{"id":11294,"date":"2024-06-16T21:45:03","date_gmt":"2024-06-16T19:45:03","guid":{"rendered":"https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=11294"},"modified":"2025-06-15T10:03:47","modified_gmt":"2025-06-15T08:03:47","slug":"la-teratologia-animale-tra-mito-e-scienza-dalla-monstrorum-historia-di-ulisse-aldrovandi-agli-studi-moderni-attraverso-due-secoli-di-storia%ef%bf%bc","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=11294","title":{"rendered":"La teratologia animale tra mito e scienza: dalla monstrorum historia di Ulisse Aldrovandi agli studi moderni, attraverso due secoli di storia"},"content":{"rendered":"\nFin da tempi molto antichi racconti mitologici e leggende comprendevano ampie descrizioni ed accurate raffigurazioni visive di mostri e mostruosit\u00e0 animali, alla cui genesi venivano comunemente associate cause metafisiche o simboliche, quali rappresentazioni di manifestazioni demoniache o incarnazioni divine. <br>\nSull\u2019origine delle \u2018difformit\u00e0\u2019- altrimenti definite \u2018mostruosit\u00e0 &#8211; umane ed animali \u00e8 solamente intorno al XVI secolo che si comincia ad ipotizzare la responsabilit\u00e0 della natura ed a dissertare su cause e concause che possano avere interferito con l\u2019ordine naturale delle cose.<br>\nDagli animali mitologici o forieri di significati simbolici dei bestiari medioevali si attraversano duecento anni di storia, fino ad arrivare al 1500, secolo nel quale, anche grazie a nuove rotte navali e nuove scoperte geografiche, con la conoscenza di nuovi territori fino a quel tempo inesplorati e confinati nel regno della fantasia, incominciano i tentativi di ricerca del vero, cos\u00ec come le indagini di matrice scientifica negli studi sulla natura in tutte le sue espressioni. Inizia la catalogazione, la raccolta, nuove nomenclature e la ricerca di spiegazioni che vedono nella natura l\u2019artefice (o, pi\u00f9 correttamente, il co-artefice) di meccanismi generatori di mostruosit\u00e0. \n<br><br>\n<span class=\"quote\">\n\u00abIn greco \u2018 mostruoso\u2019 si dice terat\u00f2des, terastik\u00f2s e ter\u00e0stios; da cui prende origine terat\u00e8ia, \u2018narrazione mostruosa\u2019. [\u2026] Teratol\u00f2gos \u00e8 chiamato chi parla a proposito dei mostri, oppure chi narra cose prodigiose, oppure chi adopera parole mostruose: da cui deriva teratolog\u00eca, che significa \u2018narrazione mostruosa o prodigiosa\u2019.[\u2026].\u00bb<span id='easy-footnote-1-11294' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=11294#easy-footnote-bottom-1-11294' title='Ulisse Aldrovandi: &lt;em&gt;Monstrorum historia&lt;\/em&gt;; traduzione dal latino, note e testi critici di Lorenzo Peka, Roma, Moscabianca Edizioni, 2021'><sup>1<\/sup><\/a><\/span><\/span><br><br>\n\nLa teratologia, disciplina della biologia che rientra nel campo dell&#8217;embriologia comparata, \u00e8 la scienza che si occupa dello studio delle anomalie morfologiche dello sviluppo (teratogenesi) di tutti gli organismi viventi, animali e vegetali. Le prime fondamenta della moderna teratologia sono comunemente attribuite agli studi di Etienne Geoffroy Saint-Hilaire (1772-1844)<span id='easy-footnote-2-11294' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=11294#easy-footnote-bottom-2-11294' title='Geoffroy Saint-Hilaire: &lt;em&gt;Philosophie anatomique. &lt;\/em&gt;&lt;em&gt;Des monstruosit\u00e9s humaines&lt;\/em&gt;, J.B. Bailli\u00e8re, Paris Imprimerie de Rignoux 1818-1822 '><sup>2<\/sup><\/a><\/span>, e del figlio Isidore (1805-1871)<span id='easy-footnote-3-11294' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=11294#easy-footnote-bottom-3-11294' title='Isidore Geoffroy Saint-Hilaire: &lt;em&gt;Histoire g\u00e9n\u00e9rale et particuli\u00e8re des anomalies de l\u2019organisation chez l\u2019homme et les animaux&amp;#8230; ou Trait\u00e9 de t\u00e9ratologie&lt;\/em&gt;, J.B. Bailli\u00e8re, Paris 1832-1837'><sup>3<\/sup><\/a><\/span>, naturalisti e zoologi francesi che per primi si occuparono di studi morfologici e classificativi di numerose mostruosit\u00e0 umane ed animali e definirono questa scienza con il termine di \u2018teratologia\u2019. <br>\nPrima del suo riconoscimento come scienza sperimentale, la teratologia classica aveva lungamente indagato sulle mostruosit\u00e0 e sulle cause delle nascite mostruose, e ad esse erano state attribuite implicazioni metafisiche, astrologiche, mitologiche e teologiche. Una nascita mostruosa rappresentava una manifesta quanto eclatante interruzione, o addirittura una violazione, delle leggi naturali secondo le quali &#8220;ogni simile si genera dal suo simile&#8221;. Queste anomalie erano quindi viste come fenomeni incomprensibili o addirittura come segni di punizione divina o interventi maligni.<br>\nI primi tentativi di distacco da queste interpretazioni ontologiche e di focalizzazione sulla comprensione biologica delle anomalie dello sviluppo risalgono alla met\u00e0 del XVI secolo, con i primi lavori enciclopedici che avevano come scopo non solamente quello di intrattenere ed impressionare, ma anche quello di catalogare, illustrare, riportare e fornire spiegazioni su tutto lo scibile finora noto riguardo ai <em>monstra<\/em>. Quindi l\u2019attenzione comincia a focalizzarsi sulla ricerca del reale, vero o presunto tale, e la citazione delle fonti diventa pilastro fondamentale di lunghe esposizioni e di particolareggiate narrazioni descrittive, corredate da numerose e precise illustrazioni quale testimonianza visiva, con il molteplice scopo di documentare e nel contempo impressionare il lettore. <br>\nLe opere di Corrado Licostene (1518-1561)<span id='easy-footnote-4-11294' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=11294#easy-footnote-bottom-4-11294' title='Conrad Lycosthenes: &lt;em&gt;Prodigiorum ac ostentorum chronicon, quae praeter naturae ordinem, et in superioribus et his inferioribus mundi regionibus, ab exordio mundi usque ad haec nostra tempora acciderunt&lt;\/em&gt;. Basileae per H. Petri, 1557'><sup>4<\/sup><\/a><\/span> e di Fortunio Liceti (1577- 1657) <span id='easy-footnote-5-11294' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=11294#easy-footnote-bottom-5-11294' title='Fortunio Liceti: &lt;em&gt;De monstrorum causis, natura, et differentiis libri duo&lt;\/em&gt;, Padova, Gaspare Crivellari, 1616'><sup>5<\/sup><\/a><\/span> si collocano in questa nuova ottica di approccio e rappresentano un fertile substrato per l\u2019immaginario del tempo e per tutte le considerazioni in merito che studiosi o cultori della materia fecero in quell\u2019epoca. Tra questi studiosi, e come antesignano dei tempi, uno tra i pi\u00f9 fervidi e meticolosi fu il naturalista bolognese Ulisse Aldrovandi (1522-1605) che nel suo testo <em>Monstrorum Historia<\/em>, scritto a quattro mani con l\u2019allievo Bartolomeo Ambrosini (1588-1657) e pubblicato postumo da quest\u2019ultimo nel 1642, raggruppa tutti gli scritti sull\u2019argomento, e li correda di descrizioni e di teorie sulla genesi dei <em>monstra<\/em> umani ed animali. Ulisse Aldrovandi fu il primo, o comunque il pi\u00f9 analitico ed enciclopedico dal punto di vista non solo descrittivo, ma anche figurativo, a riportare e raggruppare insieme un ricchissimo campionario di mostri e mostruosit\u00e0 umane ed animali corredate da incisioni estremamente accurate e di pregevole fattura. La sua ricerca appare non solamente figurativa, immaginifica, ma anche teorica, dove a catalogazione di avvenimenti e personaggi mostruosi minuziosamente descritti come realmente avvistati si associano interpretazioni ed ipotesi riguardo la loro genesi ed il loro sviluppo. <br>\nCosa c\u2019\u00e8 di scientifico e cosa invece di leggendario nella <em>Monstrorum Historia<\/em>? Pare riduttivo parlare in questo testo di una semplice compresenza fra scienza e leggendario, ed anche in parte fuorviante.<br>\nPer Aldrovandi mostro \u00e8 tutto ci\u00f2 che esorbita dalle regole di natura, <em>monstrum<\/em> da \u2018mostrare\u2019, mostro quale prodigio. La storia &#8211; <em>Historia<\/em> &#8211; proprio come l\u2019etimologia del nome stesso definisce, \u00e8 una ricerca che ha lo scopo di mettere assieme tutte le conoscenze sulla materia, con un intento di narrazione, di racconto, di esposizione e di ricerca. Con tanto di citazioni delle fonti, che fa di questa opera la pi\u00f9 completa finora scritta ed illustrata sull\u2019argomento. <br>\nMostri fantastici, racconti meravigliosi e mirabolanti disegni vengono riportati alla stessa stregua di quello che invece sono la realt\u00e0 della scienza teratologica, e cio\u00e8 reali malformazioni. Il <em>monstrum<\/em> \u00e8 visto come il \u2018diverso\u2019 e non come lo spaventoso, in grado di generare meraviglia, ma anche osservato attraverso una curiosit\u00e0 scientifica inusuale per il tempo ed una volont\u00e0 di fornirne spiegazioni finora confinate solamente all\u2019ambito della superstizione e della leggenda. <br>\nNella sezione del trattato dedicata agli animali, peraltro la meno corposa e forse anche la pi\u00f9 ripetitiva della <em>Monstrorum Historia<\/em>, ritroviamo strette analogie e spesso identiche sovrapposizioni tra descrizioni ed illustrazioni e quello che la teratologia animale rappresenta nella realt\u00e0. Ripercorrendo i capitoli dedicati alla rassegna di tutte le malformazioni corporee, fin dalle pi\u00f9 inusuali, e separando gli esseri completamente animaleschi da quelli del genere umano o quelli derivanti da associazioni fra diverse specie, si assiste ad una rassegna di malformazioni animali oggi note, riconosciute e studiate nella loro accezione scientifica, ma che gi\u00e0 nell\u2019800, attraverso le prime collezioni di Veterinaria tra cui quella della scuola bolognese, erano riccamente ed approfonditamente oggetto di studio e di raccolta. <br>\nSe diamo uno sguardo all\u2019interno della Collezione di Anatomia Patologica e Teratologia Veterinaria \u201cAlessandrini \u2013 Ercolani\u201d del Sistema Museale di Ateneo (SMA) dell\u2019Universit\u00e0 di Bologna troviamo centinaia di preparati imbalsamati, mummificati, scheletrificati o conservati sotto spirito di soggetti malformati di molte specie animali, raccolti in un arco temporale tra l\u2019inizio e la fine del XIX secolo. Numerosi sono i preparati teratologici, accuratamente classificati e descritti, studiati e talvolta anche riprodotti in cera tramite calco in gesso, che nelle loro fattezze originali ricalcano ed appaiono sovrapponibili in tutto e per tutto ai disegni e alle descrizioni di tre secoli prima.<br>\nMa cosa riconosce oggi scientificamente l\u2019approccio sistematico della teratologia moderna?<br>\nLe ricerche scientifiche hanno definito le malformazioni congenite come alterazioni di struttura e forma corporea che originano da errori durante lo sviluppo embriologico, dove per \u2018anomalia\u2019 si intende generalmente una malformazione che coinvolge solamente un organo o una parte del corpo, mentre il termine \u2018mostruosit\u00e0\u2019 si applica quando un animale presenta estese deformit\u00e0 corporee. Queste alterazioni possono essere visibili immediatamente alla nascita, come ad esempio la spina bifida o la cheiloschisi (o labbro leporino), mentre altre possono essere rilevate solo attraverso esami specifici o rendersi evidenti nel corso dell\u2019accrescimento, come ad esempio le anomalie cardiache o renali, quali il rene policistico. Altre possono essere particolarmente impressionanti, come le mostruosit\u00e0 doppie.<br>\nLe cause di malformazioni sono attribuite ad alterazioni genetiche quali anomalie cromosomiche o mutazioni di singoli geni (e solitamente ereditarie) o originarsi da cause non genetiche, cio\u00e8 fattori cosiddetti teratogeni come malattie infettive o fattori ambientali.&nbsp;Alcune condizioni teratogene erano molto pi\u00f9 comuni nel passato, quali carenze nutrizionali di vitamine, aminoacidi essenziali e sostanze minerali o l\u2019assunzione di vegetali tossici dal pascolo. Anche molte malattie infettive contratte in gravidanza possono portare a vari tipi di malformazioni fetali, come ad esempio i virus della Blue Tongue nella pecora, della peste suina classica e africana, della panleucopenia felina e della Diarrea Virale Bovina (BVD). Anche protozoi come i toxoplasmi ne possono essere la causa.&nbsp;Fra i fattori ambientali ricordiamo sostanze chimiche, alcuni farmaci e l\u2019esposizione ad agenti fisici quali radiazioni e temperature elevate. <br>\nIn generale le malformazioni originano durante lo sviluppo embrionale nelle fasi iniziali della gravidanza, periodo in cui si verificano i processi embriologici che portano alla corretta differenziazione dei tessuti e formazione degli organi. In questa fase qualsiasi interferenza o perturbazione esercitata da fattori teratogeni pu\u00f2 causare una malformazione congenita. Anomalie malformative o vere e proprie mostruosit\u00e0 possono essere causate da divisioni in eccesso della massa embrionale (ad esempio la polidattilia) o in difetto (ciclopia), da crescita tissutale anomala (arti carenti, microcefalia, anencefalia), anomala differenziazione (<em>epiteliogenesis imperfecta<\/em>), anomalo posizionamento (organi ectopici, tessuti eterotopici), sviluppo eccessivo di tessuti (teratomi, tumori embrionali) e fusione dei caratteri sessuali (ermafroditismo). <br>\nTra le patologie malformative pi\u00f9 rappresentate all\u2019interno della Collezione, troviamo numerosi esemplari imbalsamati o mummificati risalenti alla prima met\u00e0 del 1800, di una rara mostruosit\u00e0 a base genetica che si manifesta in prevalenza nei vitelli. Questo \u00e8 lo <em>Schistosomus reflexus<\/em>, caratterizzato dallo sviluppo al contrario del feto a causa di un errore nel processo di piegatura embrionale, che esita in gravi malformazioni quali asse corporeo invertito, superficie ventrale concava, esposizione degli organi interni, deviazione della colonna vertebrale e zampe arrovesciate. \u00c8 spesso associata ad altri difetti congeniti, quali artrogriposi, atresia anale, idrocefalo o anencefalia, e a gravi difficolt\u00e0 al momento del parto (distocia). La condizione \u00e8 fatale, ed i vitelli colpiti solitamente nascono morti o muoiono poco dopo la nascita a causa di insufficienza respiratoria.<br>\nIl trattato di Aldrovandi <em>Monstrorum Historia <\/em>appare ricchissimo<em> <\/em>di descrizioni ed illustrazioni di mostruosit\u00e0 che possiedono un corrispettivo sorprendentemente sovrapponibile al reale. Tra questi si descrivono e si illustrano numerosi animali che presentano arti \u2018in difetto\u2019, scientificamente definiti come anomalie degli arti, ed oggi classificate come difetti di riduzione, difetti di duplicazione e displasie. Nella moderna teratologia, la forma di riduzione pi\u00f9 estrema viene definita amelia e cio\u00e8 la completa mancanza di uno o pi\u00f9 arti; emimelia \u00e8 l\u2019assenza di una porzione di arto e pu\u00f2 essere di tipo longitudinale (assenza, per esempio, di radio o ulna nell\u2019arto anteriore) o di tipo trasversale, per assenza di parte dello scheletro dell\u2019arto (meromelia). Con focomelia e peromelia si intendono rispettivamente la mancanza di porzioni prossimali o distali degli arti. Quanto alle cause, alcune anomalie degli arti sono ereditarie. Nell\u2019uomo sono state identificate specifiche anomalie cromosomiche associate a malformazioni congenite degli arti e anche nel bovino \u00e8 stata riconosciuta come causa della amelia l\u2019instabilit\u00e0 della regione cromosomica Xq24. Le anomalie degli arti possono essere causate anche dall\u2019esposizione a sostanze tossiche: episodi di gravi malformazioni degli arti sono stati osservate in pecore esposte a diossina, mentre sono noti nella specie umana i casi di focomelia conseguenti all\u2019assunzione di talidomide come antiemetico. <br>\nSempre a riguardo delle mostruosit\u00e0 degli arti, una intera sezione della <em>Monstrorum Historia<\/em> \u00e8 dedicata agli arti in soprannumero nelle specie aviarie. Le malformazioni congenite negli uccelli sono piuttosto rare, anche nei casi di consanguineit\u00e0. In particolare, la polimelia (arti soprannumerari) \u00e8 decisamente infrequente, mentre la polidattilia (dita aggiuntive) \u00e8 pi\u00f9 comune. Nel pollame la polidattilia si realizza con lo sviluppo di nuove dita piuttosto che con la comparsa del quinto dito del piede pentadattilo. Si tratta di malformazioni ereditarie, che in alcune razze (Beijing-You, Silkies, Sultan) si sono stabilizzate in modo permanente. Nel Beijing-You ad esempio la mutazione della polidattilia \u00e8 localizzata nella regione cromosomica 2p. <br>\nUn ampio ed interessante capitolo della <em>Monstrorum Historia<\/em> \u00e8 dedicato ai gemelli e ai parti gemellari, intitolato \u2018<em>De monstris bicorporibus<\/em>\u2019 (mostri dal duplice corpo), dei quali una sezione \u00e8 dedicata a <em>monstra<\/em> con corpi entrambi animali.<br>\nI gemelli omozigoti o monozigoti sono soggetti che originano dalla divisione dello stesso embrione e hanno lo stesso patrimonio genetico, sono dello stesso sesso e appaiono fisicamente identici. Nel caso di incompleta divisione dell\u2019embrione possono originare gemelli congiunti, o fusi, in cui i due corpi, completi o incompleti, sono fra loro connessi in uno o pi\u00f9 siti anatomici. Casi di gemelli congiunti sono riportati in tutte le specie animali domestiche: gatti, cani, ovini, bovini, suini e pollame.<br>\nI meccanismi preposti per la genesi dei gemelli congiunti riconoscono diverse ipotesi, quali fusione, collisione e fissione embrionale. I primi due presumono l\u2019unione in punti e momenti diversi di due distinti assi embrionali, mentre nella fissione, comunemente accettata come la spiegazione pi\u00f9 plausibile, si realizza una separazione incompleta e con vari gradi di disgiunzione della massa cellulare dello stesso asse embrionale.<br>\nI gemelli congiunti (anche chiamati mostri doppi) possono essere simmetrici o asimmetrici. Nel primo caso (Figura 1) i gemelli sono fra loro uniti in modo pi\u00f9 o meno esteso e in ugual misura, in modo che un piano immaginario possa dividerli in due parti uguali. I mostri doppi simmetrici sono classificati in base alla sede prevalente di connessione con il suffisso \u201c-pago\u201d, per esempio cefalopago, uniti dalla testa, generalmente con due facce in posizione opposta; toracopago, uniti nel torace con il cuore in comune; rachipago, con una sola colonna vertebrale. La simultanea fusione per testa e torace \u00e8 detta cefalotoracopagia. La compatibilit\u00e0 con la vita dei gemelli congiunti \u00e8 dipendente dalla compresenza e gravit\u00e0 di ulteriori malformazioni degli organi interni. <br>\nNei gemelli congiunti asimmetrici un corpo \u00e8 completamente sviluppato e fornito delle strutture anatomiche vitali (definito autosita), mentre il secondo \u00e8 rappresentato da un individuo pi\u00f9 piccolo incompleto e dipendente dall&#8217;altro (definito parassita) unito in un qualunque punto del corpo. Talvolta, il gemello parassita pu\u00f2 essere rappresentato solo da uno o pi\u00f9 arti soprannumerari in posizione ectopica (polimelia) (Figura 2). Secondo la localizzazione degli arti soprannumerari si parla di cefalomelia se l\u2019arto soprannumerario origina nella regione della testa, toracomelia dal torace, pigomelia dalla regione pelvica. Nella notomelia l\u2019arto soprannumerario origina dalla notocorda embrionale ed \u00e8 inserito in corrispondenza della colonna vertebrale, solitamente in regione toracica o cervicale.<br>  \nLa dicefalia o \u2018duplicazione della testa\u2019 \u00e8 una malformazione gemellare simmetrica in cui i corpi congiunti sono parzialmente separati nella regione della testa (Figura 3). <br>\nAldrovandi costituisce una sezione a parte intitolata proprio \u2018<em>De erratis naturae in formatura capitis<\/em>\u2019 (errori della natura nella formazione della testa), dalla quale gi\u00e0 si evince un tentativo interpretativo sulla genesi della mostruosit\u00e0 suddetta.<br>\nNella nomenclatura teratologica scientifica, quando nei gemelli \u00e8 duplicata la parte craniale, il suffisso \u2013 pago viene sostituito dal suffisso \u2013 (di)dimo, termine derivante dal greco \u2018gemello\u2019. In alternativa, un soggetto teratodimo pu\u00f2 essere descritto anche come <em>duplicitas anterior<\/em>, oppure con il prefisso di- seguito dal termine specifico della regione del corpo duplicata, come, ad esempio, diprosopia (doppia faccia). <br>Le malformazioni doppie della faccia sono definite <em>janiceps<\/em> quando sono presenti due facce complete su lati opposti della testa; <em>iniope<\/em> in cui una delle due facce \u00e8 meno sviluppata e talora rappresentata solo dalle orecchie. <br>\nLa dicefalia pu\u00f2 essere causata da agenti teratogeni di varia natura, quali piante tossiche, agenti infettivi, farmaci, carenze di microelementi ed esposizione a radiazioni ionizzanti, che portano alla separazione errata e incompleta di due gemelli sviluppatisi dallo stesso zigote. Si tratta di malformazioni rare nell\u2019uomo e relativamente pi\u00f9 frequenti negli animali, in particolare nei bovini e negli ovini.<br>\nNumerose altre malformazioni possono manifestarsi nella testa, spesso associate fra loro. In cavit\u00e0 buccale o nel naso, ad esempio, possono consistere nella persistenza di una o pi\u00f9 fessure (schisi), dovuta ad arresto di sviluppo di una o pi\u00f9 parti scheletriche o tegumentarie che normalmente si chiuderebbero nello sviluppo. Tra queste ricordiamo la palatoschisi, fessura mediana del palato duro, dovuta a mancata fusione dei processi palatini delle ossa mascellari, che pu\u00f2 avere carattere ereditario, specialmente in alcune razze di gatti (quali i siamesi). Le schisi laterali possono estendersi talvolta fino all&#8217;angolo interno dell&#8217;orbita, dando origine ad un&#8217;apertura della bocca anormale e di maggiori dimensioni (macrostomia). Il labbro pu\u00f2 anche mancare (acheilia) o essere troppo breve (microcheilia), oppure si pu\u00f2 osservare una bocca eccessivamente piccola (microstomia), cos\u00ec come pu\u00f2 mancare completamente la lingua (aglossia) o essere comunque pi\u00f9 piccola (microglossia) e non arrivare a sporgere dalla bocca. La lingua pu\u00f2 anche presentarsi bifida (glossoschisi) oppure essere presente una lingua accessoria, o ancora pu\u00f2 essere saldata al palato duro. L&#8217;agnatia (mancanza della mandibola) si riscontra specialmente nell&#8217;agnello, in associazione a incompleto sviluppo della faccia e microglossia. Dall&#8217;ipoplasia dell&#8217;osso frontale deriva l&#8217;avvicinamento e perfino il contatto delle orbite (sinoftalmia), che in rari casi possono fondersi in un solo occhio (ciclopia vera). <br>\nA carico della testa (inseriti nella <em>Monstrorum Historia<\/em> all\u2019interno della sezione dedicata alle teste deformi) ritroviamo le malformazioni riguardanti il sovrannumero di corna. Gli animali della famiglia <em>bovidae<\/em> fra cui bovini, pecore e capre, con un numero di corna superiore a due sono definiti policerati. L\u2019anomalia \u00e8 oggi nota come provocata dalla mutazione del gene omeotico HOXD1, che comporta l\u2019espansione della superficie della testa in cui possono crescere le corna, cui consegue la scissione delle gemme cornuali durante lo sviluppo embrionale e la crescita di corna soprannumerarie. In alcune popolazioni ovicaprine la mutazione \u00e8 stata selezionata e si \u00e8 stabilizzata, cos\u00ec che la particolarit\u00e0 si presenta nella maggior parte degli individui (nelle razze Ebridi, Jacob, Manx Loaghtan, Boreray e Navajo-Churrot). <br>\nAl giorno d\u2019oggi le vere e proprie mostruosit\u00e0, o comunque le alterazioni morfologiche che esternamente davano all\u2019animale un aspetto anormale e spaventoso e che permettevano di riconoscerne in maniera inequivocabile le anomalie, sono molto meno numerose di un tempo. Le condizioni ambientali, l\u2019alimentazione controllata e la selezione genetica hanno di fatto ridotto notevolmente la loro comparsa. <br>\nCi\u00f2 non toglie che i difetti malformativi, sempre esistiti, allora come ora siano stati oggetto mirabile di studio e di ricerca continui, e che nei secoli abbiano appassionato, incuriosito, spaventato o meravigliato numerose generazioni.\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" width=\"944\" height=\"433\" src=\"https:\/\/www.bibliomanie.it\/public\/uploads\/2024\/06\/foto-1-morini-.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-11302\" srcset=\"https:\/\/www.bibliomanie.it\/public\/uploads\/2024\/06\/foto-1-morini-.jpg 944w, https:\/\/www.bibliomanie.it\/public\/uploads\/2024\/06\/foto-1-morini--300x138.jpg 300w, https:\/\/www.bibliomanie.it\/public\/uploads\/2024\/06\/foto-1-morini--768x352.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 944px) 100vw, 944px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n<p class=\"sec-article\">\n\n<b>Figura 1<\/b>: a <b>sinistra<\/b> una delle xilografie a stampa contenute nella <em>Monstrorum Historia<\/em> (pag. 617 del testo originale conservato nella Biblioteca Universitaria di Bologna) che rappresenta una mostruosit\u00e0 gemellare animale; al <b>centro<\/b> ed a <b>destra<\/b> rispettivamente una riproduzione in gesso di un suino (anno 1817) ed un preparato scheletrificato di agnello (anno 1824) di gemelli congiunti simmetrici appartenenti alla Collezione di Anatomia Patologica e Teratologia Veterinaria di Ozzano (BO) (con la concessione del Sistema Museale di Ateneo, SMA Unibo).\n<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" width=\"944\" height=\"330\" src=\"https:\/\/www.bibliomanie.it\/public\/uploads\/2024\/06\/Foto-2-moroni.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-11301\" srcset=\"https:\/\/www.bibliomanie.it\/public\/uploads\/2024\/06\/Foto-2-moroni.jpg 944w, https:\/\/www.bibliomanie.it\/public\/uploads\/2024\/06\/Foto-2-moroni-300x105.jpg 300w, https:\/\/www.bibliomanie.it\/public\/uploads\/2024\/06\/Foto-2-moroni-768x268.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 944px) 100vw, 944px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n<p class=\"sec-article\">\n<b>Figura 2<\/b>: a <b>sinistra<\/b> una illustrazione della <em>Monstrorum Historia<\/em> (pag. 542 del testo originale conservato nella Biblioteca Universitaria di Bologna) che rappresenta una mostruosit\u00e0 gemellare di vitello; a <b>destra<\/b> un vitello imbalsamato (anno 1847) di gemello congiunto asimmetrico contenuto all\u2019interno della Collezione di Anatomia Patologica e Teratologia Veterinaria di Ozzano (BO) (con la concessione del Sistema Museale di Ateneo, SMA Unibo).\n<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" width=\"944\" height=\"345\" src=\"https:\/\/www.bibliomanie.it\/public\/uploads\/2024\/06\/foto-3-moroni.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-11300\" srcset=\"https:\/\/www.bibliomanie.it\/public\/uploads\/2024\/06\/foto-3-moroni.jpg 944w, https:\/\/www.bibliomanie.it\/public\/uploads\/2024\/06\/foto-3-moroni-300x110.jpg 300w, https:\/\/www.bibliomanie.it\/public\/uploads\/2024\/06\/foto-3-moroni-768x281.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 944px) 100vw, 944px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n<p class=\"sec-article\">\n<b>Figura 3<\/b>: a <b>sinistra<\/b> una illustrazione a stampa della <em>Monstrorum Historia<\/em> (pag. 421 del testo originale conservato Biblioteca Universitaria di Bologna) che rappresenta vitello a due teste; a <b>destra<\/b> un vitello imbalsamato (anno 1842) di un vitello dicefalo contenuto nella Collezione di Anatomia Patologica e Teratologia Veterinaria di Ozzano (BO) (con la concessione del Sistema Museale di Ateneo, SMA Unibo).\n<\/p>\n\n\n\n<b>Bibliografia sezione storica<\/b>\n<br><br>\n\nAldrovandi U: <em>Monstrorum historia<\/em>; traduzione dal latino, note e testi critici di Lorenzo Peka, Roma, Moscabianca Edizioni, 2021.<br><br>\n\nLycosthenes C: <em>Prodigiorum ac ostentorum chronicon, quae praeter naturae ordinem, et in superioribus et his inferioribus mundi regionibus, ab exordio mundi usque ad haec nostra tempora acciderunt<\/em>. Basileae per H. Petri, 1557.<br><br>\n\nLiceti F: <em>De monstrorum causis, natura, et differentiis libri duo<\/em>, Padova, Gaspare Crivellari, 1616.<br><br>\n\nGeoffroy Saint-Hilaire:<em> Philosophie anatomique. Des monstruosit\u00e9s humaines<\/em>, J.B. Bailli\u00e8re, Paris Imprimerie de Rignoux 1818-1822.<br><br>\n\nIsidore Geoffroy Saint-Hilaire:<em> Histoire g\u00e9n\u00e9rale et particuli\u00e8re des anomalies de l\u2019organisation chez l\u2019homme et les animaux&#8230; ou Trait\u00e9 de t\u00e9ratologie<\/em>, J.B. Bailli\u00e8re, Paris 1832-1837.<br><br>\n\nMarcato PS: <em>La patologia veterinaria nel museo \u201cAlessandrini \u2013 Ercolani\u201d dell\u2019Universit\u00e0 di Bologna<\/em>. Bononia University Press, 2007.<br><br>\n\nMontemagno Ciseri L: I mostri prima della scienza dei mostri. Nascite mostruose, superstizioni e procedure nei secoli che precedono la moderna teratologia, <em>Itinera, <\/em>N.25, 2023.<br><br>\n\n\n\n<b>Bibliografia sezione scientifica<\/b>\n<br><br>\n\nAbu-Seida, Ashraf M: Amputation of Polymelia in a Layer Chicken. <em>Avian Dis, <\/em>58: 330-332, 2014. <br><br>\n\nAmatya B: First report of polymelia in shakini breed chicken from Nepal. <em>J Nat Hist Mus, <\/em>28: 175-177, 2014.<br><br>\n\nAzizi S, Kuhi M, Kheirandish R, Salarpoor M, Fatemi H:<b> <\/b>Schistosomus (Fissura abdominalis), atresia ani and arthrogryposis in a Turkoman foal.<b> <\/b><em>Ankara \u00dcniv Vet Fak Derg, <\/em>66: 217-220, 2019. <br><br>\n\nHe C, Chen Y, Yang K, Zhai Z, Zhao W, Liu S, Ding J, Dai R, Yang L, Xu K, Zhou Z, Gu C, Huang Q, Men GH: Genetic pattern and gene localization of polydactyly in Beijing fatty chicken. <em>PLOS ONE, <\/em>10: 1 -11, 2017.<br><br>\n\nHouse J, Barrand K., Cornillie P: A case of epigastric heteropagus twinning with other congenital abnormalities in a Chihuahua puppy. <em>Vlaams Diergeneeskundig Tijdschrift<\/em>, 81: 168-173, 2012.<br><br>\n\nJethva P.C., Patel S.B., Manohar B.K.: Amelia of hind limbs in a buffalo calf &#8211; a case report. <em>Indian J Field Vet, <\/em>9: 73-74, 2014<em>.<\/em><br><br>\n\nKulawik M, Pluta K, Wojnowska M, Bartyzel B, Nabzdyk M, Bukowska D: Cephalothoracopagus (monocephalic dithoracic) conjoined twins in a pig (<em>Sus scrofa <\/em>f. <em>domestica<\/em>): a case report. <em>Veterinarni Med, <\/em>62: 470\u2013477, 2017.<br><br>\n\nMarcato PS: <em>Patologia Sistematica Veterinaria<\/em>, 2 volumi, Second edition, New Business Media Edagricole, ISBN: 978-88-506-5454-3, 2015.\n\nMonfared AL, Navard SH, Sheibani MT: Case Report of a Congenital Defect (Dicephalus) in a Lamb. <em>Global Veterinaria, <\/em>10: 90-92, 2013.<br><br>\n\nNakamura T, Sunden Y, Imagawa T, Tsuka T, Shiraishi K, Morita T: Symmetric undivided diplopagus with cardiac malformation in a Japanese wild boar (<em>Sus scrofa leucomystax<\/em>). <em>J. Vet Med Sci,<\/em> 81: 657\u2013659, 2019.<br><br>\n\nPino A, P\u00e9rez A, Seavers A, Hermo G: A case of <em>monocephalus rachipagus tribrachius tetrapus <\/em>in a puppy. <em>Vet Res Forum, 7: 267 \u2013 270, 2016.<\/em><br><br>\n\nPourlis A, Papatsiros VG, Athanasiou LV, Maragkakis GG, Tsioli V: Notomelia in a piglet (<em>Sus scrofa<\/em>): Case report and review of the literature. <em>Anat Histol Embryol,<\/em><em> <\/em>48: 384\u2013387, 2019.<br><br>\n\nRodrigues VCC, Oliveira JBS, Sousa CMG, Ara\u00fajo SB, Abreu DM, Ba\u00eata SAF: Deradelphous Cephalothoracoomphalopagus in kittens \u2013 case report. <em>Arq Bras Med Vet Zootec, <\/em>73: 1094-1098, 2021.<br><br>\n\nSpiers ZB, Biddle AJ, Gabor MJ, Lee E, Gabor LJ: Pathologists\u2019 Corner. Monocephalic thoracopagus tetrabrachius in twin lambs. <em>Can Vet J,<\/em> 51: 1037\u20131039, 2010.<br><br>\n\nSun Y, Liu R, Zhao G, Zheng M, Sun Y, Yu X, Li P, Wen J: Genome-Wide Linkage Analysis and Association Study Identifies Loci for Polydactyly in Chickens. <em>G3 (Bethesda), <\/em>4: 1167\u20131172, 2014.<br><br>\n\nSzczerbal I, Stefaniak T, Dubiel A, Siembieda J, Nizanski W, Switonski M: Chromosome Instability in a Calf with Amelia of Thoracic Limbs. <em>Vet Pathol, <\/em>43:789\u2013792, 2006.<br><br>\n\nVanderzon DM, Partlow GD, Fisher KRS, Halina WG: Parapagus Conjoined Twin Holstein Calf. <em>The Anat Rec, <\/em>251:60\u201365, 1998.<br><br>\n\n\n<b>Sitografia<\/b>\n<br><br>\n<a href=\"https:\/\/historica.unibo.it\/handle\/20.500.14008\/78076\" title=\"\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Ulisse Aldrovandi, <em>Monstrorum Historia<\/em>, testo conservato nella Biblioteca Universitaria di Bologna, 1642<\/a>\n\n<br><br>\n<a href=\"https:\/\/sma.unibo.it\/it\/il-sistema-museale\/collezione-di-anatomia-patologica-e-teratologia-veterinaria\/collezione-di-anatomia-patologica-e-teratologia-veterinaria\" title=\"\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Sito della Collezione, SMA Unibo<\/a>\n<br><br>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Fin da tempi molto antichi racconti mitologici e leggende comprendevano ampie descrizioni ed accurate raffigurazioni visive di mostri e mostruosit\u00e0 animali, alla cui genesi venivano comunemente associate cause metafisiche o simboliche, quali rappresentazioni di manifestazioni demoniache o incarnazioni divine. 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