{"id":14451,"date":"2026-06-08T17:09:15","date_gmt":"2026-06-08T15:09:15","guid":{"rendered":"https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=14451"},"modified":"2026-06-24T10:59:55","modified_gmt":"2026-06-24T08:59:55","slug":"navigar-tra-le-acque-onde-rive-e-ruscelletti-un-viaggio-tra-storia-e-opera-lirica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=14451","title":{"rendered":"Navigar tra le acque. onde, rive e ruscelletti. Un viaggio tra storia e opera lirica"},"content":{"rendered":"\n<span class=\"quote\">\n<em>Navigar tra le acque. Onde, rive e ruscelletti<\/em> \u00e8 un progetto costruito per il concerto inaugurale della Festa Internazionale della Storia, edizione 2026, eseguito a Bologna nella chiesa dei santi Gregorio e Siro l&#8217;11 aprile 2026. Lo spettacolo nasce dalla suggestione che la Storia, nel plasmare il mondo e i suoi abitanti, si muova come l&#8217;acqua, inafferrabile e inarrestabile, apparendo e scomparendo, creando e distruggendo. L&#8217;acqua \u00e8 stata un potente motivo ispiratore per i musicisti, che nell&#8217;opera lirica hanno affidato a questo &#8220;personaggio&#8221; il compito di creare situazioni e contesti, fino a conferire all&#8217;acqua il ruolo di protagonista pressoch\u00e9 assoluta, e per questo basti pensare al <em>Tabarro<\/em> di Puccini, opera nella quale la vera protagonista \u00e8 la Senna. Ancora una volta l&#8217;opera lirica diventa una sorta di specchio nel quale l&#8217;essere umano si riflette e, possibilmente, riflette sul proprio essere nella Storia.<br>\nDopo l&#8217;esplorazione del ruolo femminile che l&#8217;opera lirica restituisce al mondo borghese e conservatore che tra Ottocento e Novecento frequenta i teatri, questo progetto si pone, in qualche misura, in continuit\u00e0 perch\u00e9 sappiamo bene \u2013 l&#8217;antropologia culturale ce lo insegna \u2013 che c&#8217;\u00e8 una correlazione, anche linguistica e valoriale, tra l&#8217;acqua e il femminile, c&#8217;\u00e8 un filo rosso, nemmeno troppo sottile, che lega le donne e l&#8217;acqua. Inoltre, non dobbiamo dimenticare che Bologna \u00e8 stata, ed \u00e8, una citt\u00e0 d&#8217;acque e lo spettacolo si \u00e8 configurato anche come una sorta di omaggio alla citt\u00e0 e alla sua storia.<br>\nNello spettacolo si presentano brani, corali e solistici, &#8220;cuciti&#8221; insieme da una narrazione che cerca di analizzare come l&#8217;opera lirica abbia rappresentato l&#8217;acqua, quale tipo d&#8217;ispirazione ne abbia tratto e come con l&#8217;acqua interagiscano donne e uomini, mentre la Storia danza intorno a loro.\n<\/span>\n<br><br>\n\n<b>Premessa<\/b>\n<br>\nLa storia si snoda come l&#8217;acqua, imprevedibile, inafferrabile. Come l&#8217;acqua a volte la storia scorre apparentemente tranquilla, senza grandi scosse ma, come l&#8217;acqua, accade che la storia ci travolga con tutta la sua forza, quando meno ce lo aspettiamo e ci sommerga facendoci sentire piccoli e impotenti. Altre volte la storia sembra scomparire, come un fiume carsico, ma presumibilmente siamo noi che non la vogliamo vedere.<br>\n\tLa Storia, come l&#8217;acqua, \u00e8 la sostanza della quale siamo fatti: ogni nostra cellula \u00e8 ricca di acqua e, nel contempo, \u00e8 ricca di storia, perch\u00e9 <em>noi siamo storia<\/em>; siamo la nostra, ma siamo anche quella che ci ha preceduto e quella che ci seguir\u00e0; siamo la storia vicina nello spazio e pure quella lontana; siamo gocce d&#8217;acqua che di continuo vivificano la storia, nel bene e, purtroppo, anche nel male, allorquando, invece che di acqua limpida, l&#8217;umanit\u00e0, o parte di essa, si trasforma in gocce di acqua tossica, che avvelena chiunque ne venga in contatto. \n\tNella storia affondano le proprie radici le identit\u00e0 umane e le peculiarit\u00e0 che le caratterizzano e nella storia ha, quindi, le proprie radici anche la musica, che tanta ispirazione ha tratto dall&#8217;acqua e tanto ha informato di s\u00e9 la storia stessa. Oggi, in questa citt\u00e0 ricca di storia che fu anche \u2013 come si sa \u2013 citt\u00e0 d&#8217;acque, raccontiamo, in musica e in forma di parole, di storia e di acqua. Dunque, raccontiamo di noi.<br><br>\n\n<b>Il sussurro del sacro Nilo<\/b>\n<br>\nLa storia ci insegna che le prime forme di quella che chiamiamo civilt\u00e0 si sviluppano lungo il corso dei fiumi. L&#8217;acqua \u00e8, quindi, protagonista della vita umana, del suo sviluppo, del suo protendersi, anche se non sempre in modo pacifico, verso altre civilt\u00e0, simili o dissimili che siano. Le acque dei fiumi sono cos\u00ec fondamentali da assumere una dimensione sacrale, poich\u00e9 da esse dipende la vita e, come spesso accade, anche la morte.<br>\n\tIl Nilo, in tal senso, \u00e8 fiume emblematico: le sue esondazioni assicuravano la fertilit\u00e0 dei campi e la prosperit\u00e0 dei raccolti; esso diventava tutt&#8217;uno con il Faraone quando egli, bagnandosi nelle acque del fiume, riceveva da esse, gi\u00e0 indispensabili e divine, la conferma della propria divinit\u00e0, in un colloquio e in uno scambio tra pari. Al divino Nilo ed agli altri dei protettori dell&#8217;Egitto i sacerdoti consacrano i condottieri per celebrarne poi, perlopi\u00f9 trionfalmente, la vittoria sui nemici.<br>\n<em><b>Da Aida di Giuseppe Verdi &#8211; Gloria all&#8217;Egitto e Consacrazione<\/b><\/em>\n<br><br>\n\n<b>Acque, fate, metamorfosi per amore<\/b>\n<br>\nAl mistero dell&#8217;acqua sono legate molte fiabe e leggende e come potrebbe non essere cos\u00ec considerando il fascino, l&#8217;attrazione e il timore che le acque esercitano sugli esseri umani e sulla loro fantasia? Come dimenticare le creature che dimorano nell&#8217;acqua e che sono protagoniste di tante storie, dall&#8217;<em>Odissea<\/em> al <em>Ciclo arturiano<\/em>, dalle saghe germaniche alla <em>Sirenetta<\/em> di Andersen, che hanno raccontato in modo alle volte drammatico, alle volte pi\u00f9 leggero, il rapporto dell&#8217;umanit\u00e0 con l&#8217;acqua e con le creature femminili che sovente ne sono le abitatrici. <br>\n\tRusalka \u00e8 una ninfa delle acque: non ha forma umana ma il suo cuore sente e ama come un cuore umano. Mentre alcune fate, di notte, nel cuore del bosco danzano e giocano sulla riva del lago con lo Spirito dell&#8217;acqua, Rusalka si strugge d&#8217;amore per un giovane uomo che \u00e8 solito bagnarsi in quelle stesse acque. Lo Spirito dell&#8217;acqua cerca in ogni modo di confortare la ninfa e dissuaderla da un amore impossibile ma Rusalka \u00e8 decisa: ad ogni costo vuole assumere le fattezze umane che solo una strega \u00e8 in grado di darle. Prima di compiere il passo decisivo e assumere la maschera umana, Rusalka si rivolge alla luna, che governa le acque, affinch\u00e9 la sua decisione non allontani da lei l&#8217;affetto dello Spirito dell&#8217;acqua.\n<br>\n<a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=Us_F2xLJgKI\" title=\"\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><b>Da<\/b><em><b> Rusalka di <\/b><\/em><b>Antonin Dvorak<\/b><em><b> &#8211; Coro delle Ondine e La canzone della luna<\/b><\/em><\/a><span id='easy-footnote-1-14451' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=14451#easy-footnote-bottom-1-14451' title='Gli esempi musicali ai quali rimandano i link presenti non sono quelli originali eseguiti nel concerto ma, appunto, &lt;em&gt;esempi&lt;\/em&gt; di ci\u00f2 che si pu\u00f2 trovare in rete. Si \u00e8 scelto di non inserire link ad opere molto note, ma di inserire piuttosto link ad opere meno note per rendere pi\u00f9 chiaro il senso della narrazione anche rispetto al titolo complessivo.'><sup>1<\/sup><\/a><\/span>\n<br><br>\n\n<b>Le onde del n\u00f2stos<\/b>\n<br>\nVa&#8217;, canzone, sulle ali del vento,<br>\nsulle ali del pensiero;<br>\ne bacia tu la mia amata terra:<br>\nil monte sembra muoversi<br>\ncome una nuvola in mezzo al mare!<br><br>\n\nLa canzone se ne va<br>\nvolando come un sospiro leggero<br>\nai margini del mare&#8230;<br>\n<br>\nIl mare, spaventosamente infinito, ma irresistibilmente attraente che nel suo moto ininterrotto porta con s\u00e9 pensieri, nostalgie e desideri \u2013 e ben lo sapeva Ulisse. Il mare pu\u00f2 aprire anche la via della salvezza, ce lo racconta la <em>Bibbia<\/em> e ce lo racconta anche uno storiografo greco del IV secolo a.C., Senofonte, nella sua opera pi\u00f9 celebre, l&#8217;<em>Anabasi<\/em>. Senofonte era uno dei Diecimila, un&#8217;armata di mercenari greci assoldata da un principe persiano che aveva in mente il piano, ben poco originale, di usurpare il trono del fratello.<br>\n\tAnche se i Greci furono vittoriosi, la morte del principe bellicoso priv\u00f2 la spedizione di ogni senso: penetrati troppo a fondo nel territorio nemico, i Greci dovettero ritirarsi, in un ripiegamento che si preannunciava lunghissimo e pieno di insidie. Ritrovatosi improvvisamente generale, tocc\u00f2 proprio a Senofonte, che non si riteneva nemmeno un soldato, incoraggiare e guidare l&#8217;armata sbandata nel lungo viaggio, durato pi\u00f9 di un anno, verso l&#8217;attuale Mar Nero.<br>\n\tPersi in un territorio sconosciuto, i Greci avevano una sola certezza: l&#8217;unica possibilit\u00e0 di salvarsi era arrivare al mare e quanta gioia in quel grido &#8220;<em>Th\u00e1latta! Th\u00e1latta!<\/em>&#8221; quando, finalmente, videro la costa: il ritorno a casa non era pi\u00f9 cos\u00ec lontano. Soldati, storiografi, pr\u00ecncipi, sovrani&#8230; non fa molta differenza: se ci si perde o si \u00e8 prigionieri, il pensiero corre all&#8217;infinit\u00e0 cerulea del mare, perch\u00e9 da l\u00ec si pu\u00f2 aprire la via che conduce a casa, alla ritrovata libert\u00e0.<br>\n<a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=zQmdzvULwfc\" title=\"\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><b>Da<\/b><em><b> Il principe Igor <\/b><\/em><b>di Aleksandr Borodin<\/b><em><b> &#8211; Danze polovesiane<\/b><\/em><\/a>\n<br><br>\n\n<b>Un matrimonio &#8220;imposto&#8221;: che fare? L&#8217;eterno dilemma femminile<\/b>\n<br>\nGriselda \u00e8 una donna di umili origini, una pastora, che ha sposato Gualtiero, un re. I sudditi non sopportano di avere come regina una donna di origini forse pi\u00f9 umili delle loro e non la vogliono; il sovrano, per convincere i sudditi che si sbagliano, sottopone la moglie a ogni tipo di vessazione e di umiliazione che gli venga in mente per provare che la moglie \u00e8 degna, per virt\u00f9, di essere accettata come regina. Arriva al punto di toglierle prima la figlia poi il figlio, quindi le annuncia senza troppe remore che si \u00e8 stancato di lei e vuole una moglie pi\u00f9 giovane.<br>\n\tGriselda sopporta tutto, con rassegnazione. La scelta del re ricade su una giovane donna, Costanza, che non sa di essere la figlia di Griselda e di Gualtiero, quella bambina tolta neonata alla madre che non ha mai potuto conoscerla, e non sa che averla scelta come sposa fa parte del piano di Gualtiero, volto a riabilitare la moglie agli occhi dei sudditi. Costanza, per\u00f2, ama un altro uomo, dal quale \u00e8 riamata, ma come si fa a dire di no al re?<br>\n\tLa giovane si sente in trappola, smarrita, due venti la agitano, il vento dell&#8217;amore e quello del dovere e tra questi due venti Costanza si sente esattamente come una navicella squassata da venti contrari e il nocchiero di questa navicella sembra non avere altra scelta che prepararsi all&#8217;inevitabile naufragio, proprio ci\u00f2 che prova Costanza, prevedendo, con angoscia, il naufragio della propria vita. <br>\n<a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=2O9OfxS0r08\" title=\"\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><b>Da<\/b><em><b> Griselda <\/b><\/em><b>di Antonio Vivaldi<\/b><em><b> &#8211; Agitata da due venti<\/b><\/em><\/a>\n<br><br>\n\n<b>Per mare<\/b>\n<br>\nVenezia \u00e8, per definizione, la regina dei mari. Sua Maest\u00e0 non mostra, per\u00f2, soltanto l&#8217;aspetto pi\u00f9 regale delle sontuose gondole o del magnifico Bucintoro dorato che solcano i suoi canali, ma mostra anche un aspetto pi\u00f9 plebeo, legato al brulicare di attivit\u00e0 che si svolgono sul mare, nelle profondit\u00e0 delle imbarcazioni cos\u00ec come sui ponti, sulle scale di corda che conducono ai pennoni pi\u00f9 alti.<br>\n\t\u00e8 come se l&#8217;attivit\u00e0 frenetica trasformasse la rada in un luogo altro, dove la velocit\u00e0 di chi si muove, dalle tolde in su, diventa contrappasso all&#8217;attivit\u00e0 pi\u00f9 nascosta, quasi sotterranea dei marinai che si muovono nelle stive o nelle sentine, quasi fossero animali notturni. E, per rimanere in tema di animali, a chi somigliano allora i mozzi e i marinai che si arrampicano veloci, correndo in ogni dove? Ma certo&#8230; agli scoiattoli!<br>\n<b>Da <\/b><em><b>La Gioconda <\/b><\/em><b>di Amilcare Ponchielli<\/b><em><b> &#8211; Marinaresca<\/b><\/em>\n<br><br>\n\n<b>Padri, figli, nemici, amanti<\/b>\n<br>\nNell&#8217;isola di Creta, dalla quale il re Idomeneo \u00e8 assente da molti anni perch\u00e9 impegnato nella guerra contro Troia, nasce l&#8217;amore fra il principe Idamante, figlio di Idomeneo, e Ilia, una prigioniera troiana, figlia di Priamo, una nemica, certamente, oltre che una rivale al cuore di Idamante \u2013 cos\u00ec la vive Elettra, la figlia di Agamennone, a sua volta innamorata del principe cretese. Giunge a Creta la falsa notizia della morte in mare di Idomeneo, ma egli ricompare sano e salvo sulla spiaggia.<br>\n\tTra mostri marini, giuramenti infranti, cuori spezzati e interventi delle divinit\u00e0, torna la pace sull&#8217;isola, e che meraviglia quando il mare \u00e8 calmo, tranquillo, azzurro e non nasconde insidie. Allora s\u00ec che ci si pu\u00f2 avventurare, ma non pi\u00f9 per sfidarlo, bens\u00ec per scivolare dolcemente sulle sue acque, come se chi naviga e la distesa azzurra e sconfinata si unissero in un abbraccio, come due amanti.<br>\n<b>Da<\/b><em><b> Idomeneo re di Creta <\/b><\/em><b>di Wolfgang Amadeus Mozart<\/b><em><b> &#8211; Placido \u00e8 il mar, andiamo<\/b><\/em>. \n<br><br>\n\n<em><b>L&#8217;Oriente immaginato da Occidente<\/b><\/em>\n<br>\nNella fantasia dell&#8217;Occidente ottocentesco l&#8217;Oriente, cos\u00ec lontano, separato dal mare Oceano, rappresentava un mondo quasi magico, nel quale si poteva immaginare ogni delizia, ogni piacere, e che la natura stessa offrisse spettacoli di esotica sensualit\u00e0.<br>\n\tQui assistiamo, non visti, ad una scena di grande serenit\u00e0, di comunanza con una natura lussureggiante, complice nell&#8217;abbraccio fresco e vitale dell&#8217;acqua: Lakm\u00e9, giovane figlia di un brahmino di rango, e Malika, la sua ancella, scendono in acque limpide per raccogliere fiori. Prima di farlo, depositano sulla riva i gioielli: nulla, neppure il bagliore dell&#8217;oro e delle gemme, deve turbare lo specchio delle acque, appena increspate dall&#8217;incedere gentile di due giovani donne.\n<br>\n<b>Da<\/b><em><b> Lakm\u00e9 di Leo Delibes &#8211; Duetto dei fiori<\/b><\/em>\n<br><br>\n\n<b>Le molte virt\u00f9 dell&#8217;acqua<\/b>\n<br>\nL&#8217;acqua \u00e8 vita, \u00e8 rinascita, \u00e8 elemento di pulizia fisica e spirituale; calma la sete del corpo, lo rinfresca, donandogli ristoro e come acqua del battesimo purifica l&#8217;anima. \u00c8 l&#8217;acqua del Siloe, con la quale Ges\u00f9 apre gli occhi al cieco e Verdi, che con ogni probabilit\u00e0 non era credente ma che avrebbe tanto voluto esserlo e che nutr\u00ec comunque un crescente, profondissimo senso del sacro, aveva forse in mente tutti questi effetti dell&#8217;acqua quando si accinse a raccontare, nota su nota, dei Lombardi partiti per la prima crociata: raccontare di loro, i battezzati, convinti a combattere contro i non battezzati, gli infedeli.<br> \n\tStanchi, assetati, in cammino lungo una terra sabbiosa e sconosciuta, i Lombardi si fermano presso il sepolcro di Rachele e ricordano, con bruciante nostalgia, la dolcezza dei luoghi che hanno lasciato, gli alberi, la brezza, i ruscelli limpidi e invitanti. \u00c8 bello chiudere gli occhi per un momento, sembra di essere l\u00ec, all&#8217;ombra, a sentire il fruscio delle acque ma bisogna tornare alla realt\u00e0, si deve andare avanti, l&#8217;impresa non pu\u00f2 aspettare: i ruscelli del ricordo, nella realt\u00e0 dei Lombardi, sono fiumi mutevoli di sabbia arida.<br>\n<b>Da<\/b><em><b> I Lombardi alla prima crociata di <\/b><\/em><b>Giuseppe Verdi<\/b><em><b> &#8211; O Signore dal tetto natio<\/b><\/em>\n<br><br>\n\n<b>Specchi d&#8217;acqua e di poesia, ma nessuno \u00e8 ci\u00f2 che sembra&#8230;<\/b>\n<br>\nDi nuovo a Venezia: il tranquillo ritmo delle gondole che scivolano sull&#8217;acqua della laguna ispira una canzone d&#8217;amore. D&#8217;altra parte la notte \u00e8 limpida e due voci si alzano per celebrarla. Sono quelle di Giulietta, una cortigiana veneziana della quale il poeta Hoffmann \u00e8 innamorato, e di Nicklausse, che, in realt\u00e0, \u00e8 la musa ispiratrice di Hoffmann, travestita da fraterno compagno di viaggio. \n\tCon travestimenti, maschere, amori, tradimenti brucianti, la realt\u00e0, forse, non \u00e8 proprio come la si vede. Magari occorrono occhi e cuore di poeta per immaginare che la vita e l&#8217;amore scorrano sempre con il languido, sognante movimento di una gondola che scivola al chiaro di luna sulle acque tranquille della laguna.<br>\n<b>Da<\/b><em><b> Les contes d&#8217;Hoffmann <\/b><\/em><b>di<\/b><em><b> <\/b><\/em><b>Jacques Offenbach<\/b><em><b> &#8211; Barcarola e H\u00e9las<\/b><\/em>\n<br><br>\n\n<b>Un popolo, due fiumi, un nuovo inizio<\/b>\n<br>\nMilano, anni Quaranta dell&#8217;Ottocento. Un giovane musicista, non ancora trentenne, ma gi\u00e0 provato da durissimi lutti personali e dall&#8217;insuccesso della sua ultima opera, stava pensando di chiudere il proprio progetto artistico. <br>\n\tSi dice che furono la caparbiet\u00e0, e la lungimiranza, dell&#8217;impresario Merelli e l&#8217;insistenza di una famosa diva del canto, Giuseppina Strepponi, a fargli cambiare idea, costringendo il giovane, che si chiamava Giuseppe Verdi, a leggere un libretto che parlava di ebrei prigionieri dei babilonesi e di come a questo popolo giungesse la profezia della liberazione. Verdi tentennava, quasi non voleva saperne, ma quel libretto gli fu messo a forza in tasca. <br>\n\tA casa, il musicista lev\u00f2 di tasca quel libretto e si dice che con irritazione lo scagliasse lontano da s\u00e9, ma il libretto, cadendo, si apr\u00ec su parole tratte da un salmo: erano parole di dolore, di nostalgia per la Patria, per gli amici e gli affetti perduti, ma erano anche parole di speranza, pronunciate sulle rive di un fiume, l&#8217;Eufrate, rivolte al ricordo di un altro fiume, il Giordano. E si dice che Verdi cap\u00ec che sull&#8217;onda di quella storia, lungo il corso di quei fiumi, avrebbe trovato la propria rinascita come artista e come uomo. E fu davvero cos\u00ec.\n<br>\n<b>Da<\/b><em><b> Nabucco <\/b><\/em><b>di Giuseppe Verdi<\/b><em><b> &#8211; Va&#8217;, pensiero. <\/b><\/em>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Navigar tra le acque. 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