{"id":5068,"date":"2020-12-16T10:55:49","date_gmt":"2020-12-16T09:55:49","guid":{"rendered":"https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=5068"},"modified":"2021-11-30T11:06:19","modified_gmt":"2021-11-30T10:06:19","slug":"il-magico-crocevia-verso-il-delta-del-mississipi-robert-johnson-il-musicista-che-scese-a-patto-col-demonio-eudora-welty-notte-sul-delta-minimum-fax","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=5068","title":{"rendered":"Il magico crocevia verso il delta del Mississipi. Robert Johnson, il musicista che scese a patto col demonio. Eudora Welty, <em>Nozze sul Delta<\/em>, minimum fax"},"content":{"rendered":"\nA San Antonio, in Texas, fu picchiato dalla polizia, arrestato per vagabondaggio e sbattuto in galera, la sua chitarra sfasciata perch\u00e9 s\u2019era messo in testa di suonarla per strada. Era il novembre del 1936 e Robert Johnson era giunto in citt\u00e0 da poche ore. Il giorno dopo, nella stanza 414 del Gunter Hotel, avrebbe inciso una manciata di canzoni poi entrate nella storia. 16 brani giunti a noi. Il produttore Don Law gli chiese almeno due versioni per ogni canzone. Wikipedia lo definisce cos\u00ec: \u201c<em>Tra le massime leggende della musica blues, \u00e8 considerato uno dei pi\u00f9 grandi e influenti musicisti del ventesimo secolo<\/em>\u201d. Ma prima di Wikipedia altre leggende della musica lo avevano iscritto tra le stelle a cui ispirarsi, da Jimi Hendrix ai Rolling Stones.<br>\nLo scorso anno l\u2019editore Chicago Review Press ha pubblicato <em>Up Jumped the Devil \u2013 The Real Life of Robert Johnson<\/em>, un libro che recensori e addetti ai lavori hanno subito celebrato come la biografia definitiva di Johnson, facendo luce su alcune leggende che lo circondavano. Sulla sua morte: il dove e il perch\u00e9 e, soprattutto il nome dell\u2019uomo che lo avvelen\u00f2 all\u2019et\u00e0 di soli ventisette anni. Oggi sappiamo che il musicista mor\u00ec solo nella sua camera dopo due giorni di agonia, soffocato dal vomito e dall\u2019emorragia cagionata all\u2019avvelenamento. \n<br>\nDi Robert Johnson sono conosciute due sole fotografie, quelle realizzate nello studio fotografico dei fratelli Hooks nel 1936 per accompagnare le incisioni texane, ma lo scorso anno la sorella, 94 anni, forse l\u2019unica vivente che ha conosciuto personalmente il musicista, ha tirato fuori una nuova foto che nessuno, a parte i familiari, aveva mai visto (la terza a dx). Ma anche la sua storia di musicista sembra esplodere dal nulla.<br>\nLeggenda vuole che Robert Johnson come musicista non fosse granch\u00e9. Suonava bene l\u2019armonica a bocca, questo gli viene riconosciuto, anche a detta di un altro dotato bluesman, Son House, ma quanto ad accompagnarsi alla chitarra, lasciamo stare. I colleghi bluesmen su questo erano concordi: un bravo ragazzo ma dal talento limitato. Poi successe che Johnson, d\u2019un tratto, spar\u00ec dalla circolazione. Nessuno sapeva dove fosse finito; il ragazzo aveva fama di vagabondo, su e gi\u00f9 dai treni, un\u2019anima in pena che vagava per il Delta del Mississippi. E tutto sommato la sua assenza non dest\u00f2 preoccupazioni. Robert si rifece improvvisamente vivo di l\u00ec a qualche mese, come se niente fosse. Imbracci\u00f2 una chitarra e, bum!, fra lo stupore dei vecchi bluesmen fermi sui loro tre accordi, s\u2019era trasformato in un fenomeno\u2026 Mai visto n\u00e9 sentito qualcuno nell\u2019intero stato del Mississippi suonare la chitarra a quel modo. Il fatto trova una spiegazione, tra il vero e la leggenda, come sempre da queste parti: Robert Johnson sarebbe andato gi\u00f9 al crocevia a farsela col diavolo. Cos\u2019era successo \u00e8 presto detto. Robert Johnson s\u2019era messo in testa di ritrovare il padre, e per farlo se n\u2019era tornato nel sud del Delta. Ma laggi\u00f9, dalle parti di Hazlehurst, dov\u2019era nato, in luogo del padre, s\u2019era imbattuto in un chitarrista che in pochi mesi gli insegn\u00f2 dei nuovi trucchi e un nuovo modo di suonare il blues. Quel chitarrista si chiamava Ike Zimmerman. Era lui il diavolo, con un cognome che pochi anni dopo avrebbe vestito un altro monumento della storia musicale, passato alla storia come Bob Dylan. Di questo Zimmerman, invece, sappiamo poco, se non che aveva imparato a suonare il blues al cimitero, un luogo tranquillo, dove poteva esercitarsi di notte, senza arrecare disturbo alla comunit\u00e0 dei vivi. Zimmerman port\u00f2 Johnson con s\u00e9 e, accomodato su una tomba, gli insegn\u00f2 tutto quanto sapeva, blues antichi e nuovi trucchi, le diverse accordature, la tecnica slide. <br>\n \nJohnson torn\u00f2 al nord e mostr\u00f2 i suoi progressi a Son House. Secondo l\u2019antica cultura del continente nero \u00e8 la vibrazione, il \u201c<em>nommo<\/em>\u201d, a possedere un potere magico sacrale. Questo \u00e8 il segreto trasferito nel sapiente uso della tecnica slide. Le sue origini, per alcuni, i rituali di possessione afroamerindi. Una narrazione suggestiva che lo stesso Johnson non manc\u00f2 di alimentare in alcuni dei suoi blues pi\u00f9 famosi, <em>Hellhound on my trail<\/em>:<br><br><span class=\"quote\">\n<em>And the days keeps on worryin&#8217; me<br>\nThere&#8217;s a hellhound on my trail, hellhound on my trail<\/em><br>\n(Non c\u2019\u00e8 giorno che non mi preoccupi<br>\nC\u2019\u00e8 un cerbero sulle mie tracce, un cerbero sulle mie tracce).\n<br><\/span><br>\n\nAnche Bessie Smith, l\u2019imperatrice del blues, nel 1929 cantava di spiriti demoniaci:<br><br><span class=\"quote\">\n<em>Evil spirits, all around my bed<br>\nThe devil came and grabbed my hand<br>\nTook me way down to that red hot land<\/em>\n<br><br>\n(Spiriti maligni attorno al mio letto<br>\n\u00c8 venuto il diavolo e mi ha preso la mano<br>\nMi ha trascinato gi\u00f9 nel suo paese rovente).<br><\/span><br>\n\nE ancora. <em><a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=3MCHI23FTP8\" target=\"_blank\" title=\"Me And The Devil Blues\" rel=\"noopener noreferrer\">Me And The Devil Blues<\/a><\/em>, registrato nel 1937. Qui Johnson <em>gioca<\/em> con la figura di <em>Satana<\/em> ma, al di l\u00e0 della visione romantica che vedrebbe il Nostro preda di una possessione demoniaca:<br><br><span class=\"quote\">\n<em>Early this morning<br>\nWhen you knocked upon my door<br>\nEarly this morning, ooh<br>\nWhen you knocked upon my door<br>\nAnd I said &#8220;hello Satan<br>\nI believe it&#8217;s time to go&#8221;<\/em>\n<br><br>\n(Stamattina presto\/Quando hai bussato alla mia porta\/Stamattina presto, ooh\/quando hai bussato alla mia porta\/E io ho detto &#8220;Ciao Satana\/Credo sia ora di andare&#8221;).<br><\/span><br>\n\nJohnson era tutt&#8217;altro che l&#8217;unico bluesman che cantava del diavolo; Skip James, Tampa Red, Lonnie Johnson, Joe Williams e Peetie Wheatstraw cantavano tutti di Satana &#8211; quest&#8217;ultimo si soprannominava persino Il genero del diavolo dopo una delle sue registrazioni del 1931.<br>\n\u2026 ma l\u2019idea che il blues moderno del Delta, il blues \u201cinventato\u201d da Robert Johnson, si sia cristallizzato gi\u00f9 al &nbsp;<em>crossroads<\/em>, al crocevia, nel punto esatto in cui si intersecano la strada buona e quella cattiva, nasce proprio allora. Johnson, stando alla leggenda, scelse la cattiva strada, e per il blues e il rock dopo di lui, la via fu segnata. Dice il narratore Noah Lefevre. &#8220;Finch\u00e9 gli umani si organizzeranno nelle citt\u00e0, rimarranno crocevia, cos\u00ec come le leggende dei loro poteri oscuri e degli strani spiriti che li occupano. Lo spazio liminale, il passaggio dal noto al grande ignoto&#8221;. Il crocevia \u00e8 anche oggi il luogo dove si celebrano tutti i riti sincretici dedicati agli antenati, ma anche agli Orixas, agli Exu, entit\u00e0 demoniache. Se passate per Bali a ogni crovevia prima del tramonto donne e bambini vi lasciano una piccola composizione di fiori. Johnson si trov\u00f2 proprio a quel crocevia impossibile, lo celebr\u00f2 con Crossroads e divenne figura di riferimento per i grandi rockettari, da Keith Richards dei Rolling stones a Bod Dylan, Jimi Hendrix, BB King, Muddy Waters e Led Zeppelin. L\u2019inconfondibile voce, soffocata dall\u2019appassionata e agonizzante tensione, insieme alla brillante tecnica chitarristica che svaria dall\u2019energetico percussivo fraseggio slide ad efficaci pattern di basso ereditati dai primi pianisti di Boogie Woogie fa s\u00ec che Robert Johnson sia considerato la personificazione del Delta-Blues. Anche lui fa parte del club 27, l\u2019et\u00e0 in cui sono morti tanti grandi, lo stesso Hendrix, Kurt Cobain, Janis Joplin, Jim Morrison, Amy Winehouse. Questo genio musicale incontr\u00f2 la morte improvvisamente e tragicamente vicino Greenwood, Mississippi, nel pieno del suo successo, avvelenato in un locale notturno da un uomo ingelosito per come Johnson corteggiasse sua moglie. La storia dice che spesso concentrava la sua performance su una sola donna tra il pubblico; una scelta quantomeno rischiosa in un mondo in cui gli uomini erano felici di combattere quando si sentivano offesi. Quel mondo trov\u00f2 traduzione in una grande scrittrice che attravers\u00f2 tutto il novecento, Eudora Welty. Nata nel 1909, si era presto nutrita di letture grazie alla madre, che prima le leggeva e poi le regal\u00f2 una preziosa biblioteca di classici, nomi come Dickens, Scott, Stevenson, Twain. \u201cVivo in gratitudine ai miei genitori \u2013 scrisse Eudora &#8211; per avermi iniziato nella conoscenza della parola, nella lettura e nell&#8217;ortografia, attraverso l&#8217;alfabeto. Me l&#8217;hanno insegnato a casa prima di iniziare a scuola. Credo che l&#8217;alfabeto non sia pi\u00f9 considerato un equipaggiamento essenziale per viaggiare attraverso la vita. Ai miei tempi era la chiave di volta della conoscenza.\u201d Eudora aveva conosciuto Faulkner, che descrisse come un \u201cgigante in grado di esplorare le profondit\u00e0 abissali delle cose\u201d.<br>\nNel romanzo <em>Nozze sul Delta<\/em>, pubblicato di recente da minimum fax, Eudora Welty scrive:<br><br>\n<span class=\"quote\">\nNel Delta pareva esserci quasi solo il cielo. Le nuvole erano grandi, pi\u00f9 dei cavalli e delle case, pi\u00f9 delle barche, delle chiese e delle sgranatrici di cotone, pi\u00f9 di qualsiasi cosa, tranne le piantagioni dei Fairchild. Col naso nella buccia di banana come nella corolla di un giglio, Laura guardava il Delta. La terra era perfettamente piatta e uniforme, ma scintillava come l\u2019ala di una libellula luminosa. Vibrava come uno strumento a corda appena pizzicato. Capitava che tra il cotone spuntasse un albero con pochi rami stentati: quelli che disegnava lei erano meglio. Capitava che, simile a un millepiedi peloso, tra il cotone si dipanasse una fila fitta e serpeggiante di salici e cipressi verdi, e quando il treno attraversava quella boscaglia, correndo su un rumoroso ponte di ferro, l\u00ec sotto, come una macchia dorata sul dorso del millepiedi, spiccava un canale: un bayou.<br>\n(Eudora Welty, <em>Nozze sul Delta<\/em>, traduzione di Simona Fef\u00e8, minimum fax, 2020, p. 19)\n<br><\/span><br>\nLeggendo il romanzo della Welty, ambientato nel 1923, l\u2019epoca in cui Robert Johnson diventava adulto in quella stessa rigogliosa terra chiamata&nbsp;Delta del Mississippi, ci si rende presto conto di come i neri nella trama del romanzo siano delle figure poste sullo sfondo, elementi del paesaggio, non presenze capaci di determinare, prima ancora che la realt\u00e0, la mitologia del sud. Di quella mitologia i neri non sono mai stati parte. Il blues, cos\u00ec come le altre forme dell\u2019arte e della cultura afro-americana, ha tentato, nella sua forma arcaica e suo modo primitiva, di abbozzare un ordine del cosmo a usufrutto di genti private di una mitologia oltre che di una storia, e l\u2019ha fatto, giocoforza, con gli scarti che i bianchi erano disposti a lasciarsi dietro. Nel lungo cammino di emancipazione degli afro-americani, lotte per i diritti civili compresi, non va dimenticato che la privazione perpetrata sul piano mitologico sar\u00e0 quella pi\u00f9 difficilmente sanabile. Quel che \u00e8 certo \u00e8 che il sud degli Stati Uniti e il blues del Delta che ne fu emanazione restano due realt\u00e0 difficili da immaginare in armonia. In primo luogo proprio per la difficolt\u00e0 di far coincidere la mitologia dell\u2019uno con la schietta e dolorosa realt\u00e0 dell\u2019altro.<br>\nLa biografia di Johnson \u00e8 piena dei topos mitici del blues. Giovanissimo aveva sposato Virginia Travis, morta poco tempo di parto, ad appena sedici anni, mentre lui non era presente; forse il senso di colpa per la sua assenza in quel momento tragico influ\u00ec sul suo carattere&nbsp;e sulla sua musica. Tent\u00f2 l\u2019avventura con una donna poco pi\u00f9 grande di lui, Callie Craft, ma non and\u00f2 bene, e cos\u00ec inizi\u00f2 a vagabondare in solitario <br><br><span class=\"quote\">\n<em>I got ramblin&#8217;<br>\nI got ramblin&#8217; on my mind<\/em><br><br>\n(Ho il vagabondaggio\/Ho il vagabondaggio nella mia testa)<br><\/span><br>\n<em><a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=bO5IlGh1oWA\" target=\"_blank\" title=\"Ramblin\u2019 on my mind Blues\" rel=\"noopener noreferrer\">Ramblin\u2019 on my mind Blues<\/a><\/em>  pezzo amato da Eric Clapton che lo mise nel suo repertorio. <br>\nUn continuo spostarsi che potrebbe nascondere il desiderio di sfuggire alla miseria della condizione umana, alla ricerca di un posto o una situazione pi\u00f9 vantaggiosi, come sembra spiegarci tramite i versi di <em><a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=dkftesK2dck\" target=\"_blank\" title=\"Sweet Home Chicago\" rel=\"noopener noreferrer\">Sweet Home Chicago<\/a><\/em>, il Blues in assoluto pi\u00f9 famoso di sempre:<br><br><span class=\"quote\">\n<em>Now one and one is two<br>\nTwo and two is four<br>\nI&#8217;m heavy loaded, baby<br>\nI&#8217;m booked, I gotta go<br><br>\n\nCryin&#8217; baby<br>\nHoney don&#8217;t you want to go?<br>\nBack to the land of California<br>\nTo my sweet home Chicago<\/em><br><br>\n\n(Beh, \u00e8 chiaro come uno e uno fa due\/Due e due fa quattro\/Ho un carico pesante, baby\/Sono impegnato, devo andare\/<br>\nBaby\/Dolcezza non vuoi andare?\/Di nuovo in terra di California\/verso la mia dolce casa Chicago)<br>\n(<em>Sweet Home Chicago<\/em>, 1936 \u2013 Vocalion)<br><\/span><br>\n\u2026dove California significa, nel gergo, denaro.<br>\nEcco com\u2019\u00e8 statto riletto in chiave moderna da un\u2019ensemble di maestri della chitarra, <a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=ZEmvBdRLg4k\" target=\"_blank\u201d title=\" sweet=\"\" home=\"\" rel=\"noopener noreferrer\">Buddy Guy, Eric Clapton, Johnny Winter, Robert Cray, Hubert Sumlin<\/a>. \n<br>\nRobert Johnson. Vagabondo assetato d\u2019amore. <em>Love In Vain<\/em>, struggente blues che parla di un amore vano che si chiude con un lamento amaro:<br><br>\n<em>When the train rolled up to the station, I looked her in the eye<br>\nWhen the train rolled up to the station, and I looked her in the eye<br>\nWell, I was lonesome, I felt so lonesome, and I could not help but cry<br>\nAll my love&#8217;s in vain<br><br>\n\nQuando il treno fece il suo ingresso in stazione\/La guardai negli occhi\/Quando il treno arriv\u00f2 in stazione\/La guardai negli occhi\/Ero solo, mi sentivo cos\u00ec solo che non ho potuto fare a meno di piangere\/tutto il mio amore \u00e8 vano <\/em>\n<br>(<em>Love In Vain<\/em>, 1937 )<br><br>\nQuesta canzone deve forse la sua longevit\u00e0 alla versione incisa quasi trent&#8217;anni dopo dai&nbsp;Rolling Stones. I suoi vagabondaggi si sono fermati troppo presto, il 16 agosto del 1938, e oggi ci sono almeno tre luoghi che rivendicano la sua tomba<br><br><span class=\"quote\">\n<em>You may bury my body, hoo<br>\nDown by the highway side<br>\nSo my old evil spirit<br>\nCan get a Greyhound bus and ride<\/em><br><br>\n\n(Dovresti seppellire il mio corpo\/Vicino alla strada\/Cos\u00ec il mio spiritello cattivo\/Potr\u00e0 prendere un bus della Greyhound e viaggiare)<br><\/span><br>\nAnche a me piace immaginarlo ancora in viaggio con lo sferragliare del treno che lo provoca a sprigionare il suo blues. Di Johnson sento vicina la sua attitudine, di mischiare e rinnovare, di agganciare il tutto a testi che riprendeva qua e l\u00e0 adattandoli al proprio sentito. Non ho nulla del suo talento, ma riprendere storie e scritti reinventandoli, questo s\u00ec \u00e8 una passione che mi avvicina a lui.\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"A San Antonio, in Texas, fu picchiato dalla polizia, arrestato per vagabondaggio e sbattuto in galera, la sua chitarra sfasciata perch\u00e9 s\u2019era messo in testa di suonarla per strada. Era il novembre del 1936 e Robert Johnson era giunto in citt\u00e0 da poche ore. 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