{"id":5136,"date":"2020-12-17T00:10:32","date_gmt":"2020-12-16T23:10:32","guid":{"rendered":"https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=5136"},"modified":"2021-01-20T11:19:06","modified_gmt":"2021-01-20T10:19:06","slug":"lesperienza-underground-nella-stampa-alternativa-italiana","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=5136","title":{"rendered":"L\u2019esperienza underground nella stampa alternativa italiana"},"content":{"rendered":"\n<br>\n<span class=\"quote\">\n\u00abTutto \u00e8 gi\u00e0 stato detto. L\u2019importante \u00e8 avere un pubblico che non lo ricordi\u00bb.<br>\nStefano Tamburini<\/span>\n<br><br>\n<b>1. 1978: Rank Xerox tra \u201cCannibale\u201d, \u201cIl Male\u201d e \u201cFrigidaire\u201d<\/b><br><br> \n\n\u00abLa Banana Comix \u00e8 lieta di presentare un fumetto pieno di violenza gratuita! [\u2026] Ecco a voi: Rank Xerox il Coatto!\u00bb. \u00c8 il giugno del 1978 e nelle edicole affiora per la prima volta una copertina rosso amaranto, su cui \u00e8 raffigurato con realismo fotografico un uomo ipertrofico che si auto-divora con coltello e forchetta. Ha gi\u00e0 mangiato tutto ci\u00f2 che c\u2019\u00e8 tra sterno e coccige, lasciando intatta una gamba per sorreggersi e l\u2019intestino crasso, appoggiato sulle ossa del bacino. Lo sguardo \u00e8 tagliente e lui viene colto nell\u2019atto di allontanarsi la forchetta dalla bocca con il filo di carne sgocciolante che ne consegue.<br>\nIl titolo della rivista non lascia spazio all\u2019immaginazione: \u201cCannibale\u201d.<br>\nTra le sue pagine si trovano riunite le opere di cinque tra i migliori autori di fumetto della scena underground italiana degli anni Settanta e Ottanta: la fantascienza di Filippo Scozzari, i fricchettoni tossici di Andrea Pazienza, gli splatter-cartoon di Massimo Mattioli e la violenza iperrealista Stefano Tamburini e Tanino Liberatore, il quale segna la sua prima collaborazione con la rivista.<br>\nNato nel 1953 a Quadri, in Abruzzo, Liberatore frequenta il Liceo Artistico Statale di Pescara dove conosce Andrea Pazienza, il quale lo coinvolge nella realizzazione di \u201cCannibale\u201d. Qui fa la conoscenza di Tamburini con cui stringe un profondo sodalizio artistico.<br>\nNel 1978 infatti, dalle sceneggiature di Tamburini e dalle matite di Pazienza, Liberatore realizza graficamente Rank Xerox il \u00abcoatto sintetico del trentesimo livello\u00bb.<br>\nAmbientato in una Roma futuristica divisa per livelli di criminalit\u00e0, piena di violenza e di bande armate, Rank Xerox \u00e8 un androide costruito con i pezzi di una fotocopiatrice da uno studente (che ha le sembianze di Stefano Tamburini) durante l\u2019occupazione delle universit\u00e0 del 1986, numero che ribalta in chiave orwelliana i moti del Sessantotto. Viene creato unendo le componenti meccaniche a parti bioelettroniche, garantendo cos\u00ec al suo creatore (nascostosi a causa della criminalizzazione del Movimento) un collegamento con il mondo esterno.<br>\nGi\u00e0 nella tavola seguente gli \u00abstudelinquenti\u00bb vengono uccisi dalla polizia perch\u00e9 \u00absi drogano, fanno zozzerie e non vanno a messa\u00bb. Rank Xerox \u00e8 un fumetto profondamente politico e nichilista che si inserisce perfettamente nel contesto storico-sociale di fine anni Settanta.<br>\nLa prima storia \u00e8 composta da 11 tavole grezze e blasfeme che contribuiscono a scolpire il personaggio nell\u2019immaginario collettivo. Nato sulle pagine della terza uscita di \u201cCannibale\u201d, le avventure dell\u2019androide romano proseguono per due episodi ancora sulla stessa rivista, per poi passare brevemente su \u201cIl Male\u201d e approdare infine definitivamente su \u201cFrigidaire\u201d<span id='easy-footnote-1-5136' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=5136#easy-footnote-bottom-1-5136' title='&lt;em&gt;Rank Xerox, il Coatto!&lt;\/em&gt;, in \u201cCannibale\u201d, n. 0, giugno 1978; &lt;em&gt;Rank Xerox!&lt;\/em&gt;, in \u201cCannibale\u201d, n. 10, novembre 1978; L\u00f9 rapita, in \u201cCannibale\u201d, n. 12, aprile 1979; &lt;em&gt;The Modern Dance&lt;\/em&gt;, in \u201cIl Male\u201d, n. 50, gennaio 1980; &lt;em&gt;Ranxerox&lt;\/em&gt;, divisa in \u201cFrigidaire\u201d, n. 1, novembre 1980 (prima parte); \u201cFrigidaire\u201d, n. 3, gennaio 1981 (seconda parte); \u201cFrigidaire\u201d, n. 7, giugno 1981 (terza parte); \u201cFrigidaire\u201d, n. 8-9, luglio-agosto 1981 (quarta parte); \u201cFrigidaire\u201d, n. 10, settembre 1981 (quinta parte); &lt;em&gt;Buon compleanno, Lubna!&lt;\/em&gt;, divisa in \u201cFrigidaire\u201d, n. 14, gennaio 1982 (prima parte); \u201cFrigidaire\u201d, n. 17, aprile 1982 (seconda parte); \u201cFrigidaire\u201d, n. 19, giugno 1982 (terza parte); \u201cFrigidaire\u201d, n. 21, agosto 1982 (quarta parte); &lt;em&gt;Be Bop a Lubna&lt;\/em&gt;, divisa in \u201cFrigidaire\u201d, n. 29, aprile 1983 (prima parte); \u201cFrigidaire\u201d, n. 31, giugno 1983 (seconda parte); &lt;em&gt;I, Me, Mine Corporation&lt;\/em&gt;, divisa in \u201cFrigidaire\u201d, n. 48, novembre 1984 (prima parte); \u201cFrigidaire\u201d, n. 59, ottobre 1985 (seconda parte); \u201cFrigidaire\u201d, n. 60-61, novembre-dicembre 1985 (terza parte).'><sup>1<\/sup><\/a><\/span>.<br>\nCon il progredire delle pubblicazioni, diminuisce il tempo di attesa tra gli episodi e contestualmente aumenta il beneplacito dei lettori verso il personaggio. Da violento e politicizzato fumetto underground, Rank Xerox diviene un\u2019icona pop di \u201cFrigidaire\u201d, fino a fuoriuscire dal campo della politica e delle volont\u00e0 dell\u2019autore\/creatore, esattamente come succede negli stessi anni per lo Zanardi di Andrea Pazienza, l\u2019anti-eroe per eccellenza.<br>\nNella storia <em>Pacco<\/em> (\u201cFrigidaire\u201d, n. 11, ottobre 1981), quest\u2019ultimo si trova nel camping \u201cCalenella\u201d sul Gargano, dove era solito trascorrere realmente le vacanze Pazienza.<br>\nErede del fumetto nero all\u2019italiana, Zanardi compie stupri, rapine, omicidi e spacci senza alcuna remora morale. Nella storia in questione, oltre a suscitare l\u2019ira dei vicini di tenda andando a letto con le loro mogli, decide di prendere parte a una colletta comune per l\u2019acquisto dell\u2019eroina. Purtroppo l\u2019uomo incaricato di raccogliere i soldi e di viaggiare fino a San Severo per l\u2019acquisto, si volatilizza con la somma totale. Zanardi, come una bestia feroce guidata dall\u2019istinto, si getta al suo inseguimento e lo pedina fino a un vicolo buio dove infine lo \u00abcolpisce con un mattone sulla testa\u00bb.<br>\nQuesta \u00e8 una vignetta didascalica, non disegnata, completamente bianca e vuota, cos\u00ec come vuota \u00e8 la morale di Zanardi. Pazienza sceglie di non disegnare la violenza della scena, ma non per pudore o per altri motivazioni simili (nel ciclo di <em>Zanardi<\/em> si trovano infatti scene ben peggiori); all\u2019opposto, al culmine della vendetta zanardiana, Pazienza decide di assistere in diretta al corso degli eventi, abbandonando per un attimo il ruolo di regista e assumendo quello di pubblico, condividendo lo stupore con i suoi lettori nel vedere il gesto efferato di Zanardi. Ci\u00f2 che colpisce maggiormente Pazienza non \u00e8 la gravit\u00e0 dell\u2019atto in s\u00e9, quanto piuttosto la purezza dell\u2019istinto e la semplicit\u00e0 d\u2019esecuzione. Come se, al culmine dell\u2019opera, l\u2019autore sciogliesse le redini al personaggio e lo facesse muovere liberamente per la trama.<br>\nNel momento in cui Tamburini e Liberatore portano Rank Xerox all\u2019apice del successo, egli si libera dalle catene della sceneggiatura e, abbandonando la direzione della politica, imbocca la strada dell\u2019\u00abamata ultraviolenza\u00bb, come declama Alex D. nel capolavoro di Kubrick <em>Arancia meccanica<\/em>, a cui Tamburini stesso sembra ispirarsi per il clima e le ambientazioni.<br>\nNel 1980, anno in cui si compie il salto di pubblicazione tra \u201cCannibale\u201d e \u201cFrigidaire\u201d, Rank Xerox viene notato dall\u2019omonima fabbrica produttrice di fotocopiatrici che ne prende immediatamente le distanze in quanto il fumetto \u00e8 \u00abun concentrato di violenza, oscenit\u00e0 e turpiloquio\u00bb, ed \u00e8 lesivo della loro reputazione<span id='easy-footnote-2-5136' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=5136#easy-footnote-bottom-2-5136' title='\u201cIl Male\u201d, n. 8, marzo 1980.'><sup>2<\/sup><\/a><\/span>. A rispondere \u00e8 lo stesso Tamburini, che sfidando inizialmente la grande azienda decide infine di operare la crasi sul nome, facendolo divenire Ranxerox. Sulla stessa pagina appare anche una vignetta dell\u2019androide, visibilmente scontento, che intimando l\u2019azienda allo scontro, si dichiara costretto \u00aba r\u00f2mpeve er culo\u00bb.<br>\nRanxerox si caratterizza fin da subito per il turpiloquio e per la violenza, due componenti altamente diseducative, che compaiono in un mezzo di comunicazione \u2013 il fumetto \u2013 fino ad allora concepito come un canale preferenziale per l\u2019educazione dei bambini e dei preadolescenti.<br><br>\n\n\n<b>2. Il fumetto come mezzo educativo per bambini e adulti: le Tijuana Bibles<\/b><br><br>\n\nFin dalle sue origini il fumetto \u00e8 stato strettamente legato agli intenti pedagogici del suo autore.<br>\nIl primo fumetto (o meglio, proto-fumetto) della storia si ritiene essere <em>L\u2019Histoire de Monsieur Jabot<\/em>, scritto e disegnato nel 1833 dal professore Rodolphe T\u00f6pffer, allora docente di Letteratura all\u2019Universit\u00e0 di Ginevra. Le sue <em>Histoire<\/em>, pubblicate su pressione di Johann Wolfgang Goethe, erano colme di insegnamenti didattici. T\u00f6pffer si decise dunque a riprodurle con tecnica autografica e a distribuirle ai suoi allievi. Dopo di lui molti fumetti hanno per protagonisti bambini che, facendo errori e imparando lezioni nella storia, tentano di conseguenza di insegnare ed educare i bambini lettori: si pensi a Max und Moritz di Wilhelm Busch (1865), a <em>The Katzenjammer Kids<\/em> di Rudolph Dirks (1897) o a <em>Buster Brown<\/em> di Richard Felton Outcault (1902)<span id='easy-footnote-3-5136' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=5136#easy-footnote-bottom-3-5136' title='Giulio Cuccolini (a cura di), &lt;em&gt;Un\u2019avventura a fumetti lunga un secolo e pi\u00f9&lt;\/em&gt;, Centro Fumetto \u201cAndrea Pazienza\u201d, Cremona, 2006, pp. 10-14.'><sup>3<\/sup><\/a><\/span>.<br>\nQuest\u2019ultimo fa la sua comparsa in Italia nella prima pagina del primo numero del \u201cCorriere dei Piccoli\u201d, datato 27 dicembre 1908. Grazie alla traduzione edulcorata dai termini pi\u00f9 crudi, alla censura di alcune vignette e alla scomparsa dei balloon sostituiti per l\u2019occasione da didascalie in rima baciata, il fumetto viene confinato nel mondo dell\u2019infanzia, perdendo la chiave didattica e talvolta satirica dell\u2019originale anglofono.<br>\nNei primi decenni del Novecento, la produzione italiana di giornali a fumetto diventa sporadicamente veicolo di propaganda patriottica e militare, fino a raggiungere l\u2019apice in epoca fascista con la censura di tutta la produzione anglo-americana e la pubblicazione del settimanale \u201cIl balilla\u201d, che fa dell\u2019educazione dei bambini e dei ragazzi la sua ragion d\u2019essere<span id='easy-footnote-4-5136' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=5136#easy-footnote-bottom-4-5136' title='Ibidem, pp. 17-18; Fabio Gadducci, Leonardo Gori, Sergio Lama, &lt;em&gt;Eccetto Topolino. Lo scontro culturale tra Fascismo e Fumetti&lt;\/em&gt;, Nicola Pesce Editore, Salerno, 2011, pp. 178-209; Pietro Favari, &lt;em&gt;Le nuvole parlanti. Un secolo di fumetto tra arte e mass media&lt;\/em&gt;, Edizioni Dedalo, Bari, 1996, pp. 55-59; Franco Restaino, &lt;em&gt;Storia del fumetto. Da Yellow Kid ai manga&lt;\/em&gt;, UTET, Torino, 2004, pp. 275-276.'><sup>4<\/sup><\/a><\/span>.<br>\nContemporaneamente in America si assiste alla diffusione delle Bibbie di Tijuana (Tijuana Bibles), le quali possono essere considerate il primo \u201ccomix underground\u201d a larga diffusione<span id='easy-footnote-5-5136' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=5136#easy-footnote-bottom-5-5136' title='La X nella parola Comics viene usata principalmente per differenziarsi dal mercato mainstream, con riferimento alla classificazione X-Rated, che indica i contenuti per adulti.'><sup>5<\/sup><\/a><\/span>.<br>\nLe Bibbie di Tijuana (o Eight-Pagers o Fuck Books) sono piccoli opuscoli che raccontano esplicite avventure sessuali dei personaggi pi\u00f9 amati dei fumetti americani. Il formato standard consiste in otto pagine in bianco e nero (o blu) di dimensione circa 10x7cm, con copertina in cartoncino pi\u00f9 pesante. Raggiungono il picco di popolarit\u00e0 negli anni Trenta, per poi calare vertiginosamente nel secondo dopoguerra.<br>\nIndipendentemente dallo sprezzo delle classi signorili di inizio Novecento che esprimevano indignazione per la volgarit\u00e0 dei fumetti in quanto potenziale minaccia all\u2019alfabetizzazione dei bambini, i lettori delle Tijuana Bibles sono adulti maturi cresciuti con i fumetti popolari, che ora si divertono a vederne le gesta sessuali, sebbene narrate sbrigativamente e disegnate in maniera approssimativa<span id='easy-footnote-6-5136' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=5136#easy-footnote-bottom-6-5136' title='Art Spiegelman, &lt;em&gt;Those Dirty Little Comics&lt;\/em&gt;, in Bob Adelman (a cura di), &lt;em&gt;Tijuana Bibles: Art and Wit in America&amp;#8217;s Forbidden Funnies, 1930S-1950s&lt;\/em&gt;, Simon &amp;amp; Schuster, Inc., New York, 1997, pp. 4-10.'><sup>6<\/sup><\/a><\/span>. Un sondaggio Gallup del 1930 ha infatti rivelato che il 63% degli adulti americani leggeva quotidianamente i Daily Strip Comics pubblicati sui giornali, con un picco del 70% sulla lettura della pagina domenicale a colori<span id='easy-footnote-7-5136' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=5136#easy-footnote-bottom-7-5136' title='George Gallup, &lt;em&gt;A Scientific Method for Determining Reader-Interest&lt;\/em&gt;, in \u201cJournalism Quarterly\u201d, vol. VII, n. 1, dicembre 1930, pp. 9-12.'><sup>7<\/sup><\/a><\/span>.<br>\nLe Tijuana Bibles vengono distribuite clandestinamente fuori dalle scuole, nei bar e nei garage e contribuiscono a formare la generazione di fumettisti ed editori a venire, in quanto si pongono laboratori a fumetti del connubio pi\u00f9 elementare tra apparato grafico-testuale e il principale istinto umano, quello riproduttivo, nella sua forma sessista pi\u00f9 stereotipata, ossia con scene di coppia uomo dotato \u2013 donna eccitata capaci di scatenare la pi\u00f9 bieca risata.<br>\nDalla lettura delle Bibbie di Tijuana si forma Harvey Kurtzman, che nel 1952 fonda e dirige per quattro anni la rivista satirica \u201cMAD Magazine\u201d. Successivamente, nel 1960, Kurtzman crea insieme a James Warren il periodico \u201cHelp!\u201d sulle cui pagine maturano i principali artisti underground statunitensi, tra cui Robert Crumb (<em>Fritz the Cat<\/em>, 1965), Jay Lynch (<em>Nard&#8217;n&#8217;Pat<\/em>, 1967) e Gilbert Shelton (<em>The Fabulous Furry Freak Brothers<\/em>, 1968).<br>\nInsieme al fumetto, \u201cHelp!\u201d si occupa anche di satira, di racconti e di fotografia. Tra le sue penne si accreditano personaggi del calibro di Woody Allen e di Terry Gilliam, che proprio all\u2019interno della redazione della rivista conosce John Cleese con cui nel 1969 prende parte ai nascenti Monty Python.<br>\n\u201cHelp!\u201d ha sicuramente il merito di aver contribuito a rompere quella patina di tab\u00f9 che aleggiava sul mercato fumettistico. Pi\u00f9 os\u00e9 di \u201cMAD Magazine\u201d, ma meno esplicita di \u201cNational Lampoon\u201d, \u201cHelp!\u201d ha aperto le fila a tutte quelle riviste che tra il 1965 e il 1975 accompagnarono gli adolescenti verso la maturit\u00e0 sessuale. Tra le pi\u00f9 importanti si segnalano \u201cSnatch Comics\u201d, \u201cPork\u201d e \u201cFelch Cumics\u201d, raccolte e tradotte per il pubblico italiano da Stampa Alternativa nel 1996<span id='easy-footnote-8-5136' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=5136#easy-footnote-bottom-8-5136' title='Gian Domenico \u201cJD\u201d Iachini (a cura di), &lt;em&gt;Sex Comix Boox&lt;\/em&gt;, Stampa Alternativa, Roma, 1996.'><sup>8<\/sup><\/a><\/span>.<br><br>\n\n\n<b>3. 1967-1971: le prime esperienze underground in Italia<\/b><br><br>\n\nSulla scia del rinnovamento generazionale e culturale cominciato nel 1966 all\u2019Universit\u00e0 di Berkeley in California, anche in Italia si diffondono riviste alternative \u2013 non solo di fumetti \u2013 dedicate al mondo della controcultura.<br>\n\u201cMondo Beat\u201d, la prima rivista underground nata in Italia negli anni Sessanta, si connota come principale punto di riferimento per i movimenti Beat e Provo italiani. Fu realizzata a Milano da Vittorio di Russo e altri Capelloni. Dopo due numeri di prova (n. 0 e n. 00) esce nel 1967 il primo numero, forte anche della fusione con il gruppo Onda Verde di Andrea Valcarenghi che unisce le lotte per l\u2019obiezione di coscienza alle rivendicazioni civili e di parit\u00e0<span id='easy-footnote-9-5136' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=5136#easy-footnote-bottom-9-5136' title='Andrea Valcarenghi, &lt;em&gt;Underground a pugno chiuso!&lt;\/em&gt;, Milano, Arcana, 1973, pp. 20-29.'><sup>9<\/sup><\/a><\/span>.<br>\nNel corso delle sette uscite (1966-1967) all\u2019interno della rivista si alternano articoli di pratica politica quotidiana e di controinformazione a poesie beat, considerate mezzo d\u2019espressione privilegiato. La sperimentazione artistica coinvolge in parte anche la sfera grafica, nonostante \u2013 per ragioni soprattutto finanziarie \u2013 \u201cMondo Beat\u201d appaia sobria e poco colorata. Vi compaiono disegni, collage e poster di Giorgio Tavaglione, nonch\u00e9 un disegno di Guido Crepax in segno di solidariet\u00e0 contro il violento sgombero della redazione che segna la fine della rivista<span id='easy-footnote-10-5136' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=5136#easy-footnote-bottom-10-5136' title='Giovanna Lo Monaco, &lt;a href=&quot;https:\/\/www.culturedeldissenso.com\/mondo-beat\/&quot; target=&quot;_blank&quot; title=&quot;Mondo Beat&quot; rel=&quot;noopener noreferrer&quot;&gt;&lt;em&gt;Mondo Beat&lt;\/em&gt;&lt;\/a&gt; in \u201cLe culture del dissenso\u201d, 12 giugno 2018, visto il 19 ottobre 2020.'><sup>10<\/sup><\/a><\/span>.<br>\n\u201cPianeta Fresco\u201d nasce nel dicembre 1967, pochi mesi dopo l\u2019uscita dell\u2019ultimo numero di \u201cMondo Beat\u201d. Il collettivo redazionale \u00e8 curato da Fernanda Pivano, da suo marito Ettore Sottsass e da Allen Ginsberg. L\u2019esperienza della rivista (esauritasi nel 1968 dopo soli tre numeri) \u00e8 particolarmente interessante, in quanto affiliata all\u2019Underground Press Syndicate, una rete di riviste e periodici controculturali statunitensi. Gli argomenti principali di discussione sono la nonviolenza, il rifiuto dell\u2019autorit\u00e0 e le esperienze lisergiche. Al contrario di \u201cMondo Beat\u201d, non tratta problemi di pratica politica ma affronta questioni di carattere artistico e intellettuale.<br>\nNell\u2019impaginazione Sottsass decostruisce le strutture tipografiche tradizionali rendendo \u201cPianeta Fresco\u201d una vera e propria \u00abesperienza sensoriale\u00bb; il verso di lettura e l\u2019ordine delle pagine varia continuamente confondendo il lettore e costringendolo a interpretare il testo, divenendo cos\u00ec parte integrante del processo di significazione. Dal punto di vista grafico, l\u2019utilizzo di colori inediti e la mancanza di un logo, sono gi\u00e0 un fattore di innovazione. Accanto a una grafica psichedelica e all\u2019utilizzo di collage, si segnala inoltre la massiva comparsa di disegni eclettici che, oltre ad adornare i testi ne diventano parte integrante, risultando dunque un elemento significante fondamentale al pari dell\u2019apparato testuale<span id='easy-footnote-11-5136' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=5136#easy-footnote-bottom-11-5136' title='G. Lo Monaco, &lt;a href=&quot;https:\/\/www.culturedeldissenso.com\/pianeta-fresco\/&quot; title=&quot;Pianeta Fresco&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener noreferrer&quot;&gt;&lt;em&gt;Pianeta Fresco&lt;\/em&gt;&lt;\/a&gt; in \u201cLe culture del dissenso\u201d, 13 gennaio 2019,  visto il 19 ottobre 2020.'><sup>11<\/sup><\/a><\/span>.<br>\nA seguito di queste prime esperienze, ne fanno seguito tante altre: tra le pi\u00f9 importanti vi sono \u201cStampa Alternativa\u201d e \u201cPuzz. Controgiornale di sballofumetti\u201d.<br>\nLa prima venne fondata nel 1970 a Roma da Marcello Baraghini, e presto si tramuta in una vera e propria casa editrice, pubblicando dossier sull\u2019India, sull\u2019alimentazione, sulla musica, sulla droga, sul sesso e su come liberarsi dai vecchi valori della vita borghese. Caratteristica principale fu quella di offrire la casa editrice Stampa Alternativa come etichetta responsabile di tutte le pubblicazioni dell\u2019area underground italiana, in quanto regolarmente registrata presso il tribunale di Roma nel 1971, aggirando cos\u00ec il problema legale per chiunque volesse stampare e distribuire una propria pubblicazione<span id='easy-footnote-12-5136' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=5136#easy-footnote-bottom-12-5136' title='Pablo Echaurren, Claudia Salaris, &lt;em&gt;Controcultura in Italia 1967-1977. Viaggio nell\u2019underground&lt;\/em&gt;, Bollati Boringhieri, Torino, 1999, pp. 160-161.'><sup>12<\/sup><\/a><\/span>.<br>\nStampa Alternativa ha anche il grande merito di essere stata la prima a portare in Italia (e a tradurre) i grandi classici del fumetto underground statunitense, tra cui la ristampa di \u201cSnatch Comics\u201d, la raccolta dei primi numeri di \u201cZap Comix\u201d e un\u2019intera collana dedicata ai Freak Brothers di Shelton.<br>\nOltre a Stampa Alternativa, anche \u201cFallo!\u201d port\u00f2 in Italia un\u2019antologica su Crumb (<em>Comix<\/em>) e una pubblicazione di Clay Wilson (<em>Paranoia<\/em>).<br>\n\u201cFallo!\u201d \u2013 fino al quarto numero intitolata \u201cRoman High. Roma sotto\u201d \u2013 \u00e8 una rivista quindicinale fondata a Roma da Angelo Quattrocchi con il supporto di Baraghini. Tratta tematiche quali droghe e sessualit\u00e0 unendole a un apparato grafico alquanto movimentato, il quale \u00e8 segnato da uno stretto dialogo tra parole e immagini, rafforzato inoltre dall\u2019utilizzo di pi\u00f9 colori per l\u2019inchiostrazione dei testi.<br>\n\u201cPuzz\u201d viene invece fondato a Milano nel 1971 da Max Capa (al secolo Nino Armando Cedretti) e da una fitta rete di collaboratori, tra cui si segnala Matteo Guarnaccia, gi\u00e0 collaboratore di \u201cFallo!\u201d e fondatore di \u201cInsekten Sekte\u201d un giornale murale illustrato riprodotto con tecnica eliografica, il quale si rifaceva alla grafica psichedelica di \u201cPianeta Fresco\u201d.<br>\n\u201cPuzz\u201d \u00e8 la prima rivista di fumetti underground autoprodotta in Italia e pubblicata \u2013 per questioni legali \u2013 come supplemento di \u201cHumour\u201d prima e \u201cStampa Alternativa\u201d poi. I disegni e i collage risentono delle influenze avanguardistiche \u2013 in particolare del Dadaismo e della Pop art \u2013 mentre gli articoli, considerati secondari, si adattano alle immagini e sono spesso inframmezzati da esse. Gli interventi scritti sono di carattere filosofico e politico e promuovono, cos\u00ec come i fumetti, la liberazione del linguaggio, della creativit\u00e0 e del desiderio, denunciando una netta influenza da parte del Situazionismo di Guy Debord e del pensiero di Gilles Deleuze e F\u00e9lix Guattari, filosofi fondamentali nell\u2019esperienza del Movimento del Settantasette bolognese<span id='easy-footnote-13-5136' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=5136#easy-footnote-bottom-13-5136' title='AA. VV., &lt;em&gt;PUZZ &amp;amp;Co. (1971-\u201978\u20261991). Monografia illustrata d\u2019una disfatta-riuscita&lt;\/em&gt;, Nautilus, Torino, 2003, pp. 48-55, 87-89, 153-161; G. Lo Monaco, &lt;a href=&quot;https:\/\/www.culturedeldissenso.com\/puzz\/&quot; title=&quot;Puzz&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener noreferrer&quot;&gt;&lt;em&gt;Puzz&lt;\/em&gt;&lt;\/a&gt; in \u201cLe culture del dissenso\u201d, 9 maggio 2019,  visto il 19 ottobre 2020.'><sup>13<\/sup><\/a><\/span>.<br><br>\n\n\n<b>4. L\u2019anima creativa degli anni Settanta<\/b><br><br>\n\nGli anni Settanta, con il loro carico di sogni e speranze libertine, vedono la nascita delle pi\u00f9 varie esperienze creative, nel mondo editoriale e non solo. Per quanto riguarda il versante comunicativo, una vera innovazione fu la comparsa sulla scena politica degli indiani metropolitani, ossia una moltitudine trasgressiva e spontaneista che promuoveva forme di rappresentanza alternativa come nuovo bisogno culturale di comunicazione<span id='easy-footnote-14-5136' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=5136#easy-footnote-bottom-14-5136' title='Franca Menneas, &lt;em&gt;Omicidio Francesco Lorusso. Una storia di giustizia negata&lt;\/em&gt;, Pendragon, Bologna, 2015, pp. 21-22; Felice Liperi, &lt;em&gt;Il sogno di Alice. Creativit\u00e0 e suoni (1976-77)&lt;\/em&gt;, ManifestoLibri, Roma, 2015, pp. 36-39; Klemens Gruber, &lt;em&gt;L\u2019avanguardia inaudita. Comunicazione e strategia nei movimenti degli anni Settanta&lt;\/em&gt;, Costa &amp;amp; Nolan, Milano, 1997, pp. 120-127.'><sup>14<\/sup><\/a><\/span>.<br>\nAll\u2019interno del Movimento ebbero un ruolo di forte rilievo, in quanto affiancarono l\u2019anima pi\u00f9 politicizzata e sovente armata. Gli indiani metropolitani sono una comunit\u00e0 giovanile dissacrante i valori e l\u2019ideologia della societ\u00e0, emersa durante il Festival di Parco Lambro nel 1976. Sono generalmente studenti universitari che, preparati dall\u2019industria culturale a vivere in una societ\u00e0 del consumo e del benessere, si trovano invece di fronte l\u2019austerit\u00e0 politica ed economica<span id='easy-footnote-15-5136' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=5136#easy-footnote-bottom-15-5136' title='Egeria di Nallo, &lt;em&gt;Indiani in citt\u00e0&lt;\/em&gt;, Cappelli editore, Bologna, 1977, p. 9.'><sup>15<\/sup><\/a><\/span>.<br>\nPrescindendo dal mero richiamo a una cultura distrutta dall\u2019espansione capitalistica e a una realt\u00e0 urbana alienante, il termine \u201cindiani metropolitani\u201d evoca il gioco e la finzione, nonch\u00e9 una comunit\u00e0 tribale unita e un ribaltamento del modello comportamentale infantile in cui, se da bambini l\u2019indiano era lo straniero avverso alla colonizzazione europea, ora il rimando \u00e8 alla fascinazione dal diverso e dal primitivo stato di natura.<br>\nGli indiani metropolitani costruiscono all\u2019interno del Movimento uno spazio comunicativo comune, denso di richiami culturali e letterari, in cui senza regole prefissate infrangono continuamente la divisione tra mittente e destinatario del messaggio. La scritta sul muro, il giornale murario e gli happening in piazza diventano dunque una modalit\u00e0 di comunicazione aperta in cui collettivizzare la creativit\u00e0; non la semplice contrapposizione privato-collettivo, bens\u00ec una collettivit\u00e0 formata da una pluralit\u00e0 di componenti diverse, ognuna con la sua storia e il suo bagaglio culturale che, facendosi spazio nell\u2019underground della comunicazione, contribuiscono a formare un movimento in continuo divenire. Obiettivo del codice comunicativo e linguistico underground \u00e8 la partecipazione del ricevente alla costruzione del messaggio, sottraendo cos\u00ec l\u2019individuo alla \u00abpassiva condizione vellutata: spettatore = non-responsabilit\u00e0, non-intervento, non-autoespressione, non-creazione\u00bb<span id='easy-footnote-16-5136' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=5136#easy-footnote-bottom-16-5136' title='Mario Maffi, &lt;em&gt;La cultura underground&lt;\/em&gt;, Laterza, Bari, 1973, p.32.'><sup>16<\/sup><\/a><\/span>.<br>\nContemporaneamente all\u2019emergere del Movimento creativo, continua a crescere l\u2019interesse verso la stampa periodica come mezzo di comunicazione prediletto. Tra le pi\u00f9 famose riviste testuali che si occupano di politica e ideologia si annoverano: \u201cA\/traverso\u201d (Bologna, 1975), \u201cL\u2019erba voglio\u201d (Milano, 1971), \u201cJacquerie\u201d (Bologna, 1978), \u201cOask?!\u201d (Roma, 1977), \u201cWam\u201d (Roma, 1977), \u201cWow\u201d (Milano, 1977) e \u201cZut\u201d (Roma, 1976)<span id='easy-footnote-17-5136' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=5136#easy-footnote-bottom-17-5136' title='Emanuela Biliotti (a cura di), &lt;em&gt;Collezione Dario Fiori. Riviste documenti libri&lt;\/em&gt;, Libri Senza Data, Milano, 2014.'><sup>17<\/sup><\/a><\/span>.<br>\nQuelle che invece si occupavano di grafica e fumetti sono \u201cSkizzo\u201d, \u201cHot Minestrone\u201d e \u201cCombinazioni\u201d.<br>\nLe prime due vengono fondate entrambe da Matteo Guarnaccia, rispettivamente nel 1975 e 1976 a Milano e a Roma. \u201cSkizzo\u201d, uscito in numero unico, \u00e8 dedicato prevalentemente ai viaggi allucinogeni, proponendo \u00abfumetti plananti a corrente alternata\u00bb e un\u2019editoriale con le istruzioni per godersi la lettura: <br><br>\n<span class=\"quote\">\n\n\n\u00ab1) Sedersi komodi<br>\n2) allacciare le cinture e le patte<br>\n3) accendete gli spini<br>\n4) il tutto possibilmente vicino a un frigo ben fornito<br>\n[\u2026]<br>\n10) fate degli impakki preliminari di kamomilla sugli okkietti vostri d\u2019oro<br>\n11) koncentratevi sul sesto chakra e lasciatevi andare\u2026\u00bb\n<span id='easy-footnote-18-5136' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=5136#easy-footnote-bottom-18-5136' title='\u201cSkizzo\u201d, numero unico, Milano, 1975.'><sup>18<\/sup><\/a><\/span><br><\/span><br>\n\n\u201cHot Minestrone\u201d propone invece fumetti di satira e provocazione, provando a svelare il \u00abgrande segreto planetario\u00bb per cui la classe dominante \u00abvuole privarci della gioia di esistere\u00bb<span id='easy-footnote-19-5136' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=5136#easy-footnote-bottom-19-5136' title='\u201cHot Minestrone\u201d, numero unico, Roma, 1976.'><sup>19<\/sup><\/a><\/span>.<br>\nContrariamente alle precedenti, \u201cCombinazioni\u201d rappresenta un caso a parte rispetto alle riviste di area alternativa, sia per la molteplicit\u00e0 di uscite (12 in totale), sia per la cura grafica e autoriale con cui viene realizzato ogni numero. Scorrendo tra le firme della redazione, risalta infatti il nome di Stefano Tamburini, giovane autore nato nelle borgate romane il 18 agosto 1955.<br>\nFin dalla tenera et\u00e0 dimostra un forte interesse per la musica e per il disegno, rivelando un\u2019intelligenza pi\u00f9 acuta e perspicace dei suoi coetanei<span id='easy-footnote-20-5136' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=5136#easy-footnote-bottom-20-5136' title='Fausto Franceschini, &lt;em&gt;Tredici anni sempre insieme&lt;\/em&gt;, in Michele Mordente (a cura di), &lt;em&gt;Tutto Tamburo. Vol. 1 Esordi Sotterranei (1973-1976)&lt;\/em&gt;, Muscles Edizioni Underground, Agropoli, 2018, pp. 7-11.'><sup>20<\/sup><\/a><\/span>.\nCresciuto con Magnus, <em>Diabolik<\/em> e <em>Flash Gordon<\/em>, Tamburini partecipa come grafico e fumettista al collettivo redazionale di \u201cCombinazioni\u201d, pubblicando tra le sue pagine i suoi primi disegni.<br>\n\u201cCombinazioni\u201d, il cui sottotitolo recita \u00abaperiodico in libert\u00e0\u00bb, \u00e8 pubblicato da un collettivo cangiante, animato da una direzione democratica e assembleare in cui solo tre o quattro rimangono fissi per ogni numero: Tamburini \u00e8 uno di questi, insieme a Daniele Poto e Aldo Del Gaudio.<br>\nLa rivista si occupa principalmente di attivit\u00e0 controinformativa, di aborto, di disobbedienza civile, di lotta di classe e di vita nelle comuni. Sull\u2019aspetto culturale vi sono articoli riguardanti il cinema di rottura, la new music e la beat generation. <br>\nQui Stefano Tamburini esordisce con le storie di Fuzzy Rat, un giovane musicista ispirato nelle fattezze ai disegni che l\u2019illustratore statunitense Cal Shenkel utilizz\u00f2 per le copertine degli album di Frank Zappa. Il segno grafico, caratterizzato da personaggi con il naso canino, risulta sporco e caotico, influenzato dalla scena underground americana e soprattutto da Greg Irons e Rand Holmes.<br>\nNei racconti viene descritta la realt\u00e0 quotidiana giovanile, alle prese con la musica, il sesso, la scoperta del mondo delle droghe e la repressione poliziesca.<br>\nAll\u2019interno di \u201cCombinazioni\u201d il segno autoriale di Tamburini \u00e8 ben visibile nella costruzione architettonica della pagina stessa. Con le sue gabbie grafiche, i fotomontaggi, i collage, l\u2019utilizzo reiterato della fotocopiatrice e un uso dei font all\u2019avanguardia per l\u2019editoria contemporanea, Tamburini si dimostra un grafico esperto, per quanto ancora acerbo.<br>\nCome per \u201cPuzz\u201d, anche qui si nota facilmente l\u2019influenza Situazionista e Dadaista, soprattutto per la massiccia presenza di d\u00e9tournement e di destrutturazione grafico-fumettistica. Questo avviene sulla scia del movimento Fluxus e di quello Situazionista e grazie inoltre ai lavori di Gianni Emilio Simonetti il quale \u2013 tra i pi\u00f9 prolifici in Italia \u2013 si concentra su <em>Tex<\/em> e <em>Diabolik<\/em> per unire, ad azioni e disegni semplici e concreti, un\u2019astrazione verbale densa di capziosimo filosofico e soprattutto di citazioni a Marx, Engels e Feuerbach<span id='easy-footnote-21-5136' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=5136#easy-footnote-bottom-21-5136' title='Riccardo Boglione, &lt;em&gt;D\u00e9tournement all&amp;#8217;italiana: Rovesciamenti iconografici fra poesia visiva e situazionismo&lt;\/em&gt;, in \u201cCarte italiane\u201d, serie 2, volume 4, 2008, pp. 112-118.'><sup>21<\/sup><\/a><\/span>.<br>\nQuando Stampa Alternativa interviene nella distribuzione della rivista, il collettivo redazionale comincia a disgregarsi per questioni ideologiche e di identit\u00e0 politica. Stefano Tamburini mantiene tuttavia il suo rapporto di collaborazione con la casa editrice romana producendo slogan, volantini e copertine di libri.<br><br>\n\n\n<b>5. 1977-1979: L\u2019esperienza di \u201cCannibale\u201d<\/b>\n\nIn Italia il salto qualitativo nell\u2019ambiente delle riviste autoprodotte avviene nel maggio del 1977 con la pubblicazione del primo numero di \u201cCannibale\u201d, aperiodico fondato da Stefano Tamburini, Massimo Mattioli e Marco \u201cTrash\u201d D\u2019Alessandro. Sulla copertina della prima uscita troneggia un alieno cappelluto blu, con naso a trombetta, intento a mangiarsi un hamburger di carne umana. In basso a sinistra spunta da un obl\u00f2 il Gatto Gattivo che, insieme all\u2019alieno blu, riportano la firma di Mattioli. I loghi a fondo pagina identificano una beffarda \u00abproduzione Banana Comix\u00bb per le \u00abedizioni del Tapiro Arrapato\u00bb. In alto a sinistra, da un altro obl\u00f2, un classico personaggio tamburiniano con tuba, occhiali da sole e naso proboscideo.\nIn alto a destra, a etichettare questa prima uscita, un grande \u00abN\u00b0 3\u00bb.<br>\nLa storia di \u201cCannibale\u201d parte infatti da lontano. Precisamente dal 1920 in Francia quando Francis Picabia \u2013 noto scrittore e pittore d\u2019avanguardia parigino \u2013 si avvicina al movimento dadaista di Tristan Tzara, realizzando quadri in cui casuali grovigli di parti meccaniche si intrecciano ripetutamente in modo meccanicistico. Vuole in tal modo alludere al moderno culto della macchina senza rinunciare a una marcata allusione sessuale.<br>\nNel 1920 Picabia, seguendo la lezione del Manifesto di Tzara, scrive un vero e proprio programma di movimento: il Manifesto Cannibale Dada, pubblicato sul primo numero della sua nuova rivista, intitolata appunto \u201cCannibale\u201d.<br>\nSu \u201cCannibale\u201d gli scritti di Picabia si uniscono a quelli dadaisti di Tzara, Paul Derm\u00e9e e C\u00e9line Arnauld e a quelli surrealisti di Andr\u00e9 Breton, Paul \u00c9luard e Louis Aragon, in un unico impasto di letteratura e grafica d\u2019avanguardia, che perdura per due uscite. <br>\nTamburini, con la prima uscita del suo \u201cCannibale\u201d, ha intenzione di pubblicare dunque il terzo numero della rivista storica, contribuendo in questo modo a legare indissolubilmente le avanguardie europee di inizio secolo alle neoavanguardie di cui il Movimento del Settantasette si fa promotore e sostenitore. Scopo di \u201cCannibale\u201d \u00e8 raccontare il Movimento dal suo interno, rappresentandone sia le istanze rivoluzionarie sia le contraddizioni, il tutto con un taglio inedito, usando un linguaggio immediato e di facile comprensione quale il fumetto.<br>\nDalla seconda uscita (settembre 1977) entrano in pianta stabile anche Andrea Pazienza e Filippo Scozzari, il primo stretto tra le morse della Milano Libri, il secondo rifiutato e censurato pi\u00f9 volte da \u201cIl Mago\u201d e da \u201cRe Nudo\u201d; \u00e8 quindi naturale per loro apprestarsi a lavorare per \u201cCannibale\u201d, senza censure o editori, facendo dell\u2019autoproduzione il proprio segno distintivo.<br>\nPazienza e Tamburini si conoscono tra Milano e Bologna durante l\u2019estate del 1977, nel corso di alcune riunioni tra disegnatori che volevano far nascere una nuova pubblicazione indipendente e autogestita da loro stessi. A queste riunioni vi partecipano, tra gli altri, Pazienza, Scozzari, Tamburini, Jos\u00e9 Mu\u00f1oz, Carlo Sampayo, Vincenzo Gallo detto \u201cVincino\u201d, Jacopo Fo, Danilo Masciangelo, Renato Calligaro e Alain Denis. Purtroppo i preconcetti e i sospetti politici non riescono a essere accantonati a favore di una cooperazione comune, cos\u00ec della rivista non se ne fece nulla<span id='easy-footnote-22-5136' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=5136#easy-footnote-bottom-22-5136' title='M. Mordente, &lt;em&gt;Come una nuova generazione cannibale&lt;\/em&gt;, in Luca Raffaelli (a cura di), &lt;em&gt;Tutto Pazienza 6. Allegro con fuoco. Storie 1977-1979&lt;\/em&gt;, Gruppo Editoriale L\u2019Espresso, Roma, 2016, pp. 139-140.'><sup>22<\/sup><\/a><\/span>.<br>\nCome ricorda Filippo Scozzari nel suo libro autobiografico, Tamburini resta impresso perch\u00e9 \u00abnon era stato l\u00ec a torturarsi con lambiccamenti sulla linea [politica, nda], o con le paranoie del chi come cosa quando perch\u00e9. [\u2026] Non aveva cercato, aveva fatto\u00bb<span id='easy-footnote-23-5136' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=5136#easy-footnote-bottom-23-5136' title='Filippo Scozzari, &lt;em&gt;Prima pagare poi ricordare. Da \u00abCannibale\u00bb a \u00abFrigidaire\u00bb. Storia di un manipolo di ragazzi geniali&lt;\/em&gt;, Coniglio editore, Roma, 2007, pp. 56-57 [1^ ed. 2003].'><sup>23<\/sup><\/a><\/span>.<br>\nDopo la prima uscita (n. 3), la seconda \u00e8 numerata 4-5-6-7. Viene pubblicata infatti con quattro copertine diverse \u2013 una per ogni disegnatore (Pazienza, Tamburini, Scozzari, Mattioli) \u2013 grazie all\u2019intuizione di Tamburini secondo cui ribaltando la rivista o aprendola al centro e ripiegandola era possibile iniziare la lettura da quattro punti diversi, uno per autore. La copertina che viene ritenuta ufficiale per quel numero \u00e8 tuttavia quella di Tamburini stesso, la quale raffigura un coatto con ciuffo nero, orecchino e naso a proboscide appoggiato a un muro che interagisce direttamente con il lettore, chiedendogli se per sole 800 lire vuole provare \u00abn\u2019emozzione n\u00f2va\u00bb.<br>\nIn questo numero ci sono alcune tra le storie pi\u00f9 famose degli stessi autori, come <em>Perch\u00e9 Pippo sembra uno sballato<\/em> di Pazienza e <em>La vendetta dell\u2019uomo in ammollo<\/em> di Tamburini.\nCon la seconda uscita di \u201cCannibale\u201d, la rivista viene notata dallo scrittore e giornalista Vincenzo Sparagna, che nel 1977 collaborava con \u201cIl Male\u201d \u2013 settimanale satirico fondato in quell\u2019anno e attivo fino al 1982 \u2013 diretto prima da Giuseppe Zaccaria (in arte Pino Zac) e poi da Vincino.<br>\nSparagna entra in contatto con la redazione grazie a una recensione uscita su \u201cPaese Sera\u201d in cui mostra di aver capito a fondo il messaggio rivoluzionario della rivista<span id='easy-footnote-24-5136' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=5136#easy-footnote-bottom-24-5136' title='Vincenzo Sparagna, &lt;em&gt;Non cavalcate la tigre, mangiatevela&lt;\/em&gt;, in \u201cPaese Sera\u201d, 10 aprile 1978.'><sup>24<\/sup><\/a><\/span>. Sparagna conosce bene le difficolt\u00e0 economiche nel portare avanti un\u2019intera rivista autoprodotta, e cos\u00ec offre a \u201cCannibale\u201d la possibilit\u00e0 di essere inglobato all\u2019interno della societ\u00e0 editrice de \u201cIl Male\u201d, facendola dunque divenire un inserto di quest\u2019ultimo. Scozzari e Pazienza accettano il passaggio per l\u2019introito economico; Tamburini acconsente invece a malincuore, non gradendo troppo la rivista satirica in questione<span id='easy-footnote-25-5136' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=5136#easy-footnote-bottom-25-5136' title='F. Scozzari, &lt;em&gt;Prima pagare poi ricordare&lt;\/em&gt;, cit., pp. 105-106.'><sup>25<\/sup><\/a><\/span>.<br>\nBen presto nella redazione di \u201cCannibale\u201d, Andrea Pazienza introduce il conterraneo Gaetano Liberatore detto \u201cTanino\u201d che \u2013 come Tamburini e Mattioli \u2013 alloggiava a Roma. La capitale diviene cos\u00ec sede fissa dei cinque Cannibali. La convivenza romana porta alla creazione di un\u2019incredibile fucina di idee, luogo di interscambio lavorativo, capace di sfornare racconti indimenticabili passati alla storia del fumetto, in cui \u00e8 facile trovare nelle opere di un autore le influenze o i disegni di un altro. Una delle collaborazioni pi\u00f9 esemplari si pu\u00f2 ritrovare in Rank Xerox, il coatto sintetico che da allora ha avuto una fortuna internazionale, finendo per essere tradotto in decine di paesi dagli Stati Uniti al Giappone<span id='easy-footnote-26-5136' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=5136#easy-footnote-bottom-26-5136' title='M. Mordente, &lt;em&gt;C\u2019era una volta Rank Xerox: nascita e morte di un cybercoatto&lt;\/em&gt;, in Stefano Tamburini, Tanino Liberatore, Alain Chabat, &lt;em&gt;Ranx. Edizione integrale&lt;\/em&gt;, Comicon Edizioni, Napoli, 2012, pp. 201-205.'><sup>26<\/sup><\/a><\/span>.<br>\nLa terza pubblicazione \u2013 con la copertina auto-cannibalizzante di Liberatore \u2013 \u00e8 la prima ad avere una distribuzione capillare nelle edicole; \u00e8 prodotta in un numero di copie notevolmente maggiore e segna la fuoriuscita dallo stato di sotterraneit\u00e0 produttiva.<br>\nSotto le insegne de \u201cIl Male\u201d la situazione non diviene per\u00f2 cos\u00ec rosea come si prospettava. Vengono inventate allora le false testate, per cercare di aumentare le entrate economiche: prima usc\u00ec un falso de \u201cla Repubblica\u201d che titolava l\u2019estinzione dello Stato, poi un falso \u201cCorriere dello sport\u201d che annunciava l\u2019annullamento dei mondiali di Argentina \u201978, arrivando financo a creare vere e proprie edizioni false di giornali stranieri (con tanto di distribuzione in loco), dalla \u201cPravda\u201d russa alla \u201cTrybuna Ludu\u201d polacca. Tuttavia, tra conti in rosso ed esaurimento della spinta propulsiva, \u00abla stanchezza fece capolino tra i cannibali\u00bb e nell\u2019estate del 1979 finisce l\u2019esperienza di \u201cCannibale\u201d dopo appena nove pubblicazioni<span id='easy-footnote-27-5136' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=5136#easy-footnote-bottom-27-5136' title='F. Scozzari, &lt;em&gt;Prima pagare poi ricordare&lt;\/em&gt;, cit. p. 115.'><sup>27<\/sup><\/a><\/span>.<br>\nDegna di nota rimane l\u2019ultima pubblicazione, datata luglio 1979, in quanto contribuisce a immettere \u201cCannibale\u201d nel filone dell\u2019underground comix statunitense.\nTamburini, appassionato da sempre alla subcultura Usa, nel 1979 era stato a New York, lasciandosi influenzare dalle atmosfere industrial e no-wave dei quartieri pi\u00f9 periferici e degradati, come il Lower East Side. Qui aveva raccolto decine di storie a fumetti, poi illegalmente tradotte e stampate nell\u2019ultimo \u201cCannibale\u201d, denominato \u00abUsa Only\u00bb; all\u2019interno vi si ritrovano i pi\u00f9 famosi fumettisti underground del tempo, di cui la redazione erano avida lettrice.<br>\nSfogliando le storie (con traduzione e lettering di Mattioli e Scozzari) si ritrovano i nomi di: Greg Irons, Tom Veitche, Kim Deitch, Clay Wilson, Mary Kay Brown, Spain Rodriguez, Robert Williams e Justin Green. Tanino Liberatore cur\u00f2 invece la terza e la quarta di copertina.<br>\n\u201cCannibale\u201d \u00e8 stata la prima rivista underground che ha tentato di portare in Italia l\u2019immaginario americano sotto forma di comic book, divenendo una \u00abpietra angolare dell\u2019edificio complesso di una nuova creativit\u00e0 inquieta e sorprendente\u00bb<span id='easy-footnote-28-5136' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=5136#easy-footnote-bottom-28-5136' title='Francesco Durante, &lt;em&gt;\u00c8 morto Tamburini, il creatore di \u201cRanxerox\u201d&lt;\/em&gt;, in \u201cIl Mattino\u201d, 27 aprile 1986.'><sup>28<\/sup><\/a><\/span>.<br>\nNel caso di Tamburini la lezione viene accolta per intero e riversata su carta sotto forma di allucinati fumetti da strada; Pazienza invece la apprende, la studia e la rimiscela ad altre influenze: su tutte, Benito Jacovitti, Jean Giraud \u201cMoebius\u201d e Carl Barks.<br>\nDa \u201cPuzz\u201d a \u201cCombinazioni\u201d, da \u201cCannibale\u201d a \u201cFrigidaire\u201d \u2013 sua naturale evoluzione \u2013 si compie il salto dall\u2019underground all\u2019overground, mantenendo intatte le finalit\u00e0 del mezzo ma variando i canali di distribuzione, rispetto all\u2019originale statunitense.<br><br>\n\n\n<b>6. L\u2019origine dell\u2019underground<\/b><br><br>\n\nLa parola \u201cunderground\u201d \u00e8 usata sin qui per indicare un medium che si oppone intenzionalmente alla cultura tradizionale e ufficiale (definita \u201cmainstream\u201d) utilizzando forme espressive e sistemi di diffusione e di produzione alternativi rispetto a quelli usuali del mercato.<br>\nIl primo utilizzo scritto del termine underground nell\u2019ottica di arte fuori dal mercato, risale al saggio del critico cinematografico Manny Farber del 1957 dal titolo <em>Underground Films<\/em>, in cui si riferisce ai registi che giocavano un ruolo \u00abanti-artistico\u00bb ad Holliwood. Si denota in questa maniera un utilizzo gi\u00e0 circoscritto al mondo dell\u2019anticonformismo.<br>\nL\u2019origine della parola viene fatta risalire alla seconda met\u00e0 del XVI secolo, con significato letterale di \u00absotto la superficie della terra\u00bb, mentre per il valore letterale di \u00abnascosto, segreto\u00bb occorre attendere i primi decenni del XVII secolo<span id='easy-footnote-29-5136' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=5136#easy-footnote-bottom-29-5136' title='&lt;a href=&quot;https:\/\/www.etymonline.com\/search?q=underground&quot; title=&quot;Underground&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener noreferrer&quot;&gt;&lt;em&gt;Underground&lt;\/em&gt;&lt;\/a&gt;, in \u201cOnline Etimology Dictionary\u201d, visto il 19 ottobre 2020.'><sup>29<\/sup><\/a><\/span>.<br>\nLa parola underground viene collocata nel campo controculturale a partire invece dagli anni Sessanta quando, durante una conferenza nel marzo 1961 al Philadelphia Museum College of Art, Marcel Duchamp esclam\u00f2: \u00abThe great artist of tomorrow will go underground\u00bb, intendendo il ruolo dell\u2019artista del domani come colui che avr\u00e0 il compito di rompere il canone tradizionale e di scendere nel sottosuolo a ritrovare la propria verit\u00e0<span id='easy-footnote-30-5136' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=5136#easy-footnote-bottom-30-5136' title='&lt;a href=&quot;http:\/\/www.qjubes.com\/kunstmagazin\/2014\/05\/marcel-duchamp-kuenstler-muss-in-den-untergrund-gehen\/&quot; title=&quot;Go underground&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener noreferrer&quot;&gt;&lt;em&gt;Go underground&lt;\/em&gt;&lt;\/a&gt;, in \u201cQJubes. Magazin fur K\u00fcnst\u201d, 22 maggio 2014,  visto il 19 ottobre 2020.'><sup>30<\/sup><\/a><\/span>.<br>\nTuttavia gi\u00e0 dalla met\u00e0 del 1800 la parola in questione era utilizzata con un significante legato alla resistenza attiva e alla lotta politica. Infatti, ben prima dell\u2019abolizione della schiavit\u00f9, negli Stati Uniti le Underground Railroads erano le reti clandestine di case sicure per affrancare gli schiavi in fuga dagli Stati del Sud. Analogamente, vennero definite nello stesso modo le reti di solidariet\u00e0 che facilitavano la fuga in Canada dei giovani statunitensi che rifiutavano la leva obbligatoria per la guerra in Vietnam.<br>\nThe Undergrounds era anche il nome dei movimenti di resistenza europei che si opposero al nazifascismo durante la Seconda Guerra Mondiale.<br>\nIn Italia il primo esempio di fumetto americano \u2013 underground e controculturale \u2013 si \u00e8 avuto nell\u2019aprile del 1970, grazie alla prima storia di Robert Crumb pubblicata sul n. 61 di \u201cLinus\u201d. Si trattava di <em>Mr. Natural<\/em>, il santone-guru fuggito dagli agi e dal caos della civilt\u00e0 odierna per armonizzare con la natura in mezzo al deserto o sulla vetta di una montagna. A lui seguiranno <em>Fritz the Cat<\/em> su \u201cLinus\u201d (sempre di Crumb, con lungometraggio animato nel 1972) e i <em>Freak Brothers<\/em> di Shelton con Stampa Alternativa e Arcana Editrice dalla seconda met\u00e0 degli anni Settanta.<br>\nNegli Usa l\u2019utilizzo del termine underground ha un significato ben preciso, e si riferisce a tutte quelle pubblicazioni che vengono stampate aggirando il divieto introdotto dal Comics Code Authority nel 1954. Il Cca, inteso come organo di censura e approvazione del fumetto statunitense, visiona tutte le opere in fase di pubblicazioni e vi appone il proprio marchio, a meno che non contengano scene di sangue, sesso o violenza, che non oltraggino le autorit\u00e0 e che i buoni vincano sempre.\nIl Code viene introdotto per arginare le tematiche presenti nelle Tijuana Bibles fin dagli anni Trenta. Da quel momento, tutte le pubblicazioni controculturali diventano illegali. La loro circolazione avviene mediante canali di distribuzione segreti e alternativi, \u201csotterranei\u201d a quelli dell\u2019industria del fumetto. Da ci\u00f2 il nome underground, con riferimento al circuito sotterraneo.<br>\nIn Italia invece vengono definite con il termine underground le pubblicazioni e le riviste che sono autoprodotte dagli autori stessi, senza censura o finanziamento, e che vengono distribuite mediante canali alternativi: nelle piazze, durante i concerti, nelle manifestazioni, ai centri sociali o nelle librerie di movimento. Sono pubblicazioni di autori emergenti e non, i quali si proclamano indipendenti e votati all\u2019autoproduzione. Il genere \u00e8 invero rassomigliante ai comix americani, in quanto trattano tematiche politiche, di tossicodipendenza o legate al sesso e alla violenza, spesso in chiave splatter.<br>\n\u00c8 in quest\u2019ottica che con la prima uscita di \u201cFrigidaire\u201d nel novembre 1980 si compie il salto dall\u2019underground all\u2019overground: la rivista (pur mantenendo invariate le tematiche legate alla controcultura) perde la sua natura di prodotto alternativo, trovando un posto stabile nelle edicole e venendo stampata su carta \u00abpatinata e schicchettosa\u00bb con una grafica curata nei mini dettagli, \u00abmentre l\u2019underground era povero e pulcioso\u00bb<span id='easy-footnote-31-5136' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=5136#easy-footnote-bottom-31-5136' title='Luca Valtorta, &lt;em&gt;Sc\u00f2zzari: ricordi con rabbia di un fiore del Male&lt;\/em&gt;, in \u201cIl Venerd\u00ec di Repubblica\u201d, 17 aprile 2017. '><sup>31<\/sup><\/a><\/span>.<br><br>\n\n\n<b>7. Laboratorio grafico \u201cFrigidaire\u201d<\/b><br><br>\n\nLa redazione del neonato \u201cFrigidaire\u201d \u00e8 composta dai cinque autori-fondatori di \u201cCannibale\u201d con la direzione di Vincenzo Sparagna, proveniente dall\u2019esperienza de \u201cIl Male\u201d.<br>\nSparagna tuttavia si rifiuta di essere il direttore di un\u2019altra rivista di soli fumetti. Si fa quindi aiutare da un nutrito gruppo redazionale per scrivere articoli, approfondimenti, testi romanzati e traduzioni letterarie, il tutto cercando di capire e di interpretare il complicato periodo storico-politico che si apprestava a iniziare. Il culto del potere, la smania del successo, la ricerca dell\u2019apice economico: gli anni Ottanta si preparavano a essere ricordati come gli anni dell\u2019ipocrisia e della violenza mercificata; la pubblicit\u00e0 invadeva le case, e i sogni e le speranze degli anni Settanta se ne fuggivano via.<br>\nNell\u2019editoriale di Sparagna del primo numero \u2013 intitolato non a caso, <em>Viaggiare tra le merci<\/em> \u2013 si parla infatti di una rivista merce, consapevole di essere merce, che viaggia in un mondo di merci<span id='easy-footnote-32-5136' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=5136#easy-footnote-bottom-32-5136' title='Vincenzo Sparagna, &lt;em&gt;Viaggiare tra le merci&lt;\/em&gt;, in \u201cFrigidaire\u201d, n. 1, novembre 1980.'><sup>32<\/sup><\/a><\/span>.<br>\nDopo l\u2019esperienza di \u201cCannibale\u201d, l\u2019approccio alla rivista diviene pi\u00f9 professionale, grazie al taglio giornalistico-imprenditoriale implementato immediatamente da Sparagna e dalla sua redazione. Gli autori sono ancora i proprietari, ma le vendite passano da poche migliaia a decine di migliaia di copie.<br>\nSu \u201cFrigidaire\u201d i fumetti non sono l\u2019unico contenuto, bens\u00ec hanno la funzione di intervallare gli articoli, le analisi e i report giornalistici. Tra le miriadi di interventi, si enumerano: reportage di giovani spacciatrici thailandesi, recensioni sulla musica new wave americana, fotogrammi dei massacri in centro America, diari clandestini dalla Polonia, un opuscolo sugli incidenti mortali avvenuti durante l\u2019esecuzione di attivit\u00e0 erotiche, interviste esclusive a Gabriel Garcia Marquez, a Norberto Bobbio e a Raoul Casadei, reportage sulle condizioni dei minatori italiani in Australia, informative sullo stato di salute del punk islandese, progetti per la decolonizzazione dell\u2019Amazzonia, riferimenti alla modern dance giapponese, alcuni articoli sulle faide dell\u2019ndrangheta calabrese, saggi danteschi di Jorge Louis Borges, appunti di James Joyce, ricordi di Louis-Ferdinand C\u00e9line, il primo servizio in assoluto sull\u2019Aids in Italia, sfilate di moda indiane e la campagna \u201cBerlusconi? No, grazie\u201d del 1986.<br>\n\u201cFrigidaire\u201d si configura dunque come un macro contenitore dove stipare tutto il mondo di quegli anni, e che cerca di testimoniare i segnali di accelerazione del cambiamento sociale e dello spaesamento che ne consegue. Ottimi cantori del senso di ingiustizia sociale sono Pazienza e Tamburini con i loro Zanardi e Ranxerox. <br><br>\n<span class=\"quote\">\n\n\nChi pensa che fosse inevitabile in quegli anni di \u201criflusso\u201d farsi inghiottire dal disimpegno cretino e ammaliare dalle false sirene della carriera e del successo, dovrebbe riflettere su \u201cFrigidaire\u201d e sulla sua picaresca avventura estetico-politica senza frontiere.\n<span id='easy-footnote-33-5136' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=5136#easy-footnote-bottom-33-5136' title='V. Sparagna, &lt;em&gt;Frigidaire. L&amp;#8217;incredibile storia e le sorprendenti avventure della pi\u00f9 rivoluzionaria rivista d&amp;#8217;arte del mondo&lt;\/em&gt;, BUR, Milano, 2008, pp. 69-70.'><sup>33<\/sup><\/a><\/span><br><\/span><br>\n\n\nLa copertina del primo numero fu assemblata da Stefano Tamburini ritagliando e incollando cartoncini colorati, di modo che formassero su sfondo giallo, un volto con occhiali da sole e testa pelata, con camicia rossa e cravatta blu. Il concept della copertina risulta il manifesto delle scelte grafiche e politiche di Tamburini e della redazione tutta. Il volto a collage \u00e8 racchiuso in un semplice rettangolo che incornicia la pagina con massicce linee nere, nella cui sommit\u00e0 vi sono due linee uguali e parallele su sfondo bianco, come i binari della ferrovia. Al loro interno, spostato sulla sinistra a riflettere la dinamicit\u00e0 della testata, si trova il logo \u201cFrigidaire\u201d, colorato di nero, nei caratteri maiuscoli del font <em>Compacta Bold Italic<\/em>. Nella concezione della rivista si trova infatti l\u2019idea di attraversare, narrandolo, il mondo delle merci, e quei binari paralleli sono una linea d\u2019azione paradigmatica. Insieme al primo numero viene inserito anche un inserto che contiene le foto di un libro di medicina legale trovato da Scozzari: <em>Incidenti mortali durante attivit\u00e0 erotiche<\/em>.\n\u201cFrigidaire\u201d \u00e8 un giornale di rottura, grafica e comunicativa, per le storie che racconta e per il modo in cui lo fa. La mente dietro alla struttura e alla composizione delle pagine \u00e8 quella di Tamburini, ideatore della testata e del progetto grafico dell\u2019intera rivista.<br>\nNon si fermano nel corso delle uscite del mensile, tentativi di innovazione e dinamismo della testata, da parte di Tamburini per il versante grafico e di Sparagna per l\u2019impaginazione.<br>\nNel numero 8\/9 dell\u2019estate 1981 accanto alla scritta Frigidaire in rosso compare la scritta Estate, in verde, tra due binari dello stesso colore. Dal numero 12 invece il logo si ingrandisce fino a fuoriuscire dai binari paralleli, che quindi scompaiono, lasciando la scritta libera all\u2019interno della fascia orizzontale bianca. Questa testata rimane invariata fino al numero 54 del maggio 1985, in cui accanto al titolo della rivista non compaiono pi\u00f9 piccoli titoli e anticipazioni sul contenuto, ma solamente il numero della rivista stessa.<br>\n\u201cFrigidaire\u201d diviene dunque una palestra per le sperimentazioni grafiche del giovane autore romano che, dentro gabbie ben ordinate e taglienti, mescola con grande libert\u00e0 le tecniche pi\u00f9 diverse: collage di cartoncini, xerografie, polaroid, fotografie ridipinte, ritagli di articoli e interventi diretti sulle pellicole di stampa. Dovunque sono evidenti le influenze grafiche delle avanguardie artistiche, dal Dadaismo al Bauhaus, dal Costruttivismo russo alla Pop Art: i collage di cartoncini (tagliati con forbici a lama dritta o a zigzag) ricordano Depero e i futuristi, le sgocciolature di smalto su disegni e fotografie rimandano invece a Pollock e Mario Schifano, in un loop citazionista ininterrotto, che \u00e8 parte integrante della poetica comunicativa dell\u2019autore. Tamburini credeva infatti nell\u2019accelerazionismo, ossia nella teoria secondo la quale il superamento del capitalismo mercificato si pu\u00f2 ottenere accelerando i processi che lo caratterizzano, mirando in questo modo a un\u2019evoluzione tecnologica che abbia come fine il miglioramento sociale e culturale. Uno dei suoi fumetti pi\u00f9 famosi \u00e8 infatti <em>Snake Agent<\/em>, un fumetto situazionista \u201caccelerato\u201d, ottenuto con il movimento della vignetta sulla fotocopiatrice Xerox, la quale viene anche citata come co-autrice del fumetto, in quanto sintomo di una societ\u00e0 meccanizzata in cui il ruolo dell\u2019autore \u00e8 obsoleto. L\u2019ambientazione noir chandleriana \u00e8 ottenuta decostruendo le strisce di Secret Agent X-9 di Mel Graff, un classico degli anni Quaranta. L\u2019accelerazione rappresenta il senso di straniamento nell\u2019affacciarsi su una societ\u00e0 alienata, e la perdita di adesione dalla realt\u00e0, quasi un\u2019alterazione lisergica degli stati di coscienza<span id='easy-footnote-34-5136' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=5136#easy-footnote-bottom-34-5136' title='Luca Frazzi, &lt;em&gt;Muscoli, forbici e una missione&lt;\/em&gt;, in \u201cRumore\u201d, n. 345, ottobre 2020, pp. 97-101.'><sup>34<\/sup><\/a><\/span>.<br>\nStefano Tamburini muore nel 1986, pochi anni dopo la nascita di \u201cFrigidaire\u201d, la sua creatura pi\u00f9 grande e per cui continua a essere ricordato. La creatura per cui ruppe ogni limite artistico e con cui infranse ogni avanguardia, spingendosene oltre. Tamburini seppe sfruttare i segni del suo tempo, domandoli e ribellandosi ad essi, \u00abfino a spingersi sulla soglia estrema e rischiosa del futuro\u00bb<span id='easy-footnote-35-5136' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=5136#easy-footnote-bottom-35-5136' title='V. Sparagna, &lt;em&gt;Stefano Tamburini. Genio del fumetto e inventore della grafica di Frigidaire&lt;\/em&gt;, in M. Mordente (a cura di), &lt;em&gt;Tutto Tamburo. Vol. 4 Frigidaire: la grafica (1980-1984)&lt;\/em&gt;, Muscles Edizioni Underground, Agropoli, 2018, p. 10.'><sup>35<\/sup><\/a><\/span>.<br>\nSe l\u2019abilit\u00e0 di Tamburini con la matita scompare rispetto alla tecnica dei suoi compagni di viaggio e di redazione, il suo ingegnarsi nelle soluzioni grafiche riesce a colmare qualsiasi lacuna, puntando tutto sullo spirito iconoclasta che lo ha da sempre contraddistinto, aiutato da forbici e fotocopiatrice.<br>\nL\u2019estetica a tratti na\u00eff, ma continuamente calata nel momento presente, si scontra cos\u00ec con dialoghi brutali e soluzioni d\u2019avanguardia, generando un cortocircuito straniante che sfida il lettore nella comprensione del consueto. Da Tamburini prende avvio non solo la grafica e la moda che dagli anni Novanta e Duemila imperversa sui tabloid e sulle passerelle, ma anche tutto quel filone di fumettisti come Maicol &amp; Mirco, Dr. Pira e Davide La Rosa che dedicano uno spazio importante alla scrittura del dialogo, alla sceneggiatura e all\u2019impostazione della tavola, piuttosto che al disegno vero e proprio.<br>\nGuardando alla vita e all\u2019operato di Stefano Tamburini si afferra come la continua ricerca di s\u00e9 attraverso le forme nuove del comunicare insegna l\u2019importanza del non fermarsi al consueto n\u00e9 alla verit\u00e0 evidente, ma che occorre piuttosto continuare a \u00abscavare underground\u00bb per spostare ogni volta pi\u00f9 in l\u00e0 l\u2019asticella dell\u2019avanguardia e della creativit\u00e0.\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Fin dalle sue origini, l\u2019utilizzo del termine \u201cunderground\u201d si \u00e8 legato a una condizione clandestina di resistenza e solidariet\u00e0. Negli anni Sessanta, grazie all\u2019intervento di Marcel Duchamp e del critico cinematografico Manny Farber, la parola in questione ha assunto connotati controculturali e anticonformisti correlandosi al mondo artistico.<br>\nNegli Stati Uniti degli anni Trenta, i fumetti erano apprezzati da bambini e da adulti, i quali cercavano anche letture mature e tematiche scottanti. Nascono cos\u00ec le Tijuana Bibles: piccoli opuscoli che raccontano le esplicite avventure sessuali dei personaggi pi\u00f9 amati dei fumetti. Da quel primo esperimento sociale nascono le riviste e i fumettisti underground pi\u00f9 conosciuti, come Robert Crumb e Gilbert Shelton.<br>\nAnche in Italia la stampa di movimento conosce decenni di fermento culturale. Da \u201cMondo Beat\u201d e \u201cPianeta Fresco\u201d \u2013 riviste letterarie particolarmente curate dal punto di vista grafico \u2013 si passa alle prime riviste di fumetti: tra le pi\u00f9 interessanti, \u201cPuzz\u201d e \u201cCannibale\u201d.<br>\nQuest\u2019ultima funge da trampolino di lancio per autori come Andrea Pazienza e Stefano Tamburini, che pochi anni dopo fonderanno \u201cFrigidaire\u201d, la rivista underground che fuoriesce dai canali alternativi pur rimanendo fedele alle tematiche controculturali.<br>\nMente grafica del progetto \u00e8 Tamburini stesso, giovanissimo autore romano che ha lasciato un\u2019impronta indelebile nel campo dell\u2019avanguardia italiana, delineandosi come uno dei primi comunicatori multidisciplinari.","protected":false},"author":159,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[2],"tags":[340,336,335],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.bibliomanie.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5136"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.bibliomanie.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.bibliomanie.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.bibliomanie.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/159"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.bibliomanie.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=5136"}],"version-history":[{"count":70,"href":"https:\/\/www.bibliomanie.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5136\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":13257,"href":"https:\/\/www.bibliomanie.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5136\/revisions\/13257"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.bibliomanie.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=5136"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.bibliomanie.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=5136"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.bibliomanie.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=5136"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}