{"id":13636,"date":"2025-12-14T12:47:46","date_gmt":"2025-12-14T11:47:46","guid":{"rendered":"https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=13636"},"modified":"2025-12-15T10:57:06","modified_gmt":"2025-12-15T09:57:06","slug":"lepica-delle-donne-il-compito-di-una-scrittrice-fiore-di-roccia-di-ilaria-tuti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=13636","title":{"rendered":"<em>Memoria e impegno<\/em> &#8211; L&#8217;epica delle donne, il compito di una scrittrice: Fiore di roccia di Ilaria Tuti"},"content":{"rendered":"\n<b><em>Fiore di roccia<\/em>: un\u2019anomalia nella produzione di Ilaria Tuti<\/b>\n<br> \nIlaria Tuti non ha ancora cinquant\u2019anni<span id='easy-footnote-1-13636' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=13636#easy-footnote-bottom-1-13636' title='\u00c8 nata a Gemona del Friuli (UD) nel 1976.'><sup>1<\/sup><\/a><\/span>, ma \u00e8 gi\u00e0 una delle scrittrici italiane di maggior successo popolare. Questa autrice ha raggiunto il milione di copie vendute, i suoi libri sono stati tradotti in diverse lingue, e dai suoi primi due romanzi <em>Fiori sopra l\u2019inferno<\/em> e <em>Ninfa dormiente<\/em> sono state tratte le stagioni iniziali di una serie televisiva che ha ricevuto un buon riscontro da parte del pubblico, con Elena Sofia Ricci nei panni della protagonista<span id='easy-footnote-2-13636' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=13636#easy-footnote-bottom-2-13636' title='&lt;em&gt;I casi di Teresa Battaglia&lt;\/em&gt;. Nel 2023 va in onda su Rai1 la prima stagione, per la regia di Carlo Calei. Una seconda stagione \u00e8 stata trasmessa a partire da ottobre 2024, a conferma del buon riscontro da parte del pubblico; questa volta la regia \u00e8 stata affidata a Enrico Rosati. Rispettivamente le due stagioni televisive si rifanno ai primi due &lt;em&gt;best-seller&lt;\/em&gt; di Tuti, &lt;em&gt;Fiori sopra l\u2019inferno &lt;\/em&gt;e &lt;em&gt;Ninfa dormiente&lt;\/em&gt;.'><sup>2<\/sup><\/a><\/span>. Tutto questo in meno di dieci anni, cio\u00e8 da quando la scrittrice \u00e8 convolata a nozze con Longanesi: il primo romanzo con l\u2019editore milanese, il gi\u00e0 citato <em>Fiori sopra l\u2019inferno<\/em>, \u00e8 uscito appena nel 2018<span id='easy-footnote-3-13636' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=13636#easy-footnote-bottom-3-13636' title='Fino ad allora Tuti aveva mosso i suoi primi passi con editori minori, riuscendo comunque a entrare in un paio di antologie di genere giallo pubblicate da Mondadori (con il racconto &lt;em&gt;La bambina pagana&lt;\/em&gt;, in Cristiana Astori,&amp;nbsp;&lt;em&gt;Tutto quel blu&lt;\/em&gt;, Mondadori, Milano, 2014, che le era valso il Premio Gran Giallo della citt\u00e0 di Cattolica nel 2014; e &lt;em&gt;L\u2019ultimo volo dell\u2019Aquila. Un\u2019indagine del professor Johann Maria Abbati&lt;\/em&gt;, in&amp;nbsp;AA.VV., &lt;em&gt;Delitti in giallo: 12 racconti per una grande estate di mistero&lt;\/em&gt;, Mondadori, Milano, 2015).'><sup>3<\/sup><\/a><\/span>.\n<br>\nAll\u2019origine della popolarit\u00e0 di Tuti c\u2019\u00e8 il personaggio protagonista dei suoi romanzi gialli, il commissario Teresa Battaglia, celebrata anche sulle colonne di importanti quotidiani stranieri come il londinese \u201cThe Times\u201d<span id='easy-footnote-4-13636' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=13636#easy-footnote-bottom-4-13636' title='&lt;em&gt;Flowers over the Inferno&lt;\/em&gt; fu nominato &lt;em&gt;Crime Book of the Month &lt;\/em&gt;da Marcel Berlins, in data 1 marzo 2019.'><sup>4<\/sup><\/a><\/span>; una donna in l\u00e0 con gli anni, ascrivibile a quella categoria di investigatrici di una certa et\u00e0 e \u201czitelle\u201d, che da Miss Marple di Agatha Christie scendono fino a Sara Morozzi di Maurizio De Giovanni<span id='easy-footnote-5-13636' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=13636#easy-footnote-bottom-5-13636' title='Cfr. Rotraud Von Kulessa, &lt;em&gt;L\u2019et\u00e0 forte. Scrivere la vecchiaia e l\u2019invecchiamento delle donne nei testi delle poetesse e scrittrici italiane dal Rinascimento a oggi&lt;\/em&gt;, Nomos Verlagsgesellschaft, Baden-Baden, 2024, p. 13: \u00abSoprattutto negli ultimi vent\u2019anni, nei confronti di una societ\u00e0 sempre pi\u00f9 \u201clongeva\u201d, le opere esplicitamente dedicate alla senilit\u00e0 (femminile) si sono moltiplicate, riflettendo fra l\u2019altro la tendenza sociale dell\u2019\u2019eterna giovinezza\u2019 o dei giovani vecchi che sfuggono agli schemi del pensiero tradizionale. In particolare \u00e8 la letteratura di intrattenimento contemporanea che si rivolge a un pubblico di lettori che invecchia e crea anziani carismatici i quali, come la commissaria Teresa Battaglia di Ilaria Tuti, escogitano strategie per affrontare la malattia, tra cui anche la minaccia della demenza. La malattia e la demenza, ma anche l\u2019amore e la sessualit\u00e0 o l\u2019amante pi\u00f9 giovane non sono pi\u00f9 tab\u00f9 sia nell\u2019attuale romanzo rosa sia nel giallo, ma si iscrivono nel cosiddetto Nuovo Realismo, che, oltre alla rappresentazione spesso eclatante di problemi sociali, si dedica non da ultimo a disegnare nuove realt\u00e0 di vita.\u00bb'><sup>5<\/sup><\/a><\/span>.\n<br>\nAi cinque romanzi<span id='easy-footnote-6-13636' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=13636#easy-footnote-bottom-6-13636' title='&lt;em&gt;Fiori sopra l\u2019inferno &lt;\/em&gt;(2018), &lt;em&gt; Ninfa dormiente &lt;\/em&gt;(2019)&lt;em&gt;, Luce della notte &lt;\/em&gt;(2022)&lt;em&gt;, Figlia della cenere &lt;\/em&gt;(2022) e &lt;em&gt;Madre d\u2019ossa &lt;\/em&gt;(2023)&lt;em&gt;,&lt;\/em&gt; tutti editi da Longanesi; ai cinque romanzi va aggiunto il racconto lungo citato alla n. 3 &lt;em&gt;La bambina pagana&lt;\/em&gt;, divenuto anche un &lt;em&gt;graphic novel &lt;\/em&gt;(Ivano Granato-Ilaria Tuti, &lt;em&gt;La bambina pagana&lt;\/em&gt;, Round Robin, Roma, 2021).'><sup>6<\/sup><\/a><\/span> della serie di Teresa Battaglia, dunque, Ilaria Tuti deve gran parte del proprio successo di pubblico.\n<br>\nIn questo scenario, <em>Fiore di roccia<\/em> rappresenta una peculiarit\u00e0 e una notevole divergenza dal genere preferito da Ilaria Tuti. Infatti, Tuti non mette mano al genere del romanzo storico fino a <em>Fiore di roccia<\/em><span id='easy-footnote-7-13636' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=13636#easy-footnote-bottom-7-13636' title='Dopo il successo di &lt;em&gt;Fiore di Roccia&lt;\/em&gt; (di seguito &lt;em&gt;FdR&lt;\/em&gt;) scriver\u00e0 altri due romanzi storici, godibili anche se di minore impegno letterario, anch\u2019essi editi da Longanesi: &lt;em&gt;Come vento cucito alla terra&lt;\/em&gt; (2022) e &lt;em&gt;Risplendo. Non brucio &lt;\/em&gt;(2024). Il tema dell\u2019emancipazione femminile, gi\u00e0 centrale in &lt;em&gt;FdR&lt;\/em&gt;, diventa totalizzante in &lt;em&gt;Come vento cucito alla terra&lt;\/em&gt;, che narra le vicende di Cate (personaggio di fantasia) e delle &lt;em&gt;lady doctors&lt;\/em&gt;, le prime donne chirurgo inglesi, nonch\u00e9 dell\u2019ospedale militare di Endell Strett a Londra, interamente gestito da donne; siamo di nuovo negli anni del primo conflitto mondiale. &lt;em&gt;Risplendo. Non brucio&lt;\/em&gt; invece coniuga la preferenza di Tutti accordata al genere giallo con il genere del romanzo storico, essendo un thriller ambientato nei mesi conclusivi della Seconda guerra mondiale. In quest\u2019ultimo romanzo torna l\u2019ambientazione friulana prediletta da Tuti gi\u00e0 per Teresa Battaglia e per &lt;em&gt;FdR&lt;\/em&gt;, dal momento che met\u00e0 della vicenda &amp;#8211; quella inerente al personaggio di Ada &amp;#8211; ruota tra Trieste e il Carso.'><sup>7<\/sup><\/a><\/span>. Fu, per usare le parole dell\u2019autrice, un autentico \u00abcambio di rotta improvviso [\u2026] non [&#8230;] scontato\u00bb<span id='easy-footnote-8-13636' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=13636#easy-footnote-bottom-8-13636' title='Cfr. i &lt;em&gt;Ringraziamenti&lt;\/em&gt; in &lt;em&gt;FdR&lt;\/em&gt;, p. 319.'><sup>8<\/sup><\/a><\/span>. E in effetti, se nel 2020 i gialli per Tuti erano ormai una sorta di usato garantito, la scelta di cimentarsi in un romanzo storico poteva presentare dei rischi. Eppure, per stessa ammissione di Tuti<span id='easy-footnote-9-13636' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=13636#easy-footnote-bottom-9-13636' title='Cfr. la &lt;em&gt;Nota dell\u2019autrice&lt;\/em&gt;, &lt;em&gt;ibidem&lt;\/em&gt;, p. 311.'><sup>9<\/sup><\/a><\/span> sappiamo che costei stava da almeno un paio d\u2019anni meditando sulla vicenda delle Portatrici carniche che poi avrebbe raccontato in <em>Fiore di roccia<\/em>, dopo un attento lavoro di documentazione di cui ci lascia testimonianza bibliografica in calce al romanzo<span id='easy-footnote-10-13636' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=13636#easy-footnote-bottom-10-13636' title='&lt;em&gt;Ibidem&lt;\/em&gt;, pp. 317-318.'><sup>10<\/sup><\/a><\/span>.\n<br>\n<br>\n\n<b>L\u2019epopea (sconosciuta) delle Portatrici carniche<\/b>\n<br>\nLe Portatrici furono un gruppo di donne, il cui numero \u00e8 stimato essere stato di un migliaio e mezzo circa, che quotidianamente, per quasi tutta la Grande Guerra<span id='easy-footnote-11-13636' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=13636#easy-footnote-bottom-11-13636' title='Il loro impegno cominci\u00f2 nell\u2019estate del 1915 e sub\u00ec &lt;em&gt;obtorto collo&lt;\/em&gt; un arresto quando, dopo Caporetto, l\u2019intera linea del fronte dovette bruscamente retrocedere. Le vicende di &lt;em&gt;FdR &lt;\/em&gt;seguono le Portatrici nell\u2019arco complessivo di un anno, dall\u2019estate del 1915 alla primavera del 1916.'><sup>11<\/sup><\/a><\/span>, si arrampic\u00f2 sui monti della Carnia portando sulle spalle gerle pesanti anche 40 chili per rifornire gli Alpini di viveri, munizioni, farmaci ed esplosivo; e riportando a valle panni sporchi, feriti e cadaveri<span id='easy-footnote-12-13636' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=13636#easy-footnote-bottom-12-13636' title='Per una bibliografia di massima sulle Portatrici carniche e sul fronte friulano nella Grande Guerra, si riporta la bibliografia proposta da Tuti stessa in calce a &lt;em&gt;FdR&lt;\/em&gt;: AA.VV., &lt;em&gt;Le Portatrici Carniche&lt;\/em&gt;, Edizioni C. Cortolezzis, Paluzza, 2018; Stefano Ardito, &lt;em&gt;Alpi di guerra Alpi di pace&lt;\/em&gt;, Corbaccio, Milano, 2014; Lorenzo Casadio-Igino Dorissa-Gabriele Moser, &lt;em&gt;L\u2019anno della grande fame. Fielis e la Carnia durante l\u2019occupazione austro-ungarica del 1917-1918 nel diario di don Emilio Candoni&lt;\/em&gt;, Associazione culturale Nuova Latteria Fielis, Tolmezzo, 2018; Enzo Forcella-Alberto Monticone, &lt;em&gt;Plotone di esecuzione. I processi della Prima Guerra Mondiale&lt;\/em&gt;, Laterza, Roma-Bari, 2019; Antonella Fornari, &lt;em&gt;Le donne e la Prima Guerra Mondiale. Esili come brezza tra venti di guerra&lt;\/em&gt;, DBS Danilo Zanetti Editore, Montebelluna, 2014; Adriano Gransinigh, &lt;em&gt;Guerra sulle Alpi Carniche e Giulie (La Zona Carnia nella Grande Guerra&lt;\/em&gt;), Andrea Moro Editore, Tolmezzo, 2003; Enrico Meliad\u00f2-Roberto Rossini, &lt;em&gt;Le donne nella grande guerra 1915-1918. Le Portatrici Carniche e Venete, gli Angeli delle trincee&lt;\/em&gt;, Editoriale Sometti, Mantova, 2017; Sandra Sartori, &lt;em&gt;Lettere della Portatrice carnica Lucia Puntel&lt;\/em&gt;, Associazione Amici delle Alpi Carniche, Timau, 2006.'><sup>12<\/sup><\/a><\/span>. Erano volontarie, retribuite una lira e cinquanta a viaggio<span id='easy-footnote-13-13636' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=13636#easy-footnote-bottom-13-13636' title='Pari a circa \u20ac 3.50 attuali.'><sup>13<\/sup><\/a><\/span>; una cifra superiore a quanto si riceveva, per esempio, per avere il marito impegnato al fronte; anche se probabilmente il denaro non basta a spiegare del tutto l\u2019eroico impegno di queste donne. Con acuta introspezione, Tuti fa dire ad Agata, la Portatrice protagonista del romanzo: \u00abSiamo qui, sono qui, e non per le monete. Pochi soldi possono comprare un traditore, ma non il sacrificio estenuante che si conficca tra le scapole.<span id='easy-footnote-14-13636' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=13636#easy-footnote-bottom-14-13636' title='&lt;em&gt;FdR&lt;\/em&gt;, p. 62.'><sup>14<\/sup><\/a><\/span>\u00bb\n<br>\nIl \u00absacrificio estenuante\u00bb per\u00f2 non valse alle Portatrici carniche la giusta celebrazione nella memoria collettiva del nostro Paese. A poco \u00e8 servito, se non da un punto di vista simbolico, il cavalierato riconosciuto alle superstiti a partire dal 1972 con la consegna della Croce dell\u2019Ordine di Vittorio Veneto, ed il conferimento <em>motu proprio<\/em> della Medaglia d\u2019oro al valor militare da parte del presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro il 29 aprile del 1997 in memoria di Maria Plozner Mentil, uccisa da un cecchino in data 15 febbraio 1916<span id='easy-footnote-15-13636' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=13636#easy-footnote-bottom-15-13636' title='Di seguito la descrizione della motivazione del conferimento della medaglia (D.P.R. 24\/06\/1997): \u00abMadre di quattro figli in tenera et\u00e0 e sposa di combattente sul fronte carsico, non esitava a reagire, con encomiabile spirito patriottico, alla richiesta rivolta alla popolazione civile per assicurare i rifornimenti ai combattenti in prima linea, conscia degli immanenti e gravi pericoli del fuoco nemico, Maria Plozner Mentil svolgeva il suo servizio con ferma determinazione e grande spirito di sacrificio ponendosi subito quale sicuro punto di riferimento ed esempio per tutte le Portatrici carniche incoraggiate e sostenute dal suo eroico comportamento. Curva sotto il peso della &amp;#8220;gerla&amp;#8221;, veniva colpita mortalmente da un cecchino austriaco il 15 febbraio 1916, a quota 1619 di Caserma Malpasso, nel settore alto But ed immolava la sua giovane vita per la Patria. Ideale rappresentante delle Portatrici carniche, tutte esempio di abnegazione, di forza morale, di eroismo. Testimoni umili silenziose di amore di Patria. Il popolo italiano le ricorda con profonda ammirata riconoscenza.\u00bb'><sup>15<\/sup><\/a><\/span>. La cerimonia di conferimento della medaglia si tenne proprio a Timau, il paese dov\u2019\u00e8 ambientato il romanzo di Ilaria Tuti. Questo atto simbolico, giunto 81 anni dopo la morte della coraggiosa Portatrice trentaduenne, madre di quattro figli, \u00e8 un riconoscimento prestigioso che forse ha iniziato a sanare il debito che lo Stato italiano ha contratto con queste donne dimenticate; ma non \u00e8 bastato, forse anche per la dimensione locale della vicenda delle Portatrici, a riscaldare pi\u00f9 di tanto la memoria degli italiani.\n<br>\n<br>\n\n\n<b>L\u2019impegno di Ilaria Tuti: fare memoria e rendere giustizia<\/b>\n<br>\nMa dove non arriva la politica, pu\u00f2 arrivare, forse, un buon libro. In cosa consiste, infatti, l\u2019impegno di Ilaria Tuti? Nel dovere di ricordare, che diventa volont\u00e0 di narrare una storia indegna dell\u2019oblio.\n\n<br><br>\n<span class=\"quote\">\n\u00abSentivo che questo romanzo era necessario: fuori dalla nostra regione pochissime persone conoscono la storia delle Portatrici. Nel mio piccolo, ho voluto fissare tra le pagine di un libro la loro impresa e riportare alla memoria i valori che le animavano, in modo che a queste donne sia riconosciuto il posto che meritano nel nostro cuore.\u00bb\n<\/span>\n<br><br>\n\nCos\u00ec si \u00e8 espressa Ilaria Tuti, intervistata dal quotidiano friulano \u201cMessaggero veneto\u201d in data 29 marzo 2020. Per inciso: data pi\u00f9 infelice della primavera 2020 per l\u2019uscita di un libro non si poteva trovare; e infatti il lancio del romanzo venne rimandato di qualche mese, all\u20198 giugno dello stesso anno.\n<br>\nE ancora: \u00abDesideravo scrivere questo romanzo da tempo, per dare il mio piccolo contributo nel fissare sulla carta la memoria di un\u2019impresa epica, che ha partecipato in modo sostanziale al corso della Storia, e che dalla Storia, purtroppo, \u00e8 stata trascurata\u00bb, si legge in coda al romanzo nella <em>Nota dell\u2019autrice<\/em><span id='easy-footnote-16-13636' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=13636#easy-footnote-bottom-16-13636' title='&lt;em&gt;FdR&lt;\/em&gt;, p. 311.'><sup>16<\/sup><\/a><\/span>, che qualche riga dopo cita Donato Carrisi, il quale nel romanzo <em>La donna dei fiori di carta<\/em> scriveva: \u00abQuante donne avrebbero meritato un posto nella Storia umana e sono sparite da essa perch\u00e9 un mondo di maschi ha deciso di non concedere loro pari dignit\u00e0? Un vero genocidio, se ci pensate\u00bb. \u00c8 quanto Daniela Brogi ha definito un \u00abmondo inabissato, [&#8230;] fuori dall\u2019inquadratura della memoria ufficiale, [&#8230;] un <em>black <\/em>out che assomiglia a una rimozione e una mutilazione permanenti.<span id='easy-footnote-17-13636' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=13636#easy-footnote-bottom-17-13636' title='Daniela Brogi, &lt;em&gt;Lo spazio delle donne&lt;\/em&gt;, Einaudi, Torino, 2022, p. 14.'><sup>17<\/sup><\/a><\/span>\u00bb E qualcosa di tutto ci\u00f2 aveva gi\u00e0 intuito Matilde Serao, quando, nel lontano 1916, all\u2019epoca stessa dei fatti che Tuti racconta in <em>Fiore di roccia<\/em>, scriveva su \u201cIl Giorno\u201d: \u00abChi enumerer\u00e0 mai tutte queste manifestazioni della virt\u00f9 e della serena energia muliebre? Chi apprezzer\u00e0 mai tutta la somma di coraggio quotidiano? Chi dar\u00e0 un premio a questo ignoto valore? Dio vede, ma il mondo \u00e8 cieco.<span id='easy-footnote-18-13636' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=13636#easy-footnote-bottom-18-13636' title='Matilde Serao, &lt;em&gt;Parla una donna. Diario femminile di guerra. Maggio 1915-Marzo 1916&lt;\/em&gt;, postfazione di Simonetta Sciandivasci, Rina Edizioni, Roma, 2019, p. 122.'><sup>18<\/sup><\/a><\/span>\u00bb\n<br>\n\u00c8 peraltro interessante considerare, come fa Von Kulessa, che \u00abl\u2019interesse per la storia e soprattutto per il ruolo delle donne in essa segna anche i [&#8230;] gialli [di Ilaria Tuti], [&#8230;] che spesso trattano cosiddetti <em>cold case<\/em>, ossia delitti che hanno avuto luogo nel passato e che sono rimasti insoluti\u00bb<span id='easy-footnote-19-13636' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=13636#easy-footnote-bottom-19-13636' title='Cfr. Von Kulessa, &lt;em&gt;cit&lt;\/em&gt;., p. 195.'><sup>19<\/sup><\/a><\/span>. La necessit\u00e0 di ricordare e il dovere di rendere giustizia al passato sembrano pertanto due elementi caratterizzanti l\u2019intera produzione dell\u2019autrice friulana. Inoltre, per quanto si debba procedere con qualche cautela nell\u2019ascrivere <em>in toto Fiore di roccia<\/em> alla categoria del romanzo neostorico, giova rilevare come il romanzo di Tuti spartisca con la suddetta categoria almeno quella \u00abistanza di emancipazione nei confronti delle vicende e delle identit\u00e0 che la storia ha sottaciuto e, cos\u00ec, progressivamente negato\u00bb che Giuliana Benvenuti ricorda come una delle caratteristiche salienti del genere<span id='easy-footnote-20-13636' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=13636#easy-footnote-bottom-20-13636' title='Cfr. Giuliana Benvenuti,&amp;nbsp;&lt;em&gt;Il romanzo neostorico italiano. Storia, memoria, narrazione&lt;\/em&gt;, Carocci, Roma, 2012, p. 7.'><sup>20<\/sup><\/a><\/span>.\n<br>\nAd oggi, si pu\u00f2 dire che il \u00abromanzo necessario\u00bb<span id='easy-footnote-21-13636' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=13636#easy-footnote-bottom-21-13636' title='Cos\u00ec Tuti lo definiva nella sopracitata intervista al \u201cMessaggero veneto\u201d.'><sup>21<\/sup><\/a><\/span> di Ilaria Tuti sia stato un successo di pubblico: 17 edizioni e pi\u00f9 di 150.000 copie vendute<span id='easy-footnote-22-13636' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=13636#easy-footnote-bottom-22-13636' title='Ricevo questi dati direttamente dall\u2019editore.'><sup>22<\/sup><\/a><\/span>, pi\u00f9 un paio di premi: il Premio Cortina d\u2019Ampezzo per la narrativa di montagna nel 2020, e la 37a edizione del Premio letterario nazionale per la donna scrittrice, assegnatole a Rapallo nel 2021, lasciando sul secondo gradino del podio <em>Un\u2019amicizia <\/em>di Silvia Avallone.\n<br>\nPer inciso, \u00e8 doveroso ricordare che altri due autori friulani si erano cimentati prima di Tuti nel racconto dell\u2019impresa delle Portatrici, anche se con fortuna certamente minore; e li menziono, anche se non posso in questa sede procedere alla comparazione delle opere: Carlo Calandra (autore gi\u00e0 finalista al Campiello nel 2000<span id='easy-footnote-23-13636' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=13636#easy-footnote-bottom-23-13636' title='Grazie al romanzo &lt;em&gt;Via dei servi &lt;\/em&gt;(Carlo Calandra, &lt;em&gt;Via dei servi&lt;\/em&gt;, Marsilio, Venezia, 1999).'><sup>23<\/sup><\/a><\/span>) e Stefania Nosnan<span id='easy-footnote-24-13636' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=13636#easy-footnote-bottom-24-13636' title='Non essendo questa la sede per comparare &lt;em&gt;FdR &lt;\/em&gt;con gli altri romanzi sulle Portatrici, ci si limita a segnalarne i titoli: Carlo Calandra, &lt;em&gt;Bucce d\u2019arancia sul fronte di Nord-Est&lt;\/em&gt;, Falzea Editore, Reggio Calabria, 2008; e Stefania Nosnan, &lt;em&gt;Una salita per amore. Donne al fronte, &lt;\/em&gt;Edizioni Ensemble, Roma, 2019. \u00c8 peraltro interessante constatare come, se il poema epico antico nasce dal comune fare memoria da parte di una collettivit\u00e0, anche nel caso delle Portatrici diversi autori originari della medesima zona \u2013 la Carnia e le sue prossimit\u00e0 \u2013 si siano dedicati a ricordare quelle che possiamo a tutti gli effetti considerare autentiche eroine della storia locale.'><sup>24<\/sup><\/a><\/span>.<br><br>\n\n<b><em>Fiore di roccia<\/em>: solo letteratura d\u2019intrattenimento?<\/b>\n<br>\nIn un recente contributo<span id='easy-footnote-25-13636' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=13636#easy-footnote-bottom-25-13636' title='Cfr. Gaia Porr\u00e0, &lt;em&gt;Intimit\u00e0 ed eroismi femminili: i cronotipi del ricordo in Isabel Allende, Ilaria Tuti, Ritanna Armeni, Phan Qu\u1ebf Mai Nguy\u1ec5n&lt;\/em&gt;, \u00abComparatismi\u00bb, 9, 2024, p. 289.'><sup>25<\/sup><\/a><\/span>, usufruendo della tassonomia stabilita da Vittorio Spinazzola, Gaia Porr\u00e0 ascrive <em>Fiore di roccia<\/em> alla categoria di \u00abletteratura d\u2019intrattenimento\u00bb, ossia quei libri intesi come prodotti concepiti \u00abancora con intenzioni di decoro formale, non estranei ai problemi della tecnica rappresentativa, ma caratterizzati dalla cura con cui gli elementi innovativi vengono controbilanciati dall\u2019ossequio a una somma di convenzioni prestabilite\u00bb; narrazioni \u00abpalesemente predisposte per le alte tirature\u00bb, in bilico tra \u00abassaporamento dell\u2019inedito\u00bb e \u00abriconoscimento del gi\u00e0 noto.<span id='easy-footnote-26-13636' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=13636#easy-footnote-bottom-26-13636' title='Cfr. Vittorio Spinazzola, &lt;em&gt;Le coordinate del sistema letterario&lt;\/em&gt;, in Id., &lt;em&gt;Critica della lettura. Leggere, interpretare, commentare e valutare un libro&lt;\/em&gt;, GoWare, Firenze, 2018, pp. 53-4.'><sup>26<\/sup><\/a><\/span>\u00bb\n<br>\nPur non dissentendo nella sostanza da questa collocazione, ritengo che, per raccontare l\u2019\u00abimpresa epica\u00bb delle Portatrici, Tuti si sia sforzata di elevare il proprio romanzo a un grado di maggiore letterariet\u00e0 rispetto alla sua restante produzione. Se da un lato l\u2019opera condivide con il romanzo popolare convenzioni narrative e strategie di riconoscibilit\u00e0, dall\u2019altro introduce elementi che aspirano a un livello pi\u00f9 alto: la coralit\u00e0 delle Portatrici, l\u2019intreccio tra vicenda storica e mitologia, la costruzione di un\u2019epica femminile alternativa. Pi\u00f9 che perseguire o respingere la categoria dell\u2019intrattenimento, il romanzo la problematizza, dimostrando come la narrativa di successo possa farsi veicolo di memoria collettiva e di discorso critico sul ruolo delle donne nella Storia.\n<br>\n<br>\n\n\n<b>Agata e i suoi modelli epici<\/b>\n<br>\nIl nerbo di <em>Fiore di roccia<\/em> \u00e8 la vicenda di Agata Primus, Portatrice che salva da morte certa un cecchino nemico. Personaggio di fantasia, figlia di una maestra elementare<span id='easy-footnote-27-13636' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=13636#easy-footnote-bottom-27-13636' title='Lavoro che anche lei avrebbe voluto fare da grande: cfr. &lt;em&gt;FdR&lt;\/em&gt;, p. 161.'><sup>27<\/sup><\/a><\/span> (come Anna, la protagonista di <em>Menzogna e sortilegio<\/em> di Elsa Morante) che prima di morire le ha trasmesso la passione per i libri. Vive praticamente da sola e in povert\u00e0 estrema con il padre in stato comatoso (una situazione che ricorda quella iniziale di Modesta, protagonista de <em>L\u2019arte della gioia<\/em> di Goliarda Sapienza); i due fratelli sono scomparsi, sospettati di diserzione; a farle compagnia in casa solo un paio di capre, similmente al personaggio di Zelinda di <em>Casa d\u2019altri<\/em> di Silvio D\u2019Arzo. Agata sa parlare bene, anche se \u00e8 restia a farlo; dunque, \u00e8 lei che le compagne eleggono a portavoce quando c\u2019\u00e8 da conferire con il capitano degli Alpini (\u00abAmo le parole, ma l\u2019istinto \u00e8 quello di custodirle\u00bb<span id='easy-footnote-28-13636' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=13636#easy-footnote-bottom-28-13636' title='&lt;em&gt;Ibidem&lt;\/em&gt;, p. 49.'><sup>28<\/sup><\/a><\/span>, afferma).\n<br> \nCredo non sia casuale che Tuti abbia scelto come protagonista una giovane donna istruita, almeno nel senso di essere stata introdotta alla letteratura, poich\u00e9 questo consente ad Agata di arricchire la coscienza che acquisisce di s\u00e9 stessa nel corso del romanzo instaurando molteplici relazioni intertestuali con grandi modelli storici o mitologici.\n<br>\nIlaria Tuti infatti proietta Agata in una costellazione di figure femminili esemplari (Persefone<span id='easy-footnote-29-13636' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=13636#easy-footnote-bottom-29-13636' title='&lt;em&gt;Ibidem&lt;\/em&gt;, p. 126: \u00abRiemergo alla vita come Persefone durante la primavera, abbandono il regno dei morti fino alla prossima discesa all\u2019Ade, che per me sar\u00e0 una salita\u00bb.'><sup>29<\/sup><\/a><\/span>, Artemisia<span id='easy-footnote-30-13636' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=13636#easy-footnote-bottom-30-13636' title='&lt;em&gt;Ibidem&lt;\/em&gt;, p. 165: \u00abPer un momento sono l\u2019Artemisia di Alicarnasso di cui narrano le cronache antiche, generale di Serse il Grande, comandante di vascelli. Non \u00e8 vero che le donne non sono mai scese in battaglia. Semplicemente, l\u2019uomo le ha dimenticate.\u00bb'><sup>30<\/sup><\/a><\/span>, Antigone<span id='easy-footnote-31-13636' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=13636#easy-footnote-bottom-31-13636' title='&lt;em&gt;Ibidem&lt;\/em&gt;, p. 285: \u00abLa bandiera italiana viene srotolata con un colpo di braccia dall\u2019alpino che fino a questo momento l\u2019ha esposta sulle mani tese e il tricolore riempie animi e penombra. Con un fruscio si posa sul corpo dell\u2019eroe e io divento Antigone la ribelle.\u00bb'><sup>31<\/sup><\/a><\/span>, Eva<span id='easy-footnote-32-13636' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=13636#easy-footnote-bottom-32-13636' title='&lt;em&gt;Ibidem&lt;\/em&gt;, p. 301: \u00abSono Eva davanti al giudizio divino. Un Dio dai mille occhi mi sta guardando. Ho colto la mela, ma per questa gente l\u2019uomo che mi sta accanto non \u00e8 l\u2019Adamo innocente. Ismar, per loro, \u00e8 il serpente.\u00bb'><sup>32<\/sup><\/a><\/span>) che ne scandiscono il percorso identitario. Questa operazione intertestuale non ha funzione meramente estetica, ma crea una genealogia simbolica che legittima l\u2019eroina come parte di un canone epico fino a oggi per lo pi\u00f9 declinato al maschile; e, legittimandola, ne incrementa l\u2019autocoscienza, che \u00e8 anche autocoscienza politica<span id='easy-footnote-33-13636' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=13636#easy-footnote-bottom-33-13636' title='Cfr. &lt;em&gt;infra&lt;\/em&gt;, il paragrafo &lt;em&gt;Emancipazione femminile e pacifismo&lt;\/em&gt;.'><sup>33<\/sup><\/a><\/span>.\n<br>\n<br>\n\n\n<b>Utilizzo dei grandi modelli (Omero, Virgilio, Dante)<\/b>\n<br>\nIl romanzo inoltre \u00e8 ricco di risonanze omeriche<span id='easy-footnote-34-13636' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=13636#easy-footnote-bottom-34-13636' title='Il dialogo sull\u2019onore tra Agata e il capitano Colman ricorda, nella propria dialettica, quello tra Ettore e Andromaca alle porte Scee (cfr.&lt;em&gt; ibidem&lt;\/em&gt;, pp. 140-4 e &lt;em&gt;Il. &lt;\/em&gt;VI, 503 ss.); la straordinaria fortuna dell\u2019immagine iliadica delle foglie che cadono viene recuperata per introdurre la mortalit\u00e0 infantile durante il conflitto (cfr. &lt;em&gt;FdR&lt;\/em&gt;, pp. 149 e &lt;em&gt;Il. &lt;\/em&gt;VI, 180-4); c\u2019\u00e8 anche il momento solenne della ricomposizione del cadavere di un soldato, il cui archetipo si trova nel ventiquattresimo libro dell\u2019&lt;em&gt;Iliade&lt;\/em&gt; (cfr.&lt;em&gt; FdR&lt;\/em&gt;, pp. 128-30).'><sup>34<\/sup><\/a><\/span>, virgiliane<span id='easy-footnote-35-13636' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=13636#easy-footnote-bottom-35-13636' title='Le mani di Agata somigliano a quelle della Camilla virgiliana (cfr. &lt;em&gt;ibidem&lt;\/em&gt;, p. 14 e &lt;em&gt;Aen. &lt;\/em&gt;VII, 806); Francesco, meschino antagonista di Agata, malizioso e tentatore ma imbelle, ricorda lo spavaldo Drance (cfr. &lt;em&gt;e.g.&lt;\/em&gt; &lt;em&gt;ibidem&lt;\/em&gt;, XI, 378-9).'><sup>35<\/sup><\/a><\/span> e dantesche<span id='easy-footnote-36-13636' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=13636#easy-footnote-bottom-36-13636' title='Eco dantesche si avvertono in particolare quando la narrazione di Tuti vuole farsi \u2018infernale\u2019: cfr. &lt;em&gt;e.g.&lt;\/em&gt; &lt;em&gt;FdR&lt;\/em&gt;, p. 13, da leggere in parallelo con &lt;em&gt;la riviera del sangue &lt;\/em&gt;di &lt;em&gt;If. &lt;\/em&gt;XII, 47; &lt;em&gt;Fdr, &lt;\/em&gt;p. 40, in cui si sovrappongono impressioni dall\u2019immobilit\u00e0 morta di Cocito e dalla bolgia &lt;em&gt;merdosa &lt;\/em&gt;degli adulatori&lt;em&gt; &lt;\/em&gt;(&lt;em&gt;If&lt;\/em&gt;. XVIII, 131); &lt;em&gt;FdR&lt;\/em&gt;, p. 90 in cui si sente la quinta bolgia dell\u2019ottavo cerchio, piena di corpi lasciati &lt;em&gt;bolli&lt;\/em&gt;re nella &lt;em&gt;pegola spessa &lt;\/em&gt;(&lt;em&gt;If&lt;\/em&gt;. XXI, 17). A volte la citazione fa perno su un singolo, riconoscibile vocabolo dantesco: \u00abil cicaleggio metallico di centinaia di fucili\u00bb \u00e8 \u00abil ringhio di una &lt;em&gt;fiera&lt;\/em&gt; mai vista prima attraversare queste creste\u00bb (&lt;em&gt;Fdr&lt;\/em&gt;, p. 162); \u00abForse siamo gi\u00e0 morti e non lo sappiamo. [&amp;#8230;] Questo \u00e8 il &lt;em&gt;limbo&lt;\/em&gt;\u00bb (&lt;em&gt;ibidem&lt;\/em&gt;, p. 163). La citazione dantesca infine diventa esplicita alle pp. 154-5, dove vengono riportati i versi di &lt;em&gt;If. &lt;\/em&gt;XXXII, 19-21.'><sup>36<\/sup><\/a><\/span> che in esso operano come strumenti di elevazione letteraria: collocano le Portatrici, umili donne di montagna, nello stesso orizzonte eroico dei personaggi classici. Al contempo, Tuti usa il modello epico anche per destabilizzarlo: le scene iliadiche e le eco della <em>Commedia<\/em> non intendono infatti celebrare la dimensione bellica, ma sono utili a una rappresentazione infernale e anti-eroica della guerra.\n<br>\nGiova inoltre rilevare come Tuti sfrutti richiami intertestuali non limitati a scenari bellici o infernali: le sue donne non sono creature della guerra e dell\u2019inferno, bens\u00ec in essi portano una luce che manca. Ad esempio, a<em> <\/em>p. 37 tutte e tre le cantiche di Dante sembrano condensate in poche righe, in una scena (purgatoriale?) di ascensione al fronte in cui si passa dalle Portatrici che \u00abintonano una preghiera alla Vergine\u00bb, al ricordo di un incubo infernale con \u00abrivoli di sangue che tingevano di porpora le vette unendosi in un torrente di corpi spezzati e occhi senza vita\u00bb, fino al desiderio di non \u00abraccomandare l\u2019anima a Dio e alla Madonna fino a quando non sar\u00e0 il momento\u00bb; il che fa cominciare un \u00abcanto contro la paura\u00bb che ricorda quello delle anime del Purgatorio.\n<br>\n<br>\n\n\n<b>(Contro)epica femminile: tra canone epico e dramma storico<\/b>\n<br>\nNel romanzo non mancano inoltre scene tradizionalmente epiche \u2013 come attacchi notturni, legazioni, ferimenti, mostri<span id='easy-footnote-37-13636' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=13636#easy-footnote-bottom-37-13636' title='Nel senso che la natura dei monti della Carnia viene insistentemente descritta mediante fattezze mostruose: orchi, giganti, diavoli, streghe e molteplici altre creature fantastiche popolano i monti di Tuti nella fantasia di Agata e della popolazione, e spesso la natura si identifica con questi mostri stessi, latrice di morte almeno tanto quanto di vita. La natura della montagna fa peraltro da sfondo a quasi tutta la produzione di Tuti. Per Gaia Porr\u00e0, che riprende Gaston Bachelard, \u00abal pari di queste \u2018donne combattenti\u2019 [le Portatrici] che agiscono in nome e in difesa della patria, la Tuti conserva a sua volta uno stretto legame (antropocosmico) con la terra natia, restituendo letterariamente tale \u2018privato\u2019 e naturale \u201cangolo del mondo\u201d [\u2026] in tutta la sua potenza generativa e al contempo distruttiva\u00bb (cfr. Porr\u00e0, cit., p. 294).'><sup>37<\/sup><\/a><\/span>, raccolta e ricomposizione di cadaveri \u2013, n\u00e9 difettano alla vicenda quelle che gi\u00e0 Aristotele identificava come le caratteristiche per cui l\u2019epica, al pari della tragedia, \u00e8 in grado di sedurre: i rovesciamenti di sorte, i riconoscimenti<span id='easy-footnote-38-13636' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=13636#easy-footnote-bottom-38-13636' title='Intendendo questo termine nel senso di \u201criconoscimento dell\u2019altro\u201d, ossia Ismar riconosciuto in quanto essere umano, nei panni del nemico.'><sup>38<\/sup><\/a><\/span> e l\u2019evento traumatico<span id='easy-footnote-39-13636' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=13636#easy-footnote-bottom-39-13636' title='Cfr. &lt;em&gt;Poetica &lt;\/em&gt;50a 33-35, 52a, 52b.'><sup>39<\/sup><\/a><\/span>.\n<br>\nAl contempo, l\u2019\u00abimpresa epica\u00bb<span id='easy-footnote-40-13636' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=13636#easy-footnote-bottom-40-13636' title='Sono parole di Tuti (cfr. n. 16).'><sup>40<\/sup><\/a><\/span> delle Portatrici non \u00e8 leggendaria, ma \u00e8 storica (e tutta femminile): la forza del romanzo risiede nell\u2019intreccio tra epica e storia. Le Portatrici incarnano infatti una contro-epica quotidiana: non l\u2019eroismo spettacolare dei poemi, ma la fatica silenziosa, il sacrificio senza riconoscimento, la lotta per la sopravvivenza. In questo senso Tuti mette in scena un\u2019epica del reale, che trasforma la marginalit\u00e0 femminile in materia narrativa fondativa: un\u2019epica corale che rilegge le categorie di sacrificio, ribellione e peccato alla luce della resilienza quotidiana delle donne.\n<br>\nSi prenda ad esempio la scena del lavatoio. Tuti descrive l\u2019\u00abora blu\u00bb, o ora \u00abdella vergogna\u00bb, quell\u2019ora della sera in cui Agata si reca al lavatoio del paese a lavare i panni sporchi del padre malato e allettato, pensando: \u00abLa malattia non macchia solo indumenti e coperte, ma anche la dignit\u00e0. Non \u00e8 il mio decoro che proteggo, ma quello di chi mi ha dato la vita\u00bb<span id='easy-footnote-41-13636' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=13636#easy-footnote-bottom-41-13636' title='&lt;em&gt;FdR&lt;\/em&gt;, p. 55.'><sup>41<\/sup><\/a><\/span>. Si noti che, mentre Agata lava il padre, descrivendogli la guerra che lei stessa ormai ha sperimentato, sceglie di mentire, raccontandogli\n\n<br><br>\n<span class=\"quote\">\n\u00abnon quella vera che si consuma tra stenti e pidocchi, ma quella dei poemi epici che mia madre raccontava a me come se fossero fiabe. [&#8230;] Cos\u00ec glieli ho descritti [gli Alpini], scintillanti invece che lerci, ritti e orgogliosi invece che ingobbiti dalla paura e dalla fatica. Ho raccontato Enea, Ettore e Achille sotto mentite spoglie.<span id='easy-footnote-42-13636' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=13636#easy-footnote-bottom-42-13636' title='&lt;em&gt;Ibidem&lt;\/em&gt;, pp. 55-56.'><sup>42<\/sup><\/a><\/span>\u00bb\n<\/span>\n<br><br>\n\nTuti sembra in questo modo distinguere tra un\u2019epica di fantasia (quella degli antichi poemi) quasi consolatoria, e una pi\u00f9 aderente al vero, cio\u00e8 al vissuto (femminile), e brutale. In questa epica quotidiana, le donne sono protagoniste al pari dei maschi, non pi\u00f9 relegate in una posizione tutto sommato di passivit\u00e0, come le omeriche Elena e Penelope, ma per esempio faticando nelle vesti di Portatrici, o lavando in silenzio i panni, curando la dignit\u00e0 famigliare<span id='easy-footnote-43-13636' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=13636#easy-footnote-bottom-43-13636' title='Da notare inoltre che a p. 237 Agata torna a parlare dei poemi epici denunciando la narrazione della guerra fatta dai quotidiani: \u00abHo imparato a diffidare delle notizie urlate dai giornali. [\u2026] \u00c8 una narrazione bieca, che non possiede nemmeno l\u2019epica dei poemi, perch\u00e9 non c\u2019\u00e8 valore laddove non schiuma il sacrificio.\u00bb'><sup>43<\/sup><\/a><\/span>.\n<br>\n<br>\n\n<b>Madri e Madonne<\/b>\n<br>\nAlla dimensione della cura altrui si lega quella della maternit\u00e0, inizialmente preclusa ad Agata<span id='easy-footnote-44-13636' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=13636#easy-footnote-bottom-44-13636' title='Nel romanzo afferma di non avere pi\u00f9 il mestruo da mesi. Alla fine, per\u00f2, quando la narrazione si sposta al 1976, dice di avere avuto dei figli con Ismar.'><sup>44<\/sup><\/a><\/span>, se non per il dover accudire il padre regredito a bambino: \u00abSei stato mio padre e sei diventato mio figlio, avverto uno strappo all\u2019altezza del ventre<span id='easy-footnote-45-13636' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=13636#easy-footnote-bottom-45-13636' title='&lt;em&gt;FdR&lt;\/em&gt;, p. 167. Talmente \u00e8 dura trovare di che campare, che Agata per un momento \u00e8 sfiorata dal pensiero di soffocare il padre malato con un cuscino, in quello che \u00e8 uno dei passi pi\u00f9 drammatici dell\u2019intero romanzo: cfr. pp. 84-5.'><sup>45<\/sup><\/a><\/span>\u00bb, dice, quando il padre muore. In questo senso, sembra verificarsi quanto Paola Bono e Bia Sarasini scrivevano, allorch\u00e9, interrogandosi sull\u2019esistenza letteraria di un\u2019epica femminile<span id='easy-footnote-46-13636' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=13636#easy-footnote-bottom-46-13636' title='Per una pi\u00f9 ampia analisi dell\u2019epica femminile, si vedano almeno: Paola Bono-Bia Sarasini, &lt;em&gt;Epiche. Altre imprese, altre narrazioni&lt;\/em&gt;, Iacobelli, Assago, 2014; Elisa Beshero-Bondar, &lt;em&gt;Women, Epic, and Transition in British Romanticism&lt;\/em&gt;, University of Delaware Press e The Rowman and Littlefield Publishing Group, Lanham Maryland, 2011; Jeremy Downes, &lt;em&gt;The Female Homer. An Exploration of Women\u2019s Epic Poetry&lt;\/em&gt;, University of Delaware Press, Newark, 2010; Adeline Johns-Putra, &lt;em&gt;Heroes and Housewives. Women\u2019s Epic Poetry and Domestic Ideology in the Romantic Age (1770-1835)&lt;\/em&gt;, Peter Lang, New York, 2001; Christine W. Robertson, &lt;em&gt;\u201cUnscrupulously Epic\u201d: Examining Female Epic in the Poetry of Felicia Hemans and Elizabeth Barrett &lt;\/em&gt;Browning, tesi di M.A. in studi anglistici presso la University of Waterloo, Ontario, Canada, 2007; Bernard Schweizer, &lt;em&gt;Rebecca West. Heroism, Rebellion, and the Female Epic&lt;\/em&gt;, Praeger, Westoport, CT, 2002; Id., (a cura di), &lt;em&gt;Approaches to the Anglo and American Female Epic, 1621-1982, &lt;\/em&gt;Ashgate, Burlington, VT, 2006a; Cecilia Latella, &lt;em&gt;\u201cGiovane donna in mezzo \u2018l campo apparse\u201d. &lt;\/em&gt;&lt;em&gt;Figure di donne guerriere nella tradizione letteraria occidentale&lt;\/em&gt;, tesi di dottorato presso l\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Napoli \u201cL\u2019Orientale\u201d in co-tutela con l\u2019Universit\u00e9 Francois-Rabelais di Tours (vedi il sito &lt;a href=&quot;http:\/\/www.applis.univ-tours.fr\/theses\/2009\/cecilia.latella_3397.pdf&quot; title=&quot;&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;Th\u00e8se_CeciliaLatella&lt;\/a&gt;, visto il 20 maggio 2025); e il recente contributo di Sara Rapino, &lt;em&gt;Guerriere. Storie di donne controcorrente&lt;\/em&gt;, Ares, Milano, 2024.'><sup>46<\/sup><\/a><\/span>, giungono ad affermare che essa esista e riguardi il \u00abmettere al mondo s\u00e9 stesse\u00bb e il \u00abmettere al mondo il mondo.<span id='easy-footnote-47-13636' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=13636#easy-footnote-bottom-47-13636' title='Cfr. Bono-Sarasini, cit., p. 10.'><sup>47<\/sup><\/a><\/span>\u00bb L\u2019epica femminile, in quanto femminile, ha a che fare col dare la vita, pi\u00f9 che col toglierla; e con l\u2019accudire il momento in cui la vita \u00e8 resa<span id='easy-footnote-48-13636' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=13636#easy-footnote-bottom-48-13636' title='\u00abLa nascita e la morte appartengono alle donne\u00bb, diceva la madre ad Agata (p. 131).'><sup>48<\/sup><\/a><\/span>.\n<br>\nIn tal senso, il personaggio chiave di <em>Fiore di roccia<\/em> sembra essere Lucia, Portatrice amica di Agata. Questo personaggio \u00e8 imbastito di riferimenti mariani fin dalle prime pagine del romanzo<span id='easy-footnote-49-13636' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=13636#easy-footnote-bottom-49-13636' title='Si segnala inoltre che a p. 20 tutte le Portatrici insieme sono paragonate alle \u00abstelle del mattino\u00bb, che \u00e8 un epiteto mariano.'><sup>49<\/sup><\/a><\/span>. Ella appare la prima volta \u00abstringe<em>ndo<\/em> il figlio addormentato tra quelle braccia talmente forti da poter cingere il mondo intero\u00bb<span id='easy-footnote-50-13636' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=13636#easy-footnote-bottom-50-13636' title='&lt;em&gt;FdR&lt;\/em&gt;, p. 17.'><sup>50<\/sup><\/a><\/span>: la posa ricorda la raffigurazione di tante Madonne, e unitamente all\u2019iperbole \u00abda poter cingere il mondo intero\u00bb sembra collocare Lucia su un gradino pi\u00f9 alto rispetto alle altre donne del gruppo.\n<br>\nAgata, guardandola, pensa che Lucia \u00abnon smetter\u00e0 mai di essere madre di qualunque creatura inerme abbia bisogno di essere accolta<span id='easy-footnote-51-13636' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=13636#easy-footnote-bottom-51-13636' title='&lt;em&gt;Ibidem&lt;\/em&gt;, p. 44.'><sup>51<\/sup><\/a><\/span>\u00bb: si noti anche in questo caso il linguaggio iperbolico (\u00abqualunque creatura\u00bb).\n<br>\nMa l\u2019identificazione di Lucia con la Madonna, progressivamente instillata nel lettore, diventa palese quando il pittore veneziano incaricato di decorare la cappella che gli Alpini fanno costruire sul fronte decide di utilizzare proprio Lucia come modello per rappresentare la Vergine Maria; e Agata commenta: \u00abChi, meglio di lei, pu\u00f2 dare il volto alla Madre di questi ragazzi [gli Alpini]?<span id='easy-footnote-52-13636' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=13636#easy-footnote-bottom-52-13636' title='&lt;em&gt;Ibidem&lt;\/em&gt;, p. 238.'><sup>52<\/sup><\/a><\/span>\u00bb\n<br>\nSe poi si considera che la primaria caratteristica della Madonna \u00e8 quella di intercedere per i peccatori, ci\u00f2 illumina di senso il finale del romanzo. Infatti, la lunga analessi di Agata si chiude con l\u2019intercessione di Lucia<span id='easy-footnote-53-13636' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=13636#easy-footnote-bottom-53-13636' title='Si noti che Agata si \u00e8 appena paragonata a Eva, la prima peccatrice: \u00abSono Eva davanti al giudizio divino\u00bb, cfr. p. 301.'><sup>53<\/sup><\/a><\/span> &#8211; ormai morente, un cecchino nemico l\u2019ha da poco colpita in modo grave &#8211; che salva Agata dalle ire del paese, strappandola a una lapidazione veterotestamentaria per aver nascosto Ismar che ha qualcosa a che spartire con quanto scriveva Suzuki circa la frequenza con cui accade, nell\u2019epica, che la donna &#8211; che spesso vi ricopre il ruolo di vittima di rituale purificatorio &#8211; vada espulsa per proteggere la comunit\u00e0 da situazioni di angoscia o di pericolo<span id='easy-footnote-54-13636' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=13636#easy-footnote-bottom-54-13636' title='Cfr. Mihoko Suzuki, &lt;em&gt;Metamorphoses of Helen: Authority, Difference, and the Epic&lt;\/em&gt;, Cornell University Press, Ithaca, 1989.'><sup>54<\/sup><\/a><\/span>.\n<br>\nVedendo Lucia avvicinarsi sofferente e attorniata dai bambini, Agata, che in precedenza aveva affermato: \u00abC\u2019\u00e8 bisogno di Dio, su queste cime<span id='easy-footnote-55-13636' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=13636#easy-footnote-bottom-55-13636' title='&lt;em&gt;FdR&lt;\/em&gt;, p. 93.'><sup>55<\/sup><\/a><\/span>\u00bb, esclama: \u00abGuardo questa madre, che spende il tempo prezioso che le rimane nel tentativo di salvarci [Agata stessa e Ismar], invece di stare con i suoi bambini, e vedo, finalmente, Dio. Dio \u00e8 qui ed \u00e8 donna.<span id='easy-footnote-56-13636' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=13636#easy-footnote-bottom-56-13636' title='&lt;em&gt;Ibidem&lt;\/em&gt;, p. 304.'><sup>56<\/sup><\/a><\/span>\u00bb\n<br>\nScriveva Luk\u00e1cs nel 1972 che il romanzo \u00e8 \u00abl\u2019epopea del mondo disertato dagli d\u00e8i\u00bb: anche in <em>Fiore di roccia <\/em>la domanda su Dio e sulla sua salvezza nel contesto della vita degli uomini, particolarmente nel contesto tremendo della guerra, \u00e8 reiterata ed impellente; e con questa forte affermazione finale (\u00abDio \u00e8 qui ed \u00e8 donna\u00bb) Tuti sembra suggerire che Dio si faccia presente non per epifanie al modo dei poemi omerici, ma attraverso le azioni e i sacrifici delle donne di cui ha raccontato.\n<br>\nLucia dunque funge da figura-simbolo che intreccia maternit\u00e0, sacralit\u00e0 e sacrificio. La sua progressiva identificazione con la Madonna mostra come <em>Fiore di roccia<\/em> costruisca una teologia femminile della guerra: Dio si manifesta non negli eroi maschili ma nelle donne che accudiscono, intercedono, donano vita. L\u2019epica femminile di Tuti assume cos\u00ec anche tratti cristologici (Lucia scalza e morente che si sacrifica per Agata non sembra portarci lontano dall\u2019immagine del Crocifisso), capovolti al femminile. La memoria individuale e la memoria collettiva si saldano, trasformando una figura storica (Maria Plozner Mentil<span id='easy-footnote-57-13636' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=13636#easy-footnote-bottom-57-13636' title='&lt;em&gt;Ibidem&lt;\/em&gt;, p. 314. Altri personaggi ispirati a persone realmente esistite sono don Nereo e il capitano Colman: cfr. &lt;em&gt;ibidem&lt;\/em&gt;, pp. 313-4.'><sup>57<\/sup><\/a><\/span>) in icona letteraria. Proprio a Plozner Mentil sono attribuite le parole che Tuti mette in esergo al romanzo, che mi pare riassumano meglio di tanti discorsi la grande, ancorch\u00e9 misconosciuta, epica di tante donne, non solo quelle di <em>Fiore di roccia<\/em>: <em>Anin, sen\u00f2 chei biadaz ai murin encje di fan<\/em> (\u00abAndiamo, altrimenti quei poveretti muoiono anche di fame\u00bb).\n<br>\n<br>\n\n\n<b>Emancipazione femminile e pacifismo<\/b>\n<br>\nInoltre, Tuti nell\u2019arco della narrazione traccia una progressiva presa di coscienza da parte delle Portatrici del loro valore e dell\u2019incidenza della loro libert\u00e0. La scrittrice seleziona un episodio specifico e locale degli anni della Grande Guerra, in cui la lotta per l\u2019emancipazione femminile entrava nel vivo<span id='easy-footnote-58-13636' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=13636#easy-footnote-bottom-58-13636' title='Lotta al centro del secondo romanzo storico di Ilaria Tuti, &lt;em&gt;Come vento cucito alla terra&lt;\/em&gt;, per cui cfr. n. 7. Del resto, nel capitolo conclusivo di &lt;em&gt;FdR &lt;\/em&gt;Agata racconta che negli anni successivi alla guerra \u00e8 diventata femminista e ha partecipato ai movimenti per i diritti delle donne: cfr. pp. 305-6.'><sup>58<\/sup><\/a><\/span>, facilitata dalle circostanze incombenti che avevano costretto le donne a ricoprire ruoli tradizionalmente maschili, dimostrando di poterlo fare. \u00abChe cosa <em>voglio<\/em> fare? Non me lo ha mai chiesto nessuno<span id='easy-footnote-59-13636' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=13636#easy-footnote-bottom-59-13636' title='&lt;em&gt;FdR&lt;\/em&gt;, p. 18. Corsivo dell\u2019autrice.'><sup>59<\/sup><\/a><\/span>\u00bb, si trova a domandarsi Agata all\u2019inizio del romanzo, quando viene chiesto a lei e alle compagne se vogliano assumersi la responsabilit\u00e0 di diventare Portatrici. \u00abDel resto ne sono consapevole: se non rispondiamo noi donne a questo grido d\u2019aiuto, non lo far\u00e0 nessun altro. Non c\u2019\u00e8 nessun altro<span id='easy-footnote-60-13636' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=13636#easy-footnote-bottom-60-13636' title='Sembra quasi riecheggiare &amp;#8211; un\u2019altra volta &amp;#8211; un passo dell\u2019Eneide, nell\u2019XI canto, quello dedicato alla vergine Camilla; cfr. in pc. &lt;em&gt;Aen&lt;\/em&gt; XI, 476b-477: &lt;em&gt;Tum muros varia cinxere corona &lt;\/em&gt;|| &lt;em&gt;matronae puerique, vocat labor ultimus omnis&lt;\/em&gt;.'><sup>60<\/sup><\/a><\/span>\u00bb, si risponder\u00e0 da sola.\n<br>\nLa presa di coscienza avviene anche osservando le compagne in azione, come Viola, che fa di tutto pur di essere notata dal suo alpino bruno: \u00ab\u00c8 un triste retaggio delle nostre donne offrire sacrificio in cambio di considerazione, come se non avessimo altro, come se non fossimo altro.<span id='easy-footnote-61-13636' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=13636#easy-footnote-bottom-61-13636' title='&lt;em&gt;FdR&lt;\/em&gt;, p. 89. \u00abLa forza pare essere la nostra condanna\u00bb, aggiunge Agata a p. 115.'><sup>61<\/sup><\/a><\/span>\u00bb\n<br>\nIn questo sorprendersi in azione, avviene anche il riconoscimento del fatto che gi\u00e0 da tempo le donne carniche hanno mostrato nei fatti di valere quanto gli uomini, in una dimensione di forte solidariet\u00e0 femminile:\n\n<br><br>\n<span class=\"quote\">\n\u00abNoi lo abbiamo sempre fatto il lavoro degli uomini [\u2026] La nostra capacit\u00e0 di bastare a noi stesse non ci \u00e8 stata riconosciuta, n\u00e9 concessa. L\u2019abbiamo tessuta con la fatica e il sacrificio, nel silenzio e nel dolore, da madre in figlia [&#8230;] Vive di altre donne. Siamo una trama di fili tesi gli uni sugli altri, forti perch\u00e9 vicini.<span id='easy-footnote-62-13636' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=13636#easy-footnote-bottom-62-13636' title='&lt;em&gt;Ibidem&lt;\/em&gt;, p. 293.'><sup>62<\/sup><\/a><\/span>\u00bb\n<\/span>\n<br><br>\n\nPer riprendere le parole di Adriana Chemello, \u00e8 qui mostrato come:\n\n<br><br>\n<span class=\"quote\">\n\u00abLa <em>Bildung<\/em> femminile (\u2026) si compie nell\u2019<em>intus<\/em>, nell\u2019acquisire consapevolezza di s\u00e9, della propria forza e della propria volont\u00e0. Un viaggio introspettivo, un\u2019esplorazione alle sorgenti della propria anima per divenire una persona consapevole, una ricerca interiore, un \u201cdivenire donna\u201d per potersi pensare \u201calla grande\u201d e farsi padrona del proprio destino.<span id='easy-footnote-63-13636' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=13636#easy-footnote-bottom-63-13636' title='Paola Bono-Laura Fortini (a cura di), &lt;em&gt;Il romanzo del divenire. Un &lt;\/em&gt;Bildungsroman&lt;em&gt; delle donne?&lt;\/em&gt;, Guidonia-Roma, 2007, p. 23.'><sup>63<\/sup><\/a><\/span>\u00bb\n<\/span>\n<br><br>\n\nLa consapevolezza \u00e8 raggiunta, nella finzione del romanzo, nel momento in cui Agata decide di salvare Ismar, nascondendolo in casa propria, innamorandosene pure. Scegliendo di fare innamorare Agata del nemico, da un lato Tuti sorpassa  la semplicit\u00e0 narrativa dei succitati romanzi precedentemente scritti sulle Portatrici, in cui sempre la Portatrice protagonista si fidanzava con uno degli Alpini; dall\u2019altro aumenta la portata dell\u2019amorevolezza femminile, elemento caratterizzante del romanzo, verso una dimensione superiore e assoluta, poich\u00e9 Agata non si prende pi\u00f9 cura \u201csoltanto\u201d del padre e dei soldati italiani, ma di un invasore; da ultimo  conduce i passi di quello che \u00e8 un romanzo di guerra verso la denuncia di quest\u2019ultima e in direzione del pacifismo.  Infatti, venendo scoperta e denunciata, afferma (e sono le sue ultime parole nell\u2019analessi):\n\n<br><br>\n<span class=\"quote\">\n\u00abHo scelto di essere libera. Libera da questa guerra, che altri hanno deciso per noi. Libera dalla gabbia di un confine, che non ho tracciato io. Libera da un odio che non mi appartiene e dalla palude del sospetto. Quanto tutto attorno a me era morte, io ho scelto la speranza.<span id='easy-footnote-64-13636' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=13636#easy-footnote-bottom-64-13636' title='&lt;em&gt;FdR&lt;\/em&gt;, p. 302. Si noti anche che nell\u2019&lt;em&gt;Epilogo&lt;\/em&gt; (p. 308) Ismar, nel corso del romanzo definito \u00abdiavolo bianco\u00bb, diventa \u00abil mio diavolo &lt;em&gt;pacifista&lt;\/em&gt;\u00bb; e l\u2019esercito austriaco giunto ad aiutare dopo l\u2019Orcolat, il terremoto del Friuli del 1976, \u00e8 detto \u00abinvasore &lt;em&gt;pacifico&lt;\/em&gt;\u00bb (corsivo mio).'><sup>64<\/sup><\/a><\/span>\u00bb\n<\/span>\n<br><br>\n\nSe, come notano Bono e Sarasini, lo spostamento che caratterizza ogni impresa e azione epica \u00e8 da intendersi non solo in modo fisico ma anche interiore, come \u00abinterrogazione e ricerca di s\u00e9, rifondazione dell\u2019ordine simbolico che governa il mondo, scompaginamento e trasformazione delle relazioni<span id='easy-footnote-65-13636' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=13636#easy-footnote-bottom-65-13636' title='Cfr. l\u2019&lt;em&gt;Introduzione &lt;\/em&gt;in Bono-Sarasini, cit..'><sup>65<\/sup><\/a><\/span>\u00bb, allora l\u2019itinerario personale di Agata rientra in pieno in questi canoni; e proprio nel pacifismo predicato da costei in calce al romanzo individuiamo una caratteristica saliente dell\u2019epica femminile.\n<br>\n<br>\n\n\n<b>Conclusione<\/b>\n<br>\n<em>Fiore di roccia<\/em> \u00e8 un importante segnale di maturit\u00e0 nella produzione di Ilaria Tuti e dimostra come la narrativa di largo consumo possa assumere una funzione culturale ed etica che va oltre l\u2019intrattenimento. L\u2019autrice innesta sull\u2019ossatura del romanzo storico popolare un dispositivo critico abbastanza complesso: da un lato, l\u2019intertestualit\u00e0 con i grandi modelli epici e danteschi; dall\u2019altro la costruzione di una contro-epica femminile fondata sulla cura, la maternit\u00e0 e il sacrificio quotidiano. In questo modo il romanzo realizza una doppia operazione: restituisce alla memoria collettiva l\u2019impresa rimossa delle Portatrici carniche e, insieme, rilegge i paradigmi dell\u2019eroismo e della guerra in chiave femminista e pacifista.\n<br>\nLa tensione tra mercato e letterariet\u00e0, tra convenzione narrativa e riscrittura critica, colloca <em>Fiore di roccia<\/em> in una zona di confine: non un\u2019opera di pura evasione, ma un testo ben documentato capace a sua volta di interrogare le forme della memoria e di ampliare lo spazio simbolico riservato alle donne nella Storia.\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Fiore di roccia (2020) \u00e8 il romanzo che segna una svolta nella produzione letteraria dell\u2019autrice friulana Ilaria Tuti (1976). Con esso, la scrittrice lascia momentaneamente il genere giallo, per dedicarsi, dopo un attento studio delle fonti, a un ritratto storico che \u00e8 insieme intimo e popolare, dedicato alle portatrici carniche della Grande Guerra, che non \u00e8 esagerato ascrivere al filone dell\u2019\u2018epica femminile\u2019 di autrici come Elsa Morante, Fausta Cialente, Paola Masino, Goliarda Sapienza e, pi\u00f9 recentemente, Antonia Arslan. L\u2019impegno della giovane autrice \u00e8 con la Storia: utilizzare il potente medium del romanzo per restituire al grande pubblico la memoria del sacrificio di quelle donne coraggiose che hanno combattuto al fianco degli Alpini, omaggiate nel 1997 dal Presidente della Repubblica Scalfaro con la Croce di Cavaliere, ma entrate davvero nelle case degli italiani con le centinaia di migliaia di copie vendute di questo recente best-seller femminista.","protected":false},"author":474,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[2],"tags":[1258,1257,1256],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.bibliomanie.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/13636"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.bibliomanie.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.bibliomanie.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.bibliomanie.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/474"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.bibliomanie.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=13636"}],"version-history":[{"count":12,"href":"https:\/\/www.bibliomanie.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/13636\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":14011,"href":"https:\/\/www.bibliomanie.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/13636\/revisions\/14011"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.bibliomanie.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=13636"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.bibliomanie.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=13636"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.bibliomanie.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=13636"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}