{"id":1726,"date":"2020-03-26T11:09:36","date_gmt":"2020-03-26T10:09:36","guid":{"rendered":"https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=1726"},"modified":"2020-03-26T11:13:45","modified_gmt":"2020-03-26T10:13:45","slug":"francesco-selmi-e-i-trattati-morali-di-albertano-da-brescia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=1726","title":{"rendered":"Francesco Selmi e i <em>Trattati morali<\/em> di Albertano da Brescia"},"content":{"rendered":"\nNel 1873 il vignolese Francesco Selmi (1817-1881), celebre scienziato, uomo di vasta cultura e patriota, d\u00e0 alle stampe il volume Dei trattati morali di Albertano da Brescia. Volgarizzamento inedito fatto nel 1268 da Andrea da Grosseto. L\u2019opera vede la luce all\u2019interno della \u201cCollezione di opere inedite e rare dei primi tre secoli della lingua\u201d, collana a cura della Regia Commissione per i Testi di Lingua. Selmi \u00e8 uno dei membri maggiormente attivi di questa importante istituzione, fondata nel 1860 con lo scopo di ricercare i codici dei pi\u00f9 antichi testi di lingua italiana promuovendone la pubblicazione. Il volume contiene i trattati composti nel XIII secolo da Albertano da Brescia, giurista insigne del quale abbiamo peraltro a disposizione poche notizie biografiche. Annoverato tra i protagonisti della vita politica dell\u2019Italia comunale, egli ricopr\u00ec incarichi pubblici nella sua citt\u00e0 e a Genova, e partecip\u00f2 alla guerra contro l\u2019imperatore Federico II. La sua produzione letteraria a noi nota consta di cinque sermoni di forte impianto religioso e di tre trattati morali, cui l\u2019autore bresciano deve la propria fama: il Liber de amore et dilectione Dei et proximi et aliarum rerum et de forma vite (1238), nel quale viene affrontata la questione dei rapporti sociali e familiari, dando vita ad un\u2019etica strettamente legata all\u2019ambiente comunale; il Liber de doctrina dicendi et tacendi (1245), dedicato alla costruzione di un\u2019etica della parola che si pone a fondamento dell\u2019educazione del cittadino; il Liber consolationis et consilii (1246), racconto allegorico avente come oggetto la corretta valutazione dei pareri e dei consigli, individuata come via maestra per il raggiungimento di una buona condotta morale e sociale. Queste tematiche, rispondendo a esigenze profondamente sentite all\u2019interno della societ\u00e0 dell\u2019epoca, garantirono un\u2019enorme fortuna ai trattati di Albertano nel periodo compreso tra il XIII e il XV secolo, come attestano sia il gran numero di traduzioni e di rimaneggiamenti in varie lingue europee (francese, catalano, olandese, tedesco, ceco) sia i molteplici volgarizzamenti italiani.<br>\nUna delle prime traduzioni in volgare ad essere compiuta \u00e8 quella di Andrea da Grosseto. Caratterizzata da una prosa fiorentina gi\u00e0 piuttosto matura ed elegante a dispetto di una datazione cos\u00ec precoce, questo volgarizzamento viene scoperto da Selmi nella Biblioteca Magliabechiana di Firenze, all\u2019interno della quale, a partire dal 1863, egli sta portando avanti ricerche su Dante. L\u2019analisi del codice contenente il testo di Andrea da Grosseto, autore duecentesco sulla cui vita sono disponibili solo scarsi dati certi, convince il Vignolese che si tratta del \u00abpi\u00f9 ragguardevole documento (riguardo all\u2019antichit\u00e0) in prosa letteraria di nostra lingua\u00bb<span id='easy-footnote-1-1726' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=1726#easy-footnote-bottom-1-1726' title='F. Selmi, &lt;em&gt;Avvertenza&lt;\/em&gt; a &lt;em&gt;Dei trattati morali di Albertano da Brescia. Volgarizzamento inedito fatto nel 1268 da Andrea da Grosseto&lt;\/em&gt;, a cura di F. Selmi, Bologna, Romagnoli, 1873, pp. VII-XVII: XII-XIII.'><sup>1<\/sup><\/a><\/span>. Tre sono gli elementi che suggeriscono a Selmi questa conclusione: la data (1268), riportata sul codice unitamente al nome dell\u2019autore del volgarizzamento; il fatto che il testo sia scritto in \u00abischietta favella nostra, senza infarcimento di riboboli e di maniere puramente vernacole\u00bb<span id='easy-footnote-2-1726' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=1726#easy-footnote-bottom-2-1726' title='Ivi, p. XIII.'><sup>2<\/sup><\/a><\/span>; infine, la palese intenzione dell\u2019autore di servirsi di una lingua appartenente all\u2019intera Italia, tant\u2019\u00e8 vero che per due volte, accennando al volgare adoperato, lo stesso Andrea da Grosseto lo definisce \u00abitalico\u00bb. Selmi intuisce immediatamente l\u2019eccezionalit\u00e0 della scoperta. Fino ad allora, infatti, si \u00e8 ritenuto che il pi\u00f9 antico testo in lingua italiana di una certa mole fosse una traduzione degli stessi trattati di Albertano redatta dal notaio pistoiese Soffredi del Grazia (1240 ca. &#8211; 1297), risalente al 1278 e pubblicata nel 1832 dal livornese Sebastiano Ciampi (1769-1847), celebre filologo e slavista. Selmi decide di ricorrere all\u2019aiuto dei numerosi studiosi, eruditi e bibliotecari italiani con cui \u00e8 in contatto per ricercare altri codici che riportino il testo di Andrea da Grosseto: ne vengono infine reperiti due, uno conservato nella Biblioteca Magliabechiana e uno nella Biblioteca Palatina di Firenze, contenenti entrambi solo il volgarizzamento dell\u2019ultimo trattato. Il Vignolese pu\u00f2 cos\u00ec iniziare una comparazione del testo, aiutandosi anche con la versione latina di due trattati, conservata nella Regia Biblioteca di Torino. Grazie al reperimento di queste versioni latine e volgari dell\u2019opera, Selmi riesce a sopperire alle lacune presenti nel codice e a dare alle stampe il testo, che, a suo avviso, risulta essere la \u00absola e perfetta traduzione dell\u2019Albertano tra le pervenuteci dal buon secolo\u00bb<span id='easy-footnote-3-1726' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=1726#easy-footnote-bottom-3-1726' title='Ivi, p. XVI.'><sup>3<\/sup><\/a><\/span>, in quanto alcune parti dei volgarizzamenti pubblicati da Ciampi sono identiche alla versione di Andrea da Grosseto, da cui evidentemente derivano. Questo sforzo di ricerca, comparazione delle fonti e ricostruzione del testo \u00e8 stato reso possibile, ricorda Selmi nell\u2019Avvertenza al volume, grazie ai finanziamenti messi a disposizione da Francesco Zambrini (1810-1887), presidente della Commissione per i Testi di Lingua.<br>\nLa pubblicazione dell\u2019opera, in realt\u00e0, viene posticipata di almeno tre anni rispetto alla data prevista: l\u2019impegno filologico ed erudito del Vignolese, infatti, non \u00e8 a tempo pieno, in quanto egli vi affianca l\u2019espletamento dei suoi incarichi presso il Ministero dell\u2019Istruzione Pubblica, nonch\u00e9 una proficua attivit\u00e0 scientifica che gli vale grande fama in tutta Europa. All\u2019epoca dell\u2019edizione del volgarizzamento dei Trattati morali di Albertano, Selmi sta infatti ricoprendo la cattedra di Chimica Farmaceutica e Tossicologica all\u2019Universit\u00e0 di Bologna; oltre a dedicarsi a impegnative ricerche sulla chimica tossicologica, egli \u00e8 alle prese con la curatela della monumentale Enciclopedia di chimica scientifica e industriale, opera in undici tomi pi\u00f9 tre di supplemento, stampata tra il 1868 e il 1881 dall\u2019Unione Tipografica Editrice Torinese (Utet), che si propone l\u2019ambizioso obiettivo di raccogliere tutte le nozioni della chimica e le sue applicazioni nei vari campi del sapere<span id='easy-footnote-4-1726' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=1726#easy-footnote-bottom-4-1726' title='Relativamente alla straordinaria attivit\u00e0 scientifica di Selmi, ci limitiamo in questa sede a ricordare solo alcuni dei campi che attirano il suo interesse. Negli anni Quaranta dell\u2019Ottocento, egli partecipa alle Riunioni degli scienziati italiani (nel Congresso di Padova del 1842 viene creata una speciale sottosezione per la Chimica e la carica di segretario \u00e8 affidata al Vignolese, allora appena venticinquenne), e, nonostante la scarsit\u00e0 di mezzi e di strumentazioni, svolge importanti ricerche che pongono le basi della chimica dei colloidi. Si dedica inoltre alla chimica biologica, studiando in particolare la coagulazione del latte. Tra il 1848 e il 1859, esule, opera nel laboratorio torinese di Ascanio Sobrero (1812-1888), con il quale ottiene risultati scientifici di considerevole rilevanza, come la scoperta del tetracloruro di piombo. Nel 1854 svolge, su incarico del governo sabaudo, ricerche sulle propriet\u00e0 fertilizzanti del guano in Sardegna, e due anni pi\u00f9 tardi inventa la pila a triplice contatto, che viene subito applicata con profitto alle trasmissioni telegrafiche, nell\u2019argentatura e doratura, nella galvanoplastica e nell\u2019estrazione del rame. In questo torno di tempo, \u00e8 impegnato anche nella traduzione di opere scientifiche straniere e nella stesura di volumi aventi lo scopo di divulgare le scoperte e le innovazioni in campo chimico che stanno maturando nei vari Paesi europei. A partire dal 1867, durante gli ultimi tre lustri della sua vita, quando ricopre la cattedra di Chimica Farmaceutica e Tossicologica presso l\u2019Ateneo felsineo, si dedica a fondamentali ricerche di chimica tossicologica: risale a questo periodo la scoperta delle \u00abptomaine\u00bb, sostanze che si formano nel processo putrefattivo del cadavere e che a quel tempo sono sovente confuse con gli alcaloidi venefici. In seguito a suddetta scoperta, vengono richieste a Selmi perizie in diversi processi per avvelenamento; egli \u00e8 inoltre nominato presidente della Commissione per lo Studio della Prova Generica del Venefizio, istituita dietro suo suggerimento nel 1880 dal Ministero di Grazia e Giustizia. Nel frattempo, compie anche indagini su ammine patologiche particolari (\u00abpatoammine\u00bb) prodotte nel corso delle malattie infettive.'><sup>4<\/sup><\/a><\/span>.<br>\nL\u2019importanza attribuita da Selmi al rinvenimento dei Trattati morali non \u00e8 frutto di un mero interesse erudito, ma nasce dalla consapevolezza, profondamente insita nel suo animo, dell\u2019importanza della lingua italiana. Egli, che ha lottato in prima persona per l\u2019unit\u00e0 d\u2019Italia, vivendo anche l\u2019amarezza dell\u2019esilio, ritiene che la padronanza della lingua italiana, cos\u00ec come lo studio della storia della letteratura, risultino imprescindibili per lo sviluppo della Penisola. Secondo Selmi, infatti, <br>\n<br><span class=\"sec-quotation\">\n\nun popolo non \u00e8 tale se non quando si fece una lingua [\u2026]. L\u2019Italiano pi\u00f9 di ogni altro conosce e crede in quel vero, poich\u00e9 muove da esso per affermare la propria personalit\u00e0 ed indipendenza, e vi confida affine di tradurre ad interezza quanto rimane incompiuto. Laonde l\u2019importanza che deve porre a conservare la lingua nazionale, non solo per motivo del bene che ne trasse si felicemente, ed ispera di dedurne ancora, ma pur anco per l\u2019utile il quale ne gli verr\u00e0 a saldare in perpetuo le membra della patria sua, ora connesse di fresco e in addietro mai congiunte ad un corpo solo \n<\/span><span id='easy-footnote-5-1726' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=1726#easy-footnote-bottom-5-1726' title='F. Selmi, &lt;em&gt;La lingua nazionale nell\u2019Italia nuova&lt;\/em&gt;, \u00abRivista Contemporanea\u00bb, a. IX (1861), vol. XXVII, pp. 344-382: 348-349.'><sup>5<\/sup><\/a><\/span>.<br><br>\nQuesta consapevolezza ha portato Selmi, quando nel 1860 ricopriva la carica di segretario generale del Ministero dell\u2019Istruzione Pubblica dell\u2019Emilia<span id='easy-footnote-6-1726' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=1726#easy-footnote-bottom-6-1726' title='In seguito, il 10 aprile 1860, Selmi viene nominato capo della 3a Divisione del Ministero a Torino, e successivamente direttore capo di Divisione di 1a classe. Il 17 maggio 1861 assume la carica di provveditore agli Studi di Brescia e l\u2019anno seguente \u00e8 trasferito con analogo incarico a Torino, dove svolge fino al 1867 una proficua opera di ordinatore del sistema scolastico. Dal marzo al dicembre 1862 funge momentaneamente da capo di Gabinetto del Ministero.'><sup>6<\/sup><\/a><\/span>, a spronare l\u2019allora ministro Antonio Montanari (1811-1898) a costituire le Deputazioni di Storia Patria per le Provincie dell\u2019Emilia, a somiglianza di quelle introdotte diversi anni prima da Carlo Alberto in Piemonte. L\u2019esortazione non \u00e8 stata infruttuosa: Montanari ha avanzato la proposta a Luigi Carlo Farini (1812-1866), governatore dell\u2019Emilia e delle Romagne, chiedendo l\u2019istituzione di tre Deputazioni aventi come scopo la \u00abpubblicazione delle cronache e di altri scritti inediti relativi agli avvenimenti che accaddero nei secoli passati nelle nostre provincie\u00bb<span id='easy-footnote-7-1726' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=1726#easy-footnote-bottom-7-1726' title='A. Montanari, &lt;em&gt;Rapporto al governatore&lt;\/em&gt;, \u00abAtti e memorie delle RR. Deputazioni di Storia Patria per le Provincie Modenesi e Parmensi\u00bb, vol. I (1863), pp. IX-XI: X. '><sup>7<\/sup><\/a><\/span>. L\u2019interpellato ha prontamente risposto \u00abconsiderando che il richiamare la storia a\u2019 suoi veri uffici \u00e8 opera di Governi liberi, che lasciano volentieri aperto ogni adito alla verit\u00e0, e non temono di trovar rimproveri nel passato\u00bb, e che \u00able fonti precipue della storia sono i documenti antichi, e che importa sopra modo che essi sieno raccolti e custoditi con acconcie distribuzioni, e in luoghi convenienti, acci\u00f2 non giacciano sconosciuti in archivi inaccessibili, o patrimonio di pochi dotti, o siano col tempo guasti o dispersi\u00bb<span id='easy-footnote-8-1726' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=1726#easy-footnote-bottom-8-1726' title='L.C. Farini, &lt;em&gt;Decreto&lt;\/em&gt;, \u00abAtti e memorie delle RR. Deputazioni di Storia Patria per le Provincie Modenesi e Parmensi\u00bb, vol. I (1863), pp. XII-XV: XII.'><sup>8<\/sup><\/a><\/span>; egli ha pertanto disposto, il 10 febbraio 1860, l\u2019immediata istituzione delle tre auspicate Deputazioni di Storia Patria per le Provincie Modenesi, Parmensi e Romagnole, a cui \u00e8 seguita, il 16 marzo dello stesso anno, la fondazione della sopracitata Regia Commissione per i Testi di Lingua. \u00c8 particolarmente significativo che, per rispondere a istanze fortemente sentite all\u2019interno dei territori dell\u2019antico Ducato estense, una delle prime preoccupazioni della nuova classe dirigente emiliana subito dopo l\u2019annessione al Regno d\u2019Italia sia stata la salvaguardia e lo studio dei documenti del passato<span id='easy-footnote-9-1726' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=1726#easy-footnote-bottom-9-1726' title='Ove, oltre tutto, nel secolo precedente hanno operato uno storico insigne come Lodovico Antonio Muratori (1672-1750) e diverse altre figure interessate allo studio critico del passato, fra le quali quell\u2019Agostino Paradisi il Giovane su cui si \u00e8 soffermato Piero Venturelli in due suoi recenti contributi: &lt;em&gt;Verso il Risorgimento. Agostino Paradisi junior (1736-1783): vita, opere e patriottismo culturale di un grande illuminista italiano&lt;\/em&gt;, \u00abIl Pensiero Mazziniano\u00bb, N.S., a. LXVIII (2013), fasc. 3 [ma: gennaio 2014], pp. 11-40; &lt;a href=&quot;?p=1742&quot; target=&quot;_blank&quot; title=&quot;Agostino Paradisi iunior (1736-1783). Uomo di lettere e di teatro, storico ed economista&quot; style=&quot;color:blue&quot; rel=&quot;noopener noreferrer&quot;&gt;&lt;em&gt;Agostino Paradisi iunior (1736-1783). Uomo di lettere e di teatro, storico ed economista&lt;\/em&gt;&lt;\/a&gt;, \u00abBibliomanie\u00bb, n. 35 (2014). Vale forse la pena di notare come Muratori, Paradisi e Selmi abbiano avuto i natali a Vignola, che \u00ab\u00e8 la citt\u00e0 del contado di Modena che pi\u00f9 delle altre ha contribuito alla gloria modenese\u00bb (C. Sipione, &lt;em&gt;Modena nelle lettere, nelle arti e nelle scienze&lt;\/em&gt;, Grottaferrata [RM], Tipografia Italo Orientale \u201cS. [cio\u00e8: San] Nilo\u201d, 1911, p. 57).'><sup>9<\/sup><\/a><\/span>. Il Vignolese, commentando alcuni mesi dopo tale decisione, fa trasparire il proprio entusiasmo, sostenendo che il governatore dell\u2019Emilia, con questo provvedimento, \u00absi attenne ad ottimo e prudente consiglio; mostr\u00f2 di conoscere la tempera ed i bisogni delle genti italiane; previde ci\u00f2 che si chiederebbe dopo cessate le turbazioni presenti\u00bb<span id='easy-footnote-10-1726' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=1726#easy-footnote-bottom-10-1726' title='F. Selmi, &lt;em&gt;La lingua nazionale nell\u2019Italia nuova&lt;\/em&gt;, cit., p. 345. '><sup>10<\/sup><\/a><\/span>.<br>\nDopo aver presieduto, il 29 febbraio 1860, alla prima adunanza della Deputazione di Storia Patria per le Antiche Provincie Modenesi, Selmi continua a partecipare alacremente all\u2019attivit\u00e0 svolta da questa importante istituzione, come dimostra il fatto che, il 28 aprile 1860, la Deputazione, \u00abgrata [\u2026] per le sollecitudini da lui adoperate per istituirla, e per incoraggiarne gli studi, e volendo altres\u00ec rendere omaggio a\u2019 suoi meriti scientifici e letterali, lo ha proposto ad unanimit\u00e0 a suo Socio\u00bb<span id='easy-footnote-11-1726' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=1726#easy-footnote-bottom-11-1726' title='G. Raffaelli, &lt;em&gt;Atti della R. Deputazione di Storia Patria in Modena. Sunto delle tornate accademiche dall\u2019anno 1860 a tutto il 1863&lt;\/em&gt;, \u00abAtti e memorie delle RR. Deputazioni di Storia Patria per le Provincie Modenesi e Parmensi\u00bb, vol. I (1863), pp. XXV-CVI: XXVII.'><sup>11<\/sup><\/a><\/span>. Proprio in qualit\u00e0 di socio della Deputazione, nel 1871 Selmi si fa promotore delle commemorazioni per il secondo centenario della nascita di Lodovico Antonio Muratori, insistendo affinch\u00e9 si svolgano a Vignola, ed entra a far parte del Comitato Direttivo per le celebrazioni, che hanno luogo il 20 ottobre 1872 a Vignola, per proseguire poi il giorno seguente a Modena<span id='easy-footnote-12-1726' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=1726#easy-footnote-bottom-12-1726' title='Cfr. G. Grandi, &lt;em&gt;Cronache della Comunit\u00e0 di Vignola (dall\u2019Archivio dell\u2019Amministrazione comunale)&lt;\/em&gt;, 2 voll. finora usciti sui 3 previsti, Savignano sul Panaro, Tipolitografia F.G., 2013 (vol. I, 2013; vol. II, 2014), vol. I (&lt;em&gt;Regno d\u2019Italia. 1859-1900&lt;\/em&gt;), pp. 75-100 (cap. 3: &lt;em&gt;Il secondo centenario della nascita di Lodovico Antonio Muratori&lt;\/em&gt;). Tra le altre pubblicazioni recenti che hanno attirato l\u2019attenzione su queste commemorazioni, ci limitiamo a segnalare F. Marri, &lt;em&gt;L.A. Muratori un europeo di oggi&lt;\/em&gt;, prem. di G. Burzacchini, Vignola, Vaccari (per conto di Lions Club Vignola e Castelli Medievali), 2005, pp. 10-12 (cap. 1: &lt;em&gt;La Vignola di Muratori e Carducci&lt;\/em&gt;), ove la fonte principale utilizzata \u00e8 un gustoso scritto di Giosue Carducci (1835-1907), il quale figurava tra gli ospiti delle celebrazioni: &lt;em&gt;Il secondo centenario di L.A. Muratori&lt;\/em&gt; (1872), in &lt;em&gt;Prose di Giosue Carducci. MDCCCLIX-MCMIII&lt;\/em&gt;, Bologna, Zanichelli, 1904 (con numerose ristampe successive; ora in ed. anast., con pref. di E. Pasquini, Bologna, Bononia University Press, 2007), pp. 483-520. '><sup>12<\/sup><\/a><\/span>. In questo periodo, nel decennio successivo all\u2019unit\u00e0 d\u2019Italia, il Vignolese si dedica con passione agli studi su Alighieri: ricerca nelle biblioteche di tutta Italia informazioni sui codici danteschi<span id='easy-footnote-13-1726' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=1726#easy-footnote-bottom-13-1726' title='Importanti risultati di queste sue ricerche sono il ritrovamento di un commento trecentesco anonimo dell\u2019Inferno, che viene stampato con il titolo &lt;em&gt;Chiose anonime alla prima cantica della Divina Commedia di un contemporaneo del poeta pubblicate per la prima volta a celebrare il sesto anno secolare della nascita di Dante&lt;\/em&gt; (Torino, Stamperia Reale, 1865), e il rinvenimento e l\u2019edizione di un sonetto e di una canzone attribuiti a Dante (pubblicati sotto il titolo &lt;em&gt;Due componimenti inediti di Dante Alighieri&lt;\/em&gt;, \u00abRivista Contemporanea Nazionale Italiana\u00bb, a. XII [1864], vol. XXXVI, pp. 98-102).'><sup>13<\/sup><\/a><\/span>, caldeggia la proposta, avanzata dal governatore Farini, di realizzare un\u2019edizione nazionale della Divina Commedia, partecipa alle celebrazioni per il sesto centenario della nascita del grande Fiorentino (1865)<span id='easy-footnote-14-1726' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=1726#easy-footnote-bottom-14-1726' title='A sostegno dell\u2019idea di una edizione nazionale delle opere di Dante \u2013 del quale, ricordiamo, cade quest\u2019anno (2015) il settecentocinquantesimo della nascita \u2013, Selmi pubblica gli interessanti saggi &lt;em&gt;Di una edizione della Commedia da pubblicarsi nel sesto centenario della nascita di Dante&lt;\/em&gt;, \u00abRivista Contemporanea\u00bb, a. IX (1861), vol. XXV, pp. 62-82, e &lt;em&gt;Di uno studio da fare per l\u2019edizione nazionale della Commedia di Dante Alighieri&lt;\/em&gt;, \u00abRivista Contemporanea\u00bb, a. IX (1861), vol. XXVI, pp. 70-87. In occasione dell\u2019importante anniversario cui si accenna a testo, il Vignolese d\u00e0 poi alle stampe la preziosa dissertazione &lt;em&gt;Il Convito. Sua cronologia, disegno, intendimento, attinenza colle altre opere di Dante&lt;\/em&gt; (Torino, Paravia, 1865). Altri notevoli saggi interpretativi su Dante gli valgono grande fama tra gli studiosi: &lt;em&gt;Di alcuni tratti e dell\u2019intero episodio di Francesca da Rimini&lt;\/em&gt;, \u00abRivista Contemporanea\u00bb, a. X (1862), vol. XXXI, pp. 430-467; &lt;em&gt;Sull\u2019intento della Commedia di Dante e le principali allegorie contenute storicamente&lt;\/em&gt;, \u00abRivista Contemporanea Nazionale Italiana\u00bb, a. XII (1864), vol. XXXVI, pp. 268-283, 408-419, e vol. XXXVII, pp. 83-101, 245-265, 433-449; &lt;em&gt;Del concetto dantesco, libero papa in libero impero; del desiderato e del trionfo di Beatrice&lt;\/em&gt;, \u00abRivista Contemporanea Nazionale Italiana\u00bb, a. XII (1864), vol. XXXIX, pp. 260-283, 407-424. Le pubblicazioni di Selmi hanno fornito un contributo duraturo alla letteratura dantesca, dando anche occasione a svariati studi posteriori da parte di specialisti italiani e stranieri: cfr., tra le ricerche pi\u00f9 recenti, A. Stefanin, &lt;em&gt;Indagini sulla tradizione manoscritta delle chiose anonime all\u2019Inferno pubblicate da Francesco Selmi&lt;\/em&gt;, \u00abStudi (e testi) italiani\u00bb, a. II (1999), fasc. 2 (&lt;em&gt;Dante e i \u201cLocus inferi\u201d. Creazione letteraria e tradizione interpretativa&lt;\/em&gt;), pp. 73-134. Intorno a Selmi come estimatore e studioso di Alighieri, si veda soprattutto G. Canevazzi, &lt;em&gt;Francesco Selmi patriotta, letterato, scienziato. Con Appendice di Lettere inedite&lt;\/em&gt;, Modena, Tipografia Forghieri e Pellequi, 1903, pp. 56-65.'><sup>14<\/sup><\/a><\/span> e accarezza l\u2019idea di scrivere una Vita di Dante. Si ritiene inoltre probabile che, negli stessi anni, Selmi collabori alla realizzazione del monumentale Dizionario della lingua italiana, opera a cura di Niccol\u00f2 Tommaseo (1802-1874) e di Bernardo Bellini (1792-1876) pubblicata in otto volumi tra il 1861 e il 1874 dalla Utet<span id='easy-footnote-15-1726' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=1726#easy-footnote-bottom-15-1726' title='\u00c8 giunta fino a noi una lettera di Tommaseo a Selmi, non datata ma risalente con ogni probabilit\u00e0 al 1856 o al 1857, nella quale il primo invita il secondo a collaborare alla stesura del Dizionario. Questa lettera \u00e8 stata stampata in G. Bartoli &amp;#8211; F. De Fazio &amp;#8211; M. Amorosa, &lt;em&gt;Francesco Selmi. L\u2019uomo, lo scienziato, il politico&lt;\/em&gt;, Vignola, Comune di Vignola, 1981, p. 20.'><sup>15<\/sup><\/a><\/span>. L\u2019attivit\u00e0 scientifica e gli impegni politici ed amministrativi si intrecciano cos\u00ec ad un considerevole sforzo di ricerca filologica e letteraria, cui Selmi attribuisce la massima rilevanza.<br>\nA questo connubio tra scienza e lettere \u00e8 dedicata parte dell\u2019Avvertenza con cui si apre l\u2019edizione a stampa del volgarizzamento di Andrea da Grosseto: Selmi si dichiara pienamente consapevole che \u00aba parecchi lettori sembrer\u00e0 cosa strana che, ai tempi nostri, chi coltiva una scienza sperimentale propenda eziandio a cose di lingua\u00bb<span id='easy-footnote-16-1726' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=1726#easy-footnote-bottom-16-1726' title='F. Selmi, &lt;em&gt;Avvertenza&lt;\/em&gt; a &lt;em&gt;Dei Trattati morali di Albertano da Brescia&lt;\/em&gt;, cit., p. VIII.'><sup>16<\/sup><\/a><\/span>. Non solo: molti, egli ritiene, lo accuseranno e lo derideranno, \u00abnon volendosi ammettere maritaggio legittimo tra le discipline che riguardano la parola con quelle che spettano al pensiero ed all\u2019indagine\u00bb<span id='easy-footnote-17-1726' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=1726#easy-footnote-bottom-17-1726' title='Ivi, p. IX.'><sup>17<\/sup><\/a><\/span>. Tale opinione per\u00f2, mette in guardia Selmi, contrasta con la tradizione italiana, nella quale da sempre \u00abla coltura delle materie scientifiche fu accompagnata, e diremmo illustrata da quella delle lettere\u00bb<span id='easy-footnote-18-1726' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=1726#easy-footnote-bottom-18-1726' title='Ibidem.'><sup>18<\/sup><\/a><\/span>, come dimostra l\u2019opera di Galileo Galilei, degli accademici del Cimento, di Leonardo da Vinci, di Lazzaro Spallanzani, di Alessandro Volta e di tanti altri illustri scienziati italiani. Il Vignolese si schiera cos\u00ec contro coloro che ritengono il progresso delle scienze l\u2019unico motore di sviluppo per il Paese, e non esita a difendere, nell\u2019Avvertenza al volgarizzamento di Andrea da Grosseto, lo studio e il retto impiego della lingua nazionale, aggiungendo che \u00absarebbe anzi desiderabile che dagli scienziati si tornasse all\u2019antica consuetudine italiana; accoppiare degnamente il sapere delle cose naturali e matematiche, economiche e via dicendo con un\u2019equa cognizione della propria lingua stupenda e del glorioso tesoro della letteratura nazionale, e vergognarsi di quella ignoranza del bello di cui sgraziatamente si vantano\u00bb<span id='easy-footnote-19-1726' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=1726#easy-footnote-bottom-19-1726' title='Ivi, pp. IX-X.'><sup>19<\/sup><\/a><\/span>. Per il futuro della nazione italiana, lo sviluppo delle scienze e delle tecniche non basta: \u00e8 necessario sostenere e spronare soprattutto i giovani al disciplinato apprendimento della lingua e della letteratura italiana, non da ultimo perch\u00e9 \u00e8 una barbarie vera e propria, ad avviso di Selmi, \u00abesporre le dottrine e le scoperte grandi e feconde che si vanno facendo nei vari campi dello scibile, con una forma s\u00ec incomposta, impropria e sgrammaticata da non riuscirne quasi mai limpido il pensiero\u00bb<span id='easy-footnote-20-1726' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=1726#easy-footnote-bottom-20-1726' title='Ivi, p. X.'><sup>20<\/sup><\/a><\/span>. Egli sa che queste parole probabilmente non gli varranno a trovare grazia presso i colleghi: anzi, \u00e8 certo di non ricavarne altro che \u00abnuovi motivi di scredito\u00bb<span id='easy-footnote-21-1726' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=1726#easy-footnote-bottom-21-1726' title='Ibidem.'><sup>21<\/sup><\/a><\/span>. Nonostante ci\u00f2, decide di non chiudersi nel silenzio, ma di esporre ugualmente le sue idee sulla lingua italiana: tale risolutezza \u00e8 frutto del desiderio non gi\u00e0 di farsi comprendere dagli studiosi, bens\u00ec di cercare di \u00abricondurre sulla buona via i giovani, ch\u00e9 degli attempati ed incalliti nulla \u00e8 da sperare\u00bb<span id='easy-footnote-22-1726' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=1726#easy-footnote-bottom-22-1726' title='Ibidem.'><sup>22<\/sup><\/a><\/span>. Le parole di Selmi sono pertanto indirizzate in special modo alle nuove generazioni: egli, da sempre attento alla situazione degli studi e dell\u2019istruzione, si mostra convinto che l\u2019incoraggiamento dei giovani alla ricerca, insieme con l\u2019attenzione rivolta alle loro idee e iniziative, debba essere il perno per la costruzione del futuro dell\u2019Italia unita.<br>\nQueste durissime critiche non devono essere affatto interpretate come uno sfogo estemporaneo, in quanto sono piuttosto il frutto di una lunga riflessione portata avanti dal Vignolese, la cui preoccupazione principale rimane il bene della Penisola, da perseguire attraverso la salvaguardia della tradizione italiana e quel passaggio di consegne generazionale che viene reso possibile soprattutto tramite lo studio del passato. Le tematiche trattate nell\u2019Avvertenza al volgarizzamento di Andrea da Grosseto, infatti, erano gi\u00e0 ben presenti e definite nel decennio anteriore, durante il quale Selmi aveva scagliato eloquenti accuse alle istituzioni del neonato Regno d\u2019Italia attraverso le pagine dell\u2019importante \u00abRivista Contemporanea\u00bb (poi, \u00abRivista Contemporanea Nazionale Italiana\u00bb). La nuova classe dirigente, secondo il Vignolese, non si rende conto che \u00abl\u2019Italia possiede biblioteche, archivii, musei, cimelii, citt\u00e0 intere da dissotterrare, che gli stranieri visitano, spogliano, sfruttano, mentre stanno da noi dimenticati e non apprezzati: ivi si chiudono tesori di documenti coi quali si far\u00e0 forse mutare tutta la grande storia nostra\u00bb<span id='easy-footnote-23-1726' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=1726#easy-footnote-bottom-23-1726' title='F. Selmi, &lt;em&gt;L\u2019ingegno italiano e convenienza del Governo di assecondarne il rifiorimento&lt;\/em&gt;, \u00abRivista Contemporanea\u00bb, a. IX (1861), vol. XXVI, pp. 272-284 e 383-401: 398.'><sup>23<\/sup><\/a><\/span>. Particolarmente grave, a giudizio di Selmi, \u00e8 il fatto che in molti ritengano \u00absolo opportuno ad Italia le strade da aprirsi, i commercii da risvegliare, gli opifici da moltiplicare; ma chi si allev\u00f2 in pi\u00f9 ampia cognizione delle cose nostre, e cerc\u00f2 i tempi di nostra grandezza, ed investig\u00f2 l\u2019indole dell\u2019Italiano, non crede in buona fede che la sola prosperit\u00e0 materiale sia giovevole al pieno rifiorimento della penisola\u00bb<span id='easy-footnote-24-1726' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=1726#easy-footnote-bottom-24-1726' title='F. Selmi, &lt;em&gt;La lingua nazionale nell\u2019Italia nuova&lt;\/em&gt;, cit., pp. 344-345.'><sup>24<\/sup><\/a><\/span>. Queste sue preoccupazioni, in realt\u00e0, lungi dall\u2019essere isolate, sono condivise da altri celebri e influenti personaggi, come ad esempio lo storico e politico Pasquale Villari (1827-1917), che negli stessi anni si dice preoccupato del fatto che nel Paese \u00abancora non abbiamo istituzioni destinate veramente alla scienza o alle lettere, con i mezzi necessari a chi vuol coltivarle per s\u00e9 stesse, senza volgerle subito ad immediato guadagno\u00bb<span id='easy-footnote-25-1726' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=1726#easy-footnote-bottom-25-1726' title='P. Villari, &lt;em&gt;L\u2019insegnamento della storia&lt;\/em&gt;, in Id., &lt;em&gt;Arte, Storia e Filosofia&lt;\/em&gt;, Firenze, Sansoni, 1884, pp. 191-219: 209. Si tratta del discorso inaugurale per l\u2019anno accademico 1868-1869, letto all\u2019Istituto di Studi Superiori di Firenze il 16 novembre 1868.'><sup>25<\/sup><\/a><\/span>, con la conseguente \u00abpovert\u00e0 del lavoro letterario e scientifico dell\u2019Italia\u00bb<span id='easy-footnote-26-1726' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=1726#easy-footnote-bottom-26-1726' title='P. Villari, &lt;em&gt;L\u2019insegnamento della storia&lt;\/em&gt;, cit., p. 207.'><sup>26<\/sup><\/a><\/span>.<br>\nCome abbiamo visto, nel periodo immediatamente successivo all\u2019unit\u00e0 d\u2019Italia \u00e8 ben presente negli intellettuali la consapevolezza dell\u2019assoluta rilevanza della storia, della letteratura e della lingua italiana. Per Selmi, in particolare, lo studio della lingua del passato si configura come un importante impegno civile, imprescindibile per lo sviluppo civile e culturale del Paese e di chi vi abita. <br><br>\n<b>Bibliografia<\/b>\n<br>\n<br><b>a. Su Albertano da Brescia<\/b><br>\nArtifoni, Enrico: <em>Prudenza del consigliare. L\u2019educazione del cittadino nel Liber consolationis et consilii di Albertano da Brescia (1246)<\/em>, in C. Casagrande &#8211; C. Crisciani &#8211; S. Vecchio (a cura di), <em>Consilium. Teorie e pratiche del consigliare nella cultura medievale<\/em>, Firenze, Sismel &#8211; Ed. del Galluzzo, 2004, pp. 195-216.\n<br><br>\nCasagrande, Carla: <em>Parlare e tacere. Consigli di un giudice del secolo XIII<\/em>, in E. Becchi (a cura di), <em>Storia dell\u2019educazione<\/em>, Scandicci (FI), La Nuova Italia, 1987, pp. 165-179.\n<br><br>\nFraulini, Fabiana: <em>Disciplina della parola, educazione del cittadino. Analisi del Liber de doctrina dicendi et tacendi di Albertano da Brescia<\/em>, in D. Felice (a cura di), <em>Studi di Storia della Filosofia. Sibi suis amicisque<\/em>, Bologna, Clueb, 2013, pp. 79-102.\n<br><br>\nPowell, James: <em>Albertanus of Brescia. The Pursuit of Happiness in the Early Thirteenth Century<\/em>, Philadelphia, University of Pennsylvania Press, 1992.\n<br><br>\nTanzarini, Lorenzo: <em>Albertano e dintorni. Note su volgarizzamenti e cultura politica nella Toscana tardo-medievale<\/em>, in D. Caocci &#8211; R. Fresu &#8211; P. Serra &#8211; L. Tanzarini, <em>La parola utile. Saggi sul discorso morale nel medioevo<\/em>, Roma, Carocci, 2012, pp. 161-217. <br>\n<br><b>b. Su Francesco Selmi <\/b><br>\nAmorosa, Michele: <em>Ricordando Francesco Selmi nel centenario della morte<\/em>, \u00abBollettino della Societ\u00e0 Italiana di Farmacia Ospedaliera\u00bb, vol. XXVIII (1982), fasc. 1, pp. 17-19 (ora in \u00abGente di Panaro\u00bb, 13 [2011], pp. 99-102).\n<br><br>\nBarbiroli, Bruno: <em>Francesco Selmi e la chimica biologica<\/em>, \u00abRassegna per la storia della Universit\u00e0 di Modena e della cultura superiore modenese\u00bb, vol. VIII (1981), pp. 85-95.\n<br><br>\nBartoli, Giovanni &#8211; De Fazio, Francesco &#8211; Amorosa, Michele: <em>Francesco Selmi. L\u2019uomo, lo scienziato, il politico<\/em>, Vignola, Comune di Vignola, 1981.\n<br><br>\nCanevazzi, Giovanni: <em>Francesco Selmi Patriotta, Letterato, Scienziato. Con Appendice di Lettere inedite<\/em>, Modena, Tipografia Forghieri e Pellequi, 1903.\n<br><br>\nCasini, Tommaso: <em>Selmi Francesco<\/em>, \u00abAtti e Memorie della R. Deputazione di Storia Patria per le Provincie Modenesi\u00bb, S. IV, vol. X (1900-1901), parte III (Bio-bibliografie de\u2019 soci effettivi, 1901), pp. 391-416.\n<br><br>\nCiardi, Marco: <em>Francesco Selmi e la chimica torinese nell\u2019et\u00e0 del Risorgimento<\/em>, in L. Cerruti &#8211; D. Turco (a cura di), <em>Atti del XI Convegno Nazionale di Storia e Fondamenti della Chimica<\/em> (Torino, 21-24 settembre 2005), Roma, Accademia Nazionale delle Scienze, 2005, pp. 79-88 (una versione accresciuta di tale contributo \u00e8 presente in questa monografia: M. Ciardi, <em>Reazioni tricolori. Aspetti della chimica italiana nell\u2019et\u00e0 del Risorgimento<\/em>, Milano, Franco Angeli, 2010, pp. 116-125 [cap. 5: <em>Francesco Selmi e Ascanio Sobrero: chimica, tecnologia e politica<\/em>]).\n<br><br>\nCoslovi, Anna Maria: <em>L\u2019anima del Risorgimento in due giovani che vollero l\u2019Unit\u00e0 d\u2019Italia: Giuseppe Verdi e Francesco Selmi<\/em>, \u00abGente di Panaro\u00bb, n. 16 (2014), pp. 5-30.\n<br><br>\nDaccomo, Gerolamo: <em>L\u2019opera scientifica di Francesco Selmi<\/em>, \u00abAnnuario della Regia Universit\u00e0 di Modena\u00bb, (1908-1909) [ma: 1909], pp. XVII-CXXIII.\n<br><br>\nDe Fazio, Francesco: <em>Francesco Selmi e la medicina legale<\/em>, \u00abRassegna per la storia della Universit\u00e0 di Modena e della cultura superiore modenese\u00bb, vol. VIII (1981), pp. 97-108.\n<br><br>\nDi Pietro, Pericle: <em>Studi d\u2019interesse medico-biologico di Francesco Selmi, chimico e patriota<\/em>, \u00abRivista di storia della medicina\u00bb, a. V (1961), fasc. 2, pp. 159-166.\n<br><br>\nId.: <em>Biografia e bibliografia di Francesco Selmi<\/em>, \u00abRassegna per la storia della Universit\u00e0 di Modena e della cultura superiore modenese\u00bb, vol. VIII (1981), pp. 26-71.\n<br><br>\nGavioli, Francesco: <em>Selmi Francesco<\/em>, in Id., <em>Vignola. Un popolo una chiesa una storia<\/em>, 2 voll., Vignola, Libreria dei Contrari, 1994, vol. II, pp. 541-548.\n<br><br>\nGuareschi, Icilio: <em>Francesco Selmi e la sua opera scientifica<\/em>, \u00abMemorie delle R. Accademia delle Scienze di Torino\u00bb, S. II, vol. LXII (1911), pp. 125-272 (anche in volume a s\u00e9, recante lo stesso titolo: Torino, Bona, 1911).\n<br><br>\nIeluzzi, Gianmarco: <em>Francesco Selmi e i sistemi colloidali<\/em>, in L. Cerruti &#8211; D. Turco (a cura di), <em>Atti del XI Convegno Nazionale di Storia e Fondamenti della Chimica<\/em>, cit., pp. 89-98.\n<br><br>\nLodovisi, Achille &#8211; Venturelli, Piero: <em>Francesco Selmi: scienze e lettere al servizio dell\u2019idea nazionale<\/em>, \u00abIl Pensiero Mazziniano\u00bb, N.S., a. LXIV (2009), fasc. 3 [ma: 2010], pp. 17-28.\n<br><br>\nSobrero, Ascanio: <em>Commemorazione del professor Francesco Selmi<\/em>, \u00abMemorie della R. Accademia delle Scienze di Torino\u00bb, vol. XVII (1882), fasc. 2, pp. 131-136.\n<br><br>\nTaddei, Ferdinando: <em>Francesco Selmi patriota e scienziato<\/em>, in Aa.Vv., <em>Pagine di Risorgimento nelle terre estensi<\/em>, Atti delle Sedute di studio di \u201cTerre e Identit\u00e0\u201d tenutesi presso l\u2019Accademia Nazionale di Scienze, Lettere e Arti di Modena (3-24 novembre 2011), Modena, Terre e Identit\u00e0 (collana \u201cQuaderni del Ducato\u201d, n. 3), 2013, pp. 7-30. <br><br>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Nel 1873 il vignolese Francesco Selmi (1817-1881), celebre scienziato, uomo di vasta cultura e patriota, d\u00e0 alle stampe il volume Dei trattati morali di Albertano da Brescia. Volgarizzamento inedito fatto nel 1268 da Andrea da Grosseto. 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