{"id":11057,"date":"2023-12-08T22:11:52","date_gmt":"2023-12-08T21:11:52","guid":{"rendered":"https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=11057"},"modified":"2025-06-21T08:53:39","modified_gmt":"2025-06-21T06:53:39","slug":"quando-la-fine-appare-linizio-levoluzione-della-lotta-armata-fra-pentitismo-e-dissociazioni-in-brigate-rosse-e-prima-linea","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=11057","title":{"rendered":"Quando la fine appare l\u2019inizio: l\u2019evoluzione della lotta armata fra pentitismo e dissociazioni in Brigate Rosse e Prima Linea"},"content":{"rendered":"\n<b>1. Introduzione <\/b>\n<br>\nIl presente contributo mira ad analizzare il fenomeno lottarmatista negli anni Ottanta, momento culminante della fase emergenziale e post-emergenziale, prendendo in esame il progressivo processo di degradazione di due dei principali gruppi della sinistra estrema, Brigate Rosse e Prima Linea. In questo senso, si cercher\u00e0 di ricostruire la sintomatologia che chiarisce la difficolt\u00e0 delle organizzazioni nel portare avanti la progettualit\u00e0 armata, che lungi dal rappresentare la fase iniziale d\u2019accesso al processo rivoluzionario, palesa in maniera sempre pi\u00f9 lampante il progressivo svuotamento di prospettiva politica e d\u2019analisi interna alle due entit\u00e0 di riferimento. \n<br>\nSoprattutto alla luce della contestuale ridefinizione di \u00abun assetto politico e culturale che rielabora linee nuove di ricostruzione delle societ\u00e0\u00bb<span id='easy-footnote-1-11057' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=11057#easy-footnote-bottom-1-11057' title='Paolo Capuzzo, &lt;em&gt;Gli anni Ottanta in Europa: trasformazioni sociali e linguaggio politico, &lt;\/em&gt;in Paolo Capuzzo, (a cura di) &lt;em&gt;Gli anni Ottanta in Europa&lt;\/em&gt;. Interventi di Richard Vinen, Lutz Raphael, Giovanni Gozzini, Marco Gervasoni, \u00abContemporanea\u00bb, fascicolo 4, ottobre 2010, p. 697.'><sup>1<\/sup><\/a><\/span> avviatasi nel nuovo decennio, l\u2019ipotesi armata, per come essa viene pensata e rapportata al movimento trasformativo nel suo complesso, comincia a rendersi impraticabile e a mostrare la fragilit\u00e0 delle organizzazioni nel loro rapporto con la classe di riferimento, anch\u2019essa investita da un processo di modificazione significativa. A ci\u00f2 si aggiunge, peraltro, anche l\u2019azione dello Stato italiano, che imbocca la strada della \u201cguerra\u201d con la durezza della sua risposta difensiva<span id='easy-footnote-2-11057' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=11057#easy-footnote-bottom-2-11057' title='Monica Galfr\u00e8, &lt;em&gt;La guerra \u00e8 finita. L\u2019Italia e l\u2019uscita dal terrorismo 1980-1987,&lt;\/em&gt; Bari, Editori Laterza, 2014, p. 9.'><sup>2<\/sup><\/a><\/span> ; perci\u00f2, nella complessa dialettica rivoluzione\/controrivoluzione che si ingenera, la sempre pi\u00f9 debole tenuta interna di Br e Pl si scontra necessariamente con l\u2019insieme di provvedimenti giuridici, legislativi, penali e politici che mirano al disgregamento dei gruppi stessi e all\u2019uscita dal terrorismo. Gli effetti che la sconfitta militare, gli arresti e le delazioni sempre pi\u00f9 numerose comportano, non fanno altro che accelerare il processo di decadenza gi\u00e0 avviato all\u2019interno organizzazioni, ormai ripiegate intorno al baluardo della costruzione del partito armato che ormai non distingue pi\u00f9 fra mezzi e finalit\u00e0 e che, in maniera sempre pi\u00f9 lampante, si esaurisce nel puro militarismo.  E allora, mentre si assiste al riassetto della legalit\u00e0 parlamentare, l\u2019erosione del progetto armato -che, nel frattempo, raggiunge l\u2019apice dell\u2019efferatezza proprio nei suoi ultimi colpi di coda- si manifesta anche in tutta una serie di risposte dei militanti alla crisi che spaziano dal pentitismo, alla dissociazione sino, ad esempio, a chi ipotizza riorganizzazioni delle strutture e ricerca nuovi terreni di lotta, come quello carcerario. \n<br>\nSullo sfondo dello scontro con lo Stato, la rottura del fronte eversivo si declina in un complesso insieme di cause ed effetti, in cui a favorire la ritirata dell\u2019esercito rivoluzionario compartecipano anche la collaborazione dei pentiti, la stretta repressiva e le svolte significative impresse alle indagini gi\u00e0 dall\u2019inizio del decennio<span id='easy-footnote-3-11057' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=11057#easy-footnote-bottom-3-11057' title='Monica Galfr\u00e8, &lt;em&gt;La guerra \u00e8 finita, &lt;\/em&gt;cit., p. 6.'><sup>3<\/sup><\/a><\/span>. Ponendo come obiettivo la ricostruzione del processo di esaurimento del progetto armato, della sua eziologia e delle conseguenze, si \u00e8 scelto di assumere come \u201csistemi\u201d, dunque organismi dotati di strutturazione e logica interna, i pi\u00f9 noti gruppi lottarmatisti italiani, Brigate Rosse e Prima Linea; la scelta di privilegiare i due attori, peraltro, permette anche di valutarne le evoluzioni storiche e politiche reinserendole all\u2019interno della tradizione marxista rivoluzionaria e di matrice marxista-leninista, a cui esse fanno riferimento in maniera pi\u00f9 o meno esplicita e rispetto alla quale \u00e8 possibile individuare degli smarcamenti significativi in relazione allo svolgimento del processo rivoluzionario stesso, tanto pi\u00f9 se contestualizzati rispetto alla parentesi di crisi generale che si trovano ad attraversare. Le parabole delle organizzazioni, infine, vengono contestualizzate in un lasso temporale che procede dal 1980 al 1987, in modo tale da riuscire ad abbracciare la fase post-emergenziale e gli itinerari giuridici e legislativi che hanno portato all\u2019elaborazione di leggi <em>ad hoc<\/em> per l\u2019uscita dal terrorismo. In ultima istanza, ripercorrere la parabola involutiva dei gruppi eversivi e stilare un bilancio sia sulle motivazioni profonde che ne stanno alla base, sia sugli effetti che esse hanno comportato, non pu\u00f2 prescindere dai percorsi personali e dalle adesioni dei militanti; perci\u00f2, il saggio muove anche attraverso le loro testimonianze, avvalendosi dei documenti e delle interviste risultanti dal programma di ricerca sul terrorismo portato avanti, dal 1981, dall\u2019Istituto Cattaneo di Bologna.\n<br><br>\n\n<b>2. Il progetto armato e la caduta nell\u2019interregno<\/b>\n<br>\nL\u2019interregno<span id='easy-footnote-4-11057' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=11057#easy-footnote-bottom-4-11057' title='Antonio Gramsci,&amp;nbsp;&lt;em&gt;Quaderni del carcere&lt;\/em&gt;, Volume I \u2013 Quaderni 1-5, Quaderno 3 (1930), Torino, Edizioni Einaudi, 2014, pp. 281-417.'><sup>4<\/sup><\/a><\/span> gramsciano in cui prende vita il processo di decadimento dei gruppi eversivi \u00e8 un luogo perturbante, del tutto sconosciuto poich\u00e9 rinnovato e, al contempo, profondamente familiare. \u00c8 lo scenario in cui, a partire dal 1980 -anno in cui culmina, peraltro, il terrorismo su ambo i versanti<span id='easy-footnote-5-11057' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=11057#easy-footnote-bottom-5-11057' title='Guido Crainz, &lt;em&gt;Il paese reale. Dall\u2019assassinio di Moro all\u2019Italia di oggi,&lt;\/em&gt; Roma, Donzelli Editore, 2012, p. 57.'><sup>5<\/sup><\/a><\/span>-, si delinea un decennio che nasce in piena contrapposizione con tutto ci\u00f2 che il precedente ha rappresentato. \u00c8 l\u2019ecatombe dell\u2019impegno per come lo si era inteso fino a quel momento, delle identit\u00e0 collettive forti, teatro della disaffezione per i partiti e della \u00abriformulazione della politica\u00bb<span id='easy-footnote-6-11057' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=11057#easy-footnote-bottom-6-11057' title='Paolo Capuzzo, &lt;em&gt;Gli anni Ottanta in Europa, cit., &lt;\/em&gt;pp. 697 ss.'><sup>6<\/sup><\/a><\/span>. E mentre la ristrutturazione capitalistica e il neoliberalismo ridefiniscono economia, lavoro e societ\u00e0, \u00abl\u2019onnivora categoria del riflusso\u00bb<span id='easy-footnote-7-11057' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=11057#easy-footnote-bottom-7-11057' title='G. Crainz, &lt;em&gt;Il paese reale, &lt;\/em&gt;cit., p. 43.'><sup>7<\/sup><\/a><\/span> abbraccia la propensione ai consumi, all\u2019evasione in ogni sua forma, al ritorno del privato sul pubblico che vede sostituire \u00able vetrine al posto dei libretti rossi\u00bb<span id='easy-footnote-8-11057' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=11057#easy-footnote-bottom-8-11057' title='Giuseppe Nascimbeni, &lt;em&gt;Il deserto dei giovani, &lt;\/em&gt;in \u00abCorriere della Sera\u00bb, 14 gennaio 1979.'><sup>8<\/sup><\/a><\/span>. Nella terra di passaggio fra vecchio e nuovo, tuttavia, al clima edonistico, al \u201crampantismo\u201d mai esausto, all\u2019elezione della corruzione a nuovo sistema, fanno contrappeso gli spettri di quanto avviatosi negli anni precedenti; e, nonostante le immagini patinate e il benessere ostentato, \u00abil terreno attorno \u00e8 scandito dalla degradazione sociale, dalla droga, dall\u2019industria dei sequestri e dalla lotta armata<span id='easy-footnote-9-11057' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=11057#easy-footnote-bottom-9-11057' title='Giorgio Galli, &lt;em&gt;Compagni che ballano,&lt;\/em&gt; in \u00abLa Repubblica\u00bb, 24 dicembre 1978.'><sup>9<\/sup><\/a><\/span>\u00bb.\n<br>\nLotta armata, dunque, come fenomeno che ancora persiste negli anni Ottanta. Ma il suo protrarsi \u00e8 un incedere claudicante, gli ultimi spasmi di un corpo morto. Tuttavia, la complessit\u00e0 dell\u2019evoluzione \u2013 o involuzione- storica di Brigate Rosse e Prima Linea, a questa altezza, coincide e continuer\u00e0 a coincidere anche con un grado di attivazione militare estremamente significativo<span id='easy-footnote-10-11057' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=11057#easy-footnote-bottom-10-11057' title='Cfr. G. Galli, &lt;em&gt;Storia del partito armato, &lt;\/em&gt;Milano, Rizzoli, 1986; Andrea Tanturli, &lt;em&gt;Prima linea: L&amp;#8217;altra lotta armata (1974-1981)&lt;\/em&gt;, Roma, DeriveApprodi, 2018.'><sup>10<\/sup><\/a><\/span>. Crisi e apogeo si controbilanciano, anche se i sintomi del profondo logoramento interno a cui sono sottoposti i due gruppi e il loro progetto armato cominciano a rendersi del tutto autoevidenti. Soprattutto interrogando la pubblicistica d\u2019area, l\u2019impressione che si ricava \u00e8 quella di una profonda necessit\u00e0 di stilare un bilancio su quanto \u00e8 avvenuto e quanto sta avvenendo: una riflessione non solo strategica, ma anche teorica da discutere in merito alla dialettica esistente fra movimento rivoluzionario e classe di riferimento. Perci\u00f2, mentre Br e Pl vivono le loro vicenda su \u00abdue livelli, quello dello stillicidio degli attentati e quello dell\u2019avvio di profonde fratture interne\u00bb<span id='easy-footnote-11-11057' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=11057#easy-footnote-bottom-11-11057' title='Giorgio Galli, &lt;em&gt;Piombo rosso. La storia completa della lotta armata in Italia dal 1970 ad oggi, &lt;\/em&gt;Milano, Baldini Castoldi Dalai, 2013, p. 150 [1^ ed. 2004]. '><sup>11<\/sup><\/a><\/span>, le altre anime che compongono la Nuova Sinistra cominciano ad interrogarsi sulla liceit\u00e0 della violenza politica. Ci si pu\u00f2 riferire, ad esempio, ad una delle ultime testate esplicitamente marxiste-leniniste, <em>Andare Controcorrente<\/em>: il giornale, in questo caso, pubblica una disamina che risulta significativa rispetto a quanto sta accadendo fra le file due gruppi, toccando, peraltro, una delle problematiche fondamentali del rapporto fra rivoluzione e utilizzo della violenza come mezzo politico:\n<br><br>\n<span class=\"quote\">\n\u00abIl terrorismo ha fallito proprio nel rapporto tra lotta generale delle masse e lotta armata, confondendone i termini e scambiandone i ruoli. \u00c8 per\u00f2 assai strano che chi non si cura del lavoro di crescita ideologica, politica e militare tra le masse si definisca rivoluzionario. [&#8230;] La concezione militaristica di porre l\u2019individuo al di sopra della classe, l\u2019assassinio politico al posto della lotta di classe non potevano che accelerare lo sgretolamento di chi ha inteso clandestinizzarsi. Inoltre, \u00e8 stato confermato che la scelta della lotta armata senza un legame organico con la classe operaia, cio\u00e8 senza che questa partecipi dirigendo la lotta contro gli apparati dello stato, \u00e8 come sempre una scelta suicida [&#8230;]. Difficile \u00e8 invece costruire giorno dopo giorno, quel rapporto politico con la classe, per organizzare i vari momenti di lotta, far crescere la coscienza rivoluzionaria delle masse, partendo dal loro livello di comprensione della realt\u00e0, sapendo utilizzare bene i crimini della borghesia e non, al contrario, pretendere e credere di imporre il proprio livello soggettivo.<span id='easy-footnote-12-11057' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=11057#easy-footnote-bottom-12-11057' title='Archivio storico della Nuova Sinistra \u201cMarco Pezzi\u201d, fascicolo n.234, &lt;em&gt;Fallimento di una strategia suicida,&lt;\/em&gt; in \u00abAndare Controcorrente\u00bb, II, n.1.'><sup>12<\/sup><\/a><\/span>\u00bb\n<\/span>\n<br><br> \n L\u2019impressione che se ne ricava \u00e8 non solo di una generica esautorazione della legittimit\u00e0 dell\u2019ipotesi armata -che, perlomeno fino alla met\u00e0 del decennio precedente, era stata condivisa da una parte della stessa sinistra extraparlamentare e legittimata de una certa \u00abopacit\u00e0 operaia\u00bb<span id='easy-footnote-13-11057' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=11057#easy-footnote-bottom-13-11057' title='F. Palaia, &lt;em&gt;Una democrazia in pericolo. Il lavoro contro il terrorismo (1969-1980), &lt;\/em&gt;Genova,&lt;em&gt; &lt;\/em&gt;Il Canneto editore, 2019, p. 196. '><sup>13<\/sup><\/a><\/span> -, ma anche quella di un processo di scollamento sempre pi\u00f9 evidente dalle masse proletarie da parte delle organizzazioni che si fanno depositarie delle loro rivendicazioni e necessit\u00e0. Il contributo prende nome, non casualmente, di <em>Fallimento di una strategia suicida<\/em>. Lasciamo spazio, dunque, ad alcune considerazioni. Il cortocircuito interno al progetto lottarmatista per come esso era stato pensato fino ad allora diviene sempre pi\u00f9 palese; Br e Pl iniziano a mostrare difficolt\u00e0 d\u2019analisi e d\u2019interpretazione delle mutate condizioni in cui si muovono, soccombendo di fronte ad un compito politico che non si distingue da quello militare, ma che anzi nasce come immediatamente tale. A posteriori, con la conclusione dei processi e a pene scontate, sono gli stessi militanti a tornare a riflettere sull\u2019<em>impasse<\/em> in cui le organizzazioni si ritrovano. Moretti, ad esempio, nell\u2019ammettere la sconfitta militare inferta dallo Stato italiano alle Brigate Rosse, sottolinea in realt\u00e0 come il problema, e dunque anche la grande spia del logoramento delle capacit\u00e0 d\u2019analisi politica, sia stato il non aver compreso il cambiamento del tessuto sociale all\u2019interno del quale era nato originariamente il progetto armato<span id='easy-footnote-14-11057' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=11057#easy-footnote-bottom-14-11057' title='Mario Moretti, &lt;em&gt;Brigate Rosse&lt;\/em&gt;.&lt;em&gt; Una storia italiana, &lt;\/em&gt;Milano, Mondadori, 2003, p. 179 [1^ ed. 1997]'><sup>14<\/sup><\/a><\/span>; parimenti, anche Barbara Balzerani, considerando una serie di cause interne ed esterne rispetto al processo di sconfitta, rileva le scissioni interne, gli arresti di massa, le sconfitte subite abbiano contribuito alla debolezza politica, ma che tuttavia, la ragione prima della sconfitta \u00e8 la crisi del progetto politico, mascherato da una grande capacit\u00e0 militare, ma ormai svuotato di significato complessivo<span id='easy-footnote-15-11057' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=11057#easy-footnote-bottom-15-11057' title='Barbara Balzerani, &lt;em&gt;Compagna luna, &lt;\/em&gt;Milano, Feltrinelli, 1998, p. 81.'><sup>15<\/sup><\/a><\/span>. L\u2019incapacit\u00e0 di operare nelle condizioni storiche mutate degli anni Ottanta, e l\u2019impossibilit\u00e0 di ripensare non solo la propria strategia, ma anche presenza politica, segna l\u2019inizio dell\u2019isolamento del gruppo. \n<br> \nParimenti, anche fra le file di Prima Linea alcuni militanti hanno una percezione non dissimile e, gi\u00e0 sincronicamente rispetto al lasso temporale a cui ci stiamo riferendo, si accusano a vicenda di \u00abaver forzato la visione della realt\u00e0 in modo arbitrariamente soggettivo\u00bb<span id='easy-footnote-16-11057' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=11057#easy-footnote-bottom-16-11057' title='Corrado Stajano, &lt;em&gt;L\u2019Italia Nichilista&lt;\/em&gt;, cit., pp. 179-180.'><sup>16<\/sup><\/a><\/span>. Dunque, le organizzazioni \u00abignorano i processi di ristrutturazione in atto\u00bb<span id='easy-footnote-17-11057' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=11057#easy-footnote-bottom-17-11057' title='Mario Moretti, &lt;em&gt;Brigate Rosse, &lt;\/em&gt;cit., p. 207.'><sup>17<\/sup><\/a><\/span> e, se da un lato forzano le interpretazioni del contesto -basti pensare, ad esempio, ai capi storici di Pl che gi\u00e0 nel 1979 sono convinti che \u00abormai la guerra civile \u00e8 esplosa\u00bb<span id='easy-footnote-18-11057' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=11057#easy-footnote-bottom-18-11057' title='Corrado Stajano, &lt;em&gt;L\u2019Italia nichilista, &lt;\/em&gt;cit., p. 164.'><sup>18<\/sup><\/a><\/span>-, dall\u2019altro non sembrano in grado di comprendere la portata della \u00abcongiuntura di transizione\u00bb<span id='easy-footnote-19-11057' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=11057#easy-footnote-bottom-19-11057' title='Gruppo di Studio Resistenze Metropolitane&lt;em&gt; (&lt;\/em&gt;a cura di), &lt;em&gt;L\u2019ape e il comunista. Il pi\u00f9 importante documento teorico scritto dalle Brigate Rosse, &lt;\/em&gt;Roma, PiGreco, 1980, p. 269.'><sup>19<\/sup><\/a><\/span> nella quale si trovano ad operare. A ci\u00f2 si aggiunge, peraltro, anche l\u2019aver accantonato ogni ruolo \u201cdidattico\u201d nei confronti delle masse proletarie; la classica idea di avanguardia leninista viene capovolta e non c\u2019\u00e8 tentativo di preparare politicamente la classe di riferimento, ma si opera al di fuori di essa, pur pretendendo di farsene interpreti.\n<br> \nVa rilevato che il vuoto di prospettiva comincia anche a rifrangersi nelle numerose fratture interne che puntellano Brigate Rosse e Prima Linea, le quali rendono ineludibili non solo le differenze interpretative della nuova congiuntura in cui si trovano ad agire le organizzazioni, ma anche l\u2019inadeguatezza del perpetrarsi, strenuo, di una strategia armata svincolata da ogni lucida analisi concreta che tenesse conto della condizione del movimento, delle condizioni oggettive e, dunque, anche della risposta dello Stato, che con la stretta repressiva e legislativa chiarisce gi\u00e0 dagli albori del decennio la volont\u00e0 di risolvere il problema terroristico con mezzi straordinari<span id='easy-footnote-20-11057' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=11057#easy-footnote-bottom-20-11057' title='Gabriele Licciardi, &lt;em&gt;La rivoluzione \u00e8 finita, la guerra continua. Carceri, pentiti e dissociati 1980-1987,&lt;\/em&gt; \u00abMeridiana\u00bb, n.  97, 2020, pp. 105-122.'><sup>20<\/sup><\/a><\/span>.  L\u2019impossibilit\u00e0, dunque, della costruzione di un fronte politico unitario che allargasse \u00abla discussione a settori pi\u00f9 ampi della sinistra estrema, non solo quella clandestina e militarizzata\u00bb<span id='easy-footnote-21-11057' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=11057#easy-footnote-bottom-21-11057' title='Renato Curcio, &lt;em&gt;A viso aperto. Intervista di Mario Scialoja, &lt;\/em&gt;Milano, Mondadori, 1993, p. 210.'><sup>21<\/sup><\/a><\/span> comporta, a ben vedere, due ordini di conseguenze. Prendendo in considerazione l\u2019annata 1980-1981, per quanto riguarda le Br, \u00e8 possibile rintracciare gi\u00e0 una serie di elementi critici che dimostrano la difficolt\u00e0 di elaborazione di una strategia politica ad onda movimentista ormai esaurita, nonostante la loro efficienza in termini militari -basti ricordare, in questo senso, la sequenza di omicidi e rapimenti della primavera-estate \u201981 che funge de indicatore sintomatico rispetto alle capacit\u00e0 armata del gruppo<span id='easy-footnote-22-11057' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=11057#easy-footnote-bottom-22-11057' title='Giorgio Galli, &lt;em&gt;Piombo rosso, &lt;\/em&gt;cit., p. 181.'><sup>22<\/sup><\/a><\/span>. Peraltro, la graduale \u00abpresa di consapevolezza profonda di una sconfitta, prima politica e di conseguenza militare\u00bb<span id='easy-footnote-23-11057' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=11057#easy-footnote-bottom-23-11057' title='Gabriele Licciardi, &lt;em&gt;La rivoluzione \u00e8 finita, la guerra continua, &lt;\/em&gt;cit., p. 108.'><sup>23<\/sup><\/a><\/span> viene ad enfatizzarsi soprattutto quando l\u2019azione statale riporta le prime grandi vittorie in termini di arresti e delazioni; all\u2019altezza del febbraio 1980, mentre le Br sono al punto pi\u00f9 alto della loro \u00abpropaganda del fatto\u00bb<span id='easy-footnote-24-11057' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=11057#easy-footnote-bottom-24-11057' title='F. Benigno, &lt;em&gt;Terrore e terrorismo. Saggio storico sulla violenza politica, &lt;\/em&gt;Torino, Einaudi, 2018.'><sup>24<\/sup><\/a><\/span>, viene arrestato Patrizio Peci e comincia a delinearsi, all\u2019interno dell\u2019organizzazione, il problema non solo delle infiltrazioni, ma anche quello delle collaborazioni e del pentitismo, conseguenze ennesime del processo di degradamento politico:\n<br><br>\n<span class=\"quote\">\n\u00abLe masse operaie ci avrebbero seguiti? [&#8230;] non ci sarebbe stato nessun coinvolgimento delle masse, noi saremmo rimasti sempre gli stessi e quindi saremmo finiti in galera dal primo all\u2019ultimo aspettando che le masse venissero a liberarci fra le vacanze a Riccione e la settimana bianca, fra la tredicesima e la quattordicesima. Insomma, eravamo sconfitti militarmente e politicamente. [&#8230;] Ci\u00f2 che ti sconvolge subito \u00e8 paragonare la forza dello Stato alla tua debolezza.<span id='easy-footnote-25-11057' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=11057#easy-footnote-bottom-25-11057' title='Patrizio Peci, &lt;em&gt;Io l\u2019infame. Storia dell\u2019uomo che ha distrutto le Brigate Rosse, &lt;\/em&gt;Milano, Sperling &amp;amp; Kupfer, 2008, p. 200.'><sup>25<\/sup><\/a><\/span>\u00bb\n<\/span>\n<br><br>\nDunque, l\u2019affermazione dalla crisi interna al sistema va chiaramente letta alla luce dell\u2019inestricabile dialettica che si ingenera con la risposta repressiva che, progressivamente, porta all\u2019estremo le rotture gi\u00e0 abbozzate; si accennava, in questo senso, a due considerazioni ulteriori. Se, infatti, il periodo di oscurit\u00e0 e travagli dell\u2019universo brigatista, ulteriormente scosso dall\u2019arresto di Moretti e la consequenziale salita al vertice di Senzani, da una parte d\u00e0 come esito dissensi e frazionamenti sempre pi\u00f9 espliciti, al contempo si tenta di ricompattare la strategia intorno a nuovi territori di lotta e rivendicazioni sperimentate solo a partire da mutate condizioni contestuali, come l\u2019ambito carcerario. \u00c8 chiaro che, mentre le colonne risultano sempre pi\u00f9 frammentate e accerchiate fra Roma, Napoli, Milano e Veneto, si cominci a questionare la necessit\u00e0 di trasformare le Br in un punto di riferimento complessivo, e che quindi, attorno alle forme di lotta armata, si esprimesse un programma politico ben pi\u00f9 ampio<span id='easy-footnote-26-11057' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=11057#easy-footnote-bottom-26-11057' title='Giorgio Galli, &lt;em&gt;Piombo Rosso, &lt;\/em&gt;cit., pp. 170 ss.'><sup>26<\/sup><\/a><\/span>. Intorno nel 1982, al margine dell\u2019operazione Dozier, appare tuttavia gi\u00e0 chiaro che il partito armato \u00e8 in condizione di stallo irreversibile; ci\u00f2 non significa che, per l\u2019appunto, i colpi di coda che verranno a palesarsi anche negli anni successivi abbiano diminuito la loro forza militare, tutt\u2019altro \u2013l\u2019ultima azione, ad esempio, \u00e8 riconducibile al 1988<span id='easy-footnote-27-11057' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=11057#easy-footnote-bottom-27-11057' title='Pino Casamassima, Brigate Rosse. &lt;em&gt;Storia del partito armato dalle origini all\u2019omicidio Biagi (1970-2002), &lt;\/em&gt;Milano, Baldini+Castoldi, 2022, p. '><sup>27<\/sup><\/a><\/span>-; ci\u00f2 significa, invece, che la suddetta forza militare sia rimasta l\u2019unico baluardo di una analisi e prassi politica, di solco marxista tradizionale, ormai esauritasi da tempo, di un legame con i soggetti sociali di riferimento del tutto scomparso, del corpo morto di una progettualit\u00e0 rivoluzionaria ormai da tempo lontana. Enrico Fenzi, ex brigatista, \u00e8 molto tranciante sulla questione. Durante l\u2019intervista portata avanti da Giuseppe de Lutiis per le ricerche sul terrorismo portate avanti dall\u2019Istituto Cattaneo di Bologna, gli viene chiesto il perch\u00e9 dell\u2019insuccesso del progetto armato:\n<br><br>\n<span class=\"quote\">\n\u00abPerch\u00e9&#8230;quella lotta armata era un fenomeno finale e non iniziale, chiudeva&#8230;delle ipotesi, chiudeva delle esperienze, era il coronamento di un qualcosa&#8230;.non era l\u2019inizio di qualcosa, era il coronamento di una serie di carriere individuali, politiche individuali, di una serie di storie individuali&#8230;.e di gruppo, era il coronamento di una&#8230;di una coerenza sviluppata&#8230;attraverso gli anni del dopoguerra, (&#8230;) non era una cosa nuova, era il coronamento di cose probabilmente molto vecchie, mentre&#8230;; e quindi la nuova societ\u00e0 italiana non ha&#8230;non si \u00e8 riconosciuta in definitiva in queste cose, perch\u00e9 non le appartenevano praticamente pi\u00f9.<span id='easy-footnote-28-11057' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=11057#easy-footnote-bottom-28-11057' title='Archivio Storico, Istituto Parri, Fondo Dote, Bologna, Italia, Quaderno Giuseppe de Lutiis, &lt;em&gt;Intervista a Enrico Fenzi&lt;\/em&gt;.'><sup>28<\/sup><\/a><\/span>\u00bb\n<\/span>\n<br><br>\nLa cronaca del 1980 e il sopra citato arresto di Peci, peraltro, portano alla ribalta anche l\u2019annosa questione legata a Prima Linea ed un altro dei \u201cgrandi\u201d pentiti che cominciano a farsi strada nell\u2019orizzonte del lottarmatismo. Se, infatti, il lavoro di Dalla Chiesa assesta colpi non mortali alle Br e alla sopravvivenza del gruppo, per Pl l\u2019esito dell\u2019azione contro-guerrigliera dello Stato risulta del tutto fatale. In concomitanza con l\u2019arresto e l\u2019identificazione di Roberto Sandalo, membro di spicco di Prima Linea a Torino, si annoda anche la vicenda parlamentare intorno al \u00abfantomatico comandante Alberto\u00bb<span id='easy-footnote-29-11057' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=11057#easy-footnote-bottom-29-11057' title='Monica Galfr\u00e8,&lt;em&gt; La guerra \u00e8 finita, &lt;\/em&gt;cit., p. 22.'><sup>29<\/sup><\/a><\/span>, poi rivelatosi Marco Donati Cattin<span id='easy-footnote-30-11057' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=11057#easy-footnote-bottom-30-11057' title='Sulla vicenda si rimanda a Monica Galfr\u00e8, &lt;em&gt;Il figlio terrorista. Il caso Donati Cattin e la tragedia di una generazione,&lt;\/em&gt; Torino, Einaudi, 2022.'><sup>30<\/sup><\/a><\/span>, figlio del ministro della Democrazia Cristiana Carlo Donati Cattin. L\u2019inchiesta della Magistratura portata avanti col fine di chiarire se l\u2019identit\u00e0 del militante, e soprattutto il suo peso, fossero gi\u00e0 note a forze dell\u2019ordine e agli alti esponenti del Governo ci d\u00e0 \u00abla misura dell\u2019uso politico cui il terrorismo era piegato un po\u2019 da tutti\u00bb<span id='easy-footnote-31-11057' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=11057#easy-footnote-bottom-31-11057' title='Monica Galfr\u00e8, &lt;em&gt;La guerra \u00e8 finita, &lt;\/em&gt;cit., p. 23.'><sup>31<\/sup><\/a><\/span> e, al contempo, anticipa il processo di sfaldamento completo dell\u2019organizzazione che, nonostante l\u2019attentato a Sergio Lenci e ulteriori azioni soprattutto legate alla liberazione di compagni detenuti<span id='easy-footnote-32-11057' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=11057#easy-footnote-bottom-32-11057' title='Giorgio Galli, &lt;em&gt;Piombo Rosso, &lt;\/em&gt;cit.,161. '><sup>32<\/sup><\/a><\/span>, sembra ormai soccombere di fronti agli arresti e all\u2019offensiva delle istituzioni. Il comportamento di Pl, in questo senso, \u00e8 molto diverso da quello delle Brigate Rosse, cos\u00ec come l\u2019approccio alla questione della lotta armata e dei suoi esiti. La data cerniera che in questo caso ci permette di ampliare gli elementi d\u2019analisi \u00e8 il 1982, anno \u00abdell\u2019inizio ufficiale del movimento della dissociazione\u00bb<span id='easy-footnote-33-11057' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=11057#easy-footnote-bottom-33-11057' title='Gabriele Licciardi, &lt;em&gt;La rivoluzione \u00e8 finita, la guerra continua,&lt;\/em&gt; cit., p.113.'><sup>33<\/sup><\/a><\/span>, cui destineremo ulteriore attenzione pi\u00f9 avanti soprattutto in relazione all\u2019utilizzo del percorso premiale da parte dello Stato. Tornando, dunque, a Prima Linea, il vuoto politico dell\u2019organizzazione di fronte al profondo mutamento contestuale, permette di pervenire ad una conclusione del tutto non scontata: ovvero la presa di consapevolezza che il progetto armato risulta ormai esaurito a quest\u2019altezza e la decisione di lavorare per un percorso dissociativo corale. Mentre i 51 detenuti di Rebibbia, tutti ex militanti dell\u2019estrema sinistra, pubblicavano il documento titolato <em>Una generazione politica detenuta, <\/em>l\u2019idea della \u201cdissociazione del colpevoli\u201d va ad investire Pl a partire dai grandi processi di Torino e Firenze del 1982-1983:\n<br><br>\n<span class=\"quote\">\n\u00abPL, rispetto al nucleo dei dissociati di Rebibbia, si assumeva in toto l\u2019onere della lotta armata, e proprio a partire da quest\u2019assunto dichiarava estinta quella possibilit\u00e0, intraprendendo quella che loro avevano definito l\u2019opzione della reversibilit\u00e0 della lotta armata, ovvero tornare indietro, interrompere un percorso, [&#8230;]. L\u2019esigenza era quella di non lasciare la storia dell\u2019organizzazione in mano ai collaboratori, ma provare a descrivere il senso di un decennio di ribellione armata, assumendosi il peso delle scelte e contemporaneamente affermando nei singoli processi la propria posizione rispetto ai singoli capi d\u2019accusa. Una strategia d\u2019uscita che PL maturava di pari passo al cambio di clima culturale, sociale ed economico manifestatosi fra la fine dei settanta e l\u2019inizio del decennio successivo. La generazione della lotta armata non era stata certo figlia della depressione economica, ma piuttosto delle grandi attese generate dal miracolo economico. E nel passaggio da un decennio all\u2019altro, lo spirito rivoluzionario che aveva pervaso larga parte dei giovani e della classe lavoratrice europea sembrava essersi assopito sopraffatto dal nuovo spirito del tempo che tendeva al cosiddetto riflusso. Il cedimento era forse arrivato inatteso, ma non al punto da far maturare il senso della sconfitta. Gli attori dell\u2019antistato rimanevano fermi in campo.<span id='easy-footnote-34-11057' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=11057#easy-footnote-bottom-34-11057' title='Gabriele Licciardi, &lt;em&gt;La rivoluzione \u00e8 finita, la guerra continua,&lt;\/em&gt; cit., p.113.'><sup>34<\/sup><\/a><\/span>\u00bb\n<\/span>\n<br><br>\nVa sottolineato, inoltre, che in questa fase di negoziazione con le istituzioni, Pl giunge, con il congresso finale e al culmine della riflessione individuale e collettiva, ad alcune considerazioni che vale la pena menzionare. In primo luogo, la rottura politica e ideologica con tutto il <em>milieau<\/em> marxista rispetto a cui aveva preso vita il progetto; il decadimento del sistema, in questo senso, passa anche per la dimensione meramente esistenziale e per la necessit\u00e0 di ricostruzione delle vite dei militanti, ormai distrutte dal crollo del gruppo e dall\u2019inevitabile processualit\u00e0 giuridica rispetto alla quale dover fare i conti. Sul piano storico, invece, l\u2019abbandono definitivo della lotta armata privilegia anche l\u2019obiettivo di piena ricostruzione della genesi e dello sviluppo dell\u2019organizzazione, con i suoi obiettivi e metodi, affinch\u00e9 la narrazione, come gi\u00e0 accennato, non venisse lasciata ad altri<span id='easy-footnote-35-11057' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=11057#easy-footnote-bottom-35-11057' title='Anna Cento Bull, Philip Cooke, &lt;em&gt;Ending terrorism in Italy, &lt;\/em&gt;Londra, Routledge, 2013, p. 75.'><sup>35<\/sup><\/a><\/span>. La nascita del fenomeno dissociativo, dunque, diviene sintomo ed insieme risposta dell\u2019incapacit\u00e0 del fronte eversivo di prospettare un progetto politico interno alla classe e per la classe, anch\u2019essa ormai in mutamento sostanziale. Lo ricorda con difficolt\u00e0, ad esempio, una delle militanti di Pl, Florinda Petrella, in una riflessione a condanne effettuate del 1986:\n<br><br>\n<span class=\"quote\">\n\u00ab[&#8230;] la vittoria finale, questo non l\u2019avevamo mai pensata, perch\u00e9 non pensavamo alla vittoria finale in quanto non pensavamo a un obiettivo finale, pensavamo a queste dimensioni multiformi [&#8230;]. pi\u00f9 che altro riflessione non sul piccolino di dire \u201cchi vince?\u201d, perch\u00e9 quello di dire \u201ccome pu\u00f2 pu\u00f2, dove pu\u00f2 portare una cosa di quel genere?\u201d e questo avrebbe significato, se ne fossi stata capace, non ne sono stata capace, dire \u201caspettiamo un attimo, non facciamo pi\u00f9 niente, finch\u00e8 stiamo capiamo dove stiamo, dove arriviamo\u201d e probabilmente sarebbe stato un atto di grande coraggio dire \u201caspettiamo\u201d.<span id='easy-footnote-36-11057' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=11057#easy-footnote-bottom-36-11057' title='Archivio Storico, Istituto Parri, Fondo Dote, Bologna, Italia, Quaderno Della Porta, Intervista a Florinda Petrella, 6 febbraio 1986.'><sup>36<\/sup><\/a><\/span>\u00bb\n<\/span>\n<br><br>\n\n<b>3. Carcere, dissociazione, pentitismo: la caduta del sistema e le risposte <\/b>\n<br>\nVa notato, a questo punto, come la presa d\u2019atto del fallimento, in taluni casi il ripudio della violenza e l\u2019accettazione delle regole democratiche furono punto di arrivo di un percorso legato, in rapporto dialettico, alla durezza delle condizioni di detenzione dei militanti carcerati<span id='easy-footnote-37-11057' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=11057#easy-footnote-bottom-37-11057' title='Monica Galfr\u00e8, &lt;em&gt;La guerra \u00e8 finita, &lt;\/em&gt;cit.; p. 109.'><sup>37<\/sup><\/a><\/span>; e, parimenti, tale fu anche il perseverare del progetto lottarmatista da parte di altri. Ci\u00f2 non appare scontato, ma altres\u00ec ingenera una serie di cortocircuiti che vale la pena esaminare per comprendere gli esiti della caduta delle organizzazioni e il loro significato. Primariamente, va sottolineato che i fenomeni presi in considerazione, quali pentitismo, dissociazione e, all\u2019estremo rovescio, l\u2019atteggiamento dei cosiddetti irriducibili. La risultanza, nei primi due casi, \u00e8 rappresentata da un processo di disimpegno e di presa di consapevolezza tutta interna alla propria soggettivit\u00e0, entrambi momenti dell\u2019<em>iter<\/em> che si inaugura con la carcerazione e, di conseguenza, da leggere inscindibilmente in relazione all\u2019azione dello Stato rispetto al fenomeno terroristico e all\u2019emergenza. Dunque, la disgregazione di Brigate Rosse e Prima Linea, cos\u00ec in generale il decadere di qualsiasi supposta validit\u00e0 e fattibilit\u00e0 del progetto armato dagli anni Ottanta in poi, oscilla proprio rispetto ai fattori individuali e contestuali: dagli errori interpretativi, la disillusione e la sconfitta percepita, alla stretta repressiva, legislativa e al pacchetto di provvedimenti emergenziali messi in atto dallo Stato<span id='easy-footnote-38-11057' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=11057#easy-footnote-bottom-38-11057' title='Anna Cento Bull, Philip Cooke, &lt;em&gt;Ending terrorism in Italy, &lt;\/em&gt;pp. 20 ss.'><sup>38<\/sup><\/a><\/span>.\n<br>\nL\u2019esperienza del carcere, in questo senso, risulta centrale; e lo \u00e8 sia per le organizzazioni eversive, sia per lo Stato stesso. Il fronte della sinistra estrema e, in questo caso, i due gruppi da noi presi in considerazione, assumono il \u00abcarcere come terreno dell\u2019azione collettiva e come possibile luogo del reclutamento di nuovi militanti, come luogo di riflessione teorica e come punto rilevante nella formazione dell\u2019immaginario attorno alla repressione statuale\u00bb<span id='easy-footnote-39-11057' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=11057#easy-footnote-bottom-39-11057' title='Christian G. De Vito, &lt;em&gt;La lotta armata e la &lt;\/em&gt;&lt;em&gt;\u00abquestione delle carceri\u00bb, &lt;\/em&gt;in Simone Neri Serneri (a cura di, &lt;em&gt;Verso la lotta armata. La politica della violenza nella sinistra radicale negli anni Settanta, &lt;\/em&gt;il Mulino, Bologna, 2012, p. 288.'><sup>39<\/sup><\/a><\/span>; parallelamente, \u00abper altro verso, considerato dal lato delle istituzioni, carcere come snodo significativo dei processi di criminalizzazione dei movimenti sociali, come momento dell\u2019azione di <em>intelligence<\/em> e di <em>counter-intelligence<\/em>, come laboratorio delle strategie antiterroristiche\u00bb<span id='easy-footnote-40-11057' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=11057#easy-footnote-bottom-40-11057' title='Ibidem. '><sup>40<\/sup><\/a><\/span>.  Sul finire degli anni Settanta e a deterioramento delle organizzazioni gi\u00e0 avviato, il tema della repressione diviene quindi centrale e strumento fondamentale per la polarizzazione contro lo Stato, che, da canto suo, lo utilizza \u00abcome forma di pressione di ricatto, quasi come prolungamento della prassi inquisitoria spostata dalla magistratura\u00bb<span id='easy-footnote-41-11057' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=11057#easy-footnote-bottom-41-11057' title='Monica Galfr\u00e8, &lt;em&gt;La guerra \u00e8 finita, &lt;\/em&gt;cit.; p. 46'><sup>41<\/sup><\/a><\/span>. Sia Brigate Rosse che Prima Linea, dunque, si trovano ad avviare nuove linee di intervento per quanto riguarda l\u2019estensione della lotta armata anche in questo ambito, nel tentativo di inoculare nuova forza agli organismi che lentamente vengono smantellati, ma con differenze significative. Come si pu\u00f2 ben constatare, se in Pl gi\u00e0 comincia ad abbozzarsi la necessit\u00e0 di dialettizzare il rapporto con lo Stato, che sta inferendo colpi significativi all\u2019organizzazione \u2013 non a caso, di l\u00ec a poco, la dissociazione corale del gruppo-, le Br sviluppano organismi di lotta propriamente carcerari, a partire dal <em>Fronte delle carceri<\/em> guidato da Senzani; in questo senso, sebbene lo svilupparsi di un nuovo terreno d\u2019azione politica possa servire a rafforzare il progetto brigatista, tuttavia esso nasce sulla scia dei frazionamenti gi\u00e0 in atto e comporta una scissione significativa fra dentro e fuori e una autonomizzazione sempre maggiore dei militanti detenuti. Inoltre, soprattutto alla luce dell\u2019insorgenza di fenomeni collaborazionismo con le istituzioni vengono avviate la \u201ccampagna contro gli infami\u201d, i cosiddetti pentiti, e una serie di pratiche di schedatura, processi, indagini e condanne interne al carcere, contro i militanti che decidono di spezzare il vincolo solidaristico e ideologico dell\u2019organizzazione<span id='easy-footnote-42-11057' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=11057#easy-footnote-bottom-42-11057' title='Christian G. De Vito, &lt;em&gt;La lotta armata e la &lt;\/em&gt;&lt;em&gt;\u00abquestione delle carceri\u00bb, &lt;\/em&gt;cit., pp. 294 ss.'><sup>42<\/sup><\/a><\/span>. L\u2019ossessivit\u00e0 con cui venivano condotte queste pratiche ricompare, peraltro, nelle memorie di ex militanti come fattore di velocizzazione di dissociazionismo e pentitismo:\n<br><br>\n<span class=\"quote\">\n\u00ab[&#8230;] Le ho detto un elemento che \u00e8 quello della situazione carceraria che mi rappresentava&#8230;la dissoluzione di un\u2019esperienza politica&#8230;.; naturalmente questo \u00e8 molto&#8230;\u00e8 un aspetto, poi ce ne sono molti di pi\u00f9 ideologici, analisi di quello che succedeva, motivi e spinte personali, io ora non \u00e8 che posso riassumere&#8230;ecco certamente in ogni caso l\u2019essersi trovato subito a contatto con un mondo carcerario attraversato da questa violenza, con questi episodi di morte&#8230;con questi omicidi [&#8230;], b\u00e8 tutto questo ha costituito una grossa spinta [&#8230;]. Era la prima volta che me ne rendevo conto, di come si fosse scatenata una sorta di corsa&#8230;davvero al \u201ctanto peggio, tanto meglio\u201d, cio\u00e8 mi ero accorto che a un certo punto le Brigate Rosse non avevano da offrire agli altri detenuti che la loro prospettiva del peggio [&#8230;]. Ricordo l\u2019atteggiamento del brigatista che era veramente l\u2019affossatore di ogni riforma carceraria [&#8230;], erano incapaci di proporre una prospettiva concreta di lotta&#8230;nelle carceri&#8230;di offrire questa prospettiva agli altri carcerati: agli altri carcerati prospettavano solo il diventare brigatisti, il&#8230;partecipare agli omicidi e agli accoltellamenti di chi si stava per dissociare o si dissociava [&#8230;].<span id='easy-footnote-43-11057' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=11057#easy-footnote-bottom-43-11057' title='Archivio Storico, Istituto Parri, Fondo Dote, Bologna, Italia, Quaderno Giuseppe de Lutiis, &lt;em&gt;Intervista a Enrico Fenzi&lt;\/em&gt;.'><sup>43<\/sup><\/a><\/span>\u00bb\n<\/span>\n<br><br>\nDunque dissociati dalla lotta armata e pentiti: due categorie di ex militanti rispetto a cui risulta centrale non solo l\u2019amministrazione e gestione penitenziaria, ma pi\u00f9 generalmente la serie di provvedimenti giuridici e legislativi messi in atto dalle istituzioni nel contesto emergenziale. Lo Stato democratico si trova ad elaborare diversi repertori d\u2019azione, che spaziano dal fronte repressivo, soprattutto attraverso le indagini portate avanti con i Nuclei di Dalla Chiesa, a quello legislativo, attraverso l\u2019introduzione di legislazioni d\u2019emergenza e percorsi premiali<span id='easy-footnote-44-11057' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=11057#easy-footnote-bottom-44-11057' title='Gabriele Licciardi, &lt;em&gt;La rivoluzione \u00e8 finita, la guerra continua&lt;\/em&gt;, cit., p. 107'><sup>44<\/sup><\/a><\/span>. Le misure militari e giuridico-politiche, tuttavia, sollevano una serie di questioni non poco scontate; in primo luogo, l\u2019impossibilit\u00e0 di riscontrare dei precedenti nella storia del diritto italiano e, parallelamente, in quello di altri paesi. Ci\u00f2 comporta, che ci si muove adeguandosi per approssimazione e in un terreno del tutto inesplorato, con la serie di rischi che questo pu\u00f2 comportare una contingenza simile. A ci\u00f2 si aggiunge anche la natura \u201cstrumentale\u201d di questi provvedimenti di scopo che, per la loro durezza ed eccezionalit\u00e0, dovrebbero avere validit\u00e0 temporanea e che, invece, vengono conservati nel tempo e sfruttati successivamente come validi strumenti per la lotta alla mafia<span id='easy-footnote-45-11057' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=11057#easy-footnote-bottom-45-11057' title='Andrea Baravelli, &lt;em&gt;Per una storia della risposta penale al terrorismo italiano (1976-1982), &lt;\/em&gt;\u00abMeridiana\u00bb, n.97, 2020, pp. 73-88.'><sup>45<\/sup><\/a><\/span>. In questo modo, tuttavia, nel nostro caso specifico occorrerebbe interrogarsi sull\u2019eventuale sostituzione dell\u2019azione politica e sociale con la risposta penale. \n<br>\nAddentrandosi nel merito di alcuni provvedimenti significativi e delle loro conseguenze, ricordiamo alcuni passaggi cardine:\n<br><br>\n<span class=\"quote\">\n\u00abI provvedimenti cardine furono rappresentati dalla legge sui collaboratori di giustizia, L. 304\/1982, che introduceva, per la prima volta nel nostro ordinamento giuridico, forti sconti di pena per imputati che avevano deciso di collaborare con la magistratura. L\u2019evoluzione della normativa premiale veniva completata con la legge n. 34 del 18 febbraio 1987, recante misure a favore di chi si dissociava dal terrorismo. Insieme alla costruzione di un\u2019importante e complesso apparato legislativo [&#8230;] un altro campo delle politiche di contrasto al crimine organizzato di stampo politico veniva individuato nelle carceri. La \u00abdifferenziazione\u00bb carceraria rendeva la pena detentiva particolarmente dura e nel 1977 il governo istituiva le carceri speciali di massima sicurezza. Non solo, ma venivano anche istituite nel 1983 delle \u00abaree omogenee\u00bb, create dal socialista Nicol\u00f2 Amato, direttore generale degli istituti penitenziari, luoghi all\u2019interno dei quali veniva favorire la socializzazione dei detenuti politici che avevano intrapreso un preciso percorso di dissociazione dalla lotta armata.<span id='easy-footnote-46-11057' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=11057#easy-footnote-bottom-46-11057' title='Gabriele Licciardi, &lt;em&gt;La rivoluzione \u00e8 finita, la guerra continua&lt;\/em&gt;, cit., p. 106.'><sup>46<\/sup><\/a><\/span>\u00bb \n<\/span>\n<br><br>\nTenere conto della strategia dello Stato, dunque, permette di dare una lettura pi\u00f9 ampia dei fenomeni presi in considerazione; il movimento dialettico che intercorre fra rivoluzione controrivoluzione appare accelerato dalle leggi eccezionali e dal loro carattere criminogeno,, mentre pentitismo e dissociazione assumono significati pi\u00f9 complessi se inquadrati, da un lato, all\u2019interno del processo di svuotamento di prospettiva politica complessiva e, al contempo, in quell\u2019insieme di misure autoritarie messe in atto dallo Stato; in questo modo, i due fenomeni, cos\u00ec come la permanenza dei cosiddetti irriducibili, diventano al contempo sintomi, ma anche risposte, del complesso contesto in cui si ritrovano i due rappresentanti del fronte eversivo; considerare in questa ottica l\u2019evoluzione storica del terrorismo e della lotta contro di esso appare l\u2019unico strumento per sventare il rischio di appiattire i fatti. \n<br>\nNonostante la disorganicit\u00e0 dei fenomeni, tuttavia si possono estrinsecare alcune considerazioni. Interessante, a questo proposito, risulta la dichiarazione stessa di Peci all\u2019indomani del suo arresto; per l\u2019ex militante, infatti, \u00abi pentiti che dicono di aver avuto problemi politici, etici, morali, religiosi, psicologici raccontano balle\u00bb<span id='easy-footnote-47-11057' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=11057#easy-footnote-bottom-47-11057' title='Patrizio Peci, &lt;em&gt;Io l\u2019infame,&lt;\/em&gt; cit., p. 200.'><sup>47<\/sup><\/a><\/span>, poich\u00e9 \u00abci\u00f2 che ti sconvolge subito \u00e8 paragonare la forza dello Stato alla tua debolezza\u00bb<span id='easy-footnote-48-11057' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=11057#easy-footnote-bottom-48-11057' title='Ibidem.'><sup>48<\/sup><\/a><\/span>. In effetti, il coinvolgimento di termini di discussione legati all\u2019ambito della morale, e dell\u2019etica, ci portano ad osservare una sorta di contaminazione di sfere che, nel contesto dello Stato di diritto, dovrebbero rimanere distanti; e allora, la gi\u00e0 difficile natura definitoria dei reati politici: \n<br><br>\n<span class=\"quote\">\n\u00abHa favorito la giustificazione di sconti di pena in termini etici oltre che utilitaristici: e la sincerit\u00e0 del pentimento ha finito per essere misurata non solo sulle disponibilit\u00e0 alla confessione, ma anche su quantit\u00e0 e qualit\u00e0 di informazioni, secondo una tradizione inquisitoriale profondamente radicata nella coscienza collettiva del Paese.<span id='easy-footnote-49-11057' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=11057#easy-footnote-bottom-49-11057' title='Monica Galfr\u00e8, &lt;em&gt;La guerra \u00e8 finita, &lt;\/em&gt;cit.; p. 79.'><sup>49<\/sup><\/a><\/span>\u00bb\n<\/span>\n<br><br>\nQuesto meccanismo mercantile e la visione dell\u2019azione di contrasto alla lotta armata che riconosce come risolutivo lo strumento dello sconto di pena o delle condizioni carcerarie migliori, quale strumento in grado di scardinare la solidariet\u00e0 del fronte nemico<span id='easy-footnote-50-11057' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=11057#easy-footnote-bottom-50-11057' title='Andrea Baravelli, &lt;em&gt;Per una storia della risposta penale al terrorismo italiano, &lt;\/em&gt;cit., p. 84.'><sup>50<\/sup><\/a><\/span>. E ci\u00f2 appare quanto di pi\u00f9 vero soprattutto se si tiene conto sia dei casi di tortura fisica, sia di altri tipi pi\u00f9 sottili di violenza, tali per cui si pu\u00f2 parlare di \u00absoave inquisizione\u00bb<span id='easy-footnote-51-11057' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=11057#easy-footnote-bottom-51-11057' title='Monica Galfr\u00e8, &lt;em&gt;La guerra \u00e8 finita, &lt;\/em&gt;cit.; p. 81.'><sup>51<\/sup><\/a><\/span>; senza contare, peraltro, la necessit\u00e0 di far fronte alle logiche dello schieramento imposte dalle rappresaglie portate avanti in carcere dai militanti. L\u2019insieme di queste logiche, cos\u00ec come abbozza Peci, favoriscono sicuramente il ripensamento e l\u2019allontanamento dall\u2019esperienza della lotta armata. Dalla prospettiva di chi sta all\u2019interno, invece, il pentito, il traditore, \u00e8 anche la risultante della crisi politica stessa della lotta armata<span id='easy-footnote-52-11057' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=11057#easy-footnote-bottom-52-11057' title='Archivio Storico, Istituto Parri, Fondo Dote, Bologna, Italia, Quaderno Giuseppe de Lutiis, &lt;em&gt;Intervista a Enrico Fenzi&lt;\/em&gt;.'><sup>52<\/sup><\/a><\/span>; ma allo stesso modo, anche il pentito punta il dito sugli stessi fattori: Antonio Savasta, ad esempio, afferma che il pentimento \u00e8 \u00abrisultato collettivo di dibattiti all\u2019interno dell\u2019organizzazione e critica al metodo stesso della lotta armata\u00bb<span id='easy-footnote-53-11057' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=11057#easy-footnote-bottom-53-11057' title='AC, Audizione di Savasta, pp. 387-89.'><sup>53<\/sup><\/a><\/span>, riconducendone i natali alla debolezza delle organizzazioni. In ogni caso, il discorso legato al percorso e all\u2019elaborazione della legge sui pentiti alimenta il movimento della dissociazione e la legge consequenziale. Sulla base del \u201cdocumento dei 51\u201d, gli ex militanti avviavano il discorso legato al rifiuto della lotta armata, ormai indissolubilmente divaricata rispetto ai movimenti sociali, la profonda autocritica e l\u2019obiettivo di stabilire un rapporto dialettico con chi fosse sensibile al superamento dell\u2019emergenza, nel tentativo di reinserire la generazione detenuta in un\u2019ottica riformista<span id='easy-footnote-54-11057' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=11057#easy-footnote-bottom-54-11057' title='Cfr. Paolo Persichetti, Oreste Scalzone, &lt;em&gt;Il nemico inconfessabile. Sovversione sociale, lotta armata e stato di emergenza in Italia dagli anni Settanta ad oggi, &lt;\/em&gt;Odradek, Roma, 1999.'><sup>54<\/sup><\/a><\/span>, senza piegarla, tuttavia, alla logica dell\u2019abiura che implicava la legge sui pentiti. \u00c8 comunque importante notare come la presa d\u2019atto del fallimento del progetto rivoluzionario e armato per come esso era stato pensato, cos\u00ec come l\u2019accettazione della regola democratica \u00e8 il punto di arrivo di un lungo percorso legato anche alla durezza delle condizioni dei carcerati<span id='easy-footnote-55-11057' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=11057#easy-footnote-bottom-55-11057' title='Monica Galfr\u00e8, &lt;em&gt;La guerra \u00e8 finita, &lt;\/em&gt;cit., p. 109.'><sup>55<\/sup><\/a><\/span>. L\u2019elemento, peraltro, emerge anche in diverse interviste fatte ad ex militanti:\n<br><br>\n<span class=\"quote\">\n\u00ab[&#8230;] Io sono stata mandata subito a Voghera, cio\u00e8 ho fatto venti giorni in camera di sicurezza poi son stata mandata a Voghera&#8230;l\u00ec va b\u00e8 Voghera ha richiesto immediatamente una chiusura in se stesso, una ricompattazione fra tutte noie, le donne che si son trovate l\u00ec per far fronte alla pesantezza dentro un carcere che era veramente allucinante [&#8230;].<span id='easy-footnote-56-11057' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=11057#easy-footnote-bottom-56-11057' title='Archivio Storico, Istituto Parri, Fondo Dote, Bologna, Italia, Quaderno Della Porta, &lt;em&gt;Intervista a Grazie Grena.&lt;\/em&gt;'><sup>56<\/sup><\/a><\/span>\u00bb\n<\/span>\n<br><br>\nAlla stessa maniera, anche Bonavita:\n<br><br>\n<span class=\"quote\">\n\u00abPerch\u00e9 poi gli anni di galera devi farteli, in quell\u2019ambiente devi starci, e sai benissimo cosa significa essere isolato, essere additato come il reprobo, come&#8230;Allora, o decidi di accettare quella dimensione e ti metti in mano allo Stato, pero\u2019&#8230;no?-metterti in mano allo Stato signfica poi due cose: o starci in termini del poveraccio che si fa una vita da cani sempre, perch\u00e9 \u00e8 isolato poi dagli altri detenuti, \u00e8 isolato- le guardie naturalmente si rifanno di tutto quello che hanno subito prima, perch\u00e9 non hai avuto un passato molto piacevole \u2013 e l\u2019altra invece \u00e8 collaborare, di \u201cpentirti\u201d fra virgolette, e allora poi magari trovi una collocazione dove puoi vivere e dove sei protetto [&#8230;].<span id='easy-footnote-57-11057' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=11057#easy-footnote-bottom-57-11057' title='Archivio Storico, Istituto Parri, Fondo Dote, Bologna, Italia, Quaderno Passerini, &lt;em&gt;Intervista ad Alfredo Buonavita&lt;\/em&gt;, 13 Maggio 1985.'><sup>57<\/sup><\/a><\/span>\u00bb\n<\/span>\n<br><br>\nAll\u2019estremit\u00e0 opposta, la ricostruzione del crollo delle organizzazioni, dei sintomi e delle risposte ci consente di menzionare, in ultima istanza, i cosiddetti \u201cirriducibili\u201d. Nel caso specifico, i militanti di Brigate Rosse e Prima Linea che si rifiutano di rinnegare l\u2019esperienza armata e difendono la natura del progetto come quella di una \u201cqualsiasi guerra\u201d, hanno alcuni punti in comune<span id='easy-footnote-58-11057' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=11057#easy-footnote-bottom-58-11057' title='Anna Cento Bull, Philip Cooke, &lt;em&gt;Ending terrorism in Italy, &lt;\/em&gt;cit., p. 81.'><sup>58<\/sup><\/a><\/span>. \u00c8 importante sottolineare, ad esempio, come aldil\u00e0 della risultante, entrambi i gruppi privilegino una ricostruzione e valutazione del fatto storico a partire da considerazioni collettive e rientranti nella dimensione politica; si tratta, molto spesso, di prendere coscienza dell\u2019inadeguatezza d\u2019analisi dei gruppi e incapacit\u00e0 di farsi non solo interpreti della realt\u00e0 italiana che sta mutando, ma anche del rapporto con la massa e la classe operaia di riferimento. Il ruolo di pentiti e dissociati, dunque, non sarebbe stato l\u2019elemento essenziale al crollo definitivo dei gruppi e del fenomeno lottarmatista, quanto piuttosto il primo sintomo della debolezza teorica e strategica dei gruppi: \u00abnon siamo stati sconfitti dai pentiti [&#8230;]; \u00e8 stata la sconfitta a produrre i pentiti. Essi sono un disastro, culturalmente prima ancora che politico, che va oltre la lotta armata\u00bb<span id='easy-footnote-59-11057' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/www.bibliomanie.it\/?p=11057#easy-footnote-bottom-59-11057' title='Mario Moretti, &lt;em&gt;Brigate Rosse, &lt;\/em&gt;cit. p., 251.'><sup>59<\/sup><\/a><\/span>. Il complesso scenario, dunque, si chiude nel 1987 con la legge sulla dissociazione; sui giornali si titola <em>Anni di piombo addio<\/em>, anche se la quadra fatica a trovarsi in maniera univoca. Il crollo dei sistemi \u00e8 ormai irrevocabile e quasi completo, nonostante gli ultimi colpi di coda dell\u2019azione armata si protraggano fino alla fine del nuovo decennio. Ci\u00f2 che interessa rilevare, ai fini della nostra analisi, \u00e8 che ponendosi di fronte ai sintomi dei processi di logoramento delle organizzazioni, cos\u00ec come alle risposte consequenziali a questo movimento degradativo, in realt\u00e0 non si riesca a fornire una categorizzazione chiara delle une, piuttosto che delle altre; ora, come allora, l\u2019unico modo per poter intraprendere ipotesi interpretative risulta solo la lettura dei fenomeni in stretto rapporto dialettico, nel tentativo di ricostruirne una storia che non sia separata, ma del tutto complementare.\n<br><br>\n\n<b>Bibliografia<\/b>\n<br>\nBalzerani B., <em>Compagna luna, <\/em>Milano, Feltrinelli, 1998.<br>\nBaravelli A., <em>Per una storia della risposta penale al terrorismo italiano (1976-1982), <\/em>\u00abMeridiana\u00bb, n.97, 2020.<br>\nBenigno F., <em>Terrore e terrorismo. Saggio storico sulla violenza politica, <\/em>Torino, Einaudi, 2018.<br>\nCapuzzo P., <em>Gli anni Ottanta in Europa: trasformazioni sociali e linguaggio politico, <\/em>in Paolo Capuzzo, (a cura di) <em>Gli anni Ottanta in Europa<\/em>. Interventi di Richard Vinen, Lutz Raphael, Giovanni Gozzini, Marco Gervasoni, \u00abContemporanea\u00bb, fascicolo 4, ottobre 2010.<br>\nCasamassima P., Brigate Rosse. <em>Storia del partito armato dalle origini all\u2019omicidio Biagi (1970-2002), <\/em>Milano, Baldini+Castoldi, 2022.<br>\nCento Bull A., Cooke P., <em>Ending terrorism in Italy, <\/em>Londra, Routledge, 2013.<br>\nCrainz G., <em>Il paese reale. Dall\u2019assassinio di Moro all\u2019Italia di oggi,<\/em> Roma, Donzelli Editore, 2012.<br>\nCurcio R., <em>A viso aperto. Intervista di Mario Scialoja, <\/em>Milano, Mondadori, 1993.<br>\nDe Vito C. G., <em>La lotta armata e la \u00abquestione delle carceri\u00bb, <\/em>in Simone Neri Serneri (a cura di, <em>Verso la lotta armata. La politica della violenza nella sinistra radicale negli anni Settanta, <\/em>il Mulino, Bologna, 2012<br>\nForcella E., <em>Anni di piombo addio, <\/em>\u00abla Repubblica\u00bb, 12 febbraio 1987.\nGalfr\u00e8 M., <em>La guerra \u00e8 finita. L\u2019Italia e l\u2019uscita dal terrorismo 1980-1987,<\/em> Bari, Editori Laterza, 2014.<br>\nGalfr\u00e8 M., <em>Il figlio terrorista. Il caso Donati Cattin e la tragedia di una generazione,<\/em> Torino, Einaudi, 2022.<br>\nGalli G., <em>Compagni che ballano,<\/em> in \u00abLa Repubblica\u00bb, 24 dicembre 1978.\nGalli G., <em>Storia del partito armato, <\/em>Milano, Rizzoli, 1986.<br>\nGalli G., <em>Piombo rosso. La storia completa della lotta armata in Italia dal 1970 ad oggi, <\/em>Milano, Baldini Castoldi Dalai, 2013.<br>\nGramsci A.,&nbsp;<em>Quaderni del carcere<\/em>, Volume I \u2013 Quaderni 1-5, Quaderno 3 (1930), Torino, Edizioni Einaudi, 2014.<br>\nGruppo di Studio Resistenze Metropolitane<em> (<\/em>a cura di), <em>L\u2019ape e il comunista. Il pi\u00f9 importante documento teorico scritto dalle Brigate Rosse, <\/em>Roma, PiGreco, 1980.<br>\nLicciardi G., <em>La rivoluzione \u00e8 finita, la guerra continua. Carceri, pentiti e dissociati 1980-1987,<\/em> \u00abMeridiana\u00bb, n.  97, 2020<br>\nMoretti M., <em>Brigate Rosse<\/em>.<em> Una storia italiana, <\/em>Milano, Mondadori, 2003.<br>\nNascimbeni G., <em>Il deserto dei giovani, <\/em>in \u00abCorriere della Sera\u00bb, 14 gennaio 1979.<br>\nPalaia F., <em>Una democrazia in pericolo. Il lavoro contro il terrorismo (1969-1980), <\/em>Genova,<em> <\/em>Il Canneto editore, 2019.<br>\nPeci P., <em>Io l\u2019infame. Storia dell\u2019uomo che ha distrutto le Brigate Rosse, <\/em>Milano, Sperling &amp; Kupfer, 2008.<br>\nPersichetti P., Scalzone O., <em>Il nemico inconfessabile. Sovversione sociale, lotta armata e stato di emergenza in Italia dagli anni Settanta ad oggi<\/em>, Odradek, Roma, 1999.<br>\nStajano, C., L<em>\u2019Italia nichilista: il caso di Marco Donati Cattin, la rivolta, il potere, <\/em>Milano, Mondadori, 1982.<br>\nTanturli A., <em>Prima linea: L&#8217;altra lotta armata (1974-1981)<\/em>, Roma, DeriveApprodi, 2018.<br><br>\n\n<b>Documenti d\u2019archivio<\/b>\n<br>\nArchivio Storico, Istituto Parri, Fondo Dote, Bologna, Italia, Quaderno Della Porta, <em>Intervista a Grazie Grena.<\/em><br>\nArchivio Storico, Istituto Parri, Fondo Dote, Bologna, Italia, Quaderno Passerini, <em>Intervista ad Alfredo Buonavita<\/em>.<br>\nArchivio Storico, Istituto Parri, Fondo Dote, Bologna, Italia, Quaderno Della Porta, <em>Intervista a Florinda Petrella<\/em>, 6 febbraio 1986.<br>\nArchivio Storico, Istituto Parri, Fondo Dote, Bologna, Italia, Quaderno Giuseppe de Lutiis, <em>Intervista a Enrico Fenzi<\/em>.<br>\nArchivio storico della Nuova Sinistra \u201cMarco Pezzi\u201d, fascicolo n.234, <em>Fallimento di una strategia suicida,<\/em> in \u00abAndare Controcorrente\u00bb, II, n.1.\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Il contributo propone una rilettura del fenomeno della lotta armata come momento\n\u201cconclusivo\u201d -e non, classicamente, come fase iniziale e consustanziale all\u2019avviamento del\nprocesso rivoluzionario- della parabola storica di Brigate Rosse e Prima Linea. 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Br e Pl, dunque,\nvengono assunte come \u201csistemi\u201d, mentre vengono rintracciati sintomi e risposte alla crisi nei\nfenomeni di pentitismo, dissociazione e nella presenza di militanti irriducibili nella fase\npost-emergenziale, quando la risposta delle istituzioni completa il processo dissolutivo delle\norganizzazioni stesse.\n","protected":false},"author":413,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[2],"tags":[920,922,919,923,921,381],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.bibliomanie.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/11057"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.bibliomanie.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.bibliomanie.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.bibliomanie.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/413"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.bibliomanie.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=11057"}],"version-history":[{"count":7,"href":"https:\/\/www.bibliomanie.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/11057\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":13406,"href":"https:\/\/www.bibliomanie.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/11057\/revisions\/13406"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.bibliomanie.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=11057"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.bibliomanie.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=11057"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.bibliomanie.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=11057"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}