{"id":1611,"date":"2020-03-11T17:55:44","date_gmt":"2020-03-11T16:55:44","guid":{"rendered":"https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=1611"},"modified":"2021-10-27T14:35:03","modified_gmt":"2021-10-27T12:35:03","slug":"georges-didi-huberman-ninfa-moderna-saggio-sul-panneggio-caduto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=1611","title":{"rendered":"Georges Didi-Huberman, <em>Ninfa moderna<\/em>. Saggio sul panneggio caduto"},"content":{"rendered":"\nI libri belli sono come le belle donne: accendono l\u2019immaginazione, l\u2019accordano su mille sussurri, la ricolmano di inaspettate risonanze. Ninfa moderna di Georges Didi-Huberman \u00e8 un bel libro stampato a Milano nel 2004 da Il Saggiatore nella collana La Cultura, storica raccolta di saggistica e intelligente catalogo del pensiero moderno.\n<br>\nSulla scorta dell\u2019opera di Aby Warburg e della grande scuola di studi figurativi da lui rilanciata, ma non senza riferimenti a un volume su Leibnitz come La piega di Gilles Deleuze, il testo indaga la sopravvivenza di un elemento caratteristico dell\u2019iconolgia classica che si spinge fino ai giorni nostri: il panneggio.<br>\nEra il 1893 quando il giovane Warburg rimase affascinato e cominci\u00f2 a studiare La nascita di Venere e La primavera di Botticelli. Il movimento dei capelli, le forme dei panneggi, la grazia dei personaggi femminili furono per lui occasione per dispiegare un profluvio di erudizione in cui riemergevano fonti letterarie e motivi visivi antichi come, ad esempio, il personaggio di Ninfa. Oltre ad essere una vera e propria costellazione dell\u2019immaginario, dalle monete antiche fino al sigillo reale inglese del 1662, in un incrocio di genealogie e di corrispondenze, il motivo risaliva all\u2019antro di Mnemosyne sviluppando una fantastica nebulosa di richiami e di sopravvivenze. Un testo come La rinascita del Paganesimo Antico di Aby Warburg, tradotto da Delio Cantimori, \u00e8 impareggiabile testimonianza di questo percorso euristico.<br>\nLe Ninfe, si sa, sono fanciulle che sorvegliano le fonti nella mitologia greca; le troviamo in Omero, in Esiodo o, pi\u00f9 avanti, nella riflessione di un Porfirio. Didi-Huberman nel nostro studio ha saputo individuarne la riformulazione storica nella sopravvivenza di certe forme tipiche del panneggio nell\u2019arte moderna a partire dalla scultura di et\u00e0 classica per passare dalla Santa Cecilia di Stefano Maderno, un\u2019opera del 1600, fino alle foto di Germane Krull o di uno Steve McQueen che rappresentano stracci, cenci inzuppati di sporcizia ai bordi delle scoline e dei marciapiedi delle grandi citt\u00e0. L\u2019esperienza estetica dell\u2019artista moderno assomiglia a quella di un mendicante, di un vecchio dissoluto, di un triste indigente o di un cencioso clandestino. Gia Monda e Greco si erano occupati di queste problematiche in un testo importante come Bassifondi Contemporanei ma qui \u00e8 Parigi, la Parigi di Baudelaire, di Benjamin che diventa il teatro di una lucida ricognizione. <br>\nLa caduta di Ninfa, il declino dell\u2019aura, in quanto tratto tipico del moderno, percezione sensibile della nostra epoca, mette in mostra, al tempo stesso, il naufragio della materia e il rifluire della memoria, l\u2019oggetto degradato, consumato dei nostri giorni e l\u2019allegoria, la sopravvivenza delle forme simboliche in cui si imbeve l\u2019esperienza della visione dell\u2019uomo occidentale.<br>\n\u201cLa storia si scrive a partire dai rifiuti stessi della storia\u201d diceva Benjamin, ed \u201c\u00e8 nei materiali minimi dell\u2019interm\u00e9diaire che si manifesta l\u2019eternamente identico.\u201d. <br>\nLo storico \u00e8 come un archeologo delle citt\u00e0 in quanto \u201ccompulsa gli archivi dell\u2019orgia, il cafarnao dei rifiuti. Tutto quanto la grande citt\u00e0 ha gettato via, ha perduto, ha ridisegnato, o rotto, egli lo cataloga, lo colleziona.\u201d. Ecco che dunque la materia degradata, uno straccio, un biglietto dell\u2019autobus finito spiegazzato nella tasca del cappotto, vengono elevati al rango di allegoria, testimonianza militante di un ordine cognitivo che risale il tempo e si colloca in\n<br><br>\n\u201cun eterno presente  &#8211; dice l\u2019autore &#8211; che non \u00e8 atemporale, l\u2019essenza immutabile delle forme artistiche al di l\u00e0 della storia ma l\u2019intreccio delle sopravvivenze nella riformulazione storica di ogni presente delle forme\u201d.\n<br><br>\nNon siamo nella sfera ideale delle nozioni universali ma nella concreta materialit\u00e0 dell\u2019immemorabile, la stessa che Walter Benjamin scrutava nelle strade di Parigi e \u201cnel lavoro intenso in seno alle cose che vi si trascinano di qua e di l\u00e0.\u201d. In conclusione, dal panneggio della classicit\u00e0 fino agli stracci messi a protezione delle scoline presso i marciapiedi di Parigi la discesa verso l\u2019informe diventa un\u2019elevazione allegorizzante e conoscitiva, una sorta di esercizio trascendentale sul soggetto della storia e delle sue forme espressive.\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"I libri belli sono come le belle donne: accendono l\u2019immaginazione, l\u2019accordano su mille sussurri, la ricolmano di inaspettate risonanze. Ninfa moderna di Georges Didi-Huberman \u00e8 un bel libro stampato a Milano nel 2004 da Il Saggiatore nella collana La Cultura, storica raccolta di saggistica e intelligente catalogo del pensiero moderno. 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