{"id":12018,"date":"2024-12-04T21:55:20","date_gmt":"2024-12-04T20:55:20","guid":{"rendered":"https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=12018"},"modified":"2025-01-20T11:10:17","modified_gmt":"2025-01-20T10:10:17","slug":"i-fari-tra-letteratura-poesia-arte-musica-il-mito-e-la-metafora","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=12018","title":{"rendered":"I Fari tra letteratura, poesia, arte e musica. Il mito e la metafora"},"content":{"rendered":"\n<br><br>\n<span class=\"quote\">\n<em>Ora erano molto vicini al Faro. Eccolo che si stagliava, nudo e dritto, abbagliante di bianco e nero, e si vedevano le onde rompersi in schegge bianche come vetro infranto contro gli scogli. Si vedevano le venature e le spaccature degli scogli. Si vedevano chiaramente le finestre; un tocco di bianco su una di esse, e un ciuffo di verde sullo scoglio. Un uomo era uscito e li aveva guardati con il cannocchiale ed era rientrato. Ecco com\u2019era, pens\u00f2 James, il Faro che per tutti quegli anni avevano visto attraverso la baia; era una torre nuda su una roccia deserta.<\/em>\n<br>\n<em>Al Faro, <\/em>Virginia Woolf\n<\/span>\n<br><br>\n\n<b>1. Mito e leggenda <\/b>\n\n<br><br>\n<span class=\"quote\">\n\u00abQuando il silenzio viene interrotto dal sibilo del vento, dal fragore dei flutti o dallo stridio dei gabbiani, quando di notte le ore e i minuti sono scanditi dal ticchettio del meccanismo di rotazione di una lanterna, quando sul mare un raggio di luce sferza l\u2019oscurit\u00e0 e le tenebre, siamo certi di trovarci al cospetto di un faro marittimo\u00bb<span id='easy-footnote-1-12018' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=12018#easy-footnote-bottom-1-12018' title='Bonfiglio G., &lt;em&gt;Fari e Guardiani. Storie di Fari e dei Fanalisti Siciliani&lt;\/em&gt;, Editori Edas, 2023, p. 9.'><sup>1<\/sup><\/a><\/span>.\n<\/span>\n<br><br>\n\nDalle parole tratte dal bellissimo libro di Giovanni Bonfiglio <em>Fari e Guardiani. Storie di Fari e dei Fanalisti Siciliani<\/em>, emerge come i fari abbiano sempre avuto, e lo hanno tuttora, un fascino irresistibile. Sar\u00e0 perch\u00e9 si ergono sempre in zone isolate e selvagge, il pensiero corre a storie misteriose e storie avventurose che partono da quel fascio di luce che spazza il buio della notte e lambisce il mare. Sar\u00e0 probabilmente anche la stessa struttura, che ricorda il castello, a scatenare il desiderio del fantastico e dell\u2019avventuroso. La rappresentazione \u00e8 sempre triadica: una torre, una lampada, un guardiano. O forse sar\u00e0 per via del vento che sibila su per le scale a chiocciola, per il rumore delle onde, o per lo sguardo verso l\u2019infinito. Luce che orienta i naviganti, segnalando alle barche di passaggio il confine della costa e il pericolo della scogliera: il faro \u00e8 l\u2019ultima torre luminosa prima del&nbsp;nero del mare, dell\u2019oceano, ma \u00e8 anche il simbolo di una solitudine assoluta, tempestosa e quasi eroica. Il faro \u00e8 per sua stessa natura legato al tema del lontano, del viaggio, della \u201cfrontiera\u201d. Temi e suggestioni che sono stati al centro del convegno del 25 ottobre 2023, nell\u2019ambito della XX edizione della \u201cFesta internazionale della storia\u201d<span id='easy-footnote-2-12018' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=12018#easy-footnote-bottom-2-12018' title='La \u201cFesta internazionale della storia \u00e8 una multiforme manifestazione a carattere nazionale e internazionale che rende Bologna \u201ccapitale della Storia\u201d mettendo in vetrina forme di promozione e diffusione della sua conoscenza condotte in Italia e nel mondo. Nelle aule, nei teatri, nei musei, nelle chiese, nelle sale pubbliche, nelle strade e nelle piazze, si affrontano con lezioni, conferenze, dibattiti, concerti, spettacoli e mostre i temi che legano i vissuti personali e collettivi alle vicende presenti e future. Caratteristica peculiare e comune delle giornate bolognesi \u00e8 il ruolo delle scuole, dell\u2019Universit\u00e0, degli enti e delle associazioni culturali che, accanto ai grandi esperti e studiosi di richiamo, possono esibire ci\u00f2 che hanno acquisito durante attivit\u00e0 di ricerca volte a recuperare le radici del presente, valorizzando la storia della citt\u00e0 e del territorio o mettendo a fuoco grandi temi storici: &lt;a href=&quot;https:\/\/site.unibo.it\/festadellastoria\/it&quot; title=&quot;Festa della Storia&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;Festa della Storia&lt;\/a&gt;'><sup>2<\/sup><\/a><\/span>, dal titolo \u201cIl Mediterraneo oggi, tra passato e futuro. I fari nella storia\u201d<span id='easy-footnote-3-12018' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=12018#easy-footnote-bottom-3-12018' title='Tra i relatori si menzionano Caterina Bonvicini, Beatrice Borghi, Laura D\u2019Alessandro, Laura Galoppini, Armin Greder. Con la partecipazione delle insegnanti Ivana Baldi e Maria Rosaria Catino della scuola primaria e secondaria di primo grado di Pianoro (Bo).'><sup>3<\/sup><\/a><\/span>.\n<br>\nSono tanti gli elementi da cui nasce il desiderio di porre il faro al centro dell\u2019ispirazione creativa: i guardiani, la suggestiva scala a chiocciola che conduce alla stanza dell\u2019orologio, il fascio lucente che si infiltra fra i flutti e le onde notturni, la sensazione di una solitudine antica e infinita.\n<br>\nUna delle massime esperte di fari in Italia, Annamaria Lilla Mariotti, ha dedicato ai fari pagine meravigliose tra dettagli storici, architettonici, curiosit\u00e0, leggende, fotografie e soprattutto un\u2019immensa passione ed esperienza personale. Dalla sua preziosa attivit\u00e0 di studi e ricerche emerge come la storia di ogni faro sia una storia affascinante che si intreccia con la storia e le identit\u00e0 territoriali. Queste \u201csentinelle del mare\u201d suscitano da sempre suggestione e mistero. Nell\u2019immaginario collettivo, evocano spesso un senso di libert\u00e0 e di solitudine ma anche il sogno di una vita a contatto con la natura. Quante storie potrebbero raccontare i fari. Di terribili tempeste che li squassavano alle fondamenta, di salvataggi, di naufragi e di mistero. E come non pensare a presenze misteriose, forse vecchi guardiani finiti in mare nel tentativo di un salvataggio, o di uomini e donne morti di solitudine, lontani da tutto.\n<br>\nLe storie dei corsari e dei naufragi delle navi, sono confluite in leggendarie e avventurose narrazioni entrate a far parte del folklore locale di molti Paesi<span id='easy-footnote-4-12018' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=12018#easy-footnote-bottom-4-12018' title='Mariotti A. Lilla, &lt;em&gt;Storie di pirati e piratesse del XVIII secolo&lt;\/em&gt;, Magenes editore, Milano, 2018.'><sup>4<\/sup><\/a><\/span>. Come nel caso del faro di Ocracoken, situato in una piccola isola, da cui prende il nome, al largo del North Carolina. \u00c8 un faro ancora operante pur essendo tra i pi\u00f9 antichi dell\u2019intera costa orientale degli Stati Uniti. Risale, infatti al 1823. Ocracoke \u00e8 famosa anche per un altro motivo. Lungo le coste del North Carolina nel diciottesimo secolo veleggiavano molti galeoni pirati attirati dalla possibilit\u00e0 di nascondersi e trovare rifugio nelle varie isole e isolette da cui sferrare i loro attacchi. Il pirata conosciuto come Blackbeard (Barbanera), fu tra i pi\u00f9 famosi. Quando il faro fu costruito sull\u2019isola, era ormai passato del tempo dalle scorrerie dei pirata, tuttavia il suo ricordo si era legato inesorabilmente all\u2019isola tanto da tramandare nel tempo i racconti del suo passaggio.&nbsp;Gli abitanti di Ocracoke, ancora oggi, raccontano che nelle notti tempestose, quando solo la luce del faro taglia l\u2019oscurit\u00e0, il fantasma senza testa di Blackbeard si aggiri nei dintorni e che spesso si veda il suo vascello che naviga intorno all\u2019isola in cerca del suo capitano<span id='easy-footnote-5-12018' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=12018#easy-footnote-bottom-5-12018' title='Mariotti A. L., &lt;em&gt;Blackbeard, La vita e le avventure del famigerato pirata Barbanera&lt;\/em&gt;, Magenes editore Milano, 2011.'><sup>5<\/sup><\/a><\/span>.\n<br>\nNon stupisce, dunque, se il faro per la simbologia a cui \u00e8 legata, cio\u00e8 di portare luce e chiarezza, ha sempre trovato spazio nella letteratura, nell\u2019arte, nella poesia e anche nella musica ispirando artisti di tutto il mondo. Le torri sorte per guidare i naviganti sono anche percorsi di scoperta di s\u00e9.\n<br>\nLa letteratura disponibile sui fari \u00e8 incredibilmente ricca e sempre suggestiva perch\u00e9 accompagnata da immagini, sezioni di fari, mappe antiche, carte nautiche, e immagini di dettagli che aiutano a conoscerli meglio. E a lasciarsi ammaliare. Nella poesia e nella letteratura sono infinite le volte in cui il faro si \u00e8 fatto luce tra un mare di parole. I fari hanno sempre avuto un potere evocativo notevole e di grande ispirazione per tutte le forme dell\u2019arte. Molto spesso \u00e8 proprio il faro ad avere un ruolo fondamentale nello sviluppo di storie, altre volte fa da sfondo.\n<br>\nMa ci sono anche fari interiori, percorsi in cui si affrontano tempeste mentali ed emotive. I faro assume una connotazione personale, sentimentale e simbolica da cui si sviluppa la sottile vicenda del romanzo <em>To the Lighthouse<\/em><span id='easy-footnote-6-12018' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=12018#easy-footnote-bottom-6-12018' title='Woolf V., &lt;em&gt;To the Lighthouse&lt;\/em&gt;, 1927.'><sup>6<\/sup><\/a><\/span> della britannica Virginia Woolf (1882-1941), pubblicato nel 1927. La scrittrice trasfigura la meta da raggiungere in una metaforica destinazione irraggiungibile. Ambientato sull\u2019Isola di Skye, nelle Ebridi, all\u2019inizio dell\u2019opera il faro appare inaccessibile a causa del maltempo che ne impedisce l\u2019escursion. Si riveler\u00e0, invece, essere l\u2019elemento di connessione tra passato e presente, un unicum nella narrativa del flusso di coscienza. Diviene il simbolo di un ricordo, quasi un lascito della vecchia generazione alla nuova. Il faro assume su di s\u00e9 \u00ab<em>l\u2019esteriorizzazione del desiderio umano di porre ordine nel caos dell\u2019esistenza. \u00c8 una certezza, tanto stabile quanto \u00e8 fragile l\u2019animo umano<\/em>\u00bb<span id='easy-footnote-7-12018' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=12018#easy-footnote-bottom-7-12018' title='Brioschi F., &lt;em&gt;Il faro e la sua evoluzione simbolica nell\u2019arte&lt;\/em&gt;, in Lo Sbuffo, Progetto editoriale dell\u2019Associazione Accademia Civica Digitale.'><sup>7<\/sup><\/a><\/span>.\n<br>\nIl romanzo ci ha regalato passaggi indimenticabili:\n\n<br><br>\n<span class=\"quote\">\n\u00ab\u2026<em>Ora erano molto vicini al Faro. Eccolo che si stagliava, nudo e dritto, abbagliante di bianco e nero, e si vedevano le onde rompersi in schegge bianche come vetro infranto contro gli scogli. Si vedevano le venature e le spaccature degli scogli. Si vedevano chiaramente le finestre; un tocco di bianco su una di esse, e un ciuffo di verde sullo scoglio. Un uomo era uscito e li aveva guardati con il cannocchiale ed era rientrato. Ecco com\u2019era, pens\u00f2 James, il Faro che per tutti quegli anni avevano visto attraverso la baia; era una torre nuda su una roccia deserta<\/em>\u00bb.\n<\/span>\n<br><br>\n\nCos\u00ec la scrittrice consacrava il mito del faro nella letteratura:\n\n<br><br>\n<span class=\"quote\">\n\u00ab<em>Quando calava la sera, il raggio del faro che col buio si posava d\u2019autorit\u00e0 sul tappeto mettendone in rilievo il disegno, alla luce pi\u00f9 dolce dell\u2019estate si mescol\u00f2 col chiaro di luna e scivolando gentile come per posare una carezza indugiava di soppiatto a guardare, per poi tornare di nuovo amorevole<\/em>\u00bb.\n<\/span>\n<br><br>\n\nPer Achille Bonito Oliva<span id='easy-footnote-8-12018' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=12018#easy-footnote-bottom-8-12018' title='Achille Bonito Oliva (1939) \u00e8 un critico d\u2019arte italiano.'><sup>8<\/sup><\/a><\/span>, \n\n<br><br>\n<span class=\"quote\">\n\u00ab<em>la gita al faro diventa la metafora dell\u2019approccio all\u2019opera d\u2019arte che, mediante i segnali della sua bellezza, sviluppa stabilit\u00e0 contemplativa e instabilit\u00e0 sensoriale. Tale intervallo sembra ben sincronizzarsi con il pulsare del faro nel suo alterno concedersi e nascondersi alla vista, ma sempre nella conferma di un ritmo circolare che stabilizza la misura della distanza, quella necessaria per guardare e interrogarsi sul mondo<\/em>\u00bb<span id='easy-footnote-9-12018' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=12018#easy-footnote-bottom-9-12018' title=' Bonito Oliva A., &lt;em&gt;Segno,&lt;\/em&gt; in AA.V.V., Al Faro, Svimservice, Bari 1997, p. 58.'><sup>9<\/sup><\/a><\/span>.\n<\/span>\n<br><br>\n\nE <em>Gita al faro<\/em> \u00e8 anche il titolo di un festival letterario che si svolge ogni anno, nel mese di giugno per una settimana, nella suggestiva cornice dell\u2019isola di Ventotene. L\u2019evento \u00e8 un\u2019occasione privilegiata di condivisione e confronto fra gli scrittori intorno alla letteratura, alla cultura in genere e al suo ruolo contemporaneo, echi lontani dei circoli letterari e intellettuali di altra epoca. Un privilegio, ma anche un richiamo ad un impegno sociale.\n<br>\nIl faro, guardiano della notte, roccaforte tra le onde, simbolo e metafora di sicurezza, si trasfigura nel ruolo messianico di guida. Laddove c\u2019\u00e8 luce, c\u2019\u00e8 speranza, disvelamento chiarificatore di verit\u00e0. Luce intermittente, che si mostra e si nasconde viene raccolta dallo scrittore Italo Svevo ne <em>La Poetica del Faro e della Formica<\/em> per definire la costruzione di un\u2019opera letteraria. Il faro \u00e8 l\u2019illuminazione che ispira, il sentimento, mentre la formica, coglie l\u2019opportunit\u00e0 di questo momento di luminosit\u00e0 nell\u2019intermittenza per organizzare i dati, fisare gli oggetti e trovare la strada che porta al faro.\n<br>\nNella raccolta di saggi, prefazioni, articoli e conferenze dello scrittore siciliano Vincenzo Consolo dal titolo <em>Di qua dal faro<\/em><span id='easy-footnote-10-12018' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=12018#easy-footnote-bottom-10-12018' title='Consolo V., &lt;em&gt;Di qua dal faro&lt;\/em&gt;, Mondadori, 1999.'><sup>10<\/sup><\/a><\/span>, rovescia la prospettiva e racconta l\u2019isola partendo dal mare che la circonda. Un Mediterraneo teatro di bellezza e di civilt\u00e0, di scempi e di scorribande. Al centro di questo mare \u00e8 la Sicilia, terra meticcia e sorprendente che accoglie Pirandello e Tomasi di Lampedusa, la cultura araba e quella magrebina. In perfetta armonia con il suo polimorfo <em>genius loci<\/em>, riflesso di una terra e di un\u2019umanit\u00e0 caratterizzate dalla \u201cmescolanza di cose frammiste\u201d. Il governo borbonico vedeva, infatti, nell\u2019isola un territorio \u201cal di l\u00e0\u201d del faro di Messina, Consolo si vede \u201cal di qua\u201d del faro, cio\u00e8 in Sicilia. Della sua amata isola ce ne parla con il cuore e la mente, alla luce della sua memoria.\n<br>\nColm T\u00f3ib\u00edn, scrittore irlandese, sceglie la durezza di una scogliera per il suo romanzo <em>Il faro di Blackwater<\/em><span id='easy-footnote-11-12018' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=12018#easy-footnote-bottom-11-12018' title='Colm T., &lt;em&gt;Il faro di Blackwater&lt;\/em&gt;, (traduzione di Laura Pelaschiar), Fazi, 2002. Titolo originale &lt;em&gt;The Blackwater Lightship&lt;\/em&gt;.'><sup>11<\/sup><\/a><\/span>, in cui il protagonista, malato di Aids, chiede di trascorrere un\u2019ultima vacanza nella casa del faro con la nonna, la madre e la sorella, e alcuni amici, in una convivenza dolorosa, in un\u2019atmosfera e in un luogo in cui far rivivere le memorie dell\u2019infanzia.&nbsp;\n<br>\nE come non richiamare nel romanzo <em>Il grande Gatsby<\/em><span id='easy-footnote-12-12018' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=12018#easy-footnote-bottom-12-12018' title='Fitzgerald F.S., &lt;em&gt;Il grande Gatsby&lt;\/em&gt;, Il romanzo \u00e8 stato pubblicato per la prima volta a New York il 10 aprile 1925 con il titolo originale &lt;em&gt;The Great Gatsby&lt;\/em&gt;. In Italia la prima edizione \u00e8 del 1936.'><sup>12<\/sup><\/a><\/span> di Francis Scott Fitzgerald<span id='easy-footnote-13-12018' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=12018#easy-footnote-bottom-13-12018' title='Francis Scott Fitzgerald (1896 &amp;#8211; 1940) \u00e8 stato uno scrittore e sceneggiatore statunitense, autore di romanzi e racconti. \u00c8 considerato uno fra i maggiori autori dell\u2019Et\u00e0 del jazz e dei cosiddetti anni ruggenti e, pi\u00f9 in generale, per la sua opera complessiva del XX secolo.'><sup>13<\/sup><\/a><\/span>, l\u2019indimenticabile immagine, in cui il protagonista Jay Gatsby &#8211; magistralmente interpretato dall\u2019attore Leonardo Di Caprio nella versione cinematografica del 2013 del regista Baz Luhrman<span id='easy-footnote-14-12018' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=12018#easy-footnote-bottom-14-12018' title='&lt;em&gt;The Great Gatsby&lt;\/em&gt;, 2013. Nella versione del 1974 del regista Jack Clayton, il protagonista Jay Gatsby era interpretato dall\u2019attore Robert Redford.'><sup>14<\/sup><\/a><\/span> &#8211; su un molo nell\u2019oscurit\u00e0 della notte e da lontano un faro, indica un sogno, un desiderio \u00ab\u2026<em>Senza volerlo diedi un\u2019occhiata al mare e non distinsi niente all\u2019infuori di un\u2019unica luce verde, minuscola e lontana, che avrebbe potuto essere l\u2019estremit\u00e0 di un molo. Quando tornai a guardare nella direzione di Gatsby, questo era scomparso ed io ero di nuovo solo nell\u2019oscurit\u00e0 inquieta<\/em>\u00bb. Una luce verde cos\u00ec bella quanto irraggiungibile, che assorbe nel suo raggio colorato infondendo desiderio. Desiderio che equivale a un sogno, \u201cil sogno\u201d del misterioso protagonista del romanzo, che ricompare da un passato nebbioso ricorrendo all\u2019inganno pur di arrivare a raggiungere il suo obiettivo (sogno), riconquistare la donna che ha perso.\n<br>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" width=\"339\" height=\"480\" src=\"https:\/\/www.bibliomanie.it\/public\/uploads\/2025\/01\/1.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-12612\" srcset=\"https:\/\/www.bibliomanie.it\/public\/uploads\/2025\/01\/1.jpg 339w, https:\/\/www.bibliomanie.it\/public\/uploads\/2025\/01\/1-212x300.jpg 212w\" sizes=\"(max-width: 339px) 100vw, 339px\" \/><figcaption>Fitzgerald F.S., Immagine de<em> Il grande Gatsby<\/em>, 1925<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n<p class=\"sec-article\">\n<br>\nUn altro grande viaggiatore della fantasia e dell\u2019immaginazione, Jules Verne, ci ha regalato altre immagini suggestive del faro. Il romanzo, <em>Il faro in capo al mondo<\/em> (<em>Le Phare du Bout du Monde<\/em>)<span id='easy-footnote-15-12018' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=12018#easy-footnote-bottom-15-12018' title='J. Verne, &lt;em&gt;Le Phare du Bout du Monde&lt;\/em&gt;, 1905.'><sup>15<\/sup><\/a><\/span>, pubblicato postumo nel 1905 dal figlio Michel e oggi attribuito quasi interamente a lui, ci trasporta in una storia che racconta la corsa contro il tempo dell\u2019eroe per accendere la luce che salver\u00e0 le navi di passaggio, tra ostacoli naturali e minacciosi pirati nel faro \u00ab\u2026<em>Come ebbero raggiunto il locale di guardia, sopra il quale si trovavano la lanterna e le apparecchiature che producevano la luce, i due ufficiali sedettero sul banco circolare fissato al muro. Dalle quattro finestrelle aperte in quel locale lo sguardo poteva vedere tutti i punti dell\u2019orizzonte. Bench\u00e9 il vento fosse moderato, soffiava abbastanza forte a quell\u2019altezza, senza tuttavia coprire le strida acute dei gabbiani, delle fregate e degli albatri che passavano con grande sbattere di ali<\/em>\u00bb. La trasposizione cinematografica \u00e8 del 1971 con il titolo <em>The Light at the Edge of the World<\/em>, diretto da Kevin Billington, con Kirk Douglas e Yul Brinner.\n<br>\n<em>L\u2019amore ai tempi del colera<\/em><span id='easy-footnote-16-12018' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=12018#easy-footnote-bottom-16-12018' title='G. Garc\u00eda M\u00e1rquez, &lt;em&gt;L\u2019amore al tempo del colera&lt;\/em&gt;, Mondadori,1985. Il titolo originale del romanzo \u00e8 El amor en los tiempos del c\u00f3lera.'><sup>16<\/sup><\/a><\/span>, di Gabriel Garc\u00eda M\u00e1rquez, non sarebbe stato il romanzo che conosciamo senza l\u2019immagine del faro e del guardiano del faro: \n<br><br>\n<span class=\"quote\">\n\u00ab<em>Da allora era solito andare di pomeriggio a conversare con l\u2019uomo del faro sulle innumerevoli meraviglie della terra e dell\u2019acqua che l\u2019uomo conosceva. (\u2026) Fiorentino Ariza impar\u00f2 ad alimentare la luce, prima con carichi di legna e poi con orci di olio, prima dell\u2019arrivo dell\u2019energia elettrica. Impar\u00f2 a dirigerla e ad aumentarla con gli specchi, e in svariate occasioni in cui l\u2019uomo del faro non pot\u00e9 farlo si ferm\u00f2 a vigilare dalla torre le notti del mare. Impar\u00f2 a conoscere le imbarcazioni dalle loro voci, dalla misura delle loro luci sull\u2019orizzonte, e a percepire che qualcosa di loro gli tornava indietro nei lampi del faro. (\u2026.). In nessun altro luogo diverso dal faro aveva vissuto le ore pi\u00f9 felici n\u00e8 aveva trovato miglior consolazione alle sue infelicit\u00e0. Fu il posto che am\u00f2 di pi\u00f9. Tanto che per anni cerc\u00f2 di convincere sua madre, e pi\u00f9 tardi lo zio Le\u00f3n XII, di aiutarlo a comprarlo. Poich\u00e9 i fari del Caribe erano a quell\u2019epoca di propriet\u00e0 privata e i loro proprietari riscuotevano il diritto di passo fino al porto a seconda della grandezza delle imbarcazioni. Fiorentino Ariza pensava che quella fosse l\u2019unica maniera onorevole di fare un buon affare con la poesia, ma n\u00e9 la madre n\u00e9 lo zio la pensavano allo stesso modo, e quando avrebbe potuto farlo con le sue risorse i fari erano gi\u00e0 diventati propriet\u00e0 dello Stato<\/em>\u00bb.\n<\/span>\n<br><br>\nNel romanzo <em>To Have and Have Not<\/em> di Hemingway, il faro \u00e8 luce che orienta in una notte buia ma piena di speranze:\n<br><br>\n<span class=\"quote\">\n\u00ab\u2026<em>Girai la chiavetta e spensi il motore. Era inutile sciupare benzina. Intendevo lasciare andare il battello alla deriva. Quando si fosse fatto buio, avrei sempre potuto orientarmi con la luce del faro del Morro o, se il battello fosse andato troppo alla deriva con quelle di Cojimar, per puntare su Bacuranao<\/em>\u00bb<span id='easy-footnote-17-12018' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=12018#easy-footnote-bottom-17-12018' title='E. Hemingway, &lt;em&gt;To Have and Have Not&lt;\/em&gt;, Scribner\u2019s, 1937. '><sup>17<\/sup><\/a><\/span>.\n<\/span>\n<br><br>\nColpisce la connotazione filantropica dello scrittore George Bernard Shaw \u00ab<em>Non riesco a pensare a nessun altro edificio costruito dall\u2019uomo cos\u00ec altruista come un faro. Sono stati costruiti solo per servire<\/em>\u00bb<span id='easy-footnote-18-12018' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=12018#easy-footnote-bottom-18-12018' title='Shaw G. B., &lt;em&gt;Cesare e Cleopatra&lt;\/em&gt;, atto III, scena II.'><sup>18<\/sup><\/a><\/span>.\n<br>\nIl faro \u00e8 poi richiamato come metafora, in opere teatrali e soprattutto nella poesia. William Shakespeare, scrive in chiave metaforica: \u00ab<em>Amore \u00e8 un faro sempre fisso che sovrasta la tempesta e non vacilla mai\u2026<\/em>\u00bb<span id='easy-footnote-19-12018' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=12018#easy-footnote-bottom-19-12018' title='W. Shakespeare, &lt;em&gt;Amore non \u00e8 amore se muta quando scopre un mutamento&lt;\/em&gt;, Sonetto 116.'><sup>19<\/sup><\/a><\/span>.\n<br>\nPablo Neruda, non si sottrae al fascino metaforico nelle sue poesie: \n<br><br>\n<span class=\"quote\">\n\u00ab<em>Era l\u2019ora felice dell\u2019assalto e del bacio.\/ L\u2019ora dello stupore che ardeva come un faro<\/em>\u00bb<span id='easy-footnote-20-12018' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=12018#easy-footnote-bottom-20-12018' title='P. Neruda, Poesia &lt;em&gt;La canci\u00f3n desesperada&lt;\/em&gt;, 1924.'><sup>20<\/sup><\/a><\/span>.\n<\/span>\n<br><br>\nIn <em>Ultimi cori per la terra promessa<\/em><span id='easy-footnote-21-12018' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=12018#easy-footnote-bottom-21-12018' title='G. Ungaretti, tratto dalla poesia Ultimi cori per la terra promessa, 1960, parte della raccolta Il taccuino del vecchio, Mondadori, 1960.'><sup>21<\/sup><\/a><\/span>, Giuseppe Ungaretti ci regala un\u2019immagine romantica e struggente del faro: \n<br><br>\n<span class=\"quote\">\n\u00ab<em>L\u2019amore pi\u00f9 non \u00e8 quella tempesta\/ Che nel notturno abbaglio\/ Ancora mi avvinceva poco fa\/ Tra l\u2019insonnia e le smanie,\/ Balugina da un faro\/ Verso cui va tranquillo \/ Il vecchio capitano<\/em>\u00bb.\n<\/span>\n<br><br>\nE struggenti sono anche i versi del poeta Kahlil Gibran<span id='easy-footnote-22-12018' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=12018#easy-footnote-bottom-22-12018' title='Gibran K., \u00e8 stato un poeta, pittore e aforista libanese naturalizzato statunitense.'><sup>22<\/sup><\/a><\/span>: \n<br><br>\n<span class=\"quote\">\n\u00ab<em>Un grande amore s\u2019impossess\u00f2 di lui\u2026 \/Un amore la cui forza allontana la mente\/ dal mondo quantificabile e misurabile.\/ Un amore che parla\/ quando la lingua della Vita\/ rimane silenziosa\u2026\/ Un amore che si erge\/ come un faro azzurro\/ per indicare la via con luce invisibile<\/em>\u00bb<span id='easy-footnote-23-12018' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=12018#easy-footnote-bottom-23-12018' title='Gibran K., &lt;em&gt;Segreti del cuore&lt;\/em&gt;, Newton Compton, Roma 1947.'><sup>23<\/sup><\/a><\/span>.\n<\/span>\n<br><br>\nEugenio Montale nella sua poesia <em>Dora Markus<\/em><span id='easy-footnote-24-12018' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=12018#easy-footnote-bottom-24-12018' title='Montale E., tratto dalla poesia &lt;em&gt;Dora Markus&lt;\/em&gt;, Le Occasioni; Parte prima.'><sup>24<\/sup><\/a><\/span>, personaggio femminile sostanzialmente di fantasia, un mito poetico, scrive queste parole: \n<br><br>\n<span class=\"quote\">\n\u00ab<em>La tua irrequietudine mi fa pensare\/ agli uccelli di passo che urtano\/ ai fari nelle sere tempestose\u00bb.<\/em>\n<\/span>\n<br><br>\nCesare Pavese ne <em>I mari del Sud<\/em><span id='easy-footnote-25-12018' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=12018#easy-footnote-bottom-25-12018' title='Pavese C., &lt;em&gt;I Mari del sud&lt;\/em&gt;, poemetto narrativo nella raccolta Lavorare stanca del 1930.'><sup>25<\/sup><\/a><\/span> richiama il faro nei versi: \n<br><br>\n<span class=\"quote\">\n\u00ab \u2026 <em>Mio cugino ha parlato stasera. Mi ha chiestose salivo con lui: dalla vetta si scorge nelle notti serene il riflesso del faro lontano, di Torino. Mio cugino ha parlato stasera. Mi ha chiesto se salivo con lui: dalla vetta si scorge nelle notti serene il riflesso del faro lontano, di Torino<\/em>\u00bb.\n<\/span>\n<br><br>\nPoetiche e immaginifiche sono le parole dello scrittore Antonio Tabucchi: \n<br><br>\n<span class=\"quote\">\n\u00ab<em>Come pu\u00f2 essere presente la notte. Fatta solo di se stessa, \u00e8 assoluta, ogni spazio \u00e8 suo, si impone di sola presenza, della stessa presenza del fantasma che sai che \u00e8 l\u00ec di fronte a te ma \u00e8 dappertutto, anche alle tue spalle, e se ti rifugi in un piccolo luogo di luce di esso sei prigioniero perch\u00e9 intorno, come un mare che circonda il tuo piccolo faro, c\u2019\u00e8 l\u2019invalicabile presenza della notte<\/em>\u00bb<span id='easy-footnote-26-12018' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=12018#easy-footnote-bottom-26-12018' title='Tabucchi A., &lt;em&gt;Il tempo invecchia in fretta&lt;\/em&gt;, Feltrinelli, Milano, 2009: 42.'><sup>26<\/sup><\/a><\/span>.\n<\/span>\n<br><br>\nNella raccolta poetica <em>I Fiori del male<\/em>, l\u2019opera pi\u00f9 famosa di Charles Baudelaire &#8211; oltre che tra le pi\u00f9 conosciute del panorama poetico &#8211; il poeta inserisce il componimento <em>I fari (Les Phares)<\/em>, dedicata all\u2019arte. Baudelaire disegna, si potrebbe quasi dire \u201cletteralmente\u201d, un quadro, di artisti di cui ne descrive le caratteristiche. Il tema centrale \u00e8 l\u2019arte e la sua potenza. Tra le arti <em>Baudelaire<\/em> non inserisce la sua, cio\u00e8 la letteratura, ma richiama pittori, scultori e compositori, di diversa nazionalit\u00e0: Rubens, Leonardo Da Vinci, Rembrandt, Michelangelo, <em>Puget, Watteau, Goya<\/em>, Delacroix, Weber. Pur non essendo citata l\u2019arte poetica \u00e8 proprio una poesia a raccogliere le testimonianze della bellezza e della potenza dell\u2019arte che ci salva dall\u2019oscurit\u00e0. Gli artisti sono dunque i \u201cfari\u201d, sono la luce di umanit\u00e0 nello smarrimento esistenziale. Baudelaire ci mostra il quadro dell\u2019arte e della sua immensa luce: un faro, che ci illumina la via e ci mostra come si \u00e8 degni di vivere.\n<br>\nAnche G\u00e1ndh\u00ed ricorre alla metafora del faro per promuovere la sua missione di pace di libert\u00e0:\n<br><br>\n<span class=\"quote\">\n \u00ab<em>La vera Ahimsa<span id='easy-footnote-27-12018' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=12018#easy-footnote-bottom-27-12018' title='&lt;em&gt;Ahimsa&lt;\/em&gt; \u00e8 un termine sanscrito e fa riferimento alla non violenza e al rispetto per la vita. Significa \u201cnon uccidere\u201d, ma anche non causare sofferenza fisica o morale a nessun essere vivente, che sia attraverso i pensieri, le parole o le azioni'><sup>27<\/sup><\/a><\/span> dovrebbe significare libert\u00e0 assoluta dalla cattiva volont\u00e0, dall\u2019ira, dall\u2019odio, e un sovrabbondante amore per tutto. La vita di Tolstoj, con il suo amore grande come l\u2019oceano, dovrebbe servire da faro e da inesauribile fonte di ispirazione, per inculcare in noi questo vero e pi\u00f9 alto tipo di Ahimsa<\/em>\u00bb.\n<\/span>\n<br><br>\nE al faro come metafora ricorre anche l\u2019astronauta italiano Luca Parmitano, quando dallo spazio vede l\u2019Italia allontanarsi. C\u2019\u00e8 un\u2019immagine che lo coglie di sorpresa e lo rassicura: \n<br><br>\n<span class=\"quote\">\n\u00ab<em>mi sono girato, ed era l\u00ec ancora una volta. Purtroppo, mi mancano le parole. Sicilia, un\u2019isola di luce, un faro per questo viaggiatore<\/em>\u00bb<span id='easy-footnote-28-12018' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=12018#easy-footnote-bottom-28-12018' title='Pintagro M., &lt;em&gt;La Sicilia vista dallo spazio. Tutti gli scatti di Luca Parmitano,&lt;\/em&gt;in La Repubblica Palermo, 4 settembre 2013.'><sup>28<\/sup><\/a><\/span>.\n<\/span>\n<br><br>\n<b>2. Tra infinito e visioni oniriche<\/b> \n<br>\nLa storia della pittura offre numerose interpretazioni del faro, in svariate chiavi. Nell\u2019arte pittorica, infatti, il faro \u00e8 stato, ed \u00e8, per molti artisti un simbolo misterioso e fonte di ispirazione. Spesso \u00e8 un elemento che caratterizza un paesaggio marino, un golfo, una scogliera, un\u2019isola. Altre volte \u00e8 l\u2019elemento principale su cui l\u2019artista ha proiettato il proprio talento, l\u2019ispirazione e s\u00e9 stesso. \n<br>\n\u00c8 il caso del famoso dipinto <em>The Lighthouse at Two Lights<\/em> di Edward Hopper in cui il faro erompe dal promontorio roccioso presso <em>Cape Elizabeth<\/em>, nel Maine. La struttura nel dipinto \u00e8 pervasa da una sfumatura malinconica e di raccoglimento tipica dei temi cari al pittore. Il faro \u00e8 il \u201ccentro\u201d dell\u2019opera, non si scorge alcun mare ma lo si immagina. Sembra quasi uscito da un sogno inquieto<span id='easy-footnote-29-12018' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=12018#easy-footnote-bottom-29-12018' title='&lt;em&gt;Quando il faro indica la meta del viaggio&lt;\/em&gt;, il Sole 24 Ore, 17 luglio 2015, &lt;a href=&quot;https:\/\/st.ilsole24ore.com\/art\/viaggi\/2015-07-16\/quando-faro-indica-meta-viaggio-150843.shtml?uuid=AD6iq09&quot; title=&quot;Quando il faro indica la meta del viaggio - Il Sole 24 ORE&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noopener&quot;&gt;Quando il faro indica la meta del viaggio &amp;#8211; Il Sole 24 ORE&lt;\/a&gt;'><sup>29<\/sup><\/a><\/span>. In Hopper il faro \u00e8 talvolta raffigurato in maniera sospesa, astratta quasi una visione onirica. Non cede nella pittura generalista, delle rappresentazioni \u201cmarine\u201d, ma difende un suo sguardo caratteristico. Il faro ricorre in molti dei suoi dipinti assumendo una posizione preponderante tanto da essere ritenuto l\u2019autoritratto dell\u2019artista stesso. Hopper sceglie il Maine e il Massachusetts, luoghi a lui cari come <em>Cape Cod<\/em>, la penisola uncinata del Massachusetts e che in lui \u00e8 la rappresentazione pi\u00f9 fedele dell\u2019aura malinconica dell\u2019America Pastorale durante il periodo della Grande Depressione.\n<br> \n<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" width=\"500\" height=\"354\" src=\"https:\/\/www.bibliomanie.it\/public\/uploads\/2025\/01\/2.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-12611\" srcset=\"https:\/\/www.bibliomanie.it\/public\/uploads\/2025\/01\/2.jpg 500w, https:\/\/www.bibliomanie.it\/public\/uploads\/2025\/01\/2-300x212.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><figcaption><em>The Lighthouse at Two Lights<\/em>, Edward Hopper, 1929<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n<p class=\"sec-article\">\n\n<br>\nUn altro faro famoso nella pittura \u00e8 <em>Stormy sea with Lighthouse<\/em> del tedesco Carl Blechen. Lungo una costiera, nel mezzo di un mare tempestoso, sorge la struttura del faro che con il suo fascio luminoso rende il cielo d\u2019un colore metallico. Segno del contrasto spirituale che il pittore vuole evocare attraverso il suo cupo romanticismo.\n<br>\n\n<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" width=\"300\" height=\"205\" src=\"https:\/\/www.bibliomanie.it\/public\/uploads\/2025\/01\/3.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-12610\"\/><figcaption>Carl Blechen,<em> Stormy sea with Lighthouse,<\/em> 1826<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n<p class=\"sec-article\">\n\n<br>\nNell\u2019opera <em>Bell Rock Lighthouse <\/em>di William Turner, tutti gli elementi terrestri sembrano scomparire. Rimane solo il mare, avvolto da onde impetuose che abbracciano un bianco faro nascosto tra la schiuma salata. Turner dipinge il faro di Bell Rock, alto ben 35 m, a largo della costa di Angus, in Scozia.\n<br>\n\n<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" width=\"640\" height=\"422\" src=\"https:\/\/www.bibliomanie.it\/public\/uploads\/2025\/01\/4.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-12609\" srcset=\"https:\/\/www.bibliomanie.it\/public\/uploads\/2025\/01\/4.jpg 640w, https:\/\/www.bibliomanie.it\/public\/uploads\/2025\/01\/4-300x198.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><figcaption>William Turner,<em> Bell Rock Lighthouse<\/em>, 1819.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n<p class=\"sec-article\">\n\n<br>\nE sempre in un mare tempestoso si erge in tutta la sua forza e potenza il faro di <em>Eddystone<\/em> fissato in un dipinto da Anton Melbye<span id='easy-footnote-30-12018' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=12018#easy-footnote-bottom-30-12018' title='Daniel Herman Anton Melbye (1818-1875), \u00e8 stato un pittore e fotografo danese specializzato in scene marittime.'><sup>30<\/sup><\/a><\/span>.\n<br>\n\n<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" width=\"420\" height=\"326\" src=\"https:\/\/www.bibliomanie.it\/public\/uploads\/2025\/01\/5.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-12608\" srcset=\"https:\/\/www.bibliomanie.it\/public\/uploads\/2025\/01\/5.jpg 420w, https:\/\/www.bibliomanie.it\/public\/uploads\/2025\/01\/5-300x233.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 420px) 100vw, 420px\" \/><figcaption>Anton Melbye,<em> Eddystone Lighthouse<\/em>, 1846<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n<p class=\"sec-article\">\n\n<br>\nIl dipinto, olio su tela<em>, L\u2019ospizio e il faro di Honfleur<\/em>,<em> <\/em>del puntinista Georges Seurat, del 1886, rivela l\u2019applicazione della sua tecnica di uso del colore per infondere nell\u2019osservatore una sensazione di armonia e di emozione. Sembra quasi voler toccare le corde pi\u00f9 intime di chi, con lo sguardo, sta tentando di cogliere il senso, ci\u00f2 che si nasconde e non si svela dietro la rappresentazione di un ospizio e di un faro. Due elementi accostati ma non mescolati come lo sono i colori.\n<br>\n\n<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" width=\"456\" height=\"364\" src=\"https:\/\/www.bibliomanie.it\/public\/uploads\/2025\/01\/6-1.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-12607\" srcset=\"https:\/\/www.bibliomanie.it\/public\/uploads\/2025\/01\/6-1.jpg 456w, https:\/\/www.bibliomanie.it\/public\/uploads\/2025\/01\/6-1-300x239.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 456px) 100vw, 456px\" \/><figcaption>Georges Seurat,<em> L\u2019ospizio e il faro di Honfleur<\/em>, 1886<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n<p class=\"sec-article\">\n\n<br>\nE come non pensare ad un faro nel dipinto di ispirazione metafisica <em>La Nostalgia dell\u2019Infinito<\/em> di Giorgio De Chirico, il dipinto che inaugura la serie delle \u201ctorri\u201d. Il quadro rappresenta una grande torre bianca piramidale, sovrastando con la sua imponenza le due figure umane che passeggiano ai suoi piedi. Un\u2019immagine capace di ridestare nell\u2019uomo il senso dell\u2019infinito in virt\u00f9 della sua forma che si eleva potentemente verso il cielo, quasi a voler suggerire un\u2019\u201caltra\u201d dimensione.\n<br>\n\n<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" width=\"457\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.bibliomanie.it\/public\/uploads\/2025\/01\/6-457x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-12606\" srcset=\"https:\/\/www.bibliomanie.it\/public\/uploads\/2025\/01\/6-457x1024.jpg 457w, https:\/\/www.bibliomanie.it\/public\/uploads\/2025\/01\/6-134x300.jpg 134w, https:\/\/www.bibliomanie.it\/public\/uploads\/2025\/01\/6.jpg 535w\" sizes=\"(max-width: 457px) 100vw, 457px\" \/><figcaption>De Chirico,<em> La Nostalgia dell\u2019Infinito<\/em>, 1913<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n<p class=\"sec-article\">\n\n<br>\nNel dipinto di Pablo Picasso <em>Les Baigneuses<\/em>, il faro \u00e8 un elemento accessorio, di sfondo, che incornicia una pi\u00f9 ampia veduta paesaggistica.\n<br>\n\n<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" width=\"229\" height=\"283\" src=\"https:\/\/www.bibliomanie.it\/public\/uploads\/2025\/01\/7.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-12605\"\/><figcaption>Pablo Picasso,<em> Les Baigneuses<\/em>, 1918<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n<p class=\"sec-article\">\n\nNella rappresentazione metafisica de <em>Il faro<\/em> di Renato Guttuso, il faro assume un ruolo primario e viene dipinto in tutta la sua maestosit\u00e0. Diviene personificazione della ricerca di solitudine e libert\u00e0 dell\u2019uomo.\n<br>\n\n<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" width=\"320\" height=\"248\" src=\"https:\/\/www.bibliomanie.it\/public\/uploads\/2025\/01\/8.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-12604\" srcset=\"https:\/\/www.bibliomanie.it\/public\/uploads\/2025\/01\/8.jpg 320w, https:\/\/www.bibliomanie.it\/public\/uploads\/2025\/01\/8-300x233.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 320px) 100vw, 320px\" \/><figcaption>Renato Guttuso,<em> Il Faro<\/em>, 1931<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n<p class=\"sec-article\">\n\n<b>3. Spazio e tempo, forma e immagine<\/b>\n<br>\nLa suggestiva forma del faro ha influenzato anche l\u2019architettura e il designer dell\u2019era moderna e contemporanea. Per l\u2019architetto Aldo Rossi<span id='easy-footnote-31-12018' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=12018#easy-footnote-bottom-31-12018' title='Aldo Rossi (Milano, 3 maggio 1931 \u2013 Milano, 4 settembre 1997) \u00e8 stato un architetto e teorico dell\u2019architettura. \u00c8 stato il primo italiano a vincere, nel 1990, il prestigioso Premio &lt;em&gt;Pritzker&lt;\/em&gt; che viene assegnato ogni anno per onorare un architetto vivente, le cui opere realizzate hanno dimostrato una combinazione di talento, visione e impegno, e che ha prodotto contributi consistenti e significativi all\u2019umanit\u00e0 e all\u2019ambiente costruito attraverso l\u2019arte dell\u2019architettura.'><sup>31<\/sup><\/a><\/span>, \u00e8 stata fonte ispiratrice dell\u2019anfiteatro, collocato presso l\u2019impianto di filtraggio dell\u2019acqua R.C. Harris sul lago di Toronto. L\u2019opera \u00e8 un chiaro richiamo \u00ab<em>al teatro romano che fa da ponte tra quello greco e quello moderno. Le tre facciate sul palcoscenico rappresentano una variet\u00e0 di possibili architetture e sono fiancheggiate su ogni lato da una torre nuda. Davanti alla scena fissa ci sono le sedute libere e il faro che serve da punto focale e rappresenta una chiamata alla vastit\u00e0 del mare dalla terraferma. Inoltre, il faro \u00e8 un simbolo marittimo che collega analoghe citt\u00e0 portuali<\/em>\u00bb<span id='easy-footnote-32-12018' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=12018#easy-footnote-bottom-32-12018' title='Fondazione Aldo Rossi, &lt;em&gt;Teatro Faro&lt;\/em&gt;, con Morris Adjimi, Toronto, 1988-1989.'><sup>32<\/sup><\/a><\/span>.\n<br>\n\n<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.bibliomanie.it\/public\/uploads\/2024\/12\/Progetto-senza-titolo.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-12102\" width=\"525\" height=\"375\" srcset=\"https:\/\/www.bibliomanie.it\/public\/uploads\/2024\/12\/Progetto-senza-titolo.png 700w, https:\/\/www.bibliomanie.it\/public\/uploads\/2024\/12\/Progetto-senza-titolo-300x214.png 300w\" sizes=\"(max-width: 525px) 100vw, 525px\" \/><figcaption>Aldo Rossi,<em> Teatro Faro<\/em>, 1987<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n<p class=\"sec-article\">\n\n<br>\nAlla struttura suggestiva dei fari, si ispirano alcuni manufatti in porcellana (servizio da caff\u00e8, da t\u00e8 e altro) che Aldo Rossi ha realizzato nel 1997 per il brand tedesco Rosenthal. Il piano di vetro nella parte superiore, riproduce una lanterna di vetro, quella di un faro, che conferisce agli oggetti un\u2019irresistibile originalit\u00e0.\n<br>\nE sempre creati da Aldo Rossi sono il Faro nel parco Valkenberg di Breda nei Paesi Bassi e il faro ottogonale che sorge all\u2019interno della citt\u00e0 di Lanciano in provincia di Chieti.\n\n<br>\n\n<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" width=\"449\" height=\"600\" src=\"https:\/\/www.bibliomanie.it\/public\/uploads\/2025\/01\/10.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-12603\" srcset=\"https:\/\/www.bibliomanie.it\/public\/uploads\/2025\/01\/10.jpg 449w, https:\/\/www.bibliomanie.it\/public\/uploads\/2025\/01\/10-225x300.jpg 225w\" sizes=\"(max-width: 449px) 100vw, 449px\" \/><figcaption>Aldo Rossi,<em> Il faro di Lanciano<\/em> (Chieti).<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n<p class=\"sec-article\">\n\n<br>\nDue fari, dunque, costruiti all\u2019interno di spazi urbani dove non ci si aspetterebbero queste strutture. E non sono i soli. A Roma, incuriosisce il \u201cFaro del Gianicolo\u201d chiamato anche \u201cFaro di Roma\u201d o \u201cFaro degli italiani d\u2019Argentina\u201d che si illumina in occasioni commemorative. Una di queste \u00e8 per ricordare i <em>desaparecidos<\/em> e le vittime del golpe militare argentino del 1976. Alto ben 20 metri, sorge sulla sommit\u00e0 dell\u2019omonimo colle ed \u00e8 costituito da blocchi in marmo bianco Botticino. Fu progettato nel 1911 dall\u2019architetto e deputato Manfredo Manfredi. Il faro, ovviamente non \u00e8 un punto di riferimento per la navigazione, ma un\u2019opera dal grande valore simbolico. \u00c8 stato, infatti, posizionato nel luogo dove avvennero gli scontri per la difesa della Repubblica romana del 1849 e fu donato alla citt\u00e0 dalla comunit\u00e0 di Italiani di Buenos Aires, come testimonianza del legame con la patria di origine<span id='easy-footnote-33-12018' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=12018#easy-footnote-bottom-33-12018' title='Il faro del Gianicolo fu donato in occasione del cinquantenario dell\u2019Unit\u00e0 d\u2019Italia e per celebrare Roma Capitale.'><sup>33<\/sup><\/a><\/span>. In epoca passata si era diffusa la consuetudine (vietata ma tollerata), di servirsi della balconata del Faro &#8211; rivolta verso lo storico carcere di Regina Coeli nel vicino Rione Trastevere &#8211; da cui i familiari comunicavano messaggi ai familiari detenuti, gridando a gran voce notizie ritenute essenziali e urgenti.\n<br>\nDal bellissimo libro\/viaggio <em>Andar per Fari<\/em> di Luca Bergamin, si trova una curiosit\u00e0 a proposito di fari di terra che sorgono all\u2019interno di settori urbani. Si tratta del faro partenopeo \u00abin via Serapide, nel quartiere di Santa Lucia, all\u2019incrocio con la verace via Pallonetto\u2026stinto di giallo e inghiottito voracemente dai palazzi, si trova a 350 passi da quel mare che un tempo doveva bagnarlo. Risale forse al XVI secolo il suo basamento originario: sbirciando dal cancelletto in ferro, si nota un tunnel che d\u00e0 accesso all\u2019ascensore e anche gli obl\u00f2 al posto delle finestre rimandano a correnti e onde\u00bb<span id='easy-footnote-34-12018' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=12018#easy-footnote-bottom-34-12018' title='Bergamin L., &lt;em&gt;Andar per fari&lt;\/em&gt;, il Mulino, 2023, p. 27.'><sup>34<\/sup><\/a><\/span>.\n<br>\nIl fascino irresistibile dei fari ha portato il viaggiatore acquerellista italiano, Giorgio Maria Griffa, munito di pennelli e acquerelli, a compiere un viaggio meraviglioso per fissare sulla carta i meravigliosi fari costruiti dagli Stevenson, una famiglia di ingegneri che, tra il 1790 ed il 1940, ha avuto tra le proprie fila otto membri progettisti e costruttori dei 97 fari che tuttora costellano le coste della Scozia. Si tratta proprio della stessa famiglia del pi\u00f9 noto scrittore Robert Louis Stevenson che non segu\u00ec la strada di famiglia e cos\u00ec facendo ci ha regalato dei libri indimenticabili<span id='easy-footnote-35-12018' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=12018#easy-footnote-bottom-35-12018' title='Tra i romanzi: &lt;em&gt;L\u2019isola del tesoro (Treasure Island)&lt;\/em&gt; del 1883 e &lt;em&gt;Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde&amp;nbsp;&lt;\/em&gt;(&lt;em&gt;The Strange Case of Dr. Jekyll and Mr. Hyde)&lt;\/em&gt;, del 1886.'><sup>35<\/sup><\/a><\/span>. Tuttavia Stevenson, lo scrittore, aveva a cuore il valore dell\u2019opera e dell\u2019ingegno della sua famiglia, tanto da riconoscere che \u00ab<em>Ogni qualvolta sento l\u2019odore dell\u2019acqua salmastra, so di non essere lontano da una delle opere dei miei antenati\u2026e quando i fari si accendono lungo le coste della Scozia sono orgoglioso di pensare che brillano pi\u00f9 luminosi grazie al genio di mio padre<\/em>\u00bb. Ebbene, Griffa ha dipinto tutti i fari degli Stevenson raccogliendoli in un volume di una bellezza struggente <em>I fari degli Stevenson<\/em><span id='easy-footnote-36-12018' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=12018#easy-footnote-bottom-36-12018' title='Griffa G. M., &lt;em&gt;I fari degli Stevenson&lt;\/em&gt;, Edizioni Nuages, Milano 2005.'><sup>36<\/sup><\/a><\/span>. Ogni faro, un dipinto, corredato di una scheda con l\u2019indicazione della latitudine e della longitudine, l\u2019altezza, la struttura, i dettagli dei lampi al secondo. In ogni scheda, riaffiora il ricordo di uno Stevenson: Robert, Alan, David, Thomas, Charles.\n\n<br>\nL\u2019artista Annarita Ruggiero<span id='easy-footnote-37-12018' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=12018#easy-footnote-bottom-37-12018' title='Annarita Ruggiero, appassionata di colori, dopo la laurea in Architettura, ha iniziato a dipingere su vetro, specchi, ceramiche e legno. Nel tempo ha esplorato varie tecniche fino ad affinare l\u2019approccio con l\u2019acquerello. Temi ricorrenti sono volti femminili, simboli di viaggi onirici tra sensazioni opposte e parole raccontate.'><sup>37<\/sup><\/a><\/span>, interpreta il faro come elemento che caratterizza uno dei volti femminili in <em>Viaggio Discontinuo<\/em>. L\u2019opera, ispirata alla rilettura de <em>Le citt\u00e0 invisibili<\/em><span id='easy-footnote-38-12018' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=12018#easy-footnote-bottom-38-12018' title='&lt;em&gt;Le citt\u00e0 invisibili&lt;\/em&gt; \u00e8 una raccolta di racconti di Italo Calvino pubblicata nel 1972. Il libro di Calvino \u00e8 composto da nove capitoli, ciascuno dei quali si apre e chiude con un dialogo fra Marco Polo e l\u2019imperatore dei Tartari Kublai Khan, che interroga l&amp;#8217;esploratore sulle citt\u00e0 del suo immenso impero. Ciascun capitolo contiene cinque descrizioni delle citt\u00e0 visitate da Marco Polo, tranne il primo e l&amp;#8217;ultimo capitolo che contengono dieci descrizioni. Le cinquantacinque citt\u00e0, ciascuna delle quali ha un nome di donna di derivazione classicheggiante, sono poi raggruppate in undici sezioni: \u00abLe citt\u00e0 e la memoria\u00bb; \u00abLe citt\u00e0 e il desiderio\u00bb; \u00abLe citt\u00e0 e i segni\u00bb; \u00abLe citt\u00e0 sottili\u00bb; \u00abLe citt\u00e0 e gli scambi\u00bb; \u00abLe citt\u00e0 e gli occhi\u00bb; \u00abLe citt\u00e0 e il nome\u00bb; \u00abLe citt\u00e0 e i morti\u00bb; \u00abLe citt\u00e0 e il cielo\u00bb; \u00abLe citt\u00e0 continue\u00bb; \u00abLe citt\u00e0 nascoste\u00bb. Queste sezioni si succedono di continuo secondo un procedimento di alternanza scalare. La successione delle citt\u00e0 e delle sezioni non implica infatti una sequenzialit\u00e0 o una gerarchia, ma, come spiega lo stesso Calvino in Lezioni americane, forma una rete \u201c&lt;em&gt;entro la quale si possono tracciare molteplici percorsi e ricavare conclusioni plurime e ramificate&lt;\/em&gt;\u201d.'><sup>38<\/sup><\/a><\/span> di Italo Calvino, rappresenta un dritto e un rovescio, con una figura \u201cdi qua\u201d e una di l\u00e0\u201d, senza un sotto e un sopra, due figure oniriche che non possono essere separate. Da una parte, sempre sulla scia calviniana, \u00ab<em>la pittura diviene l\u2019arte di racchiudere il mare in un bicchiere; dall\u2019altra, come scrive Dante \u201cpiove dentro l\u2019alta fantasia\u201d, cos\u00ec i volti si riflettono e si specchiano, come<\/em> <em>suggestive facce della stessa medaglia, mentre i pesci divengono capelli colorati e i capelli colorati diventano pesci. Una semplice barchetta di carta, quindi, pu\u00f2 solcare l\u2019oceano, mentre i sogni prendono forma e vita divenendo un Faro<\/em>\u00bb<span id='easy-footnote-39-12018' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=12018#easy-footnote-bottom-39-12018' title='&lt;em&gt;Margutta. Dove cultura ed arte si fondono&lt;\/em&gt;, Dantebus Edizioni, Volume 1\/2024.'><sup>39<\/sup><\/a><\/span>.\n<br>\n\n<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.bibliomanie.it\/public\/uploads\/2025\/01\/11-rotated.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-12597\" width=\"512\" height=\"509\" srcset=\"https:\/\/www.bibliomanie.it\/public\/uploads\/2025\/01\/11-rotated.jpg 1024w, https:\/\/www.bibliomanie.it\/public\/uploads\/2025\/01\/11-300x298.jpg 300w, https:\/\/www.bibliomanie.it\/public\/uploads\/2025\/01\/11-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.bibliomanie.it\/public\/uploads\/2025\/01\/11-768x763.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 512px) 100vw, 512px\" \/><figcaption>Annarita Ruggiero,<em> Viaggio discontinuo<\/em>, 2024<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n<p class=\"sec-article\">\n\n<br>\nLa fotografia contemporanea attribuisce al faro un ruolo di spessore, come elemento nostalgico, che racchiude tutte le connotazioni che si sono sedimentate dall\u2019arte nel tempo. Evocativo e potente \u00e8 l\u2019iconico scatto del Faro <em>La Jument<\/em> (Bretagna, Francia) realizzato dal fotografo Jean Guichard. Le acque al largo della costa occidentale della Bretagna sono uno dei mari pi\u00f9 pericolosi in Europa con frequenti violente tempeste, onde enormi e forti correnti. Una di quelle famose tempeste sul Mare d\u2019Iroise si verific\u00f2 il 21 dicembre 1989. Un fronte di bassa pressione proveniente dall\u2019Irlanda port\u00f2 venti di burrasca e onde gigantesche alte da 20 a 30 metri che si infrangevano in modo spaventoso e spettacolare contro il faro. Le onde si abbatterono sulle finestre inferiori della struttura, strapparono la porta d\u2019ingresso, inondarono la torre e trascinarono via i mobili. Nello stesso momento, il fotografo Jean Guichard si trovava a Lorient intento a noleggiare un elicottero per scattare foto aeree della tempesta. Guichard voleva sorvolare il Mare d\u2019Iroise nonostante le condizioni di volo estremamente pericolose. L\u2019elicottero raggiunse <em>La Jument<\/em> e si libr\u00f2 in aria per permettere a Guichard di scattare foto delle onde che si abbattevano sul faro. All\u2019interno della torre, il guardiano del faro Th\u00e9odore Malgorn sent\u00ec l\u2019elicottero e scese le scale per vedere cosa stesse accadendo. Proprio in quel momento, un\u2019onda gigantesca si alz\u00f2 sul retro del faro e Guichard scatt\u00f2 la sua foto diventata famosa in tutto il mondo mentre l\u2019onda si infrangeva contro la torre. Fortunatamente Malgorn riusc\u00ec a rientrare e a chiudere la porta evitando di essere risucchiato dalla forza dell\u2019onda. Le spettacolari foto della tempesta del 1989 di Jean Guichard divennero un successo immediato e gli valsero il secondo posto al premio <em>World Press Photo<\/em> del 1991.\n<br>\n\u00c8 cos\u00ec che Guichard rappresenta l\u2019eredit\u00e0 pittorica di William Turner e Anton Melbye.\n<br>\n<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" width=\"747\" height=\"498\" src=\"https:\/\/www.bibliomanie.it\/public\/uploads\/2025\/01\/12.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-12601\" srcset=\"https:\/\/www.bibliomanie.it\/public\/uploads\/2025\/01\/12.jpg 747w, https:\/\/www.bibliomanie.it\/public\/uploads\/2025\/01\/12-300x200.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 747px) 100vw, 747px\" \/><figcaption>Jean Guichard,<em> Faro <\/em><em>La Jument<\/em>, 1989<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n<p class=\"sec-article\">\n\n<br>\nIn ambito cinematografico, il Faro di Capel Rosso, costruito nel 1883 sull\u2019Isola del Giglio, \u00e8 stato scelto dal regista Paolo Sorrentino nel 2012, per girare alcune scene del film Premio Oscar <em>La Grande Bellezza<\/em><span id='easy-footnote-40-12018' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=12018#easy-footnote-bottom-40-12018' title='&lt;em&gt;La grande bellezza&lt;\/em&gt;, film del 2013 co-scritto e diretto da Paolo Sorrentino, ha vinto il Premio Oscar come miglior film in lingua straniera.'><sup>40<\/sup><\/a><\/span>. Da allora questo edifico, dal particolare disegno a strisce bianche e rosse, \u00e8 diventato meta di culto per molti viaggiatori. Un\u2019attenzione tale da indurre un gruppo di imprenditori a trasformarlo in un centro polifunzionale per visite e studi sul mare.\n<br>\nMike Oldfield, compositore e polistrumentista britannico, affida, al suo lavoro musicale&nbsp;<em>Earth Moving<\/em><span id='easy-footnote-41-12018' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=12018#easy-footnote-bottom-41-12018' title='&lt;em&gt;Earth Moving&lt;\/em&gt;, (1989), \u00e8 un album del musicista britannico Mike Oldfield.'><sup>41<\/sup><\/a><\/span>, le parole: \u00ab<em>Sento una corrente nell\u2019aria stanotte. Posso sentire la terra muoversi. L\u2019amore \u00e8 un faro, una luce guida<\/em>\u00bb.\n<br>\nE ancora in musica il faro ispira la misteriosa <em>The Lighthouse<\/em> di Siouxsie Sioux<span id='easy-footnote-42-12018' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=12018#easy-footnote-bottom-42-12018' title='Siouxsie Sioux, pseudonimo di Susan Janet Ballion, \u00e8 una cantautrice britannica. \u00c8 conosciuta per essere stata la cantante del gruppo musicale Siouxsie and the Banshees e del duo The Creatures'><sup>42<\/sup><\/a><\/span> &amp; Hector Zazou<span id='easy-footnote-43-12018' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=12018#easy-footnote-bottom-43-12018' title='Zazou H., pseudonimo di Pierre Job, \u00e8 stato un compositore e produttore discografico francese nato in Algeria (1948-2008).'><sup>43<\/sup><\/a><\/span>, con voci sciamaniche unite a varie influenze dal sound tipicamente nordico. Tratto dall\u2019album collettivo <em>Chansons Des Mer Froides<\/em>, il testo del brano \u00e8 un estratto dal poemetto <em>Flannan Isle<\/em> di Wilfred Wilson Gibson<span id='easy-footnote-44-12018' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=12018#easy-footnote-bottom-44-12018' title='Wilfrid Wilson Gibson \u00e8 stato un poeta britannico (1878-1962).'><sup>44<\/sup><\/a><\/span>.\nLa cantautrice e polistrumentista Andrea Mir\u00f2<span id='easy-footnote-45-12018' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=12018#easy-footnote-bottom-45-12018' title='Andrea Mir\u00f2, pseudonimo di Roberta Mogliotti, \u00e8 una cantautrice, direttrice d\u2019orchestra e polistrumentista italiana.'><sup>45<\/sup><\/a><\/span> affida all\u2019<em>Uomo del faro<\/em> la sua ispirazione: \n<br><br>\n<span class=\"quote\">\n\u00ab<em>Forse far\u00e0 paura\/L\u2019intermittenza che d\u00e0\/Sopra a quell\u2019acqua torbida\/La luce accesa da me\/Ma la paura \u00e8 un limite\/E l\u2019orizzonte \u00e8 un\u2019idea\/Oltre la mia vertigine\/E l\u2019immaginazione che scruta la notte\u2026<\/em><em> Sale un rosario di scale\/Tra le albe e i tramonti che passano via\/Tra i silenzi interrotti dal mare\/Che si muove da sempre con me\/Da sembrare sia io, che ho scoperto nel mare una casa\/Tra pioggia, maestrale e in assenza di luna\/Sar\u00e0 la mia vita che come nessuna\/Ha paura del buio tra i sassi alla base\/Per\u00f2 il mio nome io lascer\u00f2 qui\/Questo \u00e8 il mio nome, lo scriver\u00f2 qui<\/em>\u00bb\n<\/span>\n<br><br>\n\nDifficile, dunque, sottrarsi al fascino della metafora del faro che seduce e ammalia senza distinzioni. Vale anche per un critico d\u2019arte, accademico e saggista come Achille Bonito Oliva, per il quale:\n\n\n\n<br><br>\n<span class=\"quote\">\n\u00ab<em>contemplare un\u2019opera d\u2019arte corrisponde ad una vera gita al faro. Per sua costituzione, il faro si presenta alla vista a una grande distanza attraverso l\u2019intermittenza di un battito luminoso. Gi\u00e0 da lontano si propone come un avviso ai naviganti, ma non tranquillo e accogliente. Con il suo intervallo luminoso tra accensione e buio, il faro drammatizza la presenza della terra o dello scoglio ed evoca ai miei occhi i sospetti di naufragio, accresciuti dal suo pulsare intermittente. Tale intermittenza pi\u00f9 che costituire un segnale accogliente, dispone il navigante in un sistema mentale di allarme<\/em>\u00bb. \n<\/span>\n<br><br>\n\nSuggestive e affascinanti le sue parole sull\u2019opera d\u2019arte al punto di avanzare: \n<br><br>\n<span class=\"quote\">\n\u00ab<em>la possibilit\u00e0 di pensare al faro come una grossa scultura che misura contemporaneamente spazio e tempo, luce e intervallo. Perch\u00e9, in fondo l\u2019opera d\u2019arte \u00e8 semplice produzione di catastrofe, strappo nell\u2019equilibrio tettonico del linguaggio che l\u2019artista realizza attraverso un processo elaborativo di una forma lampante e presente come il pericolo di uno scoglio. Il Faro, segna, con la sua intermittenza luminosa, la sicura stanzialit\u00e0 del territorio che occupa, indica nello stesso tempo la distanza che lo separa dallo sguardo del navigante. Questi, si muove nello spazio liquido e instabile del mare, abitato da lunghe ombre e dal buio della notte. In questo spazio il navigatore \u00e8 sottoposto ai colpi del vento e dei marosi. Il faro diventa il segnale che invita verso il riparo della terra ferma e insieme avverte paradossalmente di questo pericolo. Segnale ambivalente questo del faro, che incorpora dell\u2019arte il fattore luminoso, l\u2019intermittenza cromatica del bianco e del nero, e anche la strutturale ambivalenza del messaggio artistico che non produce mai pacificata risposta, bens\u00ec piuttosto una formale domanda sul mondo. Il faro, dunque, sembra proporsi come una grande scultura investigativa, un\u2019installazione che sollecita perplessit\u00e0 e interrogazione. L\u2019oscillazione circolare dal buio alla luce del faro ne alleggerisce il peso, mettendo in discussione una staticit\u00e0 monumentale che altrimenti diventerebbe un obelisco: segnale, a futura memoria, di un evento drammatico.<\/em>\u00bb<span id='easy-footnote-46-12018' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=12018#easy-footnote-bottom-46-12018' title='A. Bonito Oliva, &lt;em&gt;Segno&lt;\/em&gt;, in AA.VV, Al Faro, Svimservice, Bari 1997, pp. 57-58.'><sup>46<\/sup><\/a><\/span>.\n<\/span>\n<br><br>\n\n\nAlla fine di un viaggio affascinante nel libro <em>Luci sul mare<\/em>, l\u2018autore Claudio Visentin conclude che: \n<br><br>\n<span class=\"quote\">\n\u00ab\u2026 <em>Il faro con la sua luce, \u00e8 il simbolo della coscienza, della ragione e della volont\u00e0. Ma la coscienza deve fare i conti continuamente con l\u2019inconscio, sconosciuto e invisibile ai nostri occhi, eppure in grado di condizionarci profondamente.\n<br>\nNoi siamo il faro ma in qualche modo siamo anche il mare intorno\u00bb.<span id='easy-footnote-47-12018' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=12018#easy-footnote-bottom-47-12018' title='Visentin C., Luci sul mare. Viaggio tra i fari della Scozia sino alle isole Orcadi e Shetland, Ediciclo Editore, 2022, p. 105.'><sup>47<\/sup><\/a><\/span><\/em>\n<\/span>\n<br><br>\n<br>\n\n<b>Bibliografia<\/b>\n<br>\nA.A.VV., <em>Fari del Mondo<\/em>, Edizioni Del Prado, Madrid, 2000.\n<br>\nAA.VV.,<em> Margutta. Dove cultura ed arte si fondono<\/em>, Dantebus Edizioni, Volume 1\/2024.\n<br>\nBarrera J., <em>Quaderni dei fari<\/em>, La Nuova Frontiera, 2021. \n<br>\nBartolomei C., <em>L\u2019Architettura dei fari italiani (The Architecture of italian lighthouses)<\/em>, 3 vv. Sardegna-Sardinia, Alinea, 2007. \n<br>\nBartolomei C., <em>L\u2019Architettura dei fari italiani<\/em>, Alinea editrice, 2005 \n<br>\nBergamin L., <em>Andar per fari<\/em>, il Mulino, 2023. \n<br>\nBonfiglio G., <em>Fari e Guardiani. Storie di Fari e dei Fanalisti Siciliani<\/em>, Editori Edas, 2023. \n<br>\nBonito Oliva A., <em>Segno, <\/em>in AA.vv., <em>Al Faro<\/em>, Svimservice, Bari 1997. \n<br>\nBoscolo G., <em>Breve storia dei fari. Da Omero a Internet, <\/em>Ugo Mursia Milan<em>o<\/em>, 2015.\n<br>\nBrioschi F., <em>Il faro e la sua evoluzione simbolica nell\u2019arte<\/em>, in Lo Sbuffo, Progetto editoriale dell\u2019Associazione Accademia Civica Digitale.\n<br>\nChristie R., Hague D., <em>Lighthouses<\/em>, Published by Gomer Press, Llandysul, Dyfed, Wales, 1975. \n<br>\nColm T., <em>Il faro di Blackwater<\/em>, (traduzione di Laura Pelaschiar), Fazi, 2002. Titolo originale <em>The Blackwater Lightship<\/em>.\n<br>\nConsolo V., <em>Di qua dal faro<\/em>, Mondadori, 1999.\n<br>\nD\u2019Alessandro L., <em>I <\/em><em>fari. Luce dei mari e metafora di vita<\/em>, in Dialoghi Mediterranei, n. 49, 2021.\n<br>\nD\u2019Alessandro L., <em>Mediterraneo crocevia di storia e culture. Un caleidoscopio di immagini<\/em>, Prefazione di Maurice Aymard, L\u2019Harmattan, Torino, 2014, (ristampa 2016).\n<br>\nFatta F., <em>Luci del Mediterraneo. I fari di Calabria e Sicilia<\/em>, Editore Rubbettino, 2002.\n<br>\nFitzgerald F.S., <em>The Great Gatsby, (Il grande Gatsby)<\/em>, New York, 1925. \n<br>\nGibran K., <em>Segreti del cuore<\/em>, Newton Compton, Roma 1947. \n<br>\nGriffa G. M., <em>I fari degli Stevenson<\/em>, Edizioni Nuages, Milano 2005. \n<br>\nHemingway E., <em>To have and have not, <\/em>Scribner\u2019s, 1937. \n<br>\nMac\u00edas Gonz\u00e1lez J.L., <em>Breve Atlante dei Fari in capo al mondo<\/em>, Einaudi Editore, 2022. \n<br>\nManfredini C., A. W. Pescara, <em>Il Libro dei Fari Italiani<\/em>, Ed. Mursia, Milano 1985. \n<br>\nMariotti A. L., A. Marchese, L. Jelmini, F<em>ari di Toscana, <\/em>Debatte, Livorno 2013.\n<br>\nMariotti A. L., <em>Blackbeard, La vita e le avventure del famigerato pirata Barbanera<\/em>, Magenes editore Milano, 2011. \n<br>\nMariotti A. L., <em>Fari del mondo, <\/em>ediz. Illustrata, Magenes Milano, 2019. \n<br>\nMariotti A. 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Diario, racconti, immagini<\/em>, Susil Edizioni, 2023.\n<br>\nM\u00e1rquez G., <em>L\u2019amore al tempo del colera<\/em>, Mondadori Milano 1<em>985<\/em>, titolo originale <em>El amor en los tiempos del c\u00f3lera, 1985<\/em>. \n<br>\nMatvejevic P., <em>Breviario Mediterraneo<\/em>, Garzanti Milano 2006. \n<br>\nMontale E., <em>Le Occasioni<\/em>, Einaudi, 1939.\n<br>\nNeruda P., <em>Veinte poemas de amor y una canci\u00f3n desesperada<\/em>, Editorial Nascimento, 1924\n<br>\nPavese C., <em>I Mari del sud<\/em>, poemetto narrativo nella raccolta <em>Lavorare stanca<\/em> del 1930.\n<br>\nPintagro M., <em>La Sicilia vista dallo spazio. Tutti gli scatti di Luca Parmitano, <\/em>in La Repubblica Palermo, 4 settembre 2013.\n<br>\nSechi N., <em>Luci sulla costa. Fari, fanali e lanterne della Sardegna. Funzionamento e manutenzione. Racconti di vita vissuta e aneddoti vari<\/em>, Taphros Editrice, 2015. \n<br>\nShakespeare W., <em>Shakespeare&#8217;s Sonnets, 1609.<\/em>\n<br>\nShaw G. 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Crompton, <em>The Lighthouse Book<\/em>, Barnes &amp; Nobles Book 1999. \n<br>\nWoolf V., <em>Al faro<\/em>, titolo originale <em>To the Lighthouse<\/em>, 1927. \n<br>\nZerbini M., <em>Il faro della Vittoria<\/em>, MGS Press, 2001.\n<br>\n<em>Quando il faro indica la meta del viaggio<\/em>, il Sole 24 Ore, 17 luglio 2015, <a href=\"https:\/\/st.ilsole24ore.com\/art\/viaggi\/2015-07-16\/quando-faro-indica-meta-viaggio-150843.shtml?uuid=AD6iq09\" title=\"\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><\/a>\n<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Il Faro, tra mito e metafora, ha sempre avuto, e ha tuttora, un fascino irresistibile sull\u2019immaginario collettivo. Sono tanti gli elementi da cui nasce il desiderio di porlo al centro dell\u2019ispirazione creativa: i guardiani, l\u2019incantevole scala a chiocciola che conduce alla stanza dell\u2019orologio, il fascio lucente che si infiltra fra i flutti e le onde notturni, la sensazione di una solitudine antica e infinita. La letteratura disponibile sui fari \u00e8 ricca e suggestiva. 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