{"id":14315,"date":"2026-06-03T15:18:18","date_gmt":"2026-06-03T13:18:18","guid":{"rendered":"https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=14315"},"modified":"2026-06-15T12:32:17","modified_gmt":"2026-06-15T10:32:17","slug":"il-vangelo-negli-scritti-di-francesco-alcune-considerazioni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=14315","title":{"rendered":"Il Vangelo negli scritti di Francesco: alcune considerazioni"},"content":{"rendered":"\n<b>Gli <\/b><b><em>Scripta<\/em><\/b><b> di Francesco<\/b>\n<br>\nNon \u00e8 facile \u2013 nell\u2019anno che segna l\u2019VIII\u00b0 centenario della morte di Francesco \u2013 schivare l\u2019ostacolo del gi\u00e0 detto in merito agli <em>Scripta<\/em><span id='easy-footnote-1-14315' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=14315#easy-footnote-bottom-1-14315' title='Non esiste un modo univoco per identificare le opere di san Francesco: &lt;em&gt;Scripta&lt;\/em&gt; e &lt;em&gt;Verba&lt;\/em&gt; nelle antiche edizioni, in quelle moderne si preferisce &lt;em&gt;Scritti&lt;\/em&gt;. Cfr. Ferdinando Uribe, &lt;em&gt;Leggere Francesco e Chiara d\u2019Assisi&lt;\/em&gt;, Milano, Edizioni Biblioteca Francescana, 2013, pp. 54-55.'><sup>1<\/sup><\/a><\/span>, o pi\u00f9 semplicemente, non c\u2019\u00e8 nulla di nuovo o di originale da aggiungere alla copiosa bibliografia esistente<span id='easy-footnote-2-14315' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=14315#easy-footnote-bottom-2-14315' title='Per secoli l\u2019immagine di Francesco \u00e8 stata veicolata esclusivamente dalle antiche biografie. Un rinnovato interesse per gli &lt;em&gt;Scripta &lt;\/em&gt;di Francesco si \u00e8 avuta dalla seconda met\u00e0 del Novecento. Si trattava dell\u2019azione combinata di due fattori concomitanti. Da una parte il capitolo generale dei frati Minori del 1967, che istitu\u00ec una commissione, coordinata da frate Kajetan Esser, con il compito di redigere una nuova edizione critica degli &lt;em&gt;Scritti&lt;\/em&gt;, poi pubblicata nel 1976, dal titolo &lt;em&gt;Die Opuscula des hl. Franziskus von Assisi&lt;\/em&gt;, di cui si ebbe anche una seconda edizione nel 1989, a cura di Engelbert Grau. Dall\u2019altra si avvertiva la forte spinta conciliare \u2013 Vaticano II (1962-1965) \u2013 verso un ritorno alle origini evangeliche proposta dal decreto &lt;em&gt;Perfectae caritatis &lt;\/em&gt;e, quindi, la necessit\u00e0 di mettere a punto nuovi strumenti metodologici per analizzare i testi di Francesco. Radoskaw Pasztaleniec&lt;em&gt;, La Bibbia negli&lt;\/em&gt; Scritti &lt;em&gt;di Francesco d\u2019Assisi. Analisi bibliografica degli ultimi cinquant\u2019anni di ricerca&lt;\/em&gt;, in \u201cCollectanea Francescana\u201d 91 (2001), p. 623.'><sup>2<\/sup><\/a><\/span>. Pertanto, questo lavoro non pretendere di aggiungere una tangibile utilit\u00e0 al progresso degli studi e agli interrogativi, peraltro ancora insoluti, in merito ai testi del Santo di Assisi. In particolare, il problema principale da rivolvere \u00e8 quello di distinguere gli apporti esterni di copisti e scrivani, in relazione alle diverse modalit\u00e0 di stesura degli stessi: scrittura autografa, dettatura e stesura mediata<span id='easy-footnote-3-14315' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=14315#easy-footnote-bottom-3-14315' title='Giovanni Pozzi, &lt;em&gt;Lo stile di san Francesco&lt;\/em&gt;, in \u00abItalia medievale e umanistica\u00bb 41 (2000), p. 8.'><sup>3<\/sup><\/a><\/span> e che comporta quindi inevitabili considerazioni sulle competenze linguistiche del Santo:\n<br><br>\n<span class=\"quote\">\n\u00abRiportare la scrittura di Francesco a un socioletto dominato dall\u2019oralit\u00e0 e dal volgare, e quindi da un atteggiamento linguistico popolare, si scontra col fatto che pochi tra i suoi scritti derivano da un precedente orale, anzi i pi\u00f9 appartengono istituzionalmente all\u2019ambito della lingua scritta: regole, testamenti, epistole. L\u2019antecedente d\u2019una composizione orale si prospetta solo per il settore poetico (cantici, lodi, uffici), ma si tratta del gruppo dove \u00e8 pi\u00f9 marcata la presenza di modelli colti. Il confine tra prosastico e poetico \u00e8 ben lungi da coincidere fra popolare e colto (un \u201ccolto\u201d, sia detto una volta per tutte, sempre a misura dello scibile assimilato da un autodidatta, ma un autodidatta avvertito quale era Francesco).<span id='easy-footnote-4-14315' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=14315#easy-footnote-bottom-4-14315' title='&lt;em&gt;Ibidem&lt;\/em&gt;.'><sup>4<\/sup><\/a><\/span>\u00bb\n<\/span>\n<br><br>\n\n\nAi testi ufficialmente attribuiti al Santo si affiancano anche i <em>\u03bb\u03cc\u03b3\u03b9\u03b1<\/em> (detti), riferiti a Francesco dai primi biografi e inclusi nelle moderne edizioni degli scritti del Poverello<span id='easy-footnote-5-14315' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=14315#easy-footnote-bottom-5-14315' title='Luca Wadding \u2013 autore dell\u2019&lt;em&gt;edito princeps &lt;\/em&gt;degli scritti Francesco del 1623 \u2013 ne individu\u00f2 200, che inser\u00ec nel terzo tomo della sua silloge, definendoli come &lt;em&gt;Apophthegmata o Colloquia&lt;\/em&gt;. Al francescano irlandese si deve anche il nome di &lt;em&gt;Opuscula &lt;\/em&gt;per identificare l\u2019insieme dei testi di Francesco. I &lt;em&gt;\u03bb\u03cc\u03b3\u03b9\u03b1&lt;\/em&gt; e lettere dubbie di Francesco si trovano in appendice della pi\u00f9 recente edizione critica del 2009. Cfr. Carlo Paolazzi (a cura di) &lt;em&gt;Francisci Assisiensis Scripta&lt;\/em&gt;, Editiones Collegii S. Bonaventurae ad Claras Aquas, Grottaferrata (Roma), 2009, pp. 409-433.'><sup>5<\/sup><\/a><\/span>.<br>\nOggi la principale via di accesso agli <em>Scripta<\/em>, soprattutto per i non specialisti, \u00e8 rappresentata dall\u2019edizione delle <em>Fonti Francescane<\/em> \u2013 comprendenti non solo i testi di Francesco e Chiara d\u2019Assisi ma anche le principali biografie dei due santi, assieme alle cronache, ai documenti della Curia romana e alle regole dei due rami dell\u2019Ordine Francescano \u2013 che sono state stampate in lingua italiana per la prima volta nel 1977 a cura di Ernesto Caroli, e sono giunte ormai alla terza edizione nel 2011. E, infine, l\u2019edizione tascabile delle stesse del 2012<span id='easy-footnote-6-14315' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=14315#easy-footnote-bottom-6-14315' title='&lt;em&gt;Fonti Francescane&lt;\/em&gt;, &lt;em&gt;terza edizione rivista e aggiornata, scritti e biografie di san Francesco d\u2019Assisi, cronache e altre testimonianze del primo secolo francescano. Scritti e biografie di santa Chiara d\u2019Assisi, testi normativi dell\u2019Ordine Francescano Secolare&lt;\/em&gt;, Padova, Editrici Francescane, 2011 (D\u2019ora in poi FF e il numero di riferimento).'><sup>6<\/sup><\/a><\/span>.<br>\nParlare degli <em>Opuscula<\/em> di Francesco significa individuare un <em>corpus<\/em> di 31 testi, di cui 3 autografi, a fronte di una produzione pi\u00f9 ampia ma dispersa<span id='easy-footnote-7-14315' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=14315#easy-footnote-bottom-7-14315' title='Dalle biografie del Santo si apprende l\u2019esistenza di altri testi non confluiti nelle prime raccolte manoscritti. Alcuni di essi sono solo menzionati, di altri invece si conosce il contenuto. Cfr. Uribe, &lt;em&gt;Leggere Francesco e Chiara d\u2019Assisi&lt;\/em&gt;, cit., p. 45; e anche Marco Bartoli, &lt;em&gt;Le origini del francescanesimo: Francesco uomo libero&lt;\/em&gt;, in &lt;em&gt;Le origini del francescanesimo negli scritti di Francesco d\u2019Assisi&lt;\/em&gt;. Atti della settimana di francescanesimo Palermo-Baida, 28 agosto-2 settembre 2006, a cura della Formazione Permanente dei frati Minori di Sicilia, Palermo, In Nomine Jesu, 2007, pp. 17-18.'><sup>7<\/sup><\/a><\/span>. Eppure, si tratta di un <em>corpus <\/em>considerevole per un uomo come Francesco, che si considerava \u00abignorans sum et idiota\u2019<span id='easy-footnote-8-14315' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=14315#easy-footnote-bottom-8-14315' title='&lt;em&gt;Epistola toti ordini missa&lt;\/em&gt; 39, in Paolazzi (a cura di), &lt;em&gt;Francisci Assisiensis Scripta,&lt;\/em&gt; cit., p. 218. (La traduzione \u00e8 del curatore)'><sup>8<\/sup><\/a><\/span>\u00bb, cio\u00e8 persona sprovvista di una cultura superiore<span id='easy-footnote-9-14315' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=14315#easy-footnote-bottom-9-14315' title='Carlo Paolazzi &lt;em&gt;Nascita degli&lt;\/em&gt; \u00abScritti\u00bb &lt;em&gt;e costituzione del canone&lt;\/em&gt;, in Alvaro Cacciotti (a cura di), &lt;em&gt;Verba Domini mei&lt;\/em&gt;. &lt;em&gt;Gli Opuscula di Francesco d\u2019Assisi a 25 anni dalla edizione di Kajetan Esser, OFM.&lt;\/em&gt; Atti del convegno internazionale Roma 10-12 aprile 2002, Roma, edizioni Antonianum, 2003, p. 55.'><sup>9<\/sup><\/a><\/span>, rispetto al pi\u00f9 colto Domenico di Guzm\u00e1n, di cui, invece, non possediamo nulla<span id='easy-footnote-10-14315' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=14315#easy-footnote-bottom-10-14315' title='Bartoli, &lt;em&gt;Le origini del francescanesimo&lt;\/em&gt;, cit., p. 17.'><sup>10<\/sup><\/a><\/span>. Si profila, quindi, nel caso del santo di Assisi, ci\u00f2 che Paolazzi ha definito il \u00abparadosso storico di uno scrittore-\u201cilletterato\u201d<span id='easy-footnote-11-14315' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=14315#easy-footnote-bottom-11-14315' title='Paolazzi, &lt;em&gt;Nascita degli&lt;\/em&gt; \u00abScritti\u00bb &lt;em&gt;e costituzione del canone&lt;\/em&gt; , cit., p. 55.'><sup>11<\/sup><\/a><\/span>\u00bb. Tale contraddizione si attenua per\u00f2, se si circoscrive l\u2019essere illetterato di Francesco alla sola cultura teologica-scolastica del suo tempo<span id='easy-footnote-12-14315' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=14315#easy-footnote-bottom-12-14315' title='&lt;em&gt;Ibidem&lt;\/em&gt;, p. 58.'><sup>12<\/sup><\/a><\/span>.<br>\nLa riscoperta al Francesco \u2018scrittore\u2019 nell\u2019ombra \u00e8 quindi una riscoperta dell\u2019ultimo secolo<span id='easy-footnote-13-14315' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=14315#easy-footnote-bottom-13-14315' title='Dino Diozzi, \u201cCos\u00ec dice il Signore\u201d. &lt;em&gt;Il Vangelo negli scritti di san Francesco&lt;\/em&gt;, Bologna, Edizioni Dehoniane, 2001, p. 17.'><sup>13<\/sup><\/a><\/span>, in altri termini si tratta del ritorno agli <em>Scripta <\/em>quale fonte primaria o via maestra posa restituire una immagine pi\u00f9 degna di fede dell\u2019Assisiate<span id='easy-footnote-14-14315' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=14315#easy-footnote-bottom-14-14315' title='Carlo Paolazzi&lt;em&gt;, La lettura degli&lt;\/em&gt; \u201cScritti\u201d&lt;em&gt;di Francesco d\u2019Assisi&lt;\/em&gt;, Milano, Edizioni O. R., 1987, p. 5.'><sup>14<\/sup><\/a><\/span> rispetto alla topica agiografica di un uomo <em>sine letteris<\/em>: \n<br><br>\n<span class=\"quote\">\n\u00abParlare degli \u201cScritti\u201d significa parlare di Francesco d\u2019Assisi \u201cscrittore\u201d, e cio\u00e8 chiarire in che senso questo termine pu\u00f2 essere applicato a lui, quali sono le ragioni fondamentali e le forme espressive e letterarie del suo scrivere, quale il valore e l\u2019importanza dei suoi scritti in rapporto alla spiritualit\u00e0 e al suo messaggio<span id='easy-footnote-15-14315' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=14315#easy-footnote-bottom-15-14315' title='&lt;em&gt;Ibidem&lt;\/em&gt;, p. 6.'><sup>15<\/sup><\/a><\/span>\u00bb \n<\/span>\n<br><br>\nNei suoi scritti Francesco si dimostrava vigile e attento, affinch\u00e9 essi non venissero glossati n\u00e9 in alcun modo commentati. Difatti, il Santo scriveva nel suo <em>Testamento<\/em>, dettato negli ultimi momenti di vita: \n<br><br>\n<span class=\"quote\">\n\u00abE a tutti i miei frati, chierici e laici, comando fermamente, per obbedienza, che non inseriscano spiegazioni nella Regola n\u00e9 in queste parole dicendo: \u201cCos\u00ec devono essere intese\u201d; ma come il Signore ha dato a me di dire e di scrivere con semplicit\u00e0 e purezza la Regola e queste parole, cos\u00ec voi con semplicit\u00e0 e purezza, senza commento, cercate di comprenderle, e con santa operazione osservatele sino alla fine<span id='easy-footnote-16-14315' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=14315#easy-footnote-bottom-16-14315' title='&lt;em&gt;Testamentum&lt;\/em&gt; IV, 38-39, in Paolazzi (a cura di), &lt;em&gt;Francisci Assisiensis Scripta,&lt;\/em&gt; cit., p. 403. (La traduzione \u00e8 del curatore)'><sup>16<\/sup><\/a><\/span>\u00bb \n<\/span>\n<br><br>\nTuttavia, il <em>caveat <\/em>di Francesco \u00e8 rimasto inascoltato. Possiamo dire a distanza di secoli che un Francesco <em>sine glosa<\/em> non sia mai esistito<span id='easy-footnote-17-14315' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=14315#easy-footnote-bottom-17-14315' title='Nino Scivoletto, &lt;em&gt;Problemi di lingua e di stile degli scritti latini di san Francesco&lt;\/em&gt;, in &lt;em&gt;Francesco d\u2019Assisi e francescanesimo dal 1216 al 1226&lt;\/em&gt;. Atti del IV convegno internazionale, Assisi, 15-17 ottobre 1976, Assisi, s.n. 1977, p. 103. Inoltre, Tommaso da Celano scriveva&lt;em&gt; &lt;\/em&gt;nella &lt;em&gt;Vita prima &lt;\/em&gt;(&lt;em&gt;Vita Beati Francisci&lt;\/em&gt;): \u00abCosa ancor pi\u00f9 sorprendente, quando faceva scrivere messaggi di saluto o di esortazione, non permetteva che si cancellasse alcuna parola o sillaba, anche se superflua o errata\u00bb. Cfr. Tommaso da Celano, &lt;em&gt;Vita prima&lt;\/em&gt;, XXIX, 82: FF 463. '><sup>17<\/sup><\/a><\/span>. Le antiche agiografie<span id='easy-footnote-18-14315' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=14315#easy-footnote-bottom-18-14315' title='Celano, &lt;em&gt;Vita prima &lt;\/em&gt;X, 23: FF 358; e anche Bonaventura da Bagnoregio, &lt;em&gt;Legenda maior&lt;\/em&gt; XV, 5: FF 1250.'><sup>18<\/sup><\/a><\/span> sostenevano che Francesco<em> <\/em>avesse studiato nella chiesa assisiate di S. Giorgio, come imponeva il canone 18 del Concilio Lateranense III, con il quale si istituivano scuole gratuite presso le chiese cattedrali<span id='easy-footnote-19-14315' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=14315#easy-footnote-bottom-19-14315' title='Pietro Messa, &lt;em&gt;Le fonti patristiche negli scritti di Francesco d\u2019Assisi&lt;\/em&gt;, prefazione di Giovanni Miccoli, Assisi, Edizioni Porziuncola, 2006, p. 115.'><sup>19<\/sup><\/a><\/span>. Non si hanno informazioni dettagliate sul sistema scolastico del tempo, ma possiamo ipotizzare che Francesco con la guida di un chierico si fosse avviato a leggere e scrivere con l\u2019ausilio di un salterio, di grammatiche \u2013 quelle di Paolo Diacono e di Alcuino \u2013 della <em>Vulgata<\/em>, qualche testo classico e gli scritti dei Padri della Chiesa<span id='easy-footnote-20-14315' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=14315#easy-footnote-bottom-20-14315' title='&lt;em&gt;Ibidem&lt;\/em&gt;; e anche Uribe, &lt;em&gt;Leggere Francesco e Chiara d\u2019Assisi&lt;\/em&gt;, cit., pp. 58-60.'><sup>20<\/sup><\/a><\/span>. Una formazione di livello mediano, che per\u00f2 includeva la conoscenza del latino, e, soprattutto, che si andava alimentando da una parte dal contatto con i frati chierici e dall\u2019altra dalla lettura assidua del Breviario, come Francesco ricorda ancora nel <em>Testamento<\/em><span id='easy-footnote-21-14315' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=14315#easy-footnote-bottom-21-14315' title='Messa, &lt;em&gt;Le fonti patristiche negli scritti di Francesco d\u2019Assisi&lt;\/em&gt;, cit., p. 118; e anche &lt;em&gt;Testamentum&lt;\/em&gt; II, 18, in Paolazzi (a cura di), &lt;em&gt;Francisci Assisiensis Scripta,&lt;\/em&gt; cit., p. 399. (La traduzione \u00e8 del curatore)'><sup>21<\/sup><\/a><\/span>. D\u2019altra parte le agiografie non ci sono testimoniano che il Santo dettasse i suoi scritti in volgare<span id='easy-footnote-22-14315' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=14315#easy-footnote-bottom-22-14315' title='Secondo una pratica invalsa nel Medioevo, buona parte degli &lt;em&gt;Scripta&lt;\/em&gt; di Francesco furono dettati. Il fatto di essersi avvalso di collaboratori ci viene testimoniato direttamente da Francesco che, parlando della &lt;em&gt;Forma vivendi&lt;\/em&gt;, nel &lt;em&gt;Testamento&lt;\/em&gt; scrive \u00abet ego paucis verbis et simpliciter feci scribere\u00bb. Cfr. &lt;em&gt;Testamentum&lt;\/em&gt; II, 15, in Paolazzi (a cura di), &lt;em&gt;Francisci Assisiensis Scripta,&lt;\/em&gt; cit., p. 396. Gli scribi noti furono Cesario da Spira, Benedetto da Piratro o Prato e frate Leone. Cfr. Paolazzi&lt;em&gt;, La lettura degli&lt;\/em&gt; \u201cScritti\u201d &lt;em&gt;di Francesco d\u2019Assisi&lt;\/em&gt;, cit., pp. 7-8; Uribe, &lt;em&gt;Leggere Francesco e Chiara d\u2019Assisi&lt;\/em&gt;, cit., pp. 12-14; Carlo Paolazzi, &lt;em&gt;Gli &lt;\/em&gt;\u201cScritti\u201d &lt;em&gt;tra Francesco e i suoi scrivani: un nodo da sciogliere&lt;\/em&gt;, in \u201cAntoninum\u201d 75 (2000), n. 3, pp. 482- 484; Scivoletto, &lt;em&gt;Problemi di lingua e stile negli Scritti latini di Francesco&lt;\/em&gt;, cit., pp. 111-112.'><sup>22<\/sup><\/a><\/span>.<br>\n\u00c8 pi\u00f9 probabile invece che adoperasse un latino lontano dai canoni letterari e intriso di elementi biblico-liturgici<span id='easy-footnote-23-14315' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=14315#easy-footnote-bottom-23-14315' title='Paolazzi, &lt;em&gt;Gli &lt;\/em&gt;\u201cScritti\u201d &lt;em&gt;tra Francesco e i suoi scrivani: un nodo da sciogliere&lt;\/em&gt;, cit., p. 496.'><sup>23<\/sup><\/a><\/span>. Al riguardo Erich Auerbach scrive che \u00abFrancesco non era un teologo, e la sua cultura, sebbene non trascurabile e nobilitata dalla forza poetica, era popolare, accessibile direttamente con i sensi<span id='easy-footnote-24-14315' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=14315#easy-footnote-bottom-24-14315' title='Erich Auerbach, &lt;em&gt;Mimesis. Il realismo nella cultura occidentale&lt;\/em&gt;; con un saggio introduttivo di Aurelio Roncaglia, Torino, Giulio Einaudi Editore, 1956, vol. 1, p. 178.'><sup>24<\/sup><\/a><\/span>\u00bb. Gli studi degli ultimi decenni hanno imboccato un\u2019altra strada e cio\u00e8 che la cultura di Francesco fosse stata continuamente alimentata dalla preghiera, ma anche dalla liturgia, dalla Bibbia e dai testi Patristici<span id='easy-footnote-25-14315' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=14315#easy-footnote-bottom-25-14315' title='Paolazzi &lt;em&gt;Nascita degli&lt;\/em&gt; \u00abScritti\u00bb &lt;em&gt;e costituzione del canone&lt;\/em&gt;, cit., p. 56; Messa, &lt;em&gt;Le fonti patristiche negli scritti di Francesco d\u2019Assisi&lt;\/em&gt;, cit., p. 116'><sup>25<\/sup><\/a><\/span>. Infine, i lavori recenti di Attilio Bartoli Langeli sugli autografi<span id='easy-footnote-26-14315' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=14315#easy-footnote-bottom-26-14315' title='Attilio Bartoli Langeli, &lt;em&gt;Gli autografi di frate Francesco e di frate Leone&lt;\/em&gt;, Turnhout, Brepols, 2000.'><sup>26<\/sup><\/a><\/span>hanno ulteriormente modificato la visione del Santo illetterato.<br>\nNella <em>Vita seconda<\/em> (<em>Memoriale nel desiderio dell\u2019anima<\/em>: FF 578-820) Tommaso da Celano ci informa della <em>mediocritas<\/em> culturale del Santo di Assisi, che non ebbe una cultura monastica n\u00e9 teologica, e della sua formidabile capacit\u00e0 mnemonica: \n<br><br>\n<span class=\"quote\">\n\u00abQuantunque questo uomo beato non avesse ricevuto nessuna formazione di cultura umana, tuttavia, <em>istruito dalla sapienza che discende da Dio<\/em> e, irradiato dai fulgori della luce eterna, aveva una comprensione altissima delle Scritture.[\u2026] Ogni tanto leggeva ne Libri Sacri, e scolpiva indelebilmente nel cuore ci\u00f2 che anche una volta sola aveva immesso nell\u2019animo. \u201cPer lui, la memoria teneva il posto dei libri\u201d, perch\u00e9 il suo orecchio, anche in una volta sola, afferrava con sicurezza ci\u00f2 che l\u2019affetto andava meditando con devozione. Affermava che questo modo di apprendere e di leggere \u00e8 il solo fruttuoso, non quello di consultare migliaia e migliaia di trattati.<span id='easy-footnote-27-14315' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=14315#easy-footnote-bottom-27-14315' title='Celano, &lt;em&gt;Vita seconda &lt;\/em&gt;LXVIII,102: FF 689.'><sup>27<\/sup><\/a><\/span>\u00bb\n<\/span>\n<br><br>\n\u00c8 assai probabile che Francesco recitasse i salmi a memoria, com\u2019era consuetudine tra i monaci nel Medioevo<span id='easy-footnote-28-14315' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=14315#easy-footnote-bottom-28-14315' title='Cesare Vaiani, &lt;em&gt;Le preghiere. La lode di Dio&lt;\/em&gt;, in Simone Ceccobao, Pietro Maranesi, Cesare Vaiani (a cura di), &lt;em&gt;Verba scripta: un\u2019introduzione agli scritti di frate Francesco&lt;\/em&gt;, Assisi, Cittadella, 2020, pp. 149-150.'><sup>28<\/sup><\/a><\/span>. E anche se la cultura cortese-cavalleresca, ossia laica, fosse stata una ulteriore componente della formazione dell\u2019Assisiate<span id='easy-footnote-29-14315' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=14315#easy-footnote-bottom-29-14315' title='Bartoli, &lt;em&gt;Le origini del francescanesimo&lt;\/em&gt;, cit., p. 23. Francesco cantava le lodi a Dio in francese. Cfr. Celano, &lt;em&gt;Vita prima&lt;\/em&gt;, VII, 16: FF 346.'><sup>29<\/sup><\/a><\/span>, Carlo Paolazzi non manca di sottolineare quanto Francesco fosse allontanato anche da ogni forma di cultura libresca e intellettualistica<span id='easy-footnote-30-14315' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=14315#easy-footnote-bottom-30-14315' title='Paolazzi &lt;em&gt;Nascita degli&lt;\/em&gt; \u00abScritti\u00bb &lt;em&gt;e costituzione del canone&lt;\/em&gt;, cit., p. 57; Paolazzi&lt;em&gt;, La lettura degli&lt;\/em&gt; \u201cScritti\u201d&lt;em&gt;di Francesco d\u2019Assisi&lt;\/em&gt;, cit., p. 19.'><sup>30<\/sup><\/a><\/span>. Questo viene in particolar modo evidenziato nella <em>Admonitio <\/em>VII, nella quale si legge:\n<br><br>\n<span class=\"quote\">\n\u00abDice l\u2019apostolo: \u201cLa lettera uccide, lo spirito invece d\u00e0 vita\u201d (2Cor 3, 6). Sono uccisi dalla lettera coloro che desiderano sapere unicamente la sole parole, per essere pi\u00f9 sapienti in mezzo agli altri [\u2026] E sono uccisi dalla lettera quei religiosi, che non vogliono seguire lo spirito della divina Scrittura, ma piuttosto bramano sapere le sole parole e spiegarle agli altri. E sono vivificati dallo spirito della divina Scrittura coloro che ogni scienza che sanno e desiderano sapere, non l\u2019attribuiscono al proprio io carnale, ma la restituiscono con la parola e con l\u2019esempio all\u2019altissimo Signore Dio, al quale appartiene ogni bene<span id='easy-footnote-31-14315' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=14315#easy-footnote-bottom-31-14315' title='&lt;em&gt;Admonitiones&lt;\/em&gt; VII, 1-4, in Paolazzi (a cura di), &lt;em&gt;Franciscus Assisiensis Scripta&lt;\/em&gt;, cit., p. 362-363. (La traduzione \u00e8 del curatore)'><sup>31<\/sup><\/a><\/span>.\u00bb\n<\/span>\n<br><br>\nQuesta attitudine di Francesco nei confronti della cultura libresca si collega a ci\u00f2 che \u00e8 scritto nella <em>Regola non Bollata<\/em> III,7 e poi confermato anche nella <em>Regola Bollata<\/em> III, 1, ovvero possedere soltanto libri necessari, cio\u00e8 il breviario<span id='easy-footnote-32-14315' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=14315#easy-footnote-bottom-32-14315' title='&lt;em&gt;Regula non Bullata&lt;\/em&gt; III, 7, in Paolazzi (a cura di), &lt;em&gt;Franciscus Assisiensis Scripta&lt;\/em&gt;, cit., p. 247; &lt;em&gt;Regula Bullata&lt;\/em&gt; III, 1, p. 327. (La traduzione \u00e8 del curatore)'><sup>32<\/sup><\/a><\/span>. Nelle norme canoniche allora vigenti la recita dell\u2019Ufficio era destinata ai frati chierici<span id='easy-footnote-33-14315' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=14315#easy-footnote-bottom-33-14315' title='Pietro Messa, &lt;em&gt;Breviarium sancti Francisci. Un manoscritto tra liturgia e santit\u00e0&lt;\/em&gt;, Citt\u00e0 del vaticano, Libreria Editrice Vaticana, 2021, p. 36. '><sup>33<\/sup><\/a><\/span>; e, come ci informa una fonte biografica ossia la <em>Legenda trium Sociorum<\/em><span id='easy-footnote-34-14315' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=14315#easy-footnote-bottom-34-14315' title='\u00abNessuna cosa ritenevano propriet\u00e0 privata, ma libri e altro erano messi a disposizione di tutti\u00bb. Cfr. &lt;em&gt;Legenda trium Sociorum&lt;\/em&gt; IX, 43: FF1450.'><sup>34<\/sup><\/a><\/span>, v\u2019era un uso comunitario dei libri. Nei suoi studi Pietro Messa riflette anche sul fatto che Francesco visse gli anni della riforma liturgica, avviata dal Concilio Lateranense IV, che port\u00f2, tra le altre cose, al Breviario riformato di Innocenzo III, usato anche dal Santo di Assisi. Il <em>Breviarium sancti Francisci<\/em> \u2013 custodito come reliquia al Monastero di S. Chiara ad Assisi \u2013 presenta infatti una nota manoscritta di mano di frate Leone, che, nel verso della carta di guardia anteriore, annotava che il manoscritto era stato acquistato per i frati Leone e Angelo<span id='easy-footnote-35-14315' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=14315#easy-footnote-bottom-35-14315' title='Messa, &lt;em&gt;Breviarium sancti Francisci&lt;\/em&gt;, cit., pp. 38-39.'><sup>35<\/sup><\/a><\/span>. Il codice si compone essenzialmente di un breviario, quello riformato da Innocenzo III, il salterio e l\u2019evangelario<span id='easy-footnote-36-14315' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=14315#easy-footnote-bottom-36-14315' title='Il codice pergamenaceo, databile al XIII1\/4, apparteneva probabilmente a un cappellano della corte pontificia e fu usato da Francesco dopo il 1223. Cfr. Pietro Messa, &lt;em&gt;Breviarium sancti Francisci, &lt;\/em&gt;cit&lt;em&gt;.&lt;\/em&gt;, pp. 12-13.'><sup>36<\/sup><\/a><\/span>. Non \u00e8 un dato di poco conto il fatto che Francesco usasse il breviario, perch\u00e9 significa che la sua conoscenza della Scrittura fu mediata anche dalla liturgia, ovvero dalla Chiesa<span id='easy-footnote-37-14315' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=14315#easy-footnote-bottom-37-14315' title='Messa, &lt;em&gt;Breviarium sancti Francisci&lt;\/em&gt;, cit., p. 12'><sup>37<\/sup><\/a><\/span>. In particolar modo furono le omelie patristiche incluse nel Breviario di Innocenzo III a fornire al Santo il linguaggio con cui esprimersi nei suoi <em>Scripta<\/em> e, quindi, comunicare la sua esperienza religiosa<span id='easy-footnote-38-14315' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=14315#easy-footnote-bottom-38-14315' title='Messa, &lt;em&gt;Le fonti patristiche negli scritti di Francesco d\u2019Assisi&lt;\/em&gt;, cit., p. 203'><sup>38<\/sup><\/a><\/span>. Ma padre Messa<span id='easy-footnote-39-14315' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=14315#easy-footnote-bottom-39-14315' title='&lt;em&gt;Ibidem&lt;\/em&gt;, p. 303.'><sup>39<\/sup><\/a><\/span> aggiunge inoltre che, attraverso la liturgia, Francesco alimentava anche il suo pensiero<span id='easy-footnote-40-14315' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=14315#easy-footnote-bottom-40-14315' title='&lt;em&gt;Ibidem&lt;\/em&gt;, p. 206.'><sup>40<\/sup><\/a><\/span>. Pertanto, l\u2019analisi delle fonti bibliche nell\u2019Assisiate \u00e8 incompleta, se non si considerano le letture patristiche: \n<br><br>\n<span class=\"quote\">\n\u00abColoro che hanno cercato di spiegare l\u2019esperienza cristiana a Francesco, spesso hanno evidenziato la sua evangelicit\u00e0 o l\u2019hanno ricondotta dentro l\u2019alveo di alcune espressioni tipiche della spiritualit\u00e0 monastica, dimenticano il complesso mondo culturale, e quindi anche patristico, in cui la sua vita si \u00e8 svolta<span id='easy-footnote-41-14315' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=14315#easy-footnote-bottom-41-14315' title='&lt;em&gt;Ibidem&lt;\/em&gt;, p. 330.'><sup>41<\/sup><\/a><\/span>\u00bb. \n<\/span>\n<br><br>\nPer Francesco \u00e8 legittimo parlare di un processo di formazione continuo, cominciato con la conversione e proseguito fino alla morte<span id='easy-footnote-42-14315' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=14315#easy-footnote-bottom-42-14315' title='Simone di Ges\u00f9 Frosali, &lt;em&gt;Minorit\u00e0 e misericordia negli scritti di Francesco&lt;\/em&gt;, in \u201cStudi Francescani\u201d 148 (2021) 1-2, p. 41.'><sup>42<\/sup><\/a><\/span>. Vediamo, quindi, come si sostanzia negli <em>Scripta <\/em>questo legame privilegiato con la Sacra Scrittura. \n<br><br>\n\n<b>Il Vangelo negli <\/b><b><em>Scripta<\/em><\/b>\n<br>\nIn primo luogo \u00e8 bene ricordare ancora che l\u2019approccio alla Bibbia di Francesco \u00e8 alternativo a quello universitario e monastico, ma \u00e8 assai prossimo a quello dei movimenti laicali, popolari ed evangelici-laicali, caratterizzati da un accostamento diretto alla scrittura, anche se Francesco resta nel solco della Chiesa, adottando il Breviario riformato di Innocenzo III<span id='easy-footnote-43-14315' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=14315#easy-footnote-bottom-43-14315' title='&lt;em&gt;Ibidem&lt;\/em&gt;, pp. 39-40.'><sup>43<\/sup><\/a><\/span>.<br>\nTradizionalmente gli editori del santo di Assisi, tenendo conto della forma e delle finalit\u00e0 dei singoli testi, dividono gli <em>Scripta<\/em> in tre categorie: regole ed esortazioni, lettere, laudi e preghiere. Quest\u2019ultimo gruppo raccoglie forse i testi pi\u00f9 noti del Poverello e, allo stesso tempo, gli scritti in cui l\u2019influsso biblico \u00e8 pi\u00f9 evidente, in quanto si tratta di testi in cui la pratica dell\u2019amplificazione biblica e del centone sono pi\u00f9 ricorrenti. Del resto le regole non sono altro che la disposizione diacronica di una serie di norme di vita comunitaria, che dal <em>Propositum vitae<\/em> della primitiva fraternit\u00e0 giungono fino all\u2019Ordo fratrum Minorum con la <em>Regula Bullata<\/em>, approvata con la bolla <em>Solet annuere<\/em> da Onorio III. Di esse si dibatteva durante i Capitoli generali, due volte l\u2019anno ovvero a Pentecoste e a S. Michele, in forza della Costituzione 12 del Concilio Lateranense IV, e che videro il probabile concorso di pi\u00f9 persone<span id='easy-footnote-44-14315' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=14315#easy-footnote-bottom-44-14315' title='Paolazzi&lt;em&gt;, La lettura degli&lt;\/em&gt; \u201cScritti\u201d&lt;em&gt;di Francesco d\u2019Assisi&lt;\/em&gt;, cit., p. 204.'><sup>44<\/sup><\/a><\/span>.<br>\nNelle epistole il legame strettissimo con la Scrittura si allenta, nel senso che appare meno evidente rispetto alle preghiere, ma non si azzera del tutto, perch\u00e9 \u00e8 necessario ripeterlo ancora attraverso le parole di Carlo Paolazzi: \u00abL\u2019aspetto della personalit\u00e0 umana e culturale di Francesco che pi\u00f9 direttamente influisce sulla strutturazione interna e formale dei scritti, mi pare possa essere la sua condizione-base di uomo evangelico \u201cnon letteraro\u201d<span id='easy-footnote-45-14315' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=14315#easy-footnote-bottom-45-14315' title='&lt;em&gt;Ibidem&lt;\/em&gt;, p. 18.'><sup>45<\/sup><\/a><\/span>\u00bb.<br>\nIl <em>corpus <\/em>delle lettere<em> <\/em>\u00e8 composto da una decina di testi, alcuni con doppia redazione come <em>Epistola ad fideles<\/em><span id='easy-footnote-46-14315' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=14315#easy-footnote-bottom-46-14315' title='Non si hanno abbastanza elementi per la datazione della &lt;em&gt;Epistola ad fideles I&lt;\/em&gt;, che probabilmente risale al terzo decennio del XIII secolo. Essa si presenta come una sorta di programma di vita cristiano rivolto a tutti i laici. Cfr. &lt;em&gt;Epistola ad fideles&lt;\/em&gt; I, in Paolazzi (a cura di), &lt;em&gt;Francisci Assisiensis Scripta&lt;\/em&gt; pp. 174-179; L\u2019&lt;em&gt;Epistola ad fideles &lt;\/em&gt;II \u00e8 databile tra 1225 e il 1226 e presenta un testo pi\u00f9 ampio della precedente versione. Cfr. &lt;em&gt;Epistola ad fideles II&lt;\/em&gt;, in Paolazzi (a cura di), &lt;em&gt;Francisci Assisiensis Scripta&lt;\/em&gt; cit., pp. 186-201.'><sup>46<\/sup><\/a><\/span>, <em>Epistola ad clericos<\/em><span id='easy-footnote-47-14315' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=14315#easy-footnote-bottom-47-14315' title='La prima redazione dell\u2019&lt;em&gt;Epistola ad clericos &lt;\/em&gt;si pu\u00f2 collocare tra il Concilio Lateranense IV e la partenza del Santo per l\u2019Oriente, ovvero negli anni compresi tra il 1215 e il 1219. Il tema principale \u00e8 l\u2019esortazione alla cura degli arredi sacri e il rispetto nei confronti dei sacerdoti diocesani. Cfr. &lt;em&gt;Epistola ad clericos&lt;\/em&gt; I, in Paolazzi (a cura di), &lt;em&gt;Francisci Assisiensis Scripta&lt;\/em&gt; cit., pp. 140-141. Nella seconda versione della missiva si trovano invece espliciti riferimenti alle disposizioni del Lateranense IV. Cfr. &lt;em&gt;Epistola ad clericos&lt;\/em&gt; II , in Paolazzi (a cura di), &lt;em&gt;Francisci Assisiensis Scripta&lt;\/em&gt; cit., p. 142-143.'><sup>47<\/sup><\/a><\/span>, <em>Epistola ad custodes<\/em><span id='easy-footnote-48-14315' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=14315#easy-footnote-bottom-48-14315' title='I &lt;em&gt;custodes&lt;\/em&gt; sono i ministri a cui spetta la cura dei confratelli, perch\u00e9 essi sono i servi degli altri fratelli, come scritto nella &lt;em&gt;Regula non bullata&lt;\/em&gt; IV, 1-6; e poi ribadito nella &lt;em&gt;Regula Bullata&lt;\/em&gt; X, 1-12. Nella prima redazione della lettera il tema centrale \u00e8 la venerazione al santissimo sacramento dell\u2019eucaristia gi\u00e0 affrontato nell\u2019&lt;em&gt;Epistola ad Clericos &lt;\/em&gt;e, parallelamente, l\u2019invito alla lode di Dio, un tema che ritorna nella &lt;em&gt;Epistola ad populorum rectores&lt;\/em&gt;. Cfr. &lt;em&gt;Epistola ad custodes I&lt;\/em&gt;, in Paolazzi (a cura di), &lt;em&gt;Francisci Assisiensis Scripta&lt;\/em&gt; cit., pp. 146-147. Nella seconda redazione, redatta probabilmente dopo la missione in Oriente (1219-1220), si ripropone il tema della lode universale. Cfr. &lt;em&gt;Epistola ad custodes&lt;\/em&gt; II, in Paolazzi (a cura di), &lt;em&gt;Francisci Assisiensis Scripta&lt;\/em&gt; cit., pp. 154-155.'><sup>48<\/sup><\/a><\/span>. Come riflette Carlo Paolazzi, queste missive non possono considerarsi un vero e proprio epistolario, in quanto sarebbe un fine assolutamente estraneo al Santo<span id='easy-footnote-49-14315' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=14315#easy-footnote-bottom-49-14315' title='Paolazzi&lt;em&gt;, La lettura degli&lt;\/em&gt; \u201cScritti\u201d&lt;em&gt;di Francesco d\u2019Assisi&lt;\/em&gt;, cit., p. 145.'><sup>49<\/sup><\/a><\/span>. Si tratta piuttosto di scritti occasionali, eterogenei per dimensioni e contenuti, che in vario modo segnalano l\u2019ansia apostolica di Francesco<span id='easy-footnote-50-14315' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=14315#easy-footnote-bottom-50-14315' title='&lt;em&gt;Ibidem&lt;\/em&gt;, p. 16.'><sup>50<\/sup><\/a><\/span>. Le lettere vengono di norma divise in tre gruppi. Un primo raggruppamento, ovvero <em>Epistola Ad fideles<\/em>, <em>Epistola ad clericos<\/em> ed <em>Epistola Ad populorum rectores<\/em><span id='easy-footnote-51-14315' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=14315#easy-footnote-bottom-51-14315' title='Francesco invita i governanti per richiamare i sudditi alla preghiera sul modello del &lt;em&gt;muezzin&lt;\/em&gt;. Un tema, quello della lode a Dio, gi\u00e0 presente nella &lt;em&gt;Epistola ad fideles&lt;\/em&gt; I. Cfr. &lt;em&gt;Epistola ad populorum rectores&lt;\/em&gt;, in Paolazzi (a cura di), &lt;em&gt;Francisci Assisiensis Scripta&lt;\/em&gt; cit., pp. 150-151.'><sup>51<\/sup><\/a><\/span>, in cui \u00e8 evidente la dimensione universale e l\u2019intento di rivolgersi a tutti. Queste ultime vengono altres\u00ec definite \u2018lettere circolari\u2019, perch\u00e9 in chiusura si trova l\u2019esortazione del Santo alla conservazione del testo e alla sua diffusione<span id='easy-footnote-52-14315' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=14315#easy-footnote-bottom-52-14315' title='Paolazzi&lt;em&gt;, La lettura &lt;\/em&gt;degli \u201cScritti\u201d&lt;em&gt;di Francesco d\u2019Assisi&lt;\/em&gt;, cit., p. 146.'><sup>52<\/sup><\/a><\/span>. Altre scritture epistolari, poco pi\u00f9 che brevi messaggi, presentano un tono pi\u00f9 intimo e personale, come quelle indirizzate a frate Antonio<span id='easy-footnote-53-14315' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=14315#easy-footnote-bottom-53-14315' title='&lt;em&gt;Epistola ad fratrem Antonium&lt;\/em&gt;, in Paolazzi (a cura di), &lt;em&gt;Francisci Assisiensis Scripta&lt;\/em&gt; cit., pp. 170-171.'><sup>53<\/sup><\/a><\/span> e frate Leone<span id='easy-footnote-54-14315' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=14315#easy-footnote-bottom-54-14315' title='&lt;em&gt;Epistola ad fratrem Leonem&lt;\/em&gt;, in Paolazzi (a cura di), &lt;em&gt;Francisci Assisiensis Scripta&lt;\/em&gt; cit., pp. 158-159.'><sup>54<\/sup><\/a><\/span>. Di quest\u2019ultima, com\u2019\u00e8 noto, possediamo l\u2019autografo presso la cattedrale di Spoleto<span id='easy-footnote-55-14315' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=14315#easy-footnote-bottom-55-14315' title='Si tratta di una piccola pergamena di 13&amp;#215;6 cm contenente 19 righe di testo di mano del Santo. Per una disamina paleografica si rimanda al puntuale studio di Bartoli Langeli, &lt;em&gt;Gli autografi di Frate Francesco&lt;\/em&gt;, cit., pp. 19-20.'><sup>55<\/sup><\/a><\/span>. Infine il terzo gruppo di lettere rivolte ai confratelli, vale a dire l\u2019<em>Epistola ad quedam ministrum<\/em><span id='easy-footnote-56-14315' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=14315#easy-footnote-bottom-56-14315' title='&lt;em&gt;Epistola ad quedam ministrum&lt;\/em&gt;, in Paolazzi (a cura di), &lt;em&gt;Francisci Assisiensis Scripta&lt;\/em&gt; cit., pp. 164-167.'><sup>56<\/sup><\/a><\/span>, <em>Epistola toti Ordini missa<\/em><span id='easy-footnote-57-14315' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=14315#easy-footnote-bottom-57-14315' title='&lt;em&gt;Epistola toti ordini missa&lt;\/em&gt;, in Paolazzi (a cura di), &lt;em&gt;Francisci Assisiensis Scripta&lt;\/em&gt; cit., pp. 210-221.'><sup>57<\/sup><\/a><\/span>, ed <em>Epistola ad custodes<\/em> I e II.<br>\nFrancesco \u00e8 dunque un mistico, un aspetto enfatizzato dal Celano: \u00abnon era tanto un uomo che prega, quanto piuttosto egli stesso tutto trasformato in preghiera vivente<span id='easy-footnote-58-14315' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=14315#easy-footnote-bottom-58-14315' title='Celano, &lt;em&gt;Vita secunda&lt;\/em&gt; LIX, 95: FF 682.'><sup>58<\/sup><\/a><\/span>\u00bb. Di conseguenza la presenza della Sacra Scrittura si fa palpabile anzi macroscopica nelle laudi e preghiere. La ricerca nel campo degli studi francescani si \u00e8 prevalentemente concentrata nell\u2019evidenziare le citazioni neotestamentarie, in particolare i vangeli sinottici, meno attenzione \u00e8 stata prestata invece agli influssi veterotestamentari, in particolare il libro della Genesi, quello dei Salmi e dei Proverbi, che se seppur in numero minore, punteggiano i testi di Francesco<span id='easy-footnote-59-14315' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=14315#easy-footnote-bottom-59-14315' title='Pasztaleniec&lt;em&gt;, La Bibbia negli&lt;\/em&gt; Scritti &lt;em&gt;di Francesco d\u2019Assisi&lt;\/em&gt;, cit., p. 601.'><sup>59<\/sup><\/a><\/span>. Negli ultimi decenni l\u2019indagine si \u00e8 indirizzata verso la presenza giovannea nei testi dell\u2019Assisiate<span id='easy-footnote-60-14315' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=14315#easy-footnote-bottom-60-14315' title='&lt;em&gt;Ibidem&lt;\/em&gt;, pp. 604-605.'><sup>60<\/sup><\/a><\/span>. Dall\u2019altra parte la ricerca ha riflettuto sulla provenienza delle citazioni evangeliche nel <em>corpus<\/em> degli <em>Scripta<\/em>. In questo senso Antonio Ciceri ha ipotizzato l\u2019uso di qualche <em>Diatessaron <\/em>(silloge evangelica), sia per le citazioni <em>ad verbum<\/em> che per le allusioni. In particolare lo studioso ha supposto l\u2019impiego della fonte armonica del tipo siro-araba-latina per la <em>Regula non Bullata<\/em><span id='easy-footnote-61-14315' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=14315#easy-footnote-bottom-61-14315' title='Antonio Ciceri, &lt;em&gt;La Regula non bollata. Saggio storico-critico e analisi testuale&lt;\/em&gt;, in Felice Accrocca-Antonio Ciceri, &lt;em&gt;Francesco e i suoi frati. La Regola non bollata: una regola in cammino&lt;\/em&gt;, Milano, Edizioni Biblioteca Francescana, 1997, 141-147; e anche Antonio Ciceri, &lt;em&gt;Le Ammonizioni&lt;\/em&gt;, in &lt;em&gt;Le origini del francescanesimo negli scritti di Francesco d\u2019Assisi&lt;\/em&gt;, cit., p. 115.'><sup>61<\/sup><\/a><\/span>. In fondo la ripresa della parola di Dio in Francesco si traduce sempre in un sapere vitale-pratico in cui hanno buon gioco i vangeli sinottici<span id='easy-footnote-62-14315' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=14315#easy-footnote-bottom-62-14315' title='&lt;em&gt;Ibidem&lt;\/em&gt;, p. 112.'><sup>62<\/sup><\/a><\/span>. Si pensi alla <em>Regula Bollata<\/em> I, 1 e al <em>Testamento<\/em> II, 11 dove il Vangelo \u00e8 proposto come regola di vita ai confratelli<span id='easy-footnote-63-14315' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=14315#easy-footnote-bottom-63-14315' title='\u00abLa Regola e vita dei frati minori \u00e8 questa, cio\u00e8 osservare il santo Vangelo de Signore nostro Ges\u00f9 Cristo\u00bb. Cfr. &lt;em&gt;Regula Bullata&lt;\/em&gt; I, 1, in Paolazzi (a cura di), &lt;em&gt;Francisci Assisiensis Scripta&lt;\/em&gt; cit., p. 323 (La traduzione \u00e8 del curatore); e anche \u00abma lo stesso Altissimo mi rivel\u00f2 che dovevo vivere secondo la forma del santo Vangelo &lt;em&gt;Testamentum&lt;\/em&gt; II, 11, in Paolazzi (a cura di), &lt;em&gt;Francisci Assisiensis Scripta&lt;\/em&gt; cit., p. 397. (La traduzione \u00e8 del curatore)'><sup>63<\/sup><\/a><\/span>. Analizzando le tante citazioni che affastellano gli scritti del Santo, Giovanni Pozzi ha notato anche come esse siano tendenzialmente introdotte da <em>verba dicendi<\/em> \u2013 sovente il verbo <em>dicere<\/em>: \u00abcos\u00ec dice il signore nel Vangelo<span id='easy-footnote-64-14315' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=14315#easy-footnote-bottom-64-14315' title='Diozzi, \u201cCos\u00ec dice il Signore\u201d. &lt;em&gt;Il Vangelo negli scritti di san Francesco&lt;\/em&gt;, cit., p. 22'><sup>64<\/sup><\/a><\/span>\u00bb, mentre \u2018Vangelo\u2019 viene adoperato al singolare senza distinguere un testo dall\u2019altro \u2013 quali indicatori di citazione. Ma, di contro, ci sono casi in cui il rimando viene inserito nel testo senza alcun indicatore \u00absenza soluzione di continuit\u00e0 sintattica<span id='easy-footnote-65-14315' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=14315#easy-footnote-bottom-65-14315' title='Giovanni Pozzi, &lt;em&gt;San Francesco \u201cdi seconda mano&lt;\/em&gt;\u201d, in  Alvaro Cacciotti (a cura di), &lt;em&gt;Verba Domini mei&lt;\/em&gt;, cit., p. 283.'><sup>65<\/sup><\/a><\/span>\u00bb. Spesso si osserva come il Santo fondi pi\u00f9 citazioni o abbrevi il testo citato, mettendo in risalto le parole chiavi. Tuttavia, in entrambi i casi i richiami scritturali sono sempre funzionali e non hanno mai un valore di ornamento. E, pi\u00f9 in generale, si nota come l\u2019obiettivo di Francesco sia quello di \u00absimulare l\u2019assenza di s\u00e9 come locutore<span id='easy-footnote-66-14315' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=14315#easy-footnote-bottom-66-14315' title='&lt;em&gt;Ibidem&lt;\/em&gt;, p. 289.'><sup>66<\/sup><\/a><\/span>\u00bb. Del resto Francesco dice: \u00abpoich\u00e9 sono servo sono servo di tutti, sono tenuto a servire tutti e ad amministrare le fragranti parole del mio Signore<span id='easy-footnote-67-14315' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=14315#easy-footnote-bottom-67-14315' title='&lt;em&gt;Epistola ad Fideles&lt;\/em&gt; II, 2, in Paolazzi (a cura di), &lt;em&gt;Francisci Assisiensis Scripta&lt;\/em&gt; cit., p. 187.'><sup>67<\/sup><\/a><\/span>\u00bb.<br>\nTra gli <em>Scripta<\/em> di Francesco un ruolo importante lo svolgono le <em>Admonitiones<\/em><span id='easy-footnote-68-14315' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=14315#easy-footnote-bottom-68-14315' title='&lt;em&gt;Admonitiones&lt;\/em&gt; I-XXVII, in Paolazzi (a cura di), &lt;em&gt;Francisci Assisiensis Scripta&lt;\/em&gt; cit., pp. 353-377.'><sup>68<\/sup><\/a><\/span>. Si tratta di 28 <em>\u03bb\u03cc\u03b3\u03b9\u03b1<\/em>,<em> <\/em>ossia detti di Francesco, raccolti probabilmente quando il Santo era ancora in vita forse durante le assemblee capitolari, ma non sappiamo se il Santo ne fosse consapevole. Esse afferiscono al genere sapienziale degli <em>Apophthegmata Patrum<\/em><span id='easy-footnote-69-14315' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=14315#easy-footnote-bottom-69-14315' title='Messa, &lt;em&gt;Le fonti patristiche negli scritti di Francesco d\u2019Assisi&lt;\/em&gt;, cit., p. 266; e anche Ciceri, &lt;em&gt;Le Ammonizioni&lt;\/em&gt;, cit., p. 75.'><sup>69<\/sup><\/a><\/span>. Infatti, Ciceri definisce le <em>Admonitiones<\/em> un \u00abCatechismo francescano<span id='easy-footnote-70-14315' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=14315#easy-footnote-bottom-70-14315' title='&lt;em&gt;Ibidem&lt;\/em&gt;.'><sup>70<\/sup><\/a><\/span>\u00bb della vita di fraternit\u00e0 e della minorit\u00e0. La finalit\u00e0 dei detti doveva sicuramente essere parenetica, cio\u00e8 da adoperare come <em>exemplum<\/em> nella predicazione<span id='easy-footnote-71-14315' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=14315#easy-footnote-bottom-71-14315' title='Messa, &lt;em&gt;Le fonti patristiche negli scritti di Francesco d\u2019Assisi&lt;\/em&gt;, cit., pp. 270-271.'><sup>71<\/sup><\/a><\/span>. Forti dubbi sull\u2019originalit\u00e0, soprattutto sul piano lessicale, ha sollevato la <em>Admonitio<\/em> I, che \u00e8 il testo pi\u00f9 dottrinale-teologico. In essa il lessico \u00e8 essenzialmente giovanneo, ma evidenzia analogie e somiglianze anche con il <em>Tractatus de corpore Domini<\/em> attribuito allo Pseudo Bernardo<span id='easy-footnote-72-14315' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=14315#easy-footnote-bottom-72-14315' title='Giovanni 14, 6-9. Messa, &lt;em&gt;Le fonti patristiche negli scritti di Francesco d\u2019Assisi&lt;\/em&gt;, cit., pp. 273-276.'><sup>72<\/sup><\/a><\/span>. Ma, sostiene ancora Messa nella sua puntuale analisi dell\u2019<em>Admonitio<\/em> I,<em> <\/em>la spiritualit\u00e0 di Francesco potrebbe essersi nutrita pi\u00f9 o meno consapevolmente delle letture patristiche inserite nel Breviario di Innocenzo III e questo potrebbe non solo affievolire i dubbi sull\u2019autenticit\u00e0 del detto, ma anche fornire nuovi spunti di riflessione. In particolare lo studioso individua corrispondenze con altre letture patristiche, quali Gregorio Magno, Agostino e Paolo Diacono presenti nel Breviario<span id='easy-footnote-73-14315' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=14315#easy-footnote-bottom-73-14315' title='&lt;em&gt;Ibidem&lt;\/em&gt;, pp. 276-303.'><sup>73<\/sup><\/a><\/span>.<br>\nE ancora \u00e8 bene ricordare quello che Cesare Vaiani sostiene e cio\u00e8 che i salmi, appresi a memoria dal Santo, plasmano le preghiere di Francesco, le quali hanno tutte un registro laudativo ossia la lode a Dio<span id='easy-footnote-74-14315' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=14315#easy-footnote-bottom-74-14315' title='Vaiani, &lt;em&gt;Le preghiere. La lode di Dio&lt;\/em&gt;, cit., p. 182.'><sup>74<\/sup><\/a><\/span>. Un esempio interessante in questo senso \u00e8 l\u2019<em>Officium Passionis Domini<\/em><span id='easy-footnote-75-14315' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=14315#easy-footnote-bottom-75-14315' title='&lt;em&gt;Ufficium Passionis Domini&lt;\/em&gt;, in Paolazzi (a cura di), &lt;em&gt;Francisci Assisiensis Scripta&lt;\/em&gt; cit., pp. 70-107.'><sup>75<\/sup><\/a><\/span>. Si tratta di 15 salmi dedicati mistero della salvezza. L\u2019<em>Officium<\/em> \u00e8 in assoluto il pi\u00f9 lungo e complesso testo di preghiera compilato da Francesco, circa 15 salmi, di cui 13 sono in massima parte derivati mescolando passi biblici e liturgici e gli altri 2 tratti interamente dal Salterio Gallicano<span id='easy-footnote-76-14315' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=14315#easy-footnote-bottom-76-14315' title='Il Salmo VIII dell\u2019&lt;em&gt;Officum Passionis Domini &lt;\/em&gt;corrisponde al Salmo 69 del &lt;em&gt;Psalterium Gallicanus&lt;\/em&gt;; mentre il Salmo XIII coincide con il Salmo 12). Cfr. Paolazzi (a cura di), &lt;em&gt;Francisci Assisiensis Scripta&lt;\/em&gt; cit., p. 66'><sup>76<\/sup><\/a><\/span>. Ogni salmo \u00e8 preceduto e seguito da un\u2019antifona dedicata alla Vergine. Il titolo <em>Officium Passionis Domini<\/em> venne attribuito da Luca Wadding, autore della prima edizione a stampa di <em>Scripta<\/em><span id='easy-footnote-77-14315' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=14315#easy-footnote-bottom-77-14315' title='&lt;em&gt;Ibidem&lt;\/em&gt;.'><sup>77<\/sup><\/a><\/span>. L\u2019<em>Officium Passionis Domini <\/em>non \u00e8 un testo originale sul piano lessicale, essendo composto quasi totalmente da versi di riporto biblici, ma \u00e8 totalmente aderente all\u2019interiorit\u00e0 di Francesco<span id='easy-footnote-78-14315' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=14315#easy-footnote-bottom-78-14315' title='Paolazzi&lt;em&gt;, La lettura degli&lt;\/em&gt; \u201cScritti\u201d&lt;em&gt;di Francesco d\u2019Assisi&lt;\/em&gt;, cit., p. 83.'><sup>78<\/sup><\/a><\/span>.<br>\nUn altro esempio di amplificazione biblica sono le <em>Laudes ad omnes horas<\/em><span id='easy-footnote-79-14315' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=14315#easy-footnote-bottom-79-14315' title='&lt;em&gt;Laudes ad omnes horas&lt;\/em&gt;, in Paolazzi (a cura di),  &lt;em&gt;Francisci Assisiensis Scripta&lt;\/em&gt; cit., pp. 62-65.'><sup>79<\/sup><\/a><\/span>. Si tratta di una preghiera litanica composta da una serie di versetti biblico-liturgici corredati dallo stesso ritornello: <em>Et laudemus et superxaltemus eum in secula<\/em>, che \u00e8 tratto da un versetto del <em>Cantico dei tre fanciulli <\/em>(Daniele 3, 57). Un testo noto a Francesco, perch\u00e9 adoperato per le lodi mattutine delle domeniche e delle feste<span id='easy-footnote-80-14315' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=14315#easy-footnote-bottom-80-14315' title='Vaiani, &lt;em&gt;Le preghiere. La lode di Dio&lt;\/em&gt;, cit., p.  157'><sup>80<\/sup><\/a><\/span>. La preghiera privilegia la lode a Dio, come \u00e8 tipico in Francesco, in quanto Dio \u00e8 percepito da Francesco come sorgente di ogni bene ed \u00e8 fonte di preghiera e rendimento di grazia<span id='easy-footnote-81-14315' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=14315#easy-footnote-bottom-81-14315' title='Vaiani, &lt;em&gt;Le preghiere. La lode di Dio&lt;\/em&gt;, cit., p.  p. 158.'><sup>81<\/sup><\/a><\/span>.<br>\nInfine l\u2019<em>Oratio super Pater Noster<\/em><span id='easy-footnote-82-14315' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=14315#easy-footnote-bottom-82-14315' title='&lt;em&gt;Oratio super pater Noster&lt;\/em&gt;, in Paolazzi (a cura di),  &lt;em&gt;Francisci Assisiensis Scripta&lt;\/em&gt;, cit., pp. 57-59.'><sup>82<\/sup><\/a><\/span>, bench\u00e9 non siano mancate perplessit\u00e0 sulla paternit\u00e0 di Francesco a causa della flebile originalit\u00e0 del testo stesso. Si tratta dell\u2019<em>Oratio<\/em> <em>dominicalis<\/em>, che \u00e8 una preghiera di Ges\u00f9 trasmessa dai Vangeli (Matteo 6, 9-13; Luca 11, 2-4) e inclusa nella liturgia, ma \u00e8 anche la preghiera per eccellenza dei laici e dei frati che non sapevano leggere, di cui esistono vari <em>expositones<\/em>, ossia glosse e commenti, tra cui quelli di Tertulliano, Cipriano, Girolamo, Agostino e anche commenti medievali<span id='easy-footnote-83-14315' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=14315#easy-footnote-bottom-83-14315' title='Messa, &lt;em&gt;Le fonti patristiche negli scritti di Francesco d\u2019Assisi&lt;\/em&gt;, cit., p. 303.'><sup>83<\/sup><\/a><\/span>. Tuttavia, quello dell\u2019Assisiate non pu\u00f2 considerarsi un commento al <em>Pater noster<\/em> quanto una preghiera parafrasata, come prova tra l\u2019altro l\u2019uso di attributi ed esclamazioni<span id='easy-footnote-84-14315' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=14315#easy-footnote-bottom-84-14315' title='Vaiani, &lt;em&gt;Le preghiere. La lode di Dio&lt;\/em&gt;, cit., p. 159.'><sup>84<\/sup><\/a><\/span>. Le semplici parole del Santo si caricano di un senso ulteriore frutto della <em>ruminatio <\/em>della parola divina<span id='easy-footnote-85-14315' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=14315#easy-footnote-bottom-85-14315' title='Pozzi, &lt;em&gt;Lo stile di san Francesco&lt;\/em&gt;, cit., p. 63.'><sup>85<\/sup><\/a><\/span>, o per usare ancora le parole di Paolazzi \u00abl\u2019assaporamento orante, prolungato della parole di Dio<span id='easy-footnote-86-14315' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=14315#easy-footnote-bottom-86-14315' title='Paolazzi&lt;em&gt;, La lettura degli&lt;\/em&gt; \u201cScritti\u201d&lt;em&gt;di Francesco d\u2019Assisi&lt;\/em&gt;, cit., p. 29'><sup>86<\/sup><\/a><\/span>\u00bb.<br>\nIl discorso sulle preghiere di Francesco non pu\u00f2 prescindere dal <em>Cantico delle creature<\/em><span id='easy-footnote-87-14315' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=14315#easy-footnote-bottom-87-14315' title='Le fonti agiografiche riportano come titolo: &lt;em&gt;Cantico di frate Sole&lt;\/em&gt;. Cfr. &lt;em&gt;Legenda Perusina&lt;\/em&gt; 43: FF1592: \u00abLe laudi del Signore da lui composte e che cominciano: \u201cAltissimo, onnipotente, bon Segnore\u201d, le intitol\u00f2: &lt;em&gt;Cantico di frate sole&lt;\/em&gt;, che \u00e8 la pi\u00f9 bella delle creature e pi\u00f9 si pu\u00f2 assomigliare a Dio\u00bb. E anche &lt;em&gt;Speculum Perfectionis&lt;\/em&gt; 119: FF 1819: \u00abGiudicava e diceva il sole \u00e8 il pi\u00f9 bello di tutte le creature e pi\u00f9 rassomiglia al Signore [\u2026]. Perci\u00f2, nel dare un titolo alle Lodi da lui composte sulle creature di Dio, quando il Signore gli ebbe dato la certezza di possedere il suo regno, le chiam\u00f2 &lt;em&gt;Cantico di frate sole&lt;\/em&gt;.\u00bb'><sup>87<\/sup><\/a><\/span>, considerato unanimemente l\u2019esordio della poesia in volgare italiano, di cui abbiamo da poco celebrato l\u2019ottavo centenario dalla composizione. Eppure, qualsiasi discorso sganciato <em>da hinc et nunc <\/em>creativo e, soprattutto, dal pensiero di Francesco, rischia di essere fuorviante. In questo ci vengono in soccorso le fonti agiografiche che permettono di contestualizzare il momento creativo a San Damiano nella primavera 1225 dopo le stimmate e, soprattutto, ne riportano interamente il testo<span id='easy-footnote-88-14315' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=14315#easy-footnote-bottom-88-14315' title='Il &lt;em&gt;Cantico delle creature&lt;\/em&gt; \u00e8 interamente riportato nello &lt;em&gt;Speculum Perfectionis&lt;\/em&gt; 120: FF 1820.'><sup>88<\/sup><\/a><\/span>:\n<br><br>\n<span class=\"quote\">\n\u00abDue anni prima di morire, quand\u2019era ormai gravemente infermo e soprattutto sofferente d\u2019occhi, ebbe dimora presso San Damiano in una celletta fatta di stuoie. [\u2026] Francesco soggiorn\u00f2 a San Damiano per cinquanta giorni e pi\u00f9. Non essendo in grado di sopportare di giorno la luce naturale, n\u00e9 durante la notte il chiarore del fuoco, stava sempre nell\u2019oscurit\u00e0 in casa e nella cella. Non solo, ma soffriva notte e giorno cos\u00ec atroce dolore agli occhi, che quasi non poteva riposare e dormire, e ci\u00f2 accresceva e peggiorava queste e le altre sue infermit\u00e0. Come non bastasse, se talora voleva riposare e dormire, la casa e la celletta dove giaceva [\u2026] erano talmente infestate dai topi, che saltellavano e correvano intorno e sopra di lui, che gli riusciva impossibile prender sonno; le bestie lo disturbavano anche durante l\u2019orazione [\u2026].Una notte, riflettendo Francesco alle tante tribolazioni cui era esposto, fu mosso a piet\u00e0 verso se stesso e disse in cuor suo: \u201cSignore, vieni in soccorso alle mie infermit\u00e0, affinch\u00e9 io possa sopportarle con pazienza! E subito gli fu detto in spirito: \u201cFratello, dimmi: se uno, in compenso delle tue malattie e sofferenze, ti donasse una grande prezioso tesoro, come se tutta la terra fosse oro puro e tutte le pietre fossero pietre preziose e l\u2019acqua fosse tutta profumo: non considereresti tu come un niente, a paragone di tale tesoro, la terra e le pietre e le acque? Non saresti molto felice?\u201d. Rispose Francesco: \u201cSignore, questo sarebbe un tesoro veramente grande e incomparabile, prezioso e amabile e desiderabile\u201d. La voce concluse: \u201cAllora, fratello, sii felice ed esultante nelle tue infermit\u00e0 e tribolazioni; d\u2019ora in poi vivi nella serenit\u00e0, come se tu fossi gi\u00e0 nel mio Regno\u201d. Alzandosi al mattino, disse ai suoi compagni: \u201cSe l\u2019imperatore donasse un intero reame a un suo servitore, costui non ne godrebbe vivamente? Ma se gli regalasse addirittura tutto l\u2019impero, non ne godrebbe pi\u00f9 ancora?\u201d. E soggiunse: \u201cS\u00ec, io devo godere adesso in mezzo ai mei mali e dolori, e trovare conforto nel Signore, e render grazie sempre a Dio Padre, all\u2019unico suo Figlio, il Signore nostro Ges\u00f9 Cristo e allo Spirito Santo, per la grazia e benedizione cos\u00ec grande che mi \u00e8 stata elargita: egli infatti si \u00e8 degnato nella sua misericordia di donare a me, suo piccolo servo indegno ancora vivente quaggi\u00f9, la certezza di possedere il suo Regno. Voglio quindi, a lode di Lui e a mia consolazione e per edificazione del prossimo, comporre una nuova <em>Lauda del Signore<\/em> per le sue creature. Ogni giorno usiamo delle creature e senza di loro non possiamo vivere, e in esse il genere umano molto offende il Creatore. E ogni giorno ci mostriamo ingrati per questo grande beneficio, e non ne diamo lode, come dovremmo, al nostro Creatore e datore di ogni bene\u201d. E postosi a sedere, si concentr\u00f2 a riflettere e poi disse: \u201c<em>Altissimo, onnipotente, bon Signore<\/em>\u2026\u201d. Francesco compose anche la melodia, che insegn\u00f2 ai suoi compagni. Il suo spirito era immerso in cos\u00ec gran dolcezza e consolazione, che voleva mandare a chiamare frate Pacifico, \u2013 che nel secolo veniva detto \u201cil re dei versi\u201d ed era gentilissimo maestro di canto \u2013, e assegnargli alcuni frati buoni e spirituali, affinch\u00e9 andassero per il mondo a predicare e lodare Dio. [\u2026] Quando fossero terminate le <em>Laudi<\/em>, il predicatore doveva dire al popolo. \u201cNoi siamo i giullari del Signore, e la ricompensa che desideriamo da voi \u00e8 questa: che viviate nella penitenza\u201d<span id='easy-footnote-89-14315' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=14315#easy-footnote-bottom-89-14315' title='&lt;em&gt;Legenda Perusina&lt;\/em&gt; 43: FF 1590-1592. La genesi del &lt;em&gt;Cantico&lt;\/em&gt; \u00e8 descritta anche da Tommaso da Celano nella &lt;em&gt;Vita Secunda&lt;\/em&gt; 141, 213:FF 802-803; e infine nello &lt;em&gt;Speculum Perfectionis&lt;\/em&gt; 100-101, 119: FF 1799-1800, 1819-1820.'><sup>89<\/sup><\/a><\/span>\u00bb.\n<\/span>\n<br><br>\nIl <em>Cantico<\/em><span id='easy-footnote-90-14315' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=14315#easy-footnote-bottom-90-14315' title='&lt;em&gt;Cantico di frate Sole&lt;\/em&gt;, in Paolazzi (a cura di),  &lt;em&gt;Francisci Assisiensis Scripta&lt;\/em&gt; cit., pp. 121-123.'><sup>90<\/sup><\/a><\/span> \u00e8 stato ampiamente studiato, baster\u00e0 quindi limitare la nostra attenzione al fatto che esso sia stato concepito come lode di restituzione a Dio. La Lauda \u00e8 punteggiata dal ritornello \u00abLaudato si\u00bb, che si ripete 8 volte nel testo; mentre la parola \u2018<em>laus<\/em>\u2019 e i suoi derivati (<em>lauda<\/em>, <em>laudabilis<\/em>, <em>laudare<\/em>) ricorrono 65 volte negli <em>Scripta<\/em> e<em> <\/em>sempre rivolte a Dio<span id='easy-footnote-91-14315' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=14315#easy-footnote-bottom-91-14315' title='Paolazzi, &lt;em&gt;Gli &lt;\/em&gt;\u201cScritti\u201d &lt;em&gt;tra Francesco e i suoi scrivani: un nodo da sciogliere&lt;\/em&gt;, cit., p. 495.'><sup>91<\/sup><\/a><\/span>. Nel <em>Cantico <\/em>l\u2019Assisiate rivela l\u2019incapacit\u00e0 dell\u2019uomo a cantare le lodi a Dio, che \u00e8 altissimo e onnipotente e quindi necessaria l\u2019azione mediatrice delle creature alla lode. Molto si \u00e8 discusso tra gli studiosi sul valore della preposizione \u2018per\u2019 (vv. 10, 12, 15, 17, 20, 23, 27) e, nello specifico, se essa abbia un valore causale o strumentale. Crediamo in tal senso che la proposta di Vaiani sia condivisibile. Lo studioso ipotizza infatti la coesistenza di entrambe le interpretazioni, il creato quindi come strumento e causa della lode divina<span id='easy-footnote-92-14315' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=14315#easy-footnote-bottom-92-14315' title='Vaiani, &lt;em&gt;Le preghiere. La lode di Dio&lt;\/em&gt;, cit., p. 175.'><sup>92<\/sup><\/a><\/span>. Nel <em>Cantico<\/em> le creature rivelano Dio per l\u2019azione di lode che stimolano nell\u2019uomo: \u00abLa \u201csignificazione\u201d di Dio che le creature portano in s\u00e9 diventa rivelazione e mediazione della sua paterna provvidenza per l\u2019uomo<span id='easy-footnote-93-14315' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=14315#easy-footnote-bottom-93-14315' title='Diozzi, \u201cCos\u00ec dice il Signore\u201d. &lt;em&gt;Il Vangelo negli scritti di san Francesco&lt;\/em&gt;, cit., p. 122.'><sup>93<\/sup><\/a><\/span>\u00bb. Come in tutti gli <em>Scripta <\/em>di Francesco, il lessico del <em>Cantico<\/em> si presenta del tutto coerente con il pensiero di Francesco e, parallelamente, si rivela di stretta osservanza evangelica. Per esempio l\u2019aggettivo \u2018bon\u2019, che viene sempre riferito a Dio negli scritti di Francesco in cui ricorre 51 volte<span id='easy-footnote-94-14315' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=14315#easy-footnote-bottom-94-14315' title='Paolazzi, &lt;em&gt;Gli &lt;\/em&gt;\u201cScritti\u201d &lt;em&gt;tra Francesco e i suoi scrivani: un nodo da sciogliere&lt;\/em&gt;, cit., p. 489.'><sup>94<\/sup><\/a><\/span>, riecheggia il versetto dell\u2019evangelista Luca 18, 19: \u00abNessuno \u00e8 buono, se non Dio solo<span id='easy-footnote-95-14315' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=14315#easy-footnote-bottom-95-14315' title='Si veda anche l\u2019&lt;em&gt;Oratio&lt;\/em&gt; della &lt;em&gt;Laudes ad omnes horas&lt;\/em&gt;: \u00abPreghiera: Onnipotente santissimo e sommo Iddio, ogni bene, sommo bene, tutto il bene, che solo sei buono, fa\u2019 che noi ti rendiamo ogni lode, ogni gloria, ogni grazia, ogni onore, ogni benedizione e tutti i beni. Fiat. Fiat. Amen.\u00bb Cfr. &lt;em&gt;Oratio&lt;\/em&gt;, &lt;em&gt;Laudes ad omnes horas&lt;\/em&gt;, in &lt;em&gt;Francisci Assisiensis Scripta&lt;\/em&gt; cit., p. 65.'><sup>95<\/sup><\/a><\/span>\u00bb. La fonte di ispirazione della lauda \u00e8 veterotestamentaria, Il <em>Cantico dei tre fanciulli<\/em> (Daniele, 3, 52-90), e lo rivela Celano che nella sua <em>Vita Prima<\/em> in cui sostiene:\n<br><br>\n<span class=\"quote\">\n\u00abMagnificava con splendida lode la laboriosit\u00e0 e la finezza d\u2019istinto che Dio aveva loro elargito, gli accadeva di trascorrere un giorno interno a lodarle, quelle e tutte le altre creature. Come i tre fanciulli gettati nella fornace ardente invitavano tutti gli elementi a glorificare e benedire il Creatore dell\u2019universo, cos\u00ec quest\u2019uomo, ripieno dello spirito di dio, non si stancava mai di glorificare, lodare e benedire in tutti gli elementi e in tutte le creature, il Creatore e governatore di tutte le cose.<span id='easy-footnote-96-14315' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=14315#easy-footnote-bottom-96-14315' title='Celano, &lt;em&gt;Vita Prima&lt;\/em&gt; XXIX, 80: FF 458-459.'><sup>96<\/sup><\/a><\/span>\u00bb\n<\/span>\n<br><br>\nL\u2019elemento di novit\u00e0 nel <em>Cantico<\/em> \u00e8 rappresentato dal tema del perdono aggiunto nell\u2019ultima strofa. Essa serviva a ricomporre il dissidio tra il vescovo di Assisi e le autorit\u00e0 cittadine, come affermano lo <em>Speculum Perfectionis<\/em><span id='easy-footnote-97-14315' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=14315#easy-footnote-bottom-97-14315' title='&lt;em&gt;Speculum Perfectionis&lt;\/em&gt; 101: FF 1800. '><sup>97<\/sup><\/a><\/span>. Diozzi ha proposto quindi una divisione in due parti del canto: la  prima pi\u00f9 gioiosa o \u2018cosmologica\u2019 e la seconda pi\u00f9 \u2018antropologica\u2019, dedicata alle persone che sopportano le ingiustizie e che perdonano<span id='easy-footnote-98-14315' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=14315#easy-footnote-bottom-98-14315' title='Diozzi, \u201cCos\u00ec dice il Signore\u201d. &lt;em&gt;Il Vangelo negli scritti di san Francesco&lt;\/em&gt;, cit., p. 120.'><sup>98<\/sup><\/a><\/span>.<br>\nInfine le disposizioni testamentarie (<em>Testamentum<\/em><span id='easy-footnote-99-14315' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=14315#easy-footnote-bottom-99-14315' title='&lt;em&gt;Testamentum&lt;\/em&gt;, in Paolazzi (a cura di),  &lt;em&gt;Francisci Assisiensis Scripta&lt;\/em&gt; cit., pp. 394-405.'><sup>99<\/sup><\/a><\/span>) di Francesco, che si possono temporalmente collocare agli ultimi giorni di vita del Santo. Si tratta delle parole lasciate in eredit\u00e0 ai suoi confratelli, come forma di aiuto nell\u2019osservare la regola: \u00abE non dicano i frati: \u201cQuesta \u00e8 un\u2019altra Regola\u201d, perch\u00e9 questo \u00e8 un ricordo, un\u2019ammonizione, un\u2019esortazione e il mio testamento, che io, frate Francesco piccolino, faccio a voi, fratelli mei benedetti, affinch\u00e9 osserviamo pi\u00f9 cattolicamente la Regola abbiamo promesso al Signore<span id='easy-footnote-100-14315' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=14315#easy-footnote-bottom-100-14315' title='&lt;em&gt;Ibidem&lt;\/em&gt;, p. 403.'><sup>100<\/sup><\/a><\/span>\u00bb. La prima parte del testo ha una funzione storico-narrativa, nella quale il Santo spiega l\u2019origine della sua conversione. Fin dalla prime parole Francesco riconosce come essa sia il dono gratuito e divino della penitenza. Difatti, l\u2019Assisiate utilizza il verbo <em>dedit<\/em>, fondamentale per la comprensione del testo e che ritorna 11 volte negli <em>Scripta, <\/em>di cui 5 nel <em>Testamento<\/em><span id='easy-footnote-101-14315' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=14315#easy-footnote-bottom-101-14315' title='Frosali, &lt;em&gt;Minorit\u00e0 e misericordia negli scritti di Francesco&lt;\/em&gt;, p. 56.'><sup>101<\/sup><\/a><\/span>. La penitenza si realizza nell\u2019incontro di Francesco con i lebbrosi. Nel Medioevo si credeva che il lebbroso fosse un uomo incapace di contenere la libido, ritenendo che la malattia si conteggiasse per via sessuale<span id='easy-footnote-102-14315' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=14315#easy-footnote-bottom-102-14315' title='Levitico 13-45-46: \u00abIl lebbroso colpito dalla lebbra porter\u00e0 vesti strappate e il capo scoperto, si coprir\u00e0 la barba e andr\u00e0 gridando: Immondo! Immondo! Sar\u00e0 immondo finch\u00e9 avr\u00e0 la piaga; \u00e8 immondo, se ne star\u00e0 solo, abiter\u00e0 fuori dell&amp;#8217;accampamento.\u00bb; e anche Bartoli, pp. 39-40.'><sup>102<\/sup><\/a><\/span>. \u00c8 ancora una volta Messa a provare a identificare una possibile fonte che possa aver influenzato il pensiero di Francesco. Lo studioso nota innanzitutto che l\u2019espressione <em>facere misericordia<\/em> ricorre 2 volte nel Vangelo di Luca<span id='easy-footnote-103-14315' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=14315#easy-footnote-bottom-103-14315' title='Luca 1, 72 e anche Luca 10, 37.'><sup>103<\/sup><\/a><\/span>. In particolare la pericope <em>At ille dixit: Qui fecit misericordiam in illum<\/em><span id='easy-footnote-104-14315' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=14315#easy-footnote-bottom-104-14315' title='Luca 10, 37.'><sup>104<\/sup><\/a><\/span>trova una precisa corrispondenza in una <em>lectiones <\/em>del Comune dei Santi (festa di san Lorenzo) nel Breviario di Innocenzo III, che Francesco aveva a sua disposizione<span id='easy-footnote-105-14315' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=14315#easy-footnote-bottom-105-14315' title='Messa, &lt;em&gt;Le fonti patristiche negli scritti di Francesco d\u2019Assisi&lt;\/em&gt;, cit., p. 248.'><sup>105<\/sup><\/a><\/span>. Si tratta una omelia del <em>Tractatus in Iohannem<\/em> di Agostino, che \u00e8 l\u2019unica lettura del breviario contenente il sintagma verbale <em>fecit misericordiam<\/em> e che, secondo lo studioso, potrebbe aver agito pi\u00f9 o meno inconsapevolmente su Francesco. <em>Feci misercordiam cum illis <\/em>(<em>Testamentum<\/em> I, 2) si sostanzia in una vita spirituale che \u00e8 un continuo abbassamento alla condizione di bisogno del lebbroso, una totale espoliazione di s\u00e9 nell\u2019umilt\u00e0 e nella povert\u00e0, cio\u00e8 la minorit\u00e0. Questo cammino spirituale contiene in s\u00e9 la condivisione della <em>k\u00e9nosis<\/em> di Cristo, che fece dono di s\u00e9 stesso al mondo ed \u00e8 in fondo la radice stessa della minorit\u00e0<span id='easy-footnote-106-14315' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=14315#easy-footnote-bottom-106-14315' title='Frosali, &lt;em&gt;Minorit\u00e0 e misericordia negli scritti di Francesco&lt;\/em&gt;, p. 59.'><sup>106<\/sup><\/a><\/span>.<br>\nUn\u2019ultima annotazione ancora sul <em>Testamentum<\/em> e cio\u00e8 che esso che contiene la preghiera <em>Adomarus te<\/em><span id='easy-footnote-107-14315' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=14315#easy-footnote-bottom-107-14315' title='&lt;em&gt;Testamentum&lt;\/em&gt; I, 5, in Paolazzi (a cura di),  &lt;em&gt;Francisci Assisiensis Scripta&lt;\/em&gt; cit., 394.'><sup>107<\/sup><\/a><\/span>. Si tratta ancora una volta di una preghiera di amplificazione liturgica. Francesco riprende l\u2019antifona del venerd\u00ec santo, che era gi\u00e0 in uso al tempo e, quindi, a lui nota<span id='easy-footnote-108-14315' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=14315#easy-footnote-bottom-108-14315' title='&lt;em&gt;Adoramus te Christe et benedicimus tibi, quia per sanctam crucem tuam redemsti mundum&lt;\/em&gt;.'><sup>108<\/sup><\/a><\/span>. La particolarit\u00e0 di questa preghiera consiste nel fatto che sia l\u2019unica dedicata a Cristo, le altre, come abbiamo visto, sono tutte preghiere teologicamente indirizzate a Dio, alla lode del Signore<span id='easy-footnote-109-14315' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=14315#easy-footnote-bottom-109-14315' title='Vaiani, &lt;em&gt;Le preghiere. La lode di Dio&lt;\/em&gt;, cit., p., p. 146.'><sup>109<\/sup><\/a><\/span>.<em> <\/em>\n<br><br>\n\n<b>Conclusioni<\/b>\n<br>\nUno sguardo allargato agli <em>Scripta<\/em> di Francesco, riscoperti nell\u2019ultimo secolo dalla ricerca di ambito francescano, ci permette di notare come il Santo adotti la terminologia teologica in uso al suo tempo e quindi l\u2019affermazione di Francesco come uomo totalmente biblico trova oggi una certa resistenza. Se l\u2019influsso biblico \u00e8 particolarmente evidente nelle preghiere di amplificazione, in cui l\u2019Assisiate combina e collega versetti biblici in maniera non casuale, ma attraverso la <em>ruminatio<\/em> della parola divina, i pi\u00f9 recenti studi hanno messo in evidenza come le inserzioni scritturistiche potrebbero essere filtrate e mediate dalle letture patristiche confluite nel Breviario di Innocenzo III posseduto da Francesco. I nuovi approcci metodologici agli <em>Scripta<\/em> mirano a una contestualizzazione dei testi e all\u2019individuazione delle possibili fonti dell\u2019Assisiate, inglobando nella riflessione possibili strumenti quali le armonie evangeliche. Infine le fonti biografie restano sempre un valido strumento di verifica e di controllo dell\u2019<em>usus scribendi et eloquendi <\/em>dell\u2019Assisiate.\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Il contributo esamina la relazione tra il Vangelo e gli Scripta di Francesco. L\u2019analisi intende mettere in luce come la scrittura sia stata recepita e mediata attraverso le fonti patristiche e liturgiche a disposizione del santo di Assisi, vale a dire il Breviario riformato di Innocenzo III. Le diverse tipologie testuali mostrano come la citazione evangelica sia sempre funzionale e aderente all\u2019esperienza spirituale di Francesco. Lo studio della presenza biblica negli Scripta di Francesco e il contestuale utilizzo alle fonti biografiche hanno permesso agli studi pi\u00f9 recenti di mettere in discussione l\u2019immagine del santo illetterato.","protected":false},"author":511,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[2],"tags":[1535,1536,1540,1537,1538,1539],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.bibliomanie.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/14315"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.bibliomanie.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.bibliomanie.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.bibliomanie.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/511"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.bibliomanie.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=14315"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.bibliomanie.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/14315\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":14535,"href":"https:\/\/www.bibliomanie.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/14315\/revisions\/14535"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.bibliomanie.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=14315"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.bibliomanie.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=14315"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.bibliomanie.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=14315"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}