale politica della diaspora eritrea era per\u00f2 Bologna. Non a caso Valerio Marchi, in un articolo pubblicato su \u00abL\u2019Espresso\u00bb nell\u2019agosto 1989, titolava <em>La capitale eritrea? Bologna<\/em>; sottolineando in questo modo il ruolo avuto dalla citt\u00e0 emiliana nelle dinamiche della lotta per l\u2019indipendenza eritrea.<br>\nInfatti, fin dal 1974, Bologna aveva regolarmente ospitato i congressi della EFLE (<em>Eritreans for Liberation in Europe<\/em>), che richiamavano migliaia di militanti e simpatizzanti. L\u2019apertura mostrata dalle istituzioni locali aveva spinto la comunit\u00e0 eritrea a realizzare un ambizioso progetto: l\u2019organizzazione di un Festival che si sarebbe tenuto a Bologna dal 4 al 9 agosto 1984. Si trattava di un\u2019impresa non agevole, considerando che la citt\u00e0 emiliana avrebbe dovuto ospitare migliaia di persone provenienti da tutto il mondo, sistemati in una tendopoli attrezzata, collocata nei pressi del Campo Dozza (concesso in quell\u2019occasione dall\u2019ARCI)<span id='easy-footnote-26-5306' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=5306#easy-footnote-bottom-26-5306' title='Agostino Tabacco (a cura di), &lt;em&gt;Bologna. Testimonianze di lotta degli eritrei esuli in Europa. Per non dimenticare&lt;\/em&gt;, Edizioni Punto Rosso, s.l., 2001, pp. 135 ss; Anna Arnone, &lt;em&gt;The Eritrean Festival in the Time-Warp&lt;\/em&gt;, in \u00abSocial Evolution &amp;amp; History\u00bb, Vol. 13, n. 2, Settembre 2014.'><sup>26<\/sup><\/a><\/span>.\nL\u2019esperienza felice del primo <em>Festival Eritrea<\/em> inaugur\u00f2 una breve \u2014 ma feconda \u2014tradizione, che dur\u00f2 fino al 1991 compreso, anno dell\u2019ultimo <em>Festival<\/em> svoltosi a Bologna (e trasferito ad Asmara in seguito alla liberazione)<span id='easy-footnote-27-5306' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=5306#easy-footnote-bottom-27-5306' title='Abbebe Kifleyesus, &lt;em&gt;Folk-fairs and Festivals. Cultural Conservation and National Identity Formation in Eritrea&lt;\/em&gt;, in \u00abCahiers d\u2019\u00e9tudes africaines\u00bb, n. 186, 2007. '><sup>27<\/sup><\/a><\/span>. I <em>Festival<\/em> radunavano un pubblico che in larga parte proveniva dal continente europeo: Italia, Germania, Svezia, Regno Unito, Svizzera. Mentre sia i relatori dei dibattiti che si svolgevano, sia i gruppi musicali provenivano principalmente da Eritrea, Sudan e Arabia Saudita. Si trattava di un\u2019occasione che permetteva alle comunit\u00e0 diasporiche eritree di fare esperienza di musica dal vivo, potendo interagire direttamente con gli artisti: ci\u00f2 avveniva anche durante l\u2019esibizione, stante il costume di salire sul palco per \u201cappiccicare\u201d denaro contante sulla fronte del cantante e poi intrattenersi a ballare sul palco mentre lo stesso proseguiva nella sua <em>performance<\/em>.\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"1. Kagnew Station: un\u2019antenna sul mondo La musica rappresenta un muro portante dell\u2019edificio culturale eritreo. I motivi sono diversi, taluni strutturali, quali ad esempio l\u2019utilizzo della musica nelle cerimonie religiose della Chiesa ortodossa Tewahedo. Vi sono anche ragioni contingenti: tra queste si pu\u00f2 annoverare il ruolo strategico che la citt\u00e0 di Asmara, capitale dell\u2019Eritrea, ebbe [&hellip;]","protected":false},"author":163,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[3],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.bibliomanie.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5306"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.bibliomanie.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.bibliomanie.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.bibliomanie.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/163"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.bibliomanie.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=5306"}],"version-history":[{"count":58,"href":"https:\/\/www.bibliomanie.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5306\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":13264,"href":"https:\/\/www.bibliomanie.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5306\/revisions\/13264"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.bibliomanie.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=5306"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.bibliomanie.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=5306"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.bibliomanie.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=5306"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}