{"id":13747,"date":"2025-12-14T14:46:32","date_gmt":"2025-12-14T13:46:32","guid":{"rendered":"https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=13747"},"modified":"2025-12-15T11:00:04","modified_gmt":"2025-12-15T10:00:04","slug":"metterci-la-faccia-identita-e-impegno-nella-letteratura-italiana-del-xxi-secolo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=13747","title":{"rendered":"<em>Il corpo dell\u2019autore e il corpo del mondo<\/em> &#8211; \u201cMetterci la faccia\u201d: identit\u00e0 e impegno nella letteratura italiana del XXI\u00b0 secolo"},"content":{"rendered":"\nI lavori critici relativi all\u2019impegno nella produzione culturale situata tra la fine del XX\u00b0 secolo e l\u2019inizio del XXI tendono a considerare come impegnate opere dalle caratteristiche profondamente diverse<span id='easy-footnote-1-13747' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=13747#easy-footnote-bottom-1-13747' title='Ci\u00f2 \u00e8 spesso rivendicato, per esempio da Pierpaolo Antonello e Florian Mussgnug che si propongono di \u00abdiscuss contemporary italian culture as a particularly interesting testing-ground for the multiple, pluriform struggles which we associate here with the idea of postmodernist &lt;em&gt;impegno&lt;\/em&gt;\u00bb. Pierpaolo Antonello, Florian Mussgnug (a cura di), &lt;em&gt;Postmodern&lt;\/em&gt; Impegno. &lt;em&gt;Ethics and Commitment in Contemporary Italian Culture&lt;\/em&gt;, &lt;em&gt;Italian Modernities&lt;\/em&gt;, 4, Oxford, Bern, Berlin, Bruxelles, Frankfurt an Mein, New York, Wien, Peter Lang, 2009, p.3. '><sup>1<\/sup><\/a><\/span>. La maggioranza dei critici osserva tuttavia un\u2019ormai generalizzata volont\u00e0 \u00abdi sottolineare il messaggio ultimo e perentorio dell\u2019io-autore, che sostiene e certifica l\u2019intera opera<span id='easy-footnote-2-13747' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=13747#easy-footnote-bottom-2-13747' title='Alberto Casadei, &lt;em&gt;La letteratura dell\u2019esperienza. Storie di ordinaria Gomorra&lt;\/em&gt;, in Ranieri Polese (a cura di) &lt;em&gt;Almanacco Guanda: Il romanzo della politica la politica nel romanzo&lt;\/em&gt;, Parma, Guanda, 2008.'><sup>2<\/sup><\/a><\/span>\u00bb. Pi\u00f9 precisamente, \u00e8 dato condiviso che in Italia siano sempre pi\u00f9 diffuse \u00abscritture [\u2026] che partono da oggetti culturali, letterari o meno, ma insieme e inseparabilmente dall\u2019esperienza soggettiva che di tali oggetti ha fatto l\u2019autore<span id='easy-footnote-3-13747' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=13747#easy-footnote-bottom-3-13747' title='Andrea Cortellessa, in Emanuele Zinato (a cura di), &lt;em&gt;L\u2019estremo contemporaneo. Letteratura italiana 2000-2020&lt;\/em&gt;, Roma, Treccani, 2020, p. 154, ma si veda anche: Gianluigi Simonetti, &lt;em&gt;La letteratura circostante. Narrativa e poesia nell\u2019Italia contemporanea&lt;\/em&gt;, Bologna, Il Mulino, 2018, p.96.'><sup>3<\/sup><\/a><\/span>\u00bb. Una delle componenti fondamentali della complessa intersezione tra letteratura italiana contemporanea e impegno sembra quindi essere l\u2019identit\u00e0, intesa come figura pubblica dell\u2019autore, ma anche come carattere inimitabile e distintivo di un\u2019individualit\u00e0. <br>\nGi\u00e0 alla fine degli anni \u201980, Jean Baudrillard osservava che la saturazione della realt\u00e0 porta alla dissoluzione della stessa. In un contesto storico in cui la profezia di questo filosofo sembra pienamente realizzata e in cui i confini tra i generi sono labili, si analizzeranno diverse possibilit\u00e0 di articolazione tra identit\u00e0 e impegno. Il pensiero di Walter Siti relativo all\u2019impoverimento delle potenzialit\u00e0 letterarie a vantaggio dell\u2019efficacia dell\u2019impegno verr\u00e0 confrontato ad alcune posture autoriali emerse in Italia nel primo quarto del XXI secolo. Questa panoramica sar\u00e0 illuminata anche dalla tripartizione della nozione d\u2019autore proposta da Dominique Maingueneau<span id='easy-footnote-4-13747' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=13747#easy-footnote-bottom-4-13747' title='Dominique Maingueneau, &lt;em&gt;Le discours litt\u00e9raire: paratopie et sc\u00e8ne d\u2019\u00e9nonciation&lt;\/em&gt;, Parigi, Colin, 2004, p.&amp;nbsp;107.'><sup>4<\/sup><\/a><\/span>, qui nella ripresa che ne fa Sonia Florey. Tale distinzione tra <em>personne<\/em>, <em>\u00e9crivain<\/em> e <em>inscripteur<\/em> permetter\u00e0 di analizzare il posizionamento degli autori prescelti nel campo letterario.<br>\nSi prenderanno in considerazione quattro figure. Le prime due, Roberto Saviano e Michela Murgia, sono gli intellettuali impegnati per antonomasia. Entrambi in grado di alimentare polemiche anche con i poteri costituiti, hanno usato diversi canali espressivi; le loro opere e le loro prese di posizione sono state ampiamente commentate in una prospettiva politica. Per la brevit\u00e0 dello spazio a disposizione, di Saviano si analizzer\u00e0 esclusivamente la questione dell\u2019autenticit\u00e0 percepita a partire dalla pubblicazione di <em>Gomorra <\/em>e di Murgia la parabola della sua figura pubblica conclusasi, come \u00e8 noto, con una morte prematura. Si prenderanno poi in esame due autori la cui immagine pubblica \u00e8 meno soggetta a interferenze extra-letterarie: Maria Grazia Calandrone, poeta passata alla narrazione di diversi fatti di cronaca, e Wu Ming, collettivo di scrittori impegnato che non ha mai dissimulato il ricorso all\u2019invenzione. Nel presente articolo, la letterariet\u00e0 non sar\u00e0 da intendersi necessariamente come qualit\u00e0 letteraria, ma come ricorso a procedimenti propri alla letteratura anzich\u00e9 ad altre modalit\u00e0 di espressione che hanno ibridato tante pubblicazioni dal giro di secolo in poi, come il reportage o la storiografia. <br>  \nL\u2019ipotesi iniziale \u00e8 che, per quanto gli elementi culturali, sociali e politici tipici della contemporaneit\u00e0 abbiano una forte influenza sulla connessione tra identit\u00e0 e impegno, i meccanismi propri alla ricezione di testi e figure pubbliche impegnate siano antropologici. D\u2019altra parte, l\u2019interferenza tra identit\u00e0 autoriale, identit\u00e0 dei personaggi e vicende narrate permette di azzardare previsioni su come potrebbero evolvere le riflessioni sull\u2019ibridit\u00e0 e sul rapporto tra realt\u00e0 e finzione che tanto caratterizzano la contemporaneit\u00e0. La finalit\u00e0 ultima di questo breve excursus sar\u00e0 quella di individuare qualche costante nelle diverse forme che sta prendendo l\u2019impegno nella letteratura italiana contemporanea.<br><br>\n\n\n<b>Gomorra<\/b><b> come caso paradigmatico<\/b>\n<br><br>\n\n<em>Gomorra <\/em>(2006) di Roberto Saviano (1979-) ha suscitato un clamore mediatico enorme che circonda tuttora la figura pubblica dell\u2019autore. La letteratura critica su quest\u2019opera \u00e8 sterminata e ha avuto una forte influenza sulla ricezione delle opere successive di altri autori. <em>Gomorra<\/em> costituisce un elemento culturale importante per la definizione dell\u2019idea di impegno anche in ambito critico, poich\u00e9 \u00e8 a partire dalla sua pubblicazione che le questioni dell\u2019ibridit\u00e0 del genere letterario e del rapporto tra realt\u00e0 e finzione<span id='easy-footnote-5-13747' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=13747#easy-footnote-bottom-5-13747' title='Cfr. per esempio: Stefania Ricciardi, &lt;em&gt;Gli artifici della non-fiction. La messinscena narrativa in Albinati, Franchini, Veronesi&lt;\/em&gt;, Massa, Transeuropa, 2011; Raffaello Palumbo Mosca, &lt;em&gt;L\u2019invenzione del vero&lt;\/em&gt;, Roma, Gaffi, 2014; Lorenzo Marchese,&lt;em&gt; Storiografie parallele. Cos\u2019\u00e8 la non-fiction?&lt;\/em&gt; Macerata, Quodlibet, 2019; Alessandro Cinquegrani,&lt;em&gt; I Personaggi non torneranno? La letteratura contemporanea tra finzione e realt\u00e0&lt;\/em&gt;, Roma, Carocci, 2024. La riflessione sul rapporto finzione\/realt\u00e0 evidente gi\u00e0 dai titoli corrisponde anche a una riflessione sui generi letterari. In modo pi\u00f9 marginale, tali questioni sono anche affrontate in: Giuliana Benvenuti, &lt;em&gt;Il romanzo neostorico italiano. Storia, memoria, narrazione&lt;\/em&gt;, Roma, Carocci, 2012 e in Raffaele Donnarumma, &lt;em&gt;Ipermodernit\u00e0: dove va la narrativa contemporanea&lt;\/em&gt;, Bologna, Il Mulino, 2014.'><sup>5<\/sup><\/a><\/span>1 sono diventate imprescindibili per la critica. Si tratta di due questioni tra loro legate, poich\u00e9 il rapporto con la realt\u00e0 costituisce spesso uno dei fattori che contribuiscono a definire il genere letterario di appartenenza di un\u2019opera. <br>\nSe il carattere ibrido della letteratura prodotta in Italia attorno al volgere del secolo \u00e8 innegabile, \u00e8 anche vero che, come suggerisce Emanuele Zinato, tale ibridit\u00e0 rischia di diventare un concetto onnicomprensivo che pregiudica un\u2019analisi pi\u00f9 approfondita delle opere <span id='easy-footnote-6-13747' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=13747#easy-footnote-bottom-6-13747' title='E. Zinato (a cura di), &lt;em&gt;L\u2019estremo contemporaneo&lt;\/em&gt;., cit., p. 25.'><sup>6<\/sup><\/a><\/span>. Quantomeno, una volta affermata una commistione tra generi, \u00e8 necessario interpretarla come punto di partenza e non di approdo. Per esempio, le osservazioni critiche pi\u00f9 durature e tuttora pi\u00f9 pertinenti sul caso Saviano riguardano il fatto che la corporeit\u00e0 in <em>Gomorra<\/em> corrisponde a un\u2019attestazione di verit\u00e0<span id='easy-footnote-7-13747' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=13747#easy-footnote-bottom-7-13747' title='Cf. A. Casadei, &lt;em&gt;La letteratura dell\u2019esperienza. Storie di ordinaria Gomorra&lt;\/em&gt;, cit.; Walter Siti, &lt;em&gt;Contro l\u2019impegno&lt;\/em&gt;&lt;em&gt;. Riflessioni sul Bene in letteratura&lt;\/em&gt;, Milano, Rizzoli, 2021&amp;nbsp;; R. Palumbo Mosca, &lt;em&gt;L\u2019invenzione del vero&lt;\/em&gt;, cit.'><sup>7<\/sup><\/a><\/span>. La verit\u00e0 precede la narrazione ed \u00e8 in qualche modo sentita e trasmessa attraverso il corpo del narratore (e talvolta di altri personaggi) e non attraverso prove fattuali. Di pi\u00f9: la saturazione <em>pulp<\/em> di corporeit\u00e0, sensazioni fisiche, fenomeni biologici \u00e8 talmente coerente con le vicende narrate, talmente contigua a queste, da <em>dare corpo<\/em> al messaggio.<br>\nQuesto ha influito sull\u2019evoluzione nel tempo della figura pubblica di Saviano. Le vicende giudiziarie e l\u2019assegnazione della scorta hanno reso l\u2019individuo Saviano il prolungamento del suo narratore. Se quest\u2019ultimo era un testimone reso onnisciente dagli artifici stilistici, nel passaggio dal narratore all\u2019immagine pubblica la forte presenza del corpo \u00e8 diventata indice di colui che c\u2019\u00e8, che \u00e8 fisicamente presente a garanzia delle verit\u00e0 scomode che racconta. Ora, la <em>persona<\/em> di Saviano \u00e8 divenuta l\u2019archetipo di colui che porta testimonianza con la sua presenza fisica precisamente nel momento in cui la situazione giuridica, la scorta, la parziale reclusione, gli spostamenti, la fama stessa hanno impedito all\u2019individuo Saviano di effettuare inchieste di terreno. Questo aspetto paradossale non \u00e8 di poco conto, perch\u00e9 mobilita la complessit\u00e0 propria alle immagini. Infatti, se la rappresentazione pubblica viene recepita in modo svincolato dall\u2019oggettivit\u00e0 dei fatti, allora si rischia di recepire l\u2019individuo rappresentato come un\u2019opera fornita di aura<span id='easy-footnote-8-13747' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=13747#easy-footnote-bottom-8-13747' title='Non \u00e8 sede per affrontare la critica culturale dell\u2019immagine. Si rinvia a Walter Benjamin. &lt;em&gt;L\u2019opera d\u2019arte nell\u2019epoca della sua riproducibilit\u00e0 tecnica. Arte e societ\u00e0 di massa&lt;\/em&gt;, Torino, Einaudi, 2000, Enrico Filippini (trad), Paolo Pullega (postfazione), Cesare Cases (prefazione) [1^ ed. italiana 1966, 1^ed. originale 1936]. Fondamentale anche la parziale ripresa e attualizzazione del lavoro di Benjamin in Riccardo Falcinelli, &lt;em&gt;Figure. Come funzionano le immagini dal Rinascimento a Instagram&lt;\/em&gt;, Torino, Einaudi, 2020, p.451-457.'><sup>8<\/sup><\/a><\/span>. In Saviano, il pubblico vede il narratore uscito dall\u2019opera e incarnato nell\u2019autore per rendere testimonianza. <br>\nJean Baudrillard nel 1987 aveva analizzato, in <em>L&#8217;autre par lui-m\u00eame<\/em><span id='easy-footnote-9-13747' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=13747#easy-footnote-bottom-9-13747' title='Jean Baudrillard, &lt;em&gt;L&amp;#8217;autre par lui-m\u00eame. Habilitation&lt;\/em&gt;, Editions Galil\u00e9e, Parigi, 1987.'><sup>9<\/sup><\/a><\/span>, il cambiamento del concetto di corpo nel tempo. Secondo Baudrillard stava iniziando l\u2019era dell&#8217;estasi della comunicazione. Tutti gli eventi, gli oggetti e gli spazi si ridurrebbero ormai, secondo il filosofo, alla funzione comunicativa, e tale condizione risulta oscena nella sua dismisura forzata e nella sua trasparenza. L\u2019aspetto pi\u00f9 profetico degli studi di Baudrillard emerge da frasi come la seguente che, solidale alla sua epoca, si riferisce a reti quali ad esempio la radio: \u00abLa promiscuit\u00e9 qui r\u00e8gne sur les r\u00e9seaux de la communication est celle d\u2019une saturation superficielle, d\u2019une sollicitation incessante, d\u2019une extermination des espaces interstitels<span id='easy-footnote-10-13747' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=13747#easy-footnote-bottom-10-13747' title='&lt;em&gt;Ibidem&lt;\/em&gt;&lt;em&gt;.&lt;\/em&gt;, p. 22. \u00abLa promiscuit\u00e0 che regna sulle reti di comunicazione \u00e8 quella di una saturazione superficiale, di una sollecitazione incessante, di uno sterminio degli spazi interstiziali\u00bb &lt;em&gt;TdA&lt;\/em&gt;.'><sup>10<\/sup><\/a><\/span>\u00bb. L\u2019assonanza con l\u2019attuale esperienza delle reti di comunicazione, in primis Internet, permette di seguire ulteriormente l\u2019argomentazione di Baudrillard, mettendola in rapporto con lo slancio comunicativo che, in <em>Gomorra<\/em>, si accompagna a una figurativit\u00e0 esacerbata, ben oltre il realismo. Baudrillard commenta cos\u00ec, nello stesso saggio, il ruolo della realt\u00e0 nella societ\u00e0 che descrive: \u00abEt si la r\u00e9alit\u00e9, sous nos yeux, se dissolvait? Non dans le n\u00e9ant, mais dans le plus r\u00e9el que r\u00e9el (le triomphe des simulacres) ? Si l\u2019univers moderne de la communication, de l\u2019hypercommunication nous avait plong\u00e9s, non dans l\u2019insens\u00e9, mais dans une \u00e9norme saturation de sens, se consumant de son succ\u00e8s &#8211; sans jeu, sans secret, sans distance?<span id='easy-footnote-11-13747' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=13747#easy-footnote-bottom-11-13747' title='&lt;em&gt;Ibidem&lt;\/em&gt;, p. 89. \u00abE se la realt\u00e0 si dissolvesse davanti a nostri occhi? Non nel nulla, ma in qualcosa di pi\u00f9 reale del reale stesso (il trionfo dei simulacri)? Se l\u2019universo moderno della comunicazione, dell\u2019ipercomunicazione, ci avesse immersi, non nell\u2019insensato, ma in un\u2019enorme saturazione di senso, consumandosi nel suo successo, senza gioco, senza segreto, senza distanza?\u00bb &lt;em&gt;TdA&lt;\/em&gt;.'><sup>11<\/sup><\/a><\/span>\u00bb<br>\n\u00c8 probabile che il carattere iperrealistico di <em>Gomorra<\/em> e i frequenti riferimenti alla corporeit\u00e0 costituissero, nelle intenzioni dell\u2019autore, un modo per facilitare la comunicazione con il lettorato e stimolare l\u2019adesione empatica di quest\u2019ultimo alla sua posizione ideologica. Inoltre, questo stile permette di contrappore un controcanto adeguato alla narrazione allora dominante delle mafie come di un\u2019epica pop. Tuttavia, queste stesse scelte espressive hanno insinuato paradossalmente nel lettore, a causa della natura dell\u2019iperrealismo e della saturazione comunicativa e informativa che caratterizzavano il campo letterario in cui \u00e8 stato pubblicato <em>Gomorra<\/em>, un dubbio di inautenticit\u00e0.<br>\nSaviano, che fino a quel momento era stato principalmente un giornalista, ha creato un\u2019ambiguit\u00e0 proponendo un\u2019opera priva di definizioni di genere nel paratesto. I lettori hanno diretto i dubbi scaturiti da questo gioco comunicativo nei confronti del contenuto di <em>Gomorra<\/em>, opera destinata invece a cambiare, attraverso accorgimenti stilistici, una narrazione condivisa stereotipata, con personaggi criminali seducenti e giustificabili. Nel richiamarsi a una carnalit\u00e0 pop e agli effetti speciali dei film statunitensi in una narrazione iperrealista, Saviano ha creato una sorta di smisurata ipotiposi che ha reso particolarmente vivido il suo testo ma, nel contesto di una societ\u00e0 comunicativamente satura, ha ottenuto anche un effetto straniante, spingendo molti lettori alla ricerca di un\u2019autenticit\u00e0 pi\u00f9 vera.<br>\nSebbene, dopo la pubblicazione di <em>Gomorra<\/em>, Saviano abbia pi\u00f9 volte citato le proprie fonti o inserito disclaimer nel paratesto<span id='easy-footnote-12-13747' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=13747#easy-footnote-bottom-12-13747' title='Per esempio, in Roberto Saviano, &lt;em&gt;Gridalo&lt;\/em&gt;, Firenze\/Milano, Giunti\/Bompiani, 2020, ogni capitolo \u00e8 completato da una breve bibliografia e sitografia. Roberto Saviano, &lt;em&gt;Solo \u00e8 il coraggio. Giovanni Falcone. Il romanzo&lt;\/em&gt;, Firenze\/Milano, Giunti\/Bompiani, 2022, oltre ad includere nel titolo il termine \u201cromanzo\u201d e ad associare, come &lt;em&gt;Gridalo&lt;\/em&gt;, una bibliografia ad ogni capitolo, presenta un breve testo iniziale che descrive l\u2019opera specificando che la storia narrata \u00e8 vera e che il lavoro dell\u2019immaginazione si \u00e8 fondato sulle ipotesi pi\u00f9 verosimili e su \u201cindizi concreti\u201d, p. 6. '><sup>12<\/sup><\/a><\/span>, il processo di identificazione tra autore e narratore era ormai irreversibilmente innescato. Queste chiare prese di posizione dell\u2019autore nei confronti del rapporto tra realt\u00e0 e finzione non sembrano aver inciso sostanzialmente sul dibattito che circonda Saviano, visto a seconda dei casi come un eroe o come un mistificatore, pi\u00f9 raramente come un divulgatore, un giornalista o uno scrittore, in ogni caso come un archetipo dotato di un\u2019aura di originalit\u00e0. Saviano continua a presenziare, a \u201cmettere la faccia\u201d a garanzia di ci\u00f2 che racconta, e una vividezza spesso \u201ccarnale\u201d \u00e8 diventata ormai la sua cifra stilistica.<br>\nDetto questo, \u00e8 possibile definire <em>Gomorra<\/em> un\u2019opera letteraria impegnata? Proprio riferendosi alla produzione di Saviano, ma allargando le sue considerazioni anche ad altri contemporanei, Walter Siti ha scritto&nbsp;: \u00abformulo [&#8230;] l\u2019ipotesi che un tipo oggi maggioritario di <em>engagement<\/em>, nell\u2019ansia di andare oltre la letteratura, finisca invece per non sfruttarne a pieno le potenzialit\u00e0, insomma per farle del male<span id='easy-footnote-13-13747' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=13747#easy-footnote-bottom-13-13747' title='W. Siti, &lt;em&gt;Contro l\u2019impegno&lt;\/em&gt;, cit&lt;em&gt;.&lt;\/em&gt;, p. 90.'><sup>13<\/sup><\/a><\/span>\u00bb. Il punto \u00e8 che gli accorgimenti stilistici messi in atto da Saviano in <em>Gomorra<\/em>, gli stessi che hanno spesso attirato gli strali dei critici, costituiscono l\u2019applicazione di artifici in uso da secoli e volti a coinvolgere il lettore. Al di l\u00e0 della loro riuscita tecnica, tali artifici afferiscono all\u2019ambito letterario. Per esempio, la presenza del personaggio del narratore in tutte le scene principali, talvolta al di l\u00e0 di ogni verosimiglianza, \u00e8 l\u2019applicazione di quello <em>show don\u2019t tell<\/em> alla base di ogni scuola di scrittura creativa. Anche la riscrittura di scene icastiche, come per esempio la scena finale del film <em>Papillon<\/em> con Steve McQueen, citata apertamente in chiusura di Gomorra, \u00e8 un modo per mobilitare un immaginario precedente e rapportarsi a un canone.\n<br><br>\n\n<b>La personalit\u00e0 pubblica di Michela Murgia e i limiti della letteratura<\/b>\n<br><br>\nMichela Murgia (1972-2023) \u00e8 una figura pubblica spesso considerata affine a quella di Saviano, passata nella sua carriera dai romanzi ai pamphlet poi tornata alla narrativa. Sul piano pi\u00f9 ampiamente comunicativo, il meccanismo gi\u00e0 illustrato resta pertinente, poich\u00e9 Murgia ha deciso di rendere pubblico il suo stato di salute quando era certa di avere pochi mesi di vita a causa di un tumore. Una sua frase folgorante accomuna l\u2019identit\u00e0 e il corpo nello slancio volto a modificare il campo semantico della malattia terminale: \u00abIl cancro non \u00e8 una cosa che ho; \u00e8 una cosa che sono<span id='easy-footnote-14-13747' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=13747#easy-footnote-bottom-14-13747' title='A. Cazzullo, &lt;em&gt;L\u2019ultima intervista di Michela Murgia al Corriere: \u201cHo un tumore al quarto stadio, spero di morire quando Meloni non sar\u00e0 pi\u00f9 premier\u201d&lt;\/em&gt;, \u201cIl Corriere della Sera\u201d, 6 maggio.'><sup>14<\/sup><\/a><\/span>\u00bb. <br>\nVolontariamente e con uno scopo preciso Murgia ha reso pubblica una parte corporea della sua identit\u00e0, rendendola al contempo la causa contingente delle sue prese di posizione politiche. Per modificare una narrazione condivisa, Murgia ha usato la potenza icastica di un archetipo culturale: quello del malato terminale vittima della sorte, o soldato in guerra coi giorni contati ma che si pu\u00f2 avvalere di diritti eccezionali. Ha mostrato i limiti dell\u2019archetipo e ha elaborato, tramite le sue interviste e i suoi interventi pubblici, una narrazione alternativa della malattia terminale<span id='easy-footnote-15-13747' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=13747#easy-footnote-bottom-15-13747' title='Per approfondire questi aspetti: Paola Ghinelli, &lt;em&gt;Michela Murgia ou la maladie comme affirmation individuelle et opportunit\u00e9 sociale&lt;\/em&gt;, \u201cRevue des Sciences Sociales\u201d, n\u00b0&lt;em&gt; &lt;\/em&gt;73, pp. 14-21.'><sup>15<\/sup><\/a><\/span> <em>nel momento in cui lei stessa era malata<\/em><b>, <\/b>quindi ancorando, ancora una volta, l\u2019impegno a un aspetto intimo, privato, addirittura fisico.<b> <\/b>La particolarit\u00e0 della strategia comunicativa messa in atto da Murgia \u00e8 che, pur essendo dichiaratamente personalizzata e individualizzata, \u00e8 anche performativa, proprio perch\u00e9 un altro individuo, volendo applicare a s\u00e9 stesso alcuni dei principi e delle esortazioni di Murgia, sarebbe obbligato a trasformarle, a adattarle a s\u00e9 e quindi ad agire, almeno creativamente<span id='easy-footnote-16-13747' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=13747#easy-footnote-bottom-16-13747' title='Parlando delle libert\u00e0 che si era decisa a prendersi grazie alla consapevolezza di aver poco da vivere, Murgia aveva dichiarato \u00abNon aspettate di avere un cancro per fare la stessa cosa, perch\u00e8 se ragionassimo tutti nello stesso modo, probabilmente non avremmo i fascisti al governo\u00bb. M. B. Bianchi, &lt;em&gt;Best of #SalTo23: Michela Murgia&lt;\/em&gt;, Salone internazionale del libro di Torino, 19 maggio 2023, 47\u201910-47\u201920.'><sup>16<\/sup><\/a><\/span>.<br>\nLa descrizione fornita da Dominique Maingueneau dell\u2019identit\u00e0 autoriale, poi applicata Sonya Florey alla postura impegnata contemporanea in un corpus francofono di scrittori che hanno pubblicato opere ambientate in azienda, presenta analogie con le figure pubbliche di Michela Murgia e di Roberto Saviano. L\u2019essenziale dell\u2019apporto di Florey \u00e8 costituito dalla scomposizione in tre parti della figura dello scrittore al fine di identificare le articolazioni del suo impegno<span id='easy-footnote-17-13747' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=13747#easy-footnote-bottom-17-13747' title='Sonya Florey, &lt;em&gt;L\u2019engagement litt\u00e9raire \u00e0 l\u2019\u00e8re n\u00e9olib\u00e9rale&lt;\/em&gt;, Villeneuve d\u2019Asq, Presses Universitaires du septentrion, 2013, p.&amp;nbsp;44.'><sup>17<\/sup><\/a><\/span>. La prima di queste \u00e8 la <em>personne<\/em>, l\u2019individuo che compie scelte etiche nell\u2019ambito della sua vita privata. Murgia ha esordito grazie al risultato di una scelta etica compiuta nell\u2019ambito della vita privata: infatti, il suo blog <em>Il mondo deve sapere<\/em>, nel quale raccontava lo sfruttamento e la precariet\u00e0 che viveva come operatrice di call center \u00e8 diventato un libro<span id='easy-footnote-18-13747' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=13747#easy-footnote-bottom-18-13747' title='Michela Murgia,&amp;nbsp;&lt;em&gt;Il mondo deve sapere &amp;#8211; Romanzo tragicomico di una telefonista precaria&lt;\/em&gt;, Isbn edizioni, 2006.'><sup>18<\/sup><\/a><\/span>, un\u2019opera teatrale e un film. Qualche anno dopo, una filiale della stessa azienda denunciata da Murgia \u00e8 stata oggetto di un\u2019indagine della Guardia di Finanza che ha portato a 5 arresti per associazione a delinquere per motivi legati al trattamento degli operatori dei call center e dei venditori<span id='easy-footnote-19-13747' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=13747#easy-footnote-bottom-19-13747' title='Laura Montanari, &lt;em&gt;Firenze, frustate e offese. Il call-center diventa un lager&lt;\/em&gt;, \u201cLa Repubblica\u201d, 13 Maggio 2010.'><sup>19<\/sup><\/a><\/span>. Tipicamente, una disavventura individuale \u00e8 diventata un\u2019occasione di impegno politico con ricadute collettive. Il secondo aspetto descritto da Florey \u00e8 l\u2019<em>\u00e9crivain<\/em>, lo scrittore che lega la carriera letteraria a una motivazione personale e assume la responsabilit\u00e0 collettiva implicata dalla scrittura. Murgia ha esplicitato che il suo ritorno alla narrativa dopo anni di saggistica corrispondeva alla sua ricerca di una maggiore efficacia<span id='easy-footnote-20-13747' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=13747#easy-footnote-bottom-20-13747' title='\u00abLa letteratura [\u2026] agisce su un altro piano [rispetto all\u2019informazione], che \u00e8 il piano emotivo e dell\u2019immedesimazione. E pi\u00f9 potente perch\u00e8 genera l\u2019immaginario con cui tu poi decodifichi anche i dati d\u2019informazione. Quindi, paradossalmente, \u00e8 pi\u00f9 politico un libro narrativo di quanto non lo sia un testo giornalistico\u00bb. Michela Murgia,&lt;em&gt; Raccontarsi: storie di fioritura&lt;\/em&gt;, intervista per Tlon, 17 aprile 2019, 8\u201959-9\u201921.'><sup>20<\/sup><\/a><\/span>. Infine, Florey individua l\u2019<em>inscripteur<\/em>, che insieme a l\u2019<em>\u00e9crivain<\/em>, si interroga sulla contemporaneit\u00e0. Questo terzo aspetto \u00e8 pi\u00f9 difficilmente scorporabile dagli altri due, ma innegabilmente presente: le escursioni che i testi di Murgia compiono nel passato sono sempre finalizzate alla dimostrazione di una tesi nel presente. Per esempio, i ritratti di donne celebri che Murgia ha raccontato nel podcast <em>Morgana<\/em> insieme a Chiara Tagliaferri <span id='easy-footnote-21-13747' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=13747#easy-footnote-bottom-21-13747' title='Il podcast \u00e8 poi confluito in tre volumi, di cui l\u2019ultimo, postumo, contiene anche un ritratto di Murgia: Michela Murgia, Chiara Tagliaferri, &lt;em&gt;Morgana. Storie di ragazze che tua madre non approverebbe&lt;\/em&gt;, Milano, Mondadori, 2020; Michela Murgia, Chiara Tagliaferri, &lt;em&gt;Morgana.&lt;\/em&gt; &lt;em&gt;L\u2019uomo ricco sono io&lt;\/em&gt;, Milano, Mondadori, 2021; Michela Murgia, Chiara Tagliaferri, &lt;em&gt;Morgana. Il corpo della madre&lt;\/em&gt;, Milano, Mondadori, 2024.'><sup>21<\/sup><\/a><\/span>sono un\u2019occasione per riflettere sul ruolo della donna e sull\u2019evoluzione dell\u2019identit\u00e0 femminile. Anche analizzando la figura pubblica di Murgia attraverso questo schema tripartito, si vedr\u00e0 che la costante di ogni sfaccettatura della personalit\u00e0 che la scrittrice ha scelto di condividere col suo pubblico \u00e8 proprio l\u2019identit\u00e0 che, nel corso della sua carriera, si \u00e8 definita in modo sempre pi\u00f9 preciso &#8211; lavoratrice precaria, sarda, femminista, credente, paladina dei diritti LGBTQIA+\u2026- fino ad arrivare al corpo, ovvero all\u2019aspetto dell\u2019identit\u00e0 pi\u00f9 difficilmente riproducibile.<br>\nQuesta breve evocazione dell\u2019articolazione della figura pubblica di Murgia impone un nuovo confronto con il testo di Siti <em>Contro l\u2019impegno<\/em>, la cui complessit\u00e0 di analisi va ben oltre la breve frase citata. \u00c8 chiaro che sia Saviano sia Murgia sono andati \u00aboltre la letteratura\u00bb. Tuttavia, \u00e8 necessario analizzare pi\u00f9 da vicino le conseguenze \u2013 catastrofiche o meno- cui porta questo superamento dei limiti. Le dinamiche in cui si pongono gli scrittori nella costruzione della loro figura pubblica devono molto alle dinamiche di produzione e ricezione dell\u2019immagine, in un contesto in cui \u00abproprio grazie alla tecnica, le immagini non sono pi\u00f9 cose che si ammirano, ma sempre pi\u00f9 spesso cose che si <em>usano<\/em><span id='easy-footnote-22-13747' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=13747#easy-footnote-bottom-22-13747' title='R. Falcinelli, &lt;em&gt;Figure&lt;\/em&gt;, cit., p. 463. Corsivo nel testo.'><sup>22<\/sup><\/a><\/span>\u00bb. Questo utilitarismo, oltre alla frequente strumentalizzazione di testi letterari o pseudo-letterari da parte dei loro stessi autori, che tentano di controllare il messaggio politico da veicolare, \u00e8 gi\u00e0 sufficiente per riconoscere che la prospettiva di Siti, che auspica invece l\u2019elitarismo letterario come assunzione delle responsabilit\u00e0 intrinseche alla letteratura stessa, \u00e8 perfettamente logica. <br>\nCi\u00f2 non invalida per\u00f2 l\u2019opportunit\u00e0 di approfondire l\u2019analisi dell\u2019esistente, evitando di prendere le osservazioni di Siti a pretesto per smettere di interrogarsi su quanto in Italia si pubblica e viene letto, anche a costo di sospendere le valutazioni estetiche a favore della mera identificazione di processi, stilemi, e scelte comunicative tradizionalmente associate alla letteratura. In particolare, si verificher\u00e0 l\u2019ipotesi sintetizzata pi\u00f9 sopra attraverso esempi meno ibridati dal militantismo del quale Murgia e Saviano sono diventate icone. La personalizzazione dell\u2019impegno, la ricerca etica a partire dall\u2019identit\u00e0 e attraverso un\u2019immagine archetipale (magari da decostruire) \u00e8 infatti diventata una cifra caratteristica anche nel caso di scritture meno intersecanti generi per definizione impegnati come pamphlet o reportage e di figure pubbliche pi\u00f9 univocamente legate alla letteratura. Queste ultime propongono un\u2019identit\u00e0 meno corporea, ma non meno intima, privata, individuale.<br><br>\n\n\n<b>Maria Grazia Calandrone: dal corpo all\u2019anima<\/b>\n<br><br>\n<em>Giardino della gioia<\/em> (2019), una raccolta di poesie di Maria Grazia Calandrone (1964-) porta in esergo i versi iniziali di \u00abContro l\u2019esilio\u00bb, poi scelti anche per la quarta di copertina: \u00absiccome nasce\/ come poesia d&#8217;amore, questa poesia\/ \u00e8 politica<span id='easy-footnote-23-13747' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=13747#easy-footnote-bottom-23-13747' title='Maria Grazia Calandrone, &lt;em&gt;Giardino della gioia&lt;\/em&gt;, Milano, Mondadori, 2019, p. 5 e p. 67.'><sup>23<\/sup><\/a><\/span>\u00bb. Andrea Ponso, in una stroncatura dell\u2019intera raccolta <span id='easy-footnote-24-13747' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=13747#easy-footnote-bottom-24-13747' title='Andrea Ponso, &lt;em&gt;Su \u201cGiardino della gioia\u201d di Maria Grazia Calandrone: l\u2019auto-inganno della \u201cpoesia civile\u201d&lt;\/em&gt;, \u201cGli imperdonabili\u201d, 23 luglio 2020.'><sup>24<\/sup><\/a><\/span>, si avvale di questa stessa citazione per affermare che una versificazione, come questa, indipendente dalla metrica e dal ritmo, l\u2019impiego incondizionato di un linguaggio che non viene mai decostruito e nemmeno interrogato sono agli antipodi di una poesia politica. Infatti, per tanti scrittori contemporanei tra cui Calandrone, la qualit\u00e0 formale intesa come declinazione del canone non costituisce pi\u00f9 l\u2019accesso privilegiato all\u2019impegno. D\u2019altra parte, l\u2019implicazione nella societ\u00e0 attraverso azioni concrete, l\u2019assunzione di responsabilit\u00e0 relativa alla produzione di opere e la curiosit\u00e0 nei confronti del mondo attuale, ovvero la <em>personne<\/em>, l\u2019<em>\u00e9crivain<\/em>, e l\u2019<em>inscripteur<\/em> si articolano tutti attorno all\u2019identit\u00e0, a ci\u00f2 che rende non tanto il singolo scrittore, quanto l\u2019individuo sotteso, unico e irripetibile. Calandrone promuove la scrittura nelle scuole e in carcere, si occupa di attirare l\u2019attenzione sul ruolo delle donne nella societ\u00e0 italiana, gestisce la comunicazione relativa alle sue opere considerandole atti politici, mostra interesse per i retroscena storici e culturali delle storie che racconta. Eppure l\u2019oggetto della sua scrittura non \u00e8 mai di ampio respiro, ma spesso individuale e specifico.<br>\nUn esempio tipico di questo rapporto tra identit\u00e0 e impegno \u00e8 costituito da <em>Dove non mi hai portata<\/em>, un\u2019opera che traspone letterariamente l\u2019inchiesta condotta da Calandrone su Lucia, la madre biologica con la quale ha passato solo i primi mesi di vita. Il contenuto, dunque, \u00e8 quanto mai fondato sull\u2019identit\u00e0 di Calandrone, ed \u00e8 tanto pi\u00f9 specifico quanto le vicende esistenziali della scrittrice e della sua madre biologica sono peculiari. Tuttavia, l\u2019opera rievoca estesamente episodi storici o fatti sociali che hanno caratterizzato l\u2019Italia negli anni di cui si occupa, cita leggi dello Stato, propone riflessioni sulla loro ricaduta sulle vite dei singoli.<br>\nAnche in questo caso si assiste al tentativo di cambiare una narrazione collettiva intersecandola a un\u2019altra, individuale e irriproducibile. La componente politica della questione risiede nella narrazione di una biografia costituita oggettivamente da una serie di insuccessi come uno slancio di libert\u00e0. L\u2019impegno e l\u2019identit\u00e0 sono legati tra loro <em>in primis<\/em> attraverso l\u2019individualit\u00e0 della madre, ma anche della narratrice che risale alle proprie origini. Pi\u00f9 volte nell\u2019opera quest\u2019ultima ribadisce che \u00abLucia intende dar[le] un\u2019identit\u00e0<span id='easy-footnote-25-13747' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=13747#easy-footnote-bottom-25-13747' title='M. G. Calandrone, &lt;em&gt;Dove non mi hai portata&lt;\/em&gt;,&lt;em&gt; &lt;\/em&gt;cit.&lt;em&gt;,&lt;\/em&gt; p. 145.'><sup>25<\/sup><\/a><\/span>\u00bb, almeno sul piano legale e amministrativo. La narratrice mostra inoltre che a ben leggere i documenti, \u00e8 possibile trovare una logica nelle azioni di primo acchito incomprensibili di Lucia. In particolare, la donna sembra progressivamente agire secondo un preciso piano che la porter\u00e0 al suicidio insieme all\u2019uomo che ama, ma \u00e8 lucidamente volto a offrire una vita migliore alla bambina. Nell\u2019interpretazione della narratrice, i genitori hanno voluto \u00abfare scalpore<span id='easy-footnote-26-13747' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=13747#easy-footnote-bottom-26-13747' title='&lt;em&gt;Ibidem&lt;\/em&gt;, p.214.'><sup>26<\/sup><\/a><\/span>\u00bb mediatizzando il loro gesto e organizzando i tempi e i luoghi dell\u2019abbandono. Inoltre avrebbero fatto una scelta oculata ad inviare la lettera recante i dati della bambina e la loro intenzione di suicidarsi <em>all\u2019Unit\u00e0,<\/em> perch\u00e9 tra i giornali dell\u2019epoca fu l\u2019unico a pubblicare articoli che mettevano il loro gesto in una prospettiva politica e non esclusivamente scandalistica. Tale progettualit\u00e0 nell\u2019emanciparsi e nel porre le basi per l\u2019emancipazione altrui da leggi inique rendono il personaggio di Lucia un potenziale oggetto di emulazione e un esempio di impegno immediato e concreto. Anche in questo caso, come in quelli di Saviano e Murgia, viene proposto uno stereotipo (in <em>Dove non mi hai portata<\/em> quello della sempliciotta malmaritata e traviata da un bellimbusto) evocato per essere decostruito davanti agli occhi del lettore <span id='easy-footnote-27-13747' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=13747#easy-footnote-bottom-27-13747' title='\u00abpensavamo forse a Lucia come a un\u2019amabile sempliciotta di campagna, e ha mostrato di essere tutt\u2019altro. E pensavamo a Giuseppe come a un dongiovanni navigato e cinico talmente da architettare contro la sua donna un piano da angoscia hitchcockiana. Ma ho appena scansato da queste pagine la teoria della mattanza\u00bb. &lt;em&gt;Ibidem&lt;\/em&gt;, p.193.'><sup>27<\/sup><\/a><\/span>. Questa decostruzione trae concretezza da caratteristiche fondative di diverse identit\u00e0, tra cui quelle della scrittrice e del suo alter ego. Le identit\u00e0 che emergono dall\u2019opera di Calandrone sono meno corporee <span id='easy-footnote-28-13747' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=13747#easy-footnote-bottom-28-13747' title='Sebbene siano comunque presenti riferimenti al corpo della madre.'><sup>28<\/sup><\/a><\/span> di quelle evocate in precedenza ma comunque private e intime.<br>\nI procedimenti formali adottati da Calandrone per veicolare questi contenuti sono propri della letteratura, sebbene la ricerca formale non sia pi\u00f9 vista in s\u00e9 come una forma di impegno n\u00e9 come un valore civico. La prosa sconfina talvolta nella versificazione e l\u2019opera nel suo insieme ha uno stile che narra pi\u00f9 per associazioni di parole e immagini poetiche che per argomentazione. Inoltre, l\u2019autrice ha mostrato di saper creare un immaginario, legando tematicamente e attraverso alcuni stilemi ricorrenti quest\u2019opera a <em>Splendi come vita<\/em> (2021) e a <em>Magnifico e tremendo stava l\u2019amore <\/em>(2024). <em>Dove non mi hai portata<\/em> presenta anche un motivo letterario, quello dell\u2019amore di tutti, sviluppato e ripreso lungo tutto il romanzo, e che costituisce il trait d\u2019union tra l\u2019identit\u00e0 e la comunit\u00e0. La madre abbandona la narratrice a 8 mesi, un\u2019et\u00e0 che limiterebbe le conseguenze negative dell\u2019abbandono. Significativamente, la narratrice esprime cos\u00ec la situazione: \u00abper istinto infallibile, scienza o caso fortunato, vengo comunque lasciata prima che lasciarmi diventi impossibile, forse cristallizzandomi, cos\u00ec, nell\u2019et\u00e0 in cui il neonato \u00e8 appunto \u201cancora figlio di tutti\u201d<span id='easy-footnote-29-13747' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=13747#easy-footnote-bottom-29-13747' title='&lt;em&gt;Ibidem&lt;\/em&gt;, p. 154.'><sup>29<\/sup><\/a><\/span>\u00bb. D\u2019altra parte, la madre lascia un biglietto con i dati della bambina scritto in modo da darle una tutela legale, nel quale scrive di abbandonarla \u00aballa compassione di tutti <span id='easy-footnote-30-13747' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=13747#easy-footnote-bottom-30-13747' title='&lt;em&gt;Ibidem&lt;\/em&gt;, p. 156.'><sup>30<\/sup><\/a><\/span>\u00bb. Questo \u201ctutti\u201d connota fortemente l\u2019identit\u00e0 della narratrice, ma ha anche una componente politica, comunitaria, collettiva, \u201cdi tutti\u201d, appunto.<br>\nInsomma, \u00e8 grazie al potere evocativo della letteratura e non ai pochi dati raccolti che Lucia prende corpo. Non a caso, nelle ultime righe la narratrice la definisce \u00abfiglia mia <span id='easy-footnote-31-13747' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=13747#easy-footnote-bottom-31-13747' title='&lt;em&gt;Ibidem&lt;\/em&gt;, p. 241.'><sup>31<\/sup><\/a><\/span>\u00bb consapevole di averla in qualche modo creata. L\u2019immaginazione, per quanto addomesticata dai dati, l\u2019empatia, l\u2019immedesimazione e, non ultimo, il potere evocativo delle parole suggeriscono di leggere quest\u2019opera in una prospettiva letteraria: \u00e8 la letteratura come espressione di un\u2019identit\u00e0 che permette di rileggere un passato apparentemente cristallizzato nella sua dolorosa arretratezza.<br><br>\n\n\n<b>Wu Ming 1, tra analogie e differenze<\/b>\n<br><br>\nA riprova dell\u2019articolazione imprescindibile tra identit\u00e0 e impegno nella prospettiva letteraria italiana del primo quarto di secolo, \u00e8 opportuno prendere a esempio l\u2019opera di un autore che, per definizione, non \u201cci mette la faccia\u201d. Wu Ming 1 appartiene a un collettivo di scrittori (Wu Ming), che ha definito nel proprio sito ufficiale la propria politica identitaria, e quella di ciascun membro:\n\n<br><br>\n<span class=\"quote\">\n\u00abCiascuno di noi scrive libri anche \u00abda solista\u00bb, ma l\u2019espressione non rende l\u2019idea: per noi sono tutte opere di Wu Ming [\u2026], produzioni della nostra fucina.<br>\n\u00c8 per segnalare questo che ciascuno di noi, nel proprio nome d\u2019arte, incorpora quello del gruppo [\u2026].\n[I] nomi d\u2019arte [\u2026] fanno riferimento al progetto collettivo (Wu Ming) e sono parte essenziale della nostra poetica.\nDi tale poetica \u00e8 parte la nostra politica sull\u2019immagine pubblica. [\u2026] Ci teniamo ad apparire soltanto dal vivo,&nbsp;<em>in carne e ossa<\/em>, nel modo meno mediato possibile. Se qualcuno ci riconosce per la strada, vuol dire che \u00e8 stato a una nostra presentazione, reading, laboratorio, seminario, camminata o quant\u2019altro. Il suo corpo ha condiviso coi nostri uno spazio&nbsp;<em>fisico<\/em>&nbsp;e un\u2019esperienza concreta<span id='easy-footnote-32-13747' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=13747#easy-footnote-bottom-32-13747' title='Wu Ming, Giap sito ufficiale, corsivo nel testo.'><sup>32<\/sup><\/a><\/span>.\u00bb\n<\/span>\n<br><br>\n\nLe ultime parole di questa citazione mostrano che la contraddizione con l\u2019immagine pubblica degli scrittori pi\u00f9 presenzialisti \u00e8 solo parziale. Anche nel caso di Wu Ming, infatti, l\u2019aspetto della fisicit\u00e0 e della personalizzazione \u00e8 declinato a contrastare il contesto profetizzato da Baudrillard in cui tutto \u00e8 comunicazione, tutto \u00e8 trasparenza. Questo \u00e8 in armonia con le altre figure pubbliche evocate, che integrano dati medici, segreti reconditi, <em>carne e ossa<\/em> degli autori cui corrispondono. Queste parole e il sito ufficiale di Wu Ming nel suo insieme sembrano voler annoverare tra le opere l\u2019immagine pubblica che gli scrittori contemporanei danno di s\u00e9.<br>\nD\u2019altra parte, le opere di Wu Ming danno voce all\u2019impegno del collettivo ed evidenziano forti corrispondenze politiche tra i tempi di pubblicazione dei romanzi storici e l\u2019attualit\u00e0. Per motivi di spazio, si accenner\u00e0 solo al romanzo <em>Gli uomini pesce<\/em>, di Wu Ming 1, un\u2019opera indiscutibilmente finzionale ed evidentemente performativa, che dedica lunghe pagine a diverse questioni di interesse collettivo, tra cui i problemi ecologici causati da bonifiche e cementificazioni nella zona del delta del Po ferrarese. Il personaggio principale, Ilario, evocato per quasi tutto il romanzo nella prospettiva della nipote che gestisce il suo lascito dopo la morte, ha elaborato e perfezionato per decenni il progetto di far esplodere grandiosamente in una sola notte tutti gli ecomostri della riviera ferrarese utilizzando come esplosivi residuati bellici che ha conservato dalla sua attivit\u00e0 di partigiano durante la Seconda guerra mondiale. Ilario per\u00f2 muore senza riuscire a compiere questo progetto, e un altro personaggio, un medico, confessa alla nipote di volerlo portare a termine al suo posto. Nel lungo dialogo tra i due personaggi, il medico sottolinea che, qualora riuscisse, starebbe alla nipote interpretare lo spirito di Ilario:\n\n<br><br>\n<span class=\"quote\">\n\u00abDopo il compiersi dell\u2019impresa, schiere di stolti cercheranno di negarne il senso [\u2026]. Grideranno \u201cdobbiamo ricostruire tutto!\u201d, sebbene il mare che si erge condanni a morte gi\u00e0 ora quel modello, e minacci ogni insediamento esistente. Ci vorranno teste pensanti e voci forti, per rispondere: \u201cNo. Dobbiamo [\u2026] cogliere l\u2019occasione della scomparsa di quei mostri di cemento. Dobbiamo non ricostruire ma ripensare tutto\u201d. [\u2026] Lei sar\u00e0 in prima fila nella battaglia, nello spirito di Ilario<span id='easy-footnote-33-13747' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=13747#easy-footnote-bottom-33-13747' title='Wu Ming 1, &lt;em&gt;Gli uomini pesce&lt;\/em&gt;, Torino, Einaudi, 2024, pp. 598-599.'><sup>33<\/sup><\/a><\/span>.\u00bb\n<\/span>\n<br><br>\n\n\nL\u2019analogia pi\u00f9 evidente tra questo romanzo e le altre opere citate consta nell\u2019associazione tra l\u2019aspetto politico-performativo e lo svelamento di un aspetto identitario intimo e privato. Non si parla ora di ci\u00f2 che questo romanzo svela dell\u2019identit\u00e0 del suo autore, che pure emerge dalla lunga nota finale \u00abTitoli di coda <span id='easy-footnote-34-13747' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=13747#easy-footnote-bottom-34-13747' title='&lt;em&gt;Ibidem&lt;\/em&gt;, pp. 609-615.'><sup>34<\/sup><\/a><\/span>\u00bb, quanto della coincidenza tra progetti di azione politica e lo svelamento della sorprendente identit\u00e0 del protagonista: alla morte di Ilario si scopre che questi era biologicamente femmina, e la narrazione della pluriennale ideazione del suo progetto coincide con la narrazione del suo impegno ambientale e con quella della sua vita <em>stealth<\/em>. Anche le attivit\u00e0 di partigiano durante la Seconda guerra mondiale sono indissolubilmente legate alla biologia \u201canfibia\u201d che apparenta il personaggio al paesaggio che intende difendere. In questo romanzo-fiume (definizione quanto mai appropriata) i fili narrativi sono molto pi\u00f9 numerosi e sono riuniti dalla cifra dell\u2019ambiguit\u00e0 e dell\u2019ambivalenza, allegorizzate dai mitici uomini pesce del titolo. In ogni caso \u00e8 significativo che, anche in una prospettiva finzionale, l\u2019impegno per il bene comune tragga la sua forza da caratteristiche identitarie di chi lo promuove. In questo caso, \u00e8 un personaggio a rendere pi\u00f9 accattivante un messaggio politico grazie al legame che viene istituito tra questioni di interesse comune e questioni pi\u00f9 intime e individuali.<br>\nLe osservazioni di Gerardo Iandoli in merito a <em>Un viaggio che non promettiamo breve<\/em>, sempre di Wu Ming 1, sono in parte applicabili anche a <em>Gli uomini pesce<\/em>, sebbene quest\u2019ultima opera, pi\u00f9 romanzesca, sia lontana da quella storico-cronachistica di cui parla Iandoli. I personaggi, in questo caso fittizi, e in particolare il personaggio della nipote di Ilario, si ri-conoscono. Ovvero, come chiarito da Iandoli, si conoscono di nuovo, in vista di un riconoscimento pi\u00f9 grande, che nel caso de <em>Gli uomini pesce<\/em> corrisponde al riconoscimento della gravit\u00e0 della situazione ecologica in Italia e in particolare nel ferrarese, a fini performativi. \u00abIn una concezione della storia come lotta per il riconoscimento, \u00e8 l\u2019identit\u00e0 del personaggio ad assumere un ruolo prominente rispetto agli eventi <span id='easy-footnote-35-13747' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=13747#easy-footnote-bottom-35-13747' title='Gerardo Iandoli,&lt;em&gt; Un viaggio che non promettiamo breve&lt;\/em&gt;, &lt;em&gt;di Wu Ming 1: la letteratura come strumento per riconoscere una storia&lt;\/em&gt;, \u201cAtlante, Revue d\u2019\u00e9tudes romanes\u201d, n\u00b010, primavera 2019, p. 310.'><sup>35<\/sup><\/a><\/span>\u00bb.<br><br>\n\n\n<b>Conclusioni <\/b>\n<br><br>\nGli autori e le opere brevemente evocati esemplificano alcune delle possibili forme dell\u2019impegno in un contesto di iperconnessione, di eccessiva trasparenza e di saturazione del reale. Nelle loro differenze, questi autori hanno trovato un\u2019incisivit\u00e0 attraverso la personalizzazione o la narrazione dell\u2019impegno come emanazione di qualcosa di tanto intimo e personale da diventare l\u2019ultima frontiera dell\u2019irriproducibile. Il meccanismo funziona anche quando l\u2019opera \u00e8 finzionale, poich\u00e9 le caratteristiche individuali, corporee, familiari risultano convincenti (e perci\u00f2 performative e impegnate) indipendentemente dalla loro verosimiglianza e autenticit\u00e0. La loro forza risiede anzi nel loro carattere individuale, non replicabile. <br>\nSi possono solo ipotizzare i motivi antropologici di questa tendenza. Senz\u2019altro la confusione dei confini tra l\u2019arte riproducibile e l\u2019identit\u00e0 \u2013 per definizione unica \u2013 interferisce con l\u2019effetto di aura. L\u2019identit\u00e0, per quanto declinata e dettagliata, mantiene un nucleo inafferrabile che, a contrasto con la realt\u00e0 satura, fa baluginare un senso di autenticit\u00e0 pre-razionale e slegato dal rapporto con reale. L\u2019identit\u00e0, per quanto improbabile e inverosimile, sembra pi\u00f9 autentica del contesto iperrealista in cui si trova e finisce per corrispondere all\u2019ineffabile Vero.<br>\nLa personalizzazione dell\u2019impegno non corrisponde alla paventata fine della letteratura, poich\u00e9 queste opere fanno ampio uso di metafore, allegorie, figure retoriche e stilistiche, analogie e richiami caratteristici della letteratura come mezzo di espressione. Inoltre, l\u2019impegno di cui danno prova \u00e8 sempre una volont\u00e0 di cambiare la realt\u00e0 in senso prima di tutto semantico, che pertiene quindi all\u2019ambito letterario. Certo, se si volessero delineare criteri e canoni, bisognerebbe tener conto di una finalit\u00e0 che va oltre la letteratura. Ciascuna di queste storie \u00abprima ancora che produttrice di un\u2019identit\u00e0 da riconoscere, nel senso di conoscere di nuovo, [\u00e8] produttrice di una progettualit\u00e0 da riconoscere, nel senso di accettarla, farla propria e avvalorarla <span id='easy-footnote-36-13747' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=13747#easy-footnote-bottom-36-13747' title='&lt;em&gt;Ibidem&lt;\/em&gt;, p. 316.'><sup>36<\/sup><\/a><\/span>\u00bb. Esistono altre possibilit\u00e0 per coinvolgere i lettori in un contesto di saturazione comunicativa? In ogni caso, l\u2019articolazione tra identit\u00e0 e impegno resta costante e la sua ricorrenza in opere e autori tanto diversi mostra una caratteristica dell\u2019impegno attuale, indipendente da criteri estetici e di efficacia.\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Il contributo studia l\u2019articolazione tra identit\u00e0 e impegno nel campo letterario italiano del primo quarto del XXIo secolo. Roberto Saviano e Michela Murgia, assurti ad archetipi dell\u2019intellettuale impegnato, hanno dato una grande rilevanza al corpo nella costruzione della loro figura pubblica. Il corpo nel loro caso rappresenta la parte irriproducibile dell\u2019identit\u00e0. Altri scrittori, come Maria Grazia Calandrone, si sono concentrati su vicende familiari e private che connotano in senso univoco l\u2019identit\u00e0 per renderle esemplari e performative attraverso la narrazione. Anche gli autori poco presenzialisti e dediti principalmente a trame finzionali, come Wu Ming 1, narrano personaggi il cui impegno si intreccia allo svelamento di un\u2019identit\u00e0 unica e singolare. 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